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Pinkerton

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Su Pinkerton

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    4000 sono pochi!
  • Compleanno 27/08/1952

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  • Sesso
    Maschio
  • Luogo
    Travagliato ( Bs)
  • Interessi
    opera lirica, poesia e altre cose di cui non so il nome

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  1. E' una bella Cavalleria, Alfio, con Levine animatissimo e Domingo in gran forma vocale. La Scotto e' stata elogiata per il fraseggio vivido e penetrante, ma la voce e' dura assai. Il baritono Elvira e' scialbo forse anche per la voce affaticata.
  2. Grazie Glenn. Questa e' una grande Tosca, Glenn, sensualissima e floreale. Merito di Karajan in stato di grazia, della Price, tesa come una corda di violino, di Taddei ( " Questo e' luogo di lacrime!" come lo dice lui, nessuno) e anche di Pippo di Stefano, malgrado svariati acutacci ( ma il colore dei centri viene giu' dal Paradiso...).
  3. Voluto Super. Nel Falstaff Verdi musica al meglio un libretto impossibile, raffinato e brillante finche' si vuole, ma estraneo a una plausibile prosodia. Scrive un capolavoro comico ma , a ben vedere, e' accademia. Verdi e' un genio tragico, sangue e lacrime e destino.
  4. Li rivoglio anch'io ( anche se, a volte, mi mandano in bestia).
  5. Verdi, Glenn, e' un genio teatrale, "patrimonio dell'umanita' ", quanti mai ve ne fossero. La prima cosa da fare e' imparare, parole e musica, almeno una decina delle sue opere ( Nabucco, Ernani, Macbeth, Traviata, Rigoletto, Trovatore, Ballo, Forza del destino, Aida, Otello). A memoria, tassativanente. Poi ne possiamo riparlare.
  6. Riccardo, Maja, non fa la sua scelta, sacrificandosi, per ragioni politiche e neppure per rispetto a Renato, amico fedele, ne' per tutelare l'onore di Amelia e nemmeno per un'avventato, ingenuo e sventato, senso di onnipotenza. Riccardo si immola ( di fatto il suo e' quasi un suicidio) per rispondere alle ragioni della sua coscienza: e' restare coerente con la propria coscienza la cosa che piu' gli preme. Il nucleo tragico del Ballo e' tutto interiore, e' una questione intima, privata, del protagonista. Anche se gode del potere e del consenso del suo popolo, anche se Verdi ( genio teatrale che ben sentiva il gioco dei contrasti...) lo contorna di una musica brillante e festosa, Riccardo e' un uomo solo, isolato, come lo e' chiunque si ponga di fronte alla propria coscienza. Anche per questo il Ballo mi piace assai. Perche' sara' sempre attuale.
  7. Sono d'accordo con te Alfio. Domingo come Rofolfo, con il suo colore caldo e armonioso, non sfigura, ma il personaggio richiede un timbro piu' chiaro e giovanile, e fraseggio meno compassato. Questo live di un Carreras giovanissimo e in ottima forma vocale, con il suo accento trepido e affettuoso, ci fa ascoltare un Rodolfo molto convincente, per me migliore rispetto a quello di Domingo:
  8. Domingo,Alfio, ha un impasto vocale gradevole, caldo e brunito e un "peso specifico" da tenore lirico centralizzante. Nelle tessiture troppo acute o nei ruoli drammatici tende a forzare il suono impoverendolo e opacizzandolo. La sua tecnica e' corretta ma limitata. Come interprete e' piuttosto generico e convenzionale. Ha cantato ( e inciso) quasi tutto ma solo in pochi ruoli ha lasciato un segno personale, ha " fatto storia". Fra questi il Don Carlo, la Tosca e la Manon Lescaut ( a 3:25 lo slancio disperato di "O immensa delizia mia, tu fiamma d'amore per me!", e' da ricordare).
  9. Non diro', Snorlax, che Wittel supera il mitico Celletti, mio idolo indiscusso, ma certo per me il nostro Principe e' molto meglio di Giudici, spesso incompetente di vocalita'. Le recensioni del Nobile Bavarese sono insieme acute e ordinate, rigorose e frizzanti e, in fatto di voci, non parla a vanvera. Attendo trepidante il suo libro. Pink dixit.
  10. La bella voce non basta Alfio. Bisogna anche saperla usare. Qui, in questo live del '39, Bjorling entra nella leggenda: per la dovizia dell'impasto timbrico, per il perfetto controllo dell'emissione, per la linea di canto impeccabile che coniuga la patetica dolcezza dei ripiegamenti lirici alla impetuosa, luminosa pienezza delle espansioni eroiche, qui ascoltiamo il Manrico ideale.
  11. Apprezzabile in entrambe le quartine polimetriche, Giordano, il tono omogeneo, equilibrato, sobrio, contenuto, distaccato, quasi montaliano ma senza compiacimenti verbali, senza sussiego, a contrastare con l'epifania passionale del tema poetico, vista in astrazione, come filtrata, in controluce. Solo la locuzione "esplosiva verita" si concede all'esplicita letizia. Interessante, in chiave ritmico-narrativa il ricorso alle subordinate di specificazione. Un bel risultato formale.
  12. Io, Glenn, Nucci l'ho ascoltato pressoche' debuttante esattamente 42 anni fa in un Barbiere a Parma e poi l'ho seguito per tutta la carriera. Ho quindi dei riscontri per poterti assicurare che questo baritono e' stato per tanti anni in grado di cantare molto meglio di quanto ha fatto l'altra sera: il suo recente Germont areniano ha voce dura, forzata, a tratti spasmodica, grande difficolta' a modulare e a mantenere una parvenza di linea. Un Germont alle corde e vociferante. Hanno sbagliato a proporgli la parte e lui ha sbagliato ad accettare.
  13. Anche se tenore e soprano non erano fulmini di guerra, il grave errore e' stato far cantare Germont a Nucci. Gravissimo.
  14. Ecco, principe, il vero Bjorling, ecco il vero Manrico! La perfetta dosatura di una dinamica amplissima concorre a creare quel clima trasognato, insieme patetico ed eroico, che caratterizza questa celebre ode amorosa verdiana. L'attacco a 2:43 e la smorzatura a 3:19 sono autentiche perle.
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