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Giacomo Puccini (1858-1924)


Guest Norbe
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E io come facevo a saperlo?

Una volta che pensavo di aver detto la mia...

P.S.: In italiano "desiatta" non esiste (esiste "desiata").

A meno che Stefanutti non abbia cambiato anche le parole del libretto...

" Bada, sotto al guanciale c'è la cuffietta rosa: Se vuoi,se vuoi...."(Atto III)

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E io come facevo a saperlo?

Una volta che pensavo di aver detto la mia...

P.S.: In italiano "desiatta" non esiste (esiste "desiata").

A meno che Stefanutti non abbia cambiato anche le parole del libretto...

" Bada, sotto al guanciale c'è la cuffietta rosa: Se vuoi,se vuoi...."(Atto III)

No, è che non ci ho mai badato :D

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Turandot: opera del non luogo, del non tempo, opera del trapasso,del sogno e del mistero. E' la fiaba degli archetipi e non può che irrisolversi in un finale non suo, rabberciato e straniato.

Fra personaggi-simbolo in un'epoca indefinita di magnificenza e ferocia,ornamentale e sanguinaria, la sola Liù palpita

d'un cuore umano : essa e' sempre Manon, Mimì, Butterfly e si aggira ,incompresa, fra giganti di fiaba.

Liù e' pura dedizione, fino all'isteria. Ma è l'unico personaggio che tiene ancora unito il Maestro alla realtà ed è l'unico che ci corrisponde.

Calaf è tutto compreso nella sua vocalità altisonante, araldica e narcisista.

Turandot persegue il suo voto di vendetta lanciando folgori stentoree.

Restano i tre dignitari ma sono maschere.....

Si aggiunga che al libretto, quanto a struttura e spessore letterario, mancano due centesimi per fare una lira.

Rimane Puccini, ora veramente solo ,con la sua musica che, orfana di un adeguato sostegno testuale, è comunque superba nel grandioso cerimoniale che è il primo atto, a tratti straordinaria nei successivi, ma drammaticamente irrisolvibile....

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Sono d'accordo con Fidalma.

Quello che fu fatto per una sola volta da Toscanini andrebbe ripristinato: niente finale dopo la trenodia di Liù,ma qualche battuta in silenzio (che intrigante silenzio sarebbe...).

Qualunque finale è fuori posto,è comunque vino annacquato, mortifica l'opera e il suo Autore.

Ma,che ci sia o meno o di chi sia, il finale "ricostruito" sugli appunti del Maestro non aggiunge nulla al valore di una partitura il cui significato è ancora oggetto di valutazione.

Resta il fatto che Turandot in qualche modo segna il tramonto del melodramma ed è comunque l'ultima opera entrata nel grande repertorio. Che sia incompiuta e che coincida con la morte dell'estremo grande autore specifico

per questo genere musicale, le assegna un ruolo particolare.

E forse il caso, che alle volte è meno "casuale" di quel che parrebbe, ha voluto che a suggellare l'uscita di scena di

un genere che aveva spopolato per quasi duecento anni, fosse un'opera il cui vero protagonista era un ridondante,

caleidoscopico,sfarzosissimo Cerimoniale.

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  • 4 months later...

Puccini, anche se in misura significativamente minore rispetto al teatro, ha lasciato qualcosa anche in campo vocale e strumentale.

L'elegia del 1890 ''Crisantemi'' è entrata nel repertorio di alcuni quartetti d'archi, mentre negli ultimi anni ha conosciuto una certa fortuna, sia in sede concertistica che in disco, la giovanile ''Messa a quattro voci'' nota anche come ''Messa di Gloria''.

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secondo me è uno dei più grandi operisti di sempre. Aveva forse più di ogni altro il dono della melodia: alcuni suoi temi hanno il potere di incantare chiunque, in ogni angolo del pianeta. Subì fortemente l'influsso di wagner, tuttavia non ne fu uno sterile seguace ma riuscì a farlo rientrare nella tradizione italiana. Le sue opere sono l'estremo tentativo(quasi sempre riuscito) di far coesistere in un' unica opera la forma aperta con l'aria solistica. La sua produzione è basata sulla qualità piuttosto che sulla quantità: le sue opere sono quasi tutte delle macchine perfette, "funzionano" come dei film ben montati, e la musica, spesso plasmata sulla base di due o tre temi portanti, è sempre al servizio del dramma e mai protagonista esuberante. Proprio l'economia del materiale musicale fa storcere il naso a qualche wagneriano, ma io credo che l'arte wagneriana esuli un pò troppo dal concetto di melodramma puro per essere paragonato a puccini: il tedesco ci offre delle opere straordinarie, meravigliose, trabbocanti di musica, ma oggettivamente non proprio scorrevoli(non era il suo proposito la velocità drammatica).

