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glenngould

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Posts posted by glenngould

  1. On 6/4/2024 at 13:32, Florestan dice:

    Il problema di Makela è un altro: dirigerà non solo la Chicago Symphony Orchestra ma anche il Concertgebouw, di cui è già stato annunciato che diventerà il direttore principale nel 2027. E a un'età in cui Bernstein faceva gavetta dirigendo la New York City Orchestra e Klemperer era un direttore di provincia. Oggi non solo arrivano giovani a dirigere le più grandi orchestre del mondo, ma ne dirigono pure più di una: Makela è attualmente direttore anche della Filarmonica di Oslo e dell'Orchestre de Paris. Fa il paio con Nelsons, che è contemporaneamente direttore sia della Boston Symphony Orchestra che del Gewandhaus di Lipsia...

    Leggevo in forum i vostri commenti e google mi ha suggerito (!) questo articolo:

    https://www.ilpost.it/2024/04/05/direttori-orchestre/?amp=1

  2. Rispondo sinteticamente: due delle integrali più accreditate sono sicuramente quella di Barshai e di Vasily Petrenko.

    Naturalmente, come già è stato giustamente detto, un'integrale ideale è quella che ognuno si forma acquistando separatamente tutte le sinfonie.  Però, siccome il concetto di integrale porta necessariamente con sé il principio del compromesso, quelle nelle quali questo si riduce al minimo sono appunto quelle citate.

  3. 2 ore fa, Madiel dice:

    Cercando on line, ho scovato diversi cd di Georges Migot (1891-1976), riguardanti musica da camera, per Brilliant. Ascoltato qualcosa, niente di speciale. Un sopravvissuto agli anni dieci, troppi cascami post impressionisti e altre influenze anacronistiche non risolte (allievo di d'Indy, figurati che musica scriveva). Minore e neanche interessante.

    Invece, cercando roba di Sauguet, mi salta fuori una partitura simpaticissima e che mette di buon umore :D

    Françaix: Concerto per fisarmonica e orchestra (1994) :preved:

    French Composers Volume 111 : Henri Sauguet : Free Borrow & Streaming : Internet Archive

    Guarda la casualità. In questi giorni hanno caricato sul tubo il concerto per clarinetto di Françaix che ho ascoltato per la prima volta

     

  4. 9 ore fa, Madiel dice:

    Forse, ma qua dicono che non sa tenere la bacchetta in mano, cioè danno un giudizio prettamente tecnico. Se dimostrasse il contrario nelle sedi opportune, cioè che sa fare il suo mestiere, la vedo dura per i querelati. Saper fare il proprio lavoro non implica essere geni del podio o aver fatto una carriera sfolgorante. Ecco, io non l'avrei messa su quel punto una eventuale stroncatura. Poi, che si passi realmente alle vie legali è un altro problema.

    Per quanto mi riguarda, ci sono stati tanti mediocri a sinistra che hanno fatto carriere sfolgoranti nel nostro paese solo perché considerati dalla parte "giusta", per come siamo finiti non è che bisogna perseguitare la Venezi a prescindere per le sue idee di destra. Bisogna anche essere giusti nei suoi confronti, per me è una come tanti nella melassa mediocre corrente. Più che altro, mi meraviglio dei vari soloni che oggi frignano e si stracciano le vesti, ma che a suo tempo non hanno mai alzato il dito per criticare l'andazzo musicale istituzionale italiano, in decadenza da decenni per motivi esclusivamente politici. 

    Comunque, mi candido al gabbio: in forum l'anno passato ho scritto che un suo video di The Planets è il più brutto mai ascoltato in assoluto in vita mia (finora) :cat_lol:

    Ha diretto The Planets?? 

    (ora, per colpa tua, sarò costretto ad ascoltarla).

     

    EDIT: ho ascoltato metà di "Marte", ma ho chiuso per mancanza di tempo.

