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Bocchini Bucchi


Maestro

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CIAU MAESTRO,

MI SAI DIRE SE TRA I TUOI BUCCHI NE HAI UNO CON CARATTERISTICHE SIMILI AL B40 DELLA VANDOREN E NEL CASO LO AVESSI QUANTO CHIEDI PER AVERLO?

GRAZIE, MAX

Mi spiace ma questi bocchini non hanno niente a che fare con i Vandoren, perchè sono concepiti diversamente. Sono i bocchini che usavano i vari Borali, Budini, Garbarino ecc... ai tempi d'oro per eseguire i soli nelle opere. Hanno un suono molto scuro e sono piuttosto aperti rispetto ad un Vandoren. Ormai sono introvabili perchè il costruttore è morto da parecchio e in più in un bocchino ormai si cerca una certa versatilità, mentre questo tipo di imbocatture per esempio non è molto adatta alla musica jazz (anche se Gualdi ne usava uno molto simile a questi) in quanto concepito quasi solo ed esclusivamente per ottenere un suono adatto alla musica operistica.

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Vetro, non cristallo..

Non è vetro, ma non vorrei addentrarmi nuovamente in una discussione polemica come avvenne tempo fa. Sappi solo che il cristallo pesa di più rispetto al vetro perchè contiene piombo e se ti cade per terra va in mille pezzi (a me è successo) quelli in vetro non hanno queste caratteristiche. Con questo non intendo più tornare sull'argomento visto che c'è già una discussione aperta a tal proposito. Questo post serve solo a chi è interessato all'acquisto, non ha chi mette in dubbio il materiale del bocchino.

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Forse non è il caso di scrivere cose ovvie e risapute; ma Bucchi in tanti anni ha costruito in tutti e due i materiali, e penso bene che Maestro li sappia riconoscere molto bene.

L' offerta è molto allettante. (Maestro, ti scriverò in privato).

Ciao

Francesco

P.S. ma perchè te ne separi ?

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Forse non è il caso di scrivere cose ovvie e risapute; ma Bucchi in tanti anni ha costruito in tutti e due i materiali, e penso bene che Maestro li sappia riconoscere molto bene.

L' offerta è molto allettante. (Maestro, ti scriverò in privato).

Ciao

Francesco

P.S. ma perchè te ne separi ?

E' vero esistono anche i Bucchi in vetro, ma sono quelli costruiti tra gli anni '70 e gli anni '80 dal nipote del primo costruttore, quelli che vendo io non sono così recenti.

Me ne separo perchè non li uso più, ed è un peccato lasciarli nel cassetto dal momento che sono ancora molto ricercati

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  • 6 months later...

Maestro, li hai ancora? Sono quelli che recano sul corpo cinque incavature, poco profonde e con l'estremità superiore arrotondata, con l'incavatura frontale più corta, oppure quelli con sei "spicchi d'arancio"? Grazie.

Bepi D'Amato, clarinettista di Pescara, docente, concertista, appassionato di cristallo.

P.S.: Garbarino usava anche Chedeville, vero? Grazie ancora.

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Maestro, li hai ancora? Sono quelli che recano sul corpo cinque incavature, poco profonde e con l'estremità superiore arrotondata, con l'incavatura frontale più corta, oppure quelli con sei "spicchi d'arancio"? Grazie.

Bepi D'Amato, clarinettista di Pescara, docente, concertista, appassionato di cristallo.

P.S.: Garbarino usava anche Chedeville, vero? Grazie ancora.

Mi spiace li ho venduti tutti e non posso controllare se avevano 5 o 6 "spicchi"

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Grazie comunque per la risposta.

Forse puoi aiutarmi comunque: mi piacerebbe sapere qualcosa sulla storia della fabbrica Bucchi: era a Genova, o forse a Bologna, o forse in entrambe le città in periodi diversi? Sarà vero che gli stampi dei primi mitici "Vecchio Bucchi" siano andati distrutti con la guerra? Come mai sono così bassi di intonazione? Ne ho visti alcuni di color verde bottiglia, ricordo male? Ti ringrazio anticipatamente per il tempo che vorrai concedermi.

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Grazie comunque per la risposta.

