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FLAUTOMAGICO

Kotato flauto

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A tutti i possessori di questo flauto :

é possibile avere un giudizio tecnico , di questo flauto comparato ad uno di uguale prezzo, con una ''scheda'' dei pregi e difetti ?

La ''scheda'' deve essere fatta per comparazione diretta .

Esempio :

suonare con il Kotato una frase e descrivere suono , prontezza , sonorita tra le ottave.

Suonare l'altro strumento , stessa frase e descrivere suono , prontezza , sonorita' tra le ottave .

Solo cosi' riusciremo a capire se il kotato è la soluzione finale o parliamo di leggenda metropolitana.

Antonio

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A tutti i possessori di questo flauto :

é possibile avere un giudizio tecnico , di questo flauto comparato ad uno di uguale prezzo, con una ''scheda'' dei pregi e difetti ?

La ''scheda'' deve essere fatta per comparazione diretta .

Esempio :

suonare con il Kotato una frase e descrivere suono , prontezza , sonorita tra le ottave.

Suonare l'altro strumento , stessa frase e descrivere suono , prontezza , sonorita' tra le ottave .

Solo cosi' riusciremo a capire se il kotato è la soluzione finale o parliamo di leggenda metropolitana.

Antonio

Mah...nessuno strumento è "la soluzione finale". I kotato pare si adattino bene a chi non suona di spinta. Ma lascio la parola ai Kotatisti

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Mah...nessuno strumento è "la soluzione finale". I kotato pare si adattino bene a chi non suona di spinta. Ma lascio la parola ai Kotatisti

io suono piuttosto di spinta ma mi ci sono trovato molto sul 925...secondo me è soggettivo...

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Scusa .... ma cosa intendete per spinta ? tenere le note con la spinta di diaframma?

assolutamente no...un suono spinto ma non di diaframma,spinto come sonorità!!!! non serve a niente il diaframma per mantenere le note!!!!!!!! spinto...un suono alla Galway...

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Io Suono Kotato C-CONCERT Silver 997 ‰ - 0,36 mm - Caminetti saldati e meccanica Silver 925 % si aggira ai 10000.

Un difetto il peso ,che va a gravare sulle dita,soprattutto chi usa impostazione da "incastro" tra le mani x avere le dita libere.

Ho provato Myazawa,pearl,Muramatzu,Sankyo,Powell,Yamaha,Fmc,Mateki,ecc...Non c'è paragone a mio parere.

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Io Suono Kotato C-CONCERT Silver 997 ‰ - 0,36 mm - Caminetti saldati e meccanica Silver 925 % si aggira ai 10000.

Un difetto il peso ,che va a gravare sulle dita,soprattutto chi usa impostazione da "incastro" tra le mani x avere le dita libere.

Ho provato Myazawa,pearl,Muramatzu,Sankyo,Powell,Yamaha,Fmc,Mateki,ecc...Non c'è paragone a mio parere.

Che significa posizione da incastro? Non ho capito bene.........

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Che significa posizione da incastro? Non ho capito bene.........

dev aver creato un nuovo termine...comunque penso sia l'impostazione col dito destro non sotto il tupo ma dietro...come fanno Trevisani,Loi,Bulent Evcil,Galway ecc.... non so se mi sono fatto capire...

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dev aver creato un nuovo termine...comunque penso sia l'impostazione col dito destro non sotto il tupo ma dietro...come fanno Trevisani,Loi,Bulent Evcil,Galway ecc.... non so se mi sono fatto capire...

Ma intendi il dito destro quale il pollice che regge lo strumento? certo se si potesse vedere una foto di questa posizione. non è che si trova nel web?

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Non è una cosa dificile :D A parole forse lo sembra...

A me lo ha insegnato Edi Savoldi (pensa te). Ha semplicemente detto "RIcorda che il flauto è una leva".

Il pollice destro quindi non va posto sotto (che rende un pò ballerino il flauto) ma deve porsi più in su, sotto le chiavi quasi, per spingere con una forza uguale e contraria a quella imposta dalla base dell'indice nella sinistra.

Mollando le dita il flauto deve poter rimanere su con solo queste due forze :D

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Non è una cosa dificile :D A parole forse lo sembra...

A me lo ha insegnato Edi Savoldi (pensa te). Ha semplicemente detto "RIcorda che il flauto è una leva".

Il pollice destro quindi non va posto sotto (che rende un pò ballerino il flauto) ma deve porsi più in su, sotto le chiavi quasi, per spingere con una forza uguale e contraria a quella imposta dalla base dell'indice nella sinistra.

Mollando le dita il flauto deve poter rimanere su con solo queste due forze :D

Ho provato ed in effetti il flauto, una volta alzate le dita resta attaccato al mento con la forza del pollice della destra ed il mignolo della destra appoggiato alla chiave e nella base dell'indice della mano sinistra , quindi sono tre punti

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Ho provato ed in effetti il flauto, una volta alzate le dita resta attaccato al mento con la forza del pollice della destra ed il mignolo della destra appoggiato alla chiave e nella base dell'indice della mano sinistra , quindi sono tre punti

eh i punti di forza!!!in quanti non li fanno!!!!!!! ne sa più Edi di certi maestri!!!!

