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Arte e universalità


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A partire da quello che è successo nel topic di Allevi, propongo di iniziare una nuova discussione su questo tema che ci riguarda un po' tutti da vicino.

L'arte è universale? E se sì, cosa caratterizza la sua universalità, il significante o il significato? Mi spiego meglio: l'arte è universale perché utilizza un linguaggio universale o perché trasmette un messaggio universale?

O magari entrambe le cose? :ph34r:

(ovviamente poi la discussione andrà spostata, ma per il momento la lasciamo vicino a quella di Allevi da cui ha preso le mosse!)

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l'arte ovviamente non è universale

quello che noi definiamo arte è ciò che gli uomini fanno attraverso una serie di linguaggi codificati, come le lingue (letteratura, poesia, drammaturgia), o le forme e i colori, oppure i suoni

e i linguaggi per definizione necessitano delle giuste chiavi di decodifica per poter essere compresi, senza i quali non è possibile comprendere il messaggio

la storia delle arti è piena di esempi, di musiche non venivano comprese (da popoli diversi o da persone dello stesso popolo), a fenomeni artistici di rottura prima rifiutati e poi accettati (gotico, manierismo), o i fenomeni artistici extra-europei che per un pezzo sono stati considerati inferiori (tipo la pittura cinese che non fa uso di prospettiva) o barbari (ancora adesso c'è un residuo di eurocentrismo)

la musica, le arti figurative, il cinema, il fumetto, l'architettura, la letteratura, la poesia, e ognuna delle correnti che hanno agito in questi e altri ambiti sono linguaggi (spesso con punti in contatto con quanto fatto prima o altrove, è ovvio) che possono essere compresi solo con gli strumenti adatti

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Mi piace la certezza di Beldin su problematiche che ci portiamo avanti dalla notte dei tempi.....

Credo che per universalità si debba intendere capacità di comunicazione di un oggetto, dal suo livello di "bellezza assoluta".

Ora in tutte le culture i fiori, le pietre preziose, il giallo dell'oro (che simboleggiava il sole) e via dicendo sono sempre stati considerati esempi di bellezza e oggetti o elementi "totem" in cui era racchiuso l'assoluto.

Un caso eclatante è l'oro e il suo utilizzo, così simile in tante culture lontanissime e estranee.

Ritroviamo monili in oro in tutta la storia dell'uomo, indipendentemente dalla razza, religione o cultura.

Come troviamo copricapi o amuleti formati dai denti di animali, quasi a volerne assorbire la forza e la bellezza.

Sappiamo per certo che le donne egiziane e assire si truccavano e profumavano.

Grande considerazione in molte culture era data dall'ossidiana, una roccia vetrosa di origine vulcanica durissima e nera.

Agli Dei i Maya offrivano sacrifici umani adornati dalle piume lunghe e colorate degli uccelli più rari.

Insomma in tutta la storia dell'umanità i simboli del bello si ritrovano quasi identici a simboleggiare un sentire comune.

Uniti e inseriti in un contesto culturale divenivano arte perchè portatori sublimonali di un messaggio arcaico e profondo.

Copricapi preziosi che innalzavano colui che li indossava al rango di capo o stregone: esattamente come avviene nel mondo animale, dove la cresta più alta è simbolo del maschio dominante. Simboli di potere e mezzi di comunicazione formati dall'unione di oggetti belli intrisecamente e più oggetti belli venivano utilizzati più alto era il potere.

Il fascino delle pietre preziose è rimasto atavico e ancestrale, vivo fino ad oggi.

Vedere splendere un diamante, godere dei riflessi rossi di un rubino o verdi dello smeraldo sono sensazioni primordiali che spiegano l'utilizzo sacrale che è stato fatto delle gemme da tutte le culture.

In quelle pietre la bellezza era il messaggero della grandezza degli dei e ancora oggi per lo stesso motivo ci affascinano.