Forse puoi aiutarmi comunque: mi piacerebbe sapere qualcosa sulla storia della fabbrica Bucchi: era a Genova, o forse a Bologna, o forse in entrambe le città in periodi diversi? Sarà vero che gli stampi dei primi mitici "Vecchio Bucchi" siano andati distrutti con la guerra? Come mai sono così bassi di intonazione? Ne ho visti alcuni di color verde bottiglia, ricordo male? Ti ringrazio anticipatamente per il tempo che vorrai concedermi.

Io so che Bucchi era a Genova e devo dire che per quello che posso aver riscontrato io erano tutt'altro che bassi d'intonazione, anzi tutto il contrario, io li ho sempre trovati crescenti (anche se non tutti, quelli buoni erano intonati).

Che i vecchi stampi siano andati distrutti con la guerra è poco credibile anche se possibile, penso semplicemente che ognino dei membri della famiglia bucchi (erano tre: Padre, figlio e nipote) abbiano voluto produrre una propria linea di queste imboccature e per questo motivo vi sono sostanziali differenze tra le varie generazioni di becchi. Bisogna inoltre tener conto che le esigenze dei suonatori sono cambiate nel tempo.

Bocchini verdi non ne ho mai visti, mi è capitato di vederne di azzurri, ma erano molto recenti (penso degli anni ottanta) non erano in cristallo bensì in vetro, e non erano nemmeno Bucchi, uno di questi è stato prodotto dalla Orsi.

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Ti ringrazio per la risposta.

Per quanto ho potuto testare, generalmente i Bucchi diciamo dagli anni 60 in poi erano effettivamente piuttosto alti di intonazione, i migliori erano giusti. Quelli davvero vecchi, invece, erano di struttura ed aspetto completamente differenti. Erano i Bucchi dei grandi solisti di un tempo, così simili ai Chedeville di cristallo. Intonazione bassa, direi che per poter essere usati sugli strumenti odierni necessiterebbero di barilotti più corti, almeno di due millimetri. Non ben accoppiabili con i Buffet policilindrici, molto meglio con i Selmer d'epoca, tipo Centered Tone e predecessori, diciamo tipo BT e serie K a larga cameratura, con barilotti da 64 invece dei 67 di serie. Finestra larga, pareti laterali della camera superiore non convergenti, bensì paralleli, scivolo (baffle) addirittura concavo. Suono caldissimo, scuro eppur proiettato, aperture importanti... Non per principianti. Gli Orsi li ho visti ed usati, probabilmente materiale Peverelli o simile, fattura molto approssimativa, suono di conseguenza.

Grazie ancora per la tua attenzione, comunque. Ora mi spiego come mai di Bucchi ne ho visti ed usati di almeno tre serie diverse.

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Ti ringrazio per la risposta.

Per quanto ho potuto testare, generalmente i Bucchi diciamo dagli anni 60 in poi erano effettivamente piuttosto alti di intonazione, i migliori erano giusti. Quelli davvero vecchi, invece, erano di struttura ed aspetto completamente differenti. Erano i Bucchi dei grandi solisti di un tempo, così simili ai Chedeville di cristallo. Intonazione bassa, direi che per poter essere usati sugli strumenti odierni necessiterebbero di barilotti più corti, almeno di due millimetri. Non ben accoppiabili con i Buffet policilindrici, molto meglio con i Selmer d'epoca, tipo Centered Tone e predecessori, diciamo tipo BT e serie K a larga cameratura, con barilotti da 64 invece dei 67 di serie. Finestra larga, pareti laterali della camera superiore non convergenti, bensì paralleli, scivolo (baffle) addirittura concavo. Suono caldissimo, scuro eppur proiettato, aperture importanti... Non per principianti. Gli Orsi li ho visti ed usati, probabilmente materiale Peverelli o simile, fattura molto approssimativa, suono di conseguenza.

Grazie ancora per la tua attenzione, comunque. Ora mi spiego come mai di Bucchi ne ho visti ed usati di almeno tre serie diverse.

