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superburp

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Risposte risposto da superburp

  1. 4 ore fa, Majaniello dice:

    Allora, ho aperto lo Spotify di Kirill Petrenko con l'idea di ascoltare finalmente qualcosa di suo con una certa attenzione... dovevo scegliere tra Suk, Pfitzner, Adams, Rachmaninov, Franz Schmidt, le ultime due di Tchaikovsky, la nona di Beethoven... insomma, un incubo! sembrava un florilegio fatto ad arte della musica che odio, mancava solo Wagner 🤣

    Ho optato per la sesta di Mahler (non foss'altro che oltre al dramma c'è un po' di contrappunto), ho ascoltato l'esposizione del primo movimento due volte prima nell'esecuzione Petrenko-Berliner (2021) e poi nell'esecuzione Rattle-Berliner (2019) per fare un confronto, tanto sono 5 minuti a botta. Oh, si dice che i Berliner suonano da soli... è vero! 😮 non voglio dire che erano uguali uguali, perchè qualche differenza nell'articolazione degli archi, nella gestione dei climax e altre piccole cose c'è, però insomma... se me le avessero fatte sentire bendato avrei pensato a due esecuzioni diverse di uno stesso direttore. Ovviamente tutto molto musicale e molto noioso, più che noioso direi ordinario, ma in fondo non è neanche colpa loro se la musica di Mahler non si presta tanto alla sensibilità e allo stile contemporaneo (opinione mia ormai sempre più consolidata). C'è anche una settima di Beethoven, poi magari provo con quella, e aspetto qualche uscita che sia più potabile per i miei gusti.

    Ora, per la cronaca, questo:

    1200x1200bf-60.jpg

    Ma andando così a memoria mi parrebbe di ricordare che un po' di contrappunto nella nona c'è 😄.

  2. On 19/3/2022 at 11:13, Keikobad dice:

     

    vi ringrazio per la vostra (immeritata) considerazione :D

    io posso dare la mia opinione basata su esperienze personali (ho lavorato con 4 dei 10 direttori citati da H.), ma partendo da parametri molto diversi da quelli espressi sopra. Giudicare solo i direttori che hanno un'attività discografica perché "degli altri non frega a nessuno" per me è un punto di vista molto opinabile. Capisco i suoi argomenti, ma allora Kirill Petrenko è come se non esistesse? Ai concerti dei Berliner non ci va nessuno? I concerti oltretutto vengono registrati e messi sulle piattaforme di streaming digitali che rendono l'esperienza riproducibile e condivisibile, quindi di cosa stiamo parlando? 

    Detto questo, personalmente quando valuto un direttore con cui suono, conta molto l'esperienza che vivo e gli occhi nuovi con cui mi fa conoscere un brano. Per questo il mio giudizio su un direttore con cui ho lavorato magari una sola volta in un repertorio a lui non congeniale può essere molto incompleto e ingiusto. Inoltre, valuto il rapporto che ha con l'orchestra, quanto riesce a valorizzarla e la sua tecnica direttoriale, tutte cose che da un disco, ahimè, non è facile valutare.

    Questi i miei 2 cents su alcuni dei direttori sopra citati:

    Tilson Thomas: Ci ho suonato una sola volta (5a sinfonia di Mahler a Roma) ed è stata un'esperienza non memorabile, molta difficoltà a tenere l'insieme e suddivisioni del gesto del tutto inutili e invasive nei ritardandi. 

    Herbert Blomstedt: Probabilmente il miglior direttore con cui abbia mai suonato! (8a di Bruckner). Suonare una sinfonia di Bruckner con lui vuol dire imparare a conoscere il lato meno muscolare ed aggressivo e più trascendentale della sua opera, anche quando si tratta di una sezione di ottoni che suona fortissimo! Con lui un brano di un'ora e mezza passa in un lampo perché ogni secondo sai sempre dove ti trovi e dove stai andando. Memorabile il terzo movimento che comincia senza vibrato, memorabili le sue citazioni sulla musica ("questa è musica molto settoriale (inteso come archi/ottoni/legni contrapposti uno all'altro), che è una caratteristica e forse anche un limite di questa musica", "far finire questo movimento con una cosa semplice come una scala è un modo geniale per terminare un movimento complesso come questo" (il terzo)), memorabile il suo rifiutare la sedia per dirigere 8 ore di prove in piedi scherzando "chairs are for old people!" (all'epoca, 88 anni!). Un gigante, musicalmente e umanamente. 

