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Maria Callas


Giada
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Ok ma se il valore artistico è di alto spessore un occhio sulla qualità audio lo si può chiudere tranquillamente dai.

Domanda: ho visto che l'etichetta Myto sta pubblicando numerose registrazioni della Callas. Ma sono le stesse che si trovano nel catalogo EMI?

Per la Norma quella che ho segnalato nella lista è questa:

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Ma c'erano sempre nel catalogo EMI queste due:

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Altrimente nel catalogo Myto ecco questa (che dovrebbe essere quella segnalata da Pinkerton):

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Mamma mia c'è da spararsi !!

Sì, sì, quella Medea, come ho detto, è da avere ;)

Per quanto riguarda "Norma" mi butterei di corsa su quella diretta da Serafin e quella diretta da Votto.

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Ma Bernstein com'è in quella Medea? Non è pesante per quel repertorio?

E' parecchio che non sento quel disco, ma direi di no. C'è tutta la tensione e la passione tipiche delle letture del Bernstein anni 50. Purtroppo l'audio è precario, ma resta una registrazione storica. Tieni presente che negli anni 40 e primi 50 Bernstein aveva in repertorio molti brani di Cherubini, quindi conosceva bene la sua musica. Poi, se non ricordo male, fu chiamato per la Medea in sostituzione di De Sabata.

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Altrimente nel catalogo Myto ecco questa (che dovrebbe essere quella segnalata da Pinkerton):

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Serafin incide tre volte Norma con la Callas. L'edizione con Corelli e la Ludwig (ottimi entrambi) vede la Callas lievemente declinante.

L'edizione con Del Monaco e la Simionato,diretta da Votto e sopra riportata, è una ripresa live dalla Scala (1956) di accettabile qualità sonora e con gli interpreti tutti in buona forma.

Quella a cui io mi riferivo nella prima risposta, e che ritengo la migliore, è un'incisione del '55 effettuata negi studi RAI

e diretta da Tullio Serafin con la Stignani e Del Monaco. La qualità audio è buona, la Callas è in forma, ma assolutamente eccezionale è la prestazione di Mario del Monaco (preferibile a Corelli e molto superiore a Filippeschi che canta nell'altra Norma diretta da Serafin). Per il colore ampio e bronzeo e la scolpitezza dell'accento, questo suo resta il miglior Pollione mai inciso.

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Quella che ho inserito all'interno della mia lista da consegnare direttamente a babbo natale è questa:

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La qualità audio è poco buona quindi? Peccato.

Io ho il gia più volte citato Barbiere con Tito Gobbi e pur trattandosi di mono la qualità audio non mi dispiace per nulla. Sapete la differenza di età delle due incisioni?

Sempre nella lista ho inserito una Norma e una Traviata con la Divina.

Vediamo che arriva.

C'è anche quest'altra Medea con Gui, forse la resa sonora è migliore.

8021945000919.jpg

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Serafin incide tre volte Norma con la Callas. L'edizione con Corelli e la Ludwig (ottimi entrambi) vede la Callas lievemente declinante.

L'edizione con Del Monaco e la Simionato,diretta da Votto e sopra riportata, è una ripresa live dalla Scala (1956) di accettabile qualità sonora e con gli interpreti tutti in buona forma.

Quella a cui io mi riferivo nella prima risposta, e che ritengo la migliore, è un'incisione del '55 effettuata negi studi RAI

e diretta da Tullio Serafin con la Stignani e Del Monaco. La qualità audio è buona, la Callas è in forma, ma assolutamente eccezionale è la prestazione di Mario del Monaco (preferibile a Corelli e molto superiore a Filippeschi che canta nell'altra Norma diretta da Serafin). Per il colore ampio e bronzeo e la scolpitezza dell'accento, questo suo resta il miglior Pollione mai inciso.

Per esempilificare quanto detto riporto il duetto "In mia man alfin tu sei", che precede il finale, tratto proprio dall'edizione RAI del '55, diretta da Tullio Serafin. La statura vocale e interpretativa della Callas e di Del Monaco restano, a tutt'oggi, di assoluto riferimento.

http://it.youtube.com/watch?v=NW6SmZV2eMU

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La Gioconda di Ponchielli è un'opera fondamentale nel percorso artistico di Maria Callas : con Gioconda debuttò in Italia nel '47 a Verona e registrò due volte l'opera, nel '52 e nel '59, sempre con la direzione di Antonino Votto. Nell'incisione del '59 si notano evidenti i segni del declino, ma l'incisione del '52 coglie la Callas all'apice delle sue possibilità vocali e interpretative. D'altra parte lei stessa ebbe a dire che questo ruolo, fiero, tragico, disperato, era quello che meglio corrispondeva al suo temperamento artistico.

