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Eduard Hanslick

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  1. Eduard Hanslick

    Beethoven

    È un gigantismo più sinfonico che concertistico ed in ogni caso con una coerenza interna ineccepibile, tra l'altro tre di questi temi sono "stilisticamente" coerenti, se non proprio derivati dalla stessa idea.
  2. Eduard Hanslick

    Beethoven

    Sicuramente in questo caso non si può dire che "si stava meglio quando si stava peggio". Si è perso il piacere del possesso. Forse anche questo non è un male. Mi consolo col vinile.
  3. Eduard Hanslick

    Beethoven

    Mi sto canticchiando l'introduzione del concerto per violino per contare i temi, i cinque rintocchi valgono come tema?
  4. Eduard Hanslick

    Beethoven

    Con i trii (giovanili) ho all'incirca lo stesso rapporto "confusionario" che ho con le sonate per pianoforte (mettiamoci anche quelle con violino), cioè non mi ci raccapezzo molto, anche sono in numero minore. Storia un po' diversa per i quartetti, per una ragione molto semplice e banale, ne acquistai una edizione integrale su CD su una bancarella parecchi anni fa, me li ascoltai e riascoltai (comprai poi anche lo spartito). Una volta si faceva così. Volevi ascoltare/conoscere? Compravi. Non compravi? Non ascoltavi. Mica come oggi.
  5. Non conosco nessuno di questi pianisti, confesso...
  6. Ho ascoltato il primo libro dei preludi dall'opera pianistica completa (credo) suonata da Aldo Ciccolini edita da EMI. Non è che mi convinca molto, non mi piace particolarmente come suona, trovo tutto un po' "buttato li" e disinteressato, anche il suono è un po' distante, confuso e coi dei bassi inesistenti (con il vinile mi sa che mi sto "rovinando" l'orecchio). Già non è musica esattamente per le mie corde, così mi scappa ancor di più la voglia. Cosa c'è di consigliabile? Arrau? Ho un 33 giri con un po' di Images e Estampes dal suono "warming".
  7. Molto probabilmente si tratta di un registro del clavicembalo ottenibile tramite qualche diavoleria meccanica che si applica ad una sola delle tastiere, in quanto la melodia suona col classico timbro pizzicato "secco" del clavicembalo. Essendo un LP ottenere un file da caricare su YouTube è un po' complicato (almeno di non voler mettere un registratore davanti agli speaker...).
  8. Ho ascoltato, come ormai mia consuetudine, un LP della mia collezione e ho trovato un concerto in stile italiano bwv 971 in cui Ralph Kirkpatrick nel secondo movimento fa suonare l'accompagnamento (e solo l'accompagnamento) in un modo per me abbastanza inusuale, il clavicembalo emette suoni addolciti e tenui, sembra una chitarra. Non trovo l'esecuzione su YouTube, purtroppo. Avete qualche spiegazione?
  9. Eduard Hanslick

    Beethoven

    Il concerto per pianoforte e orchestra nr.4 (e sto pensando in particolare al primo movimento) è un po' un brano tipo il secondo movimento della settima sinfonia, non si capisce bene da dove possa essere saltato fuori, da quale pianeta lontano sia sceso sulla Terra. Ovviamente è assolutamente inusuale per l'epoca, ma anche al giorno d'oggi è difficile inquadrarlo. Il classicismo è uno stadio superato, eppure non si intravedono i torbidi drammi del romanticismo (sono più "romantici" in due concerti in tonalità minore di Mozart!). Cronologicamente è del periodo "eroico", ma di "eroico" non ha quasi nulla, se non la inconfondibile personalità che soprattutto in quegli anni Beethoven riusciva ad infondere alle sue opere. Il concerto nr.5 è mille volte più eroico, ma il nr.4 è incomparabilmente più avanzato e proiettato in un altrove musicale misterioso e inesplorato. Eppure in tutti i sui colori pastello e la sua delicatezza sognante non mancano i gesti grandiosi. Forse nel primo movimento della quarta sinfonia si può avvertire questa rarissima atmosfera per certi versi oserei dire "impressionista".
  10. Eduard Hanslick

    Beethoven

    La seconda che hai detto.
  11. Eduard Hanslick

    Beethoven

    Mi sono andato ad ascoltare la evocata sonata op.7 e alla prima battuta ho esclamato tra me e me "questa l'avrò sentita 200 volte". Ma non saprei spiegare bene perché, forse qualcuno in casa la studiava..? Brano già beethoveniano al 100%, ha veramente poco di Haydn o Mozart, in compenso nel largo (e non solo) trovo delle cose che definirei schubertiane. Alcune "stranezze" dovevano sembrare davvero bislacche agli ascoltatori e ai recensori di fine '700. Noi sappiamo che è Beethoven e non ci facciamo caso. Come in quasi tutte le composizioni del nostro vien fuori una caratteristica tipica della sua musica, la capacità di ottenere senza sforzo e senza appello l'attenzione dell'ascoltatore.
  12. Eduard Hanslick

    Beethoven

    A me il concerto triplo piace. Come è stato detto giustamente è un po' come se i solisti giocassero a fare sul serio e, altrettanto giustamente, non si può prendere questo pezzo troppo sul serio, a patto di conoscerne la genesi e la collocazione. Per quanto riguarda i pezzi brillanti e modaioli, il nostro, come tutti gli altri uomini, non viveva d'aria, quindi non si capisce quale sia il problema.
  13. Eduard Hanslick

    Beethoven

    Dov'è il richiamo della quaglia in questa sonata? Non ho idea di che tipo di suoni emetta una quaglia. Per quanto riguarda il nomignolo io l'ho sempre inteso riferito all'ultimo tempo per la delicatezza con cui si presenta il tema principale. Se no ho una edizione uscita in edicola (che mi permise di conoscere questo brano) che battezza la composizione qualcosa tipo "sonata della foresta" in una goffa e non richiesta traduzione di "Waldstein"
  14. Eduard Hanslick

    Beethoven

    È(sattamente) questa. Oltre a scartabellare CD, video su YouTube o gli spartiti c'è pure l'opzione "consultare Kraus fornendogli solo vaghi e imprecisi riferimenti".
  15. Eduard Hanslick

    Beethoven

    Lo ammetto, scopro tutto ciò alla mia veneranda età Non serve sapere il giapponese per capire che cosa sta succedendo.
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