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giordanoted

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  1. Ieri sera-notte, prima di dormire, ho ascoltato Tosca diretta da Sinopoli. Se non l'avete mai ascoltata, vi consiglio di trovare il tempo per farlo. Samuel Ramey, per me il migliore della brigata, è un grande Scarpia, Domingo è Domingo, affidabile, sempre un po' imitativo di altri modelli (per tacer del fatto che mi sembra canti allo stesso modo quasi ogni opera) e la Freni, a mio modesto giudizio, è una grande cantante ma non è adatta al ruolo, o forse non mi sono ancora accomodato alla sua Tosca, e ci vuole un altro ascolto. La gran cosa qui, che emerge immediatamente, è invece la direzione di Sinopoli. Alla Philharmonia non concede nessuna bruschezza o scorciatoia verista, c'è sempre una grande trasparenza unita a un tono dolente, nostalgico e ruminante, i tempi sono sempre spontanei, naturali, e questa atmosfera torbida ma cantabile (lo so, sembra un assurdo accostamento) acquista declamante tragicità solo nei punti decisivi, nei punti giusti. La scena dell'alba con lo stornello del ragazzo non mi colpiva così dall'ascolto dell'edizione di De Sabata. La sensazione è quella di un grande, disturbante sogno (forse complice l'ora dell'ascolto). Una lettura molto soggettiva, ma davvero interessante. Un motivo in più per rimpiangere il maestro veneziano. Ai pucciniani del forum, e un invito all'ascolto per tutti gli altri.
  2. In effetti dalle foto era una bellissima donna. L'aneddotica sugli amori di Gould, inevitabilmente troncati da lui medesimo che voleva mantenere la sua proverbiale solitudine, è uno dei capitoli misteriosi e accidentati nella vita troppo breve di quel singolarissimo personaggio.
  3. Il disco hindemithiano di Gould è uno dei miei preferiti in assoluto. In specie la Terza sonata è stupenda, per il chiarore del contrappunto, la tensione che non cede per un istante, insomma Glenn al suo meglio. E concordo, magnifica la sua incisione di Das Marienleben (nella prima versione, che lui preferiva). Opera tra l'altro che considero tra le più belle di Hindemith.
  4. Checché ne dica Hurwitz, Hickox ha inciso una splendida London symphony, nella prima versione, poi tagliata dall'autore. Non conosco bene le altre del suo ciclo. La Antartica Naxos/Bakels è molto bella. Di Boult ho il primo ciclo, quello per la Decca. Immagino non ci siano grosse differenze col secondo, se non per la qualità del suono.
  5. Hai fatto benissimo, avendo l'argent. Poi quando cominci a ascoltarlo dicci qualcosa, così il rosicamento salirà alle stelle. Io con sir John ho questo problema: qualunque cosa ascolti, diretta da lui, diventa immediatamente più commovente. Qualcosa di umano, caldo, pulsante. Non è che mi piacciano tutte le sue incisioni (be', in effetti sì, mi piacciono tutte se parlo col cuore!), ma questo suo tocco inconfondibile, cordiale, quei suoi eccessi sempre così perdonabili, come di un vecchio ubriacone capace di mille saggezze e accortezze che tu (cioè io, il tu è figurato) nella prosopopea sobria neanche immaginavi - già, sir John mi ricorda un po' il personaggio della Leggenda del Santo Bevitore di J. Roth -, di abbagliarti in un vicolo un po' malfamato con un trucco da prestigiatore unico mentre stavi per lasciarlo al suo destino di loser... Insomma, il suo essere stato sempre sul bilico del disastro, in un'orchestra allora di provincia, il suo autolesionismo... chissà, forse ho un debole per questo tipo di personaggi, anche in altri campi artistici.
  6. Snorl, se ti dico che sto rosicando come un paguro islandese, mi capisci?
  7. Non inorridisco affatto, anzi, figurati che io quel Parsifal ce l'ho in cd nello scaffale da anni e non l'ho mai dico mai ascoltato, conosco bene invece quelli di Karajan e Boulez, entrambi molto belli. Anzi, forse nei prossimi giorni mi hai dato l'ispirazione... Tutto il Sibelius che ho a casa, invece, l'ho ascoltato più volte.