La musica nasce con lo stesso concetto sacrale, come la pittura e la scultura. Un uomo dotato di maggior attitudine artistica era autorizzato a dipingere nelle caverne gli animali che venivano cacciati quasi per esorcizzare la caccia.

Erano sacri perchè permettevano la vita e il sostentamento.

I tamburi spesso simboleggianti il battito del cuore erano strumenti sacri da utilizzare solo in certe occasioni.

Ma lo erano per gli indiani d'america come per i giapponesi.

Stesso dicasi del profumo. L'incenso è considerato sacro da molte culture differenti.

Il blu del lapislazzulo è estratto da un'unica cava da millenni.

Insomma la bellezza e l'armonia della forma (vedi pietre preziose ) è un dono magico intrinseco in alcuni oggetti che ogni cultura ha valorizzato trasformando quegli oggetti in prodotti artistici spesso simili.

Senza quest'assoluto non avremmo quell'idea del bello e del 'sentire' bello che così spesso accompagna la storia dell'uomo.

E' un po' come i gesti primari. Sorridere, piangere o stringere la mano sono componenti identiche in tutta la storia dell'uomo, come hanno abbondantemente dimostrato tanti studi di antropologia.

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Insomma in tutta la storia dell'umanità i simboli del bello si ritrovano quasi identici a simboleggiare un sentire comune.

come no

il rinascimento italiano, l'arte giapponese del periodo edo, la scultura africana, uguali uguali, il gamelan, la musica indostana, la musica bizantina, il sistema temperato, uguali uguali

evviva l'assoluto, ode e grandiosità!!!! mettiamoci tutti a parlare in esperanto che così avremo pure una lingua che capiscono tutti senza averla mai studiata (ovviamente)

tanto l'assoluto è presente in tutte le cose, dall'ape, al fiore, simbolo di bellezza universale, ai rotoli di ciccia dell bellezze cinquecentesche agli ossicini delle modelle del 2000 alla musica di santo e johnny e alle scureggie post-fagiolata

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come no

il rinascimento italiano, l'arte giapponese del periodo edo, la scultura africana, uguali uguali, il gamelan, la musica indostana, la musica bizantina, il sistema temperato, uguali uguali

evviva l'assoluto, ode e grandiosità!!!! mettiamoci tutti a parlare in esperanto che così avremo pure una lingua che capiscono tutti senza averla mai studiata (ovviamente)

tanto l'assoluto è presente in tutte le cose, dall'ape, al fiore, simbolo di bellezza universale, ai rotoli di ciccia dell bellezze cinquecentesche agli ossicini delle modelle del 2000 alla musica di santo e johnny e alle scureggie post-fagiolata

ma scusa sei superficiale in questa risposta. bachetto mica ha detto che tutte le espressioni dell'arte sono uguali!

assolutamente,secondo me,ha ragione quando dice che esiste un comune denominatore in tutte le espressioni artistiche di tutti i tempi,delle compeneti comuni in tutte le civiltà di tutto il globo.così come esistono necessità intrinseche comuni a tutti gli uomini quali la religione,lo sviluppo del linguaggio,la produzione di "musica",l'uso dei metalli etc etc... esiste anche una comune percezione degli elementi vitali,quali il sole,l'acqua,il fuoco etc etc e quindi anche una comne percezione dei concetti elementari che stanno alla base di ogni spressione artistica. il tuo discorso regge quando si parla di espressioni artistiche avanzate( quellei al confine con l' arte fine a se stessa)in cui il concetto di fondo,quello che io chiamerei il "fondamento" dell'arte,se non è del tuttto perso di vista, è molto latente.

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Questo è quanto dice wikipedia:

L'arte è un modo per comunicare, per questo motivo essa può essere definita un linguaggio. L'arte, nel suo significato più ampio, comprende ogni attività umana - svolta singolarmente o collettivamente - che, poggiando su accorgimenti tecnici e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall'esperienza, porta a forme creative di espressione estetica.

Da questo ne deduco che essendo l'arte un linguaggio se non conosci la lingua non puoi comprendere...

