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Musica classica italiana del XX e XXI secolo


Madiel
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On ‎12‎/‎03‎/‎2016‎ ‎00‎:‎07‎:‎38, alessandrovle dice:

Che ve ne pare la Sonata per violino e pianoforte di Riccardo Malipiero (Gian Francesco era suo zio)?

sei tu che suoni al pianoforte ? Bravo, con la violinista avete recuperato e messo on line un pezzo rarissimo di Malipiero! ;)

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On 24 marzo 2016 20:25:55, miaskovsky dice:

Non so esattamente come inserire un link funzionante a Spotify, ad ogni modo segnalo ben sei album della Fondazione De Ferrari con musiche di Ghedini, ci sono autentiche rarità in esecuzioni di prestigio dagli archivi Rai. 

 

 

La sonata da concerto per flauto eseguita dalla grande Elain Shaffer è una vera raritá, grazie.

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  • 3 weeks later...
1 ora fa, Madiel dice:

Avviso ai casellanti, Saggiatore ha ristampato questo testo importantissimo 

I segreti della Giara

Questa la presentazione su amazon, che in genere è tratta pari pari dal retro o dal risvolto di copertina del libro:

La scena musicale italiana con cui si apre il ventesimo secolo è ancorata, agli occhi di alcuni interpreti e critici coevi, a un sentimento di tradizione melodrammatica e a una provincialità «piccolo borghese» che ne rende impossibile qualsiasi evoluzione. Una forte opposizione votata al progresso inizia però a essere esercitata da coloro che per primi presentono il respiro internazionale che di lì a breve investirà il paese. Fra questi profeti, nessuno avvertì la necessità del cambiamento con la stessa intensità e profondità di Alfredo Casella.
Compositore, musicista e uomo d’azione, Casella è stato un artista eclettico, impegnato non solo nella teorizzazione e nell’esecuzione della musica, ma anche nella sua rifondazione; ha misurato le temperature culturali europee, instaurando profondi rapporti di stima e amicizia con alcuni dei protagonisti del Novecento, come Schönberg e Stravinskij; ha militato con passione sul territorio italiano, fondando insieme a Gian Francesco Malipiero e Gabriele D’Annunzio la Corporazione delle nuove musiche, e dando alla luce opere come La giara e La favola di Orfeo.
Nei Segreti della giara, che il Saggiatore propone in una nuova edizione, Casella intreccia la biografia familiare con quella intellettuale – in un percorso straordinario che parte da Torino, città della sua infanzia, e arriva prima a Parigi e poi a Roma –, e racconta se stesso «senza alterazioni e senza attenuazioni», non tacendo nessuna verità, rivolgendosi direttamente ai suoi contemporanei – figli di un tempo impervio –, e a noi, eredi della loro storia. Amici e nemici, maestri e discepoli: tutti vengono chiamati in causa in questa autobiografia che diviene, nel suo farsi, diario intimo e cronaca, manifesto e saggio universale.
Un desiderio irrinunciabile guida la mano dell’autore in queste pagine: la «rinascenza» della più nobile delle arti, il recupero della sua grandezza classica, l’affermazione del suo carattere nazionale. Una volontà da difendere strenuamente, perché, come amava ricordare Casella citando Giuseppe Mazzini, «ogni vero uomo di azione non vive che per una sola idea», e per questa è disposto a sacrificare anche la propria vita.

Scopro anche, da una piccola ricerca, che è stato appena ripubblicato da Castelvecchi il vecchio libro di Casella su Stravinsky. A questo libro è legato un aneddoto personale. Tanti anni fa, da ragazzo, trovai l'edizione originale di quel libro in casa di un vecchio zio, melomane, bibliofilo e un po' fascistone, che lo aveva comprato per stima verso Casella ma senza aver mai ascoltato nulla di Stravinsky. Essendo poi rimasto disgustato da un ascolto radiofonico del Sacre, aveva messo da parte quel librino di Casella e me lo regalò volentieri. Sfortuna volle che il libro - di inusuali dimensioni minuscole: pari a un pacchetto di sigarette - andasse smarrito in occasione di uno dei classici scambi di stanze che spesso avvengono nelle famiglie. Non ho mai disperato di ritrovarlo, magari nel retro di un cassetto o in qualche scatola di cianfrusaglie buttata in fondo a un armadio, perché nulla, in quel minitrasloco, fu gettato via. Ma ora almeno ho la possibilità di acquistarlo nuovo.

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21 ore fa, superburp dice:

Cos'è?

in sostanza ti ha già risposto Giobar postando quel testo di presentazione. I Segreti della Giara è un volume importantissimo perchè riveste il ruolo di "memorie" di Casella. Alfredo Casella è stato, lo sai di certo, il compositore italiano più internazionale della sua epoca, ha conosciuto praticamente tutti i grandi del primo novecento e si è appassionato di ogni corrente musicale del tempo. Tante esperienze sono confluite in quel libro di ricordi e di considerazioni estetiche, scritto con uno stile facile e molto chiaro. Oltre che un grande compositore, è stato anche un ottimo critico musicale e pensatore. Il volume descrive le atmosfere elettrizzanti della Parigi degli anni venti, le battaglie per il rinnovamento della musica italiana, l'esperienza di pianista e insegnante, gli incontri-scontri con famosi colleghi, critici, musicisti ecc.

