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clarinetto1

sondaggio CHIAVE DI TENORE O VIOLINO ?

COSA INSEGNI TU AL TUO ALLIEVO?  

39 voti

  1. 1. gradita la risposta da parte dei colleghi docenti !

    • CHIAVE DI TENORE
      12
    • CHIAVE DI VIOLINO
      28


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Io sono già convinto personalmente che sia giusto , anzi sacrosanto , insegnare la chiave di tenore poichè è uno strumento in si bemolle .

La chiave di violino andrebbe a danneggiare la percezione dei suoni reali negli studenti dotati di un buon orecchio musicale imprimendo nella loro memoria sonora un suono falsato nel nome e quindi danneggiando il riconoscimento dei suoni con l'orecchio musicale .

infatti quello che loro chiamano DO con la chiave di violino e quindi sentiraNNO SEMPRE COME DO è in realtà un si bemolle e via dicendo...

Non mi riesco a capacitare del perchè alcuni docenti intraprendano tale strada !

gradirei quindi sapere le vostre conclusioni

grazie a tutti quelli che risponderanno

beh..quoto......nn per dire ma alcuni amici che conosco clarinettisti ovviamente hanno fatto molta fatica nei vari dettati durante il triennio di solfeggio...sentivano sempre delle note diverse a qll k erano suonate...

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Guest k3v

beh, a mio modesto parere, il problema di insegnare la chiave di violino con il clarinetto sta per chi ha l'orecchio assoluto ancora non sviluppato, e quindi lo sviluppa suonando il suo primo strumento, in questo modo si avrebbe una concezione delle note sbagliate..........

Ultimamente vedo che si usa molto questo metodo, specialmente nelle bande (almeno nella mia zona)

A me mi è stato insegnato il clarinetto con la chiave di violino, ma fortunatamente non ho l'orecchio assoluto

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Ciao,

questo argomento mi ha spesso incuriosito. Confesso di non avere ancora oggi le idee chiare.

Mi è sempre sembrato lapalissiano che le note debbano essere chiamate con loro vero nome. Per quanto ho

potuto constatare, come studente, all' inizio soprattutto i bambini restano quanto meno perplessi (non dico che abbiano difficoltà) quando passano dal suono del pianoforte ,al suono di uno strumento traspositore. Poi però, forse con l' applicazione e se conservano un buon udito, si abituano alla diversità.

Mia modesta impressione è che chi inizia abbia più facilità a chiamare i suoni col loro vero nome e non secondo la classe in cui si trova.

La diteggiatura penso debba essere secondaria.

Tuttavia nell' insegnamento si perdilige la chiave di violino adducendo vari motivi. Alcuni mi sembrano quasi scuse, ma poichè questo è diffuso internazionalmente, è probabile che alcuni siano motivati. Senza dubbio la comodità. Ma forse soprattutto la comodità dei maestri?

E poi all' allievo viene detto subito che quello che chiama do, non lo è...

Ho il vago sospetto che chi studia uno strumento traspositore abbia una difficoltà in più.

Mi viene da osservare che la scuola dovrebbe tenere in prima considerazione le esigenze dell' allievo e non il contrario (questo avviene quasi sempre nelle altre strutture, dove l' ultima cosa di cui si tiene conto è l' utente).

Per ora mi sembra di essere stato polemico abbastanza, ma considerate che sono solo un dilettante e anche indisciplinato, studio poco, ma perchè non ho tempo.

Ciao

Francesco

P.S. altro argomento interessante evidenziato è quello del fantomatico orecchio assoluto, su cui non penso sia tutto nè chiaro,nè scontato. A mio avviso è sempre bene sentirci il meglio possibile : scusate la battuta, ma oltre alle note, si riconoscono anche gli intervalli

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Ciao,

questo argomento mi ha spesso incuriosito. Confesso di non avere ancora oggi le idee chiare.

