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Johann Sebastian Bach (1685-1750)


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Premessa: non sono un fan di questi mega-cofanetti (che difficilmente poi si ascoltano, preferisco pochi dischi ma buoni). Non sono in generale un fan delle cantate bachiane. Ero un fan della Di Lazzaro, ecco perchè l'ho messa 😁 Non conosco quindi tutte le esecuzioni sopra citate. Detto questo, a mio gusto e per quel che ho sentito, tra questi Gardiner sarebbe da prendere. Possiede una fantasia, una varietà, una morbidezza e una mobilità d'approccio che altri non hanno (Koopman è discreto, Suzuki veramente gelido). E' una lettura viva, comunicativa, curiosa, ingloba in queste cantate una visione quasi "panteistica" di Bach, in cui ritrova tutto, dal romanticismo al jazz. Potrebbe sembrare una scemenza, ma Gardiner ha l'autorevolezza di chi non ha niente da dimostrare e all'ascolto questo presunto azzardo si rivela vincente. Direzione quindi sempre elegante, narrativa al massimo (e non potrebbe essere altrimenti, visto che sono esecuzioni itineranti), ricca di gusto e colpi di scena. Certo, sono live quindi non tutto è perfetto (anche l'acustica varia da chiesa a chiesa) anche se coro e orchestra generalmente non deludono, i solisti dipende dal momento. Non c'è però mai routine. Bella anche la veste grafica e i "diari di bordo" di Gardiner. Harnoncourt non mi piace, Leusink mai sentito.

Io poi ho questo, non integrale, approccio "minimalista". A me piace in modo particolare l'approccio filologico molto scarno che porta, in sostanza, a realizzare le Cantate con pochi strumenti e in parti reali, cioè con un quartetto vocale che esegue sia le parti solistiche, sia quelle corali. L'esecuzione di Kuijken e del suo ensemble è estremamente accurata e di una nitidezza cristallina, esaltata dalle dimensioni cameristiche dell'organico strumentale e vocale. I tempi sono meno serrati dei suoi "concorrenti" tipo Gardiner, Herreweghe, Suzuki, proprio per rivolgere la sua attenzione alla struttura dei versi e all’equilibrio cameristico tra voci e strumenti, offrendo una lettura di grande pathos. Certo, le voci sono molto "piccoline" e quasi calibrate sulla apparente ristrettezza dello strumentale. Può non piacere a tutti, ma può essere un'alternativa:

Cantatas For The Comeplete Liturgical Year: Bach, J.S./ La Petite Bande/  Kuijken: Amazon.it: Musica

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4 ore fa, Ives dice:

Premessa: non sono un fan di questi mega-cofanetti (che difficilmente poi si ascoltano, preferisco pochi dischi ma buoni). Non sono in generale un fan delle cantate bachiane. Ero un fan della Di Lazzaro, ecco perchè l'ho messa 😁 Non conosco quindi tutte le esecuzioni sopra citate. Detto questo, a mio gusto e per quel che ho sentito, tra questi Gardiner sarebbe da prendere. Possiede una fantasia, una varietà, una morbidezza e una mobilità d'approccio che altri non hanno (Koopman è discreto, Suzuki veramente gelido). E' una lettura viva, comunicativa, curiosa, ingloba in queste cantate una visione quasi "panteistica" di Bach, in cui ritrova tutto, dal romanticismo al jazz. Potrebbe sembrare una scemenza, ma Gardiner ha l'autorevolezza di chi non ha niente da dimostrare e all'ascolto questo presunto azzardo si rivela vincente. Direzione quindi sempre elegante, narrativa al massimo (e non potrebbe essere altrimenti, visto che sono esecuzioni itineranti), ricca di gusto e colpi di scena. Certo, sono live quindi non tutto è perfetto (anche l'acustica varia da chiesa a chiesa) anche se coro e orchestra generalmente non deludono, i solisti dipende dal momento. Non c'è però mai routine. Bella anche la veste grafica e i "diari di bordo" di Gardiner. Harnoncourt non mi piace, Leusink mai sentito.