L'arte è universale poichè tutti possono provarla studiando, imparando e facendo esperienza... Questo è l'unico aspetto dell'universalità dell'arte...

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no, può essere compresa da chi conosce il linguaggio, non solo dagli addetti ai lavori

un libro in prosa, che viene scritto attraverso un linguaggio (come l'italiano) può essere capito da chiunque padroneggi quel linguaggio, non solo dai laureati in lettere o critici letterari. certo ci possono essere vari livelli di comprensione, ma la comprensione c'è

e lo stesso vale per qualsiasi comunicazione, visto che per definizione la comunicazione fa uso di linguaggio. anche chi non sa nulla della teoria musicale può capire la musica temperata, cosa che infatti succede, ma questo perchè fin dalla nascita ha ascoltato musica temperata per cui possiede alcune chiavi di decodifica (anche se non a livello coscente). perchè conosce (in parte o in maniera non formalizzata, ma comunque lo consosce) il linguaggio

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e lo stesso vale per qualsiasi comunicazione, visto che per definizione la comunicazione fa uso di linguaggio. anche chi non sa nulla della teoria musicale può capire la musica temperata, cosa che infatti succede, ma questo perchè fin dalla nascita ha ascoltato musica temperata per cui possiede alcune chiavi di decodifica (anche se non a livello coscente). perchè conosce (in parte o in maniera non formalizzata, ma comunque lo consosce) il linguaggio

no io credo che alcune chiavi di decodifica siano INNATE nell'uomo. alcuni linguaggi l'uomo li possiede dal momento in cui nasce.

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E' un problema vecchio come il mondo caro Beldin. Tu parli di arte codificata e definita, io parlo dell'aspetto promordiale comune e universalmente riconoscibile.

E' come parlare di glottologia: il norvegese e l'italiano sono lingue distanti anni luce. Per te sarebbero espressioni linguistiche completamente estranee e caratteristiche di una cultura. Peccato che abbiamo le radici fonetiche comuni essendo tutte e due lingue indioeuropee come l'afgano o l'indi.

Questo vuol dire che la radice delle parole chiave nasce da un antenato comune.

E' ad esempio curioso come in quasi tutte le culture la negazione no usa spesso la consonante N.

Potrei continuare ma mi sembrava sufficiente già l'esempio dell'oro e delle pietre preziose come elementi considerati portatori assoluti di bellezza per tante culture diverse.

Vi è un universale che unisce gli uomini e che permette di godere di forme artistiche estremamente distanti nel tempo e nello spazio.

Posso non comprenderle appieno - alcune, anzi, nascono volutamente per stupire e non per essere comprese - ma posso facilmente differenziare un'espressione artistica dell'isola di Papua da una merda di cavallo.

Le straordinarie espressioni rupestri e pittoriche aborigene sono affascinanti anche se non se ne conosce il significato.

L'arte ha un potere immenso catartico subliminale che non può essere posseduto razionalmente.

Altrimenti saremmo tutti Bach o Mozart o Dante o Caravaggio. Basterebbe studiare e impegnarsi a fondo.

Come già ti dicevo nell'altro topic, è dimostrato che l'effetto catartico della musica di Mozart fa aumentare la produzione alla MUCCHE DA LATTE, che come tu puoi ben dimostrare, possono vantare un background culturale chilometrico.

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Questo è quanto dice wikipedia:

L'arte è un modo per comunicare, per questo motivo essa può essere definita un linguaggio. L'arte, nel suo significato più ampio, comprende ogni attività umana - svolta singolarmente o collettivamente - che, poggiando su accorgimenti tecnici e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall'esperienza, porta a forme creative di espressione estetica.

Da questo ne deduco che essendo l'arte un linguaggio se non conosci la lingua non puoi comprendere...

L'arte è universale poichè tutti possono provarla studiando, imparando e facendo esperienza... Questo è l'unico aspetto dell'universalità dell'arte...

Permettimi di dire che questa asserzione è scritta da chi non fa arte.

