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giobar

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Tutti i contenuti di giobar

  1. Johann Sebastian BACH Messa in si minore BWV 232 Johannette Zomer - Veronique Gens Andreas Scholl - Christoph Pregardin Peter Kooy - Hanno Muller-Brachmann Collegium Vocale Gent Philippe Herreweghe
  2. giobar

    Necrologi

    Leggendo qua e là ho capito che aveva una sorta di distrofia polmonare, non so se di natura tumorale
  3. giobar

    Necrologi

    Anche questa notizia purtroppo è vera. Angelich era forse meno noto di Lupu, ma aveva un gran numero di estimatori soprattutto fra i musicisti. https://slippedisc.com/2022/04/a-second-major-pianist-has-just-died-at-51/
  4. giobar

    Necrologi

    Purtroppo pare che sia vero. Stava male da tempo e si era ritirato alcuni anni fa. https://slippedisc.com/2022/04/death-of-one-of-the-greatest-pianists-76/
  5. giobar

    Necrologi

    E' morto Harrison Birtwistle. Aveva 87 anni e da mesi era sofferente per le conseguenze di un ictus. Si parlava poco tempo fa di Birtwistle a margine della lista di Hurwitz sui maggiori compositori viventi (secondo lui). Autore difficile, ma alcune sue opere sono di presa immediata e hanno riscosso un successo quasi popolare, come le frenetiche e allucinate Earth Dances, che qualcuno ha definito il Sacre di fine 900.
  6. Sofia GUBAIDULINA Johannes Passion Julia Sukmanova - Corby Welch Bernd Valentin - Nicholas Isherwood Gachinger Kantorei Stuttgart Kammerchor der Musikhochschule Trossingen Radio-Sinfonieorchester Stuttgart des SWR Helmuth Rilling
  7. giobar

    Hurwitz & co.

    Mah...La compilation è molto azzeccata, tuttavia, un po' di tempo fa scrissi: Tangazo l'ho trovato un disco davvero deludente: interpretazioni nel complesso fiacche, svogliate e prive di sugo, che non rendono merito all'originalità, alla fantasmagoria e alla vivacità ritmica dei pezzi, anche quelli meno famosi, inclusi nel disco. Altri - Salonen, Batiz, Dudamel, Bernstein eccetera - hanno saputo fare molto meglio. E anche Madiel, dopo un iniziale giudizio globalmente positivo, in seguito scrisse: mi ha entusiasmato meno per una certa freddezza del direttore in qualche pezzo. Poi, intendiamoci, è un buon disco, ma antologie similari ce ne sono diverse e realizzate con molto più brio, mentre sui pezzi singoli mi sembra che MTT non abbia mai la meglio su altre esecuzioni più fantasiose e idiomatiche. Tutto ciò per commentare il disco in sé, perché invece non discuto in alcun modo il desiderio di Hurwitz di comunicare ciò che a lui, secondo il suo gusto e la sua sensibilità, ha gradito assai. In fondo tutti noi abbiamo delle musiche, dei dischi, dei film, dei libri che, pur non essendo capolavori assoluti, amiamo particolarmente per i motivi più svariati.
  8. Krzysztof PENDERECKI Passio et mors Domini nostri Jesu Christi secundum Lucam Stefania Woytowicz - Andrzei Hiolski Bernard Ladysz - Leszek Herdegen Cori e Orchestra della Filarmonica di Cracovia Henryk Czyz
  9. Capito. Odio i ristoranti di lusso ma anche quelli da rutto libero: ok la tovaglietta di carta però insieme a educazione cordialità non affettata.
  10. Ce l'ho, lo trovo un disco molto bello (se non erro ne avevo anche parlato in questi lidi tanto tempo fa) e non mi ha lasciato l'impressione di freddezza che hai sottolineato tu. La Geoghegan è stratosferica nella Suite-Concertino.
  11. Johann Sebastian BACH Passione secondo Matteo John Mark Ainsley - Thomas Quasthoff Christiane Oelze - Nathalie Stutzmann Stanford Olsen - Michael Volle Tokyo Opera Singers - SKF Matsumoto Children's Chorus Saito Kinen Orchestra Seiji Ozawa Molto interessante. Un approccio intimo, direi quasi umile, senza alcun trionfalismo o accento romanticheggiante. Direi che predominano l'affetto e la commozione anche se esposti in modo assai pudico. L'orchestra è ridotta, trasparente e non invadente. I solisti sono efficaci e solidali con la visione d'insieme di Ozawa, non uno specialista di Bach ma un direttore serio che per questa realizzazione ha voluto studiare molto, addirittura sulle prime edizioni della Passione. Ho letto che la sua decisione di eseguire e poi incidere la Passione secondo Matteo fu un omaggio al suo amico Toru Takemitsu, che amava moltissimo quest'opera e che morì poco tempo prima dell'inaugurazione dell'auditorium dove si esibisce la Saito Kinen Orchestra, alla cui realizzazione aveva collaborato. Al continuo c'è niente meno che Christine Schornsheim (come del resto nella famosa Messa in si minore sempre realizzata da Ozawa).
  12. giobar

    Hurwitz & co.

