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superburp

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Risposte risposto da superburp

  1. 11 ore fa, Ives dice:

    Chissà, ma forse ci volevano gli inglesi o gli americani. Mi viene in mente Turnage, che fece una cosa simile, però su una playmate americana morta a 39 anni e dal seno enorme. Nel suo genere, spettacolo riuscito. Cast strepitoso, peraltro. Io l'avrei fatta comporre a Boccadoro.

    Anne-Nicole.jpg

    Non puoi liquidarla così facilmente come una semisconosciuta! Ha fatto anche Una pallottola spuntata 33 1/3!

  2. 18 ore fa, Majaniello dice:

    Il tizio che ha caricato il video:

    Questo sublime e commovente oratorio, appartenente al genere del "Sepolcro", è da considerarsi una delle composizioni più ispirate mai scritte nella storia della musica. Sfortunatamente, è oggi conosciuto in irritanti misinterpretazioni di esigui "complessi barocchi" e voci dai registri improponibili che ne hanno distorto la musica, attraverso tempi insopportabilmente lenti, goffi ritmi e grotteschi accenti. L'interpretazione che qui propongo, trasmessa per radio alcuni anni fa e ancor oggi praticamente sconosciuta, corregge tutte le succitate brutture.

    A me semplicemente ha stupito la scoperta, è un repertorio davvero lontano dai direttori italiani non specialisti... tra l'altro l'ha fatto a Salisburgo! Napoli-Vienna 1-0 B)

    È proprio l'anno del Napoli :lol:.

    Io in questi giorni sto pian piano vedendo su Raiplay tutta una serie di vecchi documentari di Augias sui grandi direttori d'orchestra. È molto carina, penso possa piacere a qualcuno di voi. Ci sono Jochum, Maag, Dorati, Markevitch, Ozawa, Sawallisch, Kubelik, Boulez, Muti, Mehta, Schippers, Gui e (forse) Solti.

    P.S. Per che se lo chiedeva: la radio in moto non è un problema, per metà si sente solo il motore 😁.

  3. On 24/1/2023 at 12:18, Vigione dice:


    colgo l'occasione per chiedere il nome di compositori italiani di cantate (più sacre che profane) e oratori, principalmente periodo barocco ma anche i periodi successivi.
    Grazie

    Anni fa, dopo un bell'ascolto radiofonico, comprai la cantata (definita serenata in realtà) La contesa delle stagioni di Domenico Scarlatti. Purtroppo in cd c'erano un paio di scelte, io presi quello Bongiovanni che non mi sembrò molto riuscito.

    Invece oggi ho ascoltato alla radio la partita per violino e pianoforte di Lutoslawski. E' stato un ascolto un po' così (ero in moto sulla statale), ma l'impressione è stata positiva, mi è sembrata una scrittura molto originale e spontanea, non manierata.

  4. 31 minuti fa, Majaniello dice:

    DYN-37936.jpg

    Segnalo quest'uscita... qualcuno ricorderà che ho recensito tempo fa un disco di Porpora dal titolo "Orlando", nient'altro che una (arbitraria) riduzione dell'originale serenata "L'Angelica", suo primo capolavoro, e debutto assoluto dell'opera metastasiana. Già in quel caso la musica era da 10+, ed ora vien fuori questa registrazione presumibilmente integrale con Sardelli sul podio (!) che colma una lacuna importante. Consigliato a chi ama Vivaldi ed Handel. E non chiamatelo minore!

    La Lira di Orfeo è protagonista pure di una ripresa di Griselda di Scarlatti (già servita ottimamente da Jacobs, ma qui anche in video), con la Remigio:

    SCARLATTI_Griselda_DVD_Dynamic_1024x1024

    produzioni pugliesi, fatemelo dire :D 

    Capocollo per tutti a fine serata :lol:.

  5. Negli ultimi giorni ho approcciato la seconda sinfonia di Ives (primi due movimenti). Curiosa l'esibizione di contrappunto, sembra un saggio di esame per quanto è sbattuto in faccia. Comunque il primo impatto è positivo.

    Su YouTube ho trovato solo Bernstein, che è una registrazione storica per quanto ho letto che lo stesso Ives non abbia apprezzato le modifiche apportate allo spartito.

    P.S. Ho letto su flaminioonline che l'Ives sperimentatore nasce qualche anno dopo, ecco il perché di questo "accademismo" anche in questa sinfonia.

  6. 3 ore fa, Majaniello dice:

    Io ho uno zio di 85 anni (!) che continua a svolgere la professione di commercialista combinando più casini di quanti già non ne combinava da giovane. Gli chiesi come mai continuava a lavorare, mi rispose "perchè SONO commercialista". Per alcuni il mestiere è LA ragione di vita, senza la quale c'è solo l'oblio, quindi la morte. Qualcuno di 'sta cosa se ne vanta, io penso sia un grosso limite, in generale esaurire la vita in un unico obiettivo dico.

