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Pinkerton

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Tutti i contenuti di Pinkerton

  1. Pinkerton

    Alfredo Kraus

    L'esecuzione di quest'aria, Alfio, ha una levigatezza e una pulizia singolari. Tuttavia per me è troppo squadrata e rigida, troppo puntata. Kraus infatti, pur disponendo di una voce per natura delicata, tendeva, specie in acuto, a spingere molto, a "sparare" il suono, quasi fosse un lirico spinto. Questa è un'anomalia per un tenore lirico-leggero quale lui era. In compenso Kraus non cercò mai di ispessire, di gonfiare i suoni.
  2. Pinkerton

    Alfredo Kraus

    No, Alfio, non avrebbe potuto.
  3. Pinkerton

    Luciano Pavarotti maestro di canto

    Il Werther di Kraus, che io ho ascoltato dal vivo, era insuperabile non solo per l'aspetto strettamente vocale. Il suo Werther era un "unicum" perfetto: voce, fraseggio,stile, presenza scenica.Tutto sommato Pavarotti ha fatto bene a non confrontarsi con lui.
  4. Pinkerton

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Grazie Snorlax, dedica rara e gradita. Anna Moffo, qui colta all'apice delle sue possibilità vocali, esibisce una non comune attitudine al canto modulato e disteso. Una certa tensione, se non qualche durezza nel settore acuto, sono compensate da un'ampia gamma coloristica dove particolarmente apprezzabili sono le sensuali, fascinose bruniture del centro-grave. In controdedica a Snorlax questa cosa deliziosa dal I Atto di Carmen da un'incisione poco conosciuta ma piuttosto interessante di Karajan ( con Simionato, Gedda, Roux) Estendo a Giordano, Maja, Viandante,Superburp e Nachtigall.
  5. Pinkerton

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    In questa Traviata, Giordano, protagonista assoluta è l'orchestra. Dei cantanti il solo Peerce canta bene (seppure con timbro infelice), mentre la Albanese incappa troppo spesso in sciatterie veristicheggianti e Merril appare sbrigativo e privo di finezza. Ma non importa. A dettare modi e tempi del dramma ci pensa Verdi tramite Toscanini, suo mentore. Già dalle battute iniziali, intensissime e legatissime, del Preludio, noi ci accorgiamo di stare ascoltando qualcosa di speciale. Una lettura del testo intima, puntuale,implacabile. E una resa dei dettagli da vero virtuoso. Come tu osservi, con orecchio acuto, la tensione teatrale non cala mai, fino alla fine. Della sterminata discografia dell'opera non esiste nessuna versione che si avvicini , anche lontanamente, a questa.
  6. Pinkerton

    Filosofia

    Peccato, Snorlax, perché, anche se solo come "uditore" (io, ad andar bene, sono al massimo un melomane, capirai!....), a me questa discussione fra te e Zeit, per ora tutta riferimenti e sottintesi, cominciava a piacere. Nei tuoi interventi, il richiamo costante al rigore speculativo, mi incuriosiva e mi affascinava. Come mi interessava il fatto, già citato, degli snodi del pensiero occidentale o la questione della realtà del mondo esterno ( a me interessava anche quella della realtà del mondo interno a ciascuno di noi, ma lasciamo perdere) o anche sapere finalmente cosa ci fosse dietro alla frase, da te ripetuta più volte, "c'è realismo e realismo", o anche tante altre cose di cui mi sarebbe piaciuto conoscere il vostro parere personale (fatte salve, naturalmente, le "grandi lezioni" di questo o di quello e, naturalmente, fatto tesoro di esse). Ma tu, un po' risentito e infastidito, ribadisci che ti vuoi defilare e limitarti a parlare di musica. In questo campo io ne so veramente pochissimo, ma posso darti una mano per valutare la discografia operistica di repertorio, anche perché ho avuto modo di apprezzare, se non di approfondire, la "grande lezione" di Rodolfo Celletti.
  7. Pinkerton

    Filosofia

    Questo ossimoro, Zeit, vale tanto oro. Hai descritto la contraddizione che affligge gran parte degli intellettuali, non solo dei filosofi. L'orgoglio di appartenenza fine a se stesso,la partigianeria, la faziosità, la "fede incrollabile", ecc. E siamo da capo al tifo calcistico, ai circenses. Perché lì, alla fine, sempre si rischia di ritornare. Tanto valeva finire gli studi alla terza media e restare ignoranti.
  8. Pinkerton

