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Wittelsbach

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Tutti i contenuti di Wittelsbach

  1. Un misto tra Terry Richardson e Peter Greenaway?
  2. Qualche porcata credo l'abbiano fatta anche in altri campi, non credere! Comunque sono d'accordo con te.
  3. Cambio che è rimasto anche in incisioni posteriori a quell'epoca. Ad esempio, quella con la Callas, mentre la coeva Decca con la Tebaldi parla dei tedeschi.
  4. Aahah addirittura! 😁 Ce ne sono tre o quattro degni di nota tra quei canti, come "La tragedia della sposa"! Viceversa, quello che dà il titolo al disco mi ha detto poco o niente. Decisamente non tempo sprecato, a quanto vedo! Quell'Edition di Grainger è decisamente per amatori.
  5. Non così tanto... Anzi ha molti tratti originali.
  6. Grainger è compositore per me tra i più enigmatici. Questo cd dei primi anni Novanta staglia tutta una serie di canzoni e ballate per coro e orchestra, che forse finalmente mi illuminano su quale fosse la vera vocazione di questo stranissimo artista. Decisamente notevole la riuscita del virtuosistico Monteverdi Choir, ben dotato tecnicamente ma anche espressivamente. @Ives te la dedico, e ammetto di concordare su quello che tu hai ravvisato nel suo Requiem di Verdi @Majaniello lo dedico anche a te, pur non sapendo se hai una qualche opinione su Grainger. Ne approfitto per dirti che il Conte Ory nel boxino non c'è. Dedico anche a @giobar, il più strenuo "curioso" del forum
  7. Wittelsbach

    Confronti

    Devo dire che il Verdi di Nucci, malgrado qualche limite timbrico e qualche colpo di naso qua e là, mi ha dato tre personaggi da non prendere sottogamba: Simone Boccanegra, Macbeth (secondo me notevolissimo, quello con Chailly) e appunto Rigoletto, che il Nostro però ha continuato a proporre ben oltre i limiti dell'età pensionabile. Altre volte è stato deludente: vedi Amonasro con Abbado.
  8. Edizione nient'affatto comune. E' all'incirca l'opposto di approcci pensosi e mistici come quello dell'ultimo Giulini: aspro, violento, eccessivo. A tratti, più che una Messa da Requiem pare un rito di baccanti. Indubbiamente non è noioso, e ha momenti impressionanti, ma l'eticità verdiana non è sempre facile da trovare. Il coro Monteverdi a volte è stupendo, altre volte in difficoltà: nel "Tuba Mirum" è pressoché fagocitato dall'orchestra. Incantevoli le soliste femminili; generoso ma sommario Canonici, che è di splendida voce ma carente di tecnica, e affronta certi pianissimi con sonorità quasi da musica leggera; corretto ma insipido e nasale Alastair Miles. @Snorlax @Majaniello @Ives
  9. @Madiel non so perché ma credo mi odierà: ho gradito molto di più queste composizioni diciamo "giovanili" rispetto a quelle della maturità del compositore.
  10. Finalmente l'ho sentita. E' un epigono di Bruckner con qualcosa di Brahms nei tempi lenti. Devo dire che mi ha sorpreso in positivo, forse non è originale ma è musica ben fatta e ricca di fremiti. Spero che @Snorlax la senta!
  11. @Snorlax dove seiiii
  12. Non l'ha mai inciso tutto, ma io propendo per certi notevolissimi brani del mio conterraneo Carlo Tagliabue, che ci ha lasciato delle cose superbe. Tra i moderni, tutto sommato si fa valere anche il Nucci con Pavarotti, dotato di tecnica e sensibilità molto convincenti, per non dire di più. Metternich è naturale come Rigoletto perché non è un Alberich: ha le risorse vocali e tecniche in grado di fargli dominare la scrittura senza alcun patteggiamento, e anzi con fedeltà ai segni di espressione. Uniamoci poi la sensibilità interpretativa: un Fischer-Dieskau più giusto, meno lambiccato, più spontaneo vocalmente e teatralmente.
  13. Comunque @Majaniello, come Rigoletto tedesco sentirei Metternich (recensito), mentre conosco poco Schlusnus.
  14. Lui non lo so, ma io ce l'ho da tempo in lista su Spotify!
  15. Poco da dire, certo che apprezzo. Il farfallino da giorno, rigorosamente da annodare da soli e non quella tristezza col gancetto o l'elastico, è uno dei miei must.
  16. Una domanda sincera: come mai insistere con questo canale? Niente niente si tratta di qualcosa di autopromozionale? Omnia munda mundis...
  17. Non aspettare allora. Hai fatto un'ottima scelta.
  18. Ti dirò di più: sono anche più di quattro, c’è una registrazione per ogni anno che ha fatto il Parsifal, anche se non sempre facile da trovare. In realtà, probabilmente basta conoscere le due “classiche” (con in più magari la recita con la Crespin) e col Parsifal di Kna sei a posto, perché l’hai stracapito.
  19. Non hai tutti i torti. La chiamano “Nehru jacket”, perché il famoso politico indiano ne faceva uso. È, a tutt’oggi, una giacca che fa parte della categoria delle curiosità, estranea ai canoni classici. Che sono: Gran sera = frac Serata = smoking Giorno formale = tight (detto morning coat) Giorno semiformale = abito scuro completo Giorno informale = spezzato
  20. E' roba che francamente lascia il tempo che trova, se posso dirne una.
  21. Ecco, comincerei a scegliere esecuzioni fatte con un vero pianoforte anziché con un piano elettronico. Comunque, per restare in Mozart potrei buttarti lì: l'Andante del Concerto per pianoforte e orchestra n. 21.
  22. Se criticavate lo Schubert di Goodman (e non ci sarebbe niente di male nel farlo), provate a sentire questo. Tempi inutilmente convulsi in ogni momento, archi stonati e stridenti, una totale incosapevolezza stilistica. Stimo direttrice e orchestra per Telemann, ma qui francamente trovo abbiano toppato alla grande. @Majaniello @Snorlax @giobar
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