    Farei una legge: per ogni lavoratore che vuole continuare a lavorare oltre i 65 anni, un 40enne estratto a sorte può andarsene in pensione subito. Se qualcuno vuole morire di vecchiaia lavorando, almeno che paghi i contributi per far godere la vita ad un giovane assennato 😄.

    Ciò detto, l'argomento è interessante. Non ho mai approfondito l'evoluzione cronologica di un direttore dagli esordi all'anzianità (anche perché quello che conosco meglio, cioè il solito Furt, ha iniziato a registrare a 40 anni ed è morto a 68). Secondo me dipende molto dal tipo di approccio che ha l'interprete: uno più basato sull'oggettività (Toscanini, Szell, ecc.) lo vedo meno propenso a perdere colpi rispetto ad uno che si basa su una "filosofia musicale" (il campione in questo è Celi - il che non vuol dire che non abbia fatto gran belle registrazioni anche negli ultimi anni -).

  7. 20 ore fa, Wittelsbach dice:

    Pensa che tempo fa ho letto qualcuno qui, credo Florestan, secondo cui un Bach non Hip oggi non è proponibile. Opinione rispettabile ma che non condivido per niente, anzi.

    In ogni caso, conosco l'edizione precedente di Harnoncourt, e non è eccezionale. Per certi aspetti, è molto più pesante e paludata di quella di Bernstein!

    Se parlate di quella contenuta nel cofanetto con tutta la musica sacra di Mozart fatto da Harnoncourt, è tutto pesante e noiosetto.

  8. 12 ore fa, Snorlax dice:

    Io per questa vado matto. Sarà aliena da tutto, ma nella sua peculiarità la trovo una lettura riuscitissima, e nel suo essere costantemente sospesa innervata da un pathos che solo pochi altri direttori hanno saputo infondere. Le mie altre references sono telefonatissime:

    MjctMTcxNS5qcGVn.jpeg

    Ho il requiem fatto da De Santa, ma lo ricordo con tempi troppo rapidi ed una generale sensazione di frettolosità. Lo riascolterò, ma è lo stesso difetto che ho riscontrato altre volte con De Santa (un Barbiere dal vivo per la precisione).

  9. Buon anno a tutti!

    Il mio primo ascolto dell'anno è la quinta di Beethoven diretta da Scherchen. Qui devo dire che sono rimasto deluso, manca quel fuoco delle prime sinfonie (nel frattempo ho ascoltato anche terza e quarta), ma, allo stesso tempo, non c'è neppure l'epicità dell' "altra" scuola tedesca.

  10. 21 minuti fa, Majaniello dice:

    Più che superficiale e inutile direi che è proprio ridicolissimo, forse non hai mai sentito questo nello specifico 🤣

    Bella burpo! e si percepisce anche la continuità tra Haydn e Beethoven, benchè la prima sinfonia di quest'ultimo sia già incredibilmente e inequivocabilmente beethoveniana.

    Sì, è l'esecuzione più haydniana che abbia sentito, pur rimanendo Beethoven. Un lavoro da grande equilibrista 😄.

  11. 3 ore fa, Keikobad dice:

    ma dai! anche noi al nostro abbiamo usato i compositori per i tavoli :lol: ma le caricature le ha fatte mia moglie che disegna bene :D

    In realtà, essendo solo io appassionato di classica, avevo proposto di fare a tema personaggi di film famosi, ma lei stessa ha preferito i compositori.

  12. Ho appena finito di ascoltare la seconda di Beethoven diretta dal vivo da Scherchen con l'orchestra della RTSI, magnifica!

    La prima è altrettanto bella.

    In queste prime sinfonie si percepisce bene la frequentazione con le sinfonie di Haydn da parte di Scherchen. Il bello è che unisce grande vitalità a cura dei dettagli (si sentono molti particolari degli archi che non avevo mai notato). Anche il suono dell'orchestra è allineato al resto, non è gonfio, ma ben presente.

    A Kovskij, Wittel, Snorlax e giobar.

  13. On 27/12/2022 at 13:44, Keikobad dice:

    oggi mi sono imbattuto in questa roba qui:8.552121-22.jpg

     

    non proprio orrenda ma diciamo che ho visto di meglio :lol:

     

     

     

     

     

    Ma no, le caricature della Naxos sono molto carine. Le ho usate al matrimonio, avendo dato ai tavoli i nomi dei compositori 😄.

  14. On 25/12/2022 at 10:42, Ives dice:

    Ho visto solamente degli estratti da vari tg e l'impressione è stata davvero sconcertante. Faceva fatica con degli arrangiamenti sinfonici (peraltro orrendi) di canzoni di Battisti-Mogol (presente in aula ma che però aveva scritto i testi). Detto questo, concordo quasi in toto con Piersanti ma non mi piace il guanto di sfida lanciato nel finale, una cafonata ad una signora che poteva francamente evitare. Cosa ci metiamo a fare la sfida all'OK Corral su Shostakovich o Messiaen? La Venezi dirige un pò tutto ma è pedestre, e questo è assodato, però non si può neanche sparare sulla croce rossa. Io me la prenderei di più con chi la chiama a certi eventi e chi le concede certi incarichi...

