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Wittelsbach

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Tutti i contenuti di Wittelsbach

  1. Pensa che a me è venuta voglia di sentirla proprio per la triestinità adottiva dell'autore. Sono molto legato affettivamente a quella città.
  2. Raffaello De Banfield, Alissa (opera completa) @Madiel ma che è 'sta cafonata?!?!
  3. Lindberg, Era, Orchestra della Radio Finlandese, Hannu Lintu Dedica a @giordanoted e @Madiel Più Strauss che Wagner direi, ma molto parrocchiale e tristanzuolo. Al titolo della prima composizione citata in copertina aggiungerei un "Girare".
  4. E questo è niente! Ho in cantiere anche la precedente registrazione di Bohm di Vienna del 1944, con una Reining che, se tanto di dà tanto, dev'essere spettacolare.
  5. A chi piaceva la Daphne, tra voi? Sapete che non ricordo? Questo è il classico esempio di opera considerata minore, minorissima. Ci volle la dedizione di un Karl Bohm, a cui il compositore l'aveva dedicata e che non cessava di promuoverla in giro per il mondo, per convincere gli spettatori della bellezza di questo lancinante idillio sull'amore e sulla natura. Dai primi anni Ottanta ci viene questa incisione, che al timone dell'Orchestra della Radio Bavarese stranamente non schiera Sawallisch ma un inedito Bernard Haitink. Non so spiegarmi il perché di questa scelta, ma funziona. Haitink punta all'atmosfera decadente: c'è un giuoco calibratissimo di sfumature, di colori, di nuances. Nessuna tentazione tardoromantica, quanto piuttosto la voglia di accostare Strauss a Debussy o a certo simbolismo. E' una chiave di lettura che quest'opera senz'altro consente, accanto a scelte dinamiche e agogiche come quelle messe in atto da Bohm, che era più conciso e drammatico. A volte la tensione teatrale si allenta un po', ma complessivamente abbiamo, in questa pittura di Haitink, un clima arcadico, misterioso, suggestivo. Lucia Popp si beccò la foto di copertina. E in effetti, la merita. La sua è una Daphne ritrosa, timida, reticente, affascinante. Se c'è un appunto che posso fare, è che la scena finale della metamorfosi in albero è lievemente distaccata, come presa nella contemplazione. Ma alla fine è una scelta che non fa a pugni con l'atmosfera generale. E non dimentichiamo il canto preso in sé e per sé, a dir poco squisito coi suoi suoni cristallini e impalpabili. Il suo innamorato respinto, Leukippos, è Peter Schreier. Al momento di sfidare Apollo, deve fare due acuti che il tenore sassone non ha la minima idea di come emettere, e difatti risultano due gran brutte note. Tuttavia, sarebbe un peccato sottovalutare l'altrimenti efficace talento teatrale di questo grande artista, che disegna un personaggio delicato, sensibile, vittima degli eventi e di un potere superiore che non sopporta. Più vigoroso vocalmente Reiner Goldberg, malgrado l'uso intensivo del naso in note acute che sono gagliarde, ma anche parecchio spinte e disseccate. Anche nel suo caso, comunque, c'è un talento di palcoscenico tale da fargli portare a casa il cimento con dinamismo, e anche col lusso di buone mezzevoci sul finale e anche prima. Le parti secondarie vedono il solenne Kurt Moll nel ruolo di Peneioss, al quale regala la sua sontuosità timbrica, e una Ortrun Wenkel giusto a disagio nelle note più profonde e abissali di Gea, peraltro fraseggiata con cura. Pastori, coro e orchestra sono del tutto eccellenti. @Snorlax @Madiel
  6. Lo usa anche Hedwig Bilgram in certi recitativi nella Matthaus Passion di Richter del 1979 (o 1980).
  7. Ricordi bene. Proprio da lì l'ho presa...
  8. Mamma mia! Ma quella recensione è vera o è una sottile parodia?
  9. I primi Meistersinger di Kempe, fatti non a Berlino ma a Dresda, incisi in studio. Cast con Frantz, Tiana Lemnitz, Unger, Bohme, Aldenhoff... Ascoltato finora tutto il Primo Atto e l'inizio del Secondo, fino al monologo del lillà compreso. Edizione che ha tratti che appartengono solo a Kempe, e sicuramente tra le più belle che esistano. Spettacolare il remastering della Profil, a partire peraltro da un suono già ottimo in partenza. Quando finirò di ascoltarla sarò più specifico. Non so a chi dedicarla. A chi ama i Meister, a chi ama Kempe. Sicuramente a @giordanoted. Forse anche a @superburp?
  10. E pure questo... Intendiamoci, nulla che in passato non si fosse già visto.
  11. Interpretazione più passionale e tetragona, al modo ben noto della grande Lehmann, di comunicativa semplice e diretta! ❤️
  12. Grazie Snorly, sei sempre un mito. Se cerchi con attenzione, troverai che ho scritto sull'edizione di Sinopoli una breve recensione.