    Filosofia

    Dopo aver accennato, sottintendendole, a una quantità di cose ,in primis la faccenda degli snodi fondamentali del pensiero occidentale, proprio adesso, sul più bello,mentre ti stavi accalorando, Snorlax, ti vuoi defilare. Ripensarci, s'il te plait...
  9. Pinkerton

    Filosofia

    Se è solo per questo, nachti, anche la filosofia. Ma molto di più. Perché la filosofia si occupa dell'uomo "in toto", della sua affettività, del suo linguaggio, del suo destino; la filosofia parla non solo di logica ma anche della vita quotidiana dell'uomo, delle sue difficoltà e delle sue consolazioni, di gioia e di dolore, di solitudine e di appartenenza, di morale e di giustizia, della realtà e del sogno, di arte e di poesia.La filosofia ragiona anche di scienze esatte. La filosofia arriva persino a parlare della sua inadeguatezza e del suo fallimento.Non ti dirò, nachti, che le scienze esatte siano fredde e anaffettive, perché non è vero. Ma certo è vero che hanno un campo di azione più limitato e orizzonti più circoscritti. Che poi prendere una laurea in filosofia sia più facile che prenderne una in matematica o in fisica, se tu lo credi, te lo posso concedere. Ma se così è, non è certo colpa della filosofia.
  10. Pinkerton

    Filosofia

    Grazie nachti per la risposta. Il metodo sperimentale parte da Galileo mentre la filosofia affonda le sue radici nella notte dei tempi. Noi, uomini sempre più viziati e dipendenti dalla tecnologia, che del metodo sperimentale è il prodotto , siamo debitori di quest'ultimo e non potrebbe essere diversamente perché quella galileiana è stata una vera rivoluzione che ha cambiato la vita degli uomini . Ma la filosofia ci affascina e ci coinvolge ancora ( almeno a me, a Zeit e a Giordano), forse perché il suo respiro è più ampio e forse perché essa comprende tutto del pensiero umano, anche il metodo sperimentale. E' una questione di prospettive, credo. E forse anche di aspettative.
  11. Pinkerton

    Filosofia

    Vedi, nachtigall, tu qui fai due cose sbagliate: prima confondi la facilità del corso universitario di filosofia ( rispetto a quelli di fisica, o matematica, o chimica o ingegneria) con la facilità della filosofia rispetto alla fisica, alla matematica, alla chimica o al'ingegneria. Il corso di filosofia è una cosa e la filosofia è un'altra. Secondo errore: paragoni e confronti,in una specie di competizione ( ma perché mai devono competere?....), due discipline conoscitive profondamente diverse. Ti basti osservare una differenza abissale fra filosofia e scienze esatte: le scienze esatte, per loro natura e funzione, hanno tutte le risposte ( basta essere capaci di trovarle). La filosofia praticamente risposte non ne ha e comunque non sta nelle risposte il suo senso, bensì nella continua, a volte affannosa e disperata, ricerca speculativa. E' probabile che la innegabile facilità del corso universitario di filosofia rispetto agli altri suddetti dipenda proprio dal fatto che venga impostato come un sistema di "domande- risposte", ossia in un modo scorretto, estraneo allo spirito autentico della filosofia. Dico "immagino" perché io non ho fatto filosofia all'università, ma medicina.
  12. Pinkerton

    Filosofia

    Permettimi di obbiettarti ancora una volta, nachtigall. Sini, con la sua reticenza, ha sottinteso praticamente tutto.O meglio, ha ritenuto inutile rispondere a domande poste rozzamente, con la banalità e l'approssimazione tipica di gran parte del giornalismo oggi imperante, da quello sportivo a quello politico a quello culturale. Poi ti vorrei invitare a misurare le parole: se io ti dico una cosa, vuol dire che sto esprimendo un'opinione personale e che te la sto comunicando: tu puoi condividerla o meno, ma io non sto tirando per i capelli nessuno. Certa violenza manesca mi ripugna.
  13. Pinkerton