Mi è sempre sembrato lapalissiano che le note debbano essere chiamate con loro vero nome. Per quanto ho

potuto constatare, come studente, all' inizio soprattutto i bambini restano quanto meno perplessi (non dico che abbiano difficoltà) quando passano dal suono del pianoforte ,al suono di uno strumento traspositore. Poi però, forse con l' applicazione e se conservano un buon udito, si abituano alla diversità.

Mia modesta impressione è che chi inizia abbia più facilità a chiamare i suoni col loro vero nome e non secondo la classe in cui si trova.

La diteggiatura penso debba essere secondaria.

Tuttavia nell' insegnamento si perdilige la chiave di violino adducendo vari motivi. Alcuni mi sembrano quasi scuse, ma poichè questo è diffuso internazionalmente, è probabile che alcuni siano motivati. Senza dubbio la comodità. Ma forse soprattutto la comodità dei maestri?

E poi all' allievo viene detto subito che quello che chiama do, non lo è...

Ho il vago sospetto che chi studia uno strumento traspositore abbia una difficoltà in più.

Mi viene da osservare che la scuola dovrebbe tenere in prima considerazione le esigenze dell' allievo e non il contrario (questo avviene quasi sempre nelle altre strutture, dove l' ultima cosa di cui si tiene conto è l' utente).

Per ora mi sembra di essere stato polemico abbastanza, ma considerate che sono solo un dilettante e anche indisciplinato, studio poco, ma perchè non ho tempo.

Ciao

Francesco

P.S. altro argomento interessante evidenziato è quello del fantomatico orecchio assoluto, su cui non penso sia tutto nè chiaro,nè scontato. A mio avviso è sempre bene sentirci il meglio possibile : scusate la battuta, ma oltre alle note, si riconoscono anche gli intervalli

salve

son curioso anche io,ci capisco poco,traspongo a vista(cioè senza scrivere)solo alcune tonalità...praticamente analfabeta leggo,si fa per dire,in chiave di violino e la cosa guardata dal mio punto di vista mi pare logica:cambiare nome ai suoni invece che cambiare posizioni e così bla bla bla,tutto facile....poi ,però,qualche volta suono uno strumento in do ,penso una nota e sento quella...trovare un motivo ad orecchio è più facile eppure dovrebbe essere uguale,non la capisco 'sta cosa.Mi rendo conto che un discorso simile sia poco comprensibile,eppure è quello che mi succede nonostante sia vero che si riconoscono anche gli intervalli,

per l'orecchio assoluto,chissà perché ho sempre pensato che fosse indipendente dallo studio,una dote ,insomma,non acquisibile,un pò come una mia amica che cantando A spara un La a 442 senza aver mai studiato nulla;penso che si possa migliorare l'orecchio con lo studio,questo si,ed arrivare allo stesso livello di quello assoluto...nel mezzo, però,una vita di studio ed ascolto.

ho riletto:mamma mia!

scusate questo delirio

il nero :SHABLON_padonak_01:

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Guest k3v

beh, ma è così, studi hanno dimostrato che l'orecchio assoluto è un fatto genetico, ma che invece quello relativo (riconoscere e cantare gli intervalli) è soltanto un fatto di allenamento, ed è qui si collega la frase "Nessuno è stonato, ci sono soltanto elementi con un orecchio più o meno sviluppato"

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Sarebbe più intelligente usare l'algebra modulare per il trasporto, che non è altro che un'isometria, più precisamente una traslazione.

Però oramai siamo abituati a valutare tutto in funzione dei nomignoli e non delle relazioni o dei numeri che semplificherebbe il tutto (oddio, qualcuno che fa sto lavoro c'è, ma siamo in pochi).

Olà!

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Sarebbe più intelligente usare l'algebra modulare per il trasporto, che non è altro che un'isometria, più precisamente una traslazione.

Però oramai siamo abituati a valutare tutto in funzione dei nomignoli e non delle relazioni o dei numeri che semplificherebbe il tutto (oddio, qualcuno che fa sto lavoro c'è, ma siamo in pochi).

Olà!

