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Pinkerton

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Tutti i contenuti di Pinkerton

  1. Pinkerton

    Poesia

    Ad uso e consumo della plebe, che non sa di latino ( siamo noi, Heinrich, che dobbiamo porgere alla massa, non viceversa), ti sottopongo la mia traduzione del passo dantesco: Vidit ergo, ut dicit, aliqua «quae referre nescit et nequit rediens». Diligenter quippe notandum est quod dicit «nescit et nequit». Nescit quia oblitus, nequit quia, si recordatur et contentum tenet, sermo tamen deficit. Multa namque per intellectum videmus quibus signa vocalia desunt; quod satis Plato insinuat in suis libris per assumptionem metaphorismorum, multa enim per lumen intellectuale vidit quae sermone proprio nequivit exprimere. (Epistola a Cangrande) Egli vide dunque, come dice, "alcune cose che chi ritorna di là non sa né può raccontare". E, volendo essere precisi, è da osservare che egli dice "non sa e non può": "non sa" perché ha dimenticato, "non può" perché, se pure ricorda e conserva nella mente ciò che ha visto, le parole di cui dispone sono inadeguate a esprimerlo. Molte infatti sono le cose che noi vediamo e percepiamo nella nostra mente ma per esprimere le quali i segni vocali, cioè le parole, sono insufficienti: ciò lascia intendere anche Platone nelle sue opere, dove ampio è il ricorso alle metafore; infatti la sua mente, per illuminazione, vide molte cose che la lingua di cui disponeva non poteva esprimere. (Trad. Pink)
  2. Pinkerton

    Poesia

    Malgrado i lacci dei metri e il rovello dell'euritmia, malgrado la quasi necessita' agli accordi e alle consonanze foniche, se pure anche sia stata gravata ripetutamente e colpevolmente, di mansioni a lei estranee, etiche o politiche, filosofiche o teosofiche, la poesia rimane la forma piu' estesa e piu' libera di linguaggio verbale, scaturita direttamente dalla pura immaginazione verbale nel contatto con i sensi, con le emozioni, con gli affetti. E' un inebriante, travolgente gioco del pensiero che si traduce in parola. Nulla di meno, nulla di piu'. 24 Ad ogni piccol moto ch’egli udiva, sperando che fosse ella, il capo alzava: sentir credeasi, e spesso non sentiva; poi del suo errore accorto sospirava. Talvolta uscia del letto e l’uscio apriva, guatava fuori, e nulla vi trovava: e maledì ben mille volte l’ora che facea al trapassar tanta dimora ( Fur., VII, 24)
  3. Pinkerton

    Poesia

    Bravissimo Heinrich! In pochi periodi e una citazione hai riassunto un pensiero che oggi può apparire fallace e superato ma che, se preso come ipotesi alternativa, può rivelare ancora qualche valore. Il sovrarazionale, in realtà, allora come oggi è semplicemente mistero, mistero che la lingua poetica si prova a rappresentare.
  4. Pinkerton

    Confronti

    Tagliavini, Wittel, in questa frase trae partito dalla sua mezzavoce "gigliana" assai più del suo maestro recanatese. La dinamica é più varia e anche l'accento è più consono al momento. A 0:34 la mezzavoce del ripiegamento patetico ' Quante notti ho vegliato anelante", sebbene un po' manierata, è di eccellente fattura. Più avanti, sugli acuti, la voce si indurisce e risulta lievemente forzata, ma son rose e fiori rispetto alle ingolature di Di Stefano.
  5. Pinkerton

