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  1. Questo è Matitino Andreino Il ritratto è in verità di Neefe, ma i nuovi musicologi - senza prova - hanno deciso che questo è Matitino. Hanno dato del falsario a Koechel, Landon, Hoboken e poi si arrogano il diritto di fare attribuzioni. Anche dei ritratti. "Questo è Lucchesi", dimostrami il contrario! E vabbè, hanno bisogno di icone per i loro deliri. E l'onere della PROVA....... ..continua...
  2. BENVENUTI NEL "CIRCOLO DELLE QUINTE" Leggendo e rileggendo queste "analisi", il circolo delle quinte sembra essere proprio rappresentato dall' immagine in alto. Il grafico del circolo delle quinte è un po' più serio, importante e preciso di ciò che si millanta in giro per le solite attribuzioni ad michiam. Ed è questo, meno colorato e meno appariscente: Il cosiddetto circolo delle quinte mette chiaramente in luce i rapporti fra le tonalità maggiori, fra le tonalità minori, fra le coppie di tonalità relative e fra le coppie di tonalità omofone. Ripeto: Il cosiddetto circolo delle quinte mette chiaramente in luce i rapporti fra: le tonalità maggiori, fra le tonalità minori, fra le coppie di tonalità relative e fra le coppie di tonalità omofone. E questi sono i circoli per le tonalità maggiori e minori: Già da qui si comprende che mischiando tonalità maggiori e minori, per giustificare un circolo delle quinte ad minchiam, è cosa non buona e non giusta. Per iniziare, appunto. Il circolo - quello giusto - ha la seguente caratteristica: Prendendo come punto di partenza una qualunque tonalità maggiore o minore (ad es. Do magg. o la min.), la sua trasposizione di dodici quinte giuste ascendenti o discendenti – letto in senso orario oppure antiorario e purché accordate secondo il temperamento equabile – riporta esattamente alla situazione iniziale. Abbiamo capito? Qui si parla di QUINTE GIUSTE. La sequenza LOGICA: do maggiore ==> sol maggiore ==> re minore ==> la maggiore ==> mib maggiore ==> sib maggiore Non è proprio così logica. Tra la e mib non c'è una quinta giusta. Matematica. C'è una quarta eccedente. Quindi: Seconda stron***a. E poi altra caratteristica: le tonalità maggiori (e/o quelle minori) fra loro diametralmente opposte sono quelle più «lontane» dal punto di vista dei rapporti sonori – nel senso che hanno una sola nota in comune; le loro toniche distano di una 4a ecc., intervallo che, in quanto divide l’8a esattamente a metà, consta dei due suoni che nell’ambito dell’8a sono fra loro i più «lontani». Andiamo a vedere graficamente questo concetto: La e Mib, non solo non distano una quinta giusta, ma sono più «lontane» dal punto di vista dei rapporti sonori. Ma come? Matitino le ha create con la logica delle quinte! Appunto, sicuramente una terza stron***a. Sei tonalità e tre stron***e..... non è poco. Ma visto che Andreino è stato sempre bravo a correggere, verosimilmente ha corretto anche il circolo delle quinte: Così tutte le stron***e tornano. E i nuovi musicologi non allineati parrebbe che abbiano raccolto i suoi insegnamenti. Povero Maestro Vallotti..... Ah, dimenticavo. Per chi volesse informarsi su sto benedetto circolo delle quinte può andare su Wikipedia. Le informazioni, invece, per questo post sono state ricavate da: Canone infinito: lineamenti di teoria della musica di Loris Azzaroni CLUEB - 2 edizione (1 gennaio 2001)
  3. Ancora la 13 Ve la ricordate l'immagine dello Stemma codicum ad minchiam pubblicato dal Nostro? Eccolo qui: La copia di Modena Mus. D. 142 - dice il Nostro - è servita da fonte per la copia Beta1 archiviata a Francoforte. Ci ricordiamo che la copia dei Timpani della Mus. D. 142 è mutila di nove battute? Quindi, poi i soliti presi a caso, vanno a verificare. La copia di Francoforte: Library (siglum) shelfmark: Frankfurt am Main, Universitätsbibliothek Johann Christian Senckenberg. Abteilung Musik und Theater (D-F) Mus Hs 1492 chissà perché è completa: Magia ? No, str*****a bella buona. E allora si capisce bene che le idiozie, come le menzogne, hanno le gambe corte. Senza vergogna.
