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Wittelsbach

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Tutti i contenuti di Wittelsbach

  1. Wittelsbach

    dvorak e smetana

    La Nuovo Mondo è stata composta da Dvorak sulla scorta del suo viaggio americano. Contiene numerosi spunti folclorici da musiche americane, che si sposano bene con alcune classiche melodie della Boemia (o Moravia?) natia. Molto famosa, specialmente le lapidarie battute che introducono il Finale.
  2. Wittelsbach

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    L'ultimo Maazel sentito qui (2011) conferma quello che un po' tutti dicono sottovoce: da vecchio il Maestro aveva ritrovato il sé stesso della giovinezza, almeno in parte. La sua Prima supera, per immaginazione e libertà ritmica, quella famosa incisa con la CBS nel suo vecchio integrale viennese. Magnifica registrazione, orchestra strepitosa
  3. Wittelsbach

    Mahler

    Quasi casualmente Edizione di buon livello.
  4. Wittelsbach

    Nuova offerta speciale su cd e musica

    A Salmanov ha giovato più altro il legame con Mravinski, è uno dei vari compositori socialisti dell'epoca. Quelle incisioni sono famosissime.
  5. Wittelsbach

    Nuova offerta speciale su cd e musica

    Ho dato un occhio, ma nessun thread del genere sembra esserci. Ne inauguro uno io: quello delle offerte speciali beccate su negozi web (ma non solo) riguardo cd e musica. Comincio io. Su Mdt è arrivata una cosa letteralmente imperdibile sui box set della Universal. />http://www.mdt.co.uk/MDTSite/search/Special%20Offers/SO_Uni_Box/Unibox1009/ Dura fino a gennaio inoltrato. Se a qualcuno interessa, ci sono tipo le sinfonie di Mozart di Bohm (quella col packaging internazionale, cioè questa: />http://www.mdt.co.uk/MDTSite/product/SO_Uni_Box/4776134.htm , non quella scamuffa ideata dalla Universal italiana) a 26 euro e qualcosa, oppure i sublimi Années de Pelerinage di Berman a 9,51 euro.
  6. Wittelsbach

    RICHARD STRAUSS

    Ma questo classico invece?
  7. Wittelsbach

    Il vostro prossimo acquisto musicale

    @Majaniello neanche un commento?
  8. Wittelsbach

    Il vostro prossimo acquisto musicale

    Il papà di Brahms comunque suonava il contrabbasso, era Strauss che aveva il babbo cornista...
  9. Wittelsbach

    Il vostro prossimo acquisto musicale

    Riemergo un attimo dalle nebbie per segnalare una new entry inattesa
  10. Wittelsbach

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

  11. Wittelsbach

    Recensioni cd, registrazioni varie etc.

    Confermo sulle registrazioni assurdissime, imbastendo il mio canale youtube anni fa ho scoperto di possedere una Quinta di Mendelssohn diretta da Paray e naturalmente ce l'ho messa subito. Sul Masur di quei dischi (ma anche delle sinfonie per archi giovanili) concordo. La "normalizzazione" di masur cominciò solo pochi anni più tardi, con (per esempio) le sinfonie di Brahms incise per Philips, il primo ciclo, non so neanche se si trovi facilmente in cd, ma mio padre l'aveva in LP e lo conosco bene. Una precisazione: Abbado con Mendelssohn non è anni Settanta ma Ottanta.
  12. Wittelsbach

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Mendelssohn: Scozzese, Ebridi ed estratti dal Sogno di una notte di mezza estate London Symphony, Peter Maag
  13. Wittelsbach

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Volentieri, avevo giusto scoperto per puro caso quelle cose di Munchinger e credevo fossero delle pure curiosità etnografiche, tipo la Quarta di Bruckner fatta da Karl Richter.
  14. Wittelsbach