Di questa storica incisione incisione ( con Poggi,Barbieri, Silveri, Neri, Orch. RAI di Torino, dir. Votto) riporto un breve passaggio del I atto.

E' una sola frase ("Enzo adorato, ah come t'amo!") che contiene una delle note più straordinarie mai incise:

è la magistrale "messa di voce" (graduale rinforzo e successiva attenuazione) di un Si bemolle acuto, che unisce alla perfetta tecnica di canto una soggiogante intensità espressiva.

http://it.youtube.com/watch?v=j17NbFg7j2Q

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Sto sentendo su amazon alcuni estratti della Medea con Bernstein: vedete ad essere abituati con le registrazioni di Furt? Per me quello è un audio più che soddisfacente :lol:. Mi sa che dopo la vado a prendere (e sarà il mio primo acquisto di un cd di Bernstein :o).

Troppo poco fruscio, dici? :D

Comunque, anche se non c'entra nulla, il "Ring" di Furt (Scala 1950) è ascoltabile? Cioè, è il "Ring" con fruscii o un immenso fruscio con, di tanto in tanto, frammenti di "ring"? Se lo hai, gradirei saperne qualcosa, anche se, dato il prezzo...

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Troppo poco fruscio, dici? :D

Comunque, anche se non c'entra nulla, il "Ring" di Furt (Scala 1950) è ascoltabile? Cioè, è il "Ring" con fruscii o un immenso fruscio con, di tanto in tanto, frammenti di "ring"? Se lo hai, gradirei saperne qualcosa, anche se, dato il prezzo...

Ecco, la Medea rispetto a quel Ring è miracolosa :D.

Ci sono dei momenti in cui non so perchè l'audio sembra più "lontano", come se avessero preso qualche istante da una vecchia radio anzichè dal teatro. Nel complesso si può fare, soprattutto per il valore artistico (il finale dell'Oro è meraviglioso, soprattutto quando subito dopo si sente uno che grida a squarciagola "Bravoooooooo!" :lol:). Credo che la registrazione in studio con la RAI sia migliore come qualità audio, ma dal punto di vista artistico quel finale (che è l'unica cosa che ho sentito) è nettamente inferiore (alla Scala dal vivo è molto più solenne, mentre in studio gli ottoni e i timpani che tengono il ritmo mentre i corni suonano maestosi corrono troppo e sono più secchi - perde molto per me).

P.S.: Magari qualcuno recentemente l'ha rimasterizzato, ma non penso possano fare miracoli. Visto il costo (di preciso non so, sicuramente basso) sarebbe comunque da prendere.

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Ecco, la Medea rispetto a quel Ring è miracolosa :D.

Ci sono dei momenti in cui non so perchè l'audio sembra più "lontano", come se avessero preso qualche istante da una vecchia radio anzichè dal teatro. Nel complesso si può fare, soprattutto per il valore artistico (il finale dell'Oro è meraviglioso, soprattutto quando subito dopo si sente uno che grida a squarciagola "Bravoooooooo!" :lol:). Credo che la registrazione in studio con la RAI sia migliore come qualità audio, ma dal punto di vista artistico quel finale (che è l'unica cosa che ho sentito) è nettamente inferiore (alla Scala dal vivo è molto più solenne, mentre in studio gli ottoni e i timpani che tengono il ritmo mentre i corni suonano maestosi corrono troppo e sono più secchi - perde molto per me).

P.S.: Magari qualcuno recentemente l'ha rimasterizzato, ma non penso possano fare miracoli. Visto il costo (di preciso non so, sicuramente basso) sarebbe comunque da prendere.

Si lo hanno rimasterizzato di recente: costa 23 euro :laughingsmiley:

Però, se a me già "Medea" mi lascia un po' perplesso, non oso immaginare questo Ring. :D

Magari mi sentirò il finale dell'"Oro del Reno".

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Si lo hanno rimasterizzato di recente: costa 23 euro :laughingsmiley:

Però, se a me già "Medea" mi lascia un po' perplesso, non oso immaginare questo Ring. :D

Magari mi sentirò il finale dell'"Oro del Reno".

E' quello con i fulmini in copertina? Perchè se sì potrei pure pensare di prenderlo, se l'hanno effettivamente migliorato (io ho quello preso da mio padre anni fa della Arkadia).

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La Medea di Cherubini e la Sonnanbula di Bellini entrambe con Bernstein (EMI).

Ferme restando le già sottolineate criticità dell'audio di Medea, mi sentirei di sottoscrivere pienamente quest'indicazione.