Scusa ma tutto ciò che c'entra con il titolo del sondaggio? Questa discussione è nata come una sorta di censimento atto a stabilire se ci sono più persone che leggono in chiave di violino o di tenore.

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... a volte mi sembra proprio, come si suol dire... di essere nata ieri!

E' la seconda volta da quando frequento questo forum che casco dalle nuvole in merito a una qualche discussione. La prima era quella sul doppio labbro, che assolutamente non sapevo venisse ancora impiegato da molti... oggi leggo di questa "diatriba" su chiave di tenore vs violino.

A me il problema non è mai stato minimamente posto. Da quando mi hanno messo in mano un clarinetto mi hanno spiegato che "trattasi di strumento traspositore, tagliato in in sib, per cui emette una nota un tono sotto rispetto a quella scritta". Punto. Ma l'ipotesi che per questo motivo si debba leggere con un'altra chiave non è mai stata nemmeno ventilata. Poi chiaramente tutti siamo stati abituati, in un contesto in cui si suona con altri (che sia musica da camera o orchestra), a chiamare le note con il loro nome "d'effetto", ovvero pronunciando i suoni reali.

Comunque, anche se chiaramente non posso votare per altri :to_pick_ones_nose2: ... posso garantirvi che dalle mie parti (Veneto) a tutti i clarinettisti viene insegnato a leggere in chiave di violino (poi basso e il resto del setticlavio si studiano per teoria e solfeggio chiaramente...), e sostanzialmente si continua a farlo anche a livello professionale. Ripeto... ovvio che poi appena si parla con un direttore d'orchestra, piuttosto che con un collega, magari anche clarinettista, si chiamano le note col loro "vero" nome, ma mentre si suona si legge in violino.

Riguardo l'orecchio.. beh... in effetti mi sono resa conto che ho l'orecchio "tagliato in sib". Se ascolto un tema fatto da un pianoforte o un oboe sento le note, e di conseguenza le chiamo, come sul clarinetto sib... questa sicuramente non è una buona cosa. Ma tant'è... per fortuna ho sviluppato un ottimo orecchio a intonare gli intervalli :thumbsup_still: e secondo me questo è molto più importante. Ciò fa sì che non abbia alcuna difficoltà a passare dallo strumento in sib a quello in la a quello in mib.

Scusate se mi sono dilungata... spero di essere stata chiara.

Buona giornata a tutti!

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continuo a ribadire che leggere in chiave di tenore sia la cosa piu' esatta e a tal proposito voglio fare un esempio:

i pianisti che usano la chiave unica di do leggono , come è noto, sopra in chiave di violino e sotto in chiave di basso.

visto che alcuni sostengono che hanno difficoltà a leggere in una chiave diversa dal violino , allora perchè martoriare i piccoli allievi ad imparare anche la chiave di basso ? facciamo leggere tutto in chiave di violino , anche il pentagramma di sotto cosicchè il la quinta linea in chiave di basso diventi per incanto un fa , tanto che importanza ha ? basta spiegargli che quello che lui chiama fa in realtà è un la ! e poi facciamo andare a farsi fottere la percezione delle note reali , l'importante è suonare no? anche se andiamo a compromettere irrimediabilmente la sensibilità acustica del discente !

spero che si sia capita la mia provocazione !

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Beh... non credo sia il caso di agitarsi tanto... :girl_wink:

il sondaggio fa una domanda e io ho risposto. Poi il mio stupore era sincero e derivava dal fatto che a me (e a tutti quelli che conosco e frequento) il problema non è mai stato posto.

Per quanto riguarda la difficoltà di leggere in altre chiavi che non siano il violino... non è questo il problema. Si può leggere senza difficoltà in tutte le chiavi (cosa che, personalmente, mi è sempre riuscita con grande facilità) e preferire comunque la soluzione della chiave di violino unica per la nostra famiglia di strumenti per un semplice motivo... Come è stato ribadito più volte da Maestro, il vero problema sta nell'opportunità o meno di cambiare ogni volta ditteggiatura... e francamente secondo me il gioco non vale la candela.