    Manfred Honeck: L'altro nome che cito sempre assieme a Blomstedt quando parlo dei più grandi con cui abbia mai lavorato (8a di Dvorak). Già allora era un po' vittima dei deliri narcisistici e autoreferenziali di cui ogni tanto parla H., ma quell'Ottava è stata una GRANDE Ottava (sul Tubo c'è un video dove la fa con la hr-Sinfonieorchester, ovviamente uno spettacolo). Un uomo che mi ha saputo trasmettere l'amore per la Boemia come se ci avessi appena fatto un viaggio di diversi mesi. La spalla di quell'orchestra era un ragazzo ceco (che ora suona nella Chicago Symphony) che ha fatto un solo del 2° movimento da stropicciarsi gli occhi. Tecnica direttoriale incredibile, tanto da renderlo per eccellenza l'erede di Kleiber (anche per una notevole somiglianza fisica). Sicuramente merita di stare tra i primi 10 direttori viventi. 

    Esa-Pekka Salonen: Con lui feci un concerto un po' sgangherato dove venne in sostituzione di James Levine. Fecimo Renana di Schumann e Till Eulenspiegel. A me lui ad esempio non piace. Lo trovo superficiale, sia nella concertazione che nella gestione tecnica della performance, il gesto è sicuramente molto solido e tecnicamente ineccepibile ma lo ricordo un po' "moscio". Lo vidi anche dirigere una Prima di Mahler, oltre che il suo personale Concerto per violino, di cui ho pochi ricordi. Anche le incisioni che ho ascoltato non mi hanno lasciato sempre ben impresso. La Turangalila con la Philharmonia che H. cita come riferimento per me è molto mediocre.

    Gli altri nomi li conosco di fama e ho visto alcuni video, mai dal vivo. Di questi, solo Jurowski gode di ottima considerazione da parte della comunità di orchestrali professionisti, almeno in Italia. 

    Altri nomi che sono stati citati dalgi utenti:

    Simon Rattle: Con lui suonai musica contemporanea all'accademia del Festival di Lucerna. Male, dimenticabile. Se dirigi musica contemporanea molto rigida ritmicamente e col gesto segui l'orchestra invece che dirigerla, c'è un problema. 

    Riccardo Muti: Con lui, 4 pezzi sacri di Verdi e un Così fan tutte di recente. Ovviamente è un gigante indiscusso, ma la sua tendenza a ammorbidire il suono a volte è un po' stucchevole, come mettere il miele sul gelato al limone. Che comunque lui non sia considerato tra i 10 direttori più grandi viventi per me è perlomeno discutibile.

    Gianandrea Noseda: Il direttore che conosco meglio in assoluto, perché ci ho suonato in innumerevoli volte e perché ho il piacere di conoscerlo abbastanza bene di persona (e perché mi ha dato un lavoro :D ). Difficile scindere le sue qualità artistiche da quelle umane, perché le seconde influenzano incredibilmente le prime. Persona molto emotiva, rende il meglio di sé nel repertorio più muscolare (es. Danze Polovesiane, Otello, Macbeth) e nel repertorio russo in generale. Per me la freddezza intellettuale che spesso gli viene additata è un equivoco dato dal fatto che tende a dirigere sempre tutto a tempo e a cantare poco le frasi cantabili. Per me più che un difetto caratteriale è un difetto "tecnico" dovuto al fatto che quando dirige è talmente tanto in adrenalina che si dimentica di respirare, sia fisicamente che musicalmente. Direttore polarizzante che o si ama o si odia, a volte anche contemporaneamente :D

    Fabio Luisi: Ecco, lui è un direttore che definirei "intellettuale" tout court. Ci ho suonato tantissime volte ma quasi mai il repertorio che a detta di tutti gli è più congeniale (Strauss, Mahler, Wagner). Gli ho sentito però fare un'ottima Sinfonia Fantastica in RAI di recente. Molto colto e molto intelligente, pecca a mio parere solo nella scelta dei tempi (spesso troppo veloci) e un gesto molto spigoloso e nevrotico. A Martina Franca ha diretto molto repertorio operistico minore dell'800, spesso in maniera molto poco idiomatica. 

