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Pollini

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    Maschio
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    Reggio nell'Emilia (RE).

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  1. Gustav Holst, The Planets. Forse sarà un ascolto banale, ma resta un gran bel pezzo. A quanti debba controdediche.
  2. Di solito si consigliano l'olio di mandorla o quello di semi di lino, io comunque porterei lo strumento in un buon negozio di strumenti a fiato e mi informerei da loro.
  3. Probabilmente è una questione di rarità: essendo gli strumenti in metallo molto più comuni ed avvenendo la loro costruzione in scala molto più ampia, nonché avendo una domanda molto più alta (soprattutto nel mercato degli studenti ed in quello degli strumentisti "di fila"), il loro prezzo sarà inevitabilmente più basso di quello degli strumenti in legno. Viceversa, essendo il clarinetto tradizionalmente in legno ed essendo dunque molto comuni gli esemplari in detto materiale, il loro costo sarà molto inferiore rispetto ad un flauto in legno.
  4. George Muffat, Concerto grosso n.o12 "Propitia Sydera" in Sol maggiore. A quanti debba controdediche.
  5. Nathaniel Giles (1558-1633?), "Salvator Mundi". Reminescenze dell'antica arte della "Musica Reservata" nei complicati intrecci ritmici di questo brano, che prevede terzine, quintine, settimine sovrapporsi a duine e quartine. A quanti debba controdediche.
  6. Biber, musiche per il Servizio dei Vespri ("Vespro della Beata Vergine"). A quanti debba controdediche.
  7. Boh... A me l'idea di una riproposizione paro paro di un linguaggio Barocco oggi non garba.
  8. Discussione ormai vecchia di quattro anni ed alla quale risposi senza manco accorgermi che era nella sezione di Jazz: quelle erano regoline generali per cominciare a scrivere melodie nello stile classico o romantico. Oggi sicuramente non impoverirei la materia in quella maniera.
  9. Händel, Water Music - Suite n.o3. La mia preferita delle tre, in realtà penso che Händel desse il suo meglio nei momenti intimi. A quanti debba controdediche.
  10. Mozart, Messa in Do minore (KV427/417a; completamento di Robert Levin). A quanti debba controdediche.
  11. Cipriano de Rore, Ancor che col partire (versione strumentale con diminuzioni di Doron Sherwin). A quanti debba controdediche.
  12. Tranquillo che sono "audionnivoro" . Ricambio con questa Sinfonia (o "Concerto per archi") di Vivaldi, RV131:
  13. Gregorio Allegri, Missa "Che fa oggi il mio Sole". Ero partito un po' prevenuto, ma mi sono dovuto ricredere: bel brano. A quanti debba controdediche.
  14. L'avevo ascoltato alcuni anni fa in un programma totalmente dedicato a Schubert (forse l'autore col quale ha avuto un rapporto più stretto). Il suo ritiro è una pessima notizia .
  15. Monteverdi, Magnificat a 6 (per voci e basso continuo). Praticamente la versione senza strumenti (continuo a parte) e ad una voce in meno del Magnificat dei suoi Vespri. Resta nondimeno un brano di grande eleganza e sapientemente costruito, pur senza raggiungere la grandiosità della sua controparte "concertata". A quanti debba controdediche.
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