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Pollini

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    Maschio
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    Reggio nell'Emilia (RE).

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  1. Cipriano de Rore, Ancor che col partire (versione strumentale con diminuzioni di Doron Sherwin). A quanti debba controdediche.
  2. Tranquillo che sono "audionnivoro" . Ricambio con questa Sinfonia (o "Concerto per archi") di Vivaldi, RV131:
  3. Gregorio Allegri, Missa "Che fa oggi il mio Sole". Ero partito un po' prevenuto, ma mi sono dovuto ricredere: bel brano. A quanti debba controdediche.
  4. L'avevo ascoltato alcuni anni fa in un programma totalmente dedicato a Schubert (forse l'autore col quale ha avuto un rapporto più stretto). Il suo ritiro è una pessima notizia .
  5. Monteverdi, Magnificat a 6 (per voci e basso continuo). Praticamente la versione senza strumenti (continuo a parte) e ad una voce in meno del Magnificat dei suoi Vespri. Resta nondimeno un brano di grande eleganza e sapientemente costruito, pur senza raggiungere la grandiosità della sua controparte "concertata". A quanti debba controdediche.
  6. Aggiornamento dopo qualche avventura, con un paio di avvertimenti pre-eliminari: L'imboccatura "a tazza" e "ad ancia labiale" pongono il cornetto fermamente tra gli ottoni; se non suonate nessuno strumento della famiglia, prima di tutto è meglio consultarsi con un trombettista od un cornista per formarsi l'imboccatura, sennò non se ne caverà fuori il minimo suono. Bisogna assolutamente comprare panni per la pulizia di strumenti a fiato (io uso quelli per oboe, consigliati dalla Monk ed effettivamente i più adatti al canneggio di un cornetto soprano), sennò... Meglio non dire cosa ci troverete dentro ! Ciò detto, si deve portare pazienza subito nella formazione dell'imboccatura e nello sviluppo della muscolatura delle labbra (chi viene da altri ottoni, meglio se ad imboccatura piccola come, perlappunto, la tromba ed il corno, è quindi di gran lunga avvantaggiato: le diteggiature invece sono molto intuitive, semplici e si imparano in fretta, giusto con qualche eccezione nel registro sopracuto, quello dopo il Sol4); forse la cattiva fama in realtà sta proprio nella pazienza necessaria e nella lentezza dei primi passi, ma è in realtà una curva d'apprendimento più ripida all'inizio che non alla fine (mi sentirei di dire, l'inverso di quella di uno strumento come il pianoforte). Ho fatto l'errore di suonare per lungo tempo senza "piegare" in dentro le labbra, come si deve fare con le imboccature degli ottoni, ma dopo aver corretto il problema adesso comincio a "vedere" le note anche fino al Si bemolle4 (si può arrivare fino al Re5, ma non bisogna affrettare mai troppo la conquista di note acute sennò il rischio sarà quello di rovinarsi le labbra: ma questo, mi pare di aver capito, vale per tutti gli ottoni). Costruire il suono dà però una soddisfazione unica, soprattutto nel registro acuto dove esso veramente splende, come diceva Mersenne, "come un raggio di Sole tra le navate di una Cattedrale, o quando perfora le nubi durante una tempesta": consiglio vivamente l'esperienza a chiunque già suoni altri ottoni, a me ha quantomeno dato una certa consapevolezza nel cosa significhi scrivere per strumenti della famiglia, in particolare per quanto riguarda le intrinseche potenzialità e limiti dell'imboccatura "ad ancia labiale". Agli altri, come già detto, consiglio se vogliono provare a cimentarsi col cornetto di consultarsi prima un attimo con un trombettista od un cornista per la formazione dell'imboccatura. Da ultimo: da chiunque decidiate di comprare lo strumento (consiglio di partire con uno a 440 Hz., se non altro per aver la possibilità di suonare con più persone possibili), passate prima dal sito della Monk Instruments e comprate il manuale di Jeremy West. È assolutamente imprescindibile per chi si voglia approcciare allo strumento.
  7. Io ho uno Yamaha YRA-314B III a diteggiatura "Barocca" e mi ci trovo benissimo; costa poco più di 40 Euro, quindi direi che possa andare benissimo. Per l'uso professionale, in legno strumenti buoni partono da 180 €, ma se le intenzioni restano confinate all'esecuzione amatoriale allora non so quanto valuterei uno strumento in legno...
  8. Alessandro Melani (1639-1703), Litanie per la Beata Vergine. Trovato per caso su Facebook, ve ne consiglio l'ascolto. A quanti debba controdediche.
  9. Ascolto pasquale: Vivaldi, Gloria (RV589).
  10. Così facendo può generarsi l'illusione di un "tono del lupo", ossia di un armonico intermedio tra due note, ma non è particolarmente audibile: lo è di più sugli strumenti ad arco, i quali comunque non avendo un "collo" tastato possono tranquillamente utilizzare quarti di tono senza bisogno di ricorrere ad artifizi di alcun genere.
  11. Palestrina, Stabat Mater (Pro Cantione Antiqua diretti da Bruno Turner, dal cofanetto Brilliant). A quanti debba controdediche.
  12. Richard Strauss, Metamorphosen - Versione originale per 23 esecutori. A quanti debba controdediche.
  13. Giovanni Sgambati (feat.: Antonio Bazzini) - "No faccio oprista".

  14. Bach, Concerto per oboe e violino (BWV1060R). A quanti debba controdediche.
  15. Alexandre Tansman, Hommage à Chopin (per chitarra sola). A quanti debba controdediche. Un buon anno a tutti!
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