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giordanoted

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    Io e pochi eletti
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  1. giordanoted

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    L'ungaro Goldmark... ne ho incontrato il nome nelle mie attuali letture... se vi piace Mendelssohn potreste apprezzare. Che bella esecuzione, tra l'altro, bravo sia il direttore Schwarz che il violinista taiwanese.
  2. giordanoted

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Come ho detto tempo fa, spesso la mia modalità di ascolto è ossessiva. Adesso, per esempio, qualche maghetto di Salisburgo - o spiritello satanico - mi ha costretto a ascoltare continuamente il Quartetto "Les dissonances" in Do di Mozart. Sempre il maghetto - o spiritello - mi dice: «ma non vedi che meraviglia quella camminata introduttiva, quel procedere come a lume di candela nel buio... per poi dover fornire agli ascoltatori il loro bravo Allegro di sonata iniziale? Ma non senti anche tu che qui il Compositore avrebbe voluto continuare all'infinito questo cammino tenebroso?» E io rispondo: «Non mi pare, anzi, quando arriva l'Allegro è una liberazione... quell'atmosfera così claustrofobica si scioglie, si spalancano le finestre dopo l'incubo» «Pensaci meglio, pensaci». «OK». Ieri l'ho ascoltato nell'esecuzione dei Juilliard. Adesso i Quatuor Mosaiques.
  3. giordanoted

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Non è un ascolto discografico, ma dal vivo, ma lo posto qui perché in "recensioni" mi sa che non se lo fila nessuno (meno di quanto già qui ecc ecc) Ieri ho visto e soprattutto ovviamente ascoltato la Petite Messe Solennelle di Rossini, nella versione con due pianoforti armonium (credo esista anche una versione orchestrata, non so se da Rossini stesso). Al pianoforte Michele Campanella (anche concertatore), Monica Leone secondo pianoforte di ripieno e non ricordo chi all'armonium. Solisti, Mariella Devia, Sara Mingardo, un tenore che non ricordo e Michele Pertusi basso. Non dovevo andarci, poi per varie e eventuali ho preso un taxi e preso un biglietto in platea terza fila, ho speso un botto. Il migliore concerto della mia vita - vabbè, uno dei migliori. Sono grato a @Pinkertonche proprio qui mi ha fatto conoscere la Petite Messe. Io già di Rossini so poco o niente, figuriamoci di quest'opera che non mi pare eseguitissima né tantomeno granché citata dai rossiniani né dagli appassionati d'opera. È un capolavoro dalla prima all'ultima nota, forse solo il "Quoniam tu solus sanctus" affidato al basso è un po troppo prolungato, è Rossini che stenta nello stile solenne di una messa che, di solenne, mi pare, non ha nulla, a meno che per solenne non s'intenda la capacità di salire alle vette della propria arte. Drammatica, teatrale, ma non solenne, semmai sottilissima di sfumature psicologiche, di stati emotivi... in ogni nota, anche il più piccolo "plin" pianistico nei registri alti si sente la necessità, non c'è momento in cui Rossini non sia concentrato al massimo, in cui non esprima una grandezza pura, distillata. Meraviglioso ad esempio anche l'intermezzo per piano solo, un fugato bachiano quasi troppo rigoroso, ma che indica come Rossini fosse al punto più alto e che, a differenza di quanto si pensa (o pensava) era assai ferrato anche accademicamente... Punti massimi della serata: il Crucifixus strepitoso della Devia (e di Rossini) un Crucifixus mi pare tutto anticristiano, antiliturgico, del tutto privo di drammaticità, una cosa da far rizzare i capelli in testa al pubblico devoto, una "rossinata" strepitosa... e l'Agnus Dei di Sara Mingardo, in cui, di là dalla solidissima tecnica di canto, ho scoperto che questa artista è una grandissima, forse la più grande "attrice" del nostro tempo, intendo, interprete... come interpretava il "miserere nobis" voi non potete immaginare, è andata a pescare emozioni recondite, un'umiltà e un'afflizione uniche però composte, dignitosissime... un'intelligenza e una sensibilità costante accompagnavano ogni sfumatura ogni screziatura del suo canto. Alla fine grandi applausi per Campanella (ottimo) e la brava Monica Leone, ma soprattutto per Devia e Mingardo... fermo restando che per me quest'ultima da ieri appartiene a una sfera superiore di umanità. Purtroppo ieri era la sola data (il concerto è stato a Roma). Se capitasse nelle vostre città, andateci di corsa.
  4. giordanoted

    La nostra copertina preferita

    Anche io sono molto affezionato a quel cd. Lo presi per Ruggles, di cui scriveva il mio amato Glenn Gould (che invece aveva delle riserve su Ives, anche se gli piacque l’esecuzione di una sinfonia - non ricordo quale - con Stokowski). Suntreader è un pezzo molto importante per me, e ormai lo associo a questa esecuzione, con le specifiche sonorità della Cleveland, con i suoi ottoni aggressivi.
  5. giordanoted