Cercare un universale comune è, ed è stata, la necessità di molti artisti e molti filosofi.

La scritta di ringraziamento al buon Dio impressa in calce da Bach non avrebbe senso in un mondo esclusivamente razionale. E se pure il grande artigiano sentiva la necessità di ringraziare l'Altissimo forse un aspetto Divino e insondabile dell'Arte è reale.

Un creativo sincero 'sente' la bontà del suo lavoro. Di tutte le possibilità reali e corrette che una frase musicale suggerisce solo una è quella da seguire.

E un creativo sa 'istintualmente' separare la 'pula dal grano'. E' come se il materiale stesso suggerisse la forma migliore con cui presentarsi al mondo.

E il creativo lavora tutta una vita per saper cogliere quel lato.

Non è leggenda che Michelangelo dicesse, a chi chiedeva informazioni sulla genesi delle sue sculture:" Che ci vuole! Bisogna solo togliere il marmo di troppo che imprigiona la figura."

Ogni suono, ogni rumore, ogni colore nascondono l'Arte. Il creativo affina la sua sensibilità per cogliere quell'attimo e di quell'attimo coglierne l'universale che vi sta rinchiuso. Lo ripulisce e ne dà forma compiuta in modo che tutti possano godere di quel piccolo lampo di Divino e di Creazione che è racchiuso in ogni cosa.

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no io credo che alcune chiavi di decodifica siano INNATE nell'uomo. alcuni linguaggi l'uomo li possiede dal momento in cui nasce.

ecco, questa è la posizione che più si avvicina anche al mio pensiero attuale.

Personalmente di arti figurative io non ci capisco una cippa, e insomma non che di musica capisca tutto, eh :D , però magari sono un pochino più avanti. Nella mia lunga vita di appassionata sono andata a centinaia di concerti, e in particolare ho il piacere di essere abbonata al teatro Rossini da sette anni, e da sette anni insieme alle stesse persone. Di fianco a me ho un preside ultraottantenne, quattro casalinghe, una ex-insegnante di educazione fisica e anche suo marito, che a giudicare dai risultati professionali che dimostra ad ogni concerto, nella sua vita non deve aver fatto altro che russare. Insomma, volevo solo dire che ogni volta mi ritrovo di fianco questo piccolo campione di umanità.

E' inutile, capita sempre SEMPRE che tutti, indipendentemente dal grado di istruzione musicale, siano in grado di distinguere un'esecuzione al di sopra della media. Non c'è niente da fare: per quanto scarsa possa essere la conoscenza di tecnica strumentale o cose affini, in presenza di arte (dove per arte intendo in questo caso una esecuzione coerente e sensata) il russatore smette di russare, il preside smette di scatarrare, le casalinghe smettono di chiacchierare. Senti nell'aria un'altra tensione, un'altra attenzione. E come si spiega questa cosa, se non ricorrendo a una qualche capacità innata?

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ecco, questa è la posizione che più si avvicina anche al mio pensiero attuale.

>cut

E come si spiega questa cosa, se non ricorrendo a una qualche capacità innata?

Credo che "qualcuno" (uno a caso, ma non faccio nomi :ph34r: ) ti direbbe che quella capacità, seppure inconscia, si è "stratificata" in anni di ascolti, anchorchè inconsapevoli rispetto agli aspetti tecnici e quant'altro, così da permettere una reazione "positiva" in presenza di un'esecuzione al di sopra della media.

Luca

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Come già ti dicevo nell'altro topic, è dimostrato che l'effetto catartico della musica di Mozart fa aumentare la produzione alla MUCCHE DA LATTE, che come tu puoi ben dimostrare, possono vantare un background culturale chilometrico.

E' un errore comune interpretare questo come un segno che le mucche gradiscano la musica di Mozart. Studi più approfonditi dimostrano infatti che nel linguaggio delle mucche "Questa musica fa produrre latte" è l'equivalente di "Questa musica fa cagare" per noi umani.

