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Wittelsbach

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Tutti i contenuti di Wittelsbach

  1. Iniziata adesso. Edizione extralusso con libretto in tre lingue meno che il russo in cui cantano! @Madiel
  2. Non trovo personalmente nulla di brutto in questo box, che ho sentito quattro anni fa. Su cosa ha da ridire? Sulla Sinfonia che fa Haitink? Scusa ma non ho visto il video...
  3. Del cofanetto Decca dedicato al Rimsky operistico secondo Gergiev, voglio qui raccontarvi Sadko, che è stata l'opera che ho maggiormente gradito. L'edizione originale, di cui vi propongo la copertina, faceva parte della mitica serie celeste della Philips, dedicata ai complessi del teatro Marinsky (all'epoca, ancora Kirov), fortunatamente recuperata nella sua edizione economica. L'intreccio dell'opera è basata su un'antica leggenda fiabesca russa, raccontata anche da Tolstoj ai ragazzini nel suo Secondo Libro di Lettura (infatti proprio lì la conobbi, alle elementari). Rimsky in questa vicenda fa appello a tutte le sue risorse coloristiche, pittoriche e teatrali, creando un mondo pulsante, romantico, sommamente evocativo, una specie di piena melodica inesausta, che sembra non finire mai: un'eccellente esempio di struttura operistica tardo-ottocentesca, che fa proprie le più recenti conquiste drammaturgiche del secolo. C'è una finezza notevolissima nel tratteggiare i contesti umani e mercantili di Novgorod, differenziandoli dagli ambienti acquatici e soprannaturali del Re del Mare (che in russo viene chiamato Okian-more) e della sua famiglia. La registrazione è stata captata dal vivo, in quello che è sempre stato il regno di Valeri Gergiev, all'epoca quarantenne spaccato. Col tempo, aveva creato un'orchestra eccezionale, che suonava esattamente come lui voleva che suonasse: con finezza, pienezza di colori levigatissima, abbastanza diversa da quel suono che Gergiev cercò nella maturità, più grezzo e, secondo alcuni, molto più rozzo. Qui abbiamo estrosità affabulatoria, accompagnamenti sensibili e costante senso del teatro. Da non sottovalutare la bravura del coro istruito da Valeri Borisov, che poteva competere anche con quello celeberrimo del Bolshoi. La qualità audio della registrazione è ottimamente riuscita. I cantanti sono un insieme di coesione insuperabile. La parte del protagonista Sadko gode di una magnifica interpretazione del tenore Vladimir Galusin, che in anni più recenti avrebbe francesizzato il cognome in Galouzine: una specie di heldentenor in salsa russa. Il particolare è significativo, se si pensa che il protagonista di un'altra celeberrima registrazione degli anni Cinquanta fu Georgi Nelepp, che corrispondeva alla medesima definizione. Galusin ha un registro centrale dai colori dorati, emesso con una forza e un metallo che fa pensare a un Del Monaco, saldato comunque a una gamma acuta pronta e scattante. Inoltre, la fibra dell'interprete consente di seguire la vicenda immedesimandosi col suo avventuroso protagonista. Ben riusciti, oltretutto, anche i momenti più lirici, come l'assolo del Secondo Quadro. Valentina Tsidipova è un bel soprano lirico a cui è affidata la parte della Principessa del mare, Volkhova. Qualche occasionale stridio in acuto non appanna una voce luminosa, dolce, facile nel suo involo, capace di un abbandono talora ipnotico, come si conviene a una creatura fatata. Le parti mezzosopranili di Lyubava e Nezhata ricevono grinta esecutiva e accentale da Marianna Tarassova e dalla scura e imponente Larissa Diadkova, quest'ultima a volte incline a imitare la famosa Obraztsova, ma sempre con fine sensibilità. Un registro basso non troppo imponente non toglie al Re del Mare di Sergei Alexashkin la paterna autorità che gli è pertinente, anzi la arricchisce. E' più imponente, se vogliamo, la robusta e non troppo levigata voce di Bulat Minjelkiev, a cui è assegnato il canto del Mercante Vichingo. Ottima la vocalità di Gegam Grigorian a cui è affidata invece la melopea del Mercante Indiano, che pure forse difetta dell'onirica e morbosa sensitività con cui la intrideva il sommo Ivan Kozlovsky. Il terzo mercante, il Veneziano, è disimpegnato con ricca e bella voce da Alexander Gergalov. Tutti gli altri personaggi sono eccezionalmente bravi ed espressivi, con menzione particolare per i due anziani, che sono Evgeni Boitsov e Gennadi Bezzubenkov, e per l'Apparizione di un Nicolai Putilin decisamente più a suo agio che non nei panni del verdiano Don Carlo. @Majaniello @giobar @Snorlax
  4. Il finale della Quarta prima edizione è assurdo.
  5. Oggi indigestione di Rimski. Kaschey l’immortale e Leggenda di Kitezh esattamente. Non tutto allo stesso livello ma bellissimo! @giobar
  6. Per ircocervi come la 11 e la 12 serve la viscerale ignoranza di gente appassionata come Ladislav Slovak, altroché! Curiosamente io preferisconla più lunga delle due, anche se non ricordo quale sia.
