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estroarmonico

Stefania Bonfadelli

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Vorrei avere notizie di questa brava (e bella) soprano. Non ho trovato molto fin'ora. Mi pare oltretutto che negli ultimi anni sia un po' uscita dal "giro".

Grazie

Mi è capitato di vederla (ahimè solo in tv su Classica) qualche tempo fa in una "Lucia di Lammermoor" allestita dal Carlo Felice.... straordinaria!! Non solo vocalmente ma anche come interprete! La registrazione era di qualche anno fa, però.

Poi non l'ho più vista... peccato!

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io ho il dvd di traviata a busseto,molto brava la bonfadelli nel ruolo di violetta.per "deformazione personale" non mi piacciono granchè i soprani leggeri(e la bonfadelli nelle parti centrali-basse perde un po' di potenza),però mi è sembrata tecnicamente molto preparata;e,last but not the least,è anche espressiva.

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Sto raccogliendo tutto quanto è possibile reperire di questa cantante straordinaria.La "Traviata" di Busseto, grazie anche a Zeffirelli è il video di riferimento per quest'opera.La Bonfadelli è fantasiosa, immaginosa sia nel canto che nella recitazione.Al di là dei parametri tecnici (pure buoni) ecco finalmente un'artista che sa cantare "col cuore", che sa dare un brivido.E' un recitar cantando vero, coinvolgente e non i soliti stereotipi.

Poi sa cantare Donizetti, Bellini e Rossini senza ripieghi e patteggiamenti di tono e di ritmo, affrontando con sicurezza tutte le varianti "di bravura".Infine ha un colore vocale molto personale.

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Ho ricevuto per posta un'esecuzione in CD dei Puritani con la Bonfadelli (Vienna 1999)e ribadisco l'ottima impressione riportata dall'ascolto di altre sue interpretazioni( Traviata,Comte Ory,Sonnambula,Lucia).

E' una cantante completa per il repertorio romantico, ben attrezzata tecnicamente, che può esibire in seconda ottava,a voce piena, un timbro caldo e vibrante che in emissione mista perde le naturali,sensuali, bruniture per divenire chiaro, trasognato, innocente.

Dotata di un simile colore vocale e portata per temperamento al canto patetico, si impone nelle espansioni liriche. In frasi come " Ah mai più qui assorti insieme" o nella tenera, cullante aria " O vieni al tempio" è da approvare senza riserve. La morbidezza del suono,il perfetto legato, la dinamica sfumata,l'omogeneità della linea di canto, l'indole ispirata e appassionata dell'artista, danno vita a un'Elvira che si lascia indietro molte altre famose interpreti ,passate e presenti,dell'eroina belliniana.

Nelle pagine virtuosistiche la Bonfadelli è comunque ragguardevole ( il "Vien diletto" è ottimo), per fluidità, precisione e coerenza ritmica.

Visti i risultati scenici della Traviata zeffirelliana, immagino che sia stata un' attrice convincente anche in questi Puritani viennesi.

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Con tutte le qualità che questa brava e bella artista ha mostrato di avere finora, temo proprio che le debba essere successo qualche cosa per non esser più così presente "nel giro". Speriamo che la splendida Violetta torni...

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Con tutte le qualità che questa brava e bella artista ha mostrato di avere finora, temo proprio che le debba essere successo qualche cosa per non esser più così presente "nel giro". Speriamo che la splendida Violetta torni...

Forse ci sono problemi perchè torni a cantare ma la speranza è l'ultima dea....

In ogni caso quanto ha lasciato è già importante. In particolare il video di Traviata da Busseto 2002 con la regia di Zeffirelli. Quando lo vidi ho scritto una recensione che, per quanto dilettantesca, voglio qui riportare.

Ritengo quella Traviata la migliore disponibile attualmente in video, perchè è un esempio veramente riuscito di fusione perfetta fra canto e recitazione.

