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giordanoted

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  1. Io invece, tanto per incasinare ulteriormente le idee di VonK, direi che questa integrale, se è economica, come credo, è da prendere. Ci sono nomi di bruckneriani di vaglia, e pazienza se si tratta di vecchie incisioni e la qualità audio non sarà delle migliori. Tuttavia è forse un acquisto riservato a chi già conosce bene le sinfonie di Bruckner, non certo indicato come primo approccio.
  2. Tutto ciò che è diretto da Rosbaud rientra nei miei gusti! Grazie
  3. giordanoted

    Mahler

    Paola Capriolo ha esordito giovanissima, segnalandosi subito per la sua prosa ricercata e i temi, insolitamente per l'epoca, alti, profondi, con particolare riferimento alla cultura mitteleuropea. Poi, col tempo, è un po' sparita dalla mappa, credo anche per il suo carattere schivo e appartato (cosa rara in tempi in cui gli scrittori sono diventati saltimbanchi e opinionisti a gettone). A onta di queste informazioni, confesso di non aver letto nessun suo libro, per un certo timore della sua "epigonalità" (sembra la testimone o la cantrice di un tempo tramontato).
  4. Quanto sono bravi i Freiburger, staccano di molte lunghezze il compianto Hogwood nello stesso repertorio: Ad @Alucard
  5. È sempre segno di intelligenza e maturità ricredersi su J.S. Bach. Non c'è zona della sua opera che non risplenda del suo genio. Per organistica rinascimentale italiana ti riferisci principalmente a Frescobaldi? O prima?
  6. Grazie burpo, ricambio col mio ascolto attuale, un classico intramontabile, una delle mie None d'elezione. https://www.youtube.com/watch?v=sSkwI1mpWL4
  7. Grazie caro Burpo, e già che ci sono devo dire che la dicotomia live/studio in Furtwaengler, che ha molto fondamento in alcuni casi eccellenti (mi viene in mente la stupenda Nona di Beethoven live da Berlino, durante la Seconda guerra, o anche la Quinta di Bruckner della stessa epoca) non mi sembra poi così decisiva nel complesso, giacché esistono live non particolarmente riusciti e incisioni in studio molto belle, o comunque nient'affatto inferiori ai live (come alcune delle incisioni per la Emi di Legge, o la Gran Partita di Mozart, che per me resta la migliore incisione di quest'opera stupenda - si trova ottimamente remasterizzata proprio nella bella serie Naxos -, insieme con quella abbastanza recente di Boulez). Insomma in breve, per me non esistono due Furt, ma uno solo: un unicum in tutti i sensi.
  8. Ieri sera ascoltato Il matrimonio segreto di Cimarosa, in apertura del Festival della Valle d'Itria a Martina Franca. Non conoscevo quest'opera come del resto non conosco quasi nulla dell'opera buffa (a parte i soliti titoli di Rossini, e se vogliamo includere la trilogia DaPontiana nel genere). Lo spettacolo, con regia, costumi e scene di Pier Luigi Pizzi, è discreto e appropriato. Pizzi ambienta la vicenda in un interno borghese arricchito secondo un gusto anni 70, situazione segnalata dalla presenza di numerose tele di Fontana e cretti di Burri alle pareti, che in una scena vengono indicati con orgoglio dal volgare Geronimo, che naturalmente del valore artistico di quelle opere nulla capisce, ma le possiede in casa, e questo è tutto ciò che conta. L'ironia del collezionista imbecille è sempre benvenuta. La direzione musicale dell'orchestra del teatro Petruzzelli, era affidata a un giovane 25enne milanese, Michele Spotti, che non ha fatto danni ma nemmeno si è segnalato per particolari qualità. È troppo giovane, senza dubbio. La compagnia di canto, tutti giovincelli anche loro, era discreta, segnalo la Fidalma della mezzosoprano brasiliana Ana Victoria Pitts, classe 1991, tra l'altro ragazza dallo stacco di coscia non indifferente, e che lo spacco del vestito lungo nero voluto da Pizzi, con la complicità di un persistente vento, esponeva spesso con particolare efficacia teatrale considerato il ruolo di mangiauomini della suddetta. Efficace anche il Paolino del