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glenngould

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Ottimo e abbondante

Ottimo e abbondante (8/21)

  1. Leggevo in forum i vostri commenti e google mi ha suggerito (!) questo articolo: https://www.ilpost.it/2024/04/05/direttori-orchestre/?amp=1
  2. Immagino l'imperatore alla prima delle Nozze di Mozart
  3. Ma c'è una motivazione, non psichiatrica, del perché di queste scelte di tempo? Una qualche dichiarazione, un manifesto estetico...
  4. @Snorlax ho cercato l'integrale di Kitajenko, ma ho trovato tutto fuorché prezzi stracciati (aiutami!)
  5. È vero, grave dimenticanza. Maxim Shostakovic lo inserisco di diritto nella mia lista personale; infatti, come diceva Maja, è stato anche un grande interprete dell'opera paterna 👍
  6. Rispondo sinteticamente: due delle integrali più accreditate sono sicuramente quella di Barshai e di Vasily Petrenko. Naturalmente, come già è stato giustamente detto, un'integrale ideale è quella che ognuno si forma acquistando separatamente tutte le sinfonie. Però, siccome il concetto di integrale porta necessariamente con sé il principio del compromesso, quelle nelle quali questo si riduce al minimo sono appunto quelle citate.
  7. Pensa la coincidenza: John Carpenter ha composto le musiche per il suo primo Halloween
  8. glenngould

    Necrologi

    E' venuto a mancare il grande Seiji Ozawa https://wtop.com/entertainment/2024/02/japanese-conductor-seiji-ozawa-who-was-music-director-of-the-boston-symphony-orchestra-for-3-decades-has-died-at-88/
  9. Guarda la casualità. In questi giorni hanno caricato sul tubo il concerto per clarinetto di Françaix che ho ascoltato per la prima volta
  10. Ha diretto The Planets?? (ora, per colpa tua, sarò costretto ad ascoltarla). EDIT: ho ascoltato metà di "Marte", ma ho chiuso per mancanza di tempo. Tra le altre cose, leggevo anche di commenti positivi di altri orchestrali che, riconoscendo limiti tecnici importanti, le consigliavano di lavorare sulla tecnica. E questo credo che sia un tipo di critica che la Venezi, se ha la giusta dose di umiltà, potrebbe tenere a mente per migliorarsi (professionalmente e umanamente). Come diceva Madiel, la mediocrità è generale e non è fenomeno attuale, ma storico; a questo si aggiunge il fatto che la persona in questione sia stata presentata "come fosse Bernstein" (detto da altri orchestrali) il che, a mio parere, ha contribuito in peggio al giudizio già di per sé negativo.
  11. Questa è stata la mia prima e unica edizione della Clemenza, ascoltata da ragazzo con molto timore perché ero a conoscenza dell'aura negativa che circondava quest'opera ("una porcheria tedesca") e perché ero praticamente assuefatto dalla trilogia (in quegli stessi anni, facevo le medie, avevo anche letto tutto il libro autobiografico di Da Ponte). La Clemenza è un'opera che potrebbe apparire un passo indietro rispetto alle altre e forse in alcuni aspetti lo è, ma musicalmente non ha nulla da invidiare alle altre opere di Mozart. Tra l'altro, non so se sia voluta, se sia stata una mia sensazione o se è "colpa" del Tito di Kertesz, ma mi pare che il finale dell'opera non sia affatto un finale positivo: Tito sembra essere clemente suo malgrado tanto che la prima volta che l'ascoltai rimasi con l'amaro in bocca. Questo in un certo senso sembrerebbe essere il distacco con l'opera seria standard dove la virtù trionfava e l'eroe - insomma un po' stilizzato - veniva incensato. Nella Clemenza tutti festeggiano Tito perché ha fatto grazia a tutti, ma lui non sembra così soddisfatto, anzi! Poi il fatto che noi ascoltiamo tutti che pregando gli dei chiedano di vegliare sui suoi giorni e lui contrappunti con un "troncate, troncate i giorni miei" sapendo che l'imperatore Tito durò poco, mi sembra uno sberleffo mica da poco. Devo assolutamente prendere l'edizione di Jacobs perché mi è piaciuto da morire nella trilogia (o trittico che dir si voglia). Al contrario, non credo che ascolterò il Flauto magico, opera che sostanzialmente non amo
  12. Sì, sì, ha anche postato un video su YouTube
  13. Perché banalissimo? Sono brani arcinoti, è vero, ma comunque godibilissimi! O vogliamo fare i preziosi (con il mignolo alzato)? A volte mi viene in mente un pensiero di Glenn Gould (quello vero) che diceva che negli anni 40 e 50 facevano tutti i dodecafonisti (e serialisti) duri e puri e poi si andavano ad ascoltare di nascosto Heldenleben di Strauss! Buon ascolto, dotto'!
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