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Pinkerton

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  • Compleanno 27/08/1952

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  • Sesso
    Maschio
  • Luogo
    Travagliato ( Bs)
  • Interessi
    opera lirica, poesia e altre cose di cui non so il nome

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  1. Concordo con Wittel sull'ottimo Scarpia di Manuguerra, sempre musicale, dalla dizione sempre nitida ( L'accostamento con Vishnevkaya che oltre agli acuti duri pare anche raffreddata, è impietoso). Ascoltate, a 1:17 ( "Un nobile esempio è il vostro" e seg.) con quale tono onesto e amichevole rivolge a Tosca le sue "frasi-esca" di lusinga e di avvertimento. Perché cada nel trabocchetto, Tosca deve avere per un momento il dubbio di trovarsi di fronte a un amico e non al suo carefice. Manuguerra riesce benissimo a dare a Scarpia quell'alone di onestà necessario per compiere il suo piano. Questo è capire il personaggio!
  2. Grazie Maddalena per questo raro cadeau, semplicemente delizioso.
  3. Nulla dura per sempre, o Principe! Ricordiamo Max Lorenz per prove come questa qui sotto. Lo splendore sorgivo della voce in questa incisione del '27 è strabiliante.
  4. Meli, Persephone, è un buon tenore lirico, sicuramente superiore a Grigolo, del quale evita i sussurri e le smancerie da musical. Ha un bel timbro caldo e brunito e sa usare la "maschera" Qui, nel celeberrimo "Andante lento appassionato molto" del III Atto risulta efficace anche se, a 1:43, scivola in un opaco e smunto falsetto di distefanesca memoria. In compenso si rifà cantando legato e con impeto "Svanì per sempre il sogno mio d'amore" e soprattutto, a 2:53, eseguendo bene l'indicazione pucciniana di "diminuendo" sul secondo "e muoio disperato".
  5. Sì Wittel, l'acutone finale è a gola spiegata ( Lorenz era pur sempre un heldentenor, che diamine! Noblesse obblige! ), ma tutti gli altri acuti sono in mezza voce e legati, a cominciare da "te revoir Carmen". E' curioso, non trovi?, che un tenore dalla voce grandiosa come lui insegni a cantare dolce e legato ai tenoruzzi lirici (( e non facciamo nomi!...) che si improvvisano eroici scandendo, gonfiando e pompando a dismisura. P.S. Non ringraziarmi Wittel.Sono io che devo ringraziare te.
  6. Che questo Tristan sia imperdibile è certo, come è certo che tutto il cast sia in gran forma almeno quanto lo è Wittel nel recensire questa incisione ( basterebbe questa recensione per assicurargli un buon contratto con un'importante casa editrice) Su tutti spicca Max Lorenz che unisce grandi qualità vocali e tecniche a una musicale naturalezza di fraseggio che lascia ammirati. Solo grande heldentenor? No davvero! Lorenz fu un grandissimo tenore sempre, qualunque cosa cantasse. Ve lo ripropongo in Carmen, nella miglior romanza del fiore forse mai incisa. A Wittel, Snorlax, Glenn, Ives, Super e alle signore Percy e noone.
  7. In attesa della tua rece, Wittel, ti propongo una registrazione del Lohengrin del 1927 in cui Volker appare più convenzionale come interprete: non c'è ancora quella caratterizzazione agogico-dinamica in ben distinti piani sonori (fino ad arrivare a pronunciare le consonanti) ma il grande tenore tedesco è già in possesso di una tecnica eccellente e appare nella completa integrità dei suoi mezzi vocali ( la lucente uguaglianza delle mezze voci fa pensare addirittura a Gigli).
  8. Che sia Volker, o Princeps Maximus, questo Volker del '36, il Lohengrin più grande? Certo Volker, per voce e temperamento, nasce lirico, certo non avrebbe, in partenza, né il metallo né l'empito araldico di un Melchior, di un Lorenz o, più recentemente, di un Heppner, ma l'accuratezza e la distinzione dei piani agogico-dinamici con cui caratterizza il personaggio, non ha eguali nella discografia e quando la voce è chiamata a passare dai sognanti abbandoni alle accensioni eroiche allora la voce si trasforma e risponde egregiamente per timbro e accento. Il suo "In fernem land" non si può ignorare, a partire dal tono raccolto e misterioso e dallo stacco indugiante dell'attacco ( si tratta pur sempre della rivelazione di qualcosa di magico e soprannaturale...):
  9. Voce eroica per consistenza, colore, impeto nelle accensioni e abbandono nei ripiegamenti lirici. Notate poi la perfetta omogeneità della linea di canto. Concludendo: l'ultimo grande Lohengrin ( con buona pace di Domingo, Seiffert e compagnia cantanti)
  10. Seiffert, Wittel, per colore e mezzi vocali, è un lirico di mezzo carattere, come Beczala ad esempio. Del tenore eroico ha solo una nitida espansione degli armonici a voce piena. Però canta con proprietà. Un bel Lohengrin, ma da ascoltare in salotto.
  11. Vorrei ricordare questo tenore, qui ripreso in Faust già piuttosto avanti con gli anni. La voce un po' indurita, ma il gusto e la proprietà nelle modulazioni sono di gran classe. Nota Snorlax a 5:27 la facilità dell'acuto di "presence", la naturalezza della smorzatura e in seguito la dolcezza della mezza voce del ripiegamento lirico di "d'un'ame innocente et divine".
  12. Pinkerton

    Maria Chiara

    Maria Chiara aveva buona tecnica, musicalità e un certa castigatezza, un certo stile, qualità queste, unite a un timbro gradevole, tali da farne un soprano affidabile e di livello. Certa asciuttezza di fondo negli acuti a piena voce e un temperamento "sorvegliato" e alieno da effettismi ma anche da slanci e da abbandoni estremi, le vietarono una maggiore popolarità https://youtu.be/5nJx8Q6dqPY
  13. Pinkerton

    Necrologi

    https://youtu.be/UVAJbug2juM Una voce generosa. RIP.
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