"Il recitar cantando della Violetta di Stefania Bonfadelli"

"Nella recente autobiografia di Franco Zeffirelli, ricordando la Traviata allestita nel piccolo teatro di Busseto nel 2002, il famoso regista così parla della sua protagonista:"Una Violetta come quella di Stefania Bonfadelli la si può trovare soltanto in Paradiso". Incuriosito da un giudizio tanto elogiativo da parte del regista d'opera più famoso degli ultimi cinquant'anni, mi sono procurato il DVD della recita bussetana, corredato oltre tutto da inserti sulle preparazione dello spettacolo e da interviste agli artisti. Già dalle prime scene appare evidente la singolarità di questa Violetta: quella che irrompe in una scena affollata da gaudenti è una ragazza giovane, minuta,in vestaglia di broccato, con un bel visino un po' disfatto, che si muove con una qual certa instabile grazia. Non la solita gran dama in crinolina,dall'aria vagamente matronale, che così spesso campeggia nel primo atto. D'altro canto la fonte letteraria di Dumas ci descrive una fanciulla semplice e ingenua, i cui unici punti di forza sono la femminilità e l'avvenenza, in una giovinezza già segnata, senza futuro. Questa Violetta ci appare subito indifesa, nel mezzo di una delle tante notti disordinate,un po' stordita dallo champagne,quando un suo coetaneo,un bel provinciale sinceramente innamorato,le si dichiara e la condanna a iniziare il suo ultimo cammino,di felicità,di dolore,di espiazione.La Bonfadelli,oltre ad avere il giusto aspetto fisico,sfoggia una capacità attoriale istintiva ma dimostra altresì l'intelligenza per amministrarla con misura e traendo il miglior partito dalla regia di Zeffirelli.

La cantante è un soprano lirico di agilità,dalla voce calda e gradevole,arricchita da singolari bruniture nel centro-grave e di buona tecnica, doti che,messe al servizio di un'interprete emotiva e immaginosa, permettono di plasmare una Violetta del tutto originale.Tutto il primo atto è cantato bene e recitato magnificamente.Il brindisi,scandito con febbrile spensieratezza; il duetto,in bilico tra civetteria e vulnerabilità; la grande aria finale affrontata con slancio ma senza mai ledere la linea di canto. Ciò che più si ammira però, è la corrispondenza dell'accento al testo così che anche brevi frasi o singole parole acquistano un risalto speciale.

La recitazione poi, vivida e fantasiosa, evidenzia il lato giovanile e confidente del personaggio.Qualche esempio. Prima del brindisi, al " Vi fia grato?" di Alfredo la Bonfadelli risponde un "Sì!" che,buttato lì con un qual certo accattivante entusiasmo, sorprende per la sua originalità. Nel duetto col tenore l'"Ah se ciò è ver fuggitemi" è ammirevole per leggerezza e fluidità.

I due "D'amarmi dite ancora?" sono intrisi di dolorosa incertezza. I semplicissimi "Partite?.....Addio!" esprimono un disappunto che vale più di una promessa. Ma i due "Addio"successivi si caricano già di confidenza e complicità.

E' un recitar cantando tutto femminile, mobile e cangiante, istintivo e disinibito ma sempre pertinente al testo e di buona fattura vocale.La prima parte del secondo atto poi è da antologia. Affiancata da un Bruson esperto e vocalmente ancora valido, percorre via via i toni dell'affabilità,della ribellione e infine della rassegnazione, in un crescendo emotivo davvero toccante. A suggellare questo duetto, sulle parole "Piangi,piangi o misera!",basti l'espansione lirica della frase "..che a lei il sacrifica e che morrà", splendida per calore e vibrazione. Partito Germont,cosa sappia ricavare poi la Bonfadelli in termini scenico-vocali dalle poche misure che vanno dal "Di lagrime avea d'uopo" all'"Amami Alfredo!"è lì tutto da vedere e da ascoltare. Accento,mimica facciale e gestualità concorrono nell'esprimere un'inconfessabile disperazione, fino a toccare i toni del disorientamento. Quel muoversi irrisoluto, quegli occhi smarriti,imploranti, quelle mani che non sanno dove stare, amplificano la drammaticità del canto e il risultato d'insieme è assai coinvolgente. Nella seconda parte dell'atto,la festa in casa di Flora, la soprano veronese emerge nel finale dove può esprimersi sul terreno a lei più congeniale,quello del canto lirico puro.

