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Wittelsbach

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  1. Una volta ne ho parlato a proposito di Terterian. Compositore che, da quel che ho sentito, ritengo pessimo, ma con una caratteristica: era armeno. Dunque, come tale, veniva promozionato dal compatriota Tjeknavorian, che l’aveva fatto incidere alla Asv. In ogni caso, i suoi dischi di Khachaturian con l’orchestra armena sono probabilmente il top per questo compositore.
  2. Incredibile che non hai mai sentito Tjeknavorian, l'ho nominato un sacco di volte. Oltretutto ultimamente mi sto molto interessando all'Armenia.
  3. Alla fine, per quanto criticabile sia, la musica più famosa di Rachmaninov ha la caratteristica di essere del tutto idiomatica, riconoscibile, riferibile a lui. E questo, malgrado tutto, vuol dire qualcosa.
  4. E la Liturgia di San Giovanni, prego.
  5. Molto meglio questa che il barbogio misticista estone!
  6. Queste sono scomparse completamente!
  7. Intanto si fa strada un illustre omonimo...
  8. E beccati il concerto per tromba.
  9. Questo cofanetto per anni ha detenuto il record di essere l'articolo più costoso della Chandos nel catalogo normale!
  10. Composizione sopra i 50 minuti? Gli oratori: La Creazione, Le Stagioni.
  11. Mi sono permesso di unire i topic, magari hai piacere a leggere un po' tutto. Comunque il Tristano discograficamente è un'opera con cui cadi in piedi spesso e volentieri. Ci sono tante edizioni registrate in studio che fanno al caso tuo, come quelle che ti hanno sottoposto. In più, poi, c'è il disco dal vivo, che a volte ha autentici tesori.
  12. Reger ha un amore per l'organo che lo colloca di filato nella scia della tradizione bachiana, per via del suo amore per le strutture, le quadrature, le architetture musicali "assolute" che, di primo acchito, poco o nulla concedono alla sensibilità di tipo romantico. Eppure, le sue emozioni, come già avvenne con Bach, trascendono il semplice dato tecnico. Un commento sintetico, il tuo, ma veracissimo! Grazie degli utili ragguagli amico! La 0 di Chailly mi è ben nota, come del resto un'altra ben considerata anche se facente parte di un'integrale discussa, ossia quella di Solti.
  13. Finora ho cominciato con Bruckner. L'anacronistica Sinfonia in Fa minore è approcciata con suono affilato e penetrante, con lo Scherzo, in particolare, che fa emergere con evidenza i tratti del "vero" Bruckner. La numero 0, dal canto suo, emerge come già autenticamente bruckneriana, ma quest'ultima è una considerazione più musicale che interpretativa. Finora ho sentito solo queste. @Majaniello @Snorlax @giobar @Ives
  14. Ero stato il primo a segnalarlo anni fa, quando uscì!
  15. Con Principale 16 al manuale e Contrabbasso 32 al pedale, immagino dovrà essere pure grandina la chiesa...
  16. Un misto tra Terry Richardson e Peter Greenaway?
  17. Qualche porcata credo l'abbiano fatta anche in altri campi, non credere! Comunque sono d'accordo con te.
  18. Cambio che è rimasto anche in incisioni posteriori a quell'epoca. Ad esempio, quella con la Callas, mentre la coeva Decca con la Tebaldi parla dei tedeschi.
  19. Aahah addirittura! 😁 Ce ne sono tre o quattro degni di nota tra quei canti, come "La tragedia della sposa"! Viceversa, quello che dà il titolo al disco mi ha detto poco o niente. Decisamente non tempo sprecato, a quanto vedo! Quell'Edition di Grainger è decisamente per amatori.
  20. Non così tanto... Anzi ha molti tratti originali.
  21. Grainger è compositore per me tra i più enigmatici. Questo cd dei primi anni Novanta staglia tutta una serie di canzoni e ballate per coro e orchestra, che forse finalmente mi illuminano su quale fosse la vera vocazione di questo stranissimo artista. Decisamente notevole la riuscita del virtuosistico Monteverdi Choir, ben dotato tecnicamente ma anche espressivamente. @Ives te la dedico, e ammetto di concordare su quello che tu hai ravvisato nel suo Requiem di Verdi @Majaniello lo dedico anche a te, pur non sapendo se hai una qualche opinione su Grainger. Ne approfitto per dirti che il Conte Ory nel boxino non c'è. Dedico anche a @giobar, il più strenuo "curioso" del forum
  22. Wittelsbach

    Confronti

    Devo dire che il Verdi di Nucci, malgrado qualche limite timbrico e qualche colpo di naso qua e là, mi ha dato tre personaggi da non prendere sottogamba: Simone Boccanegra, Macbeth (secondo me notevolissimo, quello con Chailly) e appunto Rigoletto, che il Nostro però ha continuato a proporre ben oltre i limiti dell'età pensionabile. Altre volte è stato deludente: vedi Amonasro con Abbado.
  23. Edizione nient'affatto comune. E' all'incirca l'opposto di approcci pensosi e mistici come quello dell'ultimo Giulini: aspro, violento, eccessivo. A tratti, più che una Messa da Requiem pare un rito di baccanti. Indubbiamente non è noioso, e ha momenti impressionanti, ma l'eticità verdiana non è sempre facile da trovare. Il coro Monteverdi a volte è stupendo, altre volte in difficoltà: nel "Tuba Mirum" è pressoché fagocitato dall'orchestra. Incantevoli le soliste femminili; generoso ma sommario Canonici, che è di splendida voce ma carente di tecnica, e affronta certi pianissimi con sonorità quasi da musica leggera; corretto ma insipido e nasale Alastair Miles. @Snorlax @Majaniello @Ives
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