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Il più grande Jazzista


La figura più rappresentativa per questa musica  

37 voti

  1. 1.

    • Gershwin e i grandi songwriters americani
      1
    • Louis Armastrong
      2
    • Count Basie
      0
    • Benny Goodman
      2
    • Duke Ellington (e Billy Strayhorn)
      4
    • Lester Young
      0
    • Dizzy Gillespie
      0
    • Charlie Parker
      5
    • Chet Baker
      0
    • John Coltrane
      4
    • Miles Davis
      6
    • Gil Evans
      0
    • Thelonious Monk
      1
    • Bill Evans
      0
    • Charles Mingus
      0
    • Ornette Coleman e il movimento "free"
      3
    • Zawinul, Corea e il Jazz elettrico degli anni '70/'80
      2
    • Ian Garbarek e il Jazz europeo
      2
    • Keith Jarrett e il nuovo Jazz americano
      4
    • Altro
      3


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Cerchiamo di stabilire insieme (in base alle nostre conoscenze) chi, secondo noi, merita il premio per "Il musicista più rappresentativo nella storia del Jazz". Le opzioni ripercorrono a grandi linee un pò tutta la storia di 100 anni di questa musica, dallo "Swing" della scuola di Chicago passando per le grandi figure della storia fino a Ornette Coleman (scelto in rappresentanza di tutto il movimento free degli anni '60 e successivo) il Jazz elettrico degli anni '70 e Keith Jarrett, icona del nuovo Jazz degli ultimi 30 anni.

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pac da te un topic simile non me lo sarei mai aspettato :suicide_anim::laughingsmiley: sai bene quanto sia inutile fare delle graduatorie in questo senso

praticamente tutti i nomi che hai scritto sono stai indispensabili allo sviluppo del linguaggio e della forma jazz, e ci sarebbero buone ragioni per sostenere come "il più grande" inteso come il più importante allo sviluppo ALMENO 5-6 nomi (se non di più)

-Gershwin per il suo patrimonio di canzoni

-Louis Armstrong per le invenzioni e il fatto di aver portato il jazz in giro per il mondo

-Duke Ellington per l'orchestrazione e la composizione e lo sviluppo di forme più estese rispetto al tipico song

-Charlie Parker per uno dei più grandi (se non il più grande) rinnovamento armonico/melodico/ritmico nella storia del jazz, e Dizzy con lui subito dietro

-Miles Davis per uno sfracello di cose, dal suo stile di tromba alle sue composizioni ai suoi arrangamenti al suo essere talent scout e ad aver attraversato come una delle personalità principali quasi tutte le correnti sviluppatesi da che aveva raggiubnto la maturità artistica (in parte il bop, il cool, l'hard bop, il modale, il jazz-rock.....)

-John Coltrane per gli stessi motivi di miles più o meno anche se hanno seguito strade diverse pur incontrandodi spesso

-Thelonius Monk per le composizioni e il suo stile che ha svicolato un sacco di cose che prima venivano percepite come "sbagliate"

-Ornette Coleman per il free (anche perchè è veramente onesto come musicista, non è uno che spara note a caso e si giustifica dicendo "è free", ha un pensiero musicale molto ben definito)

e ce ne sono molti, se proprio vogliamo dire i miei preferiti sono Duke, Miles, Coltrane e Ornette

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Ho votato Zawinul, Corea e il jazz elettrico degli anni '70, e insieme, assolutamente alla pari, ci metterei anche Garbarek e il jazz europeo.

Perchè?

Perchè questi artisti (rappresentanti di un movimento) hanno rappresentato (secondo me) una vera svolta "vitale" per il jazz. Sono quelli che hanno permesso al jazz di evolversi come linguaggio (comunque con un occhio alla tradizione), impedendogli di morire nella ripetitività di schemi collaudati oppure di naufragare in forme colte ma spesso lontane dal pubblico.

Ben consapevole di andare a scatenare una polemica, ci tengo a sottolineare che amo moltissimo tutto il jazz, e che non è assolutamente mia intenzione sminuire artisti di assolute capacità e fondamentale importanza come Jarrett o il movimento free.

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pac da te un topic simile non me lo sarei mai aspettato :suicide_anim::laughingsmiley: sai bene quanto sia inutile fare delle graduatorie in questo senso

praticamente tutti i nomi che hai scritto sono stai indispensabili allo sviluppo del linguaggio e della forma jazz, e ci sarebbero buone ragioni per sostenere come "il più grande" inteso come il più importante allo sviluppo ALMENO 5-6 nomi (se non di più)...