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On 14/4/2016, 15:55:31, giobar dice:

Questa la presentazione su amazon, che in genere è tratta pari pari dal retro o dal risvolto di copertina del libro:

La scena musicale italiana con cui si apre il ventesimo secolo è ancorata, agli occhi di alcuni interpreti e critici coevi, a un sentimento di tradizione melodrammatica e a una provincialità «piccolo borghese» che ne rende impossibile qualsiasi evoluzione. Una forte opposizione votata al progresso inizia però a essere esercitata da coloro che per primi presentono il respiro internazionale che di lì a breve investirà il paese. Fra questi profeti, nessuno avvertì la necessità del cambiamento con la stessa intensità e profondità di Alfredo Casella.
Compositore, musicista e uomo d’azione, Casella è stato un artista eclettico, impegnato non solo nella teorizzazione e nell’esecuzione della musica, ma anche nella sua rifondazione; ha misurato le temperature culturali europee, instaurando profondi rapporti di stima e amicizia con alcuni dei protagonisti del Novecento, come Schönberg e Stravinskij; ha militato con passione sul territorio italiano, fondando insieme a Gian Francesco Malipiero e Gabriele D’Annunzio la Corporazione delle nuove musiche, e dando alla luce opere come La giara e La favola di Orfeo.
Nei Segreti della giara, che il Saggiatore propone in una nuova edizione, Casella intreccia la biografia familiare con quella intellettuale – in un percorso straordinario che parte da Torino, città della sua infanzia, e arriva prima a Parigi e poi a Roma –, e racconta se stesso «senza alterazioni e senza attenuazioni», non tacendo nessuna verità, rivolgendosi direttamente ai suoi contemporanei – figli di un tempo impervio –, e a noi, eredi della loro storia. Amici e nemici, maestri e discepoli: tutti vengono chiamati in causa in questa autobiografia che diviene, nel suo farsi, diario intimo e cronaca, manifesto e saggio universale.
Un desiderio irrinunciabile guida la mano dell’autore in queste pagine: la «rinascenza» della più nobile delle arti, il recupero della sua grandezza classica, l’affermazione del suo carattere nazionale. Una volontà da difendere strenuamente, perché, come amava ricordare Casella citando Giuseppe Mazzini, «ogni vero uomo di azione non vive che per una sola idea», e per questa è disposto a sacrificare anche la propria vita.

Scopro anche, da una piccola ricerca, che è stato appena ripubblicato da Castelvecchi il vecchio libro di Casella su Stravinsky. A questo libro è legato un aneddoto personale. Tanti anni fa, da ragazzo, trovai l'edizione originale di quel libro in casa di un vecchio zio, melomane, bibliofilo e un po' fascistone, che lo aveva comprato per stima verso Casella ma senza aver mai ascoltato nulla di Stravinsky. Essendo poi rimasto disgustato da un ascolto radiofonico del Sacre, aveva messo da parte quel librino di Casella e me lo regalò volentieri. Sfortuna volle che il libro - di inusuali dimensioni minuscole: pari a un pacchetto di sigarette - andasse smarrito in occasione di uno dei classici scambi di stanze che spesso avvengono nelle famiglie. Non ho mai disperato di ritrovarlo, magari nel retro di un cassetto o in qualche scatola di cianfrusaglie buttata in fondo a un armadio, perché nulla, in quel minitrasloco, fu gettato via. Ma ora almeno ho la possibilità di acquistarlo nuovo.

 

On 15/4/2016, 01:14:13, Madiel dice:

in sostanza ti ha già risposto Giobar postando quel testo di presentazione. I Segreti della Giara è un volume importantissimo perchè riveste il ruolo di "memorie" di Casella. Alfredo Casella è stato, lo sai di certo, il compositore italiano più internazionale della sua epoca, ha conosciuto praticamente tutti i grandi del primo novecento e si è appassionato di ogni corrente musicale del tempo. Tante esperienze sono confluite in quel libro di ricordi e di considerazioni estetiche, scritto con uno stile facile e molto chiaro. Oltre che un grande compositore, è stato anche un ottimo critico musicale e pensatore. Il volume descrive le atmosfere elettrizzanti della Parigi degli anni venti, le battaglie per il rinnovamento della musica italiana, l'esperienza di pianista e insegnante, gli incontri-scontri con famosi colleghi, critici, musicisti ecc.

Grazie per le risposte, lo comprerò di sicuro!

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On 14/4/2016, 13:18:03, Wittelsbach dice:

Uscita recente di Brilliant

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E mo' CRISTIAN CARRARA chi sarebbe?

Ondanomala? Suite per BICICLETTA e orchestra? :o

e boh, mai sentito nominare :mellow: Sarà una roba alla Manuel De Sica ? :huh:

 

On 15/4/2016, 17:10:43, Wittelsbach dice:

Se volete sentirvi roba italiana...