    Confronti

    Inizio questa sera una nuova discussione che proporrà dei confronti fra esecuzioni di celebri brani del repertorio operistico. Iniziamo col duetto tenore-mezzosoprano dal I° Atto di Norma. La prima versione vede alla prova Fiorenza Cossotto e Placido Domingo. La Cossotto grazie anche alla tempra vocale assistita da un'ottima tecnica, dà vita a un'Adalgisa volitiva mentre Domingo, facendo leva sulle calde bruniture del timbro, su un'emissione sorvegliata e su una linea a un tempo composta e incisiva, delinea un Pollione particolarmente lirico anche se vocalmente adeguato alla tessitura centralizzante e declamatoria del ruolo: https://www.youtube.com/watch?v=G88QW3tN4QQ&feature=youtube_gdata Per confronto il duetto nell'edizione RAI del '55 con un Del Monaco batitonaleggiante, impetuoso e marziale, dal fraseggio imperioso e dalla bronzea vocalità e una Stignani, sebbene declinante, ancora in grado di esibire la sua lucente "voce-strumento": https://www.youtube.com/watch?v=e8j4kk6FdqE&feature=youtube_gdata Un epigono di Del Monaco è stato Nicola Martinucci che qui duetta nel '93 con Caterina Antonacci. Il livello dell'esecuzione è inferiore ai due precedenti sia per il timbro un po' intubato, da raffreddore, del tenore pugliese che per talune incertezze di emissione della mezzosoprano. La Antonacci e Martinucci tuttavia esibiscono un apprezzabile slancio e un certo mordente: https://www.youtube.com/watch?v=xVcbjsUJa8E Le tre esecuzioni precedenti, sebbene su piani qualitativi diversi, rientrano tutte e tre nell'agone del canto professionistico. Non lo stesso si può dire di questa ripresa video americana del 2011 dove due povere anime ( i cui nominativi è meglio tacere) non tralasciano nulla per massacrare la fiera e altisonante pagina belliniana: https://www.youtube.com/watch?v=MnFk_i4GK4U La cosa che più stupisce di questa esecuzione non è tanto che i due ineffabili cantori abbiano avuto il coraggio di cantarla in questo modo ma bensì che qualcuno abbia avuto la singolare idea di metterla in rete.
  6. Pinkerton

    Poesia

    Giusta osservazione, kraus. "Amor che nella mente mi ragiona" sta per " Amor che domina la mia mente". Ma allora torniamo all'impossibilita' di esercitare il raziocinio quando a dettare le parole è una forza irrazionale. Cosi per il verso del celebre sonetto dantesco: "e quivi ragionar sempre d'amore".
  7. Pinkerton

    Poesia

    Il "ragionar d'amore", Heinrich, è un ossimoro, una contraddizione in termini: non si potrebbe "ragionare" di ciò che è fuori dalla ragione. Se mai, di quello, si potrebbe vaneggiare, fantasticare. Oppure testimoniarne il potere suggestivo, misterioso, incantevole. I trentuno numeri della "Vita nuova", sulla scia della poesia cortese provenzale, siciliana e toscana, sono un'iperbole linguistica che ha come soggetto la donna nel suo fiore, il miracolo che la donna in fiore manifesta. Per certi aspetti, una prova generale della lingua del "Paradiso", anch'essa escogitata per raccontare l'inesprimibile. Come nel Paradiso anche nella Vita Nuova Dante ricorre alla categoria del superlativo e dell'ultrasuperlativo come indicibile. Ma, si badi bene, il suo atteggiamento verso la donna non è idealista, bensì realista. Dante Alighieri, Vita Nova, XXIV
  8. Pinkerton