Ma certo che lo so, infatti non è un sondaggio "storico" bensì di gusto, mi interessava capire orientativamente quale fosse la figura che più riscuote popolarità e qual'è la corrente che maggiormente interessa gli utenti in modo anche da ottenere informazioni sul grado di conoscenza da parte loro della materia. Nessuna classifica, per carità, sono odiose nel classico e lo sono anche per il resto. Un sondaggio così può però tornare utile per vedere anche quali tipo di discussioni impostare inizialmente in questa sezione che è tutta da costruire. In questo senso sentiti libero di aprire topicS quando vuoi, la gente partecipa di più se c'è qualcosa su cui discutere :D

Ho votato Zawinul, Corea e il jazz elettrico degli anni '70, e insieme, assolutamente alla pari, ci metterei anche Garbarek e il jazz europeo.

Perchè?

Perchè questi artisti (rappresentanti di un movimento) hanno rappresentato (secondo me) una vera svolta "vitale" per il jazz. Sono quelli che hanno permesso al jazz di evolversi come linguaggio (comunque con un occhio alla tradizione), impedendogli di morire nella ripetitività di schemi collaudati oppure di naufragare in forme colte ma spesso lontane dal pubblico.

Ben consapevole di andare a scatenare una polemica, ci tengo a sottolineare che amo moltissimo tutto il jazz, e che non è assolutamente mia intenzione sminuire artisti di assolute capacità e fondamentale importanza come Jarrett o il movimento free.

Questa è una risposta assai interessante che in certo modo condivido. La forte contaminazione che il Jazz ha conosciuto negli ultimi decenni con la musica colta europea ha aperto un filone espressivo capace di ridare linfa a tutto il movimento, infatti credo si parlerà parecchio del Jazz in questi termini. Dalle forti connessioni del free con la musica contemporanea del secondo dopoguerra alle atmosfere "glaciali" del Jazz nord-europeo (seppur più ortodosse nella forma e nei contenuti). Si tratta di una delle dimensioni più accattivanti della musica contemporanea che va studiata e approfondita meglio.

Per quanto mi riguarda non ho ancora votato il sondaggio. Proprio perchè si tratta di un sondaggio sui gusti sono piuttosto intrigato da almeno 3 o 4 opzioni diverse :o

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trovo che fenomeni come quelli del modern jazz quartet, di george russell, bill evans, lo stesso davis e coltrane siano un unione di più esperienze diverse, repertorio eurocolto compreso, molto più di quanto lo siano corea e zawinul, che spesso è una "third stream" solo apparente e di maniera, e spesso anche molto banale in quanto a risultati

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non lo so, le ho ascoltate in macchina andando al conservatorio con una mia compagna, per quel che ne so toscanini pur essendo il committente non ebbe mai modo di eseguirle

posseggo le incisioni di due brani orchestrali di ellington diretti da Jarvi,incisi per la chandos,credo siano gli stessi pezzi che hai ascoltato tu.

riguardo Toscanini di sicuro non le ha eseguite,(ho anche controllato nell'elenco di tuti i suoi concerti e il repertorio con la NBC...non vi e' traccia di queste esecuzioni.)si sara' limitato solo alla commissione.

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Cerchiamo di stabilire insieme (in base alle nostre conoscenze) chi, secondo noi, merita il premio per "Il musicista più rappresentativo nella storia del Jazz". Le opzioni ripercorrono a grandi linee un pò tutta la storia di 100 anni di questa musica, dal Ragtime di Joplin allo "Swing" della scuola di Chicago passando per le grandi figure della storia fino a Ornette Coleman (scelto in rappresentanza di tutto il movimento freen degli anni '60 e successivo) il Jazz elettrico degli anni '70 e Keith Jarrett, icona del nuovo Jazz degli ultimi 30 anni.

Ma perchè di Evans c'è Gil e non Bill? :huh:

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il peso nell'arrangiamento e nella composizione di gil evans non ha nulla da invidiare (o forse si? :to_pick_ones_nose2: ) a quello di bill per il piano

ha fatto un sacco di cose estremamente interessanti gil

Sicuramente, ma non tale da giustificare la mancanza di un posto a Bill in questo sondaggio. :to_pick_ones_nose2:

Pac, cos'hai di personale contro di lui? ;)

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posseggo le incisioni di due brani orchestrali di ellington diretti da Jarvi,incisi per la chandos,credo siano gli stessi pezzi che hai ascoltato tu.

riguardo Toscanini di sicuro non le ha eseguite,(ho anche controllato nell'elenco di tuti i suoi concerti e il repertorio con la NBC...non vi e' traccia di queste esecuzioni.)si sara' limitato solo alla commissione.

Cavolo, questa cosa non la sapevo :o

E perchè mai gliel'avrebbe commissionate?

sebbene citato meno spesso, il peso nell'arrangiamento e nella composizione di gil evans non ha nulla da invidiare (o forse si? :to_pick_ones_nose2: ) a quello di bill per il piano

ha fatto un sacco di cose estremamente interessanti gil

Assolutamente sì. Gil Evans è da considerarsi il più grande Band-leader dopo Ellington, seppe riscrivere il concetto di Big Band adattandolo alle nuove esigenze del linguaggio più evoluto scrivendo cose di estremo interesse. Va inoltre ricordato il suo impegno nella costruzione di una sintesi che potesse dialogare anche con altri generi come il Rock. Tutti gli altri (magari più interessanti dal punto di vista strettamente sperimentale come un George Russell per esempio) arriveranno dopo.

io dico goodman

Giusto. Aggiunto.

keith jarret :thumbsup_still:

ma anche chick corea, per la simpatia...

Bene, vieni a lasciare un tuo commento su Jarrett nell'apposito topic, mi devo convincere una volta per tutte che è un grande e ho bisogno di argomenti validi :D

Sicuramente, ma non tale da giustificare la mancanza di un posto a Bill in questo sondaggio. :to_pick_ones_nose2:

Pac, cos'hai di personale contro di lui? ;)

:bomb_phone:

Nènti pèccarità...se vossia ordina io eseguo...ecco Evans, tutto pè vvoi...grazie per la segnalazione, pè vvoi tutto quello che volete, diciamo che mandiamo in vacanza Scotteggiòplin. U picciottu nù trasiva bbene nella lista, l'abbiamo, come dire..."licenziato". Me capisti? Baciammo le mani Don Silò :buba:

__________________________________________

Dopo attenta riflessione ho deciso di votare John Coltrane. E' troppo una figura straordinaria nella storia del Jazz, si è vissuto l'evoluzione del linguaggio da Parker al free, i suoi esperimenti con la musica modale sono stati la base di tutto il Jazz elettrico degli anni '70 ed è lo strumentista che più di tutti ha influenzato il modo di suonare a lui successivo. C'è poco da fare, se penso al Jazz l'accostamento a Coltrane diventa automatico.

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non vorrei dire, ma nella lista manca un certo Billy Strayhorn :mellow:

Bè, è compreso nell'opzione Ellington. Ma lo aggiungo accanto al Duke così rendiamo omaggio anche a questo grande autore ;)

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Bene, vieni a lasciare un tuo commento su Jarrett nell'apposito topic, mi devo convincere una volta per tutte che è un grande e ho bisogno di argomenti validi

mi convincerò di questo il giorno che madiel si convincerà ad ascoltare almeno 2 ore al giorno di WAM

Dopo attenta riflessione ho deciso di votare John Coltrane. E' troppo una figura straordinaria nella storia del Jazz, si è vissuto l'evoluzione del linguaggio da Parker al free, i suoi esperimenti con la musica modale sono stati la base di tutto il Jazz elettrico degli anni '70 ed è lo strumentista che più di tutti ha influenzato il modo di suonare a lui successivo. C'è poco da fare, se penso al Jazz l'accostamento a Coltrane diventa automatico.

in effetti io ero indeciso tra miles e coltrane. certo che dopo aver letto "Blue Trane" qualche dubbio mi viene, quel libro mi ha fatto aumentare ancora di più il mio rispetto per quest'uomo, la sua idea di musica e spiritualità sono veramente mirabili, così come la sua ricerca attraverso tutte le musiche del mondo con cui è entrato in contatto

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mi convincerò di questo il giorno che madiel si convincerà ad ascoltare almeno 2 ore al giorno di WAM

in effetti io ero indeciso tra miles e coltrane. certo che dopo aver letto "Blue Trane" qualche dubbio mi viene, quel libro mi ha fatto aumentare ancora di più il mio rispetto per quest'uomo, la sua idea di musica e spiritualità sono veramente mirabili, così come la sua ricerca attraverso tutte le musiche del mondo con cui è entrato in contatto

Verissimo.

In effetti su Miles va detto che pure lui è estremamente rappresentativo. Anche lui, come Coltrane, si è vissuto gran parte dela Jazz del secondo dopoguerra da protagonista, anzi, partendo da Parker è riuscito a raggiungere il Jazz elettrico fino alle sue evoluzioni ultime. Per quanto però fosse un musicista dalla straordinaria apertura e comunicativa gli rimprovero la sua non totale adesione all'esperienza free, cosa che coltrane fece in modo personalissimo e con risultati determinanti. Coltrane dimostrò un'attitudine all'esigenza di una modifica del linguaggio come pochissimi della sua generazione contribuendo ad aprire la strada verso esperienze più libere. Al Davis dei primi anni '60 questo andava poco a genio e infatti liquidò Coltrane dal suo gruppo oltre che per i motivi noti riguardanti la droga (poi proprio Miles parlava...vabbè) anche perchè Coltrane stava ormai virando decisamente su orizzonti espressivi inconciliabili. Straordinarie le registrazioni storiche dei concerti a Stoccolma del '60 nelle quali si sente un Coltrane in aperta frattura con lo stile del quintetto di Miles. Negli assoli di "So What" e "All Blues" si presenta con un fraseggio che già tende ad uscire dai binari consueti attraverso un linguaggio frammentato e piuttosto libero, condito da parecchi sovracuti e soprattutto suoni multifonici.

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trovo che fenomeni come quelli del modern jazz quartet, di george russell, bill evans, lo stesso davis e coltrane siano un unione di più esperienze diverse, repertorio eurocolto compreso, molto più di quanto lo siano corea e zawinul, che spesso è una "third stream" solo apparente e di maniera, e spesso anche molto banale in quanto a risultati

Indubbiamente moltissimo jazz-rock, e poi fusion, sono diventati musica per così dire "di maniera", tesa esclusivamente a mostrare l'aspetto visrtuosistico degli esecutori spesso a scapito della qualità intrinseca della musica.

Tuttavia il manierismo si nasconde in questa come in tutte le altre correnti del jazz (e della musica ingenerale). Non è forse vero che anche moltissimo swing in stile big band sacrifcava la bellezza degli arrangiamenti per favorire i solisti? Può accadere aovunque di "sedersi sugli allori" e godersi il successo di una formula che funziona.

Io elogio il jazz elettrico anni '70 per la sua capacità di rinnovamento. Non si può negare il fondamentale ruolo nella rinascita del linguaggio jazzistico che hanno avuto gruppi come Weather Report o Chick Corea Electric Band!

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Indubbiamente moltissimo jazz-rock, e poi fusion, sono diventati musica per così dire "di maniera", tesa esclusivamente a mostrare l'aspetto visrtuosistico degli esecutori spesso a scapito della qualità intrinseca della musica.

Tuttavia il manierismo si nasconde in questa come in tutte le altre correnti del jazz (e della musica ingenerale). Non è forse vero che anche moltissimo swing in stile big band sacrifcava la bellezza degli arrangiamenti per favorire i solisti? Può accadere aovunque di "sedersi sugli allori" e godersi il successo di una formula che funziona.

Io elogio il jazz elettrico anni '70 per la sua capacità di rinnovamento. Non si può negare il fondamentale ruolo nella rinascita del linguaggio jazzistico che hanno avuto gruppi come Weather Report o Chick Corea Electric Band!

Bah..mi sembra un paragone forse un pò azzardato...credo che i Weather abbiano ben altro spessore rispetto all'Electric band che in verità mi pare ben poca cosa. Ma io non amo molto il genere a prescindere quindi forse il mio giudizio è un pò di parte. Piuttosto che Corea (il quale lo preferisco di gran lunga con i "Circle" o al limite con il Jazz Rock raffinato che faceva con Gadd e Farrell) mi orienterei più volentieri sugli Steps Ahead :D

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scusa ma su micheal breker, pur amandolo molto, avrei molto da ridire sul fatto di considerarlo il più grande dei nostri tempi, anzi, non lo considero per nulla al livello di hancock, wayne shorter, paul blay e un sacco di altri

non ha fatto niente di così innovativo brecker

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