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Elia89

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  1. Guarda, nella mia piccola esperienza, ti posso dire che ho sempre cercato di non fare il pigiatasti. ricordo sempre un grande professore, insegnante di gregoriano, ma organista, Luigi Scopel: mi ha sempre consigliato di non studiare sui pornofoni, ma STUDIARE SUL PIANOFORTE, come facevano i compositori che noi interpretiamo all' organo. Mendelssohn, Franck, Bossi e chi vuoi tu..Bach è diverso, lui non provava niente, lui scriveva perchè pensava con la fuga, non gli serviva "tastare" per vedere se tornavano le tonalità..quindi il mio consiglio (che nel mio caso si è rivelato utilissimo) è di studiare sul pianoforte, di natura orchestrale, e poi SUONARE all' organo.
  2. Ho sentito di quei video su Youtube.....che......mamma mia...ci vuol coraggio a farli vedere al mondo.... (chiusa parentesi....)
  3. solo una stupidaggine: se amate suonare l' organo, vi consiglio di suonare "gli organi"..quelli VERI...vivi, che parlano e ti rispondono a seconda di cosa tu gli chiedi. Tradotto--->suono Bach? cerco il primo organo meccanico decente e ci suono 2 ore, se posso, se non mi ascolto una VERA mistura tedesca... --->suono Franck? cerco il primo organo "grande" o "pseudo grande" in grado di darmi soddisfazione quando suono la Pastorale... ecc...le cose morte non mi sono mai piaciute più di tanto...E....SOPRATTUTTO: ho notato che studiare e suonare ripetutamente su pornofoni fa regredire: nel tocco, nella sensibilità, nel senso di frase, nel GUSTO!... personalmente riconosco sempre gli organisti che studiano sui pornofoni, e poi suonano i meccanici VERI...........................................................................no comment...
  4. Ecco perchè mi fischiavano le orecchie... Caro Anti, si dice che uno dei motti molto in voga nel settecento fosse "scriver per ogni sorta di istromenti"...quindi...è ovvio quello che dici. Meno ovvio mi sembra andar dietro a una tendenza che negli ultimi tempi ha preso molta voga, e cioè quella di "fare quello che gli altri non hanno fatto"...tanto "tutto è possibile"...questa mi sembra un po una presa in giro, soprattutto se si vuole fare "musica" di qualità... Troppo complesso il discorso per essere affrontato qui, secondo me... Scusate la fretta.
  5. All' estero l' organo si impara suonando la letteratura, ad Eisenstadt un ragazzino di 8 anni ha suonato Pachelbel, una ciaccona, qui a 8 in un coservatorio che fai???........ Una ragazza di 14 anni ha suonato dei deliziosi preludi e fughe di Johann Caspar Simon (settecento pieno), con poco pedale, corti ma molto belli e utili. Non si fanno anni di Remondi, che poi quando vai su un organo storico coi pedali fai più rumore che suono, con la tecnica che insegnano...insegnano a far rumore, non a imitare il violoncello che Bach pensava per le sue opere pedaliter...
  6. Ho pensato che potrebbe essere interessante un programma così, da suonare su organi storici (callido e simili) Titolo: "La musica organistica tra l' Austria e la Repubblica veneta" Johann Kaspar Kerll - Toccata II Suite IV (Allemande, Courante, Sarabande, Gigue) Johann Pachelbel - An Wasserflussen Babylon Gottlieb Muffat - Missa in F (Kyrie, Canzon pro offertorio, Aria variata sub elevatione) Ignazio Spergher - Sonata II in Sib maggiore (Allegro - Andantino espressivo - Allegro vivace) è abbastanza inusuale, e gli autori sono molto interessanti. che ne pensate? Saluti dal Friul.
  7. qual' è il senso di questo programma? cioè, come lo hai pensato?
  8. Buonasera. Secondo me non ha pensato affatto ad un organo inglese, bensì ad uno strumento di medie dimensioni, quali erano gli strumenti che in vita ebbe l' occasione di suonare, da quanto sappiamo... Suonò su uno strumento di Silbermann, coltivò da giovane lo studio dell' organo per praticarlo in età "adulta" per diletto. Quindi non credo che la sonorità inglese sarebbe la migliore, anche considerando le dimensioni che gli organi inglesi stavano assumendo già col primo ottocento. Inoltre, qui tutti sanno che non c' è indicazione di registri, se non il "volles werk" del terzo preludio, ma solamente indicazioni dinamiche, secondo me da rendere con un' unica registrazione, non con gli straordinari "crescendo" all' inglese. Secondo me, ed è parere personalissimo, sarebbe interessante una buona incisione (che tuttavia non esiste) su un tardo organo Silbermann. Mandi!
