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glenngould

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Risposte risposto da glenngould

  1. 2 ore fa, Madiel dice:

    Non vorrei sbagliarmi, ma questo pezzo lo avevi già ascoltato e me lo avevi dedicato. Di sicuro l'ho sentito poco tempo fa... :huh: Credo che Zador fosse ricordato più che altro come arrangiatore e compositore di musiche per i film, è stato il solito compositore immigrato europeo andato a fare fortuna negli USA negli anni trenta e poi ritrovatosi con un pugno di mosche.

    Ricambio con la Lulu-Suite da questo cd:

    Alban Berg - Pierre Boulez, Judith Blegen, Jessye Norman, The New York  Philharmonic Orchestra - Lulu Suite / Der Wein / Lyric Suite | ArtistInfo

    Molto evocativa questa copertina

  2. 28 minuti fa, Madiel dice:

    Proprio no! Un compositore che sostanzialmente non mi dice nulla di nulla, un artigiano e niente di più.

    Io sì e proprio in base al (mio personale) pregiudizio che fosse un autore banale, diciamo, un autore da "rinfresco".

    Certo non è Bach e su questo siamo concordi, ma ho ascoltato qualche tempo fa un suo concerto per flauto e devo dire che mi ha sorpreso positivamente per la ricchezza armonica.

  3. 54 minuti fa, giobar dice:

    Nemmeno a me :drinks:

    La Scappucci è di un altro - e ben più alto - livello. La sentii dal vivo alcuni anni fa e mi fece una grande impressione. Però ci sono diverse altre direttrici italiane, brave e bravine. Un'altra con una certa notorietà è Gianna Fratta, conosciuta anche perché moglie di Piero Pelù. Pare - così dicono persone di cui mi fido, perché non ho sentito nemmeno lei - che sia comunque assai più solida della "simpatizzante".

    Anche essere moglie di Piero Pelù e direttrice (-ore) d'orchestra è indeclinabile :D

    (Scherzo, tanti saluti a Piero che sicuramente ci legge)

  4. 1 ora fa, Majaniello dice:

    Ma ce ne sono un sacco in attività che si potevano contattare, perchè proprio questa sconosciuta?

    edit: aaah, ma la nostra... "simpatizza", ecco perchè:

    Beatrice-Venezi.jpg

    Vabbè allora la nomina è quantomeno coerente; sebbene io non abbia idea se ci siano altri musicisti che simpatizzino per loro. Possiamo dire che sicuramente Morgan non sia tra questi! 

  5. 1 ora fa, Ives dice:

    Il neo ministro Sangiuliano ha nominato la direttrice d'orchestra Beatrice Venezi consigliere per la Musica:

    https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/musica/2022/11/17/sangiuliano-nomina-beatrice-venezi-consigliere-per-la-musica_f48d4e53-8163-4fb6-a90e-e4c5c0a5d13e.html

    Sarà contento il nostro @Snorlax:cat_lol::mellow:

    In realtà sono tutte mosse atte a dare materiale utile a Maurizio Crozza per le sue imitazioni :D

  6. 59 minuti fa, Ives dice:

    Le meravigliose registrazioni Eurodisc di Sviatoslav Richter. Un box da ristampare...

    81oT6burrAL._AC_SL1202_.jpg

    Questo box devo averlo...se e quando lo ristamperanno. Le poche copie disponibili sono a prezzi esorbitanti

  7. 1 ora fa, Madiel dice:

    Direi proprio di no! Pensa che qualche mese fa, a fine estate per l'esattezza, provai anche a riascoltarmi la Mass of Life, considerata il suo capolavoro. Ho tentato, sono sopravvissuto ai primi due movimenti, tutto sommato potabili, ma al terzo sono collassato. Trovo insopportabile la musica "informe", ma è evidente da cosa ascolto che noi due non possiamo essere amici :cat_lol:

    Sostanzialmente, al di là della satira e dell'umorismo, tra i giudizi sopra espressi poco è cambiato da quel tempo. Ho dato altre possibilità a Sibelius, tutto sommato mi è sempre piaciuto, ma confesso che con questo signore ho un cattivo rapporto: troppa distanza tra cuore e ragione.