Poi a dirla tutta... non mi sembra molto corretto nemmeno leggere in chiavi che non siano quelle proprie dello strumento... tipo quella di tenore per uno strumento soprano o... peggio! la chiave di basso per il piccolo in mib!!!

Boh.. probabilmente sarò semplicemente io ignorante in materia, avendo appena scoperto questo diverso sistema di lettura. Ma, come già è stato detto, se si è fatta una scelta, anche a livello internazionale, forse un motivo ci sarà...

:bye:

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Beh... non credo sia il caso di agitarsi tanto... :girl_wink:

il sondaggio fa una domanda e io ho risposto. Poi il mio stupore era sincero e derivava dal fatto che a me (e a tutti quelli che conosco e frequento) il problema non è mai stato posto.

Per quanto riguarda la difficoltà di leggere in altre chiavi che non siano il violino... non è questo il problema. Si può leggere senza difficoltà in tutte le chiavi (cosa che, personalmente, mi è sempre riuscita con grande facilità) e preferire comunque la soluzione della chiave di violino unica per la nostra famiglia di strumenti per un semplice motivo... Come è stato ribadito più volte da Maestro, il vero problema sta nell'opportunità o meno di cambiare ogni volta ditteggiatura... e francamente secondo me il gioco non vale la candela.

Poi a dirla tutta... non mi sembra molto corretto nemmeno leggere in chiavi che non siano quelle proprie dello strumento... tipo quella di tenore per uno strumento soprano o... peggio! la chiave di basso per il piccolo in mib!!!

Boh.. probabilmente sarò semplicemente io ignorante in materia, avendo appena scoperto questo diverso sistema di lettura. Ma, come già è stato detto, se si è fatta una scelta, anche a livello internazionale, forse un motivo ci sarà...

:bye:

cmq il piccolo in mib come tutti gli strumenti in mi bemolle leggono , o dovrebbero leggere in chiave di basso!

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Guest mau70

Personalmente ritengo che non sia il caso complicarsi la vita a leggere in chiavi diverse,non ne vedo l'utilità.Chiamare la nota DO con il nome di Re,al limite può dar fastidio a quei pochi fortunati che posseggono l'orecchio assoluto,gli altri con l'orecchio relativo non hanno problemi.Come ormai è stato dimostrato,l'orecchio assoluto non è assolutamente indice di musicalità,tanto è vero che illustri concertisti non lo posseggono.Adesso se si deve mettere sul piatto della bilancia i vantaggi e gli svantaggi che comporta leggere in chiavi diverse,devo dire che quest'ultimi prevalgono.Non tanto per la difficoltà tecnica di lettura(a tutto ci si abitua),ma perchè tutta la letteratura è ormai in chiave di violino,se si fà eccezione per alcuni passi di orchestra.Inoltre diventerebbe "complicato "trattare le alterazioni.Che dire.....abbiamo già molti problemi con quei pezzi di legno,non creiamocene degli altri....!! un saluto a tutti.......mau

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Personalmente ritengo che non sia il caso complicarsi la vita a leggere in chiavi diverse,non ne vedo l'utilità.Chiamare la nota DO con il nome di Re,al limite può dar fastidio a quei pochi fortunati che posseggono l'orecchio assoluto,gli altri con l'orecchio relativo non hanno problemi.Come ormai è stato dimostrato,l'orecchio assoluto non è assolutamente indice di musicalità,tanto è vero che illustri concertisti non lo posseggono.Adesso se si deve mettere sul piatto della bilancia i vantaggi e gli svantaggi che comporta leggere in chiavi diverse,devo dire che quest'ultimi prevalgono.Non tanto per la difficoltà tecnica di lettura(a tutto ci si abitua),ma perchè tutta la letteratura è ormai in chiave di violino,se si fà eccezione per alcuni passi di orchestra.Inoltre diventerebbe "complicato "trattare le alterazioni.Che dire.....abbiamo già molti problemi con quei pezzi di legno,non creiamocene degli altri....!! un saluto a tutti.......mau

il sondaggio è nato con la domanda cosa insegnate voi ai vostri allievi?

cioè a ragazzi che iniziano , e mi chiedevo come mai non iniziare con la chiave che faccia identificare sin da subito la percezione dei suoni reali , è normale poi che essendo uno strumento traspositore si possa suonare qualunque parte con le stesse posizioni del si bemolle e leggendo in qualsiasi chiave.

