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Trilogia popolare


ElenaBorl
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Top utenti di questa discussione

Beh se parliamo come hai detto tu di "zum-pa-pa" in tutte le opere di verdi troviamo un tempo ternario.

Sì, ma a volte funziona e a volte no

In Trovatore salta particolarmente all'orecchio, poi che sia "zum-pa-pa" o "zum-pa-pa-pa" non interessa, ma guarda in Rigoletto è meno presente almeno così a naso, se guardi Trovatore (cavatina Leonora, finale I, la vampa, la pira, inizio atto IV) è sempre così... poi funziona, per carità non dico che non sia efficace visto che quello è l'importante...

(sinceramente non so neanche io dove va a parare il discorso...)

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salve a tutti....

nel titolo della discussione ho scritto "trilogia popolare" riferita come ben sapete a tre opere verdiane: Il trovatore, La traviata e Rigoletto.

Dato che amo molto l'opera vorrei sapere quale delle tre preferite, magari cercando di trovare insieme caratteri comuni e non.

Vi aspetto in numerosi :thumbsup_still:

Come mio solito sarò "Bastian contrario"... Dico Trovatore. Sarà per l'ambientazione tipicamente "notturna" e "romantica" (che l'imparenta dunque un po' a Macbeth e Don Carlo) della complicatissima trama, sarà per i suoi numerosi slanci "eroici" o chissà quale altro misterioso motivo, ma è così. Adoro ovviamente anche le altre due, ma nella speciale "classificazione" data da Verdi stesso me ne sto col pubblico. Verdi disse infatti che come maestro di musica amava Rigoletto, come intenditore Traviata e come ascoltatore Trovatore.

PS. Poi basta con la solita solfa del "zum-pa-pa", Verdi non è stato certo l'unico ad abusarne. É solo quello che, tra gli altri, è passato alla storia.

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Come mio solito sarò "Bastian contrario"... Dico Trovatore. Sarà per l'ambientazione tipicamente "notturna" e "romantica" (che l'imparenta dunque un po' a Macbeth e Don Carlo) della complicatissima trama, sarà per i suoi numerosi slanci "eroici" o chissà quale altro misterioso motivo, ma è così. Adoro ovviamente anche le altre due, ma nella speciale "classificazione" data da Verdi stesso me ne sto col pubblico. Verdi disse infatti che come maestro di musica amava Rigoletto, come intenditore Traviata e come ascoltatore Trovatore.

PS. Poi basta con la solita solfa del "zum-pa-pa", Verdi non è stato certo l'unico ad abusarne. É solo quello che, tra gli altri, è passato alla storia.

Infatti il Trovatore è proprio quella più popolare.

Con "l'apoteosi dello zum-pa-pa" non voglio dire che dev'essere cestinata per questo! Anzi! Lo zum-pa-pa va benissimo che ci sia perché funziona molto bene! Forse si può dire che, delle tre, il Trovatore è quella un po' più "di mestiere". Pensiamo alle pagini sublimi del Rigoletto (pensiamo al quartetto del III atto e al finale) e della Traviata...

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La Trilogia è il momento più originale della produzione verdiana.Tutte e tre le opere sono di taglio intimistico e sono incentrate su un solo personaggio che è il motore del dramma. RIGOLETTO, AZUCENA E VIOLETTA sono gli unici personaggi delle rispettive opere a conoscere per intero i fatti e gli antefatti delle loro vicende. Gli altri personaggi,chi più chi meno, ignorano la verità, o ne conoscono solo una parte o la fraintendono.IL binomio inscindibile Amore-Dolore

è acuito dalla consapevolezza.

Lo zum-pappà ricorda il battito cardiaco e,usato nel verso giusto (come sa fare Verdi) diviene suggestivo,pervasivo.

Verdi poi era maestro nel ricavare effetti psicologici conturbanti da formule musicali semplici o banali (non affida forse

in Traviata il duetto di addio dei due amanti a una spensierata marcetta ?)

Tutte e tre le opere sono traboccanti di invenzione melodica e sono centrate sulla vocalità anche se l'orchestrazione,

spesso ridotta all'osso, sovente è bruciante e geniale.

