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Pinkerton

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Tutti i contenuti di Pinkerton

  1. Pinkerton

    Poesia

    Malgrado i lacci dei metri e il rovello dell'euritmia, malgrado la quasi necessita' agli accordi e alle consonanze foniche, se pure anche sia stata gravata ripetutamente e colpevolmente, di mansioni a lei estranee, etiche o politiche, filosofiche o teosofiche, la poesia rimane la forma piu' estesa e piu' libera di linguaggio verbale, scaturita direttamente dalla pura immaginazione verbale nel contatto con i sensi, con le emozioni, con gli affetti. E' un inebriante, travolgente gioco del pensiero che si traduce in parola. Nulla di meno, nulla di piu'. 24 Ad ogni piccol moto ch’egli udiva, sperando che fosse ella, il capo alzava: sentir credeasi, e spesso non sentiva; poi del suo errore accorto sospirava. Talvolta uscia del letto e l’uscio apriva, guatava fuori, e nulla vi trovava: e maledì ben mille volte l’ora che facea al trapassar tanta dimora ( Fur., VII, 24)
  2. Pinkerton

    Poesia

    Zanzotto è un poeta erudito. Dell’erudito ha la metodicità scolastica, lo straniamento e l’accanimento verbale nel ricorso a un lessico ricchissimo e specificante e, anche perciò, per lo più desueto, estraneo al linguaggio parlato comune, più proprio della lingua scritta, destinato comunque a un’elite. Per dire di più, per dire meglio, dice sempre a più pochi. Qui il suo nodo, nel suo disegno estensivo dell’espressione verbale il suo limite. Zanzotto scrive una poesia che delizia il dotto e lascia interdetta la massa degli incolti, ai quali , al netto del tributo di circostanza, sostanzialmente appare come artificiosa e cervellotica Sic stantibus rebus, le facoltà espressive di Zanzotto sono veramente cospicue, sebbene possano sembrare confacentisi a una sorta di vigile delirio piuttosto che a un’ardua e ingegnosa creazione artistica. "Ineptum, prorsus credibile" Perchè questa terribilmente pronta luce o freddissimo sogno immenso su cui trascende perpetuo vertice il sole, da cui trabocchi tu, tu nella vita? Non ha mai fondo questo squallido prodigio, no, non dici, ma stai nella luce immodesta e pur vera nella luce inetta ma credibile sospinto nella vita. ...Bianca, lacrime sporgi sul grumoso abbagliante mattino; attraverso l'autunno ecco il tuo segmentarti in sale e istanti in memoria e sapore. ... è tramonto od è luna e in aumento perpetuo o in perpetuo decrescere è il sole? Vuoto di ragnateli per valli e fessure, vuoto di nascita e sangue, acqua che verbo petroso deponi ai piedi di questi monti, colli e che verde spietato rivelate ad un fuoco disuguale e nefasto o - è lo stesso - ad un fuoco equilibrato e acuto contro il muro ch'io piango; e alza il muro se dalla stanca testa stanca di nascere e nascere nell'atroce gemmante vita.
  3. Pinkerton

    Cosa state ascoltando?

    Non è solo avanspettacolo, piano bar, jazz nostrano; non è solo boom economico, né soltanto sogno di riscatto, sgambetto alla sconfitta, alla miseria del dopoguerra; non è solo macchietta, guitto, canzonaro; Buscaglione è timbro, intonazione, ritmo: la giusta finta sul ring prima del K.O..
  4. Pinkerton

