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besugo

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Tutti i contenuti di besugo

  1. Mica brutte le sinfonie di Nielsen! E' un autore che mai ho frequentato regolarmente e, a dirla tutta, neppure mi corrisponde troppo, ma ogni volta che ascolto qualcosa non posso fare a meno di pensare che meriterebbe qualche etto di considerazione in più da parte mia. L'esecuzione di Blomstedt mi pare eccellente.
  2. Ascoltato tutto il ciclo, in questa esecuzione. Bellissima musica e interpretazione splendida, a mio parere, soprattutto da parte della compagine e di Holliger, che in taluni tratti raggiungono vertici di duttilità e bellezza timbrica quasi miracolosi.
  3. Io posseggo l'Audio-technica AT-LP120X. Definirlo il "meglio del meglio" mi pare un po' esagerato, ma sono soddisfatto. E' un buon apparecchio, robusto, pesante il giusto e preciso. La trazione e diretta, non amata dai puristi. Ripeto, sono contento dell'acquisto e mi godo i miei lp; volendo un'alternativa, sceglierei il Rega planar 1 o, ad un prezzo un poco superiore, 2. Il Rega è completamente manuale, come l'Audio-Technica, ma con trazione a cinghia (se ricordo bene).
  4. besugo

    Hurwitz & co.

    Violinista superbo. Qui con la moglie in un video con i colleghi dell'Hollywood string quartet (con riprese hollywoodiane, ovviamente), pubblicato dal figlio.
  5. Assolutamente d'accordo. La comprai in vinile da ggiovane, poi in cd. Purtroppo trovo che il riversamento sia pessimo, il suono non è neppure vicino a quello originale, ahimé. Magari hanno rimediato.
  6. besugo

