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Ok Whitney Houston ci ha messo i decibel, ma l'aveva scritta lei, Dolly Parton, tra le più grandi artiste pop americane degli ultimi 50 anni, al di là del look da Barbie e di altre amenità made in USA per cui, purtroppo, la si ricorda molto spesso in Italia. Melodia indimenticabile, scarna essenzialità country, voce caramellosa e vibrato sospiroso, storytelling micidiale.

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On 30/4/2023 at 15:17, Wittelsbach dice:

Ti stai massacrando mica poco eh!

Sono dei classici anche questi :cat_lol:

Grande vecchio-crooner country, ma abbeveratosi anche alla fonte del soul e con rare impennate honky-tonk. Qui un classico countrypolitan che ha fatto ballare una generazione, con tanto di archi e fiati a contorno, in stile Billy Sherrill, noto arrangiatore e produttore discografico.

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E se ne va anche lui, Gordon Lightfoot, tra i più grandi cantautori nordamericani degli anni '70. Aveva scritto per Elvis, Jerry Lee Lewis, Johnny Cash, Barbra Streisand, Anne Murray, Jane's Addiction, Sarah McLachlan e tanti altri. Circa 500 canzoni all'attivo, 10 milioni di dischi venduti e 20 album da solista. Tocco soffice e testi significativi, aveva narrato il Canada più nascosto e romantico in ballate indimenticabili. Anche il premier Trudeau gli rende omaggio:

https://www.thetimes.co.uk/article/trudeau-leads-tributes-to-canadian-folk-legend-gordon-lightfoot-xjmgpxdk5

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  • 1 month later...

Meraviglioso anche quando dismetteva la canotta rockettara e vestiva giacca e cravatta per cullare il pubblico più conservatore in uno degli standard country più belli di Glenn Sutton. Pezzi come questo consentirono peraltro a Lewis il rilancio a fine anni '60 dopo gli scandali sessuali seguiti al matrimonio incestuoso con la cugina 13enne (!!!), più droga e sparatorie varie che gli avevano chiuso molte porte. Brano registrato in quegli anni in questo favoloso album Mercury:

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  • 1 month later...

Con le parole del poeta:

"Esta voz ávida venida de antiguos plañidos. Ingenuamente existes, te disfrazas de pequeña asesina, te das miedo frente al espejo. Hundirme en la tierra y que la tierra se cierre sobre mí. Éxtasis innoble. Tú sabes que te han humillado hasta cuando te mostraban el sol. Tú sabes que nunca sabrás defenderte, que sólo deseas presentarles el trofeo, quiero decir tu cadáver, y que se lo coman y se lo beban.
Las moradas del consuelo, la consagración de la inocencia, la alegría inadjetivable del cuerpo.
(Alejandra Pizarnik, 1968)

Con parole mie: quanto l'attitudine fonatoria animale si sviluppi dal GOP (groan of pain, il lamento) e specialmente per la sua forma canora e quindi l'intero far musica stesso, intendendo più e prima ancora che il linguaggio, è mia vecchia ipotesi...

E intendendone una maggiore contiguità con delle sensibilità più mistiche, proprie di livelli di elaborazione cosiddetti più profondi (del cuore, dell'anima ecc.) per cui negli "artisti" (cioè le menti borderline più affascinanti, quelle fastidiose essendo fatte rientrare nelle categorie della follia) il fare poetico forza e concentra l'agire comunicativo in terreni di pratica, di ricerca, di indeterminazione comunque evocativa se non indicativa, altrimenti inattingibili.

RIP Sinéad O'Connor (Dublino 8 dicembre 1966 - 26 luglio 2023) e grazie, fosse anche solo dal cuore.

