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kraus

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Tutti i contenuti di kraus

  1. Strano: dopo innumerose Ouverture scritte con lo sguardo smaccatamente rivolto a Rossini, qui Schubert mi ricorda Mendelssohn.
  2. Il bello è che Beethoven piazza questi lieder in mezzo cronologicamente nei pressi delle sue opere più note (Waldstein, Appassionata, giusto per far due nomini) ed essi non lascerebbero mai presagire, nonostante la vena melodica generosa, la grandezza delle Sonate coeve. Anche questo An die Hoffung, sulle cui parole Beethoven tornò tre o quattro volte prima di dar loro una veste definitiva, è uno dei suoi numerosi canti che, quando va storta, finiscono nel catalogo di riserva (per gli amici WoO). Edit: Oops, ho inavvertitamente messo questo messaggio nella discussione su Hurwitz, che
  3. Semplice e sintetico: il nostro Michelino spacca...
  4. Avrebbero potuto truccar meglio la terza e/o consigliarle un sorriso un po' più convinto, ma ci accontentiamo, via P.S: Peccato che non fossero scalze, altrimenti avrebbero potuto vincere il premio Giobar
  5. Configli pe' ji accquitti: (oppure deeemo - mufica:)
  6. Cominciamo ad addobbare un po' 'st'arbero e pure er presepe. Addobbi, addobbi, addobbi e abbondi pure. P.S. Ma com'è bellino l'Adagio a 2:58! E pure il pezzo successivo.
  7. Ultimo pensiero musicale (o almeno così l'hanno venduto) di Beethoven : Nel complesso, il meglio delle Rarities sta nella prima parte: le fughe giovanili (compiti per casa, presumibilmente assegnati dal Rag. Albrechtsberger) e le sonate per flauto contenute nella seconda lasciano un po' il tempo che trövano, ma fa comunque piacere ascoltarle.
  8. Ed eccola qui, anche se alcuni preferiranno anzi prediligeranno l'originale: In ogni caso è interessante come il pezzo appaia qui modificato nella struttura, che ha dato parecchio da pensare a qualche critico (e talvolta è stata bollata come insolita per Beethoven). La melodia esitante di Per Elisa riaffiora anche nel Trio di questo pezzettino qui:
  9. Questa playlist contiene un po' di frammenti e abbozzi provenienti dal caoticissimo sgabuzzino beethoveniano. Penso che anche lui, trovandosene qualcuno davanti, si domanderebbe sbalordito: "Questo l'ho scritto io? Ma che, davero davero?" Come si fa a non volergli bene oppure, dritto pe' dritto, come volergli male? Già ascoltando i primi pezzi dell'elenco ci sono delle sorprese piacevoli (si trova pure una versione alternativa di Per Elisa). Man mano che sfoglio queste pagine, segnaleròvvi ciò che più merita o che colpisce di più l'orecchio. Questa Bagatelle, per esempio, è strana f
  10. Sempre da LDC vengo a scoprire che Saint-Saëns ha variato per piano a quattro mani un tema beethoveniano, preso dal Trio della Sonata op. 31 n. 3.
  11. Ma poi ci si accorge già all'ascolto che l'op. 48 mostra un impegno tutto particolare. Come detto, non capitava al Nostro tutti i giorni di musicare testi a sfondo religioso, il che può averlo spinto a buttare un'occhiata più attenta ancora del solito ai versi che trasponeva in musica. Poi per carità, sia detto per inciso, ma il vecchio Beeth nei confronti dei Lieder è un po' come Schubert nei confronti dell'opera lirica (come testimoniano i grappoli di ouverture sezionati sempre da LDC): 'na cifra de tentativi, non sempre andati a segno, anzi molto spesso a vuoto. A contarli uno per uno,
  12. Pensa che, nel valutare l'ultimo lied dell'op. 48 (Busslied, per la cronaca), cinguetta quanto segue e raddoppia la dose: "La differenza con i primi cinque canti della serie è indiscutibile e si spiega oggettivamente con il fatto che questi furono composti presumibilmente molti anni prima (forse addirittura a Bonn) da un Beethoven ai primi tentativi nel campo della musica vocale." E vabbuò...
  13. Allora schiùs mi, ho toppato in pieno come avviene ormai spesso.
  14. Propongo a casaccio l'esecuzione di Giulini, Ives, fidandomi più che altro della sua ottima fama: Però di quest'opera* so veramente poco o niente, per cui ci vado molto di scartina nel consigliare alcunché in merito. Diciamo che l'ho buttata