Ora che mi viene in mente un Bucchi piuttosto basso d'intonazione mi è capitato tra le mani, lo avevo trovato per caso attacato ad un clarinetto che vendevano in un mercatino dell'usato e tra l'altro lo pagai pochissimo. Era un buon bocchino, ma io il cristallo l'ho abbandonato da tempo in quanto trovo molto più duttile l'ebanite, e ancor di più l'ebano vero e proprio. La spiegazione per cui i bocchini Bucchi di prima generazione erano bassi d'intonazione è dovuta al fatto che ai tempi di verdi le orchestre si intonavano con il La a 438Hz e non a 442 (e oltre) come ai giorni d'oggi. Purtroppo nonostante negli anni '60 si sia deciso di stabilire il la a 440Hz ci sono ancora molte differenze nei vari paesi. In italia le orchestre tendono ad intonarsi con il corista a 442/443, in Germania addirittura a 445 e quindi questi bocchini con il passare del tempo sono stati prodotti sempre diversi per adattarli alle esigenze del momento. Inoltre la dita Bucchi è stata diretta da tre persone diverse (anche se della stessa famiglia) e quindi ognuno ha apportato le proprie modifiche anche seguendo il gusto personale.

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Già, io sapevo che ai tempi di Verdi si suonava addirittura a 435! Comunque, l'unificazione deve essere avvenuta negli anni '20; sai, colleziono, e suono, strumenti d'epoca, soprattutto Selmer ante-guerra. Ne ho acquistati e fatti restaurare almeno una trentina. I più belli, quelli a larga cameratura, tipo i BT (Balanced Tone) serie L, costruiti per tutti gli anni '30, per intenderci gli strumenti usati da Artie Shaw e Benny Goodman, hanno una sonorità straordinaria, e con il barilotto di serie da 67, a caldo suonano a 442 con un Van normale tipo un B 45. La distinzione tra LP (Low Pitch, A= 440-442) e HP (con La addirittura 453, quasi un clarinetto in Si naturale!!!) appare sui Buffet destinati al mercato USA fino ai primi anni '20. Inoltre, I Selmer predecessori del BT, ossia i serie K, i primissimi clarinetti a larga cameratura, su cui venne registrata per la prima volta la Rapsodia di Debussy, già suonavano a 440 con i becchi di serie, ebanite di chiara derivazione Chedeville.

Inoltre, ricordo che il mio maestro, il grande Aldo Settimi, classe 1910, nella Banda di Chieti, nella prima metà degli anni '30 suonava su uno di quei vecchi Bucchi, del tutto simili, come impostazione sonica, per timbro ed intonazione, ai Chedeville ante-guerra. Grazie comunque per le notizie! Anch'io, comunque, suono ebanite, per tutti i motivi che conosci bene. A presto, spero.

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Già, io sapevo che ai tempi di Verdi si suonava addirittura a 435! Comunque, l'unificazione deve essere avvenuta negli anni '20; sai, colleziono, e suono, strumenti d'epoca, soprattutto Selmer ante-guerra. Ne ho acquistati e fatti restaurare almeno una trentina. I più belli, quelli a larga cameratura, tipo i BT (Balanced Tone) serie L, costruiti per tutti gli anni '30, per intenderci gli strumenti usati da Artie Shaw e Benny Goodman, hanno una sonorità straordinaria, e con il barilotto di serie da 67, a caldo suonano a 442 con un Van normale tipo un B 45. La distinzione tra LP (Low Pitch, A= 440-442) e HP (con La addirittura 453, quasi un clarinetto in Si naturale!!!) appare sui Buffet destinati al mercato USA fino ai primi anni '20. Inoltre, I Selmer predecessori del BT, ossia i serie K, i primissimi clarinetti a larga cameratura, su cui venne registrata per la prima volta la Rapsodia di Debussy, già suonavano a 440 con i becchi di serie, ebanite di chiara derivazione Chedeville.

Inoltre, ricordo che il mio maestro, il grande Aldo Settimi, classe 1910, nella Banda di Chieti, nella prima metà degli anni '30 suonava su uno di quei vecchi Bucchi, del tutto simili, come impostazione sonica, per timbro ed intonazione, ai Chedeville ante-guerra. Grazie comunque per le notizie! Anch'io, comunque, suono ebanite, per tutti i motivi che conosci bene. A presto, spero.

E' molto probabile che si suonasse anche a 435, comunque l'unificazione di fatto non è mai avvenuta. Io so che negli anni '60 c'è stato un congresso mi pare a Tolosa, ma non vorrei sbagliarmi, dove si è deciso che tutte le orchestre in tutto il mondo dovessero tenere il pitch a 440 e gli strumenti fossero costruiti di conseguenza, di fatto poi questo è avvenuto solo sui pianoforti perchè le orchestre continuano ad usare l'intonazione che garba di più al direttore di turno, creando non pochi problemi ai cantanti.

