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Musica classica italiana del XX e XXI secolo


Madiel

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Allora, per chi è interessato nel negozio virtuale di Stradivarius ho trovato un gran bel cd di Petrassi (in offerta a 4.50 euro!) dell'etichetta Datum che contiene le composizioni "Salmo IX", "Coro di Morti" e "Quattro Inni Sacri" tutte dirette dallo stesso Petrassi! Io l'ho già prenotato. B)

Il numero di catalogo del cd è DAT 90001

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  • 1 month later...
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Guest Norbe

stasera sul V° Canale della Filodiffusione, nell' ambito della trasmissione ARCHIVIO RAI si potrà ascoltare di

Goffredo Petrassi

Salmo IX per coro e orchestra

parte I: mosso - adagio - allegro non troppo - adagio. parte II: adagio - allegro - adagio ma non troppo - quasi andante - adagio.

Orchestra sinfonica e coro di Torino della RAI

direttore: Gilbert Amy - m° del coro: Fulvio Angius (reg. 7 dicembre 1979)

vediamo cosa combina questo amichetto di Pier Bulès :rolleyes_anim:

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  • 2 weeks later...
Guest Norbe

Sto ascoltando

Goffredo Petrassi (1904-2003)

Quattro Inni Sacri (1942, rev.1950)

1. Jesus dulcis memoria

2. te Lucis ante terminus

3. Lucis Creator Optime

4. Salvete Christi Vulnera

Rodolfo Malacarne, tenore

Laerte Malaguti, baritono

Orchestra della Svizzera Italiana

direttore: Francis Irving Travis

registrazione del 25-10-1959

Gli Inni sacri furono scritti nel 1942 per la Messa degli Artisti, creata e organizzata da mons. Ennio Francia, ex compagno di Petrassi nella Schola Cantorum e dedicatario del lavoro stesso. Due erano per tenore, due per baritono con l'accompagnamento dell'organo. Nel 1950 Petrassi ne ricavò una versione con orchestra sinfonica. L'intento era quello di alimentare un repertorio di musica sacra per le normali funzioni liturgiche, con una sensibilità diversa dallo stile conformista e untuoso prevalente all'epoca (e ancora oggi) nelle composizioni da chiesa. Un tentativo, dunque, di partecipazione alla querelle tra l'antico e il moderno sempre dibattuta e sempre irrisolta per questo genere di musica pratica, di consumo quotidiano. Il proposito di Petrassi non sortì alcun effetto, pertanto gli Inni rimasero in dotazione alla sala da concerto, anche se assai poco eseguiti.

La parte vocale assume andamenti recitativi, salmodianti, misti a libere espansioni liriche di grande presa emotiva.

La scrittura orchestrale ha carattere ora ricercaristico, ora accordale, con frequenti incursioni tematiche. Ogni Inno si conclude con la parola Amen con una sonorità fortissima e luminosa e ogni volta sopra un perfetto accordo maggiore: di do il primo, di si il secondo, di re il terzo e di fa il quarto con sesta aggiunta.

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Guest Fede_Rinhos

volevo anche spezzare una lancia nei confronti di Francesco de Guarnieri (1867-1927), violinista Veneto diplomato giovanissimo in violino al "Benedetto Marcello" di Venezia, che deve gran parte della sua (misera) fama al suo viaggio a Parigi del 1884. Studia composizione con César Franck, che lo prende sotto la sua tutela. Nel 97 torna ad Adria dove resterà fino alla morte.

Tra i suoi lavori si impongono due melodrammi, "Le Grand Soir" e "Yvon", rimasti però inediti, numerosi quartetti, un concerto per violino, e soprattutto una Sonata per violino e pianoforte e 12 Capricci per violino solo editi da Ricordi e incisi per Stradivarius da Stevanato-Tirindelli.

in particolare i 12 Capricci, che sono notevoli per la loro modernità e per la loro ottima fattura (la gestione contrappuntistica nella Fuga e nella Fughetta è buonissima; Paganini non osava neanche :D ), senza contare che a detta di molti questi capricci sono parecchio più difficili di quelli più famosi di Paganini.

purtroppo su internet si trova ben poco, solo l'incisione citata poco sopra. :(

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  • 2 weeks later...
Guest Norbe

http://www.ensemble900.it/dia_zommaLibro.p...&tipo=Libri

Mai sentito nominare Wolfango dalla Vecchia? A quanto pare fu un autore di spicco dell'avanguardia degli anni '60.

Ma, ad oggi, si trovano solo pochissime incisioni e, a fatica, qualche pubblicazione su di lui.

