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giobar

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  1. Johannes BRAHMS Sonata per violino e pianoforte n. 1 in sol maggiore op. 78 Gioconda De Vito, violino Tito Aprea, pianoforte
  2. giobar

    Necrologi

    Chi è morto davvero, invece, è il pianista olandese Daniel Wayenberg. Tra pochi giorni avrebbe fatto i 90 anni. Ebbe una certa notorietà soprattutto negli anni 60. E' abbastanza conosciuto un suo disco di Gershwin con Pretre. Negli anni 70 si dedicò anche al jazz ma poi, mi pare, se ne persero le tracce.
  3. Mi hai incuriosito. La sinfonia di Franck è da sempre uno dei miei pezzi preferiti e uno di quelli di cui ho più incisioni, ma non avevo mai preso in considerazione Maazel. Vedo che si trova usato, serie Originals, a pochi spiccioli. Potrei farci un pensierino.
  4. Ludwig van BEETHOVEN Trio n. 4 in re maggiore op. 70 n. 1 Szymon Goldberg, violino Pablo Casals, violoncello Rudolf Serkin, pianoforte
  5. Per tornare alle notizie serie...: dopo non so quanti secoli, il Thomanerchor di Lipsia darà finalmente la possibilità di accesso alle bambine e ragazzine.
  6. Luis de Milan Nove pezzi dalla raccolta "El Maestro" Julian Bream, chitarra @superburp, il concerto per piano di Fedele è, a mio avviso, uno di quei capolavori contemporanei che colpevolmente - secondo la corretta tesi esposta da Boccadoro nel libretto di cui si è più volte parlato - viene nascosto dagli addetti ai lavori al pubblico tradizionale della musica classica. E Ivan Fedele è uno di quegli importanti autori italiani che, a parte qualche commissione col contagocce delle istituzioni nostrane, deve rivolgersi all'estero per vedere programmate con regolarità e successo le proprie opere.
  7. Ma no, dai, quelle rock di un certo tipo fanno storia a sé, sono come un genere letterario ben definito che va preso come tale senza sottilizzare sui dettagli. Questa invece è terribile perché qualcuno l'ha pensata, voluta e realizzata come cosa originale e, a suo modo, attraente. Tuttavia, in positivo, così come per altre coprtine orrende dei suoi ultimi dischi, non riesco a non apprezzare la capacità autoironica della Bartoli di mettere in discussione la propria immagine: qui, oltre tutto, si intuisce che, nascosta dalle mani e dalle braccia incrociate, c'è una certa "personalità" (sulla quale ho testimonianza diretta di un amico che tanti anni fa, entrambi circa ventenni, fece con lei un'attività estiva di volontariato distraendosi parecchio per le forme della giovane cantante...).
  8. Claude DEBUSSY Pour le piano & Estampes Claudio Arrau, pianoforte
  9. Isaac ALBENIZ Sei pezzi da Iberia Claudio Arrau, pianoforte Un vero peccato che Arrau non si sia dedicato (almeno in disco, dal vivo non so) a tutti i pezzi di Iberia, perché questa selezione, registrata fra il 1946 e il 1948, è stupefacente. C'è un'adesione totale allo spirito di ciascun pezzo, nonché una ricchezza di colori e di sfumature, nel fraseggio, nelle dinamiche, nella sottolineatura degli scarti umorali, che lascia sbalorditi.
  10. Hans Werner HENZE Tre Ditirambi per orchestra da camera Kölner Rundfunk-Sinfonie-Orchester Hans Rosbaud (registrazione della prima esecuzione assoluta, 27.11.1958)
  11. Nikolay ROSLAVETS Sinfonia da camera BBC Scottish Symphony Orchestra Ilan Volkov
  12. C'è il precedente analogo del pianista Roberto Cominati, che ha fatto il percorso inverso: per diversi anni pilota Alitalia, si è licenziato solo quando la carriera pianistica ha preso una certa stabilità e oggi continua a pilotare aerei passeggeri a tempo perso.
  13. Sentito stasera dal vivo il Wandrers Sturmlied di Strauss. E' un pezzo di rarissima programmazione e anche poco inciso (mi pare che disponibile ci sia solo questa registrazione di Plasson) e me ne stupisco perché è di forte presa, spettacolare, ottimo per testare l'interazione fra coro e orchestra. E' certo un brano giovanile e non è un capolavoro a tutto tondo, ma sorprendentemente hanno maggiore circolazione pezzi per coro e orchestra di qualità molto inferiore. Ringrazio di sapere poco il tedesco e di non aver potuto seguire passo passo il testo, che è una boiata giovanile di Goethe a base di miti greci e prototipi di superuomo che grida la propria lotta interiore col mondo. Cent'anni dopo Strauss dà voce a quel grido chiamando a raccolta un coro e un'orchestra mastodontici. Ci vorrebbe @Majanielloper mettere bene in luce un percorso che, dopo qualche altra decina d'anni, avrà esiti infausti.
  14. Ma nel 1974 era appena 71enne ed era ancora assai valido tecnicamente. Il declino arrivò, inesorabile, negli anni 80, sebbene ancora nei dischi con Rostropovich e con Abbado si difendesse bene. Quella registrazione che ho ascoltato oggi è, invece, secondo me, la semplice testimonianza di una serata negativa e della stupidità di chi ha messo in giro il documento senza pensare che così faceva un torto a un grande interprete.
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