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  1. Sta lavorando duro per preparare il suo prossimo errore. E niente, proprio non ce la fa. Nonostante le “segnalazioni” e la nuova (per lo S.L.) letteratura, proprio non ce la fa. Traduce un passo di pag. 180 di Fisher (lo avrà letto?): «La sinfonia in do magg I:50 sopravvive in un MS autografo datato 1773. Originariamente questo MS conteneva un altro bifolio tra il secondo e il terzo movimento; esso fu rimosso attorno al 1900 come estraneo alla sinfonia. Sebbene questo sia vero finché valido (as far as it´ goes), il bifolio fornisce l’unico collegamento all’origine della sinfonia. In esso vi è un pezzo di musica per l’entrata della dea Diana [del prologo] dell’opera di marionette Der Götterrath del 1773, dove era il primo numero musicale dopo l’ouverture. Il bifolio nel quale appare era originariamente l’ultimo del fascicolo nel quale il secondo movimento della sinfonia è scritto. Da questo è chiaro che i primi due movimenti della sinfonia devono originariamente aver costituito l’ouverture a quest’opera». Fisher invece scrive: …this MS contained an extra leaf between… …the leaf provides the sole clue…. …The leaf on which it appears was….. Non è un “bifolio” come ripetuto tre volte erroneamente, ma è un foglio, è un mezzo bifolio! Con il foglio 7 costituiva il primo bifolio del 2° fascicolo! E poi, immancabilmente: chiunque sostenesse come i primi due movimenti della sinfonia siano appartenuto alla sinfonia introduttiva del Prologo Der Götterrath” dovrebbe addurre prove inconfutabili oggi sicuramente inesistenti. Esiste l’autografo di Haydn, esiste il mezzo bifolio, sappiamo che Haydn riciclava le ouverture in sinfonie, è documentata la rappresentazione del settembre 1773 e lo S.L. chiede “prove inconfutabili”. Al contrario, sappiamo bene quali sono le sue “prove inconfutabili” per l’attribuzione di molte sinfonie di Haydn a Luchesi: nuovi “destini”, complotti, organizzazioni necessariamente segrete, circoli delle quinte ad minchiam, “violette” esclusivamente italiane, diritti di intestazione, ghirigori e scritte misteriose. E lo S.L. chiede prove inconfutabili agli altri!!!!
  2. Una ricerca sgangherata. Fateci caso. Soprattutto nei lavori stradali, capita spesso di leggere nei cartelli di cantiere: inizio lavori: 15/02/2020 fine lavori: a fine lavori Data di inizio certa, data di fine…..incerta. I lavori finiranno… quando saranno finiti. E nel mezzo una serie di varianti al progetto suggerite, non dal Progettista, ma da chi guarda – come spettatore - i lavori. Grottesco. E questo accade anche per le ricerche dei Nuovi Musicologi Codicologi Lagunari. Nel sito dello S.L. si rileva il fatto che dei 7 o 8 “punti precisi” ne rimangono solo 3. Ma come? Non erano PRECISI? Sembra proprio di no. E poi si passa dallo scrivere che la collocazione di quel mezzo bifolio prima del minuetto non è più “casuale”, ma “singolare”. Cosa vorrà dire codicologicamente parlando? Boh! Si passa dal ridicolo al patetico in un lampo. Ma nonostante questo work in progress, Haydn è ancora solo un copista. Ma la cosa veramente vergognosa è che tutte le correzioni apportate a questa sgangherata ricerca dello S.L., sono gli effetti delle “segnalazioni” fatte da personaggi come me e NR definiti “piccoli ricercatori, irosi e, a posteriori, molto mediocri” dallo Scienziato Lagunare. Notevole farsi correggere da persone molto mediocri. La dice lunga sul valore di questa sgangherata ricerca.