Ve lo siete mai chiesto perchè chi studia viola legge in chiave di contralto?

risposta per lo stesso identico motivo per cui bisognerebbe studiare la chiave di tenore con il clarinetto si bemolle.

saluti

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Guest mau70
il sondaggio è nato con la domanda cosa insegnate voi ai vostri allievi?

cioè a ragazzi che iniziano , e mi chiedevo come mai non iniziare con la chiave che faccia identificare sin da subito la percezione dei suoni reali , è normale poi che essendo uno strumento traspositore si possa suonare qualunque parte con le stesse posizioni del si bemolle e leggendo in qualsiasi chiave.

Ve lo siete mai chiesto perchè chi studia viola legge in chiave di contralto?

risposta per lo stesso identico motivo per cui bisognerebbe studiare la chiave di tenore con il clarinetto si bemolle.

saluti

Il problema stà nel fatto che,chi suona il clarinetto in sib,molte volte suona anche il piccolo in mib,il corno di basseto in fa,il clarinetto in do,....ovviamente x la viola è un altro discorso.........quella suona.......ecco perchè,nella nostra didattica non è raccomandabile usare questo principio,anche se è corretto come principio di base.

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Il problema stà nel fatto che,chi suona il clarinetto in sib,molte volte suona anche il piccolo in mib,il corno di basseto in fa,il clarinetto in do,....ovviamente x la viola è un altro discorso.........quella suona.......ecco perchè,nella nostra didattica non è raccomandabile usare questo principio,anche se è corretto come principio di base.

ecco forse ci siamo ...

infatti si potrebbe far studiare sin dall'inizio il clarinetto in si bemolle con la sua chiave ( di tenore) e poi quando si passa agli altri clarinetti continuare a leggere sempre con la medesima chiave di tenore !!!

in questo caso avremmo il vantaggio di far associare ai ragazzi i suoni che produce lo strumento alla loro effettiva nota reale e nessun problema quando essi in seguito cambieranno strumento per suonare il clarinetto in la in mi bemolle o qualunque altro . Ricordo pure che il clarinetto basso è pure in si bemolle e quindi andrebbe bene pure la chiave di tenore . Quindi concludo continuando a ribadire che nessuno finora ha argomentato con fondatezza il perchè scegliere dall'inizio la chiave di violino. La chiave di violino va bene solo se si inizia con il clarinetto in do. E poi per dirla tutta uno che studia professionalmente non dovrebbe avere difficoltà alcuna a leggere in basso quando si suonano strumenti tagliati in mi bemolle , in violino per quelli in do , in soprano per quelli in la ecc. Ma mi dite allora a cosa serve studiare il setticlavio? togliamolo allora dal programma di solfeggio , tanto la chiave di violino va bene per tutto ! o no???

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ecco forse ci siamo ...

infatti si potrebbe far studiare sin dall'inizio il clarinetto in si bemolle con la sua chiave ( di tenore) e poi quando si passa agli altri clarinetti continuare a leggere sempre con la medesima chiave di tenore !!!

in questo caso avremmo il vantaggio di far associare ai ragazzi i suoni che produce lo strumento alla loro effettiva nota reale e nessun problema quando essi in seguito cambieranno strumento per suonare il clarinetto in la in mi bemolle o qualunque altro . Ricordo pure che il clarinetto basso è pure in si bemolle e quindi andrebbe bene pure la chiave di tenore . Quindi concludo continuando a ribadire che nessuno finora ha argomentato con fondatezza il perchè scegliere dall'inizio la chiave di violino. La chiave di violino va bene solo se si inizia con il clarinetto in do. E poi per dirla tutta uno che studia professionalmente non dovrebbe avere difficoltà alcuna a leggere in basso quando si suonano strumenti tagliati in mi bemolle , in violino per quelli in do , in soprano per quelli in la ecc. Ma mi dite allora a cosa serve studiare il setticlavio? togliamolo allora dal programma di solfeggio , tanto la chiave di violino va bene per tutto ! o no???