    Letteratura

    Riapro questo argomento riallacciandomi alle "Benevole" di Littel, che sto rileggendo visto il parere encomiastico dell'amico Giordano.. Non posso che confermare, da un lato, la modesta statura letteraria di questa prosa, anche se per per un libro eccentrico come questo, fatto di memorie romanzate, sognate e poi fotografate,certi requisiti stilistico formali possono passare in secondo piano.. Sono invece interessanti alcuni clichés narrativi come il puntuale, sistematico uso dei gradi militari per denominare i soldati: Oberfruppenfuhrer, Feldengerdarm, Haupsturmfuhrer, Kommandant, Obersturmbannfuhrer, ecc, con una costante ricaduta a citare il Reichsfuhrer, vertice della piramide, ultimo dio, burattino-burattinaio a cui tutto fa riferimento. Littell, descrivendolo nella sua declinazione più rigida, quella del potere militare, dipinge un affresco impietoso del potere dove l'uomo è ridotto a un confronto gerarchico, a un rapporto grado-non grado, dove il grado militare è individuazione e appartenenza, arbitrio assoluto e assoluta deresponsabilizzazione, nella costante delega delle responsabilità a gradi superiori, a ordini non discutibili. Questa condizione sospensiva, di stand-by della coscienza, è il trionfo della distruttività umana. Littell è abile nel mandare questo messaggio. Ma, se sarà possibile, Giordano, ne riparleremo.
  5. Pinkerton

    Poesia

    Gli anni Le mattine dei nostri anni perduti, i tavolini nell’ombra soleggiata dell’autunno, i compagni che andavano e tornavano, i compagni che non tornarono più, ho pensato ad essi lietamente. Perché questo giorno di settembre splende così incantevole nelle vetrine in ore simili a quelle d’allora, quelle d’allora scorrono ormai in un pacifico tempo, la folla è uguale sui marciapiedi dorati, solo il grigio e il lilla si mutano in verde e rosso per la moda, il passo è quello lento e gaio della provincia. L’Oltretorrente Sarà stato, una sera d’ottobre, l’umore malinconico dei trentotto anni a riportarmi, città, per i tuoi borghi solitari in cerca d’oblìo nell’addensarsi delle ore ultime, quando l’ansia della mente s’appaga di taverne sperse, oscure fuori che per il lume tenero di questi vini deboli del piano, rari uomini e donne stanno intorno, i bui volti stanchi, delirando una farfalla nell’aspro silenzio. Non lontano da qui, dove consuma una carne febbrile la tua gente, al declinare d’un altro anno, fiochi, nella bruma che si solleva azzurra dalla terra, ti salutano i morti. O città chiusa dell’autunno, lascia che sul fiato nebbioso dell’aria addolcita di mosti risponda in corsa la ragazza attardata gridando, volta in su di fiamma la faccia, gli occhi viola d’ombra. ATTILIO BERTOLUCCI, Le poesie (Garzanti, 1998) Costantemente, indissolubilmente, in bilico e in simbiosi fra prosa e versificazione, è l’assorto e sereno poetare di Attilio Bertolucci. Ma la sestina in vocativo che chiude “L’Oltretorrente” e, segnatamente, gli ultimi due versi, sono un prodigio di pittura e di sintassi poetiche.
  6. Pinkerton

    Poesia

    Molti poeti,d'altra parte, persino poeti maldestri e pedestri, sono un po' alchimisti e allestiscono i loro più o meno plausibili laboratori linguistici, dove inventano o recuperano mattoni verbali, li adunano, li associano e li compongono, edificando così la casa della loro poesia. Lo aveva fatto Dante nella sua meravigliosa Commedia, progetto enciclopedico e universale, mescolando, in una pozione tanto corroborante quanto poco digeribile, il latino teologico e liturgico dei dottori della Chiesa al dialetto toscano contemporaneo e lo rifà anche Montale, a suo modo e a suo uso e consumo, congegnando un linguaggio poetico salottiero, tributario della tradizione più negli stilemi che nella sostanza, eclettico e inevitabilmente artificioso, destinato a essere il fiore all'occhiello di una classe dirigente istruita sul modello scolastico gentiliano; classe dirigente della quale Montale fu, di fatto, il moderno bardo e alla quale lui stesso riteneva appartenere.
  7. Pinkerton

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Est modus in rebus, Stefano. L'Ave Maria di Gounod si può anche cantare. Così bene però, non è facile.
  8. Pinkerton