Io poi ho questo, non integrale, approccio "minimalista". A me piace in modo particolare l'approccio filologico molto scarno che porta, in sostanza, a realizzare le Cantate con pochi strumenti e in parti reali, cioè con un quartetto vocale che esegue sia le parti solistiche, sia quelle corali. L'esecuzione di Kuijken e del suo ensemble è estremamente accurata e di una nitidezza cristallina, esaltata dalle dimensioni cameristiche dell'organico strumentale e vocale. I tempi sono meno serrati dei suoi "concorrenti" tipo Gardiner, Herreweghe, Suzuki, proprio per rivolgere la sua attenzione alla struttura dei versi e all’equilibrio cameristico tra voci e strumenti, offrendo una lettura di grande pathos. Certo, le voci sono molto "piccoline" e quasi calibrate sulla apparente ristrettezza dello strumentale. Può non piacere a tutti, ma può essere un'alternativa:

Cantatas For The Comeplete Liturgical Year: Bach, J.S./ La Petite Bande/  Kuijken: Amazon.it: Musica

Grazie. Anch'io, potendo, mi orienterei su Gardiner, i suoi solisti barocchi e il suo Monteverdi Choir.

Interessante il piccolo organico di Kuijken, magari più rispondente alla prassi esecutiva di Bach nelle cantate (forse non nei grandi oratori), e condivido senza riserve il discorso sui boxoni. Intanto va avanti il progetto della Bach-Stiftung svizzera di Lutz di incidere tutte le cantate: quello che ho sentito finora è eccellente, su YouTube si trovano anche dei video tratti dai DVD, consiglio a tutti di darci uno sguardo anche a tempo perso.

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19 ore fa, superburp dice:

Ascoltai dal vivo la messa in si minore fatta da Kuijken col coro a parti reali. Sarà stato anche filologico, ma perdeva parecchio.

La Messa però è diversa dalle cantate. Kuijken fa cosi pure le Passioni e anche a me sembrano troppo scarnificate. Che poi non inventa nulla, ma si rifà agli studi di Rifkin degli anni '80 (ci sono anche alcuni dischi per la Oiseau Lyre). Lui aggiunge alcune ricerche musicologiche che ha effettuato da violinista, per esempio dice che lo strumento indicato da Bach come "violone" nelle cantate non è il violoncello ma il "basse de viole". Poi c'è un saggio sul violoncello piccolo (quello che Bach usava per le suites). Il Magnificat, invece, per me funziona in parti reali, provare per credere:

In disco ma con altri interpreti:

Bach: Magnificat BWV 243, Missa BWV 235 di Ricercar Consort and Philippe  Pierlot su Amazon Music - Amazon.it

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2 ore fa, Florestan dice:

Per la Messa in si minore, mi rivolgo a questa:

617rbNBhgEL._AC_.jpg

che è un vecchio disco del 1993 meritoriamente ristampato dalla Brilliant.

Bellissima, ottima scelta. Ristampa preziosa da un disco Berlin Classics.

Johann Sebastian Bach, Marcus Creed, Rene Jacobs, Akademie für Alte Musik  Berlin, Bernarda Fink, Hillevi Martinpelto, Axel Köhler, Christoph  Prégardien, Matthias Goerne, Franz-Josef Selig - Bach - Mass in B minor /

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15 ore fa, giobar dice:

Qualcuno mi spieghi la copertina stile "nuovo impianto elettrico" o "pulizie di Pasqua" :huh:

E' la versione ballettistica della Messa che fecero subito prima della registrazione in studio. Fotografie di Monika Rittershaus dal balletto B Minor Mass di Achim Freyer per l'Opera di Bonn.

Hengelbrock, Thomas - Bach J.S: Mass in B minor - Amazon.com Music

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4 ore fa, Ives dice:

E' la versione ballettistica della Messa che fecero subito prima della registrazione in studio. Fotografie di Monika Rittershaus dal balletto B Minor Mass di Achim Freyer per l'Opera di Bonn.

Hengelbrock, Thomas - Bach J.S: Mass in B minor - Amazon.com Music

Certe robe meriterebbero l'esilio a vita

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1 ora fa, glenngould dice:

Certe robe meriterebbero l'esilio a vita

Però il Bach "ballato" ha una sua lunghissima tradizione. Anche a me però piace poco (ma in genere non amo il balletto, escludendo l'elemento musicale ovviamente).

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1 ora fa, glenngould dice:

Certe robe meriterebbero l'esilio a vita

Ho una certa invidia per i tempi in cui si poteva andare a teatro muniti di pomodori maturi, uova e pietanze varie appiccicosette ma facilmente lanciabili. Noto con sconforto che l'imperante politicamente corretto ha abolito anche i fischi e i buuuu

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21 minuti fa, giobar dice:

Ho una certa invidia per i tempi in cui si poteva andare a teatro muniti di pomodori maturi, uova e pietanze varie appiccicosette ma facilmente lanciabili. Noto con sconforto che l'imperante politicamente corretto ha abolito anche i fischi e i buuuu

Ricordo di aver letto una vecchia conversazione fra Corrado Augias e Roman Vlad in cui entrambi lamentavano il fatto che nei teatri ormai le manifestazioni di disapprovazione fossero scomparse e che si applaudisse indiscriminatamente tutto, anche ciò che non si capiva: ed erano gli anni Ottanta, con il politically correct ancora molto di là da venire.