    Zubin Mehta: Ci feci una 2a di Mahler assolutamente nella media. Molte indicazioni di Mahler non rispettate, molte scelte di tempo discutibili, nel complesso abbastanza scialba. Non mi lasciò una grande impressione anche se il concerto venne bene.

    Marin Alsop: Abbiamo fatto con lei un'ottima 4a di Brahms, molto solida e molto a posto. Non ricordo niente di memorabile che disse o fece ma fu un bel concerto.

    Paavo Jarvi: Ho già parlato di lui nella tournée che feci con la Deutsche Kammerphilharmonie e la registrazione della 4a di Brahms per il ciclo integrale registrato per Sony. Stessa impressione che per la Alsop, non ricordo niente di memorabile ma sicuramente un direttore molto solido e molto musicale. 

    Vasily Petrenko: Venne a fare le due suites da Romeo e Giulietta di Prokof'ev. Grande conoscitore di quel tipo di musica, su certe scelte di tempo e di carattere a parere mio esagerava un po', ma nel complesso un direttore molto solido.

    Si potrebbero fare due menzioni anche su Dutoit, grande cesellatore di suono, impeccabile sul repertorio francese di inizio novecento e con ogni probabilità il più antipatico e insopportabile con cui abbia mai lavorato 😒 Gergiev, con cui feci una Iolanta e una memorabile 6a di Tchaikovsky, Temirkanov con cui fecimo Alexander Nevsky (con pause-sigaretta ogni 20 minuti...), Harding che venne a fare un Don Carlos, ma la lista è già abbastanza lunga così ;)

     

    Inoltre mi permetto di citare un altro direttore che passa sempre sotto i radar: Jaap van Zweden, principale della New York Phil, con cui fecimo una 8a di Bruckner, buona ma non eccelsa. A me piace il giusto, ma è un concertatore fenomenale, un ottimo conoscitore dell'orchestra e sicuramente è un direttore molto migliore di molti nomi citati da H.

    Bellissima testimonianza, grazie! Domanda: ma Gergiev e le sue microbacchette com'è per gli orchestrali?

    E, più in generale, che margini di "improvvisazione" ci sono tra prova e concerto? Perché un pianista in recital può decidere di cambiare tempi e fraseggi come gli pare, un direttore che margini ha? (Immagino che vari anche a seconda della conoscenza reciproca tra orchestra e direttore)

  3. On 19/3/2022 at 07:53, Ives dice:

    Altri 10 migliori direttori viventi (seguendo le scelte dei lettori del canale).

    Riccardo Muti

    Christoph von Dohnányi

    Riccardo Chailly

    Paavo Järvi

    Neeme Järvi

    Marin Alsop

    Gerard Schwarz

    Seiji Ozawa

    Zubin Mehta

    Antoni Wit

    Non pensavo fosse ancora vivo. Ma escono suoi cd ancora?

  4. 9 ore fa, Madiel dice:

    Mette Blomstedt, che sicuramente è un grande, ma ha comunque novant'anni... MTT si è appena ritirato, mentre Serebrier e Slatkin sono ottantenni. Riguardo agli italiani, escluso Chailly non è che siamo poi messi così bene (Muti è in disarmo). Ci sono diversi ottimi "artigiani", ma per me nessuno è memorabile (finora).

    Noseda è sicuramente lodevole per la costanza con cui propone i vari compositori della generazione dell'ottanta, ma con il repertorio più tradizionale non ho idea di come sia in effetti.

  5. 1 ora fa, giobar dice:

    Però, subito dopo, ha fatto anche delle precisazioni per chiarire meglio il suo pensiero.