Usare la chiave di tenore per il clarinetto in sib potrebbe essere utile, ma usandola poi anche per gli altri clarinetti tagliati nelle altre tonalità apporterebbe gli stessi problemi da te prima citati. L'unica e sola soluzione veramente corretta sarebbe quella di usare il clarinetto in do scritto in chiave di violino. Usare il clarinetto in sib e leggere le parti in chiave di tenore è scorretto perchè ad ogni chiave corrispondono detreminate nre ad una determinata altezza. Un do scritto in chiave di tenore in quarta riga corrisponde ad un do3 mentre la stessa nota in chiave di violino andrebbe scritta sotto il pentagramma con un taglio in testa. Questo è il motivo per cui leggere il clarinetto in chiave di tenore è sbagliato, ed è anche il motivo per cui la viola si scrive in chiave di contralto e il pianoforte su due pentagrammi. Se le parti della viola fossero scritte in chiave di violino le note scritte non corrisponderebbero a quelle reali, e quindi si avrebbe uno strumento traspositore (anche se di ottava). Inoltre la viola legge anche in chiave di violino, ma solo le note alte. La stessa tecnica si usa per il fagotto, che legge in chiave di basso, ma le note più acute vengono scritte in chiave di tenore e in rari casi anche in chiave di violino.

Per tali ragioni penso che la soluzione più corretta sia dal punto di vista teorico che pratico sarebbe quella appunto di imparare a suonare con il clarinetto in do, e successivamente, quando ormai l'orecchio è formato usare i clarinetti in altri tagli continuando a leggerli in chiave di violino, ma coscenti del fatto che le note pensate non corrispondono a quelle reali.

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Usare la chiave di tenore per il clarinetto in sib potrebbe essere utile, ma usandola poi anche per gli altri clarinetti tagliati nelle altre tonalità apporterebbe gli stessi problemi da te prima citati. L'unica e sola soluzione veramente corretta sarebbe quella di usare il clarinetto in do scritto in chiave di violino. Usare il clarinetto in sib e leggere le parti in chiave di tenore è scorretto perchè ad ogni chiave corrispondono detreminate nre ad una determinata altezza. Un do scritto in chiave di tenore in quarta riga corrisponde ad un do3 mentre la stessa nota in chiave di violino andrebbe scritta sotto il pentagramma con un taglio in testa. Questo è il motivo per cui leggere il clarinetto in chiave di tenore è sbagliato, ed è anche il motivo per cui la viola si scrive in chiave di contralto e il pianoforte su due pentagrammi. Se le parti della viola fossero scritte in chiave di violino le note scritte non corrisponderebbero a quelle reali, e quindi si avrebbe uno strumento traspositore (anche se di ottava). Inoltre la viola legge anche in chiave di violino, ma solo le note alte. La stessa tecnica si usa per il fagotto, che legge in chiave di basso, ma le note più acute vengono scritte in chiave di tenore e in rari casi anche in chiave di violino.

Per tali ragioni penso che la soluzione più corretta sia dal punto di vista teorico che pratico sarebbe quella appunto di imparare a suonare con il clarinetto in do, e successivamente, quando ormai l'orecchio è formato usare i clarinetti in altri tagli continuando a leggerli in chiave di violino, ma coscenti del fatto che le note pensate non corrispondono a quelle reali.

ma che stai dicendo ?

un do in 4 linea letto in chiave di tenore corrisponde ad un do terzo spazio della chiave di violino , questa è buona !!! :thumbsdown_anim:

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Guest mau70
ma che stai dicendo ?

