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Wittelsbach

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  1. Con questo ennesimo cd, Tjeknavorian rende omaggio alla musica del suo Paese, contemplando innanzitutto... se stesso! Il suo Concerto per piano è una garbata maniera alla Khachaturian, come sempre. Quanto a Babadjanian, lo abbiamo già incontrato. @Madiel ha ascoltato di sua sponte la Ballata Eroica per pianoforte e orchestra, un confuso ma evocativo andamento rapsodico e inorganico di episodi a "grande gesto". Ma il Nocturne... Chiedo per un amico: è musica classica?
  2. Una cosa a cui ho pensato con ascolti attenti. Era veramente angosciato! Su Spotify ci sono altri cd con musiche che credo tu non avrai mai sentito! Ve li racconterò appena ci arriverò!
  3. Ieri maratona Jon Leifs per me. Ho in programma, nei prossimi tempi, l'ascolto di tutto quello che dell'islandese c'è su Spotify. Questo cd lo posseggo anche in formato fisico, e l'ho sentito tante volte. Forse per le sue tormentate vicende personali, la serenità e la gaiezza sembrano quasi del tutto assenti dalla musica di questo compositore. Dominano atmosfere ora cupe e ferrigne, ora crepuscolari, pressoché mai rilassate. Qui abbiamo l'Overture islandese che ce ne dà antipasto, poi la suite (musiche di scena?) per la tragedia Galdra-Loftr, il sommesso e breve Requiem per coro a cappella dedicato alla figlia annegata a 18 anni, la tristi e commosse Reminiscenze del Nord ed Elegia, e soprattutto l'Hekla, il poema sinfonico dedicato all'aguzzo vulcano dalle esplosive eruzioni, qui rese con una potenza barbarica terrificante, anche se non credo che questa registrazione comprenda l'integralità dell'organico di idiofoni e percussioni previsto. Quest'altro cd è invece un primo ascolto per me. Porta il titolo della composizione più d'impatto, ma è interessante anche per gli altri contenuti. In primis, la Trilogia Piccola, che non deve far pensare a qualcosa di cameristico: semplicemente, sono pezzi di piccola durata, ma strumentati con un certo gigantismo e con forte carica emotiva. I Tre Quadri Astratti hanno invece un'espressività molto più trattenuta, e l'intensa e commossa Consolazione, una delle ultime opere di Leifs in assoluto, ci porta a una dimensione desolatissima, come testimonio dell'isolamento del compositore, in un sofferto grido di dolore per soli archi. Viceversa, le Danze Islandesi, forse le uniche composizioni che godettero di relativa fama, ci fanno sentire un Leifs stranamente più disteso e meno pessimista. La giovanile Galdra-Loftr Overture è interessante, anche se il pezzo che entra nella memoria è chiaramente Geysir, altro omaggio alla natura del suo Paese, scolpito col suo caratteristico stile, che trae origine dalla scarna tradizione musicale di questa terra lontanissima da tutto. L'effetto giunge a generare forti emozioni nell'ascoltatore. La Sinfonia Saga costituisce l'ennesimo omaggio alle tradizioni patrie, nonché un esperimento nel campo della sinfonia vera e propria, in cinque movimenti. A dire il vero, trovo sia conveniente ascoltare ogni singola parte come opera a sé stante: l'insieme è tutt'altro che organico, sembra più un campionario di cupezze smisurate e tenebrose, nello stile che ormai conosciamo. @Madiel
  4. Ispirato malamente da @Ives che aveva citato questo direttore Macelaru, ho cercato roba fatta da lui. Mi sono imbattuto in questa presunta "sinfonia" e l'ho ascoltata. La vena compositiva del grande trombettiere Marsalis mi era finora ignota, e... E' uno pseudo Gershwin senza alcuna logica. Un frullato di Rapsodia, Cuban Overture, Americano a Parigi... Impossibile capirci qualcosa. @Madiel
  5. Non lo sto ascoltando (per ora). Lo posto per mostrare come l'insospettabile Roy Goodman sappia materializzarsi nei più impensati contesti... @Ives @Majaniello
  6. E per giunta è nemica giurata di Spotify… 😔
  7. Probabilmente la dedicazione del primo pezzo alla rivolta di Kiev ha ingolosito l'orchestra ucraina, che non se l'è fatto ripetere due volte. L'evoluzione stilistica si ha quando c'è uno stile. Qui non se ne riconosce alcuno. Potrei parlare di eclettismo, ma sinceramente si va davvero troppo vicino alla colonna sonora da telefilm. L'ultimo movimento della Christmas Symphony non stonerebbe in un western di serie b. L'unico pezzo dove l'autore si scosta da questa faciloneria mi sembra essere il concerto violinistico. @zippie nella sua disamina, di cui lo ringrazio, arriva su per giù alle mie conclusioni: musica che non fa male a nessuno, ma nemmeno arricchisce.