britannico-australiano Alisdair Kent, col giusto fisico del ruolo, anche se non ha forse sovrabbondante personalità. Consiglio chi fosse nei paraggi di andare alle prossime recite? Sì, consiglio. Il matrimonio segreto di Cimarosa (e il libretto di Giovanni Bertati) esemplifica come trattare temi seri e realistici con spirito leggero e con movenze da pochade. Nel primo Atto c'è un quartetto meraviglioso, che per mia canaggine non so segnalare nel titolo, nelle parole accennate. Ma concerne le due sorelle, il Conte e Fidalma. Mi ha lasciato, quest'opera, un'impressione curiosa: come se avessi intravisto una verità psicologica profonda, ma mi fosse stata sussurrata da un ubriaco a Carnevale, come certi personaggi buffoneschi e sinistri dei racconti di E.A. Poe. Il ritorno in macchina in notturna da Martina Franca ha rinforzato questa singolare impressione "gotica". Una curiosità: l'edizione critica della partitura eseguita ieri è stata curata da Franco Donatoni.
  9. a @Ives! Dalla Terra d'Otranto....! (Leonardo Leo nacque a San Vito dei Normanni)
  10. Vicino Otranto, luoghi meravigliosi
  11. Non sei affatto solo, Mad. Addirittura ho letto di persone (le stesse) che nel giro di pochi mesi hanno prima stroncato, poi lodato, poi stroncato poi di nuovo lodato (e tutto sempre con la massima enfasi) sue interpretazioni di opere diverse. Come si dice, è divisivo, il Teodor. Sembra un alieno, a volte è un po' sbruffone, veste panni misticheggianti e dice banalità con l'aria di proferire apoftegmi eterni, e tutto questo, legittimamente, dà adito a giudizi molto netti in un senso o nell'altro. Io l’ho ascoltato dal vivo, come ho già scritto in passato, e ne ho ricevuto un’impressione molto positiva. Un Requiem di Mozart davvero coinvolgente, e con una dovizia di idee nuove. Anche il suo recente disco della Patetica di Ciaicovskij mi è piaciuto molto. Secondo me la sua dote maggiore è l’istinto musicale e una fantasia fuori del comune, risorse che gli fanno escogitare fraseggi, accentazioni e soluzioni timbriche di grande impatto drammatico. Non sono, come sai, un amante del nuovo per il nuovo, e quindi ero pure in un certo senso un po' prevenuto negativamente (e in effetti lo sono ancora, circa la sua trilogia mozartiana, che infatti non ho ascoltato) ma sono uscito da quel concerto certo di aver ascoltato un musicista eccezionale. Sul piano strutturale, invece, potrebbe essere più approssimativo e facilone. Tempo fa ascoltai una Nona di Bruckner buona, ma sorprendentemente di routine, ad esempio. Ma a mio parere non è un bluff. A ogni modo, per una certa tua predilezione verso interpreti più diretti e oggettivi (se non m'inganno), credo che Currentzis sia molto distante dalla tua sensibilità.
  12. Questo tuo programma, caro Luciano, lo imporrei nelle nostre disastrate scuole dell’obbligo, ove il sogno megalomaniaco di influenzare la realtà che mi circonda si avverasse. Penso che l’Italia di 40 o 60 anni fa era migliore perché si conosceva meglio Verdi.
  13. Ma mio caro io sono felicissimo se torni a scrivere come un tempo. Di là dagli attriti personali e dal tuo pessimo carattere mi piacciono spesso i tuoi interventi, come ad esempio questo sul Ballo. E ti rassicuro: non ho scritto dopo lunga assenza perché hai scritto tu, ma perché stimolato dalla osservazione letteraria sui libretti verdiani di Wittels. Quindi tranquillo, scrivi quando vuoi e non sentirti messo in ombra da me. Ti auguro una buona estate cari amico-nemico! P.s. io la sto trascorrendo in Salento, nella tua Puglia se non erro
  14. Questa appena ho un po' di tempo e concentrazione me l'ascolto. Non è una sinfonia che consideri chissà che, ma Teodor è il mio beniamino, attualmente.
  15. La topica fu presa da Alberto Savinio (se ricordo bene) nel bellissimo ritratto verdiano incluso in "Narrate, uomini, la vostra storia" che s'intitola "Verdi, uomo quercia". Io, en passant, adoro il Ballo. Con la Forza è la mia opera verdiana preferita.
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