L'andante "Alfredo, Alfredo, di questo core" è eccellente anche per la capacità di sostenere tutto il concertato con calore e autorevolezza: questa cantante non avrà un peso vocale eccezionale ma canta sempre con anima e non perde mai il filo della linea musicale e della narrazione.

Anche nel terzo atto sa trovare la giusta misura per rappresentare le ultime ore di Violetta.

E' un tono sofferto ma composto, attonito, che pare ormai fuori dal tempo.La lettera è recitata con dignitosa rassegnazione, senza forzature: una dizione intensa, una scansione netta, di dolente monotonia.

Così l'"Addio del passato", altra pagina spesso terreno di incursioni veriste, è quello che dovrebbe essere, cioè un'accorata elegia, intima, raccolta, eseguita con desolato abbandono, in una sobria linea di canto .

Per finire, un duetto finale quantomeno singolare.

E' noto come Verdi, per suggellare l'ultimo spiraglio di speranza dei due amanti, abbia scelto una marcetta che , a ben guardare,è anche abbastanza spensierata ; ma bisogna che diventi una marcetta triste,anzi che non sembri più una marcetta e allora gli interpreti devono dannarsi l'anima, lavorando molto sul legato e sulle sfumature, per render commovente ciò che commovente non sarebbe. La Bonfadelli, assistita da un timbro un po' "fanè", attacca un "Parigi o caro" intriso di lacrime, pur se cantato con semplicità.

Nel successivo"Gran Dio morir sì giovine" l'accento si arroventa e qui sembrano appropriate talune screziature veriste a cui l'artista indulge.

Così, avendo a disposizione una protagonista a un tempo disciplinata e fantasiosa, Franco Zeffirelli ha potuto confezionare, nel piccolo teatro di Busseto, questa Traviatina-capolavoro, anche con il contributo degli altri interpreti : il giovane tenore americano Scott Piper,buon attore, valido nell'accento ma di grana vocale ordinaria e dalla tecnica approssimativa e il grande Renato Bruson, ancora ottimo malgrado i sessantasei anni.

Accettabili i comprimari,animata ma un po' generica la direzione di Placido Domingo."

Questo il testo della mia recensione.

La Bonfadelli meriterebbe di meglio ma io oltre non so andare.

Auguri Stefania!

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Ufficialmente la carriera di Stefania Bonfadelli inizia a Vienna nel '97 come Elvira nei Puritani di Bellini. Così riportano le note biografiche.

Ora su youtube trovo una ripresa amatoriale da un Rigoletto addirittura dell' '87 (Rieti, dir. M. Rinaldi).

La giovanissima Bonfadelli esegue un "Caro nome" da manuale, dalla dinamica sfumatissima, e ammirevole per levità, intonazione, respiro.

Proprio quello che dovrebbe essere, il sogno alato di un'adolescente innamorata.

http://it.youtube.com/watch?v=PIJpf4QH-Kw

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Estro sei grande!

La notizia è notevole perchè si tratta del miglior soprano italiano dell'ultima generazione.

Quale cantante rossiniana Stefania Bonfadelli ha dato ottime prove nel Barbiere, nel Conte Ory e nella Gazzetta (Pesaro, 2001) in cui è stata una Lisetta affascinante sia per il fisico attraente che per il canto, dove le agilità sono state brillantemente risolte, con precisione ritmica e levigatezza di suono, pur mantenendo un colore vocale caldo e vibrante.

http://www.youtube.com/watch?v=w5PIiVlU0vk

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Ufficialmente la carriera di Stefania Bonfadelli inizia a Vienna nel '97 come Elvira nei Puritani di Bellini. Così riportano le note biografiche.

Ora su youtube trovo una ripresa amatoriale da un Rigoletto addirittura dell' '87 (Rieti, dir. M. Rinaldi).