    As I often say, I am only an artist and a humanist.” I’m reading the reactions following my segment on the talk show “Vremjia Pokajet”
    I have formed my opinion in recent weeks consulting American and Western political scientists explaining to many that the West is also responsible for the current dramatic situation. This doesn’t mean I condone this war or any kind of war.
    My undoubtedly naïve intention in participating in this show was to come up with possible solutions for this current drama to end as soon as possible. When I asked for the possibility of power cuts, my intention was to avoid the choice of bombs on Kiev and thus avoid an even more dramatic humanitarian disaster. But I was interrupted before I could finish.
    So from now on I will remain silent on any questions that are not related to my art.
    “When the cannons roar, the muses remain silent.” I should have followed this wise adage.
    BORIS BEREZOVSKY
     
    C'è da dire che Berezovsky si trova probabilmente in una situazione particolare, tanto che nei primi commenti alla sua folle uscita iniziale qualcuno ha ipotizzato pressioni nei suoi confronti perché si esprimesse in termini così duri. L'anno scorso i suoi due figli furono arrestati in occasione di una manifestazione antigovernativa. Furono anche subito rilasciati senza essere condannati alla pena inflitta invece agli altri manifestanti e non si è mai saputo che cosa fosse successo. Con ciò, nessuna giustificazione per parole tanto assurde. Poteva, credo, trovare mille modi per stare zitto PRIMA e non DOPO.

    Ho letto la sua dichiarazione, sicuramente è quanto meno infelice come lo è il partecipare a programmi in cui, se non sai comunicare, rischi di far passare messaggi opposti a quello che volevi dire (prendendo per vero il fraintendimento).

    L'unica cosa che condivido, e che spero non finisca nel dimenticatoio, è la corresponsabilità dell'occidente in quello che sta succedendo, perchè se non si fa un po' di autocritica si ripeteranno sempre errori (e non parlo solo delle manifestazioni di idiozia come le prese di posizione contro qualunque russo solo perchè russo).

  6. 3 minuti fa, Keikobad dice:

    buongiorno a tutti. la mattinata comincia con la consueta colazione con Radio Classica che trasmette la 7a di Beethoven (roba fresca, roba nuova) nell'esecuzione SWR Sinfonieorchester/Norrington.

    l'ossessione negativa di H. per Norrington penso sia una delle cose più idiotiche che mi tocca sentire nei suoi video. Questa esecuzione è splendida! Capisco le querelles accademiche e che Beethoven senza vibrato a volte possa sembrare come un pomodoro scondito, ma per me quella che è la comprensione di Norrington per agogica, tessitura orchestrale e scelta dei tempi è molto apprezzabile, in particolare la scelta di eseguire il Finale a una velocità non così elevata, che secondo me esalta meglio il carattere di danza, la complessa orchestrazione e tutti gli sforzati a metà battuta.

    Mentre scrivo intanto è cominciata la 2a di Brahms con i London Classical Player sempre diretti da Norrington. Qua è già molto più fastidioso, va detto. 🙄

    Ricordo quella settima e condivido il tuo giudizio, specie sul finale.

  7. 1 ora fa, Majaniello dice:

    Anche io sono in aria di novecento italico, avevo cominciato ad ascoltare lo stesso pezzo dal cd di Rustioni, ma mi stavo annoiando, quindi sono passato ad un giovane Abbado:

    il pezzo non è fra i miei preferiti di Ghedini, però va già meglio.

    Io col '900 faccio l'errore di girovagare da un autore all'altro senza approfondirlo mai come si deve (è l'altro lato della medaglia della disponibilità illimitata data da internet). Alla fine di Casella conosco bene solo poche cose (Italia, concerto per violoncello, Scarlattiana, partita), tante altre cose le ho ascoltate ogni tanto, ma non posso dire di conoscerle bene. Poi trovo sempre più utile poter seguire lo spartito - non perchè sia così capace di leggerlo, ma perchè in qualche modo mi rimane più impressa la musica -, ma ascoltando musica perlopiù mentre lavoro, mi tocca aspettare la pensione :ninja:!