Piuttosto, dal momento che sei riuscito a trovare dei bocchini Chedville, sapresti dirmi se è possibile trovarne uno da clarinetto piccolo?

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Se parli di ebanite, direi di sì. Ho visto, e messo a posto, anche un vecchio, ma davvero vecchio Bucchi in cristallo, appartenuto ad un attempato (ultra ottantenne) suonatore di piccolo Mib in una banda delle mie parti. Grande apertura, conformazione all'antica, intonazione piuttosto bassa, suono come sai e, come per tutti i becchi di quella tipologia, facilità sui sovracuti NON straordinaria, ciò a causa dello scivolo (baffle) concavo.

Certo, mi è capitato di vedere su ebay qualche Chedeville per piccolo, e qualche Kaspar, per giunta.

Sappi comunque che quasi tutti i Ched vanno sistemati. Da chi è in grado, naturalmente, non da chiunque.

Se dovessi vederne qualcuno vuoi che ti avverta?

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Se parli di ebanite, direi di sì. Ho visto, e messo a posto, anche un vecchio, ma davvero vecchio Bucchi in cristallo, appartenuto ad un attempato (ultra ottantenne) suonatore di piccolo Mib in una banda delle mie parti. Grande apertura, conformazione all'antica, intonazione piuttosto bassa, suono come sai e, come per tutti i becchi di quella tipologia, facilità sui sovracuti NON straordinaria, ciò a causa dello scivolo (baffle) concavo.

Certo, mi è capitato di vedere su ebay qualche Chedeville per piccolo, e qualche Kaspar, per giunta.

Sappi comunque che quasi tutti i Ched vanno sistemati. Da chi è in grado, naturalmente, non da chiunque.

Se dovessi vederne qualcuno vuoi che ti avverta?

Mi faresti un grande favore, il mio clarinetto piccolo è piuttosto alto d'intonazione e quando suono a 442 non ho problemi, ma devo comunque tirare fuori un pò il barilotto, quando ho bisogno invece di tenere l'intonazione a 440 sono dolori, perchè devo tirare fuori troppo il barilotto e mi si sfasano tutti gli intervalli. Per questo motivo mi servirebbe un bocchino che abbassi sensibilmente l'intonazione. Tempo fa mi fu consigliato proprio uno Chedeville per risolvere il problema, ma i modelli per clarinetto piccolo sono introvabili.

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OK, te lo trovo. Sai, ci sono becchi, piuttosto vecchi, marcati "chissa' cosa" me che in realtà sono Chedeville. Per esempio, ho un Conn di ebanite, per Sib, che è sicuramente un pregiatissimo Ched degli anni '30, scuro e basso come si conviene, in ottimo stato, tra l'altro. Appena mi capita una cosa simile (li riconosco facilmente), te lo faccio sapere. Ma tu non compri su ebay?

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Dimenticavo: sicuramente le cose che ora ti scriverò le conosci già.

Per limitare i danni, quando suonavo in orchestra e dovevo tirar fuori parecchio barilotto, inserivo degli spessori di riempimento (rondelle) tra l'estremità del pezzo superiore ed il barilotto, in modo da non lasciare "vuoto" lo spazio che si crea proprio lì, risultandone una dilatazione della cameratura che interessa (letteralmente massacra) soprattutto le note di gola. Per il Sib la Buffet ed alcune ditte americane forniscono spessori da 0,5 - 1 e persino 2 millimetri, in materiali diversi, diciamo ebanite o teflon o metallo bianco tipo nickel-silver. Per il piccolo dovresti ricorrere ad un bravo tornitore. Ne vale la pena, credimi. I rapporti risultano molto meno sfasati, gestibili. Per il momento, in attesa di un becco "ad hoc", potrebbe esserti utile questa soluzione, sempre che tu non l'abbia già adottata. Pensa che sul Sib inserisco uno 0,5 anche nel giunto centrale, quando serve, si riesce a "digerire" anche 2 millimetri di barilotto in più, senza problemi. E' pur vero che i vecchi strumenti a larga cameratura, NON policilindrici, sono molto più accomodanti sotto questo aspetto...

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OK, te lo trovo. Sai, ci sono becchi, piuttosto vecchi, marcati "chissa' cosa" me che in realtà sono Chedeville. Per esempio, ho un Conn di ebanite, per Sib, che è sicuramente un pregiatissimo Ched degli anni '30, scuro e basso come si conviene, in ottimo stato, tra l'altro. Appena mi capita una cosa simile (li riconosco facilmente), te lo faccio sapere. Ma tu non compri su ebay?

