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gentiluomo di fortuna

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  1. Ciao Franco, dopo qualche anno di periplo, sono approdato a Milano. Più o meno ho fatto lo stesso tuo percorso musicale. Due o tre anni fa avevo ripreso a studiare (i miei ultimi post qui risalgono ad allora), poi ho smesso perchè al momento vivo con altre persone e mi secca "dare fastidio", anche perchè tornando dal lavoro mai prima delle 8 di sera, non riuscirei mai a studiare come si deve. E' da un po' che sto pensando al CPSM e più ci penso più mi viene voglia perchè mi sembra proprio una cosa fatta bene Mi rimane un po' il dubbio delle molestie al vicinato, però non si può sempre vivere pensando di dare fastidio agli altri (mi sa che questa roba la devo dire ad uno psicologo ). Mi aggiungo alla tua richiesta di informazioni riguardo ai corsi serali del conservatorio di Milano. In bocca al lupo Christian
  2. io sto al primo volume del leffevre, studiando da solo da sei mesi "oramai". non so a che punto mi trovi del libro: metà, tre quarti, un terzo? al netto delle scale? con sbarramento all' 8%? con supercazzola prematurata? senza antani ma con espressivitá o mezzo forte, ma con arpeggi? hihihi scherzi a parte, vado molto lentamente perchè cerco di fare bene gli esercizi, magari stando su di un esercizio varie settimane. cerco di capire bene i passaggi, l'intonazione, le posizioni, il senso del discorso. perchè ti fai questa domanda? hai qualche scadenza da rispettare? però se cosí non fosse, perché ti domandi se sei avanti o indietro? e soprattutto, avanti o indietro rispetto a chi? anch'io mi sono domandato se stessi andando troppo lentamente, a che punto del libro sarei dovuto essere. ma questi dubbi hanno un senso solo se in funzione di dover preparare un esame, magari; però se studi per diletto ti puoi permettere il lusso di andare con il tuo ritmo e di godere con calma dello studio, senza fossilizzarsi, certo! :sleeping_02:
  3. prova qualche balsamo, per le labbra, a base di glicerina o di vasellina. in farmacia.
  4. maestro, ho trovato su internet il collarino delle edizioni eufonia, ma mi risulta difficile reperirlo. ne ho trovato uno di marca BG in un negozio, sai se anche questi sono universali? il mio clarinetto non credo sia predisposto per il collarino.
  5. il gommino ce l'ho anche io e allevia abbastanza la situazione, ma a me è proprio un fatto di peso sull'articolazione del pollice. non so se sia scomodo o no il collarino, ma se effettivamente aiuta ad alleviare il peso dello strumento, magari facendoci l'abitudine non da tanto fastidio. spero.
  6. Beh, spero allora di arrivare ad essere all'altezza del 3° livello, un giorno. hehe, io lo dicevo per sauro che non ha certo bisogno di iniziare dal livello più basso. qui il neofita sono io. grazie per il suggerimento, spero di poter comprare il libro quanto prima. p.s. sto valutando l'acquisto di una tracolla perchè mi sto distruggendo il pollice. una decina di anni fa ebbi una distorsione giocando a basket e adesso con il peso dello strumento mi fa un male cane. Avete qualche suggerimento?
  7. grazie per il consiglio, maestro. metto subito in moto la macchina organizzativa per riuscire ad avere il libro quanto prima. mi sembra interessante l'idea di poter suonare su delle basi. fino ad ora mi sono arrangiato con un editor di spartiti, "museScore", programma in lincenza libera scaricabile gratuitamente, nel quale trascrivo gli spartiti degli studi a due voci facendogli suonare la seconda voce per poi suonarci io sopra. è un pò triste, ma meglio di niente. ah, a proposito ho una collega di università che sta studiando clarinetto al conservatorio, e mi ha promesso di darmi qualche lezione a giugno. dai sauro, non ti abbattere...magari il libro che mi ha consigliato maestro può portare giovamento anche a te. suppongo che ci sia un corso avanzato, io mi fermerò al livello base.