La giovanissima Bonfadelli esegue un "Caro nome" da manuale, dalla dinamica sfumatissima, e ammirevole per levità, intonazione, respiro.

Proprio quello che dovrebbe essere, il sogno alato di un'adolescente innamorata.

http://it.youtube.com/watch?v=PIJpf4QH-Kw

Scusa, Pink, ma segui mai con la partitura?

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Scusa, Pink, ma segui mai con la partitura?

Se posso leggo la partitura ma quando ascolto preferisco aver memorizzato le indicazioni. La conoscenza delle indicazioni agogico-dinamiche dell'autore è importante anche nel canto.

Nel caso di Rigoletto e, in particolare, del "Caro nome", credo che la Bonfadelli abbia dato una lettura fedele ( anche se allargando molto il tempo) alle indicazioni della partitura oltre che dimostrare un'eccellente tecnica di fonazione. Per seguire fedelmente la partitura occorre saper cantare.E' inutile poi che ti dica che la fedeltà alla partitura non è che uno degli aspetti che concorrono a ottenere una buona esecuzione.

Nota che la Bonfadelli allora aveva sì e no vent'anni. E questo dimostra che chi canta bene è partito impostato bene.

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E' inutile poi che ti dica che la fedeltà alla partitura non è che uno degli aspetti che concorrono a ottenere una buona esecuzione.

Non è certamente sufficiente, ma direi che è un fattore molto importante. Come ricordi bene, la Bonfadelli aveva 20 anni e sosteneva già un ruolo importante in un'opera intera, cosa sicuramente non da tutti. Però, da qui a dire che quel che si sente in quel video sia fedele al testo (a parte il tempo, che non è quasi certamente una sua scelta, come del resto l'infame interruzione dell'aria dopo la cadenza per permettere l'applauso) e da manuale, abbi pazienza ma per me ce ne corre: faccio notare, ad esempio, l'errata realizzazione ritmica del passo con le sincopi, che le riescono per una battuta e poi per ben due battute non più; il portamento eseguito anche laddove tra una nota e l'altra c'è una pausa; il cambiamento del fraseggio delle coppie di semicrome che Verdi ha scritto legate appunto a due a due, mentre lei da un certo punto in poi decide di eseguire le ascendenti staccate, contraddicendo l'identico fraseggio del flauto (che suona le stesse note della cantante legandole a due a due com'è scritto); la successiva scala ascendente che Verdi ha chiaramente indicato staccato, ma che staccato qui, ahimè, non è, mentre i legni suonano le stesse note staccando com'è scritto; per dir le prime cose che mi sono saltate alle orecchie... Per me questi non sono dettagli di poco conto, e non ne fanno certamente un'esecuzione da manuale.

L'impostazione, che nel caso in questione non discuto, anche se non sento la precisione di intonazione e di emissione che senti tu (ma per carità, aveva 20 anni), o l'espressività, che personalmente a differenza tua non mi entusiasma granché, non sono sempre tutto, temo.

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Non è certamente sufficiente, ma direi che è un fattore molto importante. Come ricordi bene, la Bonfadelli aveva 20 anni e sosteneva già un ruolo importante in un'opera intera, cosa sicuramente non da tutti. Però, da qui a dire che quel che si sente in quel video sia fedele al testo (a parte il tempo, che non è quasi certamente una sua scelta, come del resto l'infame interruzione dell'aria dopo la cadenza per permettere l'applauso) e da manuale, abbi pazienza ma per me ce ne corre: faccio notare, ad esempio, l'errata realizzazione ritmica del passo con le sincopi, che le riescono per una battuta e poi per ben due battute non più; il portamento eseguito anche laddove tra una nota e l'altra c'è una pausa; il cambiamento del fraseggio delle coppie di semicrome che Verdi ha scritto legate appunto a due a due, mentre lei da un certo punto in poi decide di eseguire le ascendenti staccate, contraddicendo l'identico fraseggio del flauto (che suona le stesse note della cantante legandole a due a due com'è scritto); la successiva scala ascendente che Verdi ha chiaramente indicato staccato, ma che staccato qui, ahimè, non è, mentre i legni suonano le stesse note staccando com'è scritto; per dir le prime cose che mi sono saltate alle orecchie... Per me questi non sono dettagli di poco conto, e non ne fanno certamente un'esecuzione da manuale.