  3. Forse sbaglio a replicare, ma almeno da un punto di vista medico le cose che sto per scrivere potranno avere qualche valore e potranno aiutare qualcuno. Io non ho mai citato il Lessing, ho citato il dottorato di Fisher che è del 1985, quindi qualche anno prima del Lessing. I miei post sono lì tutti da leggere e criticare. Ma capisco che se Mr. Quinta Ascendente ha difficoltà a leggere i manoscritti figuriamoci i miei post in un forum. E niente, continua a ottusare. C'è Fisher e altra letteratura. Lessing non pervenuto da me. Ma è inutile. E niente ancora. Adesso si è procurato lo studio di Lessing. Adesso - dopo mesi ha letto Lessing, ma si è perso tutto il resto. Cosa devo fare? Rispondere? E ancora, Lessing. Bollettino medico: io non ho citato il Lessing. Quando, con i miei interventi, ho permesso di far rettificare a Mr. Quinta Ascendente il suo "studio" sulla 13 (la parte di Oboe non presente, ecc..ecc...) non ero così cattivo e così vergognosamente anonimo. Ingrato. Nessuna teoria, nessuna metodologia. Mr. Quinta Ascendente non ha ancora pubblicato niente. Solo pasticci su pagine web. "1 dico 1 dico 1 dico 1 solo 1." Perchè Mr. Quinta Ascendente non ha trovato questo "uno"? Dico io? Ma il fatto divertente è che c'è anche il 2 e il 3 (che vedremo qui, in questo forum esente da ban di opinione). Ma non è Mr. Quinta Ascendente l'esperto di filigrane? Forse ho sbagliato a replicare, ma almeno da punto di vista medico ho la coscienza pulita.
  4. Pensavo che Mr. Quinta Ascendente fosse rientrato nel forum per comunicarci di aver trovato l'antigrafo luchesiano di qualche sinfonia. Invece niente. Ha rifatto capolino per lamentarsi delle nostre critiche alle stupidaggini che scrive. Come sempre. Molto onore per essere "sodale" del dott. Vitali. Invece Mr. Quinta Ascendente è sicuramente orgoglioso di essere compagno di studi della coppietta di musicologi che tanto ci ha fatto ridere in questo forum. Ricordo che Mr. Quinta Ascendente ha sempre voluto mantenere una certa distanza - e chissà perché - da questa coppia. Ma ormai sono un tutt'uno. Come si fa a scardinare una teoria che non esiste? Mr. Quinta Ascendente tiri fuori i suoi archivi e il suo "studio". E lo compareremo con quello di Azcona. Ma VEROSIMILMENTE non è solo il coraggio a fargli difetto. Osservazioni? Dopo le badilate di errori e strafalcioni dei suoi "studi", fa osservazioni alle nostre osservazioni? Si, aspettiamo che Mr. Quinta Ascendente pubblichi questa dimostrazione. E consiglierei - nel frattempo - a Mr. Quinta Ascendente di pubblicare riproduzioni decenti delle sue filigrane. Ma ha avuto "buoni" maestri in questo, quindi non ci spero. A Mr. Quinta Ascendente riesce benissimo sputtanarsi da solo. Chiedo scusa per il francesismo. Nonostante sia passato un po' di tempo, Mr. Quinta Ascendente non sa ancora nulla di quel prologo. E cita di nuovo il Lessing che come Mr. Quinta Ascendente ha scritto : Questa ipotesi nasce verosimilmente dal lavoro di Walter Lessing – Die sinfonie von Joseph Haydn, dazu sämtliche Messen, uscito nel 1987-89 La questione del Prologo era già presente anni prima in Fisher. Ma cosa lo riscrivo a fare? Poi per la "guida all'ascolto", Mr. Quinta Ascendente è un Maestro: riesce a scambiare un brano solo parlato per un tempo di una sinfonia. Ma cosa lo riscrivo a fare? Più che una persona disturbata mi ritengo una persona che disturba. Lo dimostrano questi piagnistei di Mr. Quinta Ascendente. Ma non siamo nè nella sua pagina FB e nè nel sito dei suoi Amici, quindi niente ban. Se ne faccia una codicologica ragione.