    Necrologi

    Uno dei miei compositori preferiti. Mi dispiafe davvero tanto. Black Angels l'avrò ascoltato cento volte, come Makrokosmos e Vox Balenae.
  7. Beh, però nella lista degli strumenti c'è scritto clavicembalo o piano, quindi la scappatoia se l'era già preparata l'autore...
  8. Ascolto casuale di questa mattina, nel senso che era il primo video della schermata e ci ho cliccato sopra. Brano che trovo stupendo e pure particolarmente approcciabile; mi affascinano molto gli echi del Pelléas e le melopee vocali della prima parte.
  9. Giusto un'idea... Arditti dedica un capitolo intero del suo volume sul violino a come razionalizzare la metrica nelle sue opere. Personalmente, confesso di avere problemi con Ferneyhough, anche se subisco il fascino della complessità. Altri quartetti sono peggio..
  10. Gran bel disco, complimenti. Tamayo, al di la, dei meriti tecnici, è un artista meritorio di stima e gratitudine.
  11. Appunto... Ivan Drago è più rassicurante.
  12. Belin! Con quella faccia esprime perfettamente la gioiosità della festa! 😁
  13. Bellissimo. Esiste questo video con Maderna sul podio, poco prima della scomparsa.
  14. Lo comprai parecchi anni fa e lo ascoltai tutto una volta sola, colpevolmente. Sicuramente "soporifera pallosità" sarebbe un giudizio assai severo per una incisione ben suonata ed elegante. Sinceramente, però, mi pare un grado zero interpretativo. Sono dischi rispetto ai quali non si possono fare grandi critiche, ma ancor meno lodi. Dovessi condensare in un aspetto quella che fu la mia opinione negativa, direi che il maggior limite di queste interpretazioni sta nel non rendere minimamente giustizia alla grande varietà di stili utilizzati da Corelli e nel non valorizzare la straordinaria originalità della sua musica, che davvero ha cambiato tutto. All'inizio risulta convincente, poi, a poco a poco, ci si rende conto che tutto scorre con una monotonia leggermente mortifera. Comunque, lo riascolterò, magari nel frattempo sono cresciuto e scoprirò che quelli che sulle prime mi parevano difetti in realtà sono grandi meriti. Il BaRock stile Pluhar lo aborro con ogni mia fibra, non tanto per ragioni di stile (che sarebbe già abbastanza) quanto per l'approccio estetico/morale al semplice far musica, scusa la pesantezza, che trovo aberrante. Effettivamente la discografia corelliana non è generosissima, in quantità, ma, ahimé, direi pure in qualità; forse è la natura stessa della musica e come è stata assimilata dalle generazioni successive a rendere l'approccio più problematico rispetto alla musica di altri autori, chissà. Comunque, non è un discussione che sarei in grado di sostenere.
  15. Quanto mi piace Ives! Molto bello anche il song con pianoforte, qui cantato con grande nobiltà, pure troppa. Certo che Ives alle prese con l'orchestra si lasciava trascinare da visioni ultraterrene. Sembra quasi che non gli basti mai quello che ha a disposizione, e non è che lesini...
  16. https://cardinalscholar.bsu.edu/bitstream/handle/123456789/194801/StrohI_2011-2_BODY.pdf;jsessionid=6DE888465FA284C5328C3A1B94E2853B?sequence=1 In questa tesi, in inglese, trovi un sunto del lavoro. Magari già lo conosci. Da qualche parte dovrei avere anche una traduzione, sempre in inglese, del testo originale, ma purtroppo non lo trovo.
  17. Un brano che ho sempre desiderato suonare e che, ovviamente, non suonerò mai...
  18. Confesso che, con le mie poveri studi sulla notazione mensurale, non ci ho capito molto, a parte che si tratta di un casino pazzesco...
  19. Se ti intriga infilarti in un autentico ginepraio... https://www.examenapium.it/meri/sumitek.html
  20. Grandissimo compositore tutto sommato poco conosciuto, noto soprattutto per il suo "Sumite, Karissimi", di enorme complessità mensurale. "La Fonte Musica", diretta da Michele Pasotti, ha da poco inciso l'opera completa a noi giunta, in 4 cd.
  21. Per carità, meriti non vanno negati, anche solo per aver introdotto il repertorio contemporaneo nelle programmazioni delle grandi compagini, soprattutto americane. Come compositore (nel senso più ampio possibile), poi, disconoscerne l'importanza è da folli. Solo che ora sono pochi i brani che non preferisca ascoltare in altre interpretazioni. In particolare mi succede che l'ascolto con la partitura molte cose mi appaiano poco risolte proprio sotto il profilo della chiarezza e della trasparenza; a volte mi succede di non riuscire a cogliere dettagli, anche importanti, che invece mi appaiono evidenti alla vista (discorso confuso che dovrei argomentare meglio, lo so). In generale, comunque, apprezzo di più la sua produzione giovanile (come direttore, intendo) rispetto a quella più tarda - preferisco il Webern con la London, anziché quello berlinese, ad esempio - con alcune eccezioni, però. Il Moses con la BBC lo trovo splendido nella prima parte e stranamente abbozzato nella seconda, quasi il frutto di una lavorazione affrettata; forse questione di tempi di lavorazione gestiti con difficoltà. In generale apprezzo molto il suo Stravinsky e i francesi in genere.
  22. Erano pure gli anni del Ring di Boulez/Chereau, altra produzione leggendaria. Concordo sostanzialmente con la tua valutazione. La Stratas era una splendida Lulu sul palcoscenico, ma quasi inascoltabile, soprattutto nello stridulo registro acuto. Mazura quasi nega vocalmente la sua presenza scenica, con una voce che più volgare non è possibile. Personalmente non apprezzo moltissimo neppure la conduzione di Boulez, soprattutto nel terzo atto ricostruito, ma pure nel resto. Per onestà confesso che negli anni sono passato dall'incondizionata ammirazione giovanile per Boulez (l'uscita del vinile di Lulu la ricordo bene, così come i sudatissimi soldi che mi costò procurarmela) a un atteggiamento molto più scettico, soprattutto riguardo la leggendaria chiarezza analitica, che sinceramente non percepisco così spesso.
  23. Sarei curioso di sapere cosa ne pensi di questa edizione, peraltro storica, almeno per il finale completato da Cerha che, se non erro, ha visto la sua creazione con questa messa in scena.
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