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Composition86

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  1. Composition86

    COMPOSIZIONE

    Scusate se riporto su la discussione per un'ultima volta, ma ho ancora dei dubbi. Sto capendo un pochino meglio l'argomento del cambio di posizione, ma il mio dubbio principale rimane il seguente: se inserisco un accordo cambio di posizione tra l'accordo 1 e l'accordo 2, posso creare collegamenti di 5e ed 8e DIRETTE tra l'accordo 2 e l'accordo 1? E tra l'accordo 2 e l'accordo cambio di posizione? Per quanto riguarda le 5e ed 8e parallele il Piston dice di evitarle SEMPRE tra l'accordo 2 e gli altri quando si scrive in modo rigoroso, ma per quanto riguarda 5e ed 8e dirette non si esprime a riguardo, lasciandomi nel dubbio. Vi ringrazio per un'eventuale risposta.
  2. Composition86

    COMPOSIZIONE

    Ciao Pollini, grazie per la risposta, ma purtroppo non l'ho capita molto bene. Non ho ancora grandi conoscenze sull'argomento e mi servono più dettagli. Con il Piston mi trovo molto bene, nel senso che è prolisso, rigoroso, mostra tanti esempi ed aumenta molto gradualmente la difficoltà degli esercizi e sento che quello per cui mi sto esercitando lo sto davvero assorbendo. L'unico argomento sui cui, per quanto ho visto, poteva spendere più parole e mostrare un ulteriore esempio è appunto quello relativo al mio quesito. Ma tu ad esempio che libro consiglieresti?
  3. Composition86

