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glenngould

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  1. Tu sai che non mi sono fatto mai questi "problemi" . Sicuramente sbagliando, ma certi problemi di natura squisitamente tecnica li ho sempre posti in secondo piano rispetto alla resa musicale (ovviamente con dei distinguo: mai ho ascoltato, e mai lo farò, Vivaldi di Karajan). In questo senso sono abbastanza onnivoro. Detto questo, ho iniziato l'ascolto di questa integrale con la convinzione che mi sarebbe piaciuta e così è, fino ad ora. Ho iniziato dalla fine (op. 131 e 132 e Grande Fuga) e ciò che risalta di più è l'estrema pulizia del suono il che contribuisce a far risaltare le linee contrappuntistiche, fondamentali nella scrittura quartettistica figuriamoci nell'ultimo Beethoven. Ovviamente il giudizio è ancora acerbo.
  2. Ludwig van Beethoven Quartetto in la minore op.132 Quartetto di Cremona
  3. Il quartetto di Cremona ho iniziato ad ascoltarlo ieri (Grande Fuga) su Spotify. Vi farò sapere
  4. Certo, è così. Il mio appunto riguardava solamente l'affinità tra i membri del Quartetto e Furtwangler, però, sì, le etichette risultano sempre riduttive. A parte questo, molto interessante il tuo punto di vista, che sposo in pieno, su questo:
  5. Qualifica azzeccatissima che in realtà deriva proprio dagli stessi componenti del quartetto che in un certo senso avevano salutato la lezione di Furtwangler come paradigmatica del loro approccio alla musica tedesca, soprattutto quella di Beethoven. C'è anche un aneddoto in proposito, se non ricordo male, raccontato dalla stessa Elisa Pegreffi nel quale l'incontro con il direttore tedesco fu per loro una vera e propria epifania. Giusto per la cronaca, io amo il Quartetto Italiano.
  6. Intendi il solo pianista o includi anche il direttore?
  7. Come il brano di Boulez che hai postato l'altro giorno!
  8. Buonasera, credo che questo messaggio sia più adatto alla sezione organo. Sicuramente gli amici organisti sapranno come rispondere in maniera appropriata!
  9. Ti ringrazio e ricambio con: G. F. Händel, Giulio Cesare, Concerto Köln, René Jacobs (non avevo voglia di scrivere tutti i cantanti...)
  10. Esatto! È stata una mia grande svista, difatti ci ho pensato poco prima di addormentarmi, ma non avevo voglia di riprendere il telefonino
  11. Non c'è Sinopoli una volta che sia una. Ed è scandaloso, perché lo ritengo uno dei grandi studiosi ed esecutori straussiani. Lo inserirei almeno nella Alpine. Altro grande assente, incredibilmente, è Mengelberg che, se proprio non vogliamo rischiare di essere banali citando la sua arcinota Heldenleben, ci ha lasciato uno dei più emozionanti Don Juan della storia. Sentire per credere. Poi, per gusto personale, metterei Kempe ovunque, ma soprattutto in Aus Italien e nello Zarathustra che, secondo me, surclassa quello di Karajan.
  12. Usato su Amazon.de dopo mesi (o forse anni) di attesa a circa 6€, spese di spedizione comprese
  13. Ti stimo, super. Non mi sono mai piaciuti i discorsi da "limiti di età" nel fare le cose, soprattutto in musica. È bello vedere persone che, come te, portano avanti una passione.
  14. Te l'avevo detto che era un mio modesto parere tuttavia posso limare un po' la mia affermazione specificando che le variazioni in do minore sono le mie preferite tra quelle di Beethoven e al secondo posto in una mia personalissima classifica nella quale al primo stanno le variazioni Goldberg dell'Immenso.
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