 

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Il suo pop/rock non rientrava nei miei centellinati ambiti al di fuori della Classica, ma fu decisamente ottima interprete dei classici patriottici irlandesi degli inizi del '900. Li cantava sia a cappella che con il tradizionale accompagnamento di arpa, viola da gamba e low whistle. RIP

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On 23/7/2023 at 08:36, Ives dice:

Un raro Nelson sbarbato (l'unico in questo video ancora tra noi peraltro) e una ancor più rara apparizione della brava e sfortunata Sammi Smith (sempre tendente a una nostalgica depressione, più che al country degli outlaws, che pure abbracciò) in un classico di Billy Joe Shaver... @hurdy-gurdy

Grazie @Ives!

Ero in vena di umorismo in questi giorni, di quello che spesso si incontra in questo genere musicale, e ho rispolverato questo 😄:

Band straordinaria, manco a dirlo. Quando vedo queste sessioni vorrei essere la in mezzo, invisibile!

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18 ore fa, hurdy-gurdy dice:

Grazie @Ives!

Ero in vena di umorismo in questi giorni, di quello che spesso si incontra in questo genere musicale, e ho rispolverato questo 😄:

Band straordinaria, manco a dirlo. Quando vedo queste sessioni vorrei essere la in mezzo, invisibile!

Un bellissimo hony-tonk sudista e ridanciano in un album del 2019 molto ben fatto (anche con venature jazz), alla soglia dei 90 anni. Nelson è ormai indiscutibilmente (ma non da oggi, ovvio) icona immortale della musica popolare americana. Consigli di YT, il primo successo di Lacy Dalton...

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  • 4 weeks later...
  • 3 weeks later...
  • 4 weeks later...

Pink Floyd, "Comfortably numb" - È un periodo in cui mi sento un po' così, ho avuto qualche difficoltà, ed il testo sembra descrivere esattamente quel che provo :o :o . Se dovessi indicare il mio brano "popular" preferito, forse sarebbe questo.

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Con tante altre cose che si potrebbero fare anziché la guerra.

Rifondessero mai le loro spade in chitarre, le loro lance in batterie (come ha fatto il rock per tanti anni).

Meliani Siti Sumartini, enfant prodige sundanese (Indonesia) della chitarra elettrica.

Già chitarrista (con Grizaldi Adipramasatya) dei Helaragon, Mel ha pubblicato molto, con buon successo, in YouTube:

MelSickScreamoAnnie

dapprima con cover di hard rock, poi anche con proprie composizioni, in stile (purtroppo, per i miei gusti) più melodico.

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  • 1 month later...
  • 2 weeks later...

RIP Shane MacGowan (25 Dec 1957 - 30 Nov 2023)

Quello della frequentazione di antiche tradizioni musicali (dall'etnico come si dice ora alla stessa classica per non dire l'antiqua) è un percorso inevitabilmente fluido e dagli esiti incerti, da un Alan Lomax alla NCCP fino alla Notte della Taranta, da un B. Bartok a un A. Dvořák al WOMAD...

Di certo il talento l'estro l'impegno professionale sono gli elementi che più hanno pagato di volta in volta su un terreno, quello del vissuto artistico culturale umano, così sapido e impalpabile insieme.

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  • 3 weeks later...
  • 3 weeks later...

Impressionante l'archivio video (rimasterizzato con cura) dell'Ed Sullivan Show (1950-1970), vera e propria cornucopia rigonfia di prelibatezze musicali della più vasta estrazione, dal pop al rock, dal jazz al musical, dalla Lirica al country, dove accanto a Melchior, Tebaldi e Price, ci ritrovavi con assoluta scioltezza Loretta Lynn, Domenico Modugno e Elvis, segno di una scena musicale di deflagrante qualità, ricchezza di generi e apertura mentale, tipica della musica americana in genere, ma in particolare di quegli anni irripetibili (i cantanti eseguivano live spesso su basi pre-registrate). @Majaniello se non lo conosce già, ovviamente...