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Potrei continuare ma mi sembrava sufficiente già l'esempio dell'oro e delle pietre preziose come elementi considerati portatori assoluti di bellezza per tante culture diverse.

se non per il fatto che per molto tempo il vetro era considerato come e più preziosi delle gemme, mentre dopo qualche tempo è iniziato a non valere nulla

Cercare un universale comune è, ed è stata, la necessità di molti artisti e molti filosofi.

e hanno fallito tutti miseramente infatti, visto che le loro opere sono comprensibili solo se si conosce il linguaggio con cui sono state scritte o composte o pensate

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E' un errore comune interpretare questo come un segno che le mucche gradiscano la musica di Mozart. Studi più approfonditi dimostrano infatti che nel linguaggio delle mucche "Questa musica fa produrre latte" è l'equivalente di "Questa musica fa cagare" per noi umani.

Che tu sei naturalmente in grado di postare, possibilmente in mucchese....... tanto per condividere lo stesso background.

Poi mi mandi l'indirizzo del giornalista che ha intervistato le mucche, che lo segnalo per il Pulitzer.

E infine, visto che siamo in argomento, vai in un qualsiasi istituto di musicoterapia umana sostenendo la tua tesi e vediamo che ti dicono.

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Che tu sei naturalmente in grado di postare, possibilmente in mucchese....... tanto per condividere lo stesso background.

Poi mi mandi l'indirizzo del giornalista che ha intervistato le mucche, che lo segnalo per il Pulitzer.

E infine, visto che siamo in argomento, vai in un qualsiasi istituto di musicoterapia umana sostenendo la tua tesi e vediamo che ti dicono.

È un pò come quando di discute con te: la produzione di yogurt andato a male che fuoriesce dai tuoi orifizi è inversamente proporzionale al tasso di condivisione delle tue tesi...

:D :D

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se non per il fatto che per molto tempo il vetro era considerato come e più preziosi delle gemme, mentre dopo qualche tempo è iniziato a non valere nulla

e hanno fallito tutti miseramente infatti, visto che le loro opere sono comprensibili solo se si conosce il linguaggio con cui sono state scritte o composte o pensate

Infatti tutti i monili più preziosi e rari in india come in egitto e in cina come in europa, erano pieni di fondi di bottiglia.

Ai 'selvaggi' africani o polinesiani gli europei regalavano brillanti e preziosi e si tenevano ben strette le perline in vetro colorato.

Caro Beldin io sostengo l'assoluta importanza dell'apporto culturale nel fare arte e che la stessa sia un linguaggio (sempre da dimostrare che tipo di linguaggio.....) ma dire che ogni espressione artistica umana sia frutto solo di cultura e non di un ancestrale istinto del bello (che, come ti accennavo viene già descritto nella Bibbia come frutto del peccato originale) mi sembra tanto la scusa per salvare un secolo veramente discutibile.

Bisogna avere il coraggio di mettere in discussione questo secolo e la sua concezione filosofica che ormai ha 150 anni almeno e ha portato risultati in molti casi o ridicoli o nichilistici (vedi appunto Duchamp e Cage).

Risultati che una volta detti NON POSSONO ESSERE RIPETUTI (perchè non ha senso ripeterli) e perciò non fanno scuola.

Cosa posso dire Artisticamente e concettualmente in musica dopo 4'33"? Quando qualsiasi suono, qualsiasi perturbazione del silenzio qualsiasi silenzio è musica. Quando la visione di chiunque può diventare Arte, basta averne la CHIAVE.

Io ho diritto ad esprimere le mie emozioni di uomo del 2008, i miei sentimenti, le mie gioie come e quando desidero. Esattamente come accadeva ai tempi di Bach o Mozart.

Perchè in nome di una mera speculazione fallace devo essere privato della mia libertà artistica e mi devo sentire impotente di fronte ad un passato coerente e gradevole?

Io rinnego questa schiavitù di pensiero.