Non solo perchè qui la divina è colta nel pieno splendore dei suoi mezzi, ma per ragioni ancor più particolari.

Penso che pochi altri personaggi come quello di Medea portino in se le stimmate indelebili ed inviolabili della prepotente personalità interpretativa della Callas.

Non penso si tratti di essere banalmente dei nostalgici ma, forse, dopo di lei nessuna è più riuscita ad avvicinarsi a tale personaggio in modo anche lontanamente plausibile.

Sull'interpretazione di Amina, poi, varrebbe la pena di soffermarsi.

Il timbro vocale in primo luogo, il temperamento e le screziature brunite della voce poi sembravano indirizzare la Callas esclusivamente verso un repertorio tragico.

MA in Sonnambula, a mio sommesso avviso, la Callas ha lasciato un'interpretazione indimenticabile, probabilmente avvantaggiata dalla "pateticità" delle corde del personaggio.

Non sono in grado di valutare adeguatamente e criticamente la direzione di Bernstein.

Una parola, però, vorrei spenderla: Bernstein al di là delle manie filologiche e dei dogmi critici riesce sempre, amio avviso, ad essere un narratore avvincente e credibile. Riesce a trasformare la musica in teatro...e di questi tempi...non mi parrebbe proprio niente...poi...la filologia....qui taccio.

Ciao a tutti

pee wee

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  • 1 month later...
avete mai sentito "Tosca" edizione Scala con De Sabata , Callas ,di Stefano,Gobbi?? la migliore in assoluto! La Callas è davvero grande! :)

io ho quell'edizione e mi piace tantissimo. ne ho un'altra con mirella freni e domingo diretta da sinopoli. io prefersco maria e poi in quest'altima edizione è molto interessante il personaggio del sagrestano perchè è reso con una comicità

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  • 2 years later...

Supponendo di dividere grossolanamente la carriera della Callas in 2 periodi, uno pre-dieta e l' altro post-dieta, io vado forse controcorrente, ma chissà, magari potrei scoprire di avere compagnia, e dichiaro di preferire sicuramente la Callas "cicciona", "provinciale" e non sempre perfetta come interprete (cioè la Callas pre-dieta) alla raffinata cantante e interprete post-dieta. Questo perchè amo la voce salda e capace di tutto della prima Callas; amo le "spacconate" messicane con le note tenute alla morte o gli acuti fatti anche se non scritti, tanto per "sotterrare" il Kurt Baum di turno o lottare ad armi pari con Marione del Monaco; e soprattutto amo la voglia di arrivare al successo e costruirsi una carriera che traspare dall' attività artistica della giovine Callas.

Lo so, mi direte ad esempio che la Traviata di Lisbona del 1958, sia pure cantata con voce declinante, è da non perdere per l' interpretazione della Callas, però perchè non preferire a questa Violetta dagli accenti giusti ma che fa "fatica" nei passaggi più ardui, una Violetta di qualche anno prima, con qualche accento non preciso ma che mi mette tutte le note al loro posto?

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  • 3 months later...

Posto che è noto che la cura dimagrante le fece perdere un pò di forza e volume alla sua voce e poi il tutto finì nel rapido declino, e posto che è noto che la Callas post-dieta abbandonò presto il repertorio pesante, ascoltando il Chenier del 1955 con Del Monaco dove in poco tempo imparò la parte e la interpretò anche bene, non posso però non notare la differenza rispetto all' aida messicana di 4 anni prima quando tenne a bada la straripanza vocale del Marione. In questo Chenier questa Maddalena è ben disegnata ma in alcuni punti mi sembra una voce da gattina (e anche un poco stridula), specie se confrontata con la Maddalena vocalmente prorompente della Tebaldi. Sarebbe interessante capire quanto fosse il reale volume a teatro (sicuramente potente sino al 1954) e qui magari Giorgione potrebbe aiutarci

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Pur non avendo più' la Callas post dieta il volume di voce dei primissimi anni di carriera ella mantenne tuttavia un volume di voce notevole; in teatro era udibilissima ed in grado di tenere testa. a voci del calibro di Corelli e Del Monaco.Col passare degli anni, pero', la voce perse di stabilita' e divenne oscillante nei passaggimdi forza ed anche megli acuti. Tuttavia l'interprete rimase grande anche negli ultimi anni di carriera come dimostra la sua Carmen.

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  • 8 months later...