  5. Conclusioni. Potrei continuare a citare esempi su ogni puntino e su ogni trentaduesimo dell’autografo e dei manoscritti, ma – per dirla col poeta – mi sono rotto i co*****i con queste str****te. Concludo. Ecco i punti “precisi” stabiliti dallo S.L. con la penosa questione del Der Gotterrath. Si può essere certi che la collocazione del mezzo bifolio con le 14 misure tra la fine dell’Andante Moderato e il Minuetto sia casuale. Infatti, la frase segnata sopra il titolo, riportata da Hoboken (l’ultima frase della entrata in scena di Mercurio) assicura come, eventualmente, manchino pagine di musica. Già… il mezzo bifolio è stato “collocato” casualmente. Magari da un fantasma che si è rivelato allo S.L. in una seduta spiritica. Il “mezzo bifolio” era la metà del primo e unico e integro bifolio del secondo fascicolo dell’autografo. Se ne faccia una codicologica ragione. Si può essere certi che l’ipotesi di considerare solo i primi due movimenti della sinfonia n. 50 come appartenenti all’ouverture del Prologo poggi solo sul rinvenimento delle 14 misure del Presto in 6/8 prima del minuetto. Almeno una cosa giusta l’ha scritta. Ma non ha capito che quelle 14 misure erano nel secondo fascicolo dell'autografo. Si può essere certi che la sinfonia del Prologo non terminasse con l’Andante Moderato e che manchi un terzo tempo, soprattutto per la presenza dell’Adagio Maestoso introduttivo (vedi l’incisione effettuata da Huss Manfred). Beh, visto che il fantomatico “terzo movimento” di Manfred è solo un dialogo parlato questo “punto preciso” appare proprio molto sobrio. Si può essere certi che il rifiuto del Presto finale della sinfonia n. 50, quale movimento conclusivo dell’eventuale Ouverture del Prologo poggi sulla inspiegabile presenza dei clarini, non inseriti nell’autografo del primo movimento, ma presenti in tutti i testimoni conosciuti, nonché sulla presenza del minuetto, chiaramente incompatibile con un Ouverture. Visto? Non ha capito nulla e non sa nulla. L’Ouverture del Prologo è in due movimenti (saprà che esistono ouverture in due movimenti?). I Clarini non erano contemplati nella ouverture, ma sono stati inseriti nei movimenti successivi quando l’ouverture è diventata una sinfonia. Chiaro? Si può essere certi che l’autografo della sinfonia n. 50, non evidenziando disomogeneità né di carta né di grafia, fu certamente scritto nello stesso momento (a parte i fiati e i timpani del Presto, inseriti in un secondo momento). I due movimenti iniziali del prologo e i due movimenti aggiunti frettolosamente sono stati composti nello stesso periodo. Stessa carta, stesso Haydn. Per l’inchiostro è meglio che si informi come componeva Haydn e tanti altri compositori dell’epoca. Ma di questo “punto preciso” sorprende il fatto che parli di carta e grafia dell’autografo quando – come abbiamo visto - non l’ha manco visto. Si può essere certi che l’autografo della sinfonia n. 50 non fornisca nessuna appiglio per sostenere l’esistenza di una precedente stesura della sinfonia in tre movimenti, men che meno della possibilità di considerare solo i primi due movimenti come l’ouverture del Prologo Der Götterrath, né che Minuetto e finale (Presto), siano stati aggiunti successivamente. Boh, delirio totale. Forse proprio non ce la fa a capire che l’autografo della 50 non è una seconda stesura di una sinfonia in tre movimenti. Ripeto: i primi due movimenti sono stati presi dal prologo e gli sono stati aggiunti il minuetto e il presto. E ancora: saprà che esistono ouverture in due movimenti?. Difficile? Non v’è, al momento, alcuna possibilità di collegare la nascita della sinfonia al Prologo Der Götterrath, la cui musica è dispersa. La nascita della sinfonia collegata al prologo non è fattibile perché la musica stessa del prologo è dispersa…. Vogliamo parlare invece degli autografi/originali di Luchesi di tutte le sinfonie di cui si millanta la paternità? Della società segreta? Del contratto di vendita delle sinfonie? Del patto segreto per le intestazioni? Del diritto di esclusiva? E poi la chicca finale che qualifica chi l’ha scritta: Il vero autore della sinfonia era pagato per la cessione del lavoro e dei diritti di proprietà mentre nulla era dovuto a Haydn che solo esercitava il ruolo di copista e prestanome.