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Non è una cosa dificile :D A parole forse lo sembra...

A me lo ha insegnato Edi Savoldi (pensa te). Ha semplicemente detto "RIcorda che il flauto è una leva".

Il pollice destro quindi non va posto sotto (che rende un pò ballerino il flauto) ma deve porsi più in su, sotto le chiavi quasi, per spingere con una forza uguale e contraria a quella imposta dalla base dell'indice nella sinistra.

Mollando le dita il flauto deve poter rimanere su con solo queste due forze :D

Ottima spiegazione!!!! :D

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Ho provato ed in effetti il flauto, una volta alzate le dita resta attaccato al mento con la forza del pollice della destra ed il mignolo della destra appoggiato alla chiave e nella base dell'indice della mano sinistra , quindi sono tre punti

Ne bastano due te lo assicuro!!!!!! :D

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A me lo ha insegnato Edi Savoldi (pensa te). Ha semplicemente detto "RIcorda che il flauto è una leva".

Il pollice destro quindi non va posto sotto (che rende un pò ballerino il flauto) ma deve porsi più in su, sotto le chiavi quasi, per spingere con una forza uguale e contraria a quella imposta dalla base dell'indice nella sinistra.

Mollando le dita il flauto deve poter rimanere su con solo queste due forze :D

L'avrò usata si e no solo un paio di volte questa impostazione.. :worried_anim: ma ho sempre troppa paura che qualcosa non quadri e il piffero finisca rovinosamente per terra! :ph34r_anim:

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Io la uso sempre,e la uso da sempre!!!!! e mi sento molto stabile....

A me la stabilità la dà l'appoggio del flauto in basso, sul mento. Il resto per me non ha una grande importanza. So che Galway sostiene la stessa idea tua in un libro intitolato Flute e anche Lazzari, nel suo fondamentale libro 'Il Flauto Traverso' sostiene la stessa cosa. Tutto dipende dal suono che si vuole ottenere. Io mi trovo benissimo con un'altra impostazione e ottengo il suono che più mi piace nel flauto. Vale a dire quello che non è mai 'di spinta'. Aria lenta, lentissima attraverso un foro labiale abbastanza ampio.

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A me la stabilità la dà l'appoggio del flauto in basso, sul mento. Il resto per me non ha una grande importanza. So che Galway sostiene la stessa idea tua in un libro intitolato Flute e anche Lazzari, nel suo fondamentale libro 'Il Flauto Traverso' sostiene la stessa cosa. Tutto dipende dal suono che si vuole ottenere. Io mi trovo benissimo con un'altra impostazione e ottengo il suono che più mi piace nel flauto. Vale a dire quello che non è mai 'di spinta'. Aria lenta, lentissima attraverso un foro labiale abbastanza ampio.

adesso anche io appoggio abbastanza in basso perchè il labbro di sotto mi si gonfiava un pò e il suono andava a putta............comunque ... dici che non si può ottenre il su0ono che ti piace con quell'impostazione ch dico io?

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adesso anche io appoggio abbastanza in basso perchè il labbro di sotto mi si gonfiava un pò e il suono andava a putta............comunque ... dici che non si può ottenre il su0ono che ti piace con quell'impostazione ch dico io?

Non vorrei essere frainteso, Mozart. Io non sono un appassionato del suono di Galway, Trevisani, Bottazzini e company. Preferisco un suono che, tendenzialmente è meno brillante. Questo non significa che i su citati flautisti suonino in modo che non mi piace. Se capita, ad un concerto di Galway ci vado, e così anche per Trevisani o Formisano. In sostanza, al suono loro preferisco quello di Adorjan o di Nicolet. Come spiegavo a Joachim, quando io appoggio il flauto, il foro di insufflazione non lo sento quasi mai, mi preoccupo, piuttosto, che la testata aderisca in tutto e per tutto al mento, poi, formo le labbra e suono. Ora, cosa comporta tenere il flauto in basso? Che si rischia di chiudere troppo il foro di imboccatura. Adorjan allora mi disse che le soluzioni erano due : la prima (da lui sconsigliata) di tirare le labbra in modo che il foro si scopra di più; la seconda, di girare il flauto verso l'esterno o, al limite di montare la testata, leggermente 'in fuori'. Ho studiato questi parametri per un mesetto circa e alla fine il mio suono era cambiato: non più sottile e penetrante come prima, ma più scuro, più aperto e più grande . Sono dieci anni che suono così e....oramai, non cambio. :D