    Tra le altre cose, leggevo anche di commenti positivi di altri orchestrali che, riconoscendo limiti tecnici importanti, le consigliavano di lavorare sulla tecnica. E questo credo che sia un tipo di critica che la Venezi, se ha la giusta dose di umiltà, potrebbe tenere a mente per migliorarsi (professionalmente e umanamente). Come diceva Madiel, la mediocrità è generale e non è fenomeno attuale, ma storico; a questo si aggiunge il fatto che la persona in questione sia stata presentata "come fosse Bernstein" (detto da altri orchestrali) il che, a mio parere, ha contribuito in peggio al giudizio già di per sé negativo.

  5. 4 ore fa, Ives dice:

    Si, ma aggiunsi se non erro "non immediato" rispetto al Trittico dapontiano. Aggiungiamoci altresi che i direttori del passato (diciamo almeno fino agli anni '90, cioè alle edizioni di Gardiner e Hogwood) l'hanno frequentata poco e male, restituendo a intermittenza solo gli aspetti pacati, monumentali, seri, marmorei del lavoro (forse il migliore era Kertesz con otime voci, peraltro). E poi si diceva sempre che il libretto era brutto e che teatralmente non funzionava granché (una sorta di ibrido dell'ultimo periodo). Anche io avevo tali stereotipi in testa e abbandonai quasi subito l'ascolto. Ma dopo averla vista due volte in teatro (con Bolton e il compianto Jeffrey Tate) e ascoltata nell'edizione-capolavoro di Jacobs, ho rivisto il mio giudizio, partendo proprio dai lunghi recitativi resi mobilissimi e vero e proprio motore dell'azione scenica, e finalmente "recitati" (con vere e proprie improvvisazioni, arpeggi, transizioni...) in corrispondenza del testo e della scena che seguirà. Parte tutto da li perchè le arie dei personaggi femminili sono tutte di altissima qualità drammatica e freschezza musicale (forse il livello si abbassa un pò nelle arie del protagonista). Poi la concertazione di Jacobs è stupendamente ricca di colori, dinamicità, trasparenza; cast più che buono, molti hanno criticato Padmore per il timbro chiaro e esile, ma non fa eccessivi danni, essendo un buon cantante.

    Questa è stata la mia prima e unica edizione della Clemenza, ascoltata da ragazzo con molto timore perché ero a conoscenza dell'aura negativa che circondava quest'opera ("una porcheria tedesca") e perché ero praticamente assuefatto dalla trilogia (in quegli stessi anni, facevo le medie, avevo anche letto tutto il libro autobiografico di Da Ponte). La Clemenza è un'opera che potrebbe apparire un passo indietro rispetto alle altre e forse in alcuni aspetti lo è, ma musicalmente non ha nulla da invidiare alle altre opere di Mozart. Tra l'altro, non so se sia voluta, se sia stata una mia sensazione o se è "colpa" del Tito di Kertesz, ma mi pare che il finale dell'opera non sia affatto un finale positivo: Tito sembra essere clemente suo malgrado tanto che la prima volta che l'ascoltai rimasi con l'amaro in bocca. Questo in un certo senso sembrerebbe essere il distacco con l'opera seria standard dove la virtù trionfava e l'eroe - insomma un po' stilizzato - veniva incensato. Nella Clemenza tutti festeggiano Tito perché ha fatto grazia a tutti, ma lui non sembra così soddisfatto, anzi!

    Poi il fatto che noi ascoltiamo tutti che pregando gli dei chiedano di vegliare sui suoi giorni e lui contrappunti con un "troncate, troncate i giorni miei" sapendo che l'imperatore Tito durò poco, mi sembra uno sberleffo mica da poco. 

    Devo assolutamente prendere l'edizione di Jacobs perché mi è piaciuto da morire nella trilogia (o trittico che dir si voglia). Al contrario, non credo che ascolterò il Flauto magico, opera che sostanzialmente non amo

  6. 53 minuti fa, Pollini dice:

    Il "disco russo" dell'ensemble Anima Eterna e di Immerseel: Rimskij-Korsakov, "Sheherazade" e "La grande Pasqua russa" e Borodin, "Danze polovesiane" e "Nelle steppe dell'Asia centrale".