  6. Se si volesse approfondire l’argomento si potrebbero citare molte altre anomalie di queste copie superstiti. Come per esempio la battuta 35 di Oboe I del secondo movimento: figura 34 Nell’autografo l’ultima nota di Oboe I risulta difficilmente leggibile (anche se con l’immagine ad altissima risoluzione si intravede un solo taglio e accennata la nota su di esso). In base alla condotta armonica e all’orchestrazione si deduce che è un la. Infatti Oboe I raddoppia Violino I e Oboe II raddoppia Violino II: figura 35 Il copista di Modena invece non ci deve aver capito niente, infatti nella parte di Oboe I scrive: figura 36 Il re alto è sbagliato, in quanto si intenderebbe come una nota di sfuggita (siamo nell’accordo di sottodominante in 6a) nel raddoppio della parte di Violino I: figura 37 Perché Haydn non ha copiato quel re alto sbagliato, ma ha invece scritto correttamente il la? E ci sono altri esempi che qualcuno si è guardato bene di citare. …continua…
  7. Nell’autografo di Haydn, quarto movimento: figura 30 Nel rigo della Viola, a battuta 27, scrive “col Basso” per indicare che la Viola raddoppi la linea del Basso e ovviamente non riscrive le note; a battuta 33 nella parte del Basso, nell’ultimo quarto, c’è una correzione: cancella il diesis del sol. Ha commesso un errore? Certo e lo ha anche corretto. Se Haydn fosse stato un copista di autografi avrebbe copiato quell’errore dalla riga del basso dell’antigrafo. Ma non è un errore di ripetizione e non è nemmeno un errore di battuta visto che in tutta la sezione non c’è un sol # che sia uno. Quindi andiamo a guardare le parti di Basso della copia “precoce” di Modena: figura 31 figura 32 Niente, nessuna anomalia. Vabbè controlliamo la parte di Viola: figura 33 Oh, oh. Non solo c’è il diesis errato, ma è addirittura inserito sulla nota sbagliata (fa): in chiave di do (viola) la nota scritta è un fa, in chiave di basso (fa) sarebbe un sol. E quindi è chiaro cosa è successo: il copista, scrivendo la parte di viola copiandola dalla parte del basso dell'autografo (perché è la viola a raddoppiare), ha erroneamente lasciato la nota alla stessa altezza della parte del basso. E tutto nasce dalla correzione che ha fatto Haydn. E questo errore nella parte di Viola è presente in tutte le copie manoscritte superstiti (V. edizione critica). Come mai tutte le battute 33 delle parti di Basso sono giuste mentre le parti di Viola sono errate? Quindi l’antigrafo conteneva questo errore nella sola parte di Viola? E Haydn quindi avrebbe copiato la parte di Basso del suo autografo usando come modello la parte di Viola dell’antigrafo e poi avrebbe rettificato l’accidente? Quando poi – lo sanno anche i sassi - è la viola che raddoppia il Basso e non viceversa. Ovviamente la risposta a queste domande è tremendamente semplice: il copista è stato tratto d’inganno dalla correzione di Haydn. ...continua..
  8. Se invece di pescare le incongruenze nell’edizione critica e di costruirci sopra speculazioni ridicole, si leggesse la partitura, comprenderebbe molte cose. La frase musicale del Violino II, contenente il presunto errore a battuta 39 è la seguente: figura 28 Essa termina con il sol della battuta 39. Proprio perché non è un errore, la ritroviamo uguale all’inizio del movimento: figura 29 Anche qui, a battuta 5, c’è il sol di 1/8 e si giunge ad esso sempre con un salto di quinta (dominante==>tonica). Quindi è chiarissimo che le “due crome” non sono un errore di copiatura, ma fanno parte proprio dell’invenzione compositiva di Haydn. Ma perché allora in tutte le copie manoscritte esistenti la battuta 39 del Violino II è diversa dalla corrispondente dell’autografo di Haydn? Se derivanti tutte dallo stesso antigrafo scomparso, risulta che proprio questo antigrafo sarebbe affetto da questo errore. Perché – in definitiva – sono le copie manoscritte che contengono l’errore e non l’autografo. Il secondo movimento ha molti segni che rimandano agli unisoni, e questo deve aver indotto il copista dell’antigrafo a considerare tutta la sezione (che inizia a battuta 39) del Violino II in unisono con quella corrispondente del Violino I. E’ un errore. E infatti qui andiamo nel campo del buon senso. E’ più probabile che Haydn, copiando, abbia cambiato completamente la battuta aggiungendo quelle due crome, o è più probabile che il copista abbia erroneamente considerato tutta la sezione in unisono? La risposta è ovvia, anche partendo dal fatto che l’autografo non è un falso e risale al 1773. Ma lo S.L. ha dimenticato – stranezza – di considerare un’altra “anomalia” della copia di Modena. ...continua..