Per criticare Puccini §( e gli operisti in generale) bisogna prima rendersi conto del mondo in cui operavano, delle esigenze del publblico e dei fattori sociali, dico questo perchè troppo spesso gente abituata a sentire solo beerthoven, mozart schubrt,bach etc all'ascolto dei vari verdi,donizzetti,bellini, puccini crede di ascoltare musicaccia superficiale e quasi si compiace di criticarli: l'opera non è la sinfonia o il concerto, ed ha altri canoni ed altre regole, e non ha niente da invidiare alla "musica pura", anzi artisticamente si puiò dire che sia più completa.

Ti farei una statua d'oro per questa risposta!!

Di Puccini amo particolarmente "Manon Lescaut". Arrivato al terzo atto colgo un senso di angoscia, di solitudine, di malinconia, disperazione, direi quasi di "depressione" che non ho trovato in nessun'altra opera. Contiene una potenza espressiva immane, dal mio punto di vista. Inoltre quel lungo duetto del secondo atto :wub_anim: ... sublime!

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Secondo me Turandot non va rappresentata col finale... o se si vuole, quello di Berio è più bello di quello di Alfano (anche se meno pomposo).

Tra le opere di Puccini, Turandot forse è quella che adoro di più!

Anche secondo me dovrebbe essere rappresentata senza il finale...

Alfano o Berio? Cmq non sarà mai Puccini!!!

A proposito: dove la trovo un incisione di Turanndot con il finale di Berio???

Sto impazzendo a trovarla!

Grazie antonio90

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  • 1 month later...

Cari, un consiglio... :D

Mi sapreste indicare una buona versione della partitura integrale della Boheme?

C'è qualche edizione economica? tascabile??

Fate conto che ci devo studiare sopra, ma non vorrei spendere un capitale...

Io ho visto l'edizione Ricordi, 26 euro circa, e.. aspetto i vostri pareri.

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Cari, un consiglio... :D

Mi sapreste indicare una buona versione della partitura integrale della Boheme?

C'è qualche edizione economica? tascabile??

Fate conto che ci devo studiare sopra, ma non vorrei spendere un capitale...

Io ho visto l'edizione Ricordi, 26 euro circa, e.. aspetto i vostri pareri.

l'unica edizione(sia spartito che partitura) e' quella ricordi...

(oppure trovi la stessa,ma solo orchestrale, contraffatta dalla Dover)

ma i prezzi sono quelli...e in fondo sono anche buoni

la ricordi ha fatto delle recenti ristampe del proprio catalogo lirico,con un formato leggermente piu' grande e con copertine a colori che sostituiscono le vecchie edizioni con copertina bianca e la foto di un teatro.

non credo siano mai esistite edizioni tascabili di opere liriche.

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Cari, un consiglio... :D

Mi sapreste indicare una buona versione della partitura integrale della Boheme?

C'è qualche edizione economica? tascabile??

Fate conto che ci devo studiare sopra, ma non vorrei spendere un capitale...

Io ho visto l'edizione Ricordi, 26 euro circa, e.. aspetto i vostri pareri.

Sì, non credo esistano edizioni più economiche in commercio, però puoi provare a cercare in negozi o bancarelle che smercino libri usati, lì si trovano edizioni anche in buone condizioni a prezzi decisamente bassi (forse anche su e-bay, non so).

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l'unica edizione(sia spartito che partitura) e' quella ricordi...

(oppure trovi la stessa,ma solo orchestrale, contraffatta dalla Dover)

ma i prezzi sono quelli...e in fondo sono anche buoni

la ricordi ha fatto delle recenti ristampe del proprio catalogo lirico,con un formato leggermente piu' grande e con copertine a colori che sostituiscono le vecchie edizioni con copertina bianca e la foto di un teatro.

non credo siano mai esistite edizioni tascabili di opere liriche.

Sì, non credo esistano edizioni più economiche in commercio, però puoi provare a cercare in negozi o bancarelle che smercino libri usati, lì si trovano edizioni anche in buone condizioni a prezzi decisamente bassi (forse anche su e-bay, non so).

Cavoli però, dovrebbero fare delle "edizioni da viaggio" da sfogliare in treno! :rolleyes:

Grazie ad entrambi.

Per il momento ho trovato anche questa: http://www.dlib.indiana.edu/variations/sco...3853/index.html

ma forse è meglio avere sott'occhio tutti gli strumenti!

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l'unica edizione(sia spartito che partitura) e' quella ricordi...