  7. Questa registrazione a tratti mi commuove per l'immedesimazione e la coesione artigianale del tutto. Previtali è alquanto tetragono e serioso ma imposta una buona narrazione. Penno ha voce soffocata e pompata, ma fraseggia con reminiscenze pertiliane affascinanti. Taddei è Taddei, Giacomo Vaghi è un Silva che sa cosa significhi essere un Grande di Spagna. Solo la Mancini, che non mi è mai piaciuta, mi infastidisce.
  8. Sì, infatti! Sarei curioso di scoprire a quali dischi del genere il nostro @Majaniello si sta dedicando!
  9. Questo fa parte dell'ultimo cd della Kata Kabanova nel mio cofanetto Decca. Beh: non conoscevo queste pagine. Con la Sinfonietta finalmente ho capito davvero l'anima popolar e rustica di Janacek. Non so se esistano esecuzioni migliori e capaci di enfatizzare ancora di più la strumentazione volutamente grezza e aguzza. Mi è piaciuta assai.
  10. Per quel poco che c’è, ne sono contento! D’accordo con te, amigo!
  11. Malgrado io sia uno dei melomani di riferimento qui (pazzi!), ammetto che non ho guardato quel Macbeth, anche se uno Chailly è stato certamente (penso all'incisione discografica) uno dei migliori interpreti della partitura, e non c'è motivo per cui sia peggiorato secondo me. Sulla regia (che non ho visto), preferisco passare: non ho assistito a quel Macbeth ma conosco il regista, e il meno che posso dire, conoscendo la media di quello che fa, è che probabilmente la partita Real Madrid-Inter sarebbe stata culturalmente più interessante. Ma appunto, non l'ho visto...
  12. Questo mi manca del tutto. Pare il gemello segreto di Levine!
  13. Questa è roba che mi interessa ma che tendo a dimenticarmi!
  14. No, ma io intendo dire proprio le musiche! Conosco solo qualche Concerto grosso e quasi niente altro... Poi quei giudizi chiaramente li ho sentiti! 😇
  15. Ho tutto il cofanetto. Mi devo buttare e sentirmelo, maledizione!
  16. Io sinceramente amo la grande scena del processo al penultimo atto! Un altro così è il sempre troppo poco citato Edgar Varèse.
  17. E vabbè, lo paragoniamo ai massimi, certo che sfigura! Trovo semmai che non avesse eccessivo senso del teatro, volendo obbedire alle concezioni del grand opera che quasi imponevano di allungare i brodi all'inverosimile.
  18. Mi hai ricordato che la devo sentire. AHaha non c'è opera che possa essergli più inadatta. C'è anche questa: Edizione perdibilissima, che però un pregio notevole: il coro della Verdi istruito da Bruno Gandolfi, che ha fatto un mezzo miracolo.
  19. Trovo invero che il libretto dello Chenier sia tra i più sobri di Illica, che ha ben altri crimini librettistici sulla sua fedina...
  20. E' roba ostica... Sinceramente però ho un terrore per l'ultima opera che mi manca, Kata Kabanova. Lo Chenier se vuoi si trova in tante belle edizioni. Pensa che una delle ultime che ho sentito e che ritengo migliori è la radiofonica del giovane Sawallisch degli anni Cinquanta, disponibile su etichette come Walhall. Da un punto di vista orchestrale quest'ultima la trovo eccezionale, e la consiglio a chiunque volesse "mutare parere" su quest'opera. Il problema è che è in tedesco, su traduzione ritmica. Se vuoi qualcosa di più equilibrato, suggerirerei Gavazzeni-Decca, Santini-Emi Warner (più per il cast che per l'orchestra però), Levine-SonyRca. Se vuoi sentire qualcosa di antico, la storica edizione con Gigli. Ma le tre che ho indicato costituiscono il compromesso ideale tra qualità audio e bontà esecutiva e interpretativa secondo me. Più quel Sawallisch outsider di grandissimo fascino.
  21. Tanto a posto quei personaggi non stavano...
  22. Ahahaha! Intanto Finora, questa mi sembra l'opera col ritmo teatrale più indovinato.
  23. Grazie dei vostri contributi! Anche a me interessa la Rivoluzione francese, solo che la guardo con gli occhi del mio maestro De Maistre...
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