  9. figura 24 Nella figura 24 (versione dell’autografo) si vede che fino a battuta 38 il Violino I e il Violoncello suonano in unisono (rosso). Da battuta 39 Violino I, Violino II (escluso il sol iniziale di 1/8) suonano all’unisono raddoppiati dal Violoncello (giallo); la Viola raddoppia il basso (verde). Quale sarebbe stato il contenuto della battuta 39 dell’antigrafo scomparso? Esistono due possibilità in base al fatto di considerarlo come partitura o come spartito. Come partitura somiglierebbe all’autografo di Haydn: figura 25 Anziché riscrivere le stesse note, con un segno (//) Haydn indica che il Violino II è in unisono con il Violino I. Quindi in questo caso l’antigrafo sarebbe simile a: figura 26 Perché Haydn – solo un copista - non ha copiato esattamente la battuta 39 del Violino I nella battuta 39 del Violino II? Perché ha aggiunto le due crome ? Perché? Silenzio. Se invece l’antigrafo fosse uno spartito, Haydn avrebbe dovuto copiare semplicemente questa battuta della parte di Violino II: figura 27 Di nuovo: perché Haydn – solo un copista - non ha copiato esattamente la battuta 39 del Violino II nella battuta 39? Perché ha aggiunto le due crome ? Perché? Ancora silenzio. Ovviamente lo S.L. non si addentra in queste problematiche. E’ più facile contare i righi e le crome. ...continua...
  10. La terrificante battuta n. 39. La parte dei Violini II lo certifica: alla battuta 39 del II movimento, come segnalato da J.H.W., Haydn scrisse due crome ma il copista copiò una semiminima (scrittura comune ai tre testimoni esaminati). La parte dei Violini II nel II movimento lo certifica: alla battuta 39 il copista copiò la versione presente nel testimone delle collezioni Thurn und Taxis/Kees. Nella parte separata di Violino II del II movimento, il copista bonnense scrisse la battuta 39 allo stesso modo di quella presente nei testimoni delle collezioni Thurn und Taxis (fig. 7) e Oettingen-Wallerstein (fig. 11). Nell’autografo, perciò, scrisse i Timpani e sotto direttamente i Corni senza lasciare libero il secondo rigo per i Clarini. Giunto al II movimento, nel copiare la parte di Violino II, Haydn commise l’errore alla battuta 39. Detto errore, in filologia definito monogenetico separativo, è in grado da solo di certificare inequivocabilmente come nessun dei 3 testimoni possa provenire dall’autografo, che va pertanto considerato solo come l’ultima versione ottenuta dallo scomparso antigrafo. Le differenze tra l’autografo e le copie superstiti non si esauriscono con gli incipit. Tra quelle citate nell’edizione critica, il Nostro pesca quella della battuta 39 del 2° movimento della parte di Violino II. Le evidenze oggettive sono le seguenti. Figura 22 L’ edizione critica ipotizza che le fonti superstiti siano derivate da una copia contenente questa piccola variante. Infatti che l’autografo sia andato in altre mani per le copie, lo si capisce dalla prima pagina, dove c’è la firma e la data: Figura 23 La macchia che oscurerebbe firma e data (ma sono perfettamente leggibili) è uno sversamento di inchiostro penetrato fino al foglio 5 recto. Qualche copista maldestro, dopo aver sporcato l’autografo, ha cercato di rimediare riscrivendo il nome “Haÿdn”. L’inchiostro del nome riscritto è lo stesso di quello della macchia. Per questi motivi anche la sentenza lagunare: L’autografo di Haydn è un altro “autografo da cassetto”, scritto con i suoi errori e le sue mancanze, nascosto e mai eseguito. Non è che un’altra stupidaggine. Allora: abbiamo l’autografo che, per questa battuta, differisce da tutte le copie manoscritte esistenti. Lo S.L. asserisce che tutte queste 4 “copie” – compreso l’autografo – derivano dallo stesso antigrafo, ma solo Haydn l’Imbecille ha sbagliato a copiare. Infatti lo S.L. scrive: Haydn commise l’errore alla battuta 39 Che l’analisi lagunare sia leggera e inadeguata lo si capisce anche dalla descrizione di questo errore: Haydn scrisse due crome Due crome anziché una semiminima. Tutto qui. La questione è un po’ più articolata. Quella battuta fa parte di un movimento di una sinfonia, non è possibile decontestualizzarla. ...continua...