  4. Ovviamente, qui in questo Forum, non facciamo ricerca scientifica. Discutiamo. Si pubblica e si commenta il materiale a disposizione. E appunto per questo motivo, abituati a leggere edizioni critiche, saggi, studi e ricerche ben documentate, ci si incazza leggendo alcune cose. Sto benedetto limbo, invenzione fantasiosa, scorciatoia per dimostrare ciò che non è possibile dimostrare che ritorna, non solo per la sinfonia n. 13, ma anche per questi quartetti...Insomma, è un po' troppo. Mi disarma avere a che fare con persone che si sbattono per le ricerche sulle filigrane (quindi su roba tangibile, carta, carta e ancora carta) e che poi si inventano favole. Lo so benissimo che il bisogno interiore è forte, ma rendersi ridicoli non mi pare gran cosa. Abbiamo letto astrusità di tutti i tipi, qui. Singspiel antichi, patti segreti, analisi armoniche da immondizia, traduzioni ridicole, visioni su lettere cancellate. E si continua. E poi con l'aggravante che il materiale a dispozione è analizzato in maniera pressapochista; non ci si accorge che (per la n. 13) la parte di Oboe I non è presente in archivio, ma la si dà come analizzata in tutto e per tutto. Non ci si accorge che la famosa parte dei timpani di Modena è mutila di tante battute....e la si innalza a fonte più antica e completa e copia, poi, di un originale. Adesso questi benedetti quartetti, anch'essi figli presunti di Matitino, nati logicamente in ordine con le quinte, sono stati verosimilmente copiati, nascosti e poi registrati. Ma qui nessuno si è preso la briga di cambiare i frontespizi, qui nessuno ha cancellato il nome del compositore... Tempo fa ho postato qualcosina di Azcona sulle filigrane. Studio preciso, severo, documentato (soprattutto sulle date). Qui , per Haydn - povero Hydn - è tutto un gioco su inutili e strane medie matematiche di anni di produzione e sul bisogno interiore di far sembrare le copie di Modena precocissime e quindi di Luchesi.
  5. Se avrò tempo, pubblicherò una chicca ancora sulla 13 riguardante la stemmatica ad minchiam.
  6. A chi vorrebbe attribuire a Luchesi i quartetti op. 9 sono sfuggite un po' di cose, che strano. Il Quartetto n. 2 - in sol maggiore - ha questo frontespizio: 1. Numero di archivio 3 (9) 2. Numero dei bifolia 3. Numero di registrazione nell'archivio storico 4. La famosa lettera "A" 5. Numero della carta 6. E il numero "8". Allora, inventarsi di sana pianta il "limbo" (ovvero il periodo che Andreino Matitino avrebbe conservato - come lo schifo della copia della n. 13 - le copie delle sue composizioni cedute ad Haydn prima di registrale in qualsiasi archivio) adesso, guardando le carte, pare VEROSIMILMENTE una grande stron***a. Questo quartetto VEROSIMILMENTE ha fatto parte, come quartetto numero 3, di un insieme di 9 quartetti REGISTRATI. Gli altri invece no. E' stato riportato questo, insieme alle indecenti analisi "codicologiche", nella descrizione del manoscritto? No, assolutamente, no. Certo, si aspetta sempre una FUTURA e FUTURIBILE analisi "filologica" puntuale per chiarire un sacco di lacune delle sciocchezze che si pubblicano per attribuire questa musica a Luchesi. E poi... ritorna sempre il balordo discorso sugli autografi: non c'è l'autografo di Haydn? Allora non è di Haydn. C'è l'autografo di Haydn? Allora l'autografo è un falso e la composizione non è di Haydn. Codicologia di paglia. Allora, questo quartetto in sol maggiore, che il Genio di Motta di Livenza ha composto dando vita al Quartetto Classico, facente parte di una serie di quartetti nati con la genialità delle quinte o quasi quinte ascendenti, ha fatto parte, come terzo, di una serie di 9 quartetti. E sto c***o di limbo allora? Tiriamo in ballo il Circolo delle None adesso? E poi, come giustifichiamo il numero 8 in basso a destra? Boooooooooo. E' più facile speculare sulla lettera "A"...... magari "A" di Andreino. Di analisi scatologiche ne è pieno il Web. e si continua...