    Repertorio banalissimo, lo so, ma ho bisogno di ripassare un po' di dischi adesso che ho il lettore :D :D .

    Perché banalissimo? Sono brani arcinoti, è vero, ma comunque godibilissimi! O vogliamo fare i preziosi (con il mignolo alzato)? :D

    A volte mi viene in mente un pensiero di Glenn Gould (quello vero) che diceva che negli anni 40 e 50 facevano tutti i  dodecafonisti (e serialisti) duri e puri e poi si andavano ad ascoltare di nascosto Heldenleben di Strauss! 

    Buon ascolto, dotto'!

  7. 6 ore fa, Ives dice:

    E Hurwitz non ha solo il remake Decca, a dire il vero un pò spartano nella confezione (senza libretti), ma anche e soprattutto gli originali e rarissimi Philips con la copertina giallo-ocra e librettoni annessi, glieli ruberei 😄...comunque mai sentite tutte le opere, conosco bene L'Anima del Filosofo (ossia Orfeo ed Euridice) e non è di molto inferiore a un Gluck, checchè se ne dica, opera di grande passo teatrale e inventiva melodica e timbrica.

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    Questa opera di Haydn è l'unica che conosco, ascoltata e registrata con le cassette direttamente dal canale della Filodiffusione a Milano. Ne possiedo sempre un bellissimo ricordo, detto poi da uno come me che le opere liriche di Mozart le conosce a memoria!

  8. 22 ore fa, Madiel dice:

     

    Igor dodecafonico è una delle tante variabili geniali del sistema, se succede con il sistema tonale succede per forza anche con la serie dodecafonica (e se i principi dei vari sistemi compositivi sono in sé validi, il discorso si può estendere ovunque). Tutto sta a come si impiegano certi principi, se c'è il talento, il genio, chiamalo come vuoi... 

     

    Qualche tempo fa ho ascoltato una lezione di musica di Luca Mosca (docente di pianoforte al Conservatorio di Venezia e compositore) che metteva a confronto la Sinfonia per strumenti a fiato, il Concerto in re per archi e le Variazioni "Aldous Huxley in memoriam" mostrando che, nonostante appartenessero ai famosi "tre periodi", praticamente rivelavano la stessa mano

  9. 32 minuti fa, giobar dice:

    Dopo anni di sbeffeggiamenti e contumelie nel forum, questo improvviso e corale sdoganamento del rilegatore mi lascia basito :blink:

    Effettivamente è la stessa cosa che ho pensato anche io. Il riscatto del povero Buchbinder :D

    Se non altro questa improvvisa levata di scudi mi ha messo la curiosità di ascoltarlo in Mozart dato che, se non ricordo male, non l'ho mai sentito alle prese con lui (ricordo molto bene , invece, un Beethoven zappatissimo)!

  10. 16 ore fa, Madiel dice:

    in ordine alfabetico Strauss sta prima di Stravinsky, ma poi chissà come li mettono in America :cat_lol:

    Ahahah è vero, che svista! Vabbè si sa che in America le cose le sistemano a modo loro :rolleyes:

  11. 56 minuti fa, Ives dice:

    10 "cattive" registrazioni che amerai ugualmente...

    Handel: Messiah (Beecham/RCA)

    Handel: Messiah (Ormandy/Sony)

    Debussy: La Mer (Celibidache/Munich/Warner)

    Haydn: “Farewell” and “Military” Symphonies (Scherchen/Westminster)

    Tchaikovsky: Symphony No. 4 (Stokowski/Vanguard or Music and Arts)

    Bruckner: Symphony No. 5 (von Matacic/Supraphon)

    Tchaikovsky: Manfred Symphony (Toscanini/RCA)

    Chopin: Piano Concertos Nos. 1 and 2 (Zimerman/DG)

    Mahler: Symphony No. 7 (Boulez/DG)

    Wagner: Die Walküre (Wotan’s Farewell) Stokowski/Houston Symphony/Everest

    Immagino che con il Celi La Mer di Debussy sia diventato L'océan :cat_lol:

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