    Filosofia

    Concordo nachtigall, non bisogna drammatizzare, altrimenti si fa del teatro. Tornando alla questione, problema della filosofia e dell'arte ( un po' meno della fisica e della matematica, le quali, detto molto semplificando, o si capiscono o non si capiscono) e in generale il problema che si pone in tutte le forme di espressione-comunicazione umane, è quello che la comprensione avviene su più livelli. Ciò porta a significati di comprensione diversi e qualche volta perfino antitetici. Quanto a Sini io non parlerei di autoparodia e neppure di arroganza verso il giornalista, ma piuttosto di denuncia ironica e burlesca, della rozzezza e della convenzionalita' della formula standard di intervista giornalistica, modus che risulta particolarmente inadeguato, riduttivo e stridente allorquando si parla di filosofia o di arte, materie queste che vengono mortificate dalla schematizzazione e dalla semplificazione, operazioni che per lo più sono giustificate da una proclamata vocazione divulgativa del giornalismo. In nome di questa vocazione, spesso ridotta a puro alibi di ignoranza e di grossolanita', il giornalismo compie quotidianamente ogni sorta di scelleratezza culturale.Sini poi, sembra implicitamente invitare l'intervistatore, prima ad ascoltare la sua conferenza e in seguito, eventualmente, a fare delle domande. Il che, a dire il vero, mi sembra una richiesta più che legittima e sensata.
  14. Pinkerton

    Filosofia

    Mi dispiace che un dialogo intorno a un tema stimolante ( rapporto e differenza fra la filosofia e le cosiddette scienze esatte) si sia arenato. Ancora, per l'ennesima volta, un'occasione persa e l'ennesima conferma che ciò che conta di più in un dialogo non sono tanto le tesi in questione e in confronto, ma "che il dialogo continui", ossia il fatto che ci sia un dialogo, che il dialogo persista. Questo, che sembra un problema accessorio, a me sembra il problema principale.Sempre.
  15. Pinkerton

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Parole sante, Wittel. Un'operazione discografica della DECCA non ruiscita. Un azzardo , un equivoco, una delusione. Presentare una Norma con protagonisti una soprano greca emergente di bel timbro, di bella presenza e che prendeva la Callas a modello, affiancata a un mostro sacro della tenorilità che dodici anni prima alla Scala era stato un Pollione memorabile, sulla carta poteva essere un'operazione di sicuro successo,. Ma non fu così, perchè da un lato la Suliotis era tecnicanente impreparata mentre Del Monaco nel '67 era palesemente in declino. Entrambi risultano vociferanti, dando l'impressione di essere sempre vocalmente alle corde, di cercare solo di "salvare il salvabile" e di non riuscire quasi mai a entrare nei personaggi. Varviso dirige con una certa qual epidermica, stringata brillantezza ma eccede nei tagli. Si salva la Cossotto che pare cantare Adalgisa da un altro pianeta, con voce rigogliosa e sicura professionalità.
  16. Pinkerton

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Franco Fagioli, Pollini, è nel suo genere ragguardevole ma ha voce piuttosto dura e monocorde.Cio' accade perché da un lato, come tutti i falsettisti, canta prevalentemente di laringe e, dall'altro, perché, lui in particolare, appoggia e spinge molto sul diaframma: questo dà corpo e spessore alla voce e inoltre, riuscendo,almeno in parte, a proiettare in maschera il flusso aereo, la arricchisce anche di armonici in modo insolito per un controtenore. Però, ripeto, lavorando molto di torace, la voce ha un fondo ruvido e forzato. Nel canto di slancio, come qui sopra, può far colpo ma nei ripiegamenti dolci o malinconici dovrebbe trovarsi a disagio. Preferisco sempre Daniels.
  17. Pinkerton

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Sostanzialmente vere, anche se per me troppo generose, Maja,le tue osservazioni su Muti. Per semplificare (ma molto) diciamo che Muti è il Toscanini dei poveri. La sua comprensione della lezione toscaniniana è per lo più epidermica, traducendosi in una correttezza e in una levigatezza formali piuttosto scolastiche. Inoltre manca di coesione e di equilibrio, alternando fasi di compassata ( e un po' inerte) eleganza a sortite impetuose ed eretistiche. Un epigono di buon livello, ma niente di più e comunque ben lontano e ahimè, ben diverso, dal modello ispiratore.
  18. Pinkerton