  8. Quotone. Stesso andazzo anche per i pezzi successivi come l’Overture Jubilaeum. Il Concerto per Violino è invece la vera furbata, perché prova a voler giocare altre carte vagamente moderne e intellettuali, abbandonando lo stile da telefilm.
  9. Finora ha sentito Kiev 2014 e due movimenti del Concerto per violino. Mi viene da dire: una vera furbata. Più ancora che Kiev 2014, pezzo tutto sommato di facile accesso, il Concerto mi sembra proprio l'opera di un furbetto paramodernista, che comunque non mi è nemmeno dispiaciuta! @Ives @Madiel @zippie
  10. Grazie Mad! Schmitt mi ha sempre colpito, ha tratti personali che lo rendono diverso da molti altri suoi conterranei. Ecco, appunto: hai centrato il problema. Una persona informata come te nemmeno sa qualcosa della guerra del Nagorno-Karabakh, e questo la dice lunga sulla latitanza mediatica che attanaglia un conflitto assurdo. Ma non tracimiamo in altri terreni ora. Grazie di Moncayo, che conoscevo! Hovhaness l'avevo approcciato un decennio fa, ed effettivamente evoca atmosfere eteree e rilassanti. All'epoca non ero infanatichito dell'Armenia, ancora. Non ne sono affatto stupito, visto l'habitus mentale di Sokolov, riflessivo come non mai e dunque certo non alieno al non troppo latente misticismo insito in Komitas. Lo conosco eccome! Grossman ha per la mia sensibilità il difetto di una lettura un po' faticosa, ma i suoi sono affreschi letterari di indubbia potenza. Più che cattolica, l'Armenia è cristiana, ma la sua chiesa principale, la Apostolica Armena, è ortodossa, anche se permane la Chiesa Cattolica Armena di rito orientale. Comunque, ne riparleremo! Lilit, la ragazza di cui parlo, sta in America ma i genitori abitano in Armenia, ed è molto preoccupata.
  11. @zippie, credo di avere in casa qualcuno di quei cd ultramoderni della Kairos. Dovrei ritornare ad ascoltare certe modernerie, e stanne certo che lo farò.
  12. Forse il più conosciuto è stato Khachaturian, e in effetti la Danza delle Spade è un brano universalmente conosciuto, forse l'unico composto da un armeno. @Majaniello, come già scrissi, io sono andato a Glendale per incontrare una ragazza armena che adoro. Lei mi ha raccontato di Komitas, senza cognome, una sorta di nome d'arte. Così, un solo nome. Komitas è in pratica il padre della musica nazionale armena, prima di Khachaturian. Cercati qualcosa di Komitas e scoprirai di che parlo. Poi c'è la tradizione musicale folclorica, l'uso di strumenti come il duduk (a fiato) o il kanon (a corda pizzicata, ricorda il cymbalom). La musica, colta o meno, caratterizza l'Armenia in modo fortissimo. Ora con la ragazza non sta andando bene e sono triste e sconsolato (ma possibile che mi vado sempre a impattare con ragazze problematiche? Prima la bipolare, poi la malata di cancro che alla fine è dipartita, ora l'Armena possibile narcisista covert che sta a 10mila km da me! Chi me lo fa fare? Essere felice mai?), e vedo che la guerra in Armenia, di cui nessuno parla, sta raggiungendo livelli tali per cui sarà difficile ignorarla. Mi sento solidale con il popolo armeno, che con noi italiani ha più di una somiglianza, culturale e umana.
  13. Ti è sfuggito perché non l'avevo detto! Lo stavo facendo giusto prima ancora che tu lo scrivessi... L'ho visto su Sporify, accanto a una delle sue opere liriche! E' il figlio. Ed è molto molto bravo.