    Tutto questo per dire che Ghedini è un altro auore che non conosco.

  8. Prima questo

    e poi la versione per orchestra (che già conoscevo ed ho in cd)

    Devo dire che preferisco nettamente la versione originale per pianoforte. L'assenza dei colori orchestrali mi rende più chiare le idee di Casella (la spettralità dei movimenti lenti e la violenza selvaggia dei movimenti rapidi).

    Ho letto tra l'altro che si era ispirato a video della prima guerra (ovviamente in bianco e nero), cosa che mi fa propendere ancora di più per la versione originale. Peccato che dell'ultimo movimento ci sia solo la versione orchestrale, anche se chiudere con il cimitero è forse anche più significativo.

  9. 39 minuti fa, Keikobad dice:

    Ma Kna ha mai inciso qualcosa che mi raccomandereste? Ho provato ad ascoltare qualche sua registrazione di Bruckner sul Tubo ma tra sonoro improponibile pure per delle registrazioni storiche ed esecuzioni raccapriccianti non ho mai resistito per più di 1 minuto 🙄

    Beh, penso sia lontano dai tuoi gusti, è un direttore che dà una dimensione imponente e grandiosa a quel che dirige (lo definirei molto più wagneriano di Furt nell'accezione che molti filologi danno a quell'aggettivo). E comunque aveva secondo me molto senso dell'umorismo (teutonicamente parlando :D, ma ce l'aveva), più di Furt.

    Comunque il suo Parsifal è considerato fondamentale (sia quello del '51 che quello del '62 - io conosco il secondo e mi sembra preferibile, più movimentato e teatrale -). Anche i Maestri cantori sono bellissimi, mentre la tetralogia non l'ho mai ascoltata per bene, ma ho sempre sentito parlar molto bene del Crepuscolo. Tieni conto che per le opere di Wagner ci sono svariate registrazioni dal vivo.

    Del suo Bruckner ho il cofanetto Andromeda e lo trovo molto bello al netto di qualche errore tecnico al quale neanche faccio caso, è un autore che secondo me si sposa benissimo col suo modo di fare musica.

    Anche in Brahms secondo me riesce complessivamente bene, aldilà di qualche stranezza come la coda della seconda sinfonia.

    Di Beethoven c'è un'Eroica in tempo di guerra fenomenale, molto più vivace del suo solito. Dello stesso periodo anche le ultime tre sinfonie di Mozart, sorprendenti per quanto sono vitali (una delle migliori Jupiter "antiche" secondo me, su youtube la trovi).

    Chiaro che una cosa strana come il suo Fidelio è difficile da spiegare. Vero che preferiva le esibizioni dal vivo, ma lì pare aver proprio boicottato il progetto.

  10. 2 ore fa, Madiel dice:

    A dire il vero non l'ho praticamente ascoltato. Non si muoveva dalle solite tre note già da cinque minuti abbondanti, quando mia madre mi ha chiesto di andare a fare delle compere. Sono uscito lasciandola con la musica e il pc acceso, quando sono tornato dieci minuti dopo l'ho trovata assopita sul divano :mellow::cat_lol:

    Questi sono maltrattamenti :D.

    Registrazione fatta per dovere di cronaca si direbbe, sono al secondo movimento e Kna non mi sembra affatto convinto. Poi che orchestra è la "Berlin Grand Symphony Orchestra"? I Berliner sotto mentite spoglie?

  11. 25 minuti fa, Keikobad dice:

    ma come, non mi dedichi questo ascolto? :rofl:

    --

    su Radio classica dànno la 2a di Mahler (con ogni probabilità la mia preferita) nell'esecuzione Radio di Colonia/Bertini, con Kristina Laki, soprano e Florence quivar, contralto. Devo dire, nella mia ignoranza non conoscevo questa incisione che leggo far parte di un'integrale molto apprezzata. Per quanto riguarda questi primi 5 minuti di sinfonia, non potrei essere più d'accordo. Registrata benissimo, precisissima l'esecuzione, gestione dei cambi di tempo sublime! E certi fortissimi mi hanno fatto cadere dalla sedia :o

    Confermo, è un'ottima integrale anche dal punto di vista audio (anche l'ottava che è ripresa dal vivo in Giappone e che forse è il picco più alto del cofanetto).