  8. Salve a tutti, continuo con il mio "diario" di studio per rendervi partecipi dei miei progressi (ultimamente pochi) e per approfittare dei vostri consigli per migliorare la mia esperienza clarinettistica. Come da titolo della discussione, la richiesta di aiuto riguarda il fatto che ultimamente mi sento meno motivato nel suonare: sto sperimentando, appunto, un "calo del desiderio". Ritengo che esso sia dovuto alla poca varietà negli esercizi che sto studiando. Sto proseguendo, infatti, con il Leffevre ed il percorso che sto facendo è quello di cercare di avanzare parallelamente, con la calma necessaria dovuta alla mia condizione di autodidatta, nelle varie sezioni del libro, vale a dire salti, scale, esercizi sull'articolazione delle dita , qualche timido staccato, etc. ma per quanto interessanti ed utili, questi risultano essere un pò monotoni. Da qui una leggera insofferenza durante lo studio. La richiesta a questo punto vien da sè: chi mi consiglia qualche brano (o libro) facilino, da affiancare allo studio, per risollevare il morale? :spartak: Grazie
  9. scusate se insisto, se non apporta nessun vantaggio ma anzi fa stancare di più, che la si usa a fare? c'è una spiegazione razionale/pratica? non si corre, adottandola, il rischio di irrigidire inutilmente tutta l'impostazione (così torniamo al tema di partenza, per la tranquillità dei moderatori)?
  10. più che gnocco fotonico ...è che ho molti amici p.s. a proposito del citato sorriso, ho visto un documentario su alessandro carbonare (postato anche da KingOfClarinet nella sezione video) e mi sembra di scorgere che lui usi questa tecnica. mi sbaglio o più semplicemente cerca di assomigliare al Jocker?
  11. ehi, quanto interesse!! vi ringrazio. per le foto di me mentre suono: le volete con dedica o semplice autografo? vi annuncio che nel caso dovessi postarle i contatti al bolg aumenterebbero in modo esponenziale. Sicuro che i server reggeranno?, non vorrei creare problemi!!! scherzi a parte, annamela, non me ne volere ma sono troppo timido per postare delle foto che mi ritraggano. ti ringrazio comunque per la disponibilità. detto ciò, riguardo al concetto dello svuotamento dei polmoni, l'esempio del sacchetto del pane da congelare calza a pennello. ho capito il messaggio. grazie per la chiarezza! ho iniziato ad applicare le soluzioni che avevo illustrato nel mio messaggio precedente (respirare e non stancarsi troppo) e devo ammettere che noto qualche miglioramento: forse sono sulla buona strada. in merito alle altre tecniche da voi enunciate ("sorrisi & tensioni", & , etc.), penso di non avere una cattiva impostazione dato che non provo né dolore, né riscontro altri problemi. non penso quindi che sia il caso di iniziare a sperimentare, non ora almeno. grazie a tutti per i preziosi consigli
  12. ciao annamela, riguardo alla respirazione diaframmatica sto facendo degli esercizi che mi ha consigliato la mia coinquilina, che insegna proprio tecnica di canto, quindi di queste cose se ne intende. ad essere sinceri mi dice le stesse cose che dici tu: devo pensare alla colonna daria che scende lungo il busto. io ho risolto immaginando che la zona sotto l'ombelico, cioè la cintura, sia come l' otre di una cornamusa, o di una zampogna, che si gonfia a partire dal basso. ma queste sono elucubrazioni mentali mie per dire che, proprio negli ultimi giorni, pare stia riuscendo a risolvere il problema, poco a poco, dello strozzamento dell'aria ottenendo dei buoni risultati. la mia coinquilina, che molto gentilmente ogni tanto perde qualche minuto a darmi qualche consiglio, mi ha fatto notare che non riprendo fiato, nel senso che tendo a rimanere senza aria, sforzandomi nell'espellerla tutta. è proprio in questo aspetto che penso di aver individuato il problema che esponevo nel primo messaggio di questa discussione: credo che nello sforzami per soffiare gli ultimi residui di aria che mi restano nei polmoni mi irrigidisca moltissimo, fino al punto di sentire dei persistenti dolori. proprio oggi infatti ho notato che irrigidisco persino il collo! ho iniziato a lavorare su questo aspetto in due modi: prima di tutto suono meno a lungo; secondo, cerco di respirare un pò più spesso. pensi che le deduzioni che ho fatto possano avere qualche fondamento o sono completamente fuori strada? ciao e grazie per la tua risposta.