Si a volte compro su ebay, ma solo le cose che conosco. Comprare un becco non è cosa semplice, bisogna conoscerli bene. Riguardo agli spessori posso dirti che ne ho già sentito parlare, ma non li ho mai usati perchè non saprei nemmeno dove trovarli e nemmeno li ho mai visti. Anche per farmeli fare dovrei avere un modello, non so nemmeno come sono fatti, assomigliano a delle guarnizioni? E con che materiale conviene fabbricarli?

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Si tratta di rondelle, in pratica. Spessori: 0,5 - 1 - 2 millimetri, con cui puoi ottenere, mettendone due giuste, anche 1,5 (1 + 0,5). Misure: il diametro INTERNO della rondella è lo stesso della cameratura (interno) alla sommità del pezzo superiore; diametro ESTERNO tale da poter entrare, senza ballare, all'interno del barilotto, lato inferiore, naturalmente.

In altre parole, una corona circolare che resta celata all'interno del barilotto, tra lo stesso e la sommità del pezzo superiore. Il barilotto, naturalmente, resta discostato, diciamo "aperto" dal pezzo superiore, per uno spessore pari allo spessore della rondella usata, ma la cameratura resta uniforme, senza dilatazioni dannosissime per l'equilibrio dell'intonazione intrinseca dello strumento. In genere, per ogni millimtro di spessore aggiunto, si scende di circa 1 HZ. In pratica, per passare (in un Sib) da 442 a 440, bisogna aggiungere uno spessore di 2 mm. Un buon tornitore sarà capace di prendere le misure e realizzare i pezzi, con qualche difficoltà per lo spessore più piccolo, mezzo millimetro. Per questo ne serve uno bravo. Materiali: io proverei con teflon e ottone. Rimarrai strabiliato dalle combinazioni: se metti, ad esempio, uno spessore da 1 mm., in ottone suona in un modo, in teflon in un altro. Se poi metti due spessori da mezzo mm. ciascuno, con ottone sotto e teflon sopra NON suona ssolutamente come con teflon sotto ed ottone sopra. Parlo di suoni e resistenza COMPLETAMENTE diversi. Pensa che ne andrebbero messi anche sotto il bocchino, qualora dovesse capitare che la miccia del becco fosse più corta del dovuto. Nel mio caso, ho dovuto mettere sotto il becco uno spessore da 0,5 per colmare il vuoto. Effetti sull'intonazione delle note di gola assolutamente strabiliante. Ripeto, per il Sib c'è la Buffet che ne ha in catalogo, per il Mib credo sia necessario un lavoro custom. La eventuale rondella centrale, tra i due pezzi principali, è generalmente dello stesso diametro di quella che andrebbe sotto il bocchino, all'estremo superiore del barilotto. Quest'ultima misura, credo, non esiste in commercio. Io ne ho ottenute fresando, cioè riducendo, l'esterno di una rondella standard sistemandola su un minitrapano. Credimi: più facile a farsi che a dirsi. E ne è valsa la pena.

Ovviamente, i risultati sono apprezzabili in pieno solo da un clarinettista evoluto, ma sai bene che il mare è fatto di gocce.

Una piccola dimostrazione? Prova a discostare la campana di un niente, diciamo circa lo spessore pari ad un foglio di carta, in modo che non resti perfettamente baciata all'estremità inferiore del pezzo inferiore e prova: probabilmente non crederai che tanto poco possa significare tanto. Altra goccia.

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  • 1 year later...

Salve a tutti, se siete amanti del bocchino in cristallo conoscerete certamente i bocchini Bucchi. Ne ho 4 da vendere, se a qualcuno interessano mi contatti in privato. Aggiungo solo che sono tutti originali e costruiti a mano.

ciao maestro,sono un diciamo cosi,"clarinettista",e ho letto del tuo annuncio riguardante i bucchi,cortesemente potresti contattarmi a quest'e-mail,vorrei alcune info in quanto deciso a comprare un bocchino bucchi,visto che prima ne avevo uno,bucchi 3 che x sfortuna nel periodo del carnevale montemaranese si ruppe,e sono interessato all'acquisto di un altro....la mia e-mail:felix-g91@tiscali.it...cordiali saluti tam.

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  • 6 years later...

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