Tanto per scoprire l' acqua calda stavo meditando sulla storicità della Callas perchè è indubbio che come quando si dice prima o dopo Cristo, la Callas è una di quelle cantanti che stabilisce una frattura nella storia dell' opera lirica per cui c'è un prima e un dopo Callas. Ho ascoltato così poche volte Caruso che non saprei veramente dire se fosse un fenomeno vocale o meno, anche perchè trattasi di incisioni con la qualità di 100 anni fa, però, è indubbio che da un punto di vista interpretativo esiste un prima e un dopo Caruso e quindi è storico come la Callas. Andando al passato, non saprei, forse Rubini e le varie Pasta, Malibran etc., sono altrettanto storiche. Anche la Sutherland e la Caballè, nel solco della Callas, non si limitarono a cantare solamente i grandi titoli di repertorio, però, e mi perdonino i loro estimatori, pur essendo storiche anch' esse per me lo sono meno della Callas. Perchè tralasciando il solito discorso sul fatto che la Maria ha riportato alla luce titoli desueti, è ancora forse più incredibile come abbia portato all' anno zero titoli non desueti. C'è la Violetta ante Callas e la Violetta post Callas e ad esempio la Violetta della Tebaldi, che a me non dispiace nonostante gli abbassamenti di tonalità del primo atto, risulta vecchia di fronte alla Violetta Callassiana e guarda caso le grandi Violette successive in qualche modo s' ispirarono a quella della Maria. Non parliamo poi della Lucia che non era mica un' opera caduta nel dimenticatoio ma onestamente a chi importa più andarsi ad ascoltare le Lucie lirico-leggere ante-Callas ? Lo stesso dicasi per i Puritani che è un' altra opera che era in repertorio, ma anche lì è come se la Callas li riportò all' anno zero, per cui se esistesse una edizione completa anni 30 con ad esempio Lauri Volpi l' unica cosa che la renderebbe interessante sarebbe il documento sonoro per Lauri Volpi, mentre Elvira la potrebbe cantare chiunque e chissenefrega. E posso anche andare avanti con altri titoli come ad esempio La Sonnambula.

Addirittura la Callas ha al contrario fatto cadere in disuso alla Scala opere che prima venivano date regolarmente. La Traviata, dopo mi pare una infelice serata con la Freni anni 60 che fu probabilmente infelice perchè il pubblico aveva ancora nelle orecchie la Traviata Callassina, non fu più rappresentata per un ventennio.

L' altra cosa incredibile è come interpretativamente indovinasse sempre i toni anche per ore per le quali non poteva avere riferimenti sonori perchè mai eseguite in epoca moderna. Sia che cantasse il neoclassico, o Rossini o Puccini, difficilmente sbagliava stile. Con questo non voglio dire che fosse adatta a tutto il repertorio perchè molti ad esempio non sono del tutto convinti della sua Aida o della sua Maddalena o della sua Rosina ma il tentativo di centrare il personaggio c' era sempre.

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L' altra cosa incredibile è come interpretativamente indovinasse sempre i toni anche per ore per le quali non poteva avere riferimenti sonori perchè mai eseguite in epoca moderna. Sia che cantasse il neoclassico, o Rossini o Puccini, difficilmente sbagliava stile. Con questo non voglio dire che fosse adatta a tutto il repertorio perchè molti ad esempio non sono del tutto convinti della sua Aida o della sua Maddalena o della sua Rosina ma il tentativo di centrare il personaggio c' era sempre.

La sua Aida e la sua Maddalena, alfio, sono su un livello straordinario e vorrei far due chiacchiere con chi dice il contrario.

Qualche riserva l'avrei sulla sua Gilda.

Ma il punto non è questo e forse nemmeno l'innegabile ruolo "storico", rifondativo dello stile e dei modi vocali, che la Callas ebbe nella sua breve parabola.

Il punto forse sta nella assoluta, immensa personalità artistica di questa cantante che , vocalmente, assommava pregi e difetti altrettanto evidenti, ma che

possedeva un vigore e una sensibilità interpretativi inuguagliati.

Alla Callas si addice la risposta che Enzo Ferrari diede a un giornalista che lamentava certi difetti delle sue Granturismo. Alle sue obiezioni Ferrari rispose:

"Io non faccio macchine perfette. Io faccio macchine uniche".

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E questa frase di Enzo Ferrari viene proprio a fagiuolo perchè riassume con una parola ciò che io avevo forse capito ma per iscritto ci stavo girando intorno. La Callas ha creato una prima e un dopo Callas non perchè fosse la più perfetta ma perchè unica. E riguardo a Gilda il personaggio lei in realtà non lo approfondì perchè dopo il live messicano, che tra l' altro fu approntato in pochi giorni che anche la stessa Callas ebbe qualche lapsus di memoria durante il live, lo affrontò solo in studio nel 1955, mentre sarebbe stato interessante vederla alle prese con un altro live preparato meglio

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