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Non sbagli un colpo Snorlax. Questo Lohengrin è fra i miei preferiti. Cluytens all'aspetto epicheggiante antepone una lettura lirica, non di rado sommessa e introspettiva, attenta ai dettagli. I cantanti, esclusa la Varnay, dura, fissa e spigolosa negli acuti, sono tutti al loro meglio. Konya canta con voce morbida e limpida, equilibrio e varietà di fraseggio; la Rysanek è in ottima forma vocale e appare particolarmente ispirata; anche Blanc si fa valere delineando un Telramund particolarmente espressivo. Astrid Varnay infine, compensa le incipienti crepe vocali con la personalità, il temperamento e l'approfondita conoscenza del ruolo.
  9. Pinkerton

    Poesia

    La poesia di Montale, Giordano, è, volutamente io credo, una poesia da salotto borghese postbellico, accademica, virtuosistica,vaniloquente, esibizionistica e soprattutto disimpegnata, sia nei contenuti che nell'allestimento letterario. Dal punto di vista letterario è barocca, di un barocchismo iconoclastico-ludico, sperimentale, compilativo-associativo, ricompositivo, da mero gioco enigmistico a incastro. Ignora l'ideale, di cui ridimensiona la portata e rifiuta i miti, fonte recente di due guerre abominevoli, fatte di numeri talmente immani da ridurre ogni tragedia a puro dato statistico e forse proprio per questo supera ed evita il pathos, proiettandosi accidiosamente, con dilettantesca nonchalanche, in una dimensione metastorica e antistorica, algida, perplessa, anaffettiva, non approvante.
  10. Pinkerton

    Poesia

    "Clivo", Giordano, è la descrizione della confusa, fragile, spettacolare provvisorietà di un paesaggio costiero degradante sul mare, tipico della Liguria, patria del poeta. Tale rappresentazione tuttavia, ha toni e colori visionari, onirici, profetici, quasi un idillio apocalittico. Tu giustamente rilevi la fonte dantesca, nei modi narrativi e linguistici. Il clima psicologico-artistico però è diverso e autonomo: moderno e "novecentesco", distaccato, straniato, quasi metafisico. Come in un De Chirico. All'artista non rimane che recuperare da un illustre passato gli strumenti per dare una forma alla sua immaginazione. E, per non sbagliarsi, sceglie Dante. Fons mirabilis et refugium peccatorum.
  11. Pinkerton

    Poesia

    Una delle cose più riuscite ed ispirate di Eugenio Montale è "Clivo", da "Ossi di seppia", dove la ricomposizione metrica, "melange" di rime e di ritmi, qui più scelti che residuati, più evocati che recuperati, tocca un ragguardevole livello formale. Rigogliosa la corrispondenza di rime. Anche il lessico, come sempre ricercato, è meno ostentato che altrove, più funzionale all'espressione poetica. Misure varie, talora accoppiate: settenari, ottonari, novenari, endecasillabi e , ai vv. 4, 8 e 33, la sfasatura ritmica di tre alessandrini (7-5) con quinario finale in sdrucciola. Quasi un vezzo. In realtà questa "coda", pentasillabica simmetrica con tonica sulla terza, aggiunta al settenario, determina una cesura, una sospensione, una sincope ritmica. Questi interventi deroganti sul ritmo (come, d'altra parte, sulle rime) costituiscono lo "smontaggio" dell'ordine metrico, operazione questa molto "à la page" nei poeti italiani post-pascoliani, operazione per altro, di cui Montale rappresenta forse il principale artefice. L'idea è innovativa ma ha un senso solo ottenendo una forma plausibile e attraente ( come avviene in "Clivo"). Altrimenti è solo formula, cieca iconoclastia, ottusa supponenza, maniera, con risultati puntualmente scadenti. Clivo Viene un suono di buccine dal greppo che scoscende, discende verso il mare che tremola e si fende per accoglierlo. Cala nella ventosa gola con l'ombre la parola che la terra dissolve sui frangenti; si dismemora il mondo e può rinascere. Con le barche dell'alba spiega la luce le sue grandi vele e trova stanza in cuore la speranza. Ma ora lungi è il mattino, sfugge il chiarore e s'aduna sovra eminenze e frondi, e tutto è più raccolto e più vicino come visto a traverso di una cruna; ora è certa la fine, e s'anche il vento tace senti la lima che sega assidua la catena che ci lega. Come una musicale frana divalla il suono, s'allontana. Con questo si disperdono le accolte voci dalle volute aride dei crepacci; il gemito delle pendìe, là tra le viti che i lacci delle radici stringono. Il clivo non ha più vie, le mani s'afferrano ai rami dei pini nani; poi trema e scema il bagliore del giorno; e un ordine discende che districa dai confini le cose che non chiedono ormai che di durare, di persistere contente dell'infinita fatica; un crollo di pietrame che dal cielo s'inabissa alle prode... Nella sera distesa appena, s'ode un ululo di corni, uno sfacelo. ( Eugenio Montale, "Ossi di seppia")
  12. Pinkerton