Abbiamo immolato le nostre migliori menti artistiche sull'altare dell'evoluzione, per scoprire che bastava 'giocare' coi suoni senza preconcetti, o picchiare un tamburo per ritrovare una freschezza di linguaggio incomparabilmente più efficace di tanti trattati viennesi.

Si è detto che l'Arte è un linguaggio che ha bisogno SOLO di una chiave di lettura. Se i risultati sono quelli odierni, di una perenne nostalgia del passato e un senso diffuso di inadeguatezza nei confronti del proprio momento storico, preferisco buttarle quelle chiavi.

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Infatti tutti i monili più preziosi e rari in india come in egitto e in cina come in europa, erano pieni di fondi di bottiglia.

Ai 'selvaggi' africani o polinesiani gli europei regalavano brillanti e preziosi e si tenevano ben strette le perline in vetro colorato.

Caro Beldin io sostengo l'assoluta importanza dell'apporto culturale nel fare arte e che la stessa sia un linguaggio (sempre da dimostrare che tipo di linguaggio.....) ma dire che ogni espressione artistica umana sia frutto solo di cultura e non di un ancestrale istinto del bello (che, come ti accennavo viene già descritto nella Bibbia come frutto del peccato originale) mi sembra tanto la scusa per salvare un secolo veramente discutibile.

Bisogna avere il coraggio di mettere in discussione questo secolo e la sua concezione filosofica che ormai ha 150 anni almeno e ha portato risultati in molti casi o ridicoli o nichilistici (vedi appunto Duchamp e Cage).

Risultati che una volta detti NON POSSONO ESSERE RIPETUTI (perchè non ha senso ripeterli) e perciò non fanno scuola.

Cosa posso dire Artisticamente e concettualmente in musica dopo 4'33"? Quando qualsiasi suono, qualsiasi perturbazione del silenzio qualsiasi silenzio è musica. Quando la visione di chiunque può diventare Arte, basta averne la CHIAVE.

Io ho diritto ad esprimere le mie emozioni di uomo del 2008, i miei sentimenti, le mie gioie come e quando desidero. Esattamente come accadeva ai tempi di Bach o Mozart.

Perchè in nome di una mera speculazione fallace devo essere privato della mia libertà artistica e mi devo sentire impotente di fronte ad un passato coerente e gradevole?

Io rinnego questa schiavitù di pensiero.

Abbiamo immolato le nostre migliori menti artistiche sull'altare dell'evoluzione, per scoprire che bastava 'giocare' coi suoni senza preconcetti, o picchiare un tamburo per ritrovare una freschezza di linguaggio incomparabilmente più efficace di tanti trattati viennesi.

Si è detto che l'Arte è un linguaggio che ha bisogno SOLO di una chiave di lettura. Se i risultati sono quelli odierni, di una perenne nostalgia del passato e un senso diffuso di inadeguatezza nei confronti del proprio momento storico, preferisco buttarle quelle chiavi.

Il problema è che bisogna tenere anche conto delle esigenze del pubblico, e non tutti sono in grado di trovare la CHIAVE di lettura giusta.

Ogni compositore è libero di esprimere il proprio pensiero, ma se questo non viene percepito dal pubblico tutti gli sforzi sono stati vani.

Nella sezione Organo avevo postato questo messaggio:

Il concetto di musica "colta" oggi è dannatamente sbagliato perchè scarica sulle spalle dei creativi contemporanei responsabilità e eredità che non sono mai appartenute alla categoria.

Da quando fare musica ha l'obbligo di contornarsi dell'aggettivo colta?

Una volta era sufficiente "bella", "gradevole", "raffinata" e tutti attendevano il nuovo perchè era più "rappresentativo" del loro momento storico.

Il problema è che oggi nella musica i compositori ci piazzano troppi "pensieri": se uno ascolta qualcosa di contemporaneo deve capire, informarsi su quale sia il messaggio del compositore (si veda Cage), uno non può permettersi di sederesi sulla poltrona e dire: oh, mò mi ascolto qualcosa di contemporaneo.