  13. caro sauro, hai ragione. mi scuso per il tono laconico che ho usato, ma è un dispiacere aver perso una grande occasione (quella di studiare in conservatorio) e, sopratutto, essermene accorto molto tempo dopo. c'è poi un forte risentimento per il fatto di aver incontrato dei cattivi maestri e di non aver avuto nè il carattere nè la consapevolezza per difendermene (ma a 11 anni come si fa ed esserlo?). a parte ciò, che è acqua passata, conto di iniziare a prendere lezioni a partire dal prossimo autunno. dato che dovrò cambiare città è inutile iniziare ora, anche perchè non ne ho attualmente la possibilità. in quanto a te, che poi non sei in una prospettiva tanto diversa dalla mia, Sherlock Holmes si vantava di essere un non professionista e si riteneva un privilegiato perchè si poteva permettere di dedicarsi solo ai casi che più lo interessassero. Ti ricambio, pertanto, gli auguri!
  14. La questione è complessa, ma cerco di riassumerla brevemente. Durante le scuole medie ho studiato al conservatorio. Il pianoforte era complementare al violino, che ho studiato per la durata del corso sperimentale (2 anni). Superato l'esame di conferma, decisi di lasciare il conservatorio dovuto a 2 motivi principali: 1. mi faceva male un casino la spalla sulla quale si appoggia lo strumento (la sinistra); 2. avevo dei problemi con il professore di solfeggio. Quando l'anno successivo (il primo effettivo in violino, 3 in pianoforte, 1/ter in solfeggio) non mi sono iscritto, la mia maestra di violino chiamò mia madre in lacrime, dicendole che non dovevo lasciare il violino perchè avevo qualche traccia di talento. Io, che in realtà lasciavo a causa del professore di solfeggio, dissi che non volevo più suonare il violino perchè mi faceva male la spalla (ma in realtà il problema era di impostazione). Allora la maestra mi disse che comunque non dovevo abbandonare la musica e mi propose, siccome aveva un amico maestro di clarinetto, di provare per non abbandonare il conservatorio. quindi è così, per puro caso che sono finito a suonare il clarinetto. ma quando si hanno 13 anni non sempre si ha ragione, o per lo meno non del tutto, e così dato che da una parte i miei dicevano: "l'anno prossimo vai al liceo, hai troppe distrazioni!, non ce la fai!"; dall'altra sul clarinetto non riuscivo ad ottenere altro che muggiti, lasciai definitivamente il conservatorio. Morale: tra tutte le cazzate che ho fatto in 27 anni, di nulla mi sono pentito tranne che di aver lasciato il conservatorio. Da allora ho sempre continuato a suonare, ma non ho mai più studiato musica, non ho mai più aperto il violino e solo una manciata di settimane orsono ho deciso di riprendere il clarinetto, complice il mio migliore amico che ha iniziato a studiare violoncello, ed un brano di Kenny Dorham, Blue Bossa, che una notte ho ascoltato in un jazzclub , suonato al clarinetto . Scusa se mi sono dilungato più del dovuto, ma questa storia ancora mi causa grande rammarico. Tu come mai studi il clarinetto? p.s. ho appena capito perchè mi fisso tanto su sto fatto dei dolori e della cattiva postura.
  15. sì, è un esercizio che mi faceva fare il mio maestro di pianoforte, quando studiavo al conservatorio. le scale con "i ritmi", le chiamava. sul piano è utile per non suonare a memoria solo in base alla diteggiatura, ma concentrandosi sugli intervalli. a me studiare le scale non mi "appalla" molto e, al contrario di te, preferisco quelle di moto minore, soprattutto da quando ho scoperto che sono molto usate nelle improvvisazioni. quindi a parte studiarle nel modo tradizionale le applico giocando a improvvisare qualche motivetto: poveri vicini di casa!! buona fortuna anche a te!
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