    Confronti

    A 0:58 di questa quadrille composta da Strauss su musiche del Ballo in Maschera, c'è il tema dell' "Allegro un poco sostenuto" di Riccardo dal duetto del II Atto. Ascoltiamo per cominciare il miglior Riccardo del dopoguerra ( e forse il migliore in assoluto). Per varietà dinamica, agogica e ritmica nonché per i giusti colori dati ad ogni parola e ad ogni passaggio , Carlo Bergonzi ci lascia una versione insuperata: Il timbro suadente e il fraseggio fervido di Giuseppe Di Stefano si fanno valere fino a che si resta in zona centrale, sebbene anche qui la dinamica risulti limitata al mezzoforte . A partire da "quante volte dal cielo"(0:43) però, sui primi acuti, la voce si deteriora e diviene dura e fibrosa: Certo più a suo agio in acuto ma altrettanto limitato nella dinamica appare Beniamino Gigli: Placido Domingo invece si attesta su un calore e un'animazione del tutto generici e, dei tenori finora ascoltati, risulta il peggiore. Oltretutto le prime frasi sono "tirate via" alla buona, frettolosamente, senza una parvenza di espressività: Monotono, inespressivo e pressoché estraneo al clima emotivo del momento drammatico, risulta infine Gianni Poggi, ultimo in tutti i sensi, dei cinque tenori ascoltati:
  9. Pinkerton

    Arie preferite

    Keenlyside, Maddalena, canta la serenata con garbo e raccolto, sognante abbandono alla linea melodica. La dinamica è ben modulata e la mezzavoce duttile e soffice. La fonazione risulta però poco appoggiata e leggermente "indietro". Nell'insieme una buona esecuzione.
  10. Pinkerton

    Poesia

    Di questa interminabile, celeberrima tiritera, Heinrich, restano impressi tre versi: il primo, in vocativo, ("Donne ch'avete intelletto d'amore") e il distico che chiude la penultima stanza ( "Voi le vedete amor pinto nel viso/ là ove non pote alcun mirarla fiso"). Il resto, verboso e lezioso, è di una noia mortale.
  11. Pinkerton

    Poesia

    Grazie, Heinrich, per il cenno di approvazione.
  12. Pinkerton

    Beethoven

    Quello che conta di più, ragazzi, (ve lo dice il Tenente Pink, primo ufficiale, per anzianità, del glorioso vascello dell'Ammiraglio Madiel), è argomentare i punti di vista e le opinioni. È dalla qualità delle argomentazioni che si può dedurre se un'opinione sta in piedi o no. Le affermazioni apodittiche, autoreferenziali, fossero anche giuste, giustissime, in sede di dialogo non hanno alcun valore. E qui in questo forum mi pare che tutti argomentino quello che affermano. In un giudizio la componente soggettiva è legittima, purché non sia esclusiva né, tanto meno, incontrovertibile da parte di chi l'ha formulata.
  13. Pinkerton

    Beethoven

    Concordo Wittel. Io ho sentito Carlos Kleiber, nell'87 al Scala, in un"Otello. Una direzione asciutta e intensa, vigorosa e brillante e una grande resa dei dettagli. Ricordo poi una sua Boheme splendida ( incomparabile l' introduzione orchestrale del terzo Atto, l'alba gelida alla Barriera d'Enfer). Per me è stato, con Sinopoli, il miglior direttore della sua generazione, più di Abbado ( che pure ammiro), più di Muti naturalmente.
  14. Pinkerton

    Poesia

    Ispirato dalle citazioni di Heinrich, trascrivo una mia poesiola, due quartine incatenate di settenari, tratte dalla mia ultima pubblicazione poetica: VITA Ostile consuetudine per anni, giorni ed ore; in questa solitudine la mia ragion d'amore. La vita è tutto, è nulla, parola mia d'onore; un'esile fanciulla guidata dall'amore. (L.D., "Il giardino dei semplici", 2018)
  15. Pinkerton

    Poesia

    E io a lui: «I' mi son un che, quando Amor mi spira, noto, e a quel modo ch'e' ditta dentro vo significando». (Purg. XXIV, 51-54) Complimenti Heinrich, le tue citazioni dantesche sono eccellenti. Quella del Purgatorio è suggestiva ma anche quella del "De vulgari", più "tecnica", è ragguardevolissima.
  16. Pinkerton