(oppure trovi la stessa,ma solo orchestrale, contraffatta dalla Dover)

ma i prezzi sono quelli...e in fondo sono anche buoni

la ricordi ha fatto delle recenti ristampe del proprio catalogo lirico,con un formato leggermente piu' grande e con copertine a colori che sostituiscono le vecchie edizioni con copertina bianca e la foto di un teatro.

non credo siano mai esistite edizioni tascabili di opere liriche.

Esistono edizioni tascabili

Ho un Don Giovanni della Eulemberg formato tascabile, ma non ti dico quanto è spesso...

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  • 1 month later...
  • 2 weeks later...

Questa volevo proprio farla leggere anche a voi... per chi ama gli esordi dei compositori... :wub:

L'ammissione al conservatorio.

Se Verdi non fu ammesso, ma si presentava per entrare in una classe di pianoforte, Puccini non ebbe difficoltà.

Anche se aveva superato i limiti d'età, la sua ammissione fu facile.

Scrisse alla madre Albina:

047.gif Dica al Carignani che l'esame mio fu una sciocchezza perché mi fecero accompagnare un basso scritto di una riga, senza numeri e facilissimo e poi mi fecero svolgere una melodia in re maggiore che quella mi riuscì poco felice; basta è andata anche troppo bene

Si era aggiudicato il primo posto tra tutti i concorrenti e fu iscritto direttamente al corso superiore.

Fu ammesso con 8,38 e iniziò a frequentare le lezioni di Antonio Bazzini.

Lettera resoconto di Puccini da Milano:

047.gifLa mattina mi alzo alle otto e mezza; quando ci ho lezione, vado; in caso diverso studio un po' di pianoforte. Mi basta poco, ma bisogna che lo studi. Ora compro un metodo ottimo di Angeleri, che è uno di quei metodi dove ognuno può imparare da sé, benissimo. Seguito: alle dieci e mezzo faccio colazione; poi esco. All'una vado a casa e studio per Bazzini un paio d'ore; poi dalle tre alle cinque via daccapo col pianoforte, e un po' di lettura di musica classica. Anzi, mi vorrei abbuonare, ma ci sono pochi bigei. [...] Alle cinque vado al pasto frugale (ma molto di quel frugale!) e mangio un minestrone alla milanese, che per dire la verità è assai buono. [...] Dopo accendo un sigaro e me ne vado in Galleria a fare una passeggiata in su e in giù, secondo il solito. Sto lì fino alle nove e torno a casa spiedato morto. Arrivato a casa faccio un po' di contrappunto, non suono perché la notte non si può suonare. Dopo infilo il letto e leggo sette o otto pagine d'un romanzo. Ecco la mia vita.

Lettera di Bazzini alla madre:

047.gifIl di Lei figlio Giacomo fa bene e progredisce nello studio principale della composizione -E' stato alquanto trascurato negli studj accessorj (pianoforte, estetica e Drammatica ecc.) malgrado le mie reiterate raccomandazioni, per cui ci furono e ci sono delle penalità da scontare - So bene che non sono cose gravi; ma bisogna che si persuada (e gliel'ho detto) che il Consiglio Accademico non transige e che bisogna seguire tutti i corsi.

Non faceva segreto che l'estetica lo annoiava a morte; i suoi quaderni di appunti, che in seguito regalerà all'Istituto Pacini di Lucca, sono pieni di commenti scarabocchiati a margine -Ohimè!!! Ahi!!! O Dio!!! Ajuto Per carità!!! Basta!!! E' troppo!!! Muojo!!!- e così via. Puccini non fu mai un intellettuale.

[Ho un corso di esteticaaaaa anch'io... :ph34r:]

Il suo profitto scolastico fu sempre brillantissimo nella materia principale (mantenne per tutti i bimestri la media del 9,31) mentre ebbe guai per la scarsa frequenza di materie come pianoforte complementare e letteratura poetica e drammatica.

Miticooooooooooo! :lol:

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Premesso che il mio direttore (mega amante di Puccini) dice che non capisco un c.... della musica pucciniana, infatti la trovo laida, scivolosa, melensa. Mi sembra l'equivalente in musica delle soap-opera, musica per casalinghe disperate. Ho avuto la sventura di cantare la parte corale della Boheme (in cd sempre tagliata) e ne ho tratto un giudizio tutto sommato poco lusinghiero. Non mi piace quel suo salmodiare, quelle frasi tronche lasciate cadere nel vuoto.

Magari ogni tanto riesce a cavare fuori qualcosa che mi piace, ma dura al massimo due battute o poi muore lì, non ha uno sviluppo... nulla (è stata questa la frase che ha fatto dire al mio direttore che non capisco un c...o. Resta il fatto che se lo faccio io sono un cane, se lo fa Puccini è arte poichè è voluto ed ha uno scopo :scratch_one-s_head:, almeno così sostiene il mio direttore).