E' come per la pittura: se uno osserva un dipinto di Caravaggio capisce bene quello che il pittore voleva dire con la sua arte, come per esempio questo:

fruits_caravaggio_original.jpg

Tutti avranno capito che è un cesto con la frutta.

Ma se io vi metto questo:

ritmi.gif

Mi sapete spiegare che diavolo significa?

Quindi si deve parlare di "crisi dell'arte": l'artista non è più in grado di far capire al pubblico il suo messaggio.

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Il problema è che bisogna tenere anche conto delle esigenze del pubblico, e non tutti sono in grado di trovare la CHIAVE di lettura giusta.

Ogni compositore è libero di esprimere il proprio pensiero, ma se questo non viene percepito dal pubblico tutti gli sforzi sono stati vani.

Nella sezione Organo avevo postato questo messaggio:

Il problema è che oggi nella musica i compositori ci piazzano troppi "pensieri": se uno ascolta qualcosa di contemporaneo deve capire, informarsi su quale sia il messaggio del compositore (si veda Cage), uno non può permettersi di sederesi sulla poltrona e dire: oh, mò mi ascolto qualcosa di contemporaneo.

E' come per la pittura: se uno osserva un dipinto di Caravaggio capisce bene quello che il pittore voleva dire con la sua arte, come per esempio questo:

fruits_caravaggio_original.jpg

Tutti avranno capito che è un cesto con la frutta.

Ma se io vi metto questo:

ritmi.gif

Mi sapete spiegare che diavolo significa?

Quindi si deve parlare di "crisi dell'arte": l'artista non è più in grado di far capire al pubblico il suo messaggio.

Sono assolutamente d'accordo con te.

Ma il problema non è il pubblico.

La maggioranza del pubblico ha ben presente il concetto di gusto, bello, piacevole e va a sentire o vedere certi spettacoli o certe performance che ovviamente hanno grande successo.

Un'opera rock come Jesus Christ Superstar è veramente uno spettacolo di grande impatto e di grande efficacia narrativa e musicale.

Nel dvd originale dirige la London Synphony Andre Previn (?) non un pirla qualunque. Ma per la nostra concezione culturale è musica di basso profilo, quasi di intrattenimento, per palati dozzinali e intellettualmente limitati.

Come si spiega altrimenti, l'impossibilità di proporlo in teatri adeguati?

Andare a Londra è da questo punto di vista, invece, straordinario.

Decine di teatri ognuno con una programmazione differente, 5/6 musical differenti in contemporanea, molti di cui ignoravo persino l'esistenza, La Traviata al Covent Garden già esaurita per S.Valentino, gruppi di musicisti e spettacolini ovunque, un'atmosfera positiva e carica di ottimismo, tanti giovani per locali e ristoranti ogni sera, grande rispetto e tolleranza, gente educata ovunque.

Da noi il pubblico non fa testo. E' solo un gregge che si 'beve' una concezione mentale e culturale precostituita da una piccola oligarchia dominante. Un caso eclatante: La Scala e il suo cartellone!!!!!

Prima c'era Muti che almeno si limitava a dirigere, e devo dire, anche molto bene....

Ora c'è Baremboim che naturalmente oltre alla 'sua' lettura di Wagner come direttore e che ci subiremo per anni, deve anche regalarci la sua lettura di Beethoven con l'integrale delle sonate al pianoforte.

Ora il più importante teatro italiano non può valorizzare, non dico i nostri giovano direttori ma almeno i NOSTRI pianisti????

Siamo realmente così modesti???

Questa imposizione culturale a chi la dobbiamo, a quel bel tipo di direttore artistico di nome Lissner (?) incapace di pronunciare Aida senza metterci l'accento sulla prima A o Andèl al posto di Haendel?????

Ma qualcuno gli ha spiegato che siamo in Italia?

Se il pubblico non riprenderà a pretendere qualità e trasparenza, se non contesterà le schifezze costosissime che molti continuano a proporre non riusciremo a ritrovare una nostra libertà intellettuale e una disponibilità alle proposte innovative di cui oggi c'è un tremendo bisogno.