Rigoletto è un'opera sovrastata dalla melodia, è puro canto. Trovatore è discontinua ma ha momenti di energia irresistibili.

Traviata è semplicemente perfetta.

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  • 2 weeks later...

Il Rigoletto è l'opera verdiana che mi piace di più, perché mi piace l'estrema complessità del protagonista: buffone malizioso e vendicativo, individuo triste e povero, ma anche padre affettuoso.

Il Trovatore non mi piace molto perché ha una stile musicale troppo ripetitivo (zum-pa-pa; appunto), una vicenda contorta e una musica che sembra avere l'unico obbietivo di far rumore.

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Il Trovatore non mi piace molto perché ha una stile musicale troppo ripetitivo (zum-pa-pa; appunto), una vicenda contorta e una musica che sembra avere l'unico obbietivo di far rumore.

In effetti la vicenda di Trovatore è molto complicata: un antefatto non narrato, grandi cambiamenti di spazi e tempo tra un atto e addirittura tra quadro e quadro. Il tutto amplificato dall'italiano alquanto pesante del libretto...

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In effetti la vicenda di Trovatore è molto complicata: un antefatto non narrato, grandi cambiamenti di spazi e tempo tra un atto e addirittura tra quadro e quadro. Il tutto amplificato dall'italiano alquanto pesante del libretto...

Che la storia sia complicatissima è vero, ma che l'antefatto non sia narrato, no.

Sia Ferrando, nell'aria iniziale, sia Azucena raccontano, ciascuno da un punto di vista diverso, la storia del vecchio Conte di Luna, dei suoi due figlioletti e della vecchia zingara. E la stessa Leonora, in "Tacea la notte placida" racconta il suo primo incontro con Manrico. L'ascoltatore, perciò, ha tutti gli strumenti per conoscere l'antefatto.

E' un'opera che in larga parte e una sorta di flashback ed è per certi versi la mia preferita, tra quelle della Trilogia: proprio perchè più "scura". E ogni volta che Azucena lancia il suo grido finale "Sei vendicata, o madre!" mi vengono i brividi... ogni volta che l'ascolto!

Vabbe', ma io aspetto sempre che Pinkerton, quando chiama "Butterfly, Butterfly, Butterfly!" rientri e vivano tutti felici e contenti!!! :crying_anim02:

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io adoro la traviata perchè in essa trovo un mix riuscitissimo di grande musica,bella storia, scorrevolezza assoluta;è l'opera romantica che "funziona" di più in assoluto,secondo me. inoltre in essa il cosiddetto zum-pa-pa mi da meno fastidio in quanto l'ambientazione dell'opera è pressocchè contemporanea a verdi,quindi la musica non è solo un effetto drammatico ma anche una specie di commento(tipo film);quando ascoltai l'attila il vedere quei personagg così eroici accompagniati da quella musica un pò bandistica mi faceva un effetto strano;sicuramente l'universo medioevale,o pseudo-tale, è reso molto meglio dalla musica di wagner, ma non voglio creare confronti assolutamente fuoriluogo.

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Se Verdi fosse solo banda o solo zum-pa-pa ,diciamolo francamente, nessuno oggi ne parlerebbe più.

Ad ogni modo certi stacchi in tre quarti hanno un'energia e un'eloquenza formidabili ("S'ella m'è tolta,ohi misero....", Ernani),così come certe irruenti incursioni bandistiche ( "O prodi miei seguitemi", Nabucco) hanno un'effetto dirompente, esaltante, direi quarantottesco.

Ma come si potrebbero definire certe frasi ad alta caratura melodica del tipo " Sol per esso provo amore " (Azucena),

"Ah troppo, troppo sventurata io sono" (Leonora, Forza del destino), "Sei tu dal ciel disceso " ( Leonora, Trovatore), "Pur ch'io respiri, Amelia, l'aura dei tuoi sospir" (Riccardo,Ballo),ecc., ecc., dove la ritmica si dilata e poi si scioglie in melodia e la melodia nel pathos?