Ho trovato interessante la Turandot (anche se ho faticato ad abituarmi a Ping, Pong e Pang) per la bellissima orchestrazione, ma quando Liù si mette a fare tutte quelle sdolcinatezze da "Baci Perugina" o da soap opera... mi verrebbe voglia di ammazzarla (quando sento: "Tanto amore segreto e inconfessato, grande così che questi strazi son dolcezze per me perché ne faccio dono al mio Signore. Perché, tacendo, io gli do, gli do il tuo amore… Te gli do, Principessa, e perdo tutto! Persino l'impossibile speranza! Legatemi! Straziatemi! Tormenti e spasimi date a me, ah, come offerta suprema del mio amore!" mi viene uno spontaneo: "Ma va a dar via il cu.o". Neanche in "Tempesta d'amore" o "Beautiful" si sentono dei polpettoni simili). E la musica asseconda questo flaccidume melenso invece di conferirgli un sapore grottesco e sarcastico della stupidità di questa donna che muore per un rimbecillito che non se la fila e che vuole una "strega" che la dà via a chi risolve un indovinello!!!

Penso che sia chiaro a tutti che l'estetica pucciniana è ad anni luce dalla mia

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Premesso che il mio direttore (mega amante di Puccini) dice che non capisco un c.... della musica pucciniana, infatti la trovo laida, scivolosa, melensa. Mi sembra l'equivalente in musica delle soap-opera, musica per casalinghe disperate. Ho avuto la sventura di cantare la parte corale della Boheme (in cd sempre tagliata) e ne ho tratto un giudizio tutto sommato poco lusinghiero. Non mi piace quel suo salmodiare, quelle frasi tronche lasciate cadere nel vuoto.

Magari ogni tanto riesce a cavare fuori qualcosa che mi piace, ma dura al massimo due battute o poi muore lì, non ha uno sviluppo... nulla (è stata questa la frase che ha fatto dire al mio direttore che non capisco un c...o. Resta il fatto che se lo faccio io sono un cane, se lo fa Puccini è arte poichè è voluto ed ha uno scopo :scratch_one-s_head:, almeno così sostiene il mio direttore).

Ho trovato interessante la Turandot (anche se ho faticato ad abituarmi a Ping, Pong e Pang) per la bellissima orchestrazione, ma quando Liù si mette a fare tutte quelle sdolcinatezze da "Baci Perugina" o da soap opera... mi verrebbe voglia di ammazzarla (quando sento: "Tanto amore segreto e inconfessato, grande così che questi strazi son dolcezze per me perché ne faccio dono al mio Signore. Perché, tacendo, io gli do, gli do il tuo amore… Te gli do, Principessa, e perdo tutto! Persino l'impossibile speranza! Legatemi! Straziatemi! Tormenti e spasimi date a me, ah, come offerta suprema del mio amore!" mi viene uno spontaneo: "Ma va a dar via il cu.o". Neanche in "Tempesta d'amore" o "Beautiful" si sentono dei polpettoni simili). E la musica asseconda questo flaccidume melenso invece di conferirgli un sapore grottesco e sarcastico della stupidità di questa donna che muore per un rimbecillito che non se la fila e che vuole una "strega" che la dà via a chi risolve un indovinello!!!

Penso che sia chiaro a tutti che l'estetica pucciniana è ad anni luce dalla mia

Ciao; dov'è che si taglia Bohème? Io ho la partitura, e l'ho anche cantata nel coro del Regio di Torino, ma non ricordo alcun taglio, specie nel coro. E non riesco nemmeno a individuare quelle frasi brevi che cadono nel vuoto... Puoi esemplificare? Non dico che hai torto, ma sinceramente non colgo direttamente questa critica. Sulla Turandot devi partire dal presupposto che è una fiaba, anche se Puccini e i librettisti la umanizzarono fin troppo. L'opera, tolte alcune eccezioni, vale non per il realismo ma per ciò che sa comunicare ai sensi e ai sentimenti più diretti, grazie al connubio parola/musica, ma al contrario delle soap-opera, qui si va oltre la superficialità, tanto che queste opere non solo sopravvivono alla moda del momento (siamo ad un secolo e più dalla loro nascita), ma addirittura aumentano il loro pubblico. Con questo, Puccini in particolare, avranno sempre anche un pubblico contrario. Che non piaccia è più che legittimo. Ciao

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Mi associo a mahler75, se ho ben capito quello che sta dicendo. Ho sentito un paio di volte la Bohème (Pavarotti, Freni, ecc./Karajan) e, a parte l'orchestrazione veramente ricca e raffinata, la musica sembra girare a vuoto in cerca di un culmine che non arriva (o se è arrivato neanche l'ho notato - è da un po' che non la sento in realtà -).

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