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  1. Un crescendo di schifezze. Vergogna allo stato puro. Penso ai poveracci dei suoi followers...ignoranti e ignari. Ma andiamo avanti.
  2. Sta lavorando duro per preparare il suo prossimo errore. E niente, proprio non ce la fa. Nonostante le “segnalazioni” e la nuova (per lo S.L.) letteratura, proprio non ce la fa. Traduce un passo di pag. 180 di Fisher (lo avrà letto?): «La sinfonia in do magg I:50 sopravvive in un MS autografo datato 1773. Originariamente questo MS conteneva un altro bifolio tra il secondo e il terzo movimento; esso fu rimosso attorno al 1900 come estraneo alla sinfonia. Sebbene questo sia vero finché valido (as far as it´ goes), il bifolio fornisce l’unico collegamento all’origine della
  3. Una ricerca sgangherata. Fateci caso. Soprattutto nei lavori stradali, capita spesso di leggere nei cartelli di cantiere: inizio lavori: 15/02/2020 fine lavori: a fine lavori Data di inizio certa, data di fine…..incerta. I lavori finiranno… quando saranno finiti. E nel mezzo una serie di varianti al progetto suggerite, non dal Progettista, ma da chi guarda – come spettatore - i lavori. Grottesco. E questo accade anche per le ricerche dei Nuovi Musicologi Codicologi Lagunari. Nel sito dello S.L. si rileva il fatto che dei 7 o 8 “punti precisi” ne rimangono s
  4. Forse sbaglio a replicare, ma almeno da un punto di vista medico le cose che sto per scrivere potranno avere qualche valore e potranno aiutare qualcuno. Io non ho mai citato il Lessing, ho citato il dottorato di Fisher che è del 1985, quindi qualche anno prima del Lessing. I miei post sono lì tutti da leggere e criticare. Ma capisco che se Mr. Quinta Ascendente ha difficoltà a leggere i manoscritti figuriamoci i miei post in un forum. E niente, continua a ottusare. C'è Fisher e altra letteratura. Lessing non pervenuto da me. Ma è inutile. E niente ancora. Adesso si è
  5. Pensavo che Mr. Quinta Ascendente fosse rientrato nel forum per comunicarci di aver trovato l'antigrafo luchesiano di qualche sinfonia. Invece niente. Ha rifatto capolino per lamentarsi delle nostre critiche alle stupidaggini che scrive. Come sempre. Molto onore per essere "sodale" del dott. Vitali. Invece Mr. Quinta Ascendente è sicuramente orgoglioso di essere compagno di studi della coppietta di musicologi che tanto ci ha fatto ridere in questo forum. Ricordo che Mr. Quinta Ascendente ha sempre voluto mantenere una certa distanza - e chissà perché - da questa coppia. Ma or
  6. Conclusioni. Potrei continuare a citare esempi su ogni puntino e su ogni trentaduesimo dell’autografo e dei manoscritti, ma – per dirla col poeta – mi sono rotto i co*****i con queste str****te. Concludo. Ecco i punti “precisi” stabiliti dallo S.L. con la penosa questione del Der Gotterrath. Si può essere certi che la collocazione del mezzo bifolio con le 14 misure tra la fine dell’Andante Moderato e il Minuetto sia casuale. Infatti, la frase segnata sopra il titolo, riportata da Hoboken (l’ultima frase della entrata in scena di Mercurio) assicura come, eventualmente, manchino p
  7. Se si volesse approfondire l’argomento si potrebbero citare molte altre anomalie di queste copie superstiti. Come per esempio la battuta 35 di Oboe I del secondo movimento: figura 34 Nell’autografo l’ultima nota di Oboe I risulta difficilmente leggibile (anche se con l’immagine ad altissima risoluzione si intravede un solo taglio e accennata la nota su di esso). In base alla condotta armonica e all’orchestrazione si deduce che è un la. Infatti Oboe I raddoppia Violino I e Oboe II raddoppia Violino II: figura 35 Il copista di Modena invece non ci deve aver capito n