    Il vostro prossimo acquisto musicale

    OT: non mi va più spotify! E non so perché.
  15. Wittelsbach

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Albrecht e soprattutto Weller li cancellerei dall’elenco. Weller oltretutto nemmeno faceva le ricerche di Albrecht.
  16. THE WITTELS-BACH CANTATAS PROJECT IS BEGINNING Comincia ora per voi, in esclusiva, un lungo viaggio in oltre 60 ore di musica stupenda: il mondo delle cantate sacre di Johann Sebastian Bach è lì, a portata di mano. Dobbiamo solo allungare le mani e prendercelo. Per ogni cantata indicherò l'esecuzione dell'edizione Harnoncourt-Leonhardt che sto anch'io sentendo in cd, e che qualche beniamino ha riportato per intero (o quasi) su youtube. Metterò il video in ogni post, per farvela sentire da capo, e metterò anche (quando potrò) degli indici ai singoli brani (sono quei link che potete cliccare) per sentirli direttamente, anche se si aprirà un'altra finestra. Buon viaggio! BWV 1: Wie schön leuchtet der Morgenstern Organico strumentale: 2 corni, 2 oboi da caccia, 2 violini concertanti, archi (2 violini, viola), continuo COME SPLENDE LA STELLA DEL MATTINO! Questa stupenda, barocchissima e fastosissima cantata, che occupa la prima posizione in tutto il catalogo di Bach, fu concepita per la Festa dell'Annunciazione, 25 marzo, dell'anno 1725. Fa parte della seconda annata di cantate composte da Bach a Lipsia, ed è l'ultima Choralkantate di questo gruppo Cos'è una Choralkantate? Questo genere di cantata, è quello che si sviluppa semplicemente dall'utilizzo di un testo di un Corale, ossia di un inno tradizionale della liturgia luterana. Per convenzione, in questi casi, si riserva al primo e all'ultimo brano rispettivamente la prima e l'ultima strofa (anzi, meglio dire "stanza") del corale in questione. Proprio questo avviene in Wie schön leuchtet der Morgenstern: il coro iniziale e il corale conclusivo articolano le parole delle stanze estreme di quest'inno scritto da Philipp Nicolai, mantenendone il testo originale. I brani interni della cantata, cioè due recitativi e due arie, si svolgono invece su una parafrasi delle stanze interne del corale, realizzata da un anonimo curatore. Tutto, in questa cantata, mostra a chiare note la destinazione a una giornata particolarmente festosa: nell'orchestra fanno capolino due corni, nonché il suono grasso e pastoso di due oboi da caccia, un tipo di oboe ricurvo, intonato una quinta più in basso dell'oboe normale, e nelle esecuzioni moderne (vedi Karl Richter) sostituito dal corno inglese, che ne ereditò le particolarità sonore e musicali. Si entra in medias res col coro iniziale (non scrivo il titolo: tutte le cantate di Bach come titolo hanno il loro primo verso). Questo pezzo, lungo 7 minuti e passa, testimonia una volta di più il genio di Bach nell'arricchire una materia semplicissima come la linea elementare d'un corale da chiesa. E', in effetti, una grandiosa elaborazione musicale cucita tutt'attorno alla melodia dell'inno di Nicolai: il fatto è che questa linea musicale, affidata ai soprani raddoppiati dal primo dei due corni, non si sente subito. Prima, c'è un ricco preludio in cui, oltre ai fiati tenuti su comodi, solenni registri mediani, alzano la voce due violini concertanti, i cui arabeschi rappresenterebbero il rifulgere della "stella del mattino" a cui fa riferimento il testo. Poi attacca il coro: una molteplicità di incastri, un fiorire sorgivo di melodie aforistiche che merlettano l'etereo canto dei soprani che enunciano il corale luterano. Il tutto, mentre corni, oboi e violini trillano, squillano, interloquiscono con gli archi e il continuo. Il ritmo è in qualche modo danzereccio, e il clima è quello di una grande festa popolare. Il preludio strumentale del pezzo viene ripetuto anche all'interno del medesimo, prima di aprire un episodio, non lungo, in cui si modula alla tonalità minore. Questo coro grandioso è debitamente celebre, e ci dice moltissimo di Bach. Seguono due coppie dell'immarcescibile successione recitativo-aria. Il primo recitativo, per basso continuo e tenore, ci spiega cosa sono i recitativi di Bach in queste composizioni: movimenti spesso illuminati da madrigalismi e da trovate di scrittura sovente significative (anche nel continuo!), e meritevoli di essere interpretati con un piglio quasi teatrale. L'aria