L'impostazione, che nel caso in questione non discuto, anche se non sento la precisione di intonazione e di emissione che senti tu (ma per carità, aveva 20 anni), o l'espressività, che personalmente a differenza tua non mi entusiasma granché, non sono sempre tutto, temo.

Le tue osservazioni, Xenia, sono esatte e, lette lì per lì, senza una parola di approvazione per la realizzazione imopeccabile di una quantità di altri segni di espressione e senza dir nulla sulla fonazione costantemente (tolto la croma un po' aspra sul Si acuto di "desir") morbida e omogenea, sembrano quasi una stroncatura. Tu trovi un portamento non scritto ( per altro molto sommesso) e non dici nulla della perfetta esecuzione, in una costante fluidità della gradazione dinamica, di altre legature, trilli, rinforzi, diminuendo. Infine sembri non accorgerti del genuino abbandono, del clima sospeso, ispirato che la giovane cantante riesce a creare.

Sul fatto poi che la scelta del tempo non sia stata concordata fra cantante e direttore io ci andrei piano a dirlo con certezza.

Le tue osservazioni, Xenia, sono corrette, ma potrebbero riguardare opzioni al limite della scelta interpretativa ( secondo me, in questo caso, viste le capacità della cantante, non rappresentano ripieghi obbligati) e comunque sono lacune minoritarie, "peccati veniali", rispetto all'ottimo risultato complessivo. E tu, che di queste cose te ne intendi, lo sai benissimo.

Detto ciò, attendo da te un "Caro nome" (con esempio sonoro), migliore di questo e immune da mende.

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Le tue osservazioni, Xenia, sono esatte e, lette lì per lì, senza una parola di approvazione per la realizzazione imopeccabile di una quantità di altri segni di espressione e senza dir nulla sulla fonazione costantemente (tolto la croma un po' aspra sul Si acuto di "desir") morbida e omogenea, sembrano quasi una stroncatura. Tu trovi un portamento non scritto ( per altro molto sommesso) e non dici nulla della perfetta esecuzione, in una costante fluidità della gradazione dinamica, di altre legature, trilli, rinforzi, diminuendo. Infine sembri non accorgerti del genuino abbandono, del clima sospeso, ispirato che la giovane cantante riesce a creare.

Sinceramente tutta questa meraviglia non la vedo, mi dispiace. Io per la verità sento una cantante acerba, abbastanza monocorde. C'è da dire che la scelta del tempo non la aiuta di certo e snatura il brano già in partenza. E' un allegro moderato, no? Vedi un po' tu... Non sento nemmeno tutta questa varietà di segni d'espressione, riguardo all'intonazione e all'emissione ho già fatto cenno prima. Per carità, nel complesso per essere una ventenne alle prese con un ruolo importante se la cava, ma non ci vedo niente di eccezionale.

Ad ogni modo, mi ero permessa d'intervenire perché tu avevi parlato di esecuzione da manuale e di fedeltà al testo. Io non vedo né l'una cosa né l'altra, e ho indicato alcuni passaggi per spiegarmi meglio, tutto qui. Non so come possa essere da manuale un'esecuzione con uno svarione ritmico come quello che ho segnalato. Non ho fatto l'elenco esaustivo delle pecche, non era questo il mio intento, e nemmeno ho voluto stroncare un'allora promettente cantante di vent'anni (molte delle scelte che non condivido immagino vengano da chi l'ha preparata). Per carità, a te piace e va bene così, su questo non voglio nemmeno discutere. Però, per favore, non parliamo di esecuzione da manuale e di fedeltà al testo.

Sul fatto poi che la scelta del tempo non sia stata concordata fra cantante e direttore io ci andrei piano a dirlo con certezza.