    Concordo su tutto, specie sulle caduta di stile della sfida lanciata.

  15. 13 ore fa, Ives dice:

    NC01MDc5LmpwZWc.jpeg

    Conservo gelosamente questa Special Edition a tiratura limitata della Philips (comprata a Bruxelles) dell'Hänsel und Gretel di Humperdinck con un puzzle di 200 pezzi (mai fatto) - stipato nella confezione - che riproduce la copertina del disco. Peraltro è una versione splendida dell'opera che è anche un classico natalizio. La Staatskpelle Dresden non suona cosi bene come nelle mani di Davis, con sonorità turgide, sontuose e coloristicamente favolose, captate meravigliosamente bene dai tecnici Philips. Il cast vocale è perfetto e idiomatico, i ruoli principali ben definiti e vocalmente ineccepibili (la coppia di protagoniste fa faville) e quelli minori (i due nani) di extra lusso con la presenza della Bonney e della Oelze. Grundheber fa un padre moderno e scevro da macchiette, la Jones una mamma potente e autorevole. Unica nota dolente la Strega della Ludwig, a metà strada tra Kurt Weill e Tina Pica. Quasi inascoltabile e totalmente avulsa dalla concezione del direttore. Un felice Natale a tutti.

    Davis ha fatto a Dresda anche un ottimo Freischütz. Evidentemente andava a nozze con queste opere romantiche ricche di colori.

  16. On 20/11/2022 at 11:06, superburp dice:

    Mio padre aveva l'integrale delle sinfonie di Beethoven fatte da Sawallisch con Concertgebouw. Sentiamo come sono, iniziamo dalla seconda.

    A chi gradisce.

    Ascoltate tutte. Sono esecuzioni sicuramente ben fatte, ma non brillano per personalità. Curioso il fatto che i ritornelli ogni tanto li faccia, ogni tanto no.

    Poi ho avuto modo di ascoltare le prime due sonate di Beethoven fatte da Schnabel. Partivo prevenuto in negativo perché avevo il ricordo di una certa frettolosità. Il ricordo non era così sbagliato, ma sicuramente il "difetto" è meno fastidioso di quanto ricordassi: il problema non sono tanto i tempi rapidi che stacca, quanto una sorta di accelerazioni che fa negli abbellimenti e nei trilli. Soprattutto il primo movimento della prima sonata non mi è piaciuto, ma dal secondo movimento la musica è cambiata decisamente in meglio.

    Per questi artisti di una volta sarebbero interessanti le registrazioni dal vivo, chissà se ce ne sono del Beethoven di Schnabel.

    Comunque in controdedica a chi mi ha dedicato qualcosa e poi a Snorlax e Kovskij.

     

  17. On 11/11/2022 at 15:08, Wittelsbach dice:

    Non ho mai avuta alcuna simpatia per l’Ucraina, tantomeno in questa guerra. Ora ci si mette un apparatchik burocrate. Forse gli andranno più a genio le starlette pop che si sono recate a Kiev a starnazzare consensi per il suo boss.

    Come europei* non dovremmo cadere nel tranello di prendere di mira uno dei due popoli che si stanno combattendo. Le prese di posizione anti Russia sono tanto deleterie quanto quelle pro Ucraina.

    *Il discorso vale anche per i non europei, ma noi dobbiamo essere i primi interessati a non avere spaccature in seno al nostro continente.

  18. On 14/11/2022 at 10:15, Ives dice:

    Grandi artisti, grandi flop. Strauss dirige Strauss (DG).

    Strauss Conducts Strauss : Various Artist, Various Artist: Amazon.it: CD e  Vinili}

    Non ho mai sentito un inizio di Vita d'eroe bello come quello dello stesso Strauss (meglio la versione con la radio bavarese che con i Wiener, non so quale c'è qui).

  19. On 12/11/2022 at 09:32, glenngould dice:

    A me la Nona piace molto. Purtroppo, come è avvenuto per altre composizioni (Quinta e Nona di Beethoven, ad esempio), è amata dal pubblico per motivazioni che spesse volte sono solo superficiali ed epidermiche, però credo che nessuno possa mettere in dubbio la maestria di Dvorak nella scrittura, nell'orchestrazione (basti pensare al finale del Largo). Che sia anche abbastanza retorica in alcuni aspetti credo che sia pacifico per tutti, penso che anche il buon Antonin sarebbe d'accordo con noi :D (e magari ci direbbe pure che l'ha fatto di proposito...d'altra parte con il suo lavoro ci doveva pure mangiare!).

     

    Concordo in pieno.

    Se devo dire un pezzo popolare di Dvorak che non ho mai amato molto dico il concerto per violoncello (bei temi, ma quello sì mi sembra troppo retorico e basta).

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