Questo mese ho visto al cinema due Film usciti proprio quest'anno: l'"Odissea" di Christopher Nolan e "Robin Hood - Il prezzo del sangue" di Michael Sarnoski, con Hugh Jackman nel ruolo titolare.
Del primo avevo sentito pareri contrastanti, così m'ero incuriosito e sono andato a vederlo; in realtà m'è piaciuto, anche se lo sceneggiato del 1968 per me rimane il non-plus-ultra: d'altronde, l'originale di Omero contiene tanto di quel materiale che ridurre tutto alle due o tre orette d'un Film non è possibile, se si vuol esser davvero fedeli all'originale l'unica è una serie od una "mini-serie", o comunque uno sceneggiato in più episodi.
Il secondo però era quello che veramente m'incuriosiva, e devo dire che l'intuito era giusto: Sarnoski decide di tornare alle origini del personaggio, alle primissime ballate in cui era solo un brigante come tanti altri e non il paladino dei poveri e degli umili, che si batte contro le autorità corrotte come poi è diventato nelle versioni "classiche" della leggenda, e da lì parte per descriverne un percorso di pentimento e di riscatto sia pur tardivi. Sia di Ulisse che di Robin Hood ne abbiam visti parecchi, e non paiamo mai esserne sazi: forse perché sono (anti)eroi imperfetti, nei quali ci ritroviamo assai più facilmente di quanto non potremmo fare in quelli "senza macchia e senza paura", negli Enea e negli Orlando che forse recepiamo davvero troppo alti per esser realistici. Quella di Sarnoski però è una visione veramente originale anche per chi ne sia un po' stanco; è forse un po' passato in sordina rispetto ad altri titoli, ma merita una visione.