Infatti ho scritto "quasi certamente". Ma a 20 anni, soprattutto, non si prendono grandi iniziative personali, di solito si tende a fare ciò che consiglia il proprio insegnante, o il direttore d'orchestra, che ha sicuramente maggiore esperienza: è normale e del tutto comprensibile.

Le tue osservazioni, Xenia, sono corrette, ma potrebbero riguardare opzioni al limite della scelta interpretativa ( secondo me, in questo caso, viste le capacità della cantante, non rappresentano ripieghi obbligati) e comunque sono lacune minoritarie, "peccati veniali", rispetto all'ottimo risultato complessivo. E tu, che di queste cose te ne intendi, lo sai benissimo.

E' pretendere troppo che, "viste le capacità della cantante", tre battute di sincopi vengano eseguite correttamente? Ti pare davvero una "lacuna minoritaria"? Che il fraseggio di un'identica linea eseguita contemporaneamente da un cantante e dall'orchestra venga differenziato, alterando quello originale, sarebbe per te un'"opzione al limite della scelta interpretativa"? Ma scherzi? Un peccato veniale è semmai qualche ritocco del testo (presente anche quello), che non ho ovviamente ritenuto il caso di menzionare. Ogni scelta compiuta da un interprete dovrebbe sempre avere il suo fondamento in una ragione musicale, non può semplicemente essere frutto di arbitrarietà o dell'estro del momento, e non può che essere coerente con ciò che il compositore ha scritto, tanto più in un'esecuzione da manuale e che si pretende fedele al testo.

Detto ciò, attendo da te un "Caro nome" (con esempio sonoro), migliore di questo e immune da mende.

Da me in che senso? Non sono cantante. Ad ogni modo, quando troverò un'interpretazione che reputerò più aderente alle intenzioni del compositore, te la segnalerò senz'altro.

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[....]C'è da dire che la scelta del tempo non la aiuta di certo e snatura il brano già in partenza. E' un allegro moderato, no?

E' pretendere troppo che, "viste le capacità della cantante", tre battute di sincopi vengano eseguite correttamente? Ti pare davvero una "lacuna minoritaria"?

Che il fraseggio di un'identica linea eseguita contemporaneamente da un cantante e dall'orchestra venga differenziato, alterando quello originale, per te sarebbe un'"opzione al limite della scelta interpretativa"? Ma scherzi?

No, Xenia, non scherzo e non è nemmeno un "Allegro moderato". Verdi scrive "Allegro assai moderato" e già questo fa pensare a una certa libertà non solo di stacco ma anche interpretativa.

Tu mi chiedi se scherzo ma io quando parlo di lirica non scherzo mai e ribadisco quanto ho detto.

La rigidità mentale nella lettura delle partiture ha generato in passato schiere di direttori metronomici e insulsi e di cantanti noiosi e inespressivi.

Nondimeno apprezzo le tue obiezioni e rispetto la tua valutazione riduttiva su questa esecuzione, anche se le motivazioni riguardo alle riserve sull'emissione della giovanissima Bonfadelli sembra che tu le dia per scontate e te le voglia tenere per te. Pazienza.

Ti ringrazio per la sollecitudine e anche per la competenza delle tue risposte e sono certo che quando troverai

un "Caro nome che il mio cor" ben cantato non mancherai di segnalarmelo.

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No, Xenia, non scherzo e non è nemmeno un "Allegro moderato". Verdi scrive "Allegro assai moderato" e già questo fa pensare a una certa libertà non solo di stacco ma anche interpretativa.

Ti sbagli, Verdi ha scritto "Allegro moderato". L'"Allegro assai moderato" riguarda solo le prime 10 battute d'introduzione.

Sul fatto che l'indicazione "Allegro assai moderato" faccia "pensare ad una certa libertà non solo di stacco ma anche interpretativa" (sic): che dire... meglio non dir nulla.

Tu mi chiedi se scherzo ma io quando parlo di lirica non scherzo mai e ribadisco quanto ho detto.

La rigidità mentale nella lettura delle partiture ha generato in passato schiere di direttori metronomici e insulsi e di cantanti noiosi e inespressivi.