  8. Nell’autografo di Haydn, quarto movimento: figura 30 Nel rigo della Viola, a battuta 27, scrive “col Basso” per indicare che la Viola raddoppi la linea del Basso e ovviamente non riscrive le note; a battuta 33 nella parte del Basso, nell’ultimo quarto, c’è una correzione: cancella il diesis del sol. Ha commesso un errore? Certo e lo ha anche corretto. Se Haydn fosse stato un copista di autografi avrebbe copiato quell’errore dalla riga del basso dell’antigrafo. Ma non è un errore di ripetizione e non è nemmeno un errore di battuta visto che in tutta la sezione non c’è un sol # ch
  9. Se invece di pescare le incongruenze nell’edizione critica e di costruirci sopra speculazioni ridicole, si leggesse la partitura, comprenderebbe molte cose. La frase musicale del Violino II, contenente il presunto errore a battuta 39 è la seguente: figura 28 Essa termina con il sol della battuta 39. Proprio perché non è un errore, la ritroviamo uguale all’inizio del movimento: figura 29 Anche qui, a battuta 5, c’è il sol di 1/8 e si giunge ad esso sempre con un salto di quinta (dominante==>tonica). Quindi è chiarissimo che le “due crome” non sono un
  10. figura 24 Nella figura 24 (versione dell’autografo) si vede che fino a battuta 38 il Violino I e il Violoncello suonano in unisono (rosso). Da battuta 39 Violino I, Violino II (escluso il sol iniziale di 1/8) suonano all’unisono raddoppiati dal Violoncello (giallo); la Viola raddoppia il basso (verde). Quale sarebbe stato il contenuto della battuta 39 dell’antigrafo scomparso? Esistono due possibilità in base al fatto di considerarlo come partitura o come spartito. Come partitura somiglierebbe all’autografo di Haydn: figura 25 Anziché riscrivere le stesse note, con un
  11. La terrificante battuta n. 39. La parte dei Violini II lo certifica: alla battuta 39 del II movimento, come segnalato da J.H.W., Haydn scrisse due crome ma il copista copiò una semiminima (scrittura comune ai tre testimoni esaminati). La parte dei Violini II nel II movimento lo certifica: alla battuta 39 il copista copiò la versione presente nel testimone delle collezioni Thurn und Taxis/Kees. Nella parte separata di Violino II del II movimento, il copista bonnense scrisse la battuta 39 allo stesso modo di quella presente nei testimoni delle collezioni Thurn und Taxis (fig. 7) e
  12. Quindi, riassumendo, la copia “errata” di Harburg deriva da un antigrafo attualmente irreperibile e gli errori contenuti sono stati causati dalla scarsa chiarezza dell’antigrafo stesso. E di conseguenza l’antigrafo irreperibile sarebbe corretto, ma scarsamente chiaro. Tutto chiaro? Il giudizio lagunare finale sulle fonti di Regensburg e Harburg è categorico: Né il testimone presente nella collezione del principe Oettingen-Wallerstein né quello della collezione dei principi Thurn und Taxis di Regensburg tramandano la lezione dell’autografo di Haydn bensì, pur con le loro varianti, que
  13. Quanti incipit! Bel casino, vero? Ma non è ancora finita. Lo S.L. riporta anche i due incipit delle fonti di Regensburg (figura 17) e Harburg (figura 18): figura 17 figura 18 Per l’incipit della copia di Regensburg, lo S.L. scrive: La misura 1 della parte di Violino I riporta la stessa musica dell’autografo, ma non i segni di staccato (cfr. fig. 4). In una quasi perfetta concordanza con l’autografo il segno di terzina è indicato solo alla prima battuta (non a battuta 6) e nella sola parte di Violino I; nella parte di Violino II il segno di terzina non è mai indica
  14. Ma lo S.L. dimentica – che strano… - che esiste un altro catalogo dove è rubricata la sinfonia n. 50 di Haydn. Il Catalogo Storico 53 I-II di Modena riporta, nell’elenco delle sinfonie di Haydn, al foglio 25recto, nel penultimo rigo, nella colonna di sinistra, l’incipit della Hob. I:50 con il numero 76 (figura 14): figura 14 Se adottassi il metodo lagunare direi tranquillamente che anche qui vi è la presenza di un altro antigrafo. Infatti questo incipit differisce da tutti i precedenti per: l’indicazione del tempo è “Ad[agio]”, anziché “Grave” e anziché “Adagio e Maestoso”; dopo
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