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...Ma qualcuno gli ha spiegato che siamo in Italia?...

Ma se ti aspetti che lo facciano gli Italiani, occorrerebbe innanzitutto trovarne almeno uno... e magari che non sia esterofilo, e che sia imparziale, e che non si "vergogni" per qualche motivo di essere Italiano, e che davanti a Barenboim non si genufletta (vecchio vizio di incensare i potenti...), ecc. ecc. ecc.

Sai che ti dico, anzi te lo dice Lazlo Schriffin: Missione Impossibile...

http://it.youtube.com/watch?v=bj1i-WrqXC0

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Il problema è che bisogna tenere anche conto delle esigenze del pubblico, e non tutti sono in grado di trovare la CHIAVE di lettura giusta.

Ogni compositore è libero di esprimere il proprio pensiero, ma se questo non viene percepito dal pubblico tutti gli sforzi sono stati vani.

Nella sezione Organo avevo postato questo messaggio:

Il problema è che oggi nella musica i compositori ci piazzano troppi "pensieri": se uno ascolta qualcosa di contemporaneo deve capire, informarsi su quale sia il messaggio del compositore (si veda Cage), uno non può permettersi di sederesi sulla poltrona e dire: oh, mò mi ascolto qualcosa di contemporaneo.

E' come per la pittura: se uno osserva un dipinto di Caravaggio capisce bene quello che il pittore voleva dire con la sua arte, come per esempio questo:

fruits_caravaggio_original.jpg

Tutti avranno capito che è un cesto con la frutta.

Ma se io vi metto questo:

ritmi.gif

Mi sapete spiegare che diavolo significa?

Quindi si deve parlare di "crisi dell'arte": l'artista non è più in grado di far capire al pubblico il suo messaggio.

Ma perchè non provi a chiederti cosa significa per te?

Oppure "mi piace"?

Se invece la domanda che vuoi porti é "cosa significa per l'autore" allora l'unica via è aprire i libri e studiare, e scoprire magari che nel caso dell'opera di Caravaggio la risposta non corrisponde a "un cesto di frutta"

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Ma perchè non provi a chiederti cosa significa per te?

Oppure "mi piace"?

Se invece la domanda che vuoi porti é "cosa significa per l'autore" allora l'unica via è aprire i libri e studiare, e scoprire magari che nel caso dell'opera di Caravaggio la risposta non corrisponde a "un cesto di frutta"

Cosa vuol dire: "mi piace?"

Mi piace tecnicamente per l'uso del colore, per la scansione dello spazio, per qualche altro parametro?

Senza un paramero UNIVERSALE che permetta almeno un PRIMO LIVELLO DI GRADIMENTO, l'artista non riuscirà più ad utilizzare l'arte come veicolo di un pensiero. Perchè nessuno comprenderà quello che voleva dire.

E se devo spiegare cosa devo dire, faccio prima a fare lo scrittore!!!

Torniamo ad una stratificazione di significati in cui davanti ad un'opera d'arte vi siano più livelli di comprensione.

Un'opera che sappia essere accattivante e gradevole al primo ascolto e che stimoli un approfondimento SOLO A CHI ABBIA VOGLIA DI APPROFONDIRE.

Un opera che sappia piacere al giovane e al vecchio, al colto e al semplice.

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Infatti tutti i monili più preziosi e rari in india come in egitto e in cina come in europa, erano pieni di fondi di bottiglia.

Ai 'selvaggi' africani o polinesiani gli europei regalavano brillanti e preziosi e si tenevano ben strette le perline in vetro colorato.

se volevi fare del sarcasmo, dimostri solo la tua ignoranza. studiati un pò di storia delle tecniche artistiche per scoprire come per un certo periodo il vetro era considerato più prezioso delle gemme in quanto estremamente difficile da produrre mentre le gemme si trovavano bell'è pronte

è solo quando la tecnica ha permesso di fare il vetro come niente che ha iniziato a non valere nulla

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