Nondimeno apprezzo le tue obiezioni e rispetto la tua valutazione riduttiva su questa esecuzione, anche se le motivazioni riguardo alle riserve sull'emissione della giovanissima Bonfadelli sembra che tu le dia per scontate e te le voglia tenere per te. Pazienza.

Ti ringrazio per la sollecitudine e anche per la competenza delle tue risposte e sono certo che quando troverai

un "Caro nome che il mio cor" ben cantato non mancherai di segnalarmelo.

Tu continui a voler spostare l'obiettivo sulla voce... ma santo cielo, la voce è lo strumento, è il mezzo e non è tutto. E qui nessuno le ha contestato la bontà dell'impostazione, semmai ho rilevato che, a mio parere, ci sono alcune incertezze nell'intonazione e che l'emissione in alcuni punti non mi sembra sempre fluida ed omogenea. Ma questo, dal mio punto di vista mentalmente rigido, è l'ultimo dei problemi, intanto perché si tratta di una registrazione amatoriale da youtube, quindi con tutte le distorsioni del caso, e poi perché chiunque abbia cantato in pubblico sa benissimo che l'emozione può condizionare e compromettere un po' la resa vocale, specie in una debuttante. Quelli che invece sono e rimangono incontestabili, al di là di youtube, dell'emozione e della giovane età, sono gli argomenti che ho portato e che riguardavano, guarda un po', il senso musicale e il testo di Verdi.

Io sono intervenuta (lo ripeto per l'ennesima volta) a dire la mia riguardo alle espressioni "esecuzione da manuale" e "fedele al testo", motivando coi fatti il mio dissenso. Prendo atto che i direttori che non pasticciano con i fraseggi, che operano scelte nel rispetto del senso musicale e che si attengono per quanto possibile alle indicazioni di tempo di quei bontemponi dei compositori sono mentalmente rigidi; che sbagliare ritmicamente un passaggio è un peccato veniale, ecc. ecc.; traggo le mie conclusioni e tolgo il disturbo -ovviamente insieme alla mia rigidità mentale.

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Ti sbagli, Verdi ha scritto "Allegro moderato". L'"Allegro assai moderato" riguarda solo le prime 10 battute d'introduzione.

Sul fatto che l'indicazione "Allegro assai moderato" faccia "pensare ad una certa libertà non solo di stacco ma anche interpretativa" (sic): che dire... meglio non dir nulla.

Io sono intervenuta (lo ripeto per l'ennesima volta) a dire la mia riguardo alle espressioni "esecuzione da manuale" e "fedele al testo", motivando coi fatti il mio dissenso. Prendo atto che i direttori che non pasticciano con i fraseggi, che operano scelte nel rispetto del senso musicale e che si attengono per quanto possibile alle indicazioni di tempo di quei bontemponi dei compositori sono mentalmente rigidi; che sbagliare ritmicamente un passaggio è un peccato veniale, ecc. ecc.; traggo le mie conclusioni e tolgo il disturbo -ovviamente insieme alla mia rigidità mentale.

Io credo che tu non abbia capito completamente il senso del mio discorso perchè, probabilmente, non so servirmi bene della lingua italiana e quindi non riesco a spiegarmi.

Invece, da parte mia, io ho trovato il tuo ragionamento molto chiaro.

Riguardo agli "Allegri" più o meno moderati ho controllato e hai ragione tu: L'"assai moderato" riguarda solo le prime dieci battute.

Buon riposo.

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Dopo il franco scambio di vedute, così rivelatore, con l'amica Xenia, torniamo alla nostra Stefania con la cabaletta "Vien diletto" dai Puritani di Bellini da una recita del 2002.

Malgrado una regia che, a tratti, la costringe a cantare in posizioni alquanto scomode, la Bonfadelli è eccellente cantante per le citate qualità fonatorie che le permettono di esibire costantemente un timbro caldo e pieno e di risolvere con naturalezza le ampie escursioni del brano belliniano.

http://www.youtube.com/watch?v=fh4SG83O2uc

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.E' inutile poi che ti dica che la fedeltà alla partitura non è che uno degli aspetti che concorrono a ottenere una buona esecuzione.