Per concludere, non mi azzarderei mai a dire, presumendo che il flauto si suoni in un certo modo che tizio o caio non sanno suonare perché il loro ideale di suono non coincide con il mio. Questo accadeva in conservatorio nel confronto tra 'scuole' diverse. Oramai ho superato questa fase dello studio anche perché poi, queste dispute non hanno alcun senso. Faccio un ultimo esempio: Formisano, durante una masterclass sosteneva che l'aria dovesse procedere sempre velocemente e, quando lui suona, questo si sente, anche nel pianissimo che si ottiene facendo più piccolo il foro tra le labbra. A tal proposito Adorjan, ricordo durante una sua lezione, sosteneva proprio una cosa diversa se non opposta. L'ampiezza del foro tra le labbra non influisce tanto sul volume quanto la quantità dell'aria. In sostanza: forte, più aria; piano, meno aria. Il sostegno del suono con il diaframma e la direzione dell'aria servono a correggere l'intonazione.Per Adorjan l'aria deve procedere sempre lentamente. Quando qualche anno fa sono andato al Flute Day organizzato da L'accademia del flauto a Roma: ho sentito Taballione ed Evangelisti suonare. Sono bravi flautisti: niente da dire; le scelte interpretative interessanti, il suono essenzialmente uguale, sì qualche cosa in più Taballione ma la stessa emissione. In serata hanno suonato Guiot e Adorjan. Le differenze tra i due erano abissali. Ognuno aveva il suo proprio suono, particolarissimo e diverso, ognuno il suo vibrato e il suo stile interpretativo. Soprattutto di Adorjan ricordo quella stupenda sensazione che il suono rimanesse nell'aria anche quando già aveva finito di soffiare, che risuonava nell'ambiente bellissimo dell'Oratorio del Gonfalone come un'eco.

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In sostanza: forte, più aria; piano, meno aria. Il sostegno del suono con il diaframma e la direzione dell'aria servono a correggere l'intonazione.
Mi dispiace ma non concordo.Se tu dovessi suonare in un teatro grande il tuo suono non si sentirebbe in fondo all'ultima fila,e quindi si deve pensare che il tuo suono deve arrivare a tutte le persone ,cosa che utilizzando la tecnica ppppp(meno aria)non funziona.
Per Adorjan l'aria deve procedere sempre lentamente.

Aria piu centrata x ogni singola nota,meno spreco d'aria,come dicevo il minimo sforzo x rendere il massimo,peccato che non riesco a capire come l'affermazione di prima sia in associazione con questa ;

Una mia teoria:penso meno aria piu velocemente nei pppp e tanta aria ma lentamente nei ffff.

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Mi dispiace ma non concordo.Se tu dovessi suonare in un teatro grande il tuo suono non si sentirebbe in fondo all'ultima fila,e quindi si deve pensare che il tuo suono deve arrivare a tutte le persone ,cosa che utilizzando la tecnica ppppp(meno aria)non funziona.

Aria piu centrata x ogni singola nota,meno spreco d'aria,come dicevo il minimo sforzo x rendere il massimo,peccato che non riesco a capire come l'affermazione di prima sia in associazione con questa ;

Una mia teoria:penso meno aria piu velocemente nei pppp e tanta aria ma lentamente nei ffff.

La proiezione del suono, a mio avviso è data dall'inclinazione del flauto. Se lasci il foro del flauto aperto, vale a dire coperto per non più di un terzo, anche il ppp arriva in fondo alla sala. Sarà per la mia conformazione fisica ma non ho avuto, personalmente, mai problemi che un ppp non si sentisse fino alle ultime file anche se non ho mai suonato in sale grandi come l'auditorium di Roma. Di natura ho un suono grande questo sì ma mai 'spinto'. I pppp con meno aria più velocemente, di solito,producono, insieme al suono uno sfrigolio che non mi piace. E' vero che sono molto penetranti ma la qualità del suono è inferiore. Ti garantisco chestudiando come dico io per un paio di mesi, si riesce a ottenere un pppp 'che viaggia' solo che stavolta il suono è pulito. Questa è la mia esperienza. Altra cosa che poco sopporto nel flauto è un suono sporco, dove quasi lo 'sfrigolio' di armonici sovrasta la fondamentale. Si sente a volta in orchestra, il suono del flauto viene percepito più per questi armonici che per la fondamentale. Io sostengo che la Proiezione del suono è sempre data dalla fondamentale e mai dagli armonici che risuonano con essa.

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Guest Joachim
la seconda, di girare il flauto verso l'esterno o, al limite di montare la testata, leggermente 'in fuori'.

(cut)

Formisano, durante una masterclass sosteneva che l'aria dovesse procedere sempre velocemente e, quando lui suona, questo si sente, anche nel pianissimo che si ottiene facendo più piccolo il foro tra le labbra.

praticamente queste due cose insieme fanno la scuola cavallo, scoprire il foro del flauto, soffiare verticale tenendo un'impostazione bassa e mantenere la stessa quantità/velocità dell'aria per il piano come per il forte, solo chiudendo e aprendo il foro labiale (del resto formisano, checchè se ne dica, è principalmente un prodotto cavalliano)

è vero che nel piano si produce quel soffio/rumore, ma è anche vero che a una certa distanza non si dovrebbe sentire :unsure: e che questa tecnica ha il vantaggio di non richiedere spostamenti di mascella o cmq di direzione dell'aria per correggere l'intonazione :o

personalmente, le sto studiando entrambe, e valuto caso per caso quale utilizzare

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