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  1. Camera Musicale Romana

    Classicità del sassofono

    Domenica 21 Febbraio 2016 ore 18:30 "Musica ai Ss. Apostoli VI Stagione Concertistica 2015/2016" presenta CLASSICITA' DEL SASSOFONO Musiche di P. Creston, P. Hindemith, A. Jolivet, A. Piazzolla, P. Iturralde Francesco Panebianco, sassofono Claudia Samele, pianoforte Un viaggio alla riscoperta dell'identità "classica" del saxofono. Il saxofono ha senza dubbio rappresentato il riflesso della cultura popolare e al tempo stesso la forza innovatrice di quella stessa cultura al punto di divenire uno tra gli strumenti musicali più diffusi al mondo. Gli amanti della musica e i musicisti stessi sono sempre stati attratti dalle sue infinite capacità timbriche ed espressive, che lo hanno reso totalmente versatile e quasi sempre protagonista in ogni sorta di linguaggio musicale. Il suo aspetto, evocativo e seducente, ne ha fatto una delle più popolari icone culturali, un potente simbolo riconosciuto da tutti. Al saxofono è bastato poco più di un secolo per entrare a far parte così profondamente della cultura musicale del mondo. Nato in Francia nella prima metà dell'Ottocento come strumento destinato all'orchestra classica, cresciuto come strumento popolare negli Stati Uniti nei primi anni del Novecento e adottato infine a livello internazionale negli anni successivi, oggi è uno strumento che chiunque conosce e riconosce. L'identità classica del saxofono, con la sua raffinata liricità, il suo virtuosismo tecnico e la sonorità, ha da subito conquistato i gusti di autori della seconda meta dell'Ottocento tra cui Berlioz, Saint-Saens e Bizet. Successivamente, lungo tutto il Novecento, il suo successo in ambito Jazzistico (in cui il saxofono è stato e tutt'ora ne è protagonista assoluto) camminò di pari passo con l'interesse di autori classici quali Debussy, Glazunov, Ibert, Jean Francais, Ravel, Satie, Bartok, Puccini, Milhaud, Webern, Villa Lobos. Che assieme ad altri autori neoclassici "meno noti" hanno contribuito ad arricchire il repertorio classico di questo magnifico strumento di composizioni stupende e alcune delle quali estremamente complesse. Tra la fine del Novecento e l'inizio del nuovo secolo, pur mantenendo alto il suo ruolo di protagonista nella musica "di consumo", il saxofono prende sempre maggior spazio nel linguaggio della musica contemporanea sfruttando la sua capacità di ottenere sempre nuove e diverse "forme di suono". Tra gli autori più importanti che hanno dedicato le proprie visioni musicali abbiamo Luciano Berio, Yannis Xenakis, Franco Donatoni, Luigi Nono, Betsy Jolas, Horatio Radulescu, Denisov, Sciarrino. Il seguente programma da concerto, ha come scopo quello di rievocare l'identità sonora ed espressiva puramente "classica" del saxofono attraverso un viaggio che va dagli Stati Uniti (con l'autore italo-americano Paul Creston) alla Francia (A. Jolivet) passando dalla Germania (Paul Hindemith) per poi atterrare in Spagna (Pedro Iturralde) dopo aver assorbito la passione del tango argentino (Piazzolla). Una attenta e curata selezione musicale mirata a soddisfare le esigenze di un pubblico attento, in continua ricerca della bellezza compositiva ed espressiva. Il saxofono, con la sua voce, la sua eleganza e il suo fascino...si vestirà di classico! Ingresso / Ticket € 14,00 - ridotto € 7,00 ( riservato ai minori di anni 18, agli over 65 e agli studenti universitari e di conservatorio purché muniti di libretto) CONVENTO S. XII APOSTOLI - SALA dell’IMMACOLATA Via del Vaccaro, 9 - angolo p.za Ss. Apostoli -Roma info e prenotazioni: cameramusicaleromana@gmail.com www.cameramusicaleromana.it Tel.: +39 333 45 71 245
  2. Domenica 11 Ottobre ore 18:30 "Musica ai Ss. Apostoli VI Stagione Concertistica 2015/2016" presenta "CLASSICO" Musiche di J. Brahms, R. Schumann, C. Debussy, A. Skrjabin Axel Trolese, pianoforte "Il programma si sviluppa attorno a quattro importanti nomi della letteratura pianistica di tutti i tempi, Schumann, Brahms, Debussy e Skrjabin. Il motivo unificante del concerto consiste nella tendenza disgregatrice di ogni brano proposto, che, essendo costantemente presente, diventa contemporaneamente l'elemento unificatore dei singoli brani. I pezzi dell'op. 119 di Brahms sono gli ultimi per pianoforte solo, perciò sono caratterizzati da una grande introspezione, profondità e da una certa "lentezza" e fatica che si avvertono per tutte le quattro composizioni. L'elemento disgregatore è qui l'apparente contrasto tra i singoli brani, che sembrano l'uno l'opposto dell'altro, ma che sono segretamente unificati dalla sapiente abilità compositiva di Brahms. Lo Studio numero 12 di Debussy affronta la difficoltà dei salti per moto contrario in ottava, che devono essere risolti sia tecnicamente che timbricamente, per poi approdare in un mondo irreale fatto di nebbia e di echi di quello che era successo prima. Il silenzio diventa motivo tematico della seconda parte del brano e il fascino della disgregazione si riscopre come cifra estetica del