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giobar

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  1. Georg Philipp TELEMANN Tafelmusik: Ouverture in mi minore Musica Antiqua Koln Reinhard Goebel
  2. Forse il Sacre più barbarico che ci sia. Procuratelo perché merita. Così come meritano assai il primo Boulez-Cleveland e Salonen-Los Angeles. Per il resto, grazie per l'interessante rassegna.
  3. Erwin SCHULHOFF Sinfonia n. 5 Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks James Conlon Opera molto interessante del 1938, sebbene di impianto e sviluppo abbastanza tradizionale e priva delle sperimentazioni che caratterizzarono la prima produzione di Schulhoff. Il tenore generale è cupo e drammatico e ciò viene letto dalla critica come una diretta conseguenza degli accordi di Monaco, che portarono all'annessione da parte della Germania di una parte del territorio cecoslovacco e costrinsero Schulhoff a lasciare la città di Ostrava, dove abitava, per rifugiarsi a Praga. Signi
  4. Che senso ha insistere? Sei nella grandissima schiera di quelli a cui non piace tutto indifferentemente. Né il fatto che tu sia musicista professionista dovrebbe, di per sé, renderti piacevole tutto ciò che suoni o ascolti. Anche musicisti importantissimi hanno parecchie idiosincrasie e capita di chiedersi perché il tal direttore o la tal pianista non abbiano mai eseguito nulla di Pincopallo, che pure secondo noi sarebbe autore adattissimo alle sue capacità interpretative, salvo scoprire da qualche intervista che ne ha totale ripugnanza. E la storia della musica è ricchissima di compositori g
  5. Ben ritrovato! Felice di rivederti su questi schermi Quanto ai miei sospetti...esiziali, mi avevi già rassicurato privatamente.
  6. Charles-Valentin ALKAN Otto preludi dall'op.31 Stanley Hoogland, pianoforte Fra gli altri, il meraviglioso n. 8 "La chanson de la folle au bord de la mer", in una stupenda interpretazione su un Pleyel del 1858. Ma la qualità della musica, a volte essenzialissima, è sempre elevata.
  7. Come ha già segnalato @Alundranel topic degli ascolti, il nuovo video di Hurwitz è dedicato alle sinfonie in do maggiore. Da quel che ho capito, inizia un ciclo di video dedicato a pezzi in ciascuna delle 24 tonalità maggiori e minori.
  8. Vagn HOLMBOE Concerto da camera n. 2 per flauto, violino, archi e percussione Eva Ostergaard, flauto - Mikkel Futtrup, violino Danish National Chamber Orchestra Hannu Koivula
  9. Alexander LOKSHIN Sinfonia n. 7 Nina Grigorieva, contralto Moscow Chamber Orchestra Rudolf Barshai La voce dei contralti russi è l'unica che davvero amo. Penso che la apprezzerei anche se canticchiassero il volantino della Conad.
  10. Meglio😁 Così è stato imprescindibile scrivere a parte di che cosa si trattava.
  11. Guarda, nel campo degli autori secondari il giudizio può senz'altro spaziare di molto e valgono le predilezioni e le idiosincrasie soggettive. E' evidente che non si tratta di capolavori sommi né di novità straordinarie: buona musica, nuova per l'ambiente francese. Si può vivere senza, ma se si vuol avere un panorama un po' approfondito della storia della sinfonia nei decenni centrali dell'800 in Europa, la Farrenc il suo posto se lo conquista. E tutto ciò a prescindere dagli sproloqui, di stretta attualità, sulla parità di genere. Era donna ma non visse una situazione di sudditanza e ha
  12. Esattamente un anno fa avevo dato conto dell'ascolto delle tre sinfonie di Louise Farrenc nell'edizione della Pierre Verany diretta da Stefan Sanderling con l'orchestra della Bretagna. Non mi erano dispiaciute, anche nell'evidenza di un certo debito soprattutto verso Mendelssohn. Avevo fatto brevi commenti proprio sulla Prima e sulla Terza. https://www.musica-classica.it/forum/index.php?/topic/24720-cosa-state-ascoltando-anno-2020/&do=findComment&comment=767073 https://www.musica-classica.it/forum/index.php?/topic/24720-cosa-state-ascoltando-anno-2020/&do=findComment&
  13. Erwin SCHULHOFF Sinfonia n. 5 Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks James Conlon Impressionante e straniante il fragoroso ostinato iniziale!
  14. Ah, non avevo capito il riferimento. Guarda, al netto della sua prezzemolaggine (concetto su cui peraltro non concordo almeno nella sua componente dispregiativo) e delle sue prestazioni francamente censurabile, resta una delle interpreti più originali di oggi e apprezzo molto la sua voglia di rischiare e di tentare strade nuove. In ciò si stacca di molto dalle tante altre violiniste odierne che devono la loro presenza sui palcoscenici e nelle copertine dei dischi soltanto a una certa caratura tecnica supportata dal bell'aspetto.
  15. Ah, vero, la Kreutzer! Non ricordavo il programma. Ricordo solo che si agitavano in modo scomposto come due imbranati al primo giorno di palestra 😃
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