Questa capacità di forzare il ritmo e di andare oltre, non è precipua proprio dell'antesignano del tre quarti sempre e comunque?

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Secondo me Verdi sopperiva a certe mancanze tecniche che aveva rispetto ad altri con un gran senso del teatro e una facilità melodica. La cosa più ammirevole, comunque, è stata la capacità di cambiare e migliorarsi in tarda età.

Trovo corretta la distaccata analisi di Superburp. Però ,per Verdi e specialmente per il Verdi della Trilogia, forse non è questione di risorse tecniche, è proprio questione di gusto. Il Verdi della Trilogia, che è anche il meno condizionato, il più genuino, è quello più popolare, in tutte le accezioni del termine dalle più edificanti alle più deteriori. Certo , nella Trilogia c'è anche gusto grossolano, anche volgarità. Donizetti, che pure fa musica di radice popolare,al confronto è un damerino. Musicalmente, trovo in "Ballo in maschera" e in "Don Carlo" le cose migliori di Verdi.

Nell'Otello risolve il problema dei nobili ma alambiccati versi di Boito, con un declamato melodico carico di tensione e di eloquenza.

Ma il libretto del Falstaff è per una buona metà praticamente immusicabile(questioni di prosodia) e allora il "gran vegliardo", fa della senile accademia, mandando "aux anges" i palati sopraffini e lasciando il pubblico sostanzialmente freddo.

Il suo cuore e,con il suo, quello del popolo da cui proviene, batte possente nella Trilogia.

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  • 9 months later...

i caratteri comuni stanno nei sentimenti che si possono instaurare in una famiglia: nel trovatore c'è l'amore tra questo trovatore e la sua mamma; nel rigoletto l'amore di padre di questo gobbo di corte e la figlia e in traviata l'amore, anche se mosso da interessi, verso suo figlio alfredo.

cmq io preferisco la traviata

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i caratteri comuni stanno nei sentimenti che si possono instaurare in una famiglia: nel trovatore c'è l'amore tra questo trovatore e la sua mamma; nel rigoletto l'amore di padre di questo gobbo di corte e la figlia e in traviata l'amore, anche se mosso da interessi, verso suo figlio alfredo.

cmq io preferisco la traviata

i caratteri comuni stanno nei sentimenti che si possono instaurare in una famiglia: nel trovatore c'è l'amore tra questo trovatore e la sua mamma; nel rigoletto l'amore di padre di questo gobbo di corte e la figlia e in traviata l'amore DEL PADRE, anche se mosso da interessi, verso suo figlio alfredo.

cmq io preferisco la traviata

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i caratteri comuni stanno nei sentimenti che si possono instaurare in una famiglia: nel trovatore c'è l'amore tra questo trovatore e la sua mamma; nel rigoletto l'amore di padre di questo gobbo di corte e la figlia e in traviata l'amore DEL PADRE, anche se mosso da interessi, verso suo figlio alfredo.

cmq io preferisco la traviata

Ha ragione Massimo nel definire "questioni familiari" le opere della Trilogia verdiana.

Ma se, dei due baritoni, Rigoletto è il personaggio più toccante e Germont senior quello meno simpatico e più realistico,

in Azucena si annida un elemento motore del Fato del tutto nuovo: è il segreto, l'inganno di una donna (prima figlia e poi madre) per tutta la vita divisa fra amore materno e sete di vendetta.

Azucena è, di fatto, un personaggio schizoide, indefinibile, ingiudicabile. E' un personaggio eccentrico e accentrante, isolato e nodale, perchè gestisce una verità a tutti gli altri ignota.

Dietro alle alate, giovanili voci di soprano e tenore, sullo sfondo epico e ferrigno della Spagna del Quattrocento,

agisce, forte del suo terribile segreto, questa zingara senza patria, dominata in pari misura da un amore e da un odio

che fanno capo, entrambi, al giovane Manrico che, ignaro di tutto come tutti, è il suo scopo di vita e sarà la sua vittima.

L'agnizione che si realizza nelle ultime battute dell'opera ( "Egli era tuo fratello!") scioglie questo sinistro incantesimo

e rompe la dicotomia su cui poggiava il suo perverso equilibrio mentale.

