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  1. Buongiorno, sono nuovo nel gruppo e mi piacerebbe condividere con voi la mia passione per l’Opera e il Belcanto, che ho raccolto in questa playlist di Spotify: "Opera e Belcanto" (basta cliccare sul nome sottolineato e comunque vi ho allegato il link alla fine, dove si vedono i primi 100 brani). È da quando sono piccolo che ascolto questo genere di musica (anche se forse è riduttivo chiamarlo così) e la cosa che mi ha sempre affascinato è stata questa unione di musica, poesia e teatro. Nella playlist ho raccolto anni di bellissimi ricordi e il mio obbiettivo è di riunirvi le opere di tutti i compositori: ho riascoltato integralmente tutte le opere che vi ho inserito e ho cercato di selezionare solo le registrazioni migliori (soprattutto con l’aiuto di alcune riviste del settore, fra cui “Gramophone”). Ad oggi la playlist conta 348 brani e ho esaurito tutte le opere di Albinoni, Bartok, Beethoven, Bellini, Berlioz, Bizet, Boito, Rossini e Verdi. I pezzi sono ordinati per titolo dell’opera e nella parte finale ho aggiunto anche alcuni pezzi di "belcanto". Mi farebbe molto piacere se qualcuno volesse sentirla, darmi la sua opinione e se gli piace magari seguirla (sarebbe davvero una bella soddisfazione).... Grazie per il vostro tempo, Stefano. LINK PLAYLIST:
  2. Cosa ne pensate voi su questa spinosa questione?
  3. “Il canto a risonanza libera” MASTERCLASS DI CANTO diretta dal M° ANTONIO JUVARRA aperta a cantanti principianti, professionisti, lirici e moderni Rignano Flaminio, presso L'Associazione Culturale “C.M.” scuola di musica e centro culturale di Rignano Flaminio – RM 19 - 20 gennaio 2013 POSTI LIMITATI (Max 10 persone) (scadenza iscrizioni: 8 gennaio 2013) Responsabile Alessia Magalotti per maggiori info: www.scuoladimusicacm.it info@scuoladimusicacm.it 329-6367827 ...Si sa che la voce è uno strumento che, se usato bene, esalta al assimo le potenzialità espressive di chi canta, e, se usato male, le annulla, distruggendo sé stesso.. Condizione della libertà di espressione è la libertà di emissione, a sua volta resa possibile da ciò che chiamiamo “tecnica vocale”, stupefacente servomeccanismo che ci consente, grazie al fenomeno acustico della risonanza libera, di guidare la voce ‘con un dito’. Alla vera tecnica vocale non si arriva con gli artifici esterni, con le tensioni volontarie, con i controlli localizzati, con le dissezioni anatomiche, con le elucubrazioni intellettualistiche, con i meccanicismi foniatrici, ma con la semplice, vitale, sempre più profonda presa di coscienza del nostro collegamento con la natura profonda. Stabilito questo misterioso contatto, ecco improvvisamente scaturire un’energia che “muove le montagne”. Non si tratta dell’energia dura degli sforzi muscolari e dei contorsionismi ginnici, ma dell’energia dolce dell’equilibrio interiore e degli atteggiamenti psicocorporei globali, olistici. Quest’ energia, per quanto invisibile e impalpabile, è reale e “passa”, trascendendo ogni posizione statica e ogni controllo localizzato, ogni qualvolta riusciamo a stabilire il giusto rapporto armonico tra le componenti di cui siamo fatti: mente, corpo e sensazioni vitali. I movimenti muscolari, frutto di questa coordinazione globale naturale e di questo uso centrale dell’energia, assumono allora una qualità diversa: da rigidi e meccanici diventano essenziali, sciolti, fluidi, unitari e molto più efficienti.A questo punto tutto cambia, anche la prospettiva con cui vediamo la tecnica vocale: è il canto a educare i muscoli e non viceversa, è la voce che controlla il fiato e non viceversa, è la voce che gradualmente trova da sola la posizione, non noi che la costringiamo in una gabbia di piani alti (abbia o no il nome fatidico e rassicurante di “maschera”) o in un bunker sotterraneo in cui, “affondando”, rifugiarci. ”Il canto deve basarsi su una risposta naturale, globale e coordinata di tutto il corpo, altrimenti la gola è costretta all’ iperfunzione per compensare la mancanza di un elemento”, aveva intuito già nell ’Ottocento Giovanni Battista Lamperti, e alla domanda “come si fanno i suoni ‘a fuoco’?” rispondeva: non si fanno, accadono, come l’arcobaleno”. Questa è la ‘saggezza vocale’ tramandata dall’antica scuola del belcanto, che ci ha anche lasciato la formula per conseguire la meta e che è data dalla ricerca paziente e assidua del rapporto che intercorre tra due elementi fondamentali dello strumento voce: la sintonizzazione acustica del suono puro, libero, non distorto, resa possibile da una pronuncia essenziale, “a fior di labbra”, da una parte, e, dall’altra, l’uso dolce dell’energia, la distensione muscolare e l’apertura degli spazi interni, resi possibili dalla respirazione naturale profonda. Antonio Juvarra Ulteriori Informazioni
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