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giordanoted

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Tutti i contenuti di giordanoted

  1. Se ci riuscite, senza farvi troppo male economicamente, di Prokofiev procuratevi la splendida Terza di Muti con i Philadelphians Per me, il riferimento di questa allucinata sinfonia (da brividi lo Scherzo, con gli archi divisi come la mente di uno schizofrenico), quasi tutta tratta dalla musica dell'Angelo di Fuoco, di cui il povero Sergej non riuscì mai a vedere la produzione in vita. Sulla Quarta (nelle due versioni) appoggio l'edizione di Jarvi padre, senz'altro le migliori tra quelle a mia conoscenza.
  2. La ascolterò presto e ti riferirò le mie impressioni.
  3. Vorrei andare sì, in caso riferisco!
  4. e la mitica prosa d'arte di @zippie *** Ascolto la Grande Messe des Morts di Berlioz e, per ragioni comprensibili, non la dedico a nessuno!
  5. Stanotte ho sognato che andavo a uno spettacolo dove si mettevano in scena Les Chants de la mi-mort, perciò... Che classe, il mio inconscio.
  6. Probabilmente perché non è poi così ascoltato.
  7. Io resto affezionato alla mia prima, quella di Carlos Kleiber. Ma in genere sono considerate eccellenti anche quelle dirette da Furtwängler, Böhm, Karajan. Si trovano tutte facilmente a prezzi contenuti.
  8. Quello di Karajan, ancora più economico: https://www.amazon.it/Wagner-Ring-Nibelungen-Eloquence-Karajan/dp/B01GUKLJJO/ref=sr_1_15?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&keywords=der+ring+des+nibelungen&qid=1568653106&s=music&sr=1-15
  9. Brividi. La solita smania folle di ricostruire abbozzi, noterelle, sgorbi. Che pacchianata. Se ci pensi, anche con la Decima di Mahler (dopo la sbornia di incisioni culminata con quella del pilota di linea Harding) e il finale della Nona di Bruckner, pur avendo qualche appoggio sul materiale residuo, questi completamenti non hanno mai preso piede, perché all'ascolto si sente troppo la disparità con le parti compiute. Almeno scrivessero che non è roba di Beethoven, scrivessero grande e grosso il nome dell'indegno che si è voluto sostituire a Beethoven.
  10. Non conosco bene questo compositore, di suo, in discoteca, ho solo un paio di cd. Del resto, è una delle tante scoperte che ho fatto grazie a questo forum. Questo brano, apparso casualmente nelle proposte YouTube, mi ha subito conquistato per l'attacco sereno, quasi fosse quella "relaxing music" classica contro cui si scaglia il compositore Carlo Boccadoro in un suo recente libriccino Einaudi. Relaxing o no, mi sembra musica assai ben scritta questa di Ginastera, e con un senso di liberà, di vastità di orizzonti - ma senza retorica - che forse è la cosa che più mi colpisce del compositore argentino (insieme al fatto che è un sapiente orchestratore), e sia detto solo a un ascolto epidermico. Boccadoro, sempre nel suo libro, dice che dovremmo ascoltare con maggiore rispetto e concentrazione le opere moderne e contemporanee. È un proposito che faccio mio.
  11. In tarda età Serkin divenne molto impreciso. Ne è testimonianza il disco DG con le ultime tre sonate di Beethoven, che io amo molto per il clima poetico, intimo, che il pianista conferisce a quelle pagine ultraterrene, ma ci sono evidenti errori.
  12. Alberic Magnard Sinfonia n. 4 in do diesis min. op 21 Orchestra della radio di Hilversum diretta, meravigliosamente, da Jean Fournet Esecuzione che manda in soffitta le altre a me note, T. Sanderling e Plasson. A tutti i magnardiani, qualora ve ne fossero (io ovviamente lo sono).
  13. Ritornelli tagliati = brutalità ingiustificabile! Ora sto ascoltando la deliziosa Piccola sinfonia per strumenti a fiato di Charles Gounod, nella classica esecuzione della Hallé con sir John al comando. Un caposaldo del disco. Una piccola francesità in grado di mettere di buon umore in qualunque momento. Ah, un aneddoto divertente: durante il maggio parigino del '68, sul muro del Conservateur national supérieur apparve la scritta: "Xenakis, pas Gounod!" (Xenakis, non Gounod!)
  14. Queste parole, se mi posso permettere, sono nobilissime.
  15. Mah... della serie: tanto i Wiener Bruckner lo suonano da soli... chi peschi peschi.
  16. Dedico all'amico @Wittelsbachil mio ascolto attuale, da un cd che ho da tempo ma solo oggi ho messo sul lettore: Confiteor dalla Messa in si min. di J.S. Bach Compagini bavaresi dirette da Eugen Jochum. Il coro, diretto da un maestro di valore come Josef Schmidhuber, è artefice di una prestazione memorabile. Stupefacente per intensità e commozione anche il precedente "Crucifixus". p.s. In questa famosa incisione, forse un intenditore come Wittels apprezzerà un po' meno la voce tenorile, sbiancata e leziosetta, di Claes H. Ahnsjö, unica pecca di un quartetto vocale molto buono. p.p.s. E invece no! Ho ritrovato una vecchia recensione al Re Pastore di Mozart in cui apprezzi l'eleganza di questo tenore, ma specifichi che è una garanzia "in Mozart". E sicuramente hai ragione tu.
  17. Ti chiedo scusa. Ricordavo che avevi avuto un lutto. Non ho pensato potesse trattarsi della stessa ragazza. Perdonami.
  18. Le donne, quando ci lasciano, hanno sempre buoni motivi. Quello potrebbe essere uno.
  19. Il mio primo Zauberflöte. Come sottolinea giustamente @Ives, notevole soprattutto per la direzione nitida e energetica di Fricsay. Ancora più bello, secondo me, il Don Giovanni: se lo trovi prendilo senza esitare, Fischer-Dieskau in grande spolvero.
  20. Sicuramente li conosceva, però secondo me in Rota c'è una forte influenza della musica etnica e popolare italiana, ovviamente soprattutto quella meridionale. Se giri in Puglia e ascolti un po' di festival musicali ti rendi conto, ad esempio, di certi contributi più o meno evidenti.
  21. Ottime scelte. Che meraviglia il cofano Fournier...
  22. E aggiungo anche questo altro ascolto, pezzo bellissimo, per me abbastanza inclassificabile (uno dei pregi di Ghedini) dove colgo appena certi ostinati dei primi pezzi atonali schoenberghiani (es. op 11) e quelle stesse atmosfere severe e intime, ma per nel complesso siamo in zone proprie a questo compositore e a nessun altro; bellissime ad es. le aperture liriche, assecondate da un'esecuzione ottima, impeccabile per eleganza e delicatezza.
  23. Agli ammiratori di questa sfortunata, delicata compositrice.
  24. A me il Bruckner di Abbado non dispiace affatto. Secondo me è importante, in Bruckner, evitare durezze e aggressività. Quel tipo di manovre riuscirono solo a Furtwaengler, ed è meglio che restino sepolte con lui. Almeno oggi ho una concezione di Bruckner più dolce e spirituale, e Abbado si sposa bene con questa visione.
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