che segue (Erfüllet, ihr himmlischen göttlichen Flammen) vede il soprano duettare col timbro caldo e materno di uno solo degli oboi da caccia, con il sottofondo discreto del continuo. La melodia maggiore è avvolgente, consolatoria. Come spesso avviene in Bach, si tratta di un'aria tripartita, con la prima sezione ripetuta in forma più o meno abbreviata dopo una seconda di carattere tonalmente discordante quando non addirittura antitetica. Segue un recitativo per basso e continuo, che apre alla grande aria tenorile Unser Mund und Ton der Saiten: archi e due violini concertanti, in aggiunta a una tonalità maggiore lieta e affermativa, ne caratterizzano il carattere. La voce del tenore è chiamata anche a eseguire numerosi lenti e lunghi melismi, che a modo loro imitano le figurazioni arabescate dei violini. Siamo arrivati alla fine: tutta l'orchestra raddoppia il coro sulle parole Wie bin ich doch so herzlich froh, quelle conclusive del gran inno di Nicolai. Si tratta di una di quelle semplicissime traduzioni di corali chiesastici che caratterizzano tutta l'opera bachiana: andamento omofonico anche se a quattro voci, ritmo placido. Unica eccezione: il secondo corno. Mentre il resto dell'orchestra e il basso continuo seguono le parti del coro, questo corno "dissidente" fa squillare da solo alcune maestose fanfare dal sapore di caccia. Venticinque minuti di grande musica. Testi cantati, discografia e altro sulla BWV 1
  17. BWV 9: Es ist das Heil uns kommen her Organico strumentale: flauto traverso, oboe d'amore, violino solo, archi (2 violini, viola), continuo E' VENUTA A NOI LA SALVEZZA Strutturata come una tipica Choralkantate del 1724-inizio '25, la BWV 9 è in realtà posteriore di almeno sette anni: dovrebbe essere stata composta tra il 1731 e il 1735. Bach da tempo aveva terminato il suo ciclo di Choralkantaten, chiusosi con la BWV 1: perché scriverne un'altra? E' semplice: in occasione della Sesta domenica dopo la Trinità del 1724, Bach non era a Lipsia ma in trasferta a Cöthen. Anni dopo, gli pareva brutto che il suo ciclo di Choralkantaten fosse rimasto senza una domenica, così decise di risolvere il problema con questa cantata basata su un inno di Paul Speratus. Queste mie laconiche righe di scrittura vi introducono al coro inaugurale, che è una composizione del "modello" consueto bachiano di "cantata di corale". L'apertura è per una specie di concerto per oboe d'amore, flauto e archi, che ricorda sorprendentemente i Brandeburghesi. La scrittura concertante è l'ossatura portante di tutto il brano. A essa, si aggiunge un'altra impalcatura: il canto fermo dell'inno, attribuito alle voci sopranili. Sotto di loro, tre linee musicali a imitazione sono di competenza delle altre voci corali. Abbiamo un Bach la cui sapienza strumentale e contrappuntistica raggiunge vette sbalorditive. Segue un recitativo del basso. Assieme ad altri due, sempre per solo basso e continuo, questo recitativo forma una sorta di "sermone", intervallato dai momenti di meditazione costituiti dalle arie. La prima di esse, Wir waren schon zu tief gesunken, è una cantilena dai toni patetici, caratterizzata da una tonalità minore, una languida melodia del violino solista: parla degli "abissi del peccato" in cui si sta sprofondando, peraltro tratteggiati dai disegni discendenti del violino e dai ritmi a sincope del continuo. Prosegue il sermone col secondo recitativo del basso, a cui segue la seconda aria, in realtà un duetto tra soprano e contralto: Herr, du siehst statt guter Werke. Qui lo stile moderno e lo stile antico convivono con grande cura: anche se l'ascoltatore fatica ad accorgersene (e qui, secondo la critica, si pone la nobilitate del compositore), il duetto è concepito con una struttura contrappuntistica molto complessa e rigorosa, fatta di canoni e doppi canoni che le voci ingaggiano non solo tra di loro ma anche con il flauto e l'oboe che le accompagnano, con l'elementare basamento del continuo. La struttura è più semplice nella sezione mediana, che vede gli strumenti raddoppiare i (o le) cantanti, anziché intraprendere linee contrappuntistiche in proprio. Terzo e ultimo sermone del basso col recitativo, ci siamo: infatti si termina con un corale di quelli conclusivi che conosciamo, e che ha la particolarità di una parte del basso più "mobile" anziché in omofonia con le altre. Forse non una di quelle cantate bachiane davvero immense, ma tuttavia testimonianza del magnifico mestiere artistico di Johann Sebastian. Testi cantati, discografia e altro sulla BWV 9