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1 ora fa, Ives dice:

Però il Bach "ballato" ha una sua lunghissima tradizione. Anche a me però piace poco (ma in genere non amo il balletto, escludendo l'elemento musicale ovviamente).

Scusami, Ives, ammetto di essere ignorante su questo argomento, ma vale anche per il Bach sacro?

Perché la cosa la vedrei plausibile per i brani di danza, appunto, ma la Messa in Si minore ballata...nemmeno nei miei incubi peggiori!

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23 minuti fa, glenngould dice:

Scusami, Ives, ammetto di essere ignorante su questo argomento, ma vale anche per il Bach sacro?

Perché la cosa la vedrei plausibile per i brani di danza, appunto, ma la Messa in Si minore ballata...nemmeno nei miei incubi peggiori!

Si di Bach hanno ballato tutto: oratorio, messa, passioni...

 

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25 minuti fa, Ives dice:

Si di Bach hanno ballato tutto: oratorio, messa, passioni...

 

Mah, mi dissocio totalmente e non mi interessa sapere nemmeno l'accoglienza che questo possa avere :D

Figurati, fosse per me ripristinerei la funzione luterana come al tempo di Bach con le sette/otto ore di liturgia in occasione delle festività! :wub:

Comunque, grazie per le informazioni, preziose come sempre!

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1 ora fa, giobar dice:

Ho una certa invidia per i tempi in cui si poteva andare a teatro muniti di pomodori maturi, uova e pietanze varie appiccicosette ma facilmente lanciabili. Noto con sconforto che l'imperante politicamente corretto ha abolito anche i fischi e i buuuu

 

1 ora fa, Florestan dice:

Ricordo di aver letto una vecchia conversazione fra Corrado Augias e Roman Vlad in cui entrambi lamentavano il fatto che nei teatri ormai le manifestazioni di disapprovazione fossero scomparse e che si applaudisse indiscriminatamente tutto, anche ciò che non si capiva: ed erano gli anni Ottanta, con il politically correct ancora molto di là da venire.

Mi ritengo uno spettatore tutto sommato paziente, di solito se il concerto non è stato di mio gradimento, me ne vado senza applaudire. Tuttavia, più di qualche volta mi è capitato di assistere a esecuzioni assai scadenti - con tanto di biglietto pagato profumatamente - e in quel caso non ho potuto sottrarmi dall'esibire moti di disapprovazione sonori di cui sopra. Ovviamente l'abbonata in ermellino tutte le volte mi ha prontamente zittito, lanciandomi gelidi sguardi d'odio e disappunto.

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5 ore fa, Florestan dice:

Ricordo di aver letto una vecchia conversazione fra Corrado Augias e Roman Vlad in cui entrambi lamentavano il fatto che nei teatri ormai le manifestazioni di disapprovazione fossero scomparse e che si applaudisse indiscriminatamente tutto, anche ciò che non si capiva: ed erano gli anni Ottanta, con il politically correct ancora molto di là da venire.

Ma adesso, ormai, cento occhi si girano indignati verso di te anche se applaudi con più entusiasmo rispetto ai vicini  e se prolunghi l'applauso inducendo l'interprete a fare un bis...di troppo per quelli che, terminato il rito concertistico della buona società, agognano soltanto recuperare la macchina dal parcheggio. Se poi azzardi gridacchiare un "bravo", ti guardano come un pezzente che starebbe meglio al mercato del pesce. Qualche volta ho provato coi "buuu" e stavano per chiamare la forza pubblica.

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On 13/5/2021 at 16:43, glenngould dice:

Mah, mi dissocio totalmente e non mi interessa sapere nemmeno l'accoglienza che questo possa avere :D

Figurati, fosse per me ripristinerei la funzione luterana come al tempo di Bach con le sette/otto ore di liturgia in occasione delle festività! :wub:

Comunque, grazie per le informazioni, preziose come sempre!

Dopo le "rappresentazioni sceniche" degli oratori ci mancavano le trasposizioni ballereccie. Il tutto per appagare l'ego malato di registi e coreografi, due categorie che, se scomparissero completamente dalla faccia della terra, personalmente non rimpiangerei in alcun modo.