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Feruccio Busoni, Fantasia da J.S. Bach BWV 253 Pianista Igor Levit (Ascolto da Spotify l'ultimo disco, intitolato "Life", quasi tutto composto di trascrizioni, di questo pianista di cui sento molto parlare e che però non avevo mai ascoltato). p.s. Alla prima impressione mi sembra bello scocciato (romanesco per: fuori di testa) questo Levit, ma sarà scocciato vero o posa? Spero la prima. Comunque Nietzsche l'avrebbe odiato.
  6. giordanoted

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Credo che la visione scenica sia molto importante... c'è una scena molto importante dell'attraversamento del fiume... è una specie di collegamento tra il mondo dei vivi e quello dei morti. In generale, è un'opera che secondo me beneficia molto di una qualche forma di rappresentazione, proprio per i suoi forti elementi allegorici e la sua tensione emotiva.
  7. giordanoted

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Curlew River di Britten è bellissimo, l'ho ascoltato dal vivo. È una riscrittura di una leggenda giapponese, quelle atmosfere di perdita e di dolore nei bambini che erano tanto congeniali a Britten, come Giro di vite. La musica è traslucida, molto meno spessa di opere come Billy Budd o Peter Grimes, infatti l'orchestra, mi pare di ricordare, è molto ridotta. Ci vogliono però buoni cantanti. L'opera incisa da Britten sicuramente sarà validissima anche da questo punto di vista. Ricordo la rappresentazione, allestita nella basilica romana di Santa Maria in Aracoeli, come una specie di sogno.
  8. giordanoted

    Poesia

    Aura (1927) Udendo il cielo Spada mattutina, E il monte che gli sale in grembo, Torno all'usato accordo. Ai piedi stringe la salita Un albereto stanco. Dalla grata dei rami Rivedo voli nascere... (Ungaretti)
  9. giordanoted

    Il vostro prossimo acquisto musicale

    ahahaahah Io proprio fan no, però diciamo che con il vecchio Sawa alla guida mi sento sempre abbastanza sicuro... mi pongo in un atteggiamento umile e di ascolto. Gli riconosco, insomma, una sua serietà e dottrina.
  10. giordanoted

    Il vostro prossimo acquisto musicale

    Che bomba quel box Sawallisch
  11. giordanoted

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    A todos.
  12. giordanoted

    L'ultimo CD acquistato (musica classica)

    Sì indubbiamente anche da questo punto di vista una raccolta si giustificherebbe poco. In fondo anche la serie originale si richiamava all'etichetta (che come si sa era nient'altro che uno slogan politico) della Entartete Musik - che di per sé sul valore musicale non dice nulla. p.s. su wikipedia alla voce "musica degenerata" si legge questo passaggio, se è corretto allora la serie Decca non è che la ripresa di una sua iniziativa storica in funzione anti-tedesca, curioso... "Dalla metà degli anni 1930, la Decca Record Company pubblicò una serie di registrazioni sotto il titolo di 'Entartete Musik: Music Suppressed by the Third Reich', con le opere meno note di alcuni dei compositori sopra nominati". Io non lo sapevo, ma forse nei libretti dei cd viene spiegato.
  13. giordanoted

    L'ultimo CD acquistato (musica classica)

    Posso capire però perché ci sia diffidenza da parte delle etichette, è un repertorio particolare, molti sono compositori che, per usare un'espressione tagliata con l'accetta e che detesto "non ce l'hanno fatta", indipendentemente dalla persecuzione nazista. Sì, Weill, Korngold ebbero pure i loro successi, ma non riuscirono a soddisfare le aspettative che forse loro stessi, più ancora del pubblico, si erano posti. Sono compositori che nessuno a cuor leggero considera minori, ma nemmeno della statura di Berg, Schoenberg o Stravinsky. Vivono in uno strano limbo estetico che ne descrive abbastanza bene, tutto sommato, la loro ambiguità stilistica, di essere stati per metà degli artisti di rottura e per metà dei tradizionalisti o, per così dire, tradizionalisti nel rompere e di rottura nella tradizione. Anche Schoenberg voleva essere insieme un rivoltoso e un tradizionalista con le radici ben piantate nel passato della musica tedesca, ma poiché era un genio - mi si intenda, spero - fu semplicemente un artista fuori dagli schemi, e quindi odiato o amato, cioè spedito in paradiso o all'inferno, ma mai al limbo. Ma a parte queste considerazioni, come ribadisco, è un repertorio che a me interessa molto e, come nel caso dell'opera di Zemlinsky che citi, mi dà un puro piacere ascoltare senza stare troppo a contestualizzare.
  14. giordanoted

    L'ultimo CD acquistato (musica classica)

    In effetti sarebbe una bella idea. Io lo prenderei al volo... Zemlinsky, Krenek, Schreker...
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