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7 ore fa, Ives dice:

Impressionante l'archivio video (rimasterizzato con cura) dell'Ed Sullivan Show (1950-1970), vera e propria cornucopia rigonfia di prelibatezze musicali della più vasta estrazione, dal pop al rock, dal jazz al musical, dalla Lirica al country, dove accanto a Melchior, Tebaldi e Price, ci ritrovavi con assoluta scioltezza Loretta Lynn, Domenico Modugno e Elvis, segno di una scena musicale di deflagrante qualità, ricchezza di generi e apertura mentale, tipica della musica americana in genere, ma in particolare di quegli anni irripetibili (i cantanti eseguivano live spesso su basi pre-registrate). @Majaniello se non lo conosce già, ovviamente...

Certo che lo conosco! si può dire che il fenomeno della popular music l'abbia quasi creato lui, almeno come fenomeno mediatico. I passaggi di Elvis e dei Beatles sono storia. Quanto alla Lynn, per quello che posso conoscere il country, era la mia preferita tra le donne, (mai sofferta Dolly Parton, per dirne una celebre, ma neanche quella lagnosona di Tammy Wynette), conoscevo questa corposa raccolta:

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Nell'ambito del country-pop patinato invece amavo la voce di Linda Ronstadt, che era anche abbastanza il mio tipo. 

 

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16 ore fa, Majaniello dice:

Certo che lo conosco! si può dire che il fenomeno della popular music l'abbia quasi creato lui, almeno come fenomeno mediatico. I passaggi di Elvis e dei Beatles sono storia. Quanto alla Lynn, per quello che posso conoscere il country, era la mia preferita tra le donne, (mai sofferta Dolly Parton, per dirne una celebre, ma neanche quella lagnosona di Tammy Wynette), conoscevo questa corposa raccolta:

Nell'ambito del country-pop patinato invece amavo la voce di Linda Ronstadt, che era anche abbastanza il mio tipo.

Ottima e curatissima raccolta, forse la migliore mai assemblata per la Lynn, che in Europa è sicuramente la più apprezzata dal vasto pubblico. Ma la Parton è stata fondamentale, anche come autrice di testi, in Italia spesso derisa per i suoi outfit e amenità varie, ma è tra le grandi artiste femminili americane degli ultimi 50 anni. La Wynette, da noi meno nota, possedeva un timbro particolarissimo, con quella sua voce graffiata e "rotta", che tendeva evidentemente quasi al pianto (o alla lagna, dipende appunto dai punti di vista 🙂). Rimangono tre grandi, per me, non saprei scegliere, le ascolto a seconda dei momenti. Adoro la Ronstadt, bellissima voce, alcuni album anni '70, sono stupendi, anche lei apprezzatissima alle nostre latitudini, artista non essenzialmente country ma cantava bene tutto. Poi c'era Patsy Cline, deceduta a 30 anni, forse la più completa di tutte, in quanto a mezzi vocali. E tante altre, dalla Emmylou Harris a Reba McEntire. Segnalo questo episodio country del The Midnight Special (condotto da una spumeggiante Lynn assieme al vecchio songwriter western Marty Robbins), altro archivio musicale ricchissimo e rimasterizzato (stanno mettendo tutti gli episodi...):

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24 minuti fa, Ives dice:

Adoro la Ronstadt, bellissima voce, alcuni album anni '70, sono stupendi, anche lei apprezzatissima alle nostre latitudini, artista non essenzialmente country ma cantava bene tutto.

Un pezzo grandioso di Jimmy Webb:

Giusto Patsy Cline! mi piaceva molto... e un'altra che mi è venuta in mente è Bobbie Gentry, voce aspra e produzione sempre interessante. Non mi ritengo un esperto però, andavo molto a sensazione. 

In generale il country, a parte Cash forse, ha sempre avuto una presa scarsissima in Italia (non so in Europa), mentre il soul è stato ben esportato, il country è rimasto un genere prettamente americano, e mi risulta che ancora oggi goda di grandi consensi popolari. 

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