    Credo di avere una capacità innata nel farmi del male e quindi credo che a questo punto ascolterò qualcosa di Delius! :cat_lol:

  8. 2 ore fa, Ives dice:

    Sostanzialmente, direi perchè è un'opera "sputtanatissima" (cit. @Majaniello) in ogni dove e in ogni tempo, ripresa e riadattata in sigle tv, film, videogiochi e spot pubblicitari, ultimo quello della Renault. Ha creato un effetto saturazione all'ascolto, che ovvio non dipende dal povero Dvorak. E poi le citazioni di antichi canti negro-americani sono solo uno specchietto per le allodole, essendo di per sè fasulli. In realtà, è una sinfonia "europeissima" e anche la famosa melodia del Largo è quanto di più boemo-ceko sia stato mai scritto. Quindi, dopo l'entusiasmo iniziale, l'ascoltatore più esperto l'abbandona al suo destino. Detto questo, strutturalmente è impeccabile, i temi sono belli squadrati e l'orchestrazione è efficace quanto mai, semplice e diretta, e quindi il successo in sala garantito ancor oggi, anche in esecuzioni mediocri. Piuttosto, Dvorak non credo sia un autore "ripensabile", forse perchè sempre un pò accademico e monodimensionale. Non riesco a consigliare ad esempio tante versioni diverse di sue opere come fa Hurwitz, proprio perchè non evidenzio tantissime differenze e quando i direttori provano ad uscire dal contesto battendo sentieri inesplorati (vedi Stokowski, l'ultimo Bernstein con tempi larghissimi o Celibidache) vengono fuori noiose versioni troppo personali e sbilanciate, lontanissime dallo spirito popolare e ottimistico del compositore.

    Esattamente, condivido ogni parola. 

    Rispecchia un po' quell'antipatia che ti viene quando qualcuno ti parla sempre della stessa persona con toni agiografici!

  9. 10 ore fa, Florestan dice:

    Poi qualcuno spiegherà che cos'ha la Nona di Dvorak di così malvagio da suscitare tanto astio :lol:

     

    A me la Nona piace molto. Purtroppo, come è avvenuto per altre composizioni (Quinta e Nona di Beethoven, ad esempio), è amata dal pubblico per motivazioni che spesse volte sono solo superficiali ed epidermiche, però credo che nessuno possa mettere in dubbio la maestria di Dvorak nella scrittura, nell'orchestrazione (basti pensare al finale del Largo). Che sia anche abbastanza retorica in alcuni aspetti credo che sia pacifico per tutti, penso che anche il buon Antonin sarebbe d'accordo con noi :D (e magari ci direbbe pure che l'ha fatto di proposito...d'altra parte con il suo lavoro ci doveva pure mangiare!).

     

  10. 1 ora fa, Majaniello dice:

    Decine di interventi sull'opera italiana... e questo è il risultato :mega_shok:

    Niente, non lo devo neanche nominare :D

    In realtà lo faccio per indispettirti, poi nel privato mi ammazzo di Porpora, Jommelli, Galuppi, Piccinni e Cimarosa :D

    Ascolto anche Verdi, anzi, soprattutto Verdi, ma resto umile 

  11. 1 ora fa, zippie dice:

    RAI Radio3 Suite - Il Cartellone 2 novembre 2022 20:30
    in diretta dalla sala M di via Asiago, Roma
    La Stanza della Musica

    Trio Tharsos
    Ludovico Mealli, violino
    Leonardo Ascione, violoncello
    Fabio Fornaciari, pianoforte

    [1] Johannes Brahms : Trio n. 2 in do maggiore op. 87
    - Allegro
    - Thema mit variationen - Andante con moto
    - Scherzo. Presto – Trio. Poco meno presto
    - Finale. Allegro giocoso

    [2] Bedřich Smetana : Trio op. 15 in sol minore
    - Moderato assai
    - Allegro, ma non agitato
    - Finale. Presto