La rivelazione del segreto rende Azucena libera e folle.

A differenza di Germont e Rigoletto, Azucena è un personaggio fuori dal tempo e, in questo senso, sempre moderno.

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  • 2 months later...

Forse la solita accusa mossa al trovatore di essere troppo ferragno, popolare o semplicistico in certi punti non è infondata e forse una spiegazione può essere che Verdi solo 2 mesi dopo dava alle scene la traviata; di conseguenza portava avanti i 2 progetti contemporaneamente e forse ha messo più amore su quest'ultima. Per quanto mi riguarda...credo che sia difficile scegliere, perchè si tratta di opere che suscitano sentimenti molto diversi: con il trovatore si torna un pò al fuoco, all'ardore giovanile del primo verdi che riempie di entusiasmo; con rigoletto siamo in un'opera dalle tinte molto drammatiche; con la traviata siamo in un'opera più elegiaca, più patetica (nel senso buono del termine ovviamente): una sorta di trittico pucciniano: rigoletto: drammatico; trovatore: entusiasmante; traviata: elegiaca. Ovviamente detto così è molto riduttivo perchè tutte queste tinte sono presenti in tutte le opere: non è che rigoletto o traviata non siano drammatiche, ovviamente! Era per dire che suscitano reazioni diverse e quindi è difficile scegliere...mi sbilancio un pò verso la traviata!

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  • 2 years later...

Scusatemi tanto per avere aperto una discussione doppia ma avevo controllato se già c'era qualcosa sulla trilogia popolare ed evidentemente ho controllato male

Gira e rigira, come a tanti, le opere che mi piacciono di più del Verdi son quelle della trilogia popolare. Addirittura in modo "eretico" aggiungo che ad esempio una Aida in molti punti la trovo sin troppo "pesante e pomposa" rispetto a questi capolavori più giovanili ma, tornando alla trilogia e straparlando un poco su di essa scrivo le seguenti impressioni, tutte facilmente confutabili perchè frutto di mie elucubrazioni molto discutibili:

-Verdi in ogni opera mescola le carte in modo diverso nel senso che per come la vedo io il Trovatore non ha un vero e proprio protagonista e c'è una sottile bilanciatura tra soprano-baritono-tenore e mettiamoci anche Azucena! mentre nella Traviata c'è ovviamente una sola protagonista e infatti non a caso molti tenori abbandonano il ruolo di Alfredo non appena hanno acquisito abbastanza fama da poterlo abbandonare e invece direi che nel Rigoletto il ruolo di Gilda è relativamente defilato e baritono e duca la fanno da padroni

-se musicalmente parlando Rigoletto e Traviata possono essere affrontati dalla medesima coppia tenore-soprano, non è detto che questa coppia funzioni per il Trovatore dove l' orchestrazione più pesante può richiedere un tenore diverso e anche Leonora oltre ai trilli deve avere a mio parere un bel pò pò di voce (sarà infatti un caso ma la Callas post dieta tenne in repertorio solo la Traviata e tolse il Trovatore che invece prima del 54 interpretava regolarmente)

-come in altre opere Verdiane il coro ha un ruolo più che importante

Quale di queste 3 opere mi piace di più? Non so perchè a seconda del periodo amo di più l' una o l' altra ma aggiungo anche che per me la sola altra opera Verdiana che per bellezza è lontanamente vicina a queste 3 è il Ballo in Maschera

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So che è un discorso stupido, ma se proprio dovessi salvare una sola cosa di Verdi, salverei questa:


/>http://www.youtube.com/watch?v=GbLf7CQL6eo

Giorni poveri vivea,

pur contenta del mio stato;

sola speme un figlio avea...

Mi lasciò!... m'oblìa, l'ingrato!

Io, deserta, vado errando

di quel figlio ricercando,

di quel figlio che al mio core

pene orribili costò!

Qual per esso provo amore,

qual per esso provo amore,

madre in terra non provò

In poche battute c'è tutta un'anima, tutta una vita.

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