  7. Le informazioni sul manoscritto Mus. D. 159 di chi vorrebbe attribuire a Luchesi i quartetti op. 9 sono queste: - Fonte costituita da 24 parti separate per strumento, ordinate secondo una numerazione da 1 a 6 - Nelle parti di basso di ogni quartetto è presente un frontespizio che recita: Nro romano progressivo//Quartetti//con//Z Violini//Viola//e//Basso// Del Sigre. Giuseppe Haydn - Nella parte superiore, al centro di ogni fascicolo di basso, è scritto il numero 8, in inchiostro marrone, che indica il numero di bifoli necessari per duplicare ogni quartetto. - Tutti i quattro fascicoli sono composti da 2 bifoli ciascuno. - Accanto alla cifra 8 troviamo, segnato a lapis rosso, la cifra «16», il numero di catena del Catalogo 53.I che accerta la provenienza elettorale. - Nel margine destro di ogni frontespizio è segnata una lettera «A» - La presenza di dette lettere sembra suggerire un collegamento tra le fonti dei quartetti di Haydn e quelle delle sinfonie di Luchesi. - Nei sei frontespizi è sempre presente il titolo “Quartetto”, mai “Divertimento”. - Tutti i fascicoli sono copiati da un unico amanuense che utilizza cinque diversi tipi di carte veneziane, prodotte nel distretto cartario di Salò. [vari trienni dal 1763 al 1772] - Sono presenti diverse correzioni a lapis e inchiostro, alcune, verosimilmente, di mano di Andrea Luchesi. - L’intera fonte dovrebbe potersi datare seconda metà del 1770. - L’ordine in cui i sei quartetti sono copiati segue una logica per quinte ascendenti, ovvero, do maggiore (19), sol maggiore (21), re minore (22), la maggiore (24), mibmaggiore (20), sib maggiore (23). - Detta fonte pare precocissima - La fonte giunse a Bonn e poi fu depositata nell’archivio della cappella elettorale. Nel diciannovesimo secolo ritornò in Italia, a Modena. - L’assenza della copia dei quartetti nel regesto notarile di Massimiliano Federico di Königsegg Rothenfels pare certificare che la fonte, benché riferibile agli anni 1770-71, non fosse di proprietà né del principe né della cappella, ma appartenesse a un terzo soggetto, plausibilmente identificabile nel Kapellmeister Andrea Luchesi. Il manoscritto Mus. D. 159, obiettivamente, risulta essere il seguente: Fonte di 6 quartetti per archi. Ogni spartito di ogni quartetto d'archi è composto da 4 fascicoli che a loro volta sono composti da 2 bifolia (4 carte, 8 facciate). Così risulta che per ogni quartetto ci sono voluti 8 bifolia. Ogni fascicolo contiene la parte di uno strumento e l'ordine per tutti i quartetti è il seguente: Basso, Violino I, Violino II e Viola. Ogni quartetto ha un frontespizio dove, oltre alle informazioni sulla strumentazione (Basso, no Violoncello), numeri di archivio, numero di bifolia, nome del compositore; è omessa la tonalità della composizione. Frontespizio del quartetto n. I: E' il frontespizio più malandato. E' sporco nella parte sinistra e riporta una curiosa cancellazione sotto la numerazione (Nro i). Sembra che il copista sia stato indeciso se vergare la numerazione romana in lettere minuscole oppure maiuscole. Invece tutte le numerazioni del numero di quartetto in tutte le parti e in tutti i quartetti è in corsivo fiorito. In alto in centro c'è il numero di bifolia (8) usati per tutto il quartetto; in alto a destra invece c'è il numero di catena in lapis rosso del Catalogo Storico e a margine la lettera "A" maiuscola corsiva. In basso a sinistra c'è vergato il numero della carta (1) e a destra in lapis semicancellato c'è vergato il numero 1. Questo quartetto, insieme ai n. 2, 3 e 5, ha una caratteristica: il copista, per la parte del Violino I, pur di scrivere i movimenti in facciate separate (Allegro Moderato = 2 facciate; Menuetto Allegretto = una facciata; Trio = una facciata; Adagio = due facciate) si ritrova a scrivere l'ultimo Movimento (Presto 2/4) iniziandolo nel verso della carta 8 (l'ultima facciata del fascicolo) e a finirlo nel recto della prima carta del fascicolo (praticamente il frontespizio della parte di Violino I). Questo vuol dire che i frontespizi di ciascuna parte sono stati vergati dopo la copiatura della musica. Questo primo quartetto (n. 1 in Do maggiore) ha un'altra bella caratteristica riguardante le parti: Basso 1. Allo C 2. Menuetto. Trio 3/4 3. Adagio 6/8 4. Presto 2/4 Violino I 1. Allegro Moderato C 2. Menuetto Un Poco Allegretto. Trio 3/4 3. Adagio 6/8 4. Presto 2/4 Violino II 1. Allegro Modto C 2. Menuetto. Trio 3/4 3. Adagio 6/8 4. Allo 2/4 Viola 1. Allegro Modto C 2. Menuetto. Trio 3/4 3. Adagio 6/8 4. Presto 2/4 Ci sono incongruenze nelle indicazioni di tempo: Basso 1. Allo C invece le altre parti: Violino I 1. Allegro Moderato C Violino II 1. Allegro Modto C Viola 1. Allegro Modto C E poi: Violino II 4. Allo 2/4 invece le altre parti: Basso 4. Presto 2/4 Violino I 4. Presto 2/4 Viola 4. Presto 2/4 E poi: Violino I 3. Menuetto Un Poco Allegretto. Trio 3/4 invece le altre parti: Basso 3. Menuetto. trio 3/4 Violino II 3. Menuetto. trio 3/4 Viola 3. Menuetto. trio 3/4 E questa evidenza ci fa capire come possa essere una completa idiozia affermare che questa "precocissima" copia: 1. sia stata copiata dall'originale del Vero Autore 2. sia stata in possesso del Vero Autore per anni prima di essere immessa nell'archivio elettorale e abbia quindi subito dallo stesso Vero Autore correzioni (le correzioni presenti negli spartiti le vedremo più avanti). ...continua...
  8. Tutte queste lettere, il cui significato è misterioso, rimandano, però, a un collegamento a Matitino Andreino. E infatti, basta una lettera, per fare una attribuzione ad minchiam. Fa niente che nei frontespizi delle parti di Mus. D.159 si possono leggere altre numerazioni (più avanti vedremo...) , fa niente. Le lettere rimandano a Luchesi. Ridicolo fino alle ossa. E certo, Matitino Andreino oltre alle sinfonie era famoso anche per i quartetti d'archi (ma non divertimenti, mi raccomando). E vediamo allora le coppie di filigrane copiate da un unico amanuense - secondo Taboga - e le carte dei trienni sarebbero: - 1763-65 ma gemella delle carte 1769-71 - 1766-69 - 1769-71 - 1767-69 - 1770-72 L'intera fonte, in base a questi trienni, quindi è decisamente databile: Cioè: unico amanuense, copia unica, carte prodotte fino al 1772 e quindi la fonte è del 1770. Bella roba. E giustamente anche se "dovrebbe potersi datare": Capito? Anche se è ipotizzabile datare la fonte al 1770 i quartetti ERANO GIA' STATI RICOPIATI NEL 1770. Praticamente l'ipotesi esposta nelle righe prima viene data per confermata nelle righe successive. Barzelletta? No, analisi codicologica. E qui adesso la sparata è logicamente grossa, non solo per la sparata in sè, ma perchè diventa uno dei capisaldi per l'attribuzione dei quartetti al Matitino. E mi vergognerò di commentare queste affermazioni. Benvenuti nel circolo delle quinte (o quasi quinte). ...continua...
  9. I QUARTETTI OP. 9 DI J. HAYDN Mus. D. 159 Descrizione sommaria e soprattutto incompleta. Come sempre. Ovviamente lo sanno anche i bambini che l'inchiostro non è marrone (il numero 8), ma è inchiostro nero, sempre e solo nero, ossidato. Le più fedeli riproduzioni dei frontespizi (che sono 6 e il numero "16" è solo su un frontespizio) sono queste: Notate qualcosa? Ma vedremo più avanti. I quartetti op. 9 sono catalogati (con il numero rosso) separati nel Catalogo 53.I così: ...continua...