  9. chi mi ha detto che il Grand jeu andrebbe fatto con 16 piedi di ancia? "L' organo" rivista del 1960 diretta da Luigi Ferdinando Tagliavini, nella quale riporta fonti e documenti utilissimi per registrare la musica francese: Corrette, Nivers e Dom Bedos affermano proprio questo, cioè che la resa è molto migliore e andrebbe costruito con la base 16...se non credi fai a meno. risparmiaci le sparate su codici di procedura visto che non ho fin sopra i capelli di quella roba...(evita pure di prendere per i fondelli.) ho detto che non ricordo dove ritornella la forniture e la cymbale ma sono sicuro che non lo fanno nel punto corretto. ho detto che lo strumento è molto grosso rispetto alla chiesa, non ho detto che lo voglio più grosso, DOVE LO HO DETTO se sostieni il contrario???lo hai dedotto erroneamente tu. ho affermato che in realtà presenta incongruenze, errori stilistici e meccanici ma nonostante ciò suono volentieri le Messe di Couperin. In Olanda ne ho suonati abbastanza di strumenti, in Francia nessuno e nemmeno in Germania. Voglia Sua Eccellenza il Soprintendente Generale degli Italici Organi di Chiesa perdonare un povero manovale se il giudizio dello stesso era offuscato da tratti di sdegno verso coloro che infangano la casa Zanin.Ossequi.
  10. mannaggia...qui secondo me non ci sei proprio:Santa di Lucia di Budoia ha messo in piedi, eccellentemente, uno strumento enorme per le dimensioni della piccola chiesa. poi, piccoli dettagli tecnico storici: QUESTO STRUMENTO HA POCO O NULLA DI FRANCESE!!!!! a parte che le parole non sono solo mie ma di Peretti e Innocenti. comunque... non si può formare il Grand Jeu: manca il 16 (sia come ancia che come fondo)al manuale e la tromba 8 manca di pressione=ritardo pazzesco nonostante la meccanica ottima. Plein Jeu scorretto: ritornella nel tasto sbagliato e sopratutto mancano le file acute (non ricordo quali) per renderlo "pieno!" Mancano, sempre al GO, dei flauti concertanti di 2 piedi=impossibile realizzare combinazioni con flauti Positivo tergale: cromorno sgraziato e troppo preminente, buono il nazardo, anche qui problemi di pressione però. Pedale: mancano i flauti (non si può fare il "pedalle de flute" o altro) di 4 piedi e un 16 dolce... poi scusa...ti lamenti tanto delle pedaliere dritte...non ne ho vista una più dritta di quella di budoia... infine quando si inserisce l' unione del II col I diventa impossibile suonare pezzi di agilità, durissimo il tutto.=>impensabile usare ripieno e ancie...l' organo letteralmente "muore".. questo per dire che lo strumento a me piace, quando ci faccio le messe-concerto con la Vincenzo Colombo (associazione) suono la musica che mi pare più consona e mi trovo bene. ma siamo lontani da porlo a pietra miliare di organo neo-barocco francese...per favore...