Mi aspetto ovviamente molte informazioni da Rinhos... :content_kid: Infatti il signore in questione aveva diretto il conservatorio di Padova.

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http://www.ensemble900.it/dia_zommaLibro.p...&tipo=Libri

Mai sentito nominare Wolfango dalla Vecchia? A quanto pare fu un autore di spicco dell'avanguardia degli anni '60.

Ma, ad oggi, si trovano solo pochissime incisioni e, a fatica, qualche pubblicazione su di lui.

Mi aspetto ovviamente molte informazioni da Rinhos... :content_kid: Infatti il signore in questione aveva diretto il conservatorio di Padova.

se non sbaglio era anche un noto organista...

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http://www.ensemble900.it/dia_zommaLibro.p...&tipo=Libri

Mai sentito nominare Wolfango dalla Vecchia? A quanto pare fu un autore di spicco dell'avanguardia degli anni '60.

Ma, ad oggi, si trovano solo pochissime incisioni e, a fatica, qualche pubblicazione su di lui.

Mi aspetto ovviamente molte informazioni da Rinhos... :content_kid: Infatti il signore in questione aveva diretto il conservatorio di Padova.

l'ho trovato citato qua e là in vari libri di musica. Ma non sembra essere stato un autore d'avanguardia. Forse era di tendenze classicheggianti o moderate. La sua musica ? Boh.... :scratch_one-s_head:

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Guest Fede_Rinhos
http://www.ensemble900.it/dia_zommaLibro.p...&tipo=Libri

Mai sentito nominare Wolfango dalla Vecchia? A quanto pare fu un autore di spicco dell'avanguardia degli anni '60.

Ma, ad oggi, si trovano solo pochissime incisioni e, a fatica, qualche pubblicazione su di lui.

Mi aspetto ovviamente molte informazioni da Rinhos... :content_kid: Infatti il signore in questione aveva diretto il conservatorio di Padova.

:D

io qualcosina ne so, ma se ti interessa in forum c'è un utente che è suo pronipote :rolleyes:

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:D

io qualcosina ne so, ma se ti interessa in forum c'è un utente che è suo pronipote :rolleyes:

:o

sì, mi interessa molto. Magari mi permette di ascoltare qualcosa di completo per farmi un'idea.

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:D

io qualcosina ne so, ma se ti interessa in forum c'è un utente che è suo pronipote :rolleyes:

a proposito di questo autore, pare abbia scritto una cantata su testo di G. Taboga (ma è lo stesso ? :girl_impossible: ), per soprano e orchestra di percussioni

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Chiedendo ancora scusa per la cavolata che ho scritto su Dallapiccola nell'altro topic :embarassed_kid: , volevo chiedervi cosa ne pensate di una sua opera che ritengo fondamentale, insieme ai "canti di prigionia", per cercare una via di uscita allo stallo nel quale si trova oggi la musica colta: "i cinque frammenti di Saffo".

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Guest Norbe
Chiedendo ancora scusa per la cavolata che ho scritto su Dallapiccola nell'altro topic, volevo chiedervi cosa ne pensate di una sua opera che ritengo fondamentale, insieme ai "canti di prigionia", per cercare una via di uscita allo stallo nel quale si trova oggi la musica colta: "i cinque frammenti di Saffo".

I Frammenti d Saffo, per voce e quindici strumenti (1942) sono senz'altro un'opera fondamentale, caro Novalis. Non sono del tutto scomparsi i riferimenti al sistema tonale, nè viene meno il ricorso a una certa cantabilità: il maestro istriano, sia ora che in seguito nel corso della carriera, fa emergere qui uno dei principi chiave della sua poetica, cioè la sottomissione della tecnica alle ragioni dell'espressività. Gli arabeschi vocali dei rammenti si riflettono in delicate, iridescenti sonorità. La dodecafonia di D. è ''mediata'', anzi ''mediterranea'', mi permetto di dire, perch in essa traspare un certo epifanico, luminoso lirismo tiicamente italiano. Grande attenzione viene posta da D. alla prosodia e alla compresibilità del testo, il che va abbastanza contro le tendenze più radicali dell'epoca. Non bisogna po dimenticare che i Frammenti formano un tutt'uno con le due liriche di Anacreonte e i Sex Carmina Alcaei.

La scelta di dedicarsi alla stesura di musiche basate su testi dell'antichità prende spunto dal bisogno che D.aveva di rispecchiarsi in un mondo di ''perfetta serenità'' (quella dei greci appunto), il cui equilibrio sovrano e splendore risollevò in certi isanti l'autore di fronte ai continui squilibri e tormenti del periodo bellico.

