Vai al contenuto

Pinkerton

MOD di sezione
  • Numero contenuti

    4786
  • Iscritto

  • Ultima visita

4 Seguaci

Su Pinkerton

  • Rank
    4000 sono pochi!
  • Compleanno 27/08/1952

Profile Information

  • Sesso
    Maschio
  • Luogo
    Travagliato ( Bs)
  • Interessi
    opera lirica, poesia e altre cose di cui non so il nome

Visite recenti

17099 visite nel profilo
  1. Al di la' della morbidezza ( come dici tu) o dell'originalita' interpretativa ( come dico io ) , le due versioni dell'attacco dell'invettiva "Cortigiani, vil razza dannata!" cantate da Hasslo, Wittel, sono esemplari di un problema interpretativo che sorge quando testo e musica sono difformi. Qui il testo e' una veemente invettiva in vocativo, dal contenuto insultante, imperioso e ammonitore. La linea musicale pero', specie se modulata e legata come fa Hasslo nella prima esecuzione, e' piuttosto una melodia risentita e desolata, lamentosa e dolorosa, quasi supplichevole. Hasslo lo capisce e, alla declamazione testuale, preferisce il canto. Onore al baritono svedese.
  2. Hai ragione Wittel. E' tutta un'altra cosa. Un Rigoletto aggressivo, becero, vociferante ma soprattutto convenzionale, prevedibile, scontato ...
  3. Tutto giusto quanto dici Wittel: Hasslo ha una dinamica limitatissima, tutta sul mezzo-forte, ha un fraseggio trasandato, e, a ben guardare, anche il timbro e' di modesta caratura. Pero' l'attacco del "Cortigiani", dolente e vulnerato, quasi intimorito e implorante, in luogo del tono iracondo e sprezzante della tradizione e' da ricordare. Un'inedita idea interpretativa.
  4. Dopo i rudi pistoleri di Ford, dopo una bella morettina degli anni sessanta, ecco una bella biondina del cinema d'oggi che me gusta mucho:
  5. Dopo il dolce sorriso di Claudia, Maddalena, che manda "aux anges" voi femminucce, ecco una delle scene leggendarie del cinema western, che fanno la gioia di noi maschietti:
  6. Sono personaggi veri, Perse, situazioni vere, dette con arte. Parole, musica, timbro vocale, tutto in un "unicum" inscindibile. Non vuol dire forse questo la parola " cantautore"?
  7. Una delle tue migliori recensioni, Wittel. Detto cio', liricizzare e rendere troppo introspettivo il Preludio e' un'operazione legittima e anche lodevole ma difficile assai. Il Preludio del Parsifal e' bifronte: alterna il ripiegamento intimistico-mistico a una magniloquenza solenne, quasi rituale, tutta wagneriana. Optando per una lettura scopertamente lirica si rischia di perdere in tensione e di sfiorare l'inerzia. E qui Moralt, che pure ha grandi pregi, per me ci va vicino.
  8. "Io sono quello che aveva il Mocambo, un piccolo bar..." Il ritmo di uno slow che carica le parole di poesia. Questo e' Paolo Conte: un genio.
  9. Quando uno cambia idea radicalmente i casi sono due: o prima non aveva le idee chiare o non le aveva chiare ne' prima ne' adesso.
  10. Bocelli,Alfio, ha un bel timbro ed e' intonato. Che abbia la voce piu' bella di Kaufmann e' palese e che canti meglio dei Volo pure ( I Volo sono delle bestie da palcoscenico). La sua "musicalita" pero' comincia e finisce con il pop melodico. Per semplificare il concetto : non si puo' cantare la furtiva lagrima o la gelida manina come se si cantasse " Con te partiro' ".
  11. Anche nel Puccini lirico, Alfio, Bocelli fa fatica. Nell'arioso del 1°atto di Boheme se la cava benino finche' la voce resta in zona centrale. Ma non appena sale in acuto, a cominciare dal "Cercar che giova?" per finire allo spasmodico La di "Talor dal mio forziere" sono evidenti il disagio e la forzatura. E questo non e' questione di "peso vocale". E' questione di tecnica.
  12. Il limite del Bocelli "tenore lirico", Alfio, che per timbro sarebbe adatto a Boheme, Elisir, Lucia, ecc. , e' che accenta e fraseggia quasi fosse un tenore lirico-spinto o addirittira drammatico. Il suo modello e' Corelli che, per colore e consistenza,drammatico lo sarebbe stato per natura. Il grande Franco cerco' invece di modulare il piu' possibile la sua enorme voce con risultati egregi. Bocelli invece ha una gamma dinamica limitata assai e pochi coloriti vocali. Ce ne accorgiamo ascoltandolo nel duetto di Lucia, dove squadra e spiana parecchie frasi che richiederebbero modulazione e soavita' ( a cominciare dall'ostico "spargi un'amara lagrima" (9:58), da addolcire sul passaggio, che invece Bocelli canta di slancio, tutto uguale, quasi a piena voce).
  13. Del Manrico di Andrea Bocelli, Principe, il "Mal reggendo" e' il momento migliore. Protetto da una tessitura centralizzante e da una prosodia strofica squadrata, declamante, Bocelli , ricalcando per altro l'esempio corelliano, fa valere il timbro nitido e la bella dizione toscana.Certo, colori e intensita' sono limitati, e il microfono soccorre un corpo vocale esiguo. Pero' almeno non ci sono forzature
  14. Pinkerton

    Mozart

    Hai ragione Maddalena. Il corso di voci bianche è un sorriso d'innocenza....
  15. Pinkerton

    Mozart

    Questo mottetto, Maddalena, e' una delle cose musicali piu' perfette mai composte, assolutamente neutra ed equilibrata fra testo e musica. Il risultato espressivo e' di un'intensita' inaudita. L'apoteosi della forma musicale. L'esecuzione da te proposta pero' mi sembra troppo larga e indugiante, ai confini dell'inerzia. Io trovo molto buona la versione, vivida e carica di tensione, di Bernstein.
×
×
  • Crea Nuovo...