    E' uno di quei casi in cui è buona la scelta di non mettere in copertina una immagine del compositore
  13. Jean GILLES Requiem Agnès Mellon - Hervé Lamy - Peter Kooy La Chapelle royale Philippe Herreweghe
  14. Maurice RAVEL Daphnis et Chloe Coro della radio olandese Concertgebouw Orchestra Amsterdam Pierre Monteux
  15. Però, vista la frequenza con cui molti direttori ormai la usano preferenzialmente rispetto a quella con le code, non è che questo canone si sta modificando?
  16. Proseguiamo con Richard STRAUSS Die Tageszeiten op. 76 Harvard Glee Club Boston Symphony Orchestra Erich Leinsdorf In uno dei commenti su youtube a questa registrazione (audio peraltro pessimo, io ho recuperato una versione migliore) si dice che membro del coro era anche William Christie, all'epoca in effetti studente ad Harvard. Questo pezzo, che non mi pare un capolavoro ma al tempo stesso non mi sembra disprezzabile, fa parte di quel numero non insignificante di opere di Strauss sulle quali è inspiegabilmente caduto l'oblio. Ce ne sono poche incisioni (Janowski e poi Plasson e Botstein, queste ultime difficilmente reperibili) e non mi risulta neanche una frequente programmazione concertistica. E' oltre modo strano, come è strano il silenzio - che so - su Schlagobers o Josephlegende (Sinopoli a parte) o Taillefer, tutti pezzi che, nell'ottica integralistica che oggi va di moda, meriterebbero un approccio che potrebbe anche essere rivelatorio.
  17. Richard STRAUSS Burleske Claudio Arrau, pianoforte Sinfonieorchester des Bayerischen Rundfunks Dean Dixon
  18. Ma la domanda era un'altra.
  19. Albert ROUSSEL Evocations op. 15 Jeannine Collard - Michel Hamel - Bernard Demigny Choeur e Orchestre National de la Radiodiffusion française Manuel Rosenthal
  20. Il governo non c'entra granché. Si è trattato di un disegno di legge di iniziativa parlamentare che partiva dal recepimento di istanze dell'opinione pubblica (i pasticci cui facevo cenno nel post precedente), tanto è vero che il primo firmatario era un deputato che è insegnante di scuola superiore. Poi a poco a poco la proposta ha raccolto consensi bypartisan e la "non opposizione" di alcuni ministri dell'università dei precedenti governi, fino all'attuale ministra (docente universitaria) che invece l'ha caldeggiata. Ma, ripeto, si è trattato di un lavoro lungo con un forte sostegno alla base. Oltre tutto, sulla normativa ora abrogata pendeva il rischio di una questione di costituzionalità più volte paventata dai TAR a cui molti studenti, negli anni, si erano rivolti per far annullare provvedimenti delle università o dei conservatori che limitavano le loro possibilità di studio. C'era infatti una palese disparità di trattamento rispetto alla possibilità di iscriversi contemporaneamente all'estero e in Italia, che non era vietata e che favoriva soprattutto gli studenti frontalieri (molto gettonate Innsbruck e Nizza), i quali riuscivano facilmente a farsi riconoscere i due titoli ottenuti in contemporanea.
  21. Erwin SCHULHOFF Sinfonia n. 5 Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks James Conlon
  22. Ieri il Parlamento ha approvato in via definitiva l'abrogazione della norma, di quasi ottant'anni fa, che vietava la contemporanea iscrizione a due diversi corsi universitari. Non è questa la sede per esporre i dettagli della nuova normativa, che oltre tutto dovrà essere supportata da regolamenti che dovrebbero vedere la luce fra qualche mese. Il rilievo per il mondo della musica è dato dal fatto che la riforma dei conservatori di ormai diversi anni fa (assurda, ma questo è un altro discorso), parificati a facoltà universitarie con un percorso accademico analogo a quello delle università normali, ha messo nei pasticci moltissimi studenti e con loro le relative famiglie. Prima era la norma che il percorso al conservatorio, che terminava nel vecchio diploma, fosse del tutto impermeabile rispetto alla frequenza all'università. E così un giovane intelligente e capace faceva i suoi studi musicali diplomandosi in violino, in composizione, in direzione di coro ecc. e contemporaneamente faceva l'università laureandosi in lettere, ingegneria, giurisprudenza... Con la riforma questo è diventato un percorso a ostacoli, perché la doppia frequenza era (ed è fino a quando la nuova legge non sarà operativa) vietata o, al più, tollerata, con gravi limiti alla carriera di studi (in soldoni, drastico sbarramento all'ottenimento dei crediti per chi comunque riusciva a iscriversi ai due percorsi in parallelo). Oltre tutto, con buona pace delle frequentissime esigenze di interdisciplinarietà che si pongono in ambito musicale: basti pensare alla formazione letteraria, paleografica o archivistica necessaria a un musicologo o alla formazione fisica o ingegneristica necessaria per la musica elettronica. Il risultato era che proprio chi cercava una qualificazione maggiore sopportanto una pressione di studio superiore rispetto ai coetanei, veniva punito impedendogli di ottenere i titoli cui ambiva. Adesso si spera che questi problemi vengano meno.
  23. Olivier MESSIAEN Les Corps glorieux Willem Tanke, organo Come sempre, Messiaen affida al suo strumento, l'organo, le riflessioni più intime e la trasposizione in musica del proprio vissuto spirituale a confronto con i misteri della fede cristiana. Dietro la scorza di un discorso che può apparire a volte etereo e inafferrabile o improvvisamente scosso da imprevedibili turbamenti e scossoni, vi è una stupefacente capacità di fascinazione che accompagna l'ascoltatore in territori "altri". Un ascolto abbacinante.
  24. Bohuslav MARTINU Concerto n. 1 per violoncello e orchestra Johannes Moser Deutsche Radio Philharmonie Saarbrucken Kaiserslautern Christoph Poppen
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