  11. Quindi, riassumendo, la copia “errata” di Harburg deriva da un antigrafo attualmente irreperibile e gli errori contenuti sono stati causati dalla scarsa chiarezza dell’antigrafo stesso. E di conseguenza l’antigrafo irreperibile sarebbe corretto, ma scarsamente chiaro. Tutto chiaro? Il giudizio lagunare finale sulle fonti di Regensburg e Harburg è categorico: Né il testimone presente nella collezione del principe Oettingen-Wallerstein né quello della collezione dei principi Thurn und Taxis di Regensburg tramandano la lezione dell’autografo di Haydn bensì, pur con le loro varianti, quella dello scomparso antigrafo. Traduzione: le due fonti non derivano dall’autografo di Haydn, ma derivano invece da un antigrafo scomparso che – volemose bene – è stato oggetto di varianti. Non era più semplice, corretto e non ridicolo dire che le varie copie tratte (anche scomparse) dall’autografo di Haydn sono state oggetto di modifiche e/o errori di trascrizione? No. Ma gli incipit della copia di Modena quale rivelazione mistica avranno per lo S.L.? Leggiamo cosa scrive in merito. Nella parte di Violino I (cfr. fig. 13a), il copista copia la battuta 1 (pure nel duplicato), allo stesso modo di quello che realizza il testimone della collezione Oettingen-Wallerstein (fig. 10a). Nelle due parti separate di Violino II (fig. 13d), in quella degli Oboi e del Basso le battute 1 e 6 e nell’incipit del frontespizio la battuta 1 è indicata in modo corretto (con la terzina sottintesa). Lo S.L., campione in fatto di strafalcioni e di analisi “allegre”, dimentica che entrambi gli incipit delle parti Violino I sono errate per l’eccedenza della battuta (errore più evidente rispetto agli altri incipit) e che l’incipit della prima parte di Violino I ha inoltre una correzione a lapis che di fatto non corregge la battuta: figura 19 Giustamente, in questa occasione, non si tira in ballo Matitino per le correzioni…chissà perché… Ma lo S.L. incorre in uno strafalcione ancora “analizzando” le parti di Oboi: l’incipit della parte di Oboe II – come ho già fatto notare precedentemente – è uguale a quella del frontespizio ed è errato (stesso errore della parte di Viola): figura 20 Nelle due parti separate di Violino II (fig. 13d), in quella degli Oboi e del Basso le battute 1 e 6 e nell’incipit del frontespizio la battuta 1 è indicata in modo corretto (con la terzina sottintesa). Lo S.L. avrà letto la partitura? Sembra VEROSIMILMENTE di no. L’incipit del frontespizio e l’incipit della parte di Oboe II sono sbagliati! Proprio non ce la fa a capire che se c'è la pausa di 1/16 puntata la terzina deve essere di 64esimi, proprio come l'autografo di Haydn! Ma continua: Nella parte di Viola (fig. 13e), si ritrova la medesima errata figurazione presente nella medesimo fascicolo proveniente dalla collezione Oettingen-Wallerstein (fig. 10b), causata dalla scarsa chiarezza dell’antigrafo scomparso. Sembra possibile arguire che nell’antigrafo presente a Bonn il taglio indicante la pausa di semicroma fosse, nella parte dei Violini e in quella di Viola, mal scritto, ingenerando l’idea di una pausa di croma con punto (Violini I) o di semicroma con punto (Viola). Ci risiamo. Anche qui, per giustificare gli errori della copia di Bonn tratta da un antigrafo presente in Bonn, si inventa che nell’antigrafo scomparso il taglio indicante la pausa di semicroma fosse, nella parte dei Violini e in quella di Viola, mal scritto. Eh no, il “taglio” era anche mal scritto nella parte di Oboe II !!!! Quanti tagli mal scritti!!!!! E sarebbe interessante vedere come questo taglio potesse somigliare a un punto di valore (contemporaneamente di croma e semicroma) visto che quest’ultimo è a destra della pausa mentre il taglio (altrimenti non sarebbe “taglio”) attraversa la pausa. Il ricorso a queste idiozie – addirittura ammorbate anche da strafalcioni - è un tentativo ridicolo di non mettere in cattiva luce la copia di Modena. Infatti questa copia dovrebbe essere la più antica, dovrebbe essere stata copiata da un originale del Vero Autore e soprattutto dovrebbe essere stata oggetto di una esecuzione a Bonn: …tutto lascia supporre che solo presso la cappella diretta da Andrea Luchesi la sinfonia n. 50 sia stata eseguita prima del 1782. E perché non sono state corrette le parti dei Violini, della Viola e di Oboe Secondo? Domanda difficile. Il giudizio finale lagunare sulle fonti è il seguente: Nessuno dei testimoni presenti nelle collezioni del principe Oettingen-Wallerstein, Thurn und Taxis di Regensburg o cappella elettorale di Colonia-Bonn tramanda la lezione dell’autografo