Vai al contenuto

Pinkerton

MOD di sezione
  • Numero contenuti

    4863
  • Iscritto

  • Ultima visita

5 Seguaci

Su Pinkerton

  • Rank
    4000 sono pochi!
  • Compleanno 27/08/1952

Profile Information

  • Sesso
    Maschio
  • Luogo
    Travagliato ( Bs)
  • Interessi
    opera lirica, poesia e altre cose di cui non so il nome

Visite recenti

20715 visite nel profilo
  1. Pinkerton

    Confronti

    Per l'omogeneità e la morbidezza dell'impasto vocale che gli consente un'egregia modulazione ( anche se in qualche nota si avverte un "vibrato largo"), nonché per l'unità della linea di canto, delle tre versioni io preferisco quella trasognata , anche se, a tratti, al limite dell'inerzia, del tenore Clément. Le due soprano sono più espressive ma anche meno "in stile", meno appropriate allo spirito dell'aria, laddove la Ponselle fa valere le fascinose bruniture di una voce poderosa quanto "ingombrante", e la Leblanc ( che peraltro accusa qualche durezza di emissione) è prodiga di portamenti e sottolineature tardoromantiche, sostanzialmente fuori luogo.
  2. L'omogeneità stilistica in un'opera è un pregio ma può esserlo anche la politonalità. In Gadda, dove i modi linguistici sono dominanti, lo stile viene dopo,è accessorio, ne è una conseguenza.
  3. Mi sembra proprio, caro Maja, che tu abbia imboccato una strada giusta. Ora permettimi una domanda off-topic, estemporanea e oziosa: "Ma dove cazzo hai imparato a scrivere così bene in italiano?"
  4. Io invece,Yates, come dicevo a Giordano, sono molto attratto dall'Adalgisa. Concordo poi con te che Gadda non vada ridimensionato a belletrista, concetto, nel suo caso, parto di un critica miope e ottusa e comunque totalmente fuori luogo.
  5. Ciao Yeats. Il tuo parere su Gadda?
  6. Quello che sicrive il mio amico Maja è sempre interessante.
  7. Senti qua, Giordano, l'Enzo Grimaldo di Corelli nei suoi anni migliori (1963).
  8. Pinkerton

    Confronti

    Otelli, Wittel, ha voce chiara e poco corposa e, come si usa oggigiorno, lavora molto sulla parola, prendendosi qualche licenza sia ritmica ( non rari i "rallentando" per cesellare meglio) che dinamica (l'attacco di "Un nido di memorie" è quasi un falsetto sottovoce. Molto buona invece l'apertura melodica di "E voi piuttosto..."). Purtroppo è in difficoltà nel passaggio di registro e i suoi acuti o sono lievemente aperti o piuttosto stretti. Decisamente più in regola Herlea, sia per consistenza vocale che per tecnica. Non sarà un Basiola o un Tagliabue, ma almeno è un baritono vero.
  9. Pinkerton

    Confronti

    L'esecuzione di Bastianini, Santos, fa leva su uno strumento vigoroso e di timbro pregiato e anche, a tratti, su una dizione ben scandita. Bastianini che iniziò a studiare da basso, si dovrebbe trovar bene in un brano dalla tessitura centralizzante. Invece succede che , fatti salvi i centri rigogliosissimi, il baritono toscano è in lieve disagio proprio nei passaggi gravi ( a cominciare dall'attacco), mentre l'unico acuto dell'aria (a 2:30) lo fa abbastanza bene. Bastianini, forte di una vocalità esuberante, si affida allo slancio mettendo in secondo piano l'aspetto lirico del brano. Ne risulta un canto appassionato ma anche irruente,povero di alternative dinamiche, tutto impostato su intensità elevate, tendenzialmente declamatorio ma soprattutto carente di "legato". Ascolta per confronto questo baritono russo contemporaneo di Bastianini. Anche Pavel Lisistian aveva una voce imponente ma la tecnica superiore gli permette di modularla a servizio dell'espressività. Così, della celebre aria di Yelesky , si evidenziano sia l'aspetto passionale che quello patetico. Molti sono i passaggi in cui Lisistian esibisce una tecnica di alto livello. Te ne segnalo due: l'acuto in diminuendo e legato a 2:32 e la "messa di voce" a 3.43.
  10. Pinkerton

    Confronti

    Sono d'accordo con te, Santos. McNeil e Bruson sono preferibili a Cappuccilli e a Bastianini i quali, pur nella loro ricchezza timbrica, risultano piuttosto ruvidi e mancano dell'affettuosità che si addice a questo duetto. Notevolissima invece è la mezzavoce di McNeil nell'Andante "Deh non parlare al misero". Ti faccio ascoltare adesso un grande baritono del passato. Pasquale Amato indulge a qualche corona francamente eccessiva, ma il perfetto appoggio diaframmatico gli consente una purezza di linea ( nota Santos, ad esempio, la sobrietà d'accento delle quattro brevi frasi, "Tu non ne hai!", "A te che importa?", "Non uscir mai!", "Ah, ben tu fai", dove tutti i baritoni calcano la mano in modo verista), un'omogeneità timbrica e una flessibilità vocale straordinarie. Questo e' "cantare sul fiato".
  11. Lo scoprirai leggendola, Giordano, e mi darai ragione ( sempre che il dialetto milanese non ti sia troppo ostico). L'Adalgisa è basilare per capire Gadda. E' l'opera in cui lo scrittore si esprime con più agio e naturalezza. L'opera è ambientata nella sua città (Milano), gravita nella prospettiva della sua classe sociale (la borghesia), interagisce col suo popolo, si cala in un dialetto che gli è consono e familiare. Non ci sono trasposizioni di luogo (come nel Pasticciaccio) o di fantasia (come nella Contemplazione). Nell'Adalgisa ci sono le sue radici, per questo se non si è letta "L'Adalgisa" si perde un'occasione per capire Gadda. Anzi, L'Adalgisa, fra le sue opere, andrebbe letta per prima.
  12. Io, Giordano, credo che Gadda scriva (dico "scriva" , non "descriva") la realtà come meglio non si potrebbe, se osservata dal suo punto di vista Voglio dire che Gadda scrive in quel modo perché A LUI, date la sua intelligenza e la sua cultura, la realtà si manifesta esattamente così, attraverso questo processo linguistico. In ogni caso, prima della Cognizione, ti consiglio di leggere l'Adalgisa. Poi ne riparliamo.
  13. Dopo anni ed anni di vita di questo topic "letteratura" sono sorpreso (se non dispiaciuto) che nessuno si sia ancora preso la briga di dire almeno due parole su Carlo Emilio Gadda che in Italia sta come a Proust in Francia e a Joyce in Irlanda. L'avete mai letto?
  14. Hai ragione Super. Quilico, baritono già di per sè chiaro, "tenorile", in questo Barbiere non canta quasi mai , più che altro parla, recita, cincischia, borbotta. Oltre tutto, quanto a pronuncia, non è che si copra di gloria.
  15. La risposta sensata te l'ha data il Principe. Dipende dal ruolo. Io però ho ho una preferenza:
×
×
  • Crea Nuovo...

Accettazione Cookie e Privacy Policy

Questo sito o gli strumenti di terzi, usano cookie necessari al funzionamento. Accettando acconsenti al loro utilizzo - Privacy Policy