  18. Non ci penso proprio. Grazie anche a te Pol!
  19. Sì, infatti è mi maggiore... Grazie a te. Mi "aiuto" col libretto dell'edizione discografica, con fonti internet e, molto più spesso, con i miei personali "ragionamenti". Le Cantate di Bach sono tante, tantissime, e molte sono quelle che non ci sono rimaste purtroppo. Mio compito sarà farvi "viaggiare" in un mondo che può sembrare impenetrabile, quello della gebrauchsmusik sacra settecentesca a Lipsia. Spero tanto di non deludervi!
  20. BWV 8: Liebster Gott, wenn werd ich sterben? Organico strumentale: corno, flauto traverso, 2 oboi d’amore, archi (2 violini, viola), continuo DIO MIO, QUANDO DOVRO' MORIRE? Scritta per la Sedicesima domenica dopo la Trinità, questa cantata ebbe la prima esecuzione il 24 settembre 1724. In successive riprese, Bach alterò in re maggiore il mi maggiore d'origine: nell'esecuzione proposta, come in quasi tutte quelle sul mercato, si segue la prima versione. Problematiche testuali a parte, si tratta di una cantata straordinaria, una di quelle in cui Bach mise in atto accorgimenti musicali in certi casi davvero di rottura. E' una Choralkantate, e l'ìnno chiesastico su cui è basata fu scritto da Caspar Neumann. Il tema della morte, dominante nei testi, è trattato con una serenità, una fiducia davvero singolare. Basta sentire il superbo coro d'apertura per rendersene conto: ritmo in 12/8, archi pizzicati, dolci melodie dei due oboi, un flauto che rintocca a mo' di campana. Il cantus firmus dei soprani enuncia la melodia del corale, composta (se può interessare) da un certo Daniel Vetter nel 1695. Un corno la doppia con discrezione, mentre il coro ricama sotto, senza comunque fare troppi ghirigori. "Un cimitero cosparso di fiori in primavera": così Philip Spitta descrisse l'impressione mentale suscitatagli da questo brano davvero straordinario, e trovo senz'altro geniale questa immagine. I pizzicati, stavolta affidati al continuo, tornano nell'aria per tenore immediatamente successiva: anche qui qualcuno ha trovato una suggestione "campanaria" in questo accompagnamento (e io ce la trovo anche in certe incredibili note staccate e pausate richieste al cantante), mentre la melodia dell'oboe d'amore solo dipinge l'agitazione dell'uomo al cospetto con la morte, Un evocativo ancorché semplice recitativo di contralto e archi funge da introduzione all'aria che segue, e che ineditamente accoppia il timbro del basso alla voce garrula del flauto traverso: Doch weichet, ihr tollen, vergeblichen Sorgen! è una delle arie di Bach che fin da ragazzino mi colpirono, quando ne ascoltai l'esecuzione demandata alla morbida ed espressiva voce di Kieth Engen, accompagnata da Richter e dai Solisti della Settimana Bach di Ansbach. Pure Max von Egmond è in ogni caso ottimo, e rende bene il carattere quasi cortigiano dell'aria, una giga dall'atmosfera rarefatta e gioiosa, arricchita da numerosi passaggi vocalizzati, che dipingono un clima di serena accettazione dell'Ultima Ora. La cantata si chiude con uno scarno recitativo di soprano e continuo, poi col consueto corale, che ha la particolarità di conservare, con marginali mutamenti, non solo la melodia ma anche l'armonizzazione originale di Vetter: i soprani introducono, e il resto del coro risponde a ogni verso, in un clima quasi marziale e quasi trionfante. Una cantata di sublime bellezza. Testi cantati, discografia e altro sulla BWV 8
  21. Wittelsbach

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    E allora sentiti questa. Io l'ho anche cantata in concerto, la parte da baritono beninteso.
  22. Wittelsbach

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    E allora ci aggiungo uno meno noto ancora: il norvegese Johan Svendsen (1840-1911) Ci incappai una decina di anni fa quando, voglioso di sorprese e con un decimo della conoscenza che ho oggi, presi a scatola chiusa questo disco attratto dal basso prezzo: Mi sembrò di stile e concezioni tipicamente brahmsiane.
  23. Quella che hai postato ha momenti di potenza memorabile
  24. Io ho in LP l'arcinota esecuzione con Menuhin!
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