    Poesia

    Dal 1831 al 1847, dai suoi quaranta ai cinquantasette anni, Giuseppe Gioacchino Belli, letterato romano che il matrimonio con una facoltosa vedova dispensò dalla necessità di lavorare, scrisse più di duemila sonetti in dialetto romanesco che, pubblicati postumi e contro la volontà dell'Autore, rappresentano un affresco incomparabile della vita e della mentalità del popolo romano di quel tempo.Il loro valore tuttavia supera le contingenze d'epoca e di cultura e appare universale. Da punto di vista letterario I Sonetti sono un capolavoro assoluto di mimesi linguistica e di introspezione psicologica, un monumento grandioso al dialetto come forma linguistica privilegiata per rappresentare la realtà. Poche altre volte nell'arte fu così dipresso e nettamente rappresentata la feroce innocenza del popolo.
  13. Pinkerton

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Malgrado sia stata snobbata dalla critica, Snorlax, quest'Aida dei primi anni '50 merita di essere conosciuta. Vittorio Gui dirige con mano sicura e la compagine dei cantanti, tutti in ottima forma vocale, è di tutto rispetto. La Mancini è un'Aida convenzionale e con qualche sottolineatura veristicheggiante ma la voce è solida e timbrata. Filippeschi non avrà avuto una personalità spiccatissima ma è un Radames assai attrezzato vocalmente, rigoglioso e squillantissimo e capace anche, in sede di tecnica vocale, di esibire una gamma dinamica facile e sufficientemente varia oltre che appropriata. Negli anni '50 di Radames di simile portata tecnico-vocale ce n'era rimasto qualcuno ( Corelli, Tucker, il primo Del Monaco). In seguito (e fino ad oggi) tenori così dotati, nel ruolo non se ne sono più sentiti. Bene per me anche l'Amonasro di Rolando Panerai, dalla dizione nitida e scandita e dagli acuti timbratissimi. Veramente ottima sotto ogni aspetto l'Amneris di Giulietta Simionato e bene anche Giulio Neri. Riassumendo: un'Aida più che valida.
  14. Pinkerton

    Letteratura

    L'episodio del vecchio Salamano e' altissima prosa, un magistrale esempio di virtuosismo letterario. Il tono e' sobrio, dimesso, conversante, la struttura sintattica elementare, frammentata in una sequenza di brevi periodi. Eppure la breve narrazione ha una nitidezza essenziale e un contenuto esaustivo: epoche, fatti e sentimenti, in una "dispositio" perfetta. E una comprensibilita' universale. Camus in una dozzina di righe ci racconta una vita e in un minuto noi del vecchio Salamano sappiamo quanto basta per conoscerlo. Un romanzo in mezza pagina. Con semplicità, intensità e leggerezza. E tutti i lettori, per quanto possano essere diversi per intelligenza, sensibilità e cultura, capiscono perfettamente quello che l'autore vuole dire. Questa e' l'Arte, Maddalena.
  15. Pinkerton

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Assoluto.
  16. Pinkerton

    Johann Sebastian Bach (1685-1750)