pezzo, che, irrazionalmente - anzi, casualmente - ritrova la "retta via" e termina così com'era cominciato. La Sonata op. 68 di Skrjabin è un pezzo dalla struttura formale unita, granitica, ma la disgregazione questa volta coinvolge i dogmi e le convenzioni del libero (e "normale") pensiero dell'uomo di inizio '900. Per godere fino in fondo dell'atmosfera di questa sonata è, infatti, necessario immedesimarsi nell'atteggiamento di chi assiste ad un'adorazione del Diavolo e, quindi, provare piacere dal sangue, dall'orrore e dal dolore altrui e proprio. Il grande merito del compositore russo è proprio quello di scrivere in maniera tale da fomentare questi sentimenti, che l'uomo moderno ha allontanato da sé, ma che forse non sono mai scomparsi, né scompariranno. I monumentali Studi Sinfonici di Schumann sono strutturati sul modello del tema con variazioni, che di volta in volta presentano delle difficoltà notevoli per il pianista che le suona. La disgregazione qui riveste la forma stessa, che è estremamente frammentata, essendo le singole variazioni raramente collegate le une alle altre. Inoltre, l'inserimento delle cinque Variazioni Postume (riesumate e pubblicate da Brahms), spezza ancora di più la composizione, a favore di una complessa ricerca sonora che avvicina Schumann ai linguaggi del primo Skrjabin, che forse ha generato in lui una certa preoccupazione, che lo ha portato a toglierle dalla prima versione del 1837." - Axel Trolese Ingresso / Ticket € 14,00 - ridotto € 7,00 ( riservato ai minori di anni 18, agli over 65 e agli studenti universitari e di conservatorio purché muniti di libretto) CONVENTO S. XII APOSTOLI - SALA dell’IMMACOLATA Via del Vaccaro, 9 - angolo p.za Ss. Apostoli - Roma info e prenotazioni: cameramusicaleromana@gmail.com www.cameramusicaleromana.it Tel.: +39 333 45 71 245Camera
  3. Domenica 11 Ottobre ore 18:30 "Musica ai Ss. Apostoli VI Stagione Concertistica 2015/2016" presenta "CLASSICO" Musiche di J. Brahms, R. Schumann, C. Debussy, A. Skrjabin Axel Trolese, pianoforte "Il programma si sviluppa attorno a quattro importanti nomi della letteratura pianistica di tutti i tempi, Schumann, Brahms, Debussy e Skrjabin. Il motivo unificante del concerto consiste nella tendenza disgregatrice di ogni brano proposto, che, essendo costantemente presente, diventa contemporaneamente l'elemento unificatore dei singoli brani. I pezzi dell'op. 119 di Brahms sono gli ultimi per pianoforte solo, perciò sono caratterizzati da una grande introspezione, profondità e da una certa "lentezza" e fatica che si avvertono per tutte le quattro composizioni. L'elemento disgregatore è qui l'apparente contrasto tra i singoli brani, che sembrano l'uno l'opposto dell'altro, ma che sono segretamente unificati dalla sapiente abilità compositiva di Brahms. Lo Studio numero 12 di Debussy affronta la difficoltà dei salti per moto contrario in ottava, che devono essere risolti sia tecnicamente che timbricamente, per poi approdare in un mondo irreale fatto di nebbia e di echi di quello che era successo prima. Il silenzio diventa motivo tematico della seconda parte del brano e il fascino della disgregazione si riscopre come cifra estetica del pezzo, che, irrazionalmente - anzi, casualmente - ritrova la "retta via" e termina così com'era cominciato. La Sonata op. 68 di Skrjabin è un pezzo dalla struttura formale unita, granitica, ma la disgregazione questa volta coinvolge i dogmi e le convenzioni del libero (e "normale") pensiero dell'uomo di inizio '900. Per godere fino in fondo dell'atmosfera di questa sonata è, infatti, necessario immedesimarsi nell'atteggiamento di chi assiste ad un'adorazione del Diavolo e, quindi, provare piacere dal sangue, dall'orrore e dal dolore altrui e proprio. Il grande merito del compositore russo è proprio quello di scrivere in maniera tale da fomentare questi sentimenti, che l'uomo moderno ha allontanato da sé, ma che forse non sono mai scomparsi, né scompariranno. I monumentali Studi Sinfonici di Schumann sono strutturati sul modello del tema con variazioni, che di volta in volta presentano delle difficoltà notevoli per il pianista che le suona. La disgregazione qui riveste la forma stessa, che è estremamente frammentata, essendo le singole variazioni raramente collegate le une alle altre. Inoltre, l'inserimento delle cinque Variazioni Postume (riesumate e pubblicate da Brahms), spezza ancora di più la composizione, a favore di una complessa ricerca sonora che avvicina Schumann ai linguaggi del primo Skrjabin, che forse ha generato in lui una certa preoccupazione, che lo ha portato a toglierle dalla prima versione del 1837." - Axel Trolese Ingresso / Ticket € 14,00 - ridotto € 7,00 ( riservato ai minori di anni 18, agli over 65 e agli studenti universitari e di conservatorio purché muniti di libretto) CONVENTO S. XII APOSTOLI - SALA dell’IMMACOLATA Via del Vaccaro, 9 - angolo p.za Ss. Apostoli - Roma info e prenotazioni: cameramusicaleromana@gmail.com www.cameramusicaleromana.it Tel.: +39 333 45 71 245Camera
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