un do in 4 linea letto in chiave di tenore corrisponde ad un do terzo spazio della chiave di violino , questa è buona !!! :thumbsdown_anim:

state dicendo la stessa cosa in maniera diversa.........parafrasando un termine musicale.....direi che siete "omofoni".Questa è la dimostrazione che leggere in diverse chiavi a seconda dello strumento genera confusione.....non è che il principio sia sbagliato ma didatticamente non funziona.Ricordo che una buona didattica è quella che cerca di semplificare......cosa importa i discorsi teorici che si potrebbero fare dietro,non hanno nessuna importanza per lo scopo che ci si prefigge.Non bisognerebbe nemmeno porsi il problema.Ripeto ,l'importante è il formarsi dell'orecchio relativo,quello assoluto è un opzional e non serve assolutamente a niente.Che poi correttezza vorrebbe chiamare le note con il proprio nome reale....chi se ne frega......a cosa serve ?????Nessun illustre didatta ,almeno per adesso ,opta per insegnare il clarinetto sib in chiave di tenore.....ci sarà un perchè..???un saluto a tutti gli amici del forum....mau

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ma che stai dicendo ?

un do in 4 linea letto in chiave di tenore corrisponde ad un do terzo spazio della chiave di violino , questa è buona !!! :thumbsdown_anim:

Ciao!

Scusa clarinetto1, tu sai che penso che tutti i metodi se danno risultati sono giusti e legittimi, tuttavia il casino nel leggere le varie chiavi nasce proprio dall'uso improprio che se ne fa.

La funzione principale delle chiavi musicali non si limita solo al cambiare nome ad una nota ma a stabilirne l'altezza esatta.

L'altezza esatta rispetto a cosa? Al Do centrale, ed è per questo che all'altezza dei suoni prodotti da ogni strumento corrisponde una chiave.

Per questo tipo di notazione occorre stabilire e fissare in modo inequivocabile il Do centrale, nella chiave di violino è sotto al pentagramma mentre nella chiave di tenore come dice maestro è sulla quarta linea, questo del resto è riportato in tutti i libri e manuali di solfeggio.

La funzione principale della scrittura con vari chiavi è quella di attribuire ad ogni notazione un suono reale con altezza esatta, ancora prima dell'attribuzione del solo nome delle note.

Prendiamo una partitura dove abbiamo una dislocazione ben precisa di tutti gli strumenti in ordine verticale: questa deve essere il più chiara e funzionale possibile, in alto troverò strumenti più acuti e man mano a scalare vi saranno strumenti più gravi,se io inizio a mettere: una chiave di basso su di un clarinetto piccolo, la chiave di tenore sul Sib e sax soprano, la chiave di basso sul sax alto ecc... poi arrivano: gli archi, gli ottoni e gli altri strumenti, e la stessa chiave di basso la uso per il contrabbasso e tuba e fagotto ecc... a livello di altezza di suono non ci si capirebbe più niente, a meno che io non scriva le altezze giuste con queste chiavi... ciò implica, come nel caso del clarinetto piccolo in Sib scritto in chiave di basso, uscire in alto dal pentagramma con con almeno 10 o 15 tagli e rendere le parti praticamente illeggibili.

A chi sostiene che, se lo strumento è tagliato diverso dal Do bisogna per forza usare un'altra chiave chiedo una cosa, avete mai provato a chiedere ad un contrabbasso o a un violoncello in che tonalità è tagliato? Loro resteranno un pò perplessi e poi vi diranno 'in Do' ma come in Do! Il contrabbasso secondo questi parametri, poichè legge in chiave di basso non dovrebbe essere tagliato in Mib?

La funzione principale delle chiavi non è determinare il nome delle note ma l'altezza.

Secondo il mio modesto parere bisogna innanzitutto distinguere la cosiddette "convenzioni" dalle cosiddette "regole".

Le convenzioni che contravvengono alle regole esistono anche nelle partiture standardizzate, come ad esempio la chitarra, che pur leggendo in chiave di violino il suono che produce è di un'ovatta più basso, o come l'ottavino, che pur leggendo sempre in chiave di violino i suoni che produce sono di un'ottava più alti.