Pippo Molino (n. 1947), Tres, per 2 violini e viola (1978)

@Madiel è per te! E anche per @vella.

e non conosco neppure questo :mellow:

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  • 3 weeks later...
  • 2 weeks later...
On 11/11/2015, 10:01:21, Majakovskij dice:

Comunque Ghedini è un gran compositore... il mega-direttore Guido Maria Madiel te lo potrà confermare con più congnizione.

Mi unisco all'elogio di Giorgio Federico Ghedini.

Tra l'altro anch'io mi sono accorto solo recentemente che hanno fatto uscire sei volumi incentrati su di lui.

Fra le composizioni c'è anche la deliziosa La pulce d'oro.

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E' appena uscita per Naxos la prima incisione integrale dell'opera I gioielli della Madonna di Ermanno Wolf-Ferrari, di cui finora era abbastanza nota soltanto una breve suite orchestrale. La registrazione è recentissima: novembre-dicembre 2015. Da segnalare che l'iniziativa di mettere in scena e registrare l'opera è il frutto di una coproduzione fra la la radio-tv slovacca e il teatro di Bratislava.

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27 minuti fa, giobar dice:

E' appena uscita per Naxos la prima incisione integrale dell'opera I gioielli della Madonna di Ermanno Wolf-Ferrari, di cui finora era abbastanza nota soltanto una breve suite orchestrale. La registrazione è recentissima: novembre-dicembre 2015. Da segnalare che l'iniziativa di mettere in scena e registrare l'opera è il frutto di una coproduzione fra la la radio-tv slovacca e il teatro di Bratislava.

perchè io ricordo una recensione di @Wittelsbach ? trattavasi di registrazione dal vivo?

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5 minuti fa, Majakovskij dice:

perchè io ricordo una recensione di @Wittelsbach ? trattavasi di registrazione dal vivo?

Hai ragione :ok:.

http://www.musica-classica.it/forum/index.php?/topic/19300-le-recensioni-operistiche-discografiche-di-wittelsbach/&do=findComment&comment=673789

In effetti mi pareva di ricordare qualcosa, ma non ne avevo una memoria precisa e poteva trattarsi di un commento sulla suite orchestrale o su una selezione... Allora questi della Naxos sono un po' filibustieri a spacciare la loro incisione come una prima mondiale. Oltre tutto anche la Naxos è dal vivo! Poi magari stanno a sottilizzare sul fatto che la loro è ufficiale e quella inglese recensita da Wittels era una registrazione pirata o recuperata a posteriori. Boh...:scratch_one-s_head:

 

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26 minuti fa, giobar dice:

Hai ragione :ok:.

http://www.musica-classica.it/forum/index.php?/topic/19300-le-recensioni-operistiche-discografiche-di-wittelsbach/&do=findComment&comment=673789

In effetti mi pareva di ricordare qualcosa, ma non ne avevo una memoria precisa e poteva trattarsi di un commento sulla suite orchestrale o su una selezione... Allora questi della Naxos sono un po' filibustieri a spacciare la loro incisione come una prima mondiale. Oltre tutto anche la Naxos è dal vivo! Poi magari stanno a sottilizzare sul fatto che la loro è ufficiale e quella inglese recensita da Wittels era una registrazione pirata o recuperata a posteriori. Boh...:scratch_one-s_head:

 

Contavano sul fatto che solo Wittel poteva conoscere quella registrazione :D

Tra l'altro per essere "pirata", si parla di "registrazione stereofonica della BBC", quindi neanche una gracchiante "audience recording"... nell'edizione anni '70 in questione inoltre leggo anche qualche nome noto (addirittura Glossop!), la Naxos avrà il solo vantaggio di una più facile reperibilità sul mercato.

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1 ora fa, Majakovskij dice:

Tra l'altro per essere "pirata", si parla di "registrazione stereofonica della BBC", quindi neanche una gracchiante "audience recording"... nell'edizione anni '70 in questione inoltre leggo anche qualche nome noto (addirittura Glossop!), la Naxos avrà il solo vantaggio di una più facile reperibilità sul mercato.

Nulla so dell'incisione in questione, ma è frequente che qualcuno - etichette grandi o minuscole (come in questo caso) - chieda a posteriori a un ente radiofonico o teatrale/concertistico di poter pubblicare materiale d'archivio. Se è ormai scaduto il copyright o non sorgono troppe grane per i diritti (spesso gli enti radiofonici pretendono e ottengono dagli interpreti delle liberatorie capestro in vista di future ritrasmissioni o pubblicazioni in disco), è solo questione di soldi o addirittura di pubblicità gratuita per il possessore della registrazione. Quindi l'appellativo piratesco potrebbe essere scorretto. Constatato invece che la registrazione inglese è tuttora reperibile, piratesco è spacciare l'incisione Naxos come prima registrazione mondiale.

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Oltretutto la "mia" registrazione ha un cast da leccarsi i baffi, oltre a Glossop la Tinsley era un ottimo soprano spinto e Turp un tenore tecnicamente molto consapevole oltre che espressivo. Direi che è un termine di paragone impegnativo.

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