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    La voce di Joselito, Giordano, in questa Butterfly appare timbricamente usurata e, malgrado improvvisi, distefaneschi ripiegamenti in falsetto, tutta orientata su una dinamica monocorde, gridata, ostinata sul "forte". È curioso l'effetto di affiancamento con la Butterfly della Freni, levigatissima e impeccabile. La malattia imminente, certo, avrà avuto il suo influsso su questa performance negativa ma il problema vero, come il Principe notava, sta a monte, ossia nell'impostazione tecnico vocale approssimativa.
  17. Pinkerton

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Non so per quale strano motivo, Maja, ma anche a me, melomane inguaribile, fermo tenacemente a Puccini e incapace di andare oltre, questo pezzo piace. Credo che si tratti di pura suggestione. Spero solo che non sia un equivoco estetico, magari derivato da una dispercezione ( sai, l'età può fare brutti scherzi....).
  18. Pinkerton

    Poesia

    Della poesia sono state date innumerevoli definizioni. Tutte vere e tutte incomplete. Senza volerlo, Leopardi ne dà una esemplare. ".......O torri, o celle,o donne, o cavalieri,o giardini, o palagi! a voi pensando,in mille vane amenitá si perdela mente mia. ......" ( G.Leopardi, "Canti", " Ad Angelo Mai", 111-115)
  19. Pinkerton

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Se anche non fossimo pari, riguardo a queste schermaglie, a me non importerebbe poi molto. A me importa di più considerarti e trattarti come un amico. Fra amici, d'altra parte, io credo, occorre ben altro per adombrarsi veramente.
  20. Pinkerton

    Anton Bruckner

    Il superlativo, Bogen, non va demonizzato. È uno strumento linguistico come un altro. Il rischio, se mai, sta nel "limitarsi" ad esso. Se lasciato a sé, spesso il superlativo diventa "non espressione", non detto, vero e proprio "nulla", in quanto tautologico e , nei fatti, autoreferenziale. D'altra parte, concorderai con me, ogni presa di posizione apodittica è, in sé, superlativa.
  21. Pinkerton

    Anton Bruckner

    Giordano, ti farei una statua.
  22. Pinkerton

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Beh, Maja, adesso la dotazione di epiteti che questo e quello ( compreso alla buon'ora anche il tuo amico pink) ti hanno affibiato e' più completa ( ce ne sarebbero ancora altri naturalmente, ma già quelli che hai collezionato bastano e avanzano e comunque sono non poca cosa). Della tua, come sempre per me sfolgorante e folgorante risposta, io non posso che approvare la gran parte , se non tutto. Ma forse quell' "inconsciamente" andrebbe cambiato in "consciamente". Sempre, va da se', che tu sia d'accordo.
  23. Pinkerton

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Tanto per cambiare.... Ti i ringrazio per la risposta come sempre tempestiva e non voglio ricominciare con la diatriba "forma" (evidente) vs "premesse e contenuti culturali" ( supposti). Leggerti, Maja, è per me sempre piacevole anche se diffido del tuo metodo, perché non mi è congeniale. Mi sembra qualcosa a metà fra l'accademico e il salottiero. Io ho sempre in mente l'episodio che citava il primo violino dei Berliner ( credo) quando, durante le prove, per spiegare un passaggio del Tristano, Furtwangler parlo' per circa due minuti agli orchestrali in termini estetico filosofici. Una violinista chiese a bassa voce alla sua collega vicina: "Ma che ha detto?" E l'altra: " Ha detto di suonare più piano".
  24. Pinkerton

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Grazie per la risposta articolata Maja. Non hai però accennato alla precisione ritmica e alla nettezza e alla qualità timbrica, quasi virtuosistiche, della sua orchestra, al rigoroso equilibrio dinamico e neppure allo straordinario vigore del fraseggio.
  25. Pinkerton

    Poesia

    In una forma metrica ardua e perfetta, Heinrich, in un linguaggio forbito e aristocratico, Landolfi scioglie una sussiegosa, quasi accidiosa elegia alla pace. Finita è la guerra, finito l'amore. Al poeta, recluso nella sua turris eburnea, non restano che algide e mirabili parole.
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