  8. A te... una curiosità, hai altre incisioni del Parsifal? Ma preferisci su tutte la classica Kna/51?
  9. I wagneriani seri non so, io di certo sì. Ti stimo molto.
  10. La concezione di Gieseking, come giustamente mi ha fatto notare un conoscente, avvicina Mendelssohn a atmosfere lisztiane. Le romanze senza parole vengono apparentate agli Anni di pellegrinaggio. Un accostamento poetico che non mi sembra del tutto arbitrario. Gieseking scava più nel profondo di questi pezzi concisi e intimi. Altri interpreti sembrano prenderli molto meno sul serio. Benché artista diversissimo, in questa "serietà" circa tutto il suo repertorio, Gieseking mi ricorda Sviatoslav Richter. In entrambi ogni nota acquista un peso speciale come la parola in poesia. Ai mendelssohniani e agli ammiratori di Gieseking.
  11. AHahahaha! Lory Del Santo e Olga Karlatos giustificherebbero da sole la visione.
  12. Dopo Bax, Finzi... il passaggio è logico e bello. Ha scritto musica gradevolissima, e forse anche più che gradevolissima.
  13. Ah ecco, dunque il pippone lacrimevole che ci hai propinato su Mendelssohn, Barenboim, "che peccato che l’hai cancellato..." era tutta una commedia, anzi, il numero di un clown! E pensare che l'avevo cancellato per non darti un altro dolore, sostituendolo con uno più morbido e filosofico! Figurati che citavo Flaubert pensando: forse Maja va a leggersi Bouvard e Pécuchet, e si vede allo specchio! Come accade con i grandi libri, sai... Ma vai a fare del bene a un povero bisognoso... E invece ci sei ricaduto come una pera. Comunque onore al merito: di musica ne capisci meno di un figlio a tua scelta di Järvi, ma non hai solo una formidabile coda di paglia, sei soprattutto un grande istrione! E allora invece di rispondere a tono o tentare di reggere la parte, poiché com'è noto quando parli con me di musica non ti frega nulla, sbarelli, e il tuo vero pensiero (pensiero si fa per dire) finalmente emerge; ma sei proprio incorreggibile! Anche se non imprevedibile. A me ahimè è venuta male la frasetta (che poi chissà, se t'è rimasta sul gozzo e l'hai ritirata fuori nonostante l'avessi cancellata, tanto male non doveva essere...), a te è venuto male il tono serio, col naso rosso del pagliaccio sei sempre più credibile. Fai bene a non privartene mai, senza non saresti Majaniello, ma Majanulla! Siamo pari dai: frasettaro impulsivo contro clown dei pipponi. Che dici, anche se non metto la faccina scema come te (fai bene a usarle comunque, con le faccine non rischi di fare sempre gli stessi errori di grammatica, anzi ti consiglierei di usare SOLO faccine, credo che potresti egualmente esprimere in modo adeguato il tuo pensiero), ci ridiamo su insieme? Pace? E chi ha mai fatto guerra? Si può forse guerreggiare con un clown? Si rischia di far piangere i bambini, sotto Natale poi, imperdonabile... e con questa aria elettrica... Ti avevo solo risposto educatamente. Valli a capire certi circensi... Aspetto sempre il tuo Polifemo che stai ascoltando "a bocconi", già rabbrividisco agli scempi grammaticali. Usa tante faccine!
  14. Ma no Maja, non è un peccato, lo hai notato solo tu pensa! Chissà perché altri no, eppure, come dici, Barenboim è proprio a suo agio in quel repertorio. Ma sai a volte le cose che diciamo meritano di essere ritirate e corrette con altre più eloquenti e accurate, o c’è il rischio che qualcuno si impermalisca. Io poi sono impulsivo come tu ben sai, mi capita spesso di usare toni eccessivi. E allora come dire: meglio essere sicuri che il messaggio arrivi a destinazione. E nel tuo caso mi pare che sia arrivato eccome! A tal proposito mi fa piacere che, mentre sull’altro post, bricconcello, hai sornionamente taciuto, ora rispondi a questo nuovo a tono e senza sarcasmi fuori luogo. Segno che ho fatto bene a cambiare post. Ce l’hai tanto con me, ma come vedi ti vengo incontro. Il Polifemo non lo conosco, ma dato il personaggio, ti sconsiglio di ascoltarlo “a bocconi”! Scherzi a parte, attendo con grande interesse la tua disamina. p.s. non prendertela, sono peggio di un pedante filologico, il van Immerseel della grammatica: si scrive qualche giorno fa, non qualche giorno fà.
