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giordanoted

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  1. Ulisse, opera in un prologo e due atti, di Luigi Dallapiccola. Orchestre philharmonique de radio france, Ernst Bour Mussorgsky, The nursery, Sunless, Songs and Dances of Death Boris Christoff, basso Alexander Labinsky, piano Orchestra National de la Radiodiffusion Francaise, Georges Tzipine
  2. Lungi da me la sindrome del martire censurato (alla lettera), e io che credevo che il significato traslato di "censurare" fosse di dominio pubblico, caro, ottico Mad... Comunque in parte ho seguito il tuo consiglio, mi sono informato meglio su Luigi Dallapiccola e sì, ne parlano tutti davvero bene, c'è quasi da esserne preoccupati. E poiché Odisseo è un personaggio che ho sempre amato, e dotato di ironia, credo comincerò dalla sua opera L'Ulisse, del quale il prode ha scritto anche il libretto, mi par.
  3. Oh sì, Mad, e magari chiedo anche un parere agli eredi Dallapiccola. Ho visto le tue simpatiche censure al mio precedente messaggio e, non so come, mi è venuta in mente questa frase: Ironia, questa sconosciuta.
  4. Grazie, le edizioni Naxos non sempre mi entusiasmano, ma vedrò questi dischi che mi consigli. E esplorerò anche il suo teatro musicale.
  5. Lista possibili danni economici musicali che perpetrerò prossimamente, temo: 1. Qualunque cosa con Nathalie Stutzmann, preferibilmente Vivaldi. Mi tengo alla larga dalle cantate di Bach con Gardiner, lui non mi esalta 2. Un'opera a capocchia, potrebbe essere Elektra di Strauss (ma nessuna delle edizioni disponibili mi soddisfa) oppure un Puccini che non ascolto mai (Boheme e Madama Butterfly ancora incellophanate sullo scaffale) (anche di Strauss ho Ariadne auf Naxos che prende la polvere, e credo, meritatamente) oppure un'opera contemporanea, che solo al pensiero "opera contemporanea" uno si prenota una visita psichiatrica, ma Satyricon di Maderna o altre stramberie mi tentano, tanto poi si capisce che sono tutte opere scritte mentre il compositore si tormentava tra i dubbi, beveva, prendeva malattie veneree ecc e questo giustifica le discontinuità, i rifacimenti raffazzonati, ecc. 3. Una cosa strana. Capolavoro assoluto sconosciuto a tutti pubblicato da etichetta snob e frigida con copertina indecifrabile. 4. Ottavio Dantone: no! Sentito su youtube, va come un trenino giocattolo. E poi, signori, con questa faccenda della "chiarezza contrappuntistica", "slancio ritimico" e altre robette declamate sul cd, che duepalle. E se voglio davvero distinguere tutte le voci mi leggo la partitura (seee!). C'è qualcuno che vuole il mio cofanetto di sinfonie vaughan williams-Boult? Pago io l'acquirente. 5. Dallapiccola vale qualcosa?
  6. In parte posso aiutarti: ti sconsiglio di prenderlo, posseggo la Prima di Brahms diretta da Giulini ma con la Los Angeles Philharmonic, credo sia un'incisione dei primi anni 80, è magnifica. Poi ho la Quarta sempre diretta da Giulini ma con i Wiener, anni '90, e manca completamente della passione quasi rabbiosa, ostinata e scura che segna l'incisione losangelina. Fossi in te mi metterei a caccia delle versioni losangeline, dunque, ma dubito che la DG le abbia ancora in catalogo, per far spazio a queste con i Wiener.
  7. Io ho il Melos e sono grandi, l'op.81 poi è un capolavoro assoluto.
  8. No, all'organo solo i contrappunti I-IX... peccato, anche se, in qualche modo, i canoni credo che gli interessassero di meno, e in effetti a suo modo quella di Gould all'organo è una versione con una sua compiutezza...
  9. Ma Glenn Gould all'organo asmatico? Io la trovo meravigliosa. Tachezi mi sembrava un po' soporifero, quando l'ascoltavo. Ma erano dieci anni fa, mi è venuta voglia di rispolverarlo. Magari ora mi piace
  10. Sarà pure una versione bidone, ma c'è Anne Gjevang.
  11. Oh ciao Giordano ...Non ti avevo ancora incrociato qui in Forum. Spero che tu ti trovi bene qua da noi. Saluti, Alessandro.

  12. A proposito di Skrjabin, anche se la discussione è vecchia di qualche mese, stamattina ho riascoltato la Terza sonata, nell'esecuzione di Glenn Gould. Strepitosa. La consiglio senza riserve. Molte riserve invece sull'esecuzione della stessa sonata che sto ascoltando nella versione di John Ogdon. Come al solito Glenn sembra aver compreso più profondamente di molti altri virtuosi il pezzo. C'è la solita stabilità ritmica © Glenn Gould, purtroppo si trova solo accoppiata nel doppio CD della GG Edition con pezzi di Prokofiev, Chopin (bah) e Mendelssohn, però costa poco e non fosse che per le due sonate di Skrjabin (oltre alla Terza anche la Quinta) vale di sicuro.
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