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I Frammenti d Saffo, per voce e quindici strumenti (1942) sono senz'altro un'opera fondamentale, caro Novalis. Non sono del tutto scomparsi i riferimenti al sistema tonale, nè viene meno il ricorso a una certa cantabilità: il maestro istriano, sia ora che in seguito nel corso della carriera, fa emergere qui uno dei principi chiave della sua poetica, cioè la sottomissione della tecnica alle ragioni dell'espressività. Gli arabeschi vocali dei rammenti si riflettono in delicate, iridescenti sonorità. La dodecafonia di D. è ''mediata'', anzi ''mediterranea'', mi permetto di dire, perch in essa traspare un certo epifanico, luminoso lirismo tiicamente italiano. Grande attenzione viene posta da D. alla prosodia e alla compresibilità del testo, il che va abbastanza contro le tendenze più radicali dell'epoca. Non bisogna po dimenticare che i Frammenti formano un tutt'uno con le due liriche di Anacreonte e i Sex Carmina Alcaei.

La scelta di dedicarsi alla stesura di musiche basate su testi dell'antichità prende spunto dal bisogno che D.aveva di rispecchiarsi in un mondo di ''perfetta serenità'' (quella dei greci appunto), il cui equilibrio sovrano e splendore risollevò in certi isanti l'autore di fronte ai continui squilibri e tormenti del periodo bellico.

Esattamente quello che penso io, parola per parola B)

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Chiedendo ancora scusa per la cavolata che ho scritto su Dallapiccola nell'altro topic :embarassed_kid: ,

bisogna espiare sui ceci crudi

ceci.jpg

e poi ascoltare Parole di San Paolo e An Mathilde

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udite udite, uno dei prossimi numeri di Amadeus sarà dedicato al Concerto dell'Albatro di Ghedini e al triplo concerto di Casella (!!!). IncrediBBile Amisci! :victory:

P.S: en passant ho letto che hanno già pronta anche una registrazione con musica da camera di Messiaen

finalmente mettono musica seria :laughingsmiley: Sono due bellissimi concerti. Si conoscono i nomi degli esecutori ?

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Guest Norbe
Ho fatto una breve ricerca credo sia il Trio Matisse.

http://www.amadeusonline.net/primafila.

Ma benone! Il Concerto di Ghedini ce l'ho col trio Brahms, quello di Casella lo cerco disperatamente tra i miei archivi di nastri da un bel pezzo, era una registrazione RAI. Beh se non la troverò, pazienza, almeno mi rifarò le orecchie con una incisione nuova di zecca e, si spera, pure di buona qualità. Già il fatto che si siano ricordati di questi compositori è da applauso...

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udite udite, uno dei prossimi numeri di Amadeus sarà dedicato al Concerto dell'Albatro di Ghedini e al triplo concerto di Casella (!!!). IncrediBBile Amisci! :victory:

P.S: en passant ho letto che hanno già pronta anche una registrazione con musica da camera di Messiaen

Grazie Viandante! Grande notizia soprattutto per il rarissimo concerto di Casella!!

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Ma benone! Il Concerto di Ghedini ce l'ho col trio Brahms, quello di Casella lo cerco disperatamente tra i miei archivi di nastri da un bel pezzo, era una registrazione RAI. Beh se non la troverò, pazienza, almeno mi rifarò le orecchie con una incisione nuova di zecca e, si spera, pure di buona qualità. Già il fatto che si siano ricordati di questi compositori è da applauso...

il cosidetto Triplo concerto è stato inciso meravigliosamente (la registrazione è meno entusiasmante) dalla Dynamic (dirige Panni), oppure in un cd uscito di recente per la Capriccio (eccellente incisione, ma la direzione di Jukowski è moscia e non vale quella suonata da italiani).

una nota: non è corretto chiamarlo Triplo Concerto come spesso si fa, in quanto Casella lo intitolò Concerto per pianoforte, violino, violoncello, e orchestra op.56. Risale al 1935.

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Guest Norbe
il cosidetto Triplo concerto è stato inciso meravigliosamente (la registrazione è meno entusiasmante) dalla Dynamic (dirige Panni), oppure in un cd uscito di recente per la Capriccio (eccellente incisione, ma la direzione di Jukowski è moscia e non vale quella suonata da italiani).

una nota: non è corretto chiamarlo Triplo Concerto come spesso si fa, in quanto Casella lo intitolò Concerto per pianoforte, violino, violoncello, e orchestra op.56. Risale al 1935.

Curiosamente ha lo stesso numero d'opera del concerto per pianoforte, violino, violoncello e orchestra di Ludwig van Beethoven.

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