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giordanoted

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  1. Dopo una difficoltà iniziale, come te, ho apprezzato anch'io la freschezza e la cantabilità tutta british di Bax, specie nei poemi sinfonici. Garden of Fand e Tintagel credo siano lavori di tutto rispetto e molto piacevoli all'ascolto, con quel caratteristico afflato di leggenda che a me, bruckneriano fracico, non può che attrarre. Purtroppo le sinfonie mi sembrano, invece, prolisse e disorganizzate, come se l'ispirazione poetica, l'intuizione di Bax si annacquasse nella grande forma.
  2. figurati se ti credo, birbante! Felice che sei tornato a scrivere i tuoi mirabili "pipponi!" Ti leggo e ti leggerò con grande interesse.
  3. Benvenuto (o benvenuta!?) Indubbiamente gli Adagi bruckneriani sono la punta di diamante delle sue sinfonie, le parti dove maggiormente emerge la sua profondità e grandezza.
  4. E così, buon ultimo, arrivo al Bruckner di Rosbaud, con questa magnifica Terza, suonata stupendamente da una grande orchestra (fondata, credo, dallo stesso Rosbaud, e comunque da lui portata a perfezione). Rosbaud, è vero, dà una lettura senza enfasi, ma sarebbe sciocco parlare di antiromanticismo: il Bruckner di Rosbaud conserva intatta la sua atmosfera leggendaria, e la sua fantasia esploratrice e anche un po' vagabonda. Tuttavia quello che Rosbaud apporta è una chiarezza assoluta e soprattutto una logica implacabile nel raccordare tutti gli episodi, senza mai suonare eccentrico, arbitrario. Insomma tutto il contrario di quello che si poteva deplorare nella sfibrata Nona di Abendroth. I tempi sono leggermente più svelti della tradizione, ma nulla di provocatorio: Rosbaud non fa nulla che non sia pienamente giustificato dallo spirito dell'opera. 10 e lode. Signori, questo è stato un eccelso bruckneriano!
  5. Dopo una lunga, lunghissima passeggiata, un ascolto poco impegnativo, piacevole, con la prima sinfonia di un bravo artigiano che componeva nella scia di Mendelssohn.
  6. Il giovane, sfacciato Walton con questa "lieta baraonda" (Lele D'Amico)
  7. Ma sì, e anche Dante, quel sopravvalutato, per non parlare di quel raccomandato di Shakespeare.
  8. Ho ascoltato la Nona diretta da Delman. In linea generale, non posso che concordare con @Madielche, riferendosi al primo movimento, l'ha definito "sfiancante, molto episodico, privo della ben che minima scintilla e fluidità, oppure di una qualche esaltazione mistica o eroica". Lo Scherzo è molto convenzionale e anche un po' trasandato (ma tutta l'esecuzione si segnala negativamente per questo aspetto) e il Finale, uno degli Adagi gloriosi di Bruckner (che per altro nel video postato a un certo punto "salta") è adeguato, anche poetico nel suo sommesso spegnersi dove Delman riduce il volume a un sussurro, ma non cancella un'impressione generale di perplessità e dubbio. Perché sulla personalità di Delman ci scommetterei, sulla sua capacità di portare gli orchestrali esattamente dove vuole, e da pochi, brevi guizzi si nota l'originalità di una lettura tutta antieroica, che a tratti sfiora il Celibidache "mistico" ma invece non assurge alla trascendenza, rimane sempre un misticismo umano, terreno. In sintesi, per me, un ascolto interessante per chi voglia conoscere un approccio assai personale a Bruckner. Ma è vero che bisogna avere una certa pazienza, per non dire tenacia, e forse aggiungere alle note anche alcune considerazioni extra-musicali (a me, per esempio, è venuto in mente come avrebbe potuto dirigere Bruckner un ipotetico "mistico" dostoevskjiano anche un po' ubriacone...), altrimenti arrivare in fondo è dura, e ben a ragione.
  9. In giornata provo a dargli un ascolto, vediamo, lui mi fa simpatia ma il tuo commento non è incoraggiante...
  10. Ascolterò! Io ho ricordi piuttosto lugubri di Assassinio nella cattedrale ascoltato alla radio anni fa... approfondirò!
  11. Siamo tutti d'accordo che il Pizzetti sinfonico-strumentale è stato un grande e quello drammatico operistico una palla micidiale? Non so, dite voi, se volete.
  12. Con la musica britannica non mi ci prendo molto, ma non so per quale motivo da qualche giorno ascolto, con cautela, Arnold Bax (1883-1953) che fu molto stimato da Sibelius (e viceversa). Sulle sinfonie ancora non azzardo esprimermi ma, incuriosito da un giudizio di Barbirolli, che lo ritenne il suo brano migliore, vi consiglio di sentire questo. In fondo non si è lontani da Debussy, come linguaggio, anche se ancora più trattenuto e meno deliquescente. Fand era parte di un mito celtico - miti molto amati da Bax soprattutto in gioventù - e cioè la figlia del mare, e il "Giardino di Fand" era la sua isola fiabesca, che appunto il poema sinfonico descrive, dove attira un eroe (un po' come Ulisse con Calipso) e lo seduce, ma poi la moglie, con l'intercessione del padre di Fand, se lo riprende e l'isola si inabissa nel mare. Ho sentito varie versioni, tutte ottime, ma Boult mi sembra il più efficace.
  13. Bene, ma sono eccezioni - il primo tra l'altro per un'etichetta minore e un'orchestra non tra le migliori - e sono dischi finiti inesorabilmente fuori catalogo, né li si trovano mai citati nelle discografie delle interpretazioni consigliate, cosa che certo non vuol dire nulla quanto alla loro qualità, ma alla loro ricezione (molto limitata) sì. La violinista non ha detto che "è più facile da eseguire", ma che è più facile che "riesca bene in concerto", che "sia apprezzato dal pubblico", con ciò intendeva appunto rimarcare che con Bruckner, in Italia, il pubblico ha fatto pace non meno che con Brahms e Beethoven, e la situazione non è affatto quella di un compositore clandestino e ricevuto con freddezza e riserve, come accadeva anche solo 40 anni fa. Forse prima ho riportato male il suo esatto pensiero. Vero, ma ora, che ce ne sono ad abundantiam, che ce ne facciamo di un altro ciclo? Di Honeck ho appena ascoltato il primo movimento della Nona. Mi sembra molto bravo, credo che abbia meditato a lungo sull'opera e questo si sente. L'orchestra, poi, suona divinamente.
  14. Due saggi dell'arte apollinea di Guido Cantelli. Che perdita.
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