  11. Innanzitutto Salve. Vedo che i meriti di una casa organaria riconosciuta a livello mondiale (Francesco Zanin ha realizzato organi anche in Australia, Corea del Sud, Messico...) qui vengono infangati miseramente da giudizi che nemmeno sono definibili "tecnici".Bene. Innanzitutto ricordo un particolare: L' organo di Rauscedo è ispirato a Gottfried Silbermann e presenta con questo organaro molte peculiarità: registrazione "fredda" e precisa, ripieno chiarissimo, fondi buoni anche se si suona con la quintadena 16 al GO, flauti precisi, sesquialtera brillante, ancia del positivo interno dolce e gradevole, il pedale è pronto,non so dove tu lo senta in ritardo, anche il trombone di 16 si amalgama bene con i fondi e non prevale mai brutalmente (te lo dico perchè sono un pignolo su questa musica). tutte caratteristiche che lo rendono uno strumento "baroccheggiante" in tutti i sensi.Unico neo:la mancanza di una mistura al pedale, cosa che si nota anche al collegio DOn Mazza. L' organo di Roveredo ha forti problemi di acustica e ciò non lo aiuta ad esprimersi. la qualità è oggettivamente inferiore a Rauscedo ma qui Zanin ha espressamente dimostrato di non voler realizzare uno strumento "in stile" (scusate se uso un termine non a tutti gradito). Fossalta infine rappresenta un compromesso dichiarato: la parrocchia aveva espresso il desiderio di realizzare uno strumento di grosse dimensioni cercando di conciliare musica italiana e tedesca e pure francese. qui le ancie sono fortemente nostrane, la tromba 8 del GO è prorompente ma permette di formare un Grand Jeu di tutto rispetto soprattutto considerando che dispone di un 16 al GO e pure di grosse ancie al pedale. non continuo perchè credo di essere noiso. Si vede però, caro Gufo della notte, che di musica barocca tedesca il tuo insegnante non ti ha parlato granchè: soprattutto se dici: "cala la pressione usando il 16 e il ripieno in accordi"...certo!!! qua si vede la bravura di Francesco! gli strumenti nordici hanno la necessità di "respirare" e ciò si ottiene arpeggiando più volte gli accordi tenuti: un esempio:avete presente il Preludio in C di Bohem? quello che inizia con un accordone in Do e poi con l' assolo di pedale (exordium)??ecco...dopo una bella scala di do è opportuno non fermardi 2 ore tenendo l' accordo, è chiaro che il suono cala ma sarebbe bene ribadire l' accordo con un glissando, tenendo di volta in volta gli intervalli...non so se sono chiaro..questo fa respirare lo strumento ed esso da il meglio di se.. un ultima cosa: forse è meglio evitare di esprimersi in un linguaggio da Osteria "trattato" di Campoformido, visto che sei friulano..mi pare che giudichi molto dall' apparenza..ho suonato questi strumenti tantissime volte (alessio88 ne è testimone) e devo dire che non esiste al momento casa organaria in italia in grado di realizzare strumenti meccanici "in stile" bene come Francesco Zanin.
  12. Per quanto riguarda l' organo Zanin di Padova, al collegio don mazza ho fatto recentemente un corso di 2 giorni con Pierdamiano Peretti, successore di Radulescu a Vienna. L' organo è un bello strumento sotto molti aspetti: fondi pieni e rotondi, principale 8 ben presente, molto somigliante ai colleghi tedeschi restaurati da Ahrend. Flauti 8 e 4 di suono caldo, mai stridente, delicato il flauto di 8. Ripieno ottimo, forse la punta di diamante dello strumento, avvolgente, precisissimo, scuro quanto basta. unico difetto vero e proprio: le ancie, ancora troppo italianeggianti, accettabile la tromba 8 al I, ma la Dulzian al II secondo me è sgraziata, "maleducata" e non si amalgama bene. Pedale deciso nei fondi, il 16 piedi non è mai in ritardo nonostante le pressioni siano state diminuite. il Fagotto è buono.. sesquialtera forse troppo stridente e ritornella nel punto sbagliato (non ricordo in che tasto). altro non ricordo. comunque secondo me il miglior strumento di Zanin, questa volta non è un compromesso ma un organo quasi completamente in stile nordico.
  13. sono contento che tu sia (uno dei pochi) sincero con te stesso e con tutti noi: per riuscire ad apprezzare la musica che Franck-Fan ti ha scritto occorrono anni di studio e analisi. Ancor di più per apprezzare un pezzo di frescobaldi (qua dentro abbondantemente tralasciato e relegato a musico di secondo piano) e per suonare BENE un pezzo organistico di Bach. dovresti rivoluzionare tutto a cominciare dalla concezione dello staccato. Paassacaglia ha detto bene e rinnovo l' invito: i "cento pezzi classici" di esposito vanno benissimo per suonare senza troppi problemi, per divertirti e apprezzare nel modo più diretto la letteratura per organo. ciao!
  14. GRANDE!!!!FINALMENTE QUALCUNO DI SERIO!
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