  12. 14 ore fa, Ives dice:

    Nel genere sacro, o sinfonico-corale, nonostante il suo fervido cattolicesimo identitario trentino, Giulini ha lasciato uno dei suoi dischi più brutti: nonostante un coro meraviglioso, l'approccio è pesantissimo, estremamente rigido e privo di vitalità e intensità emotiva. E pure la presa di suono è pessima.

    Missa Solemnis: Giulini,Carlo Maria, Beethoven,Ludwig Van: Amazon.it: CD e  Vinili}

    Ricordo bene che siano sempre stati d'accordo sulla bruttezza di questa registrazione.

    Sul fronte operistico, c'è un'Italiana in Algeri noiosissima ed anche un Bruschino che ricordo così così. Probabilmente Rossini non era nelle sue corde (almeno quello buffo visto che lo Stabat Mater è magnifico).

  13. On 26/2/2022 at 12:10, Ives dice:

    Il Triplo concerto di Beethoven. Tenuto in ombra dalla critica per decenni, ritenuto a torto opera minore, esteriore e modaiola, è un lavoro invece godibilissimo e brillantissimo, curioso nei suoi rimandi alla tradizione della "sinfonia concertante" (come lo vedeva l'autore, d'altronde) più di stampo franco-italiano che non classica viennese. Anche gli interpreti del passato non hanno dato molto peso a questa pagina, spesso affidata a solisti di grande nome messi insieme un pò a caso e con effetti di noia routinaria e pesantezza. Invece, il dialogo tra gli strumenti è di ottima concentrazione e di scritura chiarissima e prevede la parte per piano più semplice rispetto alle altre due, poichè concepita per l'arciduca Rodolfo. In questo caso le esecuzioni hip oriented hanno dato lustro a questo concerto. Le migliori e le peggiori (tra cui Karajan, Haitink, Argerich) versioni in disco.

    Beethoven: Triple Concerto/SeptetBeethoven: Triple Concerto - Piano Concerto, Op. 61aBeethoven: Triple Concerto & Choral FantasyBeethoven: Triple Concerto, Choral Fantasia & Rondo

    Non cita la registrazione del trio Stern-Istomin-Rose con Ormandy? Pensavo fosse nelle sue corde.

  14. 2 ore fa, Ives dice:

    The World of Borodin

    Bellissimo compendio delle opere orchestrali: Martinon, Ansermet e uno Solti anni '60 con la LSO davvero esplosivo (degno parente delle coeve prove mahleriane e bartokiane con la mitica compagine londinese). Le arie dal Principe Igor sono cantate da Ghiaurov.

    Solti fa le danze polovesiane? Se è quella registrazione ne confermo la bellezza.

  15. 5 ore fa, hurdy-gurdy dice:

    Antonino Dvorák
    Sinfonia Nr. 2
    Slovak Radio Symphony Orchestra
    Ivan Anguélov

    Che te ne pare? Tempo fa ho sentito le Lezioni di musica di Radio 3 dove cercavano di evidenziare i pregi della prime due sinfonie, riconoscendone tutti i limiti. Per me sono effettivamente mal riuscite, stento a salvarle.

  16. 2 ore fa, Wittelsbach dice:

    Bella roba, da andarne fieri...

    Non posso che unirmi allo sdegno, neanche avesse detto lui a Putin di attaccare l'Ucraina. Ho letto anche di deliri riguardanti lo sport (vietare competizioni a tutti gli atleti russi, non solo alle rappresentative nazionali), ma qui è anche peggio dato che si colpisce una persona, che non ha commesso nessun reato, solo per le sue simpatie personali.

    Sono passati più di 75 anni dalla fine della II guerra mondiale e la mentalità (purtroppo) occidentale da grande inquisitore non è passata.

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