    -

    [1] bello cantato, di petto: un'ampiezza di suono umorosa e di sentimento positivo: un salotto che sa di mezzi e le migliori intenzioni, qualcosa di nutriente nella elegante spigliatezza brahmsiana. Questo Trio Tharsos lo sentirei bene anche in New England (Boston Six) 🙂

    [2] wow han saputo rendere "l'etnico" in Smetana così: in uno schiocco di dita, per poi classicarlo a dovere 🙂

    Hanno la capacità di offrire un godimento come fosse facile, d'equilibrio e simpatia. Mi associo a qualsiasi entusiasmo per questo ensemble: li vedo portare un originale humour, ma proprio di salubrità, in saldezza come fosse naturale, ovunque capiteranno: bella storia anche proprio questo dal vivo: la Stanza della Musica si riconferma luogo di condivisione di attitudini del tutto costruttive e ...divertenti 🙂 Grazie!

    (PS: ih l'ascolto, davvero, stasera, in FM anziché in DAB è taaaanto più appagante, really! ci meditassero, prego....!)

    Purtroppo il passaggio al DAB e la progressiva dismissione dell'FM è ineluttabile

  12. 4 ore fa, Vigione dice:

    Una mia interpretazione

    Si sonda la soglia tra musica e rumore fino a dove si può spingere. mette in discussione l'estetica stessa della musica nella sua forma, distruggendola, apparentemente, quando invece la si dilata fino a non riconoscerla. gli strumenti non vengono più suonati, alla maniera classica e consueta, ma spesso vengono come molestati, come un sadico fa sui corpi, creando un rumore che sa di lamento, di delirio, di disperazione. il silenzio non è mai stato così rilassante, ma subito viene interrotto, ed ogni momento di pausa diventa allora intollerabile, quanto il rumore che lo precede o lo segue. è un continuo stimolo all'udito che si fa molesto. Prima lo si asseconda come il delirio di un matto. E' simpatico, insolito, curioso, ma dopo diventa fastidioso, un rumore ridondante, infine musica quando la si riconosce come familiare nella sua forma che come un corpo solido ha lasciato l'impronta sbattendo su una superficie molle, ora un liquido occupa il nuovo spazio interstiziale creatosi successivamente al trauma.

    La mancanza di rumore, per più di 10 minuti, fa sentire la  sua mancanza, che si aspetta, sapendo che il brano ha una durata precisa voluta dall'artefice. Si può rifiutare tutto questo o pretendere delle risposte.


    Ed ecco che ricomincia la musica tanto attesa.

    Quindi alla fine la valuti come esperienza positiva o negativa?

    Ero in attesa che qualcuno ti rispondesse perché io ho davvero problemi a mandare giù certo tipo di musica. Ora, parto sempre dal presupposto che sono io a non capire nulla e quindi mi metto volontariamente in una posizione di "svantaggio" culturale. Però in determinate circostanze, questa ad esempio, ammetto di avere forti limitazioni.

    Giusto per capirci, credo di avere meno difficoltà con Sciarrino, che pure è "complesso"!

  13. 21 minuti fa, Madiel dice:

    Ormai mi sono allontanato dal post webernismo, lo trovo pressoché insopportabile e innaturale. Della generazione di Pierino e del decennio 1950-60 riesco a reggere solo certe cose di Berio o Maderna.

    Correggimi se sbaglio: credo che la componente innaturale sia soprattutto dovuta al rifiuto totale di ciò che era stato prima, ad eccezione di Webern, mentre invece l'elenco di autori che ha fatto Maja nel suo post ha come filo conduttore quello di aver continuato a mantenersi nel solco della tradizione, nel suo significato positivo. Ricordo che Gould descriveva l'opera di Schoenberg come una naturale conseguenza di quello che era stato prima e forse proprio questo infastidiva tanto Pierino, anzi sicuramente questo.

    Berio e Maderna, soprattutto quest'ultimo, rimasero sempre ancorati alla tradizione pur guardando avanti. Basti pensare all'ultima produzione di Maderna per farsene un'idea dove è presente il cosiddetto canto ritrovato.

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