  13. Wunderlich in tutti i sensi! ❤️😍
  14. Dal vaso di Pandora sta uscendo davvero di tutto...
  15. Riconciliatevi col mondo. Ascoltate questa magistrale interpretazione della meravigliosa Frühlingstraum, uno dei lieder della schubertiana Winterreise, Eh... Che dire? La voce di Schmitt-Walter, accompagnato da un inedito Ferdinand Leitner, con la sua dolcezza delicatissima, crea un unicum poetico alitando il testo di Muller, che in italiano dice così: La toccante vocalità di Schmitt-Walter trasfigura con pudicizia questo sogno di primavera. @Pinkerton @GiorgiaT @Persephone
  16. Se fa la Governante, ha da fare cinque minuti di musica o poco più...
  17. Certo che mi accontento! Comunque ne scopri sempre parecchie...
  18. Manco sapevo che si dedicasse al repertorio di questo tipo! Forse l'ha fatto anche in onore di suo padre.
  19. Ah quindi dovrai rimediare! Pure tu... Rimediano tutti! Di quest'ultima ne avevamo parlato insieme. Eri possibilista sulla pioggia di monete, io ero ben più critico... L'Amore di Danae non mi piace proprio.
  20. Ti piace così tanto l'opera? In effetti è divertente. Caspita, Bohm addirittura tre quarti d'ora! Credevo non più di mezz'ora, che comunque è parecchio. La recita di Sawallisch in ogni caso credo sia interessante per il protagonista Bohme, che porta tra l'altro con sé il ricordo della prima rappresentazione a Dresda, in cui ricoprì il ruolo di Vanuzzi.
  21. Ci stiamo avvicinando alla fine della Strauss Opera Edition della Emi-Warner. E sono particolarmente felice di aver ascoltato e dunque di raccontarvi quest'edizione discografica dell'aforistica Friedenstag, opera dal messaggio profondamente pacifista, e anche per questo abbastanza invisa all'establishment della Germania nazista. Questa incisione viene da un'esecuzione dal vivo, in forma di concerto, data a Monaco nel 1988. Suono ottimo in ogni sua componente, compreso l'applausone finale. E' un disco che ben merita di essere accostato a quello di Sinopoli. Lo stile di Wolfgang Sawallisch è ben diverso da quello del collega: laddove Sinopoli procedeva d'analisi, è la sintesi la parola d'ordine del direttore bavarese. Una concertazione tradizionale, a tinte fosche, in cui il clima della Guerra dei Trent'Anni è ben evocato da un'orchestra mossa e drammatica, dai suoni stupendi. Così, il contrasto con la pacificazione finale risulta di grande effetto. L'orchestra della Radio Bavarese è la solita meraviglia, come sempre perfettamente a suo agio in panni straussiani. Anche il coro, è superiore a qualsiasi lode. Grande gloria di questa incisione, è la prova maiuscola di Bernd Weikl e Sabine Hass. Quest'ultima, trentanovenne all'epoca, sarebbe morta nel '99, a cinquant'anni. Una grave perdita per il mondo artistico tedesco. La Hass era un'esecutrice di livello molto alto, ed era provvista di un temperamento particolare. Qui, la vediamo esibire una voce molto ampia, uguale nei registri, vellutata dal centro su fino ad acuti luminosi e incisivi. Su questa ragguardevole materia, l'interprete staglia un fraseggio passionale, a volte con affascinanti reticenze, ma soprattutto di una comunicativa assoluta, d'immedesimazione totale. Quanto a Bernd Weikl, il calore della sua espressione fa corpo unico con una vocalità trascendentale, in cui non danno troppo fastidio talune aperture di suono sull'antipatica fascia del passaggio di registro. Questa coppia, insieme con Sawallisch, fa dell'autentico teatro da camera. Gli altri personaggi sono di fatto parti di contorno. E' un po' duro, ma non disturba troppo, il Piemontese del tenore Eduardo Villa, ed è bravo il Borgomastro di Robert Schunk, altro tenore, meteora wagneriana di quei tempi. Ce ne sono molti, di questi personaggini (prelati, popolani, comandanti vari...): tra essi, un ancora poco noto Jaakko Ryhanen è il Sergente della Guardia, Rootering il Responsabile delle Munizioni, e l'immenso Kurt Moll è l'Ufficiale dell'Holstein, con cui verrà siglata la pace conclusiva. @Madiel @Snorlax (ecco il tuo Strauss pessimista!) @giordanoted
  22. Il Sawallisch live ha qualche taglio, a quanto mi risulta. La cpo anche. Ignoro quella di Steinberg, facente parte di quella serie di dischi defunti della Koch.
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