  14. Grazie @zippie, esauriente a dire poco.
  15. Curioso come @Ives mi avesse suggerito di ascoltare il Loris Tjeknavorian compositore, visto che appunto lo stavo già facendo! Tjeknavorian è personaggio singolare: nato in Iran da genitori armeni, si considerava depositario di entrambe le culture, anche se riteneva che quelle armene fossero le sue radici autentiche. Nel suo curriculum, anche studi con Carl Orff. Si fece conoscere anzitutto come direttore, che ci lasciò dischi non banali: le sue sinfonie di Borodin per molti (ivi compreso URVIZZO) sono quelle da cui giudicare tutte le altre. Quasi imprescindibile, per gli amanti del genere, anche la corposa serie dedicata all'amato Aram Khachaturian, realizzata in Armenia per l'Asv, sotto l'egida del vulcanico Brian Culverhouse. Tjeknavorian però ha sempre composto: ci ha lasciato sei opere liriche, cinque sinfonie (di cui una in memoria del genocidio armeno, e un'altra, la Quinta, dedicata ai 1200 anni del cristianesimo in Armenia), svariati pezzi per piano, musica da camera... Questo cd è pubblicato dalla Tjeknavorian Records, la sua casa discografica personale, e raggruppa le Danze Fantastiche ad alcune suite orchestrali, che non so se fossero nate già così o tratte da opere o balletti sempre suoi. La Suite Ararat, dedicata al racconto biblico dell'arca di Noè (ricordo che il monte Ararat si trova in Armenia) condensa al massimo le tendenze compositive di questo autore: un misto di Khachaturian e Shostakovich, con una spruzzatina di folclore armeno. Per capire a che livello di derivatività siamo, ascoltate il valzer celebrativo: Siamo dalle parti delle Jazz Suite del sovietico, e di pezzi analoghi scritti da Khachaturian. @Madiel @Majaniello
  16. Un programma davvero eterogeneo! La Firsova come scrive?
  17. Tigran Mansurian (1939) REQUIEM Anja Petersen Soprano Andrew Redmond Baritono RIAS Kammerchor Münchener Kammerorchester Alexander Liebreich La fighettissima, ultrapatinata casa discografica ECM nel suo catalogo ha non meno di otto dischi di musiche dell'armeno Tigran Mansurian, personaggio di spicco (a quanto pare) dell'Armenia musicale. Il Requiem adotta la forma della Messa da Requiem della liturgia romana, ed è stato composto per commemorare il Genocidio armeno del 1915. Fu commissionato congiuntamente dal Rias Kammerchor e dall'Orchestra da Camera di Monaco, che qui lo eseguono. La composizione segue due binari: un misticismo intimo e pudico in certi numeri, e la marcata influenza della musica popolare armena in altri. Su youtube è presente un'altra esecuzione, affidata a forze musicali armene. Qui la composizione completa in quest'ultima esecuzione: Qui invece il Kyrie dalla registrazione di mio ascolto: Dedica a @Madiel
  18. La mania della Brilliant per le “edition” prosegue…
  19. Nemmeno io ho mai ascoltato questo Fidelio ginevrino. L’ho scoperto perché mi era venuta l’illuminazione di cercare Anders in questa parte. Il cast mi pare interessante soprattutto in Metternich, che ha le carte in regola per essere eccellente. Frick sicuramente farà Rocco come sapeva ben fare, mentre la Werth l’ho sentita solo nell’Olandese. Giudici su Manfroce dice le stesse tue cose, ossia che era un potenziale genio.
  20. @Majaniello poi ho scoperto anche in questa parte Anders, altro grande!
  21. Matzerath dirige in maniera reazionaria e piuttosto pomposa comunque! Pay attention! C’è una mia antica recensione:
  22. Un unicum interessante. Prima e unica volta con Florestan dopo anni di (grande) Jaquino. Tra gli Jaquino prestati a Florestan, rende meglio del comunque interessante Haefliger. Sul genere del tenore chiaro, malgrado il timbro meno bello, trovo quasi insuperato Patzak, seppure lo sfortunato Ernst Kozub, nel live diretto da Otto Matzerath, ci dia sotto certi aspetti il prototipo ideale del Florestan lirico.
  23. Schreier era un grande Jaquino. Come Florestan “ha troppo da cantare” e non è troppo adeguato. Del resto anche come Ottavio è legnoso e duretto, non ultimo per questioni linguistiche.
  24. L’incisione di Judd su Spotify è inserita in un box di francesi chiamato Escales Symphoniques.
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