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On 9/5/2021 at 20:55, Florestan dice:

Capitolo Cantate: chi le vuole tutte ha diverse scelte: questa

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oppure questa

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oppure, quando sarà disponibile fisicamente, questa

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ma poi, scoraggiato dai prezzi (su Amazon poco più di 200 euro Gardiner, 230 Koopman, Suzuki una selezione di 15 CD la danno a 60 euro: facendo le proporzioni e tenendo conto che questi sono SACD...), finirà per orientarsi sulle vecchie incisioni di Rilling su strumenti moderni a un prezzo decisamente più abbordabile, oppure su questa

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Tutto Bach a poco più di 150 euro: Cantate Harnoncourt-Leonhardt, Suites Alan Curtis, Partite Scott Ross, Clavicembalo ben temperato Glen Wilson, Toccate Bob von Asperen, Goldberg Leonhardt, Suites per violoncello Harnoncourt, musica per solisti e orchestra, Messa in si minore, Passione di San Matteo e di San Giovanni e Oratorio di Natale Harnoncourt e il Concentus Musicus di Vienna, Arte della fuga Tachezi (all'organo), Brandeburghesi Antonini e il Giardino Armonico, Concerti per clavicembalo Leonhardt con il Leonhardt Consort, Oratorio di Pasqua Koopman e l'Amsterdam Baroque, opere per organo Koopman.

Oppure, ancora a meno, il tutto Bach della Brilliant di cui qui si è parlato, con le cantate affidate al Netherland Bach Collegium di Pieter Jan Leusink.

P.S.: @Ives tu che scelta faresti?

P.S. 2: perché la Di Lazzaro di Oh Serafina?

Te l'hanno già detto con ampie risposte vedo!
Io di cantate di Bach, genere che frequento dal marzo del 1996 (mio quindicesimo compleanno), ne ho a bizzeffe. All'epoca, mi fu regalata l'edizione parziale di Karl Richter, personalmente secondo me un mezzo capolavoro al netto di qualunque considerazione. Quanto alle "integrali" più o meno tali, non mi posso lamentare di quello che ho: Harnoncourt-Leonhardt, Leusink, Rilling, Gardiner. Hanno tutte, più o meno, qualcosa di meritevole. Quella di Harnoncourt ce l'ho nel suo box dedicato (niente Bach Edition), ha il pregio di un tessuto strumentale nitido e analitico, inoltre comunica con distinzione l'atmosfera di un'esplorazione nel campo degli strumenti antichi che sa di pionerismo. Non mancano i difetti: le cantate dirette da Leonhardt sono percettibilmente più fredde e dottorali di quelle fatte da Harnoncourt (in certi casi i tempi sono più lenti di quelli di Richter), certi solisti vocali sono censurabili (ma vale per tutte le edizioni!). Leusink ha il fascino dell'impresa improba presa in carico da un gruppo di volonterosi, che a tal fine riesce discretamente, pur non mancando dei difetti. Punti a favore: il coro, soprattutto. Rilling è di concezione tradizionale, se vuoi qualcosa con strumenti antichi non fa per te. Eppure si giova di un'eccellenza di canto corale e solistico, e di una sagacia di accompagnamento che non trascura la vivacità. Di Gardiner per ora conosco solo le cantate incise per Archiv, comunque incluse nel box, e sono letture cristalline e accattivanti.
Le altre, mai coperte. Di Suzuki ho solo un volume con una decina di cd, posso dire che mi ha ricordato l'afflato di Richter, il che non mi è dispiaciuto. Di Koopman, zero conoscenza, ma mi è sempre stato antipatico il prezzo, e a dirla tutta 230 euro mi sembra pure poco rispetto ad altre quotazioni astronomiche che ho trovato in giro.

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On 18/5/2021 at 12:44, Wittelsbach dice:


Le altre, mai coperte. Di Suzuki ho solo un volume con una decina di cd, posso dire che mi ha ricordato l'afflato di Richter, il che non mi è dispiaciuto. Di Koopman, zero conoscenza, ma mi è sempre stato antipatico il prezzo, e a dirla tutta 230 euro mi sembra pure poco rispetto ad altre quotazioni astronomiche che ho trovato in giro.

Ogni riferimento al progetto ormai a uno stadio abbastanza avanzato dell'integrale delle cantate della Bach-Stiftung di Robert Lutz è puramente casuale 😎

Grazie anche a te per le preziose e quasi esaustive impressioni d'ascolto!

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Hai visto piuttosto l'embrione del mio thread di racconto sulle cantate medesime? Quando morì la mia ragazza fui preso dallo sconforto e il mio progetto si fermà. Vorrei riprenderlo ma quel progetto mi fa venire inesorabilmente in mente quei brutti momenti.

 

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