  15. I Carmina Burana, quelli originali, interpretati dal Clemencic Consort Ai premoderni, anche un po’ retrogradi, perché l’arte non progredisce linearmente, la stupidità, come pensava Flaubert, forse sì.
  16. Tra un po' lo chiameranno a recitare una parte nel prossimo cinepanettone. Ce lo vedo accanto a Boldi e De Sica jr. che di fronte alla bella fanciulla di turno esclama TCERRIFIC!
  17. Una bellissima Quarta di Beethoven, energica ma snella, elastica, maliziosa, seguita dalla Consacrazione della casa dirette da scintillanti Wiener sotto la bacchetta di Schmidt-Isserstedt. È un vinile Decca dove si sente ogni più piccolo dettaglio, bravissimi gli ingegneri del suono. Viva Ludovico. A tutti e segnatamente al baxiano del forum, @il viandante del sud
  18. Non ricordo se in radio o sul canale dei Berliner ne avevo ascoltato una grande esecuzione di Rattle.
  19. La Passione di Karajan piace molto anche a me. L’accostamento con Leonardo non è esagerato. Non conosco la prima di Harnoncourt, ma se c’è Ridderbusch è da sentire. Gardiner è stato il primo che ho ascoltato in entrambe le Passioni, ma in quella di Matteo non apprezzo la divisione stereofonica dei cori, e mi sembra anche manchi un po’ di spirito, di partecipazione. Come fosse ancora intimidito. Meglio quella secondo Giovanni.
  20. Un disco dedicato a Bach dal pianista polacco Rafal Blechacz, comprendente pezzi celebri (il Concerto italiano e due Partite, tra cui la celeberrima prima) e pezzi più rari (i duetti bwv802-805). L'influenza del fraseggio cristallino e trasparente di Gould è difficilmente ignorabile, ma comunque molto bravo. Un talento da ascoltare dal vivo, quando si potrà di nuovo... A tutti, Bach omnibus est dedicandum (chiedo venia a eventuali latinisti in forum).
  21. Tanto per pignoleria, poiché amo molto Karl Richter (forse solo il suo Haendel mi sembra poco riuscito) e ne conosco un po' la biografia, se Hurwitz o altri ha sostenuto che fu Kantor alla Thomaskirche di Lipsia (posto tenuto da Bach nella seconda metà della sua vita) si è sbagliato. Richter a Lipsia non fu mai Thomaskantor, lo fu il suo maestro di organo, Karl Straube. Nel 1949 Richter ebbe effettivamente il posto di organista alla Thomaskirche (Thomasorganist) ma non era Kantor, quella posizione essendo occupata allora da un altro suo maestro, Günther Ramin. Nel merito della musica invece, a volte mi viene da pensare che sono capolavori tali che è difficile, qualunque approccio si scelga da un polo all'altro delle estreme possibilità, non commuovano. Giusto pochi giorni fa ho riascoltato l'Oratorio di Natale e ne sono ancora impressionato.
  22. Io dovrei conoscerlo meglio. Ovviamente ho ascoltato più di una volta la Sinfonietta. Ma non posso dire che mi entusiasmi.
  23. Lui è un grande artista, ne convengo, ma riprendersi n'antro boxone con i soliti concerti di sempre - a spanne di non troppo logorato vedo solo Barber, Korngold, Kabalevsky, forse Williams... - non si rischia la nausea? Non dico nausea pari all'ennesima integrale di Bruckner, ma pur sempre disagio.
  24. Per curiosità, l'ascolto l'hai fatto in streaming o su cd? Da un po' di tempo mi interessano i modi di ascolto. Dopo un lunghissimo tempo in cui ho usufruito perlopiù di Internet, sto tornando ai cd e ai vinili. Ma tornando invece al tuo post, confesso di non essere un amante di Berlioz. C'è qualcosa in lui che mi disorienta, è troppo irrazionale, estemporaneo, effettistico. Però non conosco l'Enfance, e la tua nota di ascolto è, come di consueto, un invito cui è difficile resistere.
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