di Haydn mentre tutti provengono dall’antigrafo scomparso, presente a Bonn poiché copiato dal copista della cappella. Anche per la sinfonia n. 50 nessun testimone tramanda la lezione dell’autografo. Intanto vorrei capire che fine ha fatto l’antigrafo A-GRAVE32 degno di nota per l’indicazione “Grave” anziché “Adagio Maestoso”. La copia di Modena – che sarebbe diretta discendente dell’antigrafo scomparso - non riporta quella indicazione. Quindi? Ah, ok, un’altra analisi sterile ma soprattutto ad minchiam. Quindi le fonti esistenti – a causa degli errori negli incipit - non derivano dall’autografo di Haydn, ma dall’antigrafo scomparso. Qui di seguito pubblico un poster con tutti gli incipit discussi e raggruppati: figura 20 La copia di Modena ha anch’essa problemi di incipit, come la copia di Harburg e come il record nell’Haydn-Verzeichnis. Ah, ma dimenticavo che anche se la copia Mus.D.138 è affetta da errori è solo perché l’antigrafo da cui deriva in alcuni passaggi non è molto chiaro… Ma sarebbe una copia perfetta degna di quel genio chiamato Andrea Luchesi. Ipotizzare l’esistenza di una copia intermedia che riporti modifiche rispetto ad un autografo, ovviamente, è lecito e serve spesso per giustificare varianti alle quali non è possibile trovare altre spiegazioni. Ma inventarsi che il taglio di una pausa ha generato un fraintendimento sul punto di una pausa copiata su ben tre parti…ecc...ecc…Mi pare eccessivo. Ma anche ridicolo. Questi sono dettagli che si riscontrerebbero avendo a disposizione l’antigrafo. Ma che di fatto, non esiste. ..continua con: la terrificante battuta 39...
  12. Quanti incipit! Bel casino, vero? Ma non è ancora finita. Lo S.L. riporta anche i due incipit delle fonti di Regensburg (figura 17) e Harburg (figura 18): figura 17 figura 18 Per l’incipit della copia di Regensburg, lo S.L. scrive: La misura 1 della parte di Violino I riporta la stessa musica dell’autografo, ma non i segni di staccato (cfr. fig. 4). In una quasi perfetta concordanza con l’autografo il segno di terzina è indicato solo alla prima battuta (non a battuta 6) e nella sola parte di Violino I; nella parte di Violino II il segno di terzina non è mai indicato come non lo è in quelle degli Oboi e dei Bassi ma solo in quella di Viola (solo alla battuta 1). Poiché il tempo lento è indicato Adagio Maestoso senza la «e» dell’autografo e i segni di staccato sono diversi, è lecito ritenere che il copista di Kees non abbia tratto le parti separate dall’autografo. Fa veramente ridere leggere che per questa sinfonia questo scienziato si interessi di puntini, di terzine e della lettera “e” dell’indicazione del tempo. Per la sinfonia n. 13 non è manco riuscito a contare le battute mancanti dei timpani…vabbè, si sarà fatto aiutare da qualche coppia di musicologi esperti di musica manoscritta. In definitiva questo incipit (figura 17) della copia di Regensburg – nonostante sia l’unico identico all’autografo – a causa dei puntini e delle terzine non indicate in chiaro nelle altre parti, non deriva dall’autografo di Haydn. Che scienziato! Invece per l’incipit della copia di Harburg (figura 18): Come afferma W. Stockmeier il testimone tramanda la lezione di un antigrafo scomparso la cui prima battuta è eccedente la durata della stessa (5 o 4/32 se si considera la terzina sottintesa – fig. 10a). Non si può pensare ad un errore del copista poiché la stessa figura è copiata anche alla battuta 1 della parte dei Violini II, mentre alla battuta 6 l’amanuense copia una pausa di 1/16 (invece di 1/8, come farà anche nelle parti degli Oboi, Viola – fig. 10b – e Basso). L’errore compiuto nella parte dei Violini I e II è sicuramente dovuto alla scarsa chiarezza dell’antigrafo scomparso alla battuta 1. In questa “analisi” è degna di nota la seguente ammissione: L’errore compiuto nella parte dei Violini I e II è sicuramente dovuto alla scarsa chiarezza dell’antigrafo scomparso alla battuta 1. In questo passo lo S.L. dimostra che si sta accorgendo che ha già scritto un oceano di minchia*e. E corre ai ripari con speculazioni e ridicole forzature. L’errore sarebbe stato commesso a causa della scarsa chiarezza dell’antigrafo scomparso… Se l’antigrafo è scomparso, non so proprio come faccia a dire che l’errore è generato dalla sua scarsa chiarezza. Lo si potrebbe dire dell’autografo di Haydn, ma di qualcosa CHE NON C’E’….BOH! Ma questo incipit ha anche qualcos’altro di diverso. Il tempo anziché indicato “Adagio Maestoso” – senza la “e” – è vergato “Maestoso Adagio”. Al contrario quindi. Strano che lo S.L. non se ne sia accorto. ...continua...
