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Pollini

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  1. Mahler, Sinfonia n.o10 (completamento di Deryck Cooke). Mahler in questa Sinfonia è come se fosse arrivato ad una sorta di sfogo finale, non so perché, ma mi dà l'idea d'essere la sua opera più sincera, come se alla fine volesse buttare in faccia a tutti quello che pensava. Che poi questa sia solo una ricostruzione, e quindi purtroppo non al 100% attendibile, è vero, però che sia basata su materiali lasciatici dallo stesso Mahler è anche questo vero, e che detti materiali "parlino" per il loro autore lo si può capire. A quanti debba controdediche.
  2. Su consiglio di @franco santi: Michelangelo Rossi (1602?-1656), Toccata VII in Re minore: A quanti debba controdediche.
  3. Ormai ho imparato che di solito quando un autore "Popular" cerca troppe legittimazioni tirando per la giacca il mondo Classico bisogna iniziare ad alzare l'attenzione: "the man who needs to shout 'I am the King!', he's not the King", ed allo stesso modo chi è bravo, qualunque sia il suo campo, non ha bisogno di tentare di riflettere l'altrui luce per legittimarsi. Pensavo ad esempio a Stuart Copeland, il batterista dei Police: pur avendo chiarissime influenze dal Jazz, da varie Musiche Popolari (in particolari quelle del "Medio Oriente") e da quella Classica sia nella tecnica esecutiva che nel
  4. Ravel, Concert en Sol. A quanti debba controdediche.
  5. Ho una sua Nona di Beethoven che dev'esser la più veloce di cui sia a conoscenza (2007, con la BBC National Orchestra of Wales: a 58 minuti circa dev'essere anche l'unica che conosca a scender sotto l'ora di durata!), ma comunque per chiarezza esecutiva ed energia è eccellente, alla fine il risultato non è assolutamente trafelato o "spezzettato". Adesso una stranezza: esecuzione filologica di un'operazione oggi considerata non filologica, il Messiah di Händel tradotto in Tedesco e con l'orchestrazione revisionata da Mozart (presente anche nel Köchel-Verzeichnis, listato quale n.o 527):
  6. A quanto ne so non pochi strumentisti alternano al proprio strumento "principale" diversi strumenti affini, dunque i tromboni non escludono i flicorni e viceversa: si può benissimo continuare a suonare il trombone ed affiancare ad esso flicorni contralti e baritono, volendo pure l'eufonio che anzi in certe Orchestre ed Ensemble professionistici (Bande od "Orchestre di Fiati" essi siano) è secondo strumento obbligatorio per i trombonisti. In generale da compositore trovo molto utile avere anche un po' di pratica di vari strumenti, per gli strumentisti so che può esser diverso, ma non vedo
  7. E tanto per farsi male, dopo aver scoperto che Hamilton Harty (1879-1941) ne aveva arrangiato alcuni Movimenti per orchestra sinfonica moderna, sono andato ad ascoltarmeli...: Non sono, ma ieri ad un certo punto m'era venuta una voglia irrefrenabile di riascoltarmi il Te Deum di Charpentier in una qualche vecchia esecuzione da melomani incalliti ed ecco che l'ho trovata (ma ovviamente non sono riuscito ad arrivare alla fine... Se non altro questo!): Sarà che sono astemio e lo spumante mi ha fatto un brutto effetto, comunque mi chiedo cosa possa avermi spinto a farmi m
  8. Sempre Händel, stavolta la Water Music.
  9. Buon anno a tutti! Ovviamente cominciamo con Händel, la Firework Music: EDIT: Buffo, mi rendo conto solo ora che il Dr.Madiel sta ascoltando lo stesso identico brano nella stessa identica esecuzione .
  10. Ok, allora ricordavo bene. Adesso ascolto tradizionale di fine anno: Charpentier, Te Deum in Re maggiore. Qualcuno potrà dire che è un po' fuori luogo, ma diciamo che già esserne usciti vivi e sani da quest'annus horribilis è motivo sufficiente per un Te Deum! A quanti debba controdediche.
  11. Non era quello del quale Hanon riportava (pare senza alcuna reale fonte) che sapesse far tremare la sala coi suoi tremoli? Finora tutti quelli che sapevo lo conoscessero lo conoscevano solo per questo...
  12. E maestro d'ancora maggior "peso", considerando che è considerato anche se non fondatore quantomeno precursore della Scuola Veneziana. Adesso: Giuseppe Torelli, Concerto per tromba in Re maggiore. A quanti debba controdediche.
  13. Ovviamente... Corelli, Concerto grosso Op.6 n.8 "per la Notte di Natale". A quanti debba controdediche, ed auguri a tutti.
  14. Acquisti di Natale: il Graduale Triplex ed un flauto dolce "garklein" (o "sopranino in Do") Aulos Symphony 501S.
  15. Oggi è il 250esimo compleanno di Beethoven! Festeggiamolo con la Sonata n.o30, l'Op.109, scritta proprio nel 1820: A quanti debba controdediche.
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