  10. Bel palinsesto. Almeno sia chiaro lo stile di Matitino Andreino.
  11. Allora, dopo alcuni musicologi geniali, che hanno parlato di accordi vallottiani senza sapere Nulla di armonia, adesso abbiamo altri loro discepoli che parlano di CIRCOLO delle QUINTE per forzare attribuzioni lucchesiane. Ma ci siamo informati sulla storia del quartetto d'archi? Sappiamo come é nato e la evoluzione che ha avuto? Sappiamo qualcosa di armonia??????
  12. Prima di iscriverci al Circolo delle Quinte e prima di dare uno sguardo ai quartetti op. 9 di Haydn, ritorniamo un attimo sulla sinfonia n. 13 custodita a Modena. Guardiamo da vicino gli spartiti e vediamo se rintracciamo qualche correzione. Basso 1 - Minuetto Qui, qualcuno, con il matitino - non il copista - ha corretto l'accidente al sol. Basso 2 - Minuetto Qui, qualcuno, con il matitino - non il copista - ha corretto anche nella seconda copia del basso l'accidente al sol. Basso 2 - Finale Qui il copista si è accorto di aver saltato una battuta e l'ha inserita di forza tra due battute già scritte. Basso 2 - Finale Qui il copista, visto che ha ancora sbagliato a copiare, duplica una battuta con il bis. Corno II - Minuetto Qui nessuna correzione. Ma voglio far notare un pelo che VEROSIMILMENTE è di Luchesi. Viola - I Movimento Qui il copista ha sbagliato due note e le ha corrette. Violoncello Obbligato - Adagio cantabile Qui il copista ha corretto il raggruppamento di semicrome e biscrome. Bravo. Quindi un minimo di revisione questo schifo di copia l' ha avuta. Una, da parte degli stessi copisti e un'altra da un personaggino con il matitino. Ma quest'ultimo doveva essere proprio un troglodita musicale per accorgersi solo di un accidente sbagliato. E poi è da notare che il correttore accidentale (per gli amici T9) ha corretto lo stesso errore presente in una copia del NUCLEO ORIGINALE e in una "seconda" copia. Quindi quando sono state corrette con il matitino? E poi perché? Chi c***o è stato? Ma non era una copia di archivio?
  13. Tra poco ci rivedremo, Vi iscriverò tutti al famoso e ignorante: CIRCOLO DELLE QUINTE Così qualcuno si sentirà a suo agio.
  14. Scusatemi, ma non ce la faccio. La conclusione è probabile. Leggiamo il resto. La storia sembra, e c'è il riassunto. Il Vero e Autentico Quattrocornicontimpaniintonalitàmaggiore Andreino Il Genio, ha fatto copiare A VENEZIA, tra il 1765-69, nella bottega tedesca di copisti europeisti, il suo antigrafo; autografo? Boooooooooooo!!!! Nel 1771 subì l'asportazione....... Ma che c****o vuol dire "subì"? CHI E' STATO?, CHI C***O E' STATO? E dove minch*a era sto manoscritto per essere modificato? Ma io mi domando: ma che bisogno c'era di modificare il manoscritto se poi, come si rileva dalla stemmatica ad michiam, altre copie di Andreino sono servite per TUTTE le altre fonti della13? E che BISOGNO C'ERA DI ALTERARE IL FRONTESPIZIO DI UNA COPIA CONSERVATA IN UN LIMBO [ .....più vanti] Proprio SOLO la copia che adesso è Modena ha subito quella stortura? E certo! Il Limbo! Tanti soldi regalati a copisti tedeschi in trasferta a Venezia per una copia fatta male, ma proprio male. E magari il povero Andereino ha pagato anche per l'alterazione del frontespizio di una copia di una sinfonia da nascondere e da non eseguire.... Imbecille peggio di Haydn. Ma.....ipoteticamente.....verosimilmente....probabilmente... VERGOGNARSI NO?
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