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Grazie Maja. L'ouverture dei Vespri , hai ragione tu, è grande musica. Difficile però ( o facilissimo...) dirigerla, perché il rischio di incappare in un ovvio e un po' tronfio bandismo oppure in squilibri agogico-dinamici vari, è in agguato. Tu hai scelto la versione di gran lunga migliore: la vigorosa, brillante, precisissima asciuttezza di Toscanini in questa pagina è di assoluto riferimento. Nessuno lo può affiancare anche se Levine, Chailly, Karajan, Abbado e persino Metha, per certi versi sono apprezzabili. Altri falliscono ( Celibidache, ad esempio, è completamente spaesato). Fra tutti il preferibile è Muti che, sebbene talora squilibrato ed eretistico, esprime un'energia che può ricordare il vigore toscaniniano. https://www.youtube.com/watch?v=Up8sT5SxvN8&list=RDUp8sT5SxvN8&t=9
  19. Pinkerton

    Calcio

    Messi e Ronaldo, Pollini, non c'entrano niente e nemmeno Maradona e Pelé. I due pluripalloni d'oro hanno giocato un buon mondiale ma il fatto è che il calcio è un gioco di squadra e il contributo di un solo giocatore, per quanto importante, da solo non può bastare per vincere. Anche il Napoli e l'Argentina di Maradona non erano solo Maradona, ma erano squadre di tutto rispetto.E altrettanto lo era il Brasile di Pelé, mentre questa Argentina e questo Portogallo non sono stati all'altezza, erano squadre maldisposte e poco unite.
  20. Pinkerton

    Poesia

    Un passaggio bellissimo di Bonnefoy, che ho già postato e che posterò ancora. Il senso del tempo. Repetita iuvant. II OU bien je l’entendais dans une autre salle. Je ne savais rien d’elle sinon l’enfance. Des années ont passé, c’est presque une vie Qu’aura duré ce chant, mon bien unique. Elle chantait, si c’est chanter, mais non, C’était plutôt entre voix et langage Une façon de laisser la parole Errer, comme à l’avant incertain de soi, Et parfois ce n’étaient pas même des mots, Rien que le son dont des mots veulent naître, Le son d’autant d’ombre que de lumière, Ni déjà la musique ni plus le bruit. ( Les planches courbes, “La voix lontaine” II, 2001). E anche mi pareva di udirla in un'altra stanza, nulla sapevo di lei, se non ch'era una bimba. Tanti anni son passati, ormai quasi una vita, e ancora dura questo canto, mio solo bene. Lei cantava. Cantare? Ma no, era se mai, fra voce e linguaggio, un modo per lasciar andare libere le parole, incerte davanti a sé, e qualche volta non erano neppure parole ma nient'altro che il suono da cui le parole vogliono nascere, il suono ancora un po' ombra e già un po' luce, non già musica né più rumore. (Trad. Pink)
  21. Pinkerton

    Poesia

    Zanzotto è un poeta erudito. Dell’erudito ha la metodicità scolastica, lo straniamento e l’accanimento verbale nel ricorso a un lessico ricchissimo e specificante e, anche perciò, per lo più desueto, estraneo al linguaggio parlato comune, più proprio della lingua scritta, destinato comunque a un’elite. Per dire di più, per dire meglio, dice sempre a più pochi. Qui il suo nodo, nel suo disegno estensivo dell’espressione verbale il suo limite. Zanzotto scrive una poesia che delizia il dotto e lascia interdetta la massa degli incolti, ai quali , al netto del tributo di circostanza, sostanzialmente appare come artificiosa e cervellotica Sic stantibus rebus, le facoltà espressive di Zanzotto sono veramente cospicue, sebbene possano sembrare confacentisi a una sorta di vigile delirio piuttosto che a un’ardua e ingegnosa creazione artistica. "Ineptum, prorsus credibile" Perchè questa terribilmente pronta luce o freddissimo sogno immenso su cui trascende perpetuo vertice il sole, da cui trabocchi tu, tu nella vita? Non ha mai fondo questo squallido prodigio, no, non dici, ma stai nella luce immodesta e pur vera nella luce inetta ma credibile sospinto nella vita. ...Bianca, lacrime sporgi sul grumoso abbagliante mattino; attraverso l'autunno ecco il tuo segmentarti in sale e istanti in memoria e sapore. ... è tramonto od è luna e in aumento perpetuo o in perpetuo decrescere è il sole? Vuoto di ragnateli per valli e fessure, vuoto di nascita e sangue, acqua che verbo petroso deponi ai piedi di questi monti, colli e che verde spietato rivelate ad un fuoco disuguale e nefasto o - è lo stesso - ad un fuoco equilibrato e acuto contro il muro ch'io piango; e alza il muro se dalla stanca testa stanca di nascere e nascere nell'atroce gemmante vita.
  22. Pinkerton