Queste tuttavia sono eccezioni, in quanto per l'ottavino non esiste una chiave più alta rispetto alla chiave di violino e la chitarra non è strumento che facilmente si trova in una partitura d'orchestra ( non si sentirebbe niente! :cat_evil: ).

Comunque la teoria musicale ci fissa delle regole che in genere devono essere rispettate anche dal punto di vista pratico, diciamo che il Do centrale è il riferimento per l'altezza dei suoni e che le chiavi sono state concepite per notare in modo inequivocabile queste altezze, cercando il più possibile di restare nel pentagramma e quindi facilitando la lettura.

Poi ripeto, quello che conta è il risultato finale e nessuno mi venga a dire che la scuola detta da clarinetto1 non è valida, in quanto ho conosciuto tanti clarinettisti di questa scuola suonare in modo divino!

E' solo una questione dell'aver fissato e standardizzato delle regole ben precise.

Ciao ciao.

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state dicendo la stessa cosa in maniera diversa.........

[...] Nessun illustre didatta ,almeno per adesso ,opta per insegnare il clarinetto sib in chiave di tenore.....

No, non stanno dicendo la stessa cosa.

Io ho conosciuto invece insegnanti bravissimi insegnare con questo metodo e ti posso assicurare che se parti da subito in questo modo è la cosa più naturale di questo mondo!

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io sapevo che con questa discussione avrei creato un casino e navigando su altri siti ho trovato altri che si accapigliano per la stessa cosa:

http://www.bandamusicale.it/forum/Forum16/HTML/000619.html

se parliamo delle voci di tenore è vero si che un do centrale va a sistemarsi su un 4 rigo , ma la pratica e il modo intelligente di scrivere ci porta a rendere il do quarta linea omofono al 3 spazio della chiave di violino .

in realtà si dovrebbe scrivere in chiave di tenore con la classica rotella che somiglia ad una girella motta sulla quarta linea ma in pratica si scrive con la chiave di violino e si aggiungono due diesis rispetto alla parte dello strumento in do ( per annullare appunto il si bemolle e il mi bemolle) .

Continuerei a scrivere ancora ma mi chiamano per gustare delle braciolette alla griglia , a dopo !!!

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ma che stai dicendo ?

un do in 4 linea letto in chiave di tenore corrisponde ad un do terzo spazio della chiave di violino , questa è buona !!! :thumbsdown_anim:

E' proprio così invece: un do in 4 linea in chiave di tenore non corrisponde ad un do in terzo spazio scritto in chiave di violino. Penso che chiunque abbia la licenza di teoria e solfeggio te lo possa confermare

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Buonasera a tutti :bye: Sono tornata pochi giorni fa da un corso e vi partecipavano anche dei ragazzi napoletani che utilizzano la chiave di tenore.. ebbene era un caos ogni volta che si discuteva su un qualsiasi passaggio: pensa in chiave di tenore se parli del clarinetto in sib, in chiave di basso se parli del piccolo, in chiave di mezzo-soprano se si tratta di corno di bassetto e in chiave di non-so-cosa per il clarinetto in la ^_^ Con calma se ne veniva a capo e alla fine tutti capivano di cosa stava parlando l'altro però tirando le somme non ho notato nessun vantaggio o svantaggio nell'usare un metodo piuttosto che l'altro. Io leggo in chiave di violino ma grazie a Dio mi accorgo se sono stonata anche se leggo in questo modo :D per quanto riguarda gli strumenti "speciali" vale lo stesso discorso: di solito chi legge in chiave di violino forse avrà qualche problema di intonazione in più ma con l'altro metodo si potrebbero avere dei problemi di lettura (sfido io a tenere "allenate" 5 chiavi diverse).. o forse anche no... io sostengo che pro e contro di entrambi i metodi si compensano e che siano da ritenere validi entrambi (anche se di musicisti che suonano anche gli strumenti speciali leggendo nelle varie chiavi ne conosco pochi..)

:bye:

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