  13. Ma lo S.L. dimentica – che strano… - che esiste un altro catalogo dove è rubricata la sinfonia n. 50 di Haydn. Il Catalogo Storico 53 I-II di Modena riporta, nell’elenco delle sinfonie di Haydn, al foglio 25recto, nel penultimo rigo, nella colonna di sinistra, l’incipit della Hob. I:50 con il numero 76 (figura 14): figura 14 Se adottassi il metodo lagunare direi tranquillamente che anche qui vi è la presenza di un altro antigrafo. Infatti questo incipit differisce da tutti i precedenti per: l’indicazione del tempo è “Ad[agio]”, anziché “Grave” e anziché “Adagio e Maestoso”; dopo il tricordo, il do di 1/8 non ha il punto di valore. La cosa divertente è che, con la terzina di 32esimi, la battuta ha il tempo 4/4 corretto! Nessuna eccedenza o deficienza. Ovviamente sarebbe da pazzi applicare questo metodo, si ipotizzerebbero antigrafi a ogni puntino….. Questi sono solo errori, dimenticanze, ecc… Ma il Catalogo Storico – a insaputa dello S.L. - riporta anche un duplicato dell’incipit nel foglio 23verso, settimo rigo colonna di sinistra nell’elenco delle sinfonie di Haydn (figura 15): figura 15 Il presente incipit non ha numero di catena, è segnato con un tratto rosso decrescente (come quasi tutti gli altri incipit dell’elenco), non ha indicazione di tempo e metricamente è uguale quello dell’Haydn-Verzeichnis (figura 10). Un altro antigrafo magari disperso? No, basta. Questi due incipit rimandano alla copia Mus.D.138. E questi sono gli incipit (frontespizio, Violino I/1 e Violino I/2): figura 16 L’incipit del frontespizio è identico a quello dell’ Haydn-Verzeichnis, ma non ha l’indicazione di tempo “Grave”. Gli incipit delle parti di Violino invece riportano un altro di tipo errore di eccedenza di battuta ancora più grossolano rispetto a quelli visti in precedenza (uguale, come vedremo più avanti, all’incipit della copia di Harburg). Qui la pausa puntata è di 1/8 e la terzina è in sedicesimi (in Violino I/1 c’è una correzione: coda aggiunta a lapis…troppo tardi monsieur). Ma perché non c’è corrispondenza tra l’incipit del frontespizio e quello delle parti dei Violini I? Ovviamente lo S.L. che non sa leggere gli spartiti, non lo sa e giustamente lo ignora completamente. L’incipit del frontespizio, che è lo stesso del catalogo storico, non è stato copiato dalle parti di Violino I, ma bensì dalla parte di Oboe II che è vergata nel verso del primo foglio, praticamente subito dopo il frontespizio (figura 16a): figura 16a Quindi nella copia di Modena abbiamo diversi incipit nelle parti. Ma non è ancora finita. Gli altri incipit delle restanti parti sono: figura 16b figura 16c figura 16d figura 16e figura 16f figura 16g E’ bene ricordare che il Catalogo Storico 53 I-II di Modena è il catologo creato, modificato e costantemente aggiornato sotto la supervisione di quel genio chiamato Andrea Luchesi. Dove ha rubricato tutte le sue migliori sinfonie intestate ad altri compositori. Ma ritornerò su questo. ..continua...
  14. Purtroppo lo S.L., siccome non ha proprio studiato l’autografo della 50, non si è accorto che anche Haydn ha commesso lo stesso tipo errore (non segnalato nell’edizione critica) nella prima battuta del Violino I, ma ha rimediato aggiungendo un tratto (figura 12): figura 12 Che si tratta di un segno aggiunto lo si capisce dalla velocità del tratto stesso. Infatti nella parte della Viola (ma anche di Oboe I e Basso) tutti i 4 tratti hanno la stessa velocità (figura 13): figura 13 Se il buon Haydn non avesse corretto la terzina, questo errore avrebbe generato non so quale tipo di speculazione da parte dei Nuovi Musicologi. Invece per quanto riguarda l’indicazione “Grave” penso che sia proprio un mero errore di chi ha copiato quell’incipit. Quindi – solo attraverso l’incipit – il Nostro ha già ipotizzato l’esistenza di un antigrafo (A-GRAVE32). ...continua..
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