    Sostengo l'idea di Polnav, o Wittel magnificentissimo!
  17. Pinkerton

    Letteratura

    "L'etranger" di Albert Camus è uno dei pochi libri che hanno dato dignità al Premio Nobel. E' un libro che merita di essere letto, un libro vero, senza orpelli, diretto, totalmente immediato, E' un racconto lungo, o un romanzo breve che dir si voglia, e parla della libertà, del valore e dei pericoli della libertà, della solitudine come dimensione, alla fine pressoché obbligata, della libertà e poi ancora, della giustizia dei tribunali, intesa ed esercitata come puro rituale etico. L'esistenzialismo, spesso citato e attribuito a sproposito, non c'entra molto. E' il racconto di un episodio sfortunato e fatale della vita di Meursault, un francese, bretone credo, dalla desinenza del cognome, trapiantato in Algeria, colonia ancora per poco. E' la storia, tutta raccontata in prima persona, del delitto per legittima difesa e della condanna ingiusta di un uomo qualunque, libero e sincero. L'incipit, celeberrimo, è quello che noone riporta qui sopra. Il finale, altrettanto celebre e veramente commovente, pacificato e desolato, cede all'enfasi patetica e cita addirittura il Calvario (" Pour que tout soit consommé, pour que je me sente moins seul, il me restait à souahiter qu'il y ait beaucoup de spectateurs le jour de mon exécution et qu'ils m'accueillent avec des cris de haine." " Perché tutto sia compiuto, perché io mi senta meno solo, non mi resta che augurarmi che ci siano molti spettatori il giorno della mia esecuzione e che mi accolgano con grida di odio".) Tuttavia, la misura e l'atmosfera autentiche di questo capolavoro si rintracciano perfettamente in quest'altro passo: "Davanti alla mia porta ho trovato il vecchio Salamano. L’ho fatto entrare e mi ha detto che il suo cane era definitivamente perduto, perché al Canile non c’era. Gli impiegati gli avevano detto che forse era andato sotto una macchina. Aveva chiesto se non fosse possibile informarsi ai Commissariati. Gli avevano risposto che non si tiene nota delle cose di questo genere, perché succedono tutti i giorni. Ho detto al vecchio Salamano che avrebbe potuto trovare un altro cane, ma con ragione lui mi ha fatto osservare che era abituato a quello lì. Ero sdraiato sul letto e Salamano si era seduto su una sedia davanti al tavolo. Mi stava di fronte e teneva le mani sulle ginocchia. Aveva in testa il suo vecchio feltro. Biascicava dei frammenti di frasi sotto i baffi ingialliti. Mi annoiava un po’, ma non avevo niente da fare e non avevo sonno. Per parlare di qualcosa, gli ho domandato del suo cane. Mi ha detto che l’aveva avuto dopo la morte di sua moglie. Si era sposato tardi. In gioventù desiderava fare del teatro: al reggimento recitava nei vaudevilles militari. Ma poi era entrato nelle ferrovie e non se ne pentiva perché adesso aveva una piccola pensione. Non era stato felice con sua moglie, ma in fondo aveva finito col farci l’abitudine. E quando lei era morta, si era sentito molto solo. Allora aveva chiesto un cane a un compagno di officina e aveva ricevuto questo, che a quel tempo era molto piccolo. Aveva dovuto dargli da mangiare col biberon. Ma siccome un cane vive meno di un uomo, avevano finito per diventare vecchi insieme."
  18. Pinkerton

    Calcio

    Ciao Maddalena, ben tornata! Oggi colui che ha arbitrato Fiorentina-Napoli non ha voluto essere da meno di Orsato e così la Juve vincerà il suo settimo scudetto consecutivo. Io non ce l'ho con i giocatori bianconeri, tutti bravi professionisti, ne' tantomeno con quei tifosi che, come te, onestamente, ammettono l'evidenza. Oggi il calcio é una questione di soldi e dove ci sono i soldi arrivano sempre i delinquenti e i loro lacchè. E' umano. C'est la vie. Ma adesso quando penso alla mia ex squadra, tu sei l'unica cosa bella che mi viene in mente.
  19. Pinkerton

