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Pollini

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  1. Questo lato di Morricone non lo conoscevo, però mi piace quest'ironia... Comunque passo molto raramente da questa sezione, ma ieri un ascolto della Colonna Sonora di "The Mission" era doveroso:
  2. A me Stravinskij piace, anzi, mi piace più quello più "sanguigno", credo sia il suo lato più sincero (questo brano mi parrebbe sul suo lato più "moderato"). Contraccambio con Hindemith, cinque Pezzi per Orchestra d'Archi, Op.44.
  3. That's what we call "practice". Comunque adesso sto ascoltando un po' di Sonate dal Fidicium Sacro-profanum di Biber: A quanti debba controdediche.
  4. Vorrei sperare, perché mai avrei pensato che certi personaggi possano avere un seguito, ed invece il suo omologo pianista e cembalista, Wim Winters, ha pure il codazzo di funboyz pronti persino a suonare con lui...
  5. Beethoven, Sinfonia n.o5. Da non crederci, sto litigando con un adepto di Maximianno Cobra sul tempo da staccarsi . A quanti debba controdediche.
  6. Sarò banale, ma per il Corpus Domini: Mozart, Ave Verum Corpus. A quanti debba controdediche.
  7. Bach, Suite per violoncello n.o1. Pensavo ci sarebbe stata meno differenza tra strumento d'epoca e strumento moderno che non con le Sonate e Partite per violino solo, ed invece all'esatto contrario c'è forse una differenza ancora maggiore: con lo strumento d'epoca è tutto più chiaro, preciso e meno "pesante", un ascolto decisamente rivelatorio. A quanti debba controdediche.
  8. L'algoritmo di YouTube consiglia questo video di Sonate per violino dall'Archivio di Krems (Austria), quasi tutte di Biber ed una di Muffat: Biber lo si riconosce subito, alcune trovate armoniche potrebbero essere di un autore vissuto due Secoli dopo .
  9. C'è un thread molto carino in cui raccogliamo il "Worst of" del mondo della discografia classica, inseriscilo anche lì perché mi pare meriti . Adesso proseguo la mia abbuffata bachiana di questi giorni con la Suite n.o3, nella versione originale per soli archi: Un gran bel canale YouTube questo, stanno caricando tutta l'Opera di Bach con esecutori veramente eccezionali. A quanti debba controdediche.
  10. Niente, alla fine l'ho ascoltata tutta . Anzi, oggi bisso, ma vado sul "vintage": Un po' una "mixed bag", ma considerando che siamo proprio agli albori della riscoperta della Musica "Antica", non mi sento di biasimare uno come Richter, che innanzitutto ne è stato un divulgatore più che andare alla ricerca di un'esecuzione propriamente filologica. I bassi ben presenti mi piacciono, meno un coro così grande ed il raddoppio di flauti ed oboi (4 per parte invece che 2?...), che tolgono intelligibilità alle parti interne. A tratti certi passaggi in forte mi paiono un po' troppo rudi, ardisco a dire quasi da Wagner o R.Strauss. Nel complesso comunque per l'epoca un gran lavoro, certo oggi la conoscenza di quel repertorio ha fatto passi da gigante e non cambierei mai una buona incisione su strumenti d'epoca con Richter, che più che essere uno specialista di Bach con le orecchie di oggi mi pare uno che ha diretto molto Bach, però per i suoi tempi gli va riconosciuto un lavoro divulgativo encomiabile.
  11. Gradisco eccome, controdedico con la Messa di Bach di cui prima!
  12. Ho trovato su YouTube quest'incisione della "Messa in Si minore" di Bach che mi pare ottima, ora magari ne ascolto un po'. A quanti debba controdediche.
  13. Bach, Concerto Brandeburghese n.o3. Per certi aspetti lo trovo il più moderno del lotto, sarà per l'intensità dell'intreccio polifonico accoppiatto all'austera veste timbrica dei soli archi, ma mi pare veramente un brano molto moderno, o quantomeno preveggente, nella costruzione. A quanti debba controdediche.
  14. I "Grand Motets" di Jean-Joseph Cassanéa de Mondonville (1711-1772). Forse uno dei migliori dischi che abbia mai ascoltato, non un singolo brano che non catturi l'attenzione. A quanti debba controdediche.
  15. Bruckner, Messa n.o2. Tanto per riprendere il discorso di ieri sul Vespro di Monteverdi diretto da Jochum (su strumenti moderni), trovo sempre interessante vedere come i diversi compositori se la cavino di fronte ad un organico di soli fiati, ed in particolare nel loro rapporto con le voci. Bruckner in pratica usa il coro come fossero gli archi in orchestra, e privilegia corni e soprattutto legni, lasciando i tromboni e più ancora le trombe ai momenti culminanti (f e ff a pieno organico). Molto interessante, sarebbe da proporre come studio di strumentazione.
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