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nepero

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  1. Se è solo per questo la domanda iniziale chiedeva proprio se non fosse il caso di coinvolgere qualcuno competente o se invece fosse una cosa che poteva essere fatta in casa... il problema ora è chi è questo 'qualcuno competente'
  2. 'mazza Fryderyck sei stato illuminante anche se si trovano le cose più disparate in rete: Qui dice che anche senza latte va bene lo stesso, ma non è affidabile perchè dice che va bene anche l'etere Qui invece tira dentro anche il latte, ma tiepido Qui si parla del latte e dell'aqua, ma non del limone, e di uno straccio di lana Questa invece comincia ad essere alchimia Mi fermo qui, non se ne esce vivi
  3. OK, grazie, a dire il vero sono appena velati,e quindi se le cose stanno così li lascio come sono.. anche perchè mi risulta che gli elefanti sono protetti (buon per loro) e dovrei farli sostituire con tasti in avorio sintetico
  4. nepero

    Pulizia della tastiera

    E' possibile eliminare l'ingiallitura delle tastiere in avorio? se sì, come? occorre chiamare un restauratore di pianoforti?
  5. Comunque anche il Casio funziona bene, anche il Roland mi è piaciuto... ma per te che devi partire direi che queste sono sottigliezze, prendine uno e comincia
  6. Ciao notturno, ho appena comprato un pianoforte digitale proprio ieri. Devo dire una cosa: si tratta di un pianoforte migliore dei comuni verticali che si trovano in commercio. L'elettronica ha fatto passi da gigante. Anche la pesatura della tastiera è eccezionalmente simulata. Pensavo anche io che il piano elettronico fosse un palliativo rispetto ad un verticale, ma sono costretto a ricredermi: ormai si può studiare su un piano digitale molto meglio che su un verticale, anche per studi 'seri'. I bassi soprattutto sono fantastici: praticamente quelli di un coda. Io ho acquistato uno Yamaha P85, che è un modello uscito a febbraio di quest'anno. Costa solo 590 euro più gli 80 del supporto, che comprendono i tre pedali e il pedale sustainer 'da asporto', visto che questo piano può essere facilmente trasportato. Non ha tante funzionalità tipici dei digitali come timbriche diverse o altro, ma credo che questo sia il segreto del prezzo così basso: è studiato per chi vuole un pianoforte e basta. Tra qualche giorno mi arriverà il Bechstein mezza coda, e mi hanno detto di non affezionarmi troppo ai bassi dello Yamaha perchè il mezzacoda che ho preso, lungo solo 170cm (e quindi dai bassi un po' deboli), si può rivelare una delusione rispetto a quello digitale. O tempora, o mores!
  7. Vorrei avere un parere su questo pianoforte digitale. Ho appena comprato un mezza coda ma anche se ho pochi vicini, vorrei tenermeli buoni. Il p85 mi servirebbe come pianoforte da studio per preparare i vari pezzi, il mezzacoda lo userei solo per eseguirli. Secondo voi può andare questo strumento? viene utilizzato a scopo di studio o non è adatto?
  8. Alea iacta est, addio al Boston, ho preso un Bechstein, tedesco da capo a piedi, costruito prima dell'avvento del mercato moderno, ha un suono eccezionale nelle tonalità medie e alte, con i bassi non è il massimo perchè è lungo solo 170 cm ma rispetto al Boston non c'è paragone - mi ha fatto anche risparmiare
  9. Ho appena saputo che dei pianoforti digitali Roland (però devi spendere 25.000 euri) sono stati impiegati in concerti di musica classica, per la difficoltà di trasporto di pianoforti meccanici. Mi dicono che non si riusciva a capire che fosse un piano digitale e che sembrava un coda da concerto
  10. Io ho provato un paio di settimane fa un piano digitale, uno Yamaha, che aveva un suono vicino al tre quarti Yamaha. La pesatura era ottima, e anche la dinamica e il colore che si poteva imprimere alle note. Ho suonato poco, intanto che aspettavo il mio turno. Diciamo che il feeling era simile a quello di un pianoforte vero, nel senso che potrebbe essere utilizzato come pianoforte da studio senza problemi. Costava 7.000 euro ma non so dire che modello fosse. Forse si tratta di un Grand Touch, era fatto come se fosse un codino, solo molto più piccolo.
  11. Grazie Scriabin per la precisazione, se è così le cose cambiano, credevo di stravolgere il pezzo studiandolo con gli accordi arpeggiati (e in effetti il preludio mi piacerebbe molto di più suonato con entrambe le mani)
  12. La seconda a mio avviso è la vera ballata per antonomasia tra le quattro... la ballata se non erro è un genere medievale, e questa di Chopin ne ha tutte le caratteristiche nel tema iniziale, che ricorda molto le sonorità medievali, soprattutto grazie all'uso di intervalli di IV e V... ma è un mio giudizio, non so se la critica ufficiale sia concorde con questa osservazione. Anche la melodia stessa ricorda temi cavallereschi medievali. Direi che solo per questa genialità compositiva è senz'altro una delle più interessanti. Se effettivamente è così, questa riunione tra ottocento e trecento non poteva non essere armonica e allo stesso tempo non costituire un punto di rottura. Il tema successivo a quello iniziale, tipicamente romantico, costituisce infatti una rottura con quello iniziale. E, della seconda ballata, è solitamente questa grande differenza che non piace molto all'orecchio, che tende alla ricerca di un maggiore equilibrio. Allo stesso tempo questo tema romantico è anche figlio naturale del primo: non poteva esserci un brano così tempestoso dopo un inizio simile, così come l'ottocento è figlio naturale dei secoli precedenti. Ed è proprio questo squilibrio, che corrisponde a una salto musicale di cinque secoli, che contribuisce a renderla così bella. Mia interpretazione, comunque. Per quanto mi piaccia poco di più la quarta - che allo stesso modo è particolarissima e, nel suo genere, unica - ritengo la seconda senz'altro una tra le più belle.
  13. La diteggiatura la cercavo soprattutto per il preludio, ma l'ho studiata bene e ho visto che in certi passi dovrei fare per forza l'arpeggiato perchè non so che estensione di mano avesse questo Scriabin (no, non quello del forum ) ma sicuramente se mi avesse dato una stretta di mano mi avrebbe fatto il giro due volte. Comunque ho trovato l'edizione diteggiata online, e gratiz!
  14. Anche a me piace molto per questa sua mancanza d'equilibrio totale, soprattutto verso la fine quando si insinua un tema ossessivo e minaccioso reso da ottave parallele alla mano sinistra mentre la destra esegue un accompagnamento che è quasi un tremolo, e che poi finiscono nei due trilli paralleli che preludono a qualcosa di ancora più minaccioso, la fine vera e propria, fatta di intervalli ribattuti. A mio avviso è sì un pezzo difficile, ma non impossibile. Nella prima parte la destra è impegnata nei soliti arpeggi chopiniani che, per chi suona questo autore, costituiscono la base, come anche la progressione di seste. Per me la parte più difficile è quella degli intervalli ribattuti finali che richiedono un buon gioco di polso.
  15. Sto cercando il preludio e il notturno di Scriabin per la mano sinistra da comprare online, ma nei siti consigliati in questo forum e in quelli che ho trovato facendo una ricerca ho visto che negli spartiti non compare la diteggiatura. Mi viene quasi il dubbio che le edizioni siano proprio senza. Avreste qualche suggerimento su qualche edizione particolare diteggiata?
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