    Calcio

    Torno adesso da S.Siro. Ho visto una grande Inter. In 10 per 80 minuti ,stava per mettere sotto la Juve. Che poi ha vinto, con un gol in extremis. L'espulsione di Vecino a inizio partita non c'era per nulla, il fallo era si' e no da ammonizione. Ricapitolando: l'Inter ha giocato quasi tutta la partita in 10, la Juve in 12. Altro non c'è da dire.
  20. Pinkerton

    Beethoven

    Ti ringrazio della risposta, Maja, che spiega il tuo criterio e il tuo metodo di giudizio. Su Celletti io non direi che e' un semplificatore ma piuttosto un critico d'opera che dà molta importanza al canto, alla vocalità. Di lui mi piace la schiettezza di giudizio, la chiarezza espositiva, la prosa critica sapida e pungente, ma soprattutto la capacità di aggettivare, la pertinenza e l'appropriatezza di certe asciutte e folgoranti aggettivazioni. Con un aggettivo ti riassume un' esecuzione, un un'interpretazione. E poi soprattutto, niente fumosita', niente filosofismi, niente ammiccamenti supponenti ed accademici come spesso succede quando si commenta il melodramma ( e non solo). Io lo imito (a volte spudoratamente) anche se non sempre sono d'accordo con lui, ma io lo posso fare, non sono un professionista della materia, sono un semplice amatore, non sono nessuno. Tu non sei il primo a darmi il titolo di "imitatore" di Celletti, è già capitato qui in forum ma anche in altri contesti. Io ammetto che la definizione e' giusta e non me ne adonto, anzi mi fa piacere e in un certo senso ( per dirla con Petrolini) di questo titolo "me ne fregio".
  21. Pinkerton

    Beethoven

    Certo che ti leggo Maja! Tu sei uno dei piu' interessanti partecipanti al Forum, anzi ( concedimi l'allitterazione) tu sei un faro del Forum. Resto ammirato, ma alle volte anche perplesso, dalla tua mente aristotelica, ircocervo intellettivo, capace di grandi sintesi ma anche incline alla catalogazione e, quindi, alla categorizzazione quasi obbligata. Sulla vocalità infine, direi che, malgrado qualche maldestra approssimazione, rispetto agli inizi, stai facendo passi da gigante. P.S. Quanto dici qui sopra della Ricciarelli come Turandot, e' solo una tua fantasia intellettuale. In quell'incisione la Katia nazionale e' indifendibile. Canta male e basta.
  22. Pinkerton

    L'ultimo CD acquistato (musica classica)

    La tua tesi, Maja, e' buona, ma l'esempio e' infelice. L'idea di Karajan dei due soprani lirici Turandot-Liu', fallisce perché la Ricciarelli non disponeva di una tecnica decente e inoltre già allora mostrava delle serie crepe vocali. Per sapere se fosse stata anche "oggettivamente" a disagio avrebbe dovuto saper cantare meglio. La Flagstad, che invece sapeva cantare ( e molto bene), come Leonore, può essere stilisticamente discutibile o, se vogliamo, "alternativa", ma non fallisce affatto.
  23. Pinkerton

    Cinema

    Più ancora dei suoi film, bozzettistici e fiabeschi, pervasi dalla provvisorietà di un realismo vero e profondo, immerso nella memoria e nell'inconscio, io ho sempre ammirato di Federico Fellini la straordinaria valenza comunicativa del suo eloquio, la capacità di concettualizzazione, la nitidezza e la proprietà e, perché no? anche l'eleganza di linguaggio.
  24. Pinkerton

    Handel, Richard Strauss e le voci femminili

    Eccoti accontentato: Può bastare Giordano?
  25. Pinkerton

    Handel, Richard Strauss e le voci femminili

    La tua, Lele, è un'impressione giusta anche se, in questo senso, Mozart è inarrivabile.
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