:o:girl_impossible::sad01_anim:

uno puo' anche cantare da padreterno ma la musica e' un'altra cosa. ma e' una vecchia storia...ai cantanti pare sia giustificato tutto (anche il solfeggio, che si sa per loro e' un opinione). quoto quanto scritto da Xenia

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quoto quanto scritto da Xenia

Anch'io.

Non ho mai detto di non essere d'accordo con le sue osservazioni, ma rinuncio a ripetere per l'ennesima volta il mio punto di vista. Tanto è inutile. Evidentemente il dialogo fra musicisti e cantanti è impossibile, anzi sconveniente.

Noblesse oblige.

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Anch'io.

Non ho mai detto di non essere d'accordo con le sue osservazioni, ma rinuncio a ripetere per l'ennesima volta il mio punto di vista. Tanto è inutile. Evidentemente il dialogo fra musicisti e cantanti è impossibile, anzi sconveniente.

Noblesse oblige.

Pinkerton questi tuoi ultimi post non sono tipici delle tue spesso ottime risposte sempre equilibrate..

forse e' veramente come dici tu...

Evidentemente il dialogo fra musicisti e cantanti è impossibile, anzi sconveniente

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Non ho mai detto di non essere d'accordo con le sue osservazioni, ma rinuncio a ripetere per l'ennesima volta il mio punto di vista. Tanto è inutile. Evidentemente il dialogo fra musicisti e cantanti è impossibile, anzi sconveniente.

Senti, Pinkerton, io non mi sognerei mai di parlare di medicina alla pari con te, ostentando conoscenze che non possiedo, pur avendo cognizioni superficiali di qualche argomento: non ne avrei la competenza, mi coprirei di ridicolo. Soprattutto non mi sognerei mai di darti lezioni. Ma di musica, si sa, tutti si sentono esperti.

Qui non si tratta di punti di vista. Ho tirato in ballo questioni ben precise a cui non hai saputo controbattere se non con argomenti risibili ("peccati veniali" e altre amenità).

Sostieni ancora che quella sia un'esecuzione da manuale e fedele al testo (di questo si parlava)? Gradirei una risposta.

L'unica cosa sconveniente, qui, è che si pretenda di disquisire di musica e d'interpretazione sullo stesso piano di chi fa il musicista di professione, anzi, col tono di chi la sa più lunga, senza averne le competenze.

Io parlo di fedeltà al testo, spiego, faccio esempi, e qui per tutta risposta mi si portano, del tutto fuori luogo, il metronomo e la rigidità mentale, dimostrando di non avere la minima idea di cosa significhi fare musica, eseguire un brano, senza rispetto per la professionalità di chi la musica l'ha studiata seriamente e la fa per mestiere (da anni, spesso con cantanti, e senza alcun problema di dialogo con questi ultimi...).

La fedeltà al testo è alla base del lavoro di qualunque musicista degno di questo nome, lo sanno anche i ragazzini del primo corso, e i cantanti non fanno eccezione, altro che opzioni e peccati veniali.

E con questo ho chiuso.

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Pinkerton questi tuoi ultimi post non sono tipici delle tue spesso ottime risposte sempre equilibrate..

forse e' veramente come dici tu...

Nessuno è perfetto, amico mio, tanto meno può esserlo un vecchio melomane come me.

Io sposto sempre il problema sulla vocalità, caratteristica che mi ha sempre affascinato e che ritengo molto importante.

Vedo invece che alla stragrande maggioranza di voi musicisti questo aspetto appare irrisorio. E qui sta veramente il problema perchè io non ho basato ne baserò mai la mia vita sulla musica, ma molti di voi sì.

In questa discussione, reagendo emotivamente a una molto parziale ma anche molto puntuale analisi di Xenia, ho perso una bella occasione per fare una comparazione fra varie esecuzioni dell'aria verdiana, col contributo di persone competenti.

Succede.

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