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Wittelsbach

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Su Wittelsbach

  • Compleanno Marzo 23

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    Maschio
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    St. Florian
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    Conservatorio, ossia conserve di frutta e verdura

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I successi di Wittelsbach

9000 !

9000 ! (13/21)

  1. Di questa serie conosco solo questo:
  2. @hurdy-gurdy comunque il povero Garrett quando era giovane ha fatto anche della roba artisticamente di rispetto! Poi purtroppo ha deciso di intraprendere una strada considerata trash sia dai "classicisti" che dagli altri... 😁
  3. Io no, però un certo tenore di discorsi mi fa saltare la mosca. E mi dispiace che hurdy si sia beccato la mia intemerata, non ce l'avevo certo con lui.
  4. Ma quale figura? In che senso? Non si può più dire che qualcosa fa schifo semplicemente perché fa schifo e basta? Vogliamo farci arredare il comodino dalla società culturalmente e antropologicamente in sfacelo che ci circonda? Dobbiamo aver paura a non incensare un gruppetto di scimmie urlatrici perché altrimenti qualche bamboccio millenial inarca il sopracciglio? Quelli come la Fratta io li definisco in un modo: collaborazionisti. Oltretutto: che c'entra il sapere improvvisare? Me lo spiega, il maestro Fratta? Scusate, ma io ne ho fin sopra i capelli del relativismo, dei fervorini edificanti tipo "la musica è tutta bella". Tutta bella un par de ciufoli! E perdonate se sono animoso, chiamo a testimonio l'altro admin @Madiel 💖
  5. Hai abbastanza analizzato quello che c'è. Mi sembra tuttavia meno melenso e affettato di un Rutter. Ho playlistato su Spotify tutta la serie... Preparati a commenti. Nella playlist ci ho messo anche altro, tipo le sinfonie di Santoro registrate da Bis e quelle di Guarneri (o Guarnieri, non ricordo mai), e anche un tale Francisco Mignone.
  6. Ma infatti nei commenti costei scrive, a mo' di pezza d'appoggio, che al marito i Maneskin piacciono.
  7. Provo a risvegliare il latitante @Madiel con quest'ultimo saggio della rubrica "Ascolti astrusi di Wittelsbach" Questa fatica è da ascriversi a Timothy Hamilton, compositore britannico di 50 anni (da compiere), devoto principalmente alla musica corale. Musica accademica, costruita secondo le buone maniere della musica sacra ambiziosa. Per noi, tutto questo sembra una banalità in bilico tra neotonalismo romantico e tradizione ecclesiastica inglese, ma se fosse eseguito in una funzione religiosa supererebbe di slancio qualunque cosa faccia parte dei più consunti repertori liturgici attuali. Mi piace pensarla come musica d'uso, malgrado al nostro occhio di intenditori di musica classica ci sia ben poco di memorabile. La struttura è quella della Missa da Requiem romana, intervallata da numerosi salmi in lingua inglese.
  8. Ma infatti lo stiamo facendo. Vorrei ben vedere che ce lo impedissero!
  9. E ora la direttrice Fratta su facebook si esibisce in una perfetta acrobazia di relativismo e di sindrome di Stoccolma: UTO UGHI 🎻 CONTRO MANESKIN 🎤 Una volta ho letto che chi fa classica non fa jazz, chi fa jazz non fa pop, chi non fa pop non fa nulla. Siamo così, amiamo i compartimenti stagni, le divisioni, le scissioni. ☠️ Che nessuno si mischi con l’altro per carità! Che l’accademia continui a dettare le regole, che i musicisti classici continuino a sentirsi superiori (salvo poi non riuscire ad improvvisare neanche due note senza spartito), che l’arte e la cultura si continuino a pensare univocamente, come un monolite. Chi decide cos’è arte e cosa no? Caro Maestro Ughi, amico personale e violinista col suono più bello del mondo, la tua - e anche la mia - di cultura e di arte sono una possibilità. Forse neanche la migliore. Le musiche, le arti, le culture sono tante, variegate, plurali. Non dobbiamo capirle tutte, non possiamo occuparci di tutte, non siamo in grado di frequentarle tutte, non ci devono piacere tutte e quindi non dovremmo parlare di ciò che non conosciamo, solo provare ad ammetterlo come alternativa. Siamo ancora un Paese lontano anni luce dalle libertà di movimento, di espressione; distanti dai mondi musicali inglesi o d’oltre oceano, da quei posti profondamente plurali in cui l’artista difficilmente vive di scissionismi e molto più facilmente, serenamente e abitualmente sceglie di spostarsi da un genere all’altro, di interessarsi a stili, mondi diversi per diventare migliori nel proprio di mondo. Uto 🎻 ti voglio bene e ti stimo, e lo sai, ma, se non lo hai fatto per promozione del tuo programma e per far parlare di te, secondo me era meglio non avventurarsi in giudizi su galassie artistiche di cui non sai nulla. Il rock fatto bene è arte. Un’altra dalla tua. Il pop fatto bene è arte. Un’altra dalla tua. Se ti piace Michelangelo e non ti piace Fontana, non puoi dire che Fontana non sia un artista, perché squarciava la tela. Hai detto che sono solo delle urla le loro. E se anche fosse? Urlare è quello di cui ci sarebbe bisogno molto più spesso. E poi ci sono casi in cui sarebbe meglio tacere. Con tanta stima immutata per la tua storia artistica, per il tuo suono, per la tua arte. Una delle arti possibili.
  10. Il maestro Uto Ughi: “I Maneskin urlano e basta, sono un insulto alla cultura e all’arte” Beh, non so voi come la pensiate. Io sono completamente d'accordo, e sarei stato un po' meno moderato.
  11. I casini maggiori con ritiri troppo differiti li fanno sempre i cantanti comunque...
  12. @artifex ammetto di aver perso un po' di vista tutto il casino di questa storia, che si era pure spostato su facebook. Molto apprezzabile come sempre il tuo approfondimento.
  13. Uno Snorlax arrembante! Grazie!
  14. Pensa che tempo fa ho letto qualcuno qui, credo Florestan, secondo cui un Bach non Hip oggi non è proponibile. Opinione rispettabile ma che non condivido per niente, anzi. In ogni caso, conosco l'edizione precedente di Harnoncourt, e non è eccezionale. Per certi aspetti, è molto più pesante e paludata di quella di Bernstein!
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