    COMPOSIZIONE

    Ciao a tutti, vorrei porvi un quesito di armonia. Sto studiando il libro di Walter Piston sull'armonia. Ho difficoltà a capire come introdurre negli esercizi l'arpeggio dei componenti di un accordo (per chi possiede il libro, se ne parla nel capitolo 5), anche detto cambio di posizione. Il mio problema è che, quando faccio esercizi di armonizzazione su un basso dato, l'introduzione di un cambio di posizione tra due accordi consecutivi (chiamiamoli accordo 1 ed accordo 2) ne aumenta di molto la difficoltà: infatti, al di là di dover controllare che non vi siano quinte ed ottave parallele tra accordo 1, accordo cambio di posizione ed accordo 2, devo anche stare attento che non vi siano quinte ed ottave parallele e dirette tra il cambio di posizione e l'accordo 2. Il risultato è che, se devo armonizzare in maniera rigorosa, c'è un'alta probabilità di realizzare errori di condotta tra le parti, per cui raramente un esercizio mi lascia la possibilità di introdurre un cambio di posizione senza fare errori. Inoltre, se ad esempio armonizzo un accordo 1 ed un accordo 2 consecutivi ed introduco un cambio di posizione tra i due, le diverse linee melodiche coinvolte nel cambio di posizione procedono a salti, situazione non proprio ideale. La domanda è: come devo comportarmi quando devo inserire un cambio di posizione in un esercizio di armonizzazione di un basso dato? Vi ringrazio in anticipo.
  4. E' strano vedere come la sua tavolozza dei colori fosse abbastanza simile alla mia, le differenze più grosse sono F# che per me è giallo (perchè squillante) e D che mi suona verde. Ho ascoltato il pezzo che hai linkato, però non è esattamente ciò che cercavo, nel senso che è troppo complesso, non mi sembra ispirato ad un unico colore, al contrario è molto colorato e forse in questo caso la percezione dei colori diventa troppo soggettiva. Però cercherò qualche altro suo lavoro. Grazie per la segnalazione, si c'è qualche informazione interessante.
  5. Ciao a tutti, sto cercando dei pezzi (preferibilmente di musica classica) per solo pianoforte che siano ispirati da sensazioni quali colori, odori o sapori. Non è strettamente necessario che il titolo del pezzo contenga un eventuale riferimento esplicito a queste sensazioni, lascio a voi la libertà di riportare delle composizioni che considerate particolarmente sinestetiche. Se volete potreste anche riportare in breve la motivazioni, per verificare se ricevo la stessa sensazione, grazie.
  6. Ciao, ormai non ci speravo più. Mi hai dato un consiglio molto interessante: ho ascoltato entrambe le versioni, anche se quella moderna era ovviamente più vicina alla mia richiesta iniziale. Cercherò anche tra i compositori del Nord Europa, magari salta fuori qualcosa. Se ti viene in mente altro scrivi pure, ti ringrazio.
  7. Ciao a tutti, vorrei chiedervi dei consigli su musica per coro, possibilmente con voci solo femminili (ma non è un requisito fondamentale), simile a quella che riporto sotto. Link3 Il genere non è importante, mi interessano armonizzazioni fatte con gusto e tanta atmosfera. Sono graditi anche consigli leggermente fuori dalle indicazioni che ho dato, quindi va bene essere elastici. Grazie per la partecipazione.
  8. Bellissimo insegnamento da dare all'asilo, complimenti ai vecchi maestri, soprattutto perchè quello che hai imparato ti è rimasto.
  9. Ciao, ti ringrazio per le informazioni. Ancora una volta viene fuori il fatto che l'orecchio assoluto ha varie sfumature. Hai anche detto che ti hanno insegnato ad associare quelle note ad un colore: ma i colori ti sono stati "imposti" oppure sono stati scelti cercando di adattarsi a come li vedevi tu? Quelli che hai scritto sono tutti molto diveri fra loro, manca ad esempio l'arancione (che si potrebbe confondere con giallo e rosso), il blu (che è simile all'azzurro), il bianco (con il giallo) e così via, quindi mi sembra che siano delle "convenzioni" per imparare a distinguere le note, non la traduzione del suono in colore.
  10. Beh, se hai un padre violinista ci sta che tu abbia l'orecchio assoluto, di fatto sei stato educato a distinguere le note, magari incosapevolmente. Anche il fatto che imparavi i pezzi a memoria è una particolarità, forse è la causa o forse solo una delle conseguenze dell'orecchio assoluto.
  11. Anche io. Certo, per focalizzare al meglio i dettagli ci vorrebbe qualche aiuto diciamo... chimico. E per ora sono parzialmente d'accordo: almeno nel mio caso una singola nota richiama varie cose, in modo molto labile. Devo ripetere l'esperimento qualche altra volta e trovare dei riferimenti fissi. Magari anche solo 4 note potrebbero andare bene, purchè sia impossibile sbagliarle, poi potrei sfruttare l'orecchio relativo (per me non è un problema alzare di un tono o semitono) e ricavarsi le note circostanti.
  12. Ricordo un sondaggio di qualche anno fa in un forum musicale in cui parecchi confermarono di avere questa "abilità". Al tempo non l'avevo, oggi, dopo molti e molti ascolti musicali ho fatto tesoro di questa cosa, se sento una melodia particolarmente coinvolgente deve avere un colore. Qualche esempio personale: la melodia che accompagna Pierino in "Pierino ed il lupo" suona verde così come dei pezzi orchestrali allegri di Mozart, l'album "Rio" dei Duran Duran suona arancione, giallo e rosso, "Merry Christmas mr Lawrence" di Sakamoto suona bianco, blu e azzuro, la "Sonata al chiaro di luna" di Beethoven blu, nero e giallo (di fatto lo immagino suonare il piano in una stanza buia al chiaro di luna) ecc. ecc. A questo si legano anche immagini, calore e freddezza, a volte perfino odori! Credo sia questo a dare l'anima a certi pezzi, ciò che li rende davvero umani ed espressivi. Da qui l'idea di sfruttare questa cosa per riconoscere le singole note.
  13. Ciao, ho capito. A me viene spontaneo prendere come riferimento il primo pezzo di Mozart che ho suonato, in cui le prime 3 note sono DO, MI e SOL. L'ho suonato tante volte in varie scale, ma quelle 3 note stanno sempre lì al loro posto nella mia memoria.
  14. Ciao, innanzitutto ti ringrazio per la risposta, ti sei spiegato benissimo. Mi stai dicendo delle cose nuove: innanzitutto che anche tra orecchi assoluti ci sono delle differenze. Inoltre hai un modo "diretto" di riconoscere le note, anche particolare vista la faccenda delle alterazioni. Sarebbe interessante capire come mai sei arrivato a sentirle così, il perchè le note DO, MI, FA, LA, SI sono in un certo senso "privilegiate" o meglio ancora perchè RE e SOL non lo sono. Magari è l'impostazione data da qualche maestro, forse RE e SOL "ti piacciono di meno", ecc. ecc. Suoni altri strumenti oltre al piano?
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