    Cosa state ascoltando?

    Non è solo avanspettacolo, piano bar, jazz nostrano; non è solo boom economico, né soltanto sogno di riscatto, sgambetto alla sconfitta, alla miseria del dopoguerra; non è solo macchietta, guitto, canzonaro; Buscaglione è timbro, intonazione, ritmo: la giusta finta sul ring prima del K.O..
  23. Pinkerton

    Poesia

    Gli anni Le mattine dei nostri anni perduti, i tavolini nell’ombra soleggiata dell’autunno, i compagni che andavano e tornavano, i compagni che non tornarono più, ho pensato ad essi lietamente. Perché questo giorno di settembre splende così incantevole nelle vetrine in ore simili a quelle d’allora, quelle d’allora scorrono ormai in un pacifico tempo, la folla è uguale sui marciapiedi dorati, solo il grigio e il lilla si mutano in verde e rosso per la moda, il passo è quello lento e gaio della provincia. L’Oltretorrente Sarà stato, una sera d’ottobre, l’umore malinconico dei trentotto anni a riportarmi, città, per i tuoi borghi solitari in cerca d’oblìo nell’addensarsi delle ore ultime, quando l’ansia della mente s’appaga di taverne sperse, oscure fuori che per il lume tenero di questi vini deboli del piano, rari uomini e donne stanno intorno, i bui volti stanchi, delirando una farfalla nell’aspro silenzio. Non lontano da qui, dove consuma una carne febbrile la tua gente, al declinare d’un altro anno, fiochi, nella bruma che si solleva azzurra dalla terra, ti salutano i morti. O città chiusa dell’autunno, lascia che sul fiato nebbioso dell’aria addolcita di mosti risponda in corsa la ragazza attardata gridando, volta in su di fiamma la faccia, gli occhi viola d’ombra. ATTILIO BERTOLUCCI, Le poesie (Garzanti, 1998) Costantemente, indissolubilmente, in bilico e in simbiosi fra prosa e versificazione, è l’assorto e sereno poetare di Attilio Bertolucci. Ma la sestina in vocativo che chiude “L’Oltretorrente” e, segnatamente, gli ultimi due versi, sono un prodigio di pittura e di sintassi poetiche.
  24. Pinkerton

    Poesia

    Molti poeti,d'altra parte, persino poeti maldestri e pedestri, sono un po' alchimisti e allestiscono i loro più o meno plausibili laboratori linguistici, dove inventano o recuperano mattoni verbali, li adunano, li associano e li compongono, edificando così la casa della loro poesia. Lo aveva fatto Dante nella sua meravigliosa Commedia, progetto enciclopedico e universale, mescolando, in una pozione tanto corroborante quanto poco digeribile, il latino teologico e liturgico dei dottori della Chiesa al dialetto toscano contemporaneo e lo rifà anche Montale, a suo modo e a suo uso e consumo, congegnando un linguaggio poetico salottiero, tributario della tradizione più negli stilemi che nella sostanza, eclettico e inevitabilmente artificioso, destinato a essere il fiore all'occhiello di una classe dirigente istruita sul modello scolastico gentiliano; classe dirigente della quale Montale fu, di fatto, il moderno bardo e alla quale lui stesso riteneva appartenere.
  25. Pinkerton

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Est modus in rebus, Stefano. L'Ave Maria di Gounod si può anche cantare. Così bene però, non è facile.
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