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Pacific231

Cosa state ascoltando di..Jazz?

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brano di kenny wheeler dal disco Other People del 2008, con composizioni e arrangiamenti originali per tromba/flicorno, piano e quartetto d'archi, molto particolare

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Nell'ultimo periodo ho iniziato ad ascoltare jazz per la prima volta nella mia vita, mi ero avvicinato qualche volta per curiosità, ma non mi ero mai deciso ad iniziare.

Da un po' di giorni sto ascoltando questo cd di Chet Baker, il mio secondo cd di jazz, perchè il primo (non so perchè) è stato quello della stessa serie "Jazz in Paris", dedicato al fisarmonicista Gus Viseur, che ho apprezzato molto.

 

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Era una bella serie, quella della Jazz in Paris Gitanes. Peccato quelle copertine seriali, con foto anche belle, ma che alla lunga apparivano tutte uguali.
Ne ho qualcuno anch'io, si trattava di ristampe di dischi a suo tempo editi dalla Vogue, dalla America e da altre etichette francesi, o comunque dischi registrati oltralpe da musicisti autoctoni o americani in trasferta. Li ho benedetti per avermi ristampato tra l'altro "The Giant" di Dizzy Gillespie (America), che allora cercavo da una vita.

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Però... il raffronto della copertina seriale con l'originale è impietoso... c.v.d. :)

 

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1 ora fa, Nitriero Cavalleone dice:

Era una bella serie, quella della Jazz in Paris Gitanes. Peccato quelle copertine seriali, con foto anche belle, ma che alla lunga apparivano tutte uguali.
Ne ho qualcuno anch'io, si trattava di ristampe di dischi a suo tempo editi dalla Vogue, dalla America e da altre etichette francesi, o comunque dischi registrati oltralpe da musicisti autoctoni o americani in trasferta. Li ho benedetti per avermi ristampato tra l'altro "The Giant" di Dizzy Gillespie (America), che allora cercavo da una vita.

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Però... il raffronto della copertina seriale con l'originale è impietoso... c.v.d. :)

 

anch'io ne ho alcuni di questa serie pregevole, li presi a caso quando uscirono un po' di anni fa,  forse colpito proprio dalle copertine che rappresentano la Parigi di quegli anni (penso fosse una delle poche città europee che accoglieva i neri come fossero a casa loro).  A me piacciono quelle foto, ora non saprei dire se sono troppo uguali e stancano, anche perchè non ho tutta la collezione.

Per ora posso dire che ho trovato molto bello il cd dedicato al virtuoso Gus Viseur, che ripercorre cronologicamente le tappe e gli stili della sua carriera.

Ora sono su questo del trombettista Chet Baker. Per me che ho sempre e solo ascoltato classica non è semplice l'approccio con quest'altro mondo musicale. Sto faticando, ma come sempre alla fine si tratta solo di avere pazienza, di reiterare gli ascolti, di ascoltare veramente con attenzione.

Comunque mi sta piacendo.

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3 ore fa, LudwigII dice:

anch'io ne ho alcuni di questa serie pregevole, li presi a caso quando uscirono un po' di anni fa,  forse colpito proprio dalle copertine che rappresentano la Parigi di quegli anni (penso fosse una delle poche città europee che accoglieva i neri come fossero a casa loro).  A me piacciono quelle foto, ora non saprei dire se sono troppo uguali e stancano, anche perchè non ho tutta la collezione.

Per ora posso dire che ho trovato molto bello il cd dedicato al virtuoso Gus Viseur, che ripercorre cronologicamente le tappe e gli stili della sua carriera.

Ora sono su questo del trombettista Chet Baker. Per me che ho sempre e solo ascoltato classica non è semplice l'approccio con quest'altro mondo musicale. Sto faticando, ma come sempre alla fine si tratta solo di avere pazienza, di reiterare gli ascolti, di ascoltare veramente con attenzione.

Comunque mi sta piacendo.

Ce n'erano alcuni buoni di Django Reinhardt, e se non ricordo male anche di Gerry Mulligan.
A me quelle copertine fecero invece l'effetto opposto... da collezionista sono affezionato all'artwork originale: queste rielaborazioni non mi piacciono molto, infatti nonostante il basso prezzo ne comperai pochissimi.
Comunque, involucro a parte, è stata una serie che ha riportato alla luce grande musica, non c'è dubbio.

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Della collana Jazz in Paris ne possiedo trentasette. l'elemento che mi rende queste ristampe particolarmente apprezzabili è costituito dalle vecchie foto  di Parigi per lo più in bianco e nero, accanto all'elegante confezione cartonata.

Come detto da altri forumisti, il merito è stato quello di riportare alla luce vecchie incisioni che documentano prevalentemente gli incontri tra jazzisti americani talora transfughi in Europa per motivi di varia natura e jazzisti locali di valore assoluto (Stephane Grappelli, Pierre Michelot, Eddy Louiss, Michel Legrand ecc...) più album solisti di jazzisti francesi e belgi (Barney Wilen, Toots Thielemans, Michel Legrand, Jean Luc Ponty ecc...) 

Vado a mente, quindi, non sono così sicuro, ma non mi pare che Mulligan vi compaia, neppure come turnista ospite.

Sono invece presenti, in qualche caso per più di un album, artisti come Stan Getz, Lester Young, Donald Byrd, Art Blakey, Kenny Clarke, Dizzy Gillespie, Zoot Sims, Slide Hampton, Mary Lou Williams, Louis Armstrong, Oscar Peterson, Max Roach, Sonny Stitt e appunto Chet Baker.

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9 ore fa, jazzofilo dice:

Vado a mente, quindi, non sono così sicuro, ma non mi pare che Mulligan vi compaia, neppure come turnista ospite.

Sì, credo che tu abbia ragione, anch'io andavo a memoria e mi sembrava vi avessero rieditato qualche titolo della Vogue.

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Purtroppo, non l'ho mai ascoltato. Anzi, Don Byas, pur essendo stato uno dei padri del bebop ed un eccellente solista di sax tenore, lo conosco piuttosto superficialmente. Colmerò volentieri la mia ignoranza. :D

Nell'ambito di Jazz in Paris, segnalo alcune incisioni di pregio:

 

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On ‎24‎/‎11‎/‎2016 at 16:07, Nitriero Cavalleone dice:

I numeri della serie dedicati a Django li ho tutti, anzi direi che ho quasi tutta la sua discografia ufficiale... è stato veramente un musicista pazzesco.

Condivido il tuo giudizio su Django. Egli ha saputo coniugare tecnica e inventiva riuscendo a superare un'importante menomazione funzionale a due dita. Ho molti meno suoi album rispetto a te. Mi limito a soli due album ricompresi nella collana Jazz in Paris. Uno è quello di cui ho postato la copertina e l'altro è Django et Compagnie che presenta incisioni della metà degli anni '30 con orchestre francesi: un'autentica chicca.

 

 

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1 ora fa, jazzofilo dice:

Condivido il tuo giudizio su Django. Egli ha saputo coniugare tecnica e inventiva riuscendo a superare un'importante menomazione funzionale a due dita. Ho molti meno suoi album rispetto a te. Mi limito a soli due album ricompresi nella collana Jazz in Paris. Uno è quello di cui ho postato la copertina e l'altro è Django et Compagnie che presenta incisioni della metà degli anni '30 con orchestre francesi: un'autentica chicca.

Il miglior Django è quello dei tempi del Quintetto dell'Hot Club de France. ;)
Ma anche il periodo Verve, più tardo e forse più """"commerciale"""" è molto valido.
Come Toots Thielemans, immenso anche nelle cose più leggere.

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Io dissolito non ascolto molto jazz ma ora ho trovato un paio di giorni fa una melodia su you tube che a me piace abbastanza si intitola jazz night

Dura parecchio però e per questo non ce l'ho ancora fatta ad ascoltarla tutta.

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2 ore fa, Crisabell dice:

Io dissolito non ascolto molto jazz ma ora ho trovato un paio di giorni fa una melodia su you tube che a me piace abbastanza si intitola jazz night

Dura parecchio però e per questo non ce l'ho ancora fatta ad ascoltarla tutta.

...e dubito che ce la farai mai, perché questa è roba che stenderebbe un toro :D
Scusa la brutale franchezza, ma di queste cose ce ne sono a migliaia su Youtube, si tratta di file musicali finalizzati all'uso di sottofondo in locali, sale d'attesa, ecc. (BGM sta proprio per BackGround Music)... se fai caso non c'è neanche il nome degli esecutori. Tutto uguale, monocorde, ben suonato (il più delle volte sono musicisti impeccabili, beninteso) ma senza un minimo di pathos. Impossibile farne oggetto di un ascolto dedicato...  un appassionato di Jazz le fugge come la peste.
Piccolo consiglio, se posso permettermi: se ti interessa avvicinarti al jazz, lascia perdere questi zibaldoni inutili. Scegli uno strumento che ti piace e, sempre su Youtube, esplora un po' il panorama ascoltando strumentisti con tanto di nome, cognome, data di esecuzione, titolo del brano e magari disco da cui è tratto il brano stesso. Imparerai a destreggiarti meglio.
Anche questa nostra discussione, malgrado non sia un forum di Jazz, può esserti di aiuto come punto di partenza.
Se hai dubbi chiedi pure qui :)

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Anch'io dubito che riuscirò mai a ascoltare jazz night fino alla fine ma trovo questa musica tutta uguale perfetta per metterla così per non annoiarmi mentre cucino o mentre leggo un libro.:)

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Scrivendo di Django Reinhardt e rimanendo in tema di chitarristi, mi viene in mente che nell'ambito di Jazz in Paris, vi sono due album pubblicati da Elek Baksic, ungherese di nascita e cugino di Django. Uno di essi lo possiedo e ne consiglio caldamente l'ascolto. Il titolo è Guitar Conceptions.

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55 minuti fa, jazzofilo dice:

Scrivendo di Django Reinhardt e rimanendo in tema di chitarristi, mi viene in mente che nell'ambito di Jazz in Paris, vi sono due album pubblicati da Elek Baksic, ungherese di nascita e cugino di Django. Uno di essi lo possiedo e ne consiglio caldamente l'ascolto. Il titolo è Guitar Conceptions".

Anche Gabor Szabo non scherzava... sia con Chico Hamilton sia nei dischi a suo nome: The Sorcerer è un capolavoro.
 

 

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5 ore fa, Nitriero Cavalleone dice:

Anche Gabor Szabo non scherzava... sia con Chico Hamilton sia nei dischi a suo nome: The Sorcerer è un capolavoro.
 

 

Sto ascoltando con immenso gaudio per le mie orecchie. :rolleyes: Lo conoscevo. So che Szabo ha esercitato la sua influenza persino nel mondo del rock in special modo verso la scena californiana della seconda metà degli anni '60. Purtroppo, dallo smartphone, non posso postare video. La linea ADSL è fuori uso per gli effetti delle piogge alluvionali di giovedì scorso. Di quel periodo che, peraltro, segue di qualche anno gli album parigini di Baksic, mi piacciono molto Wes Montgomery e Grant Green. Merita una menzione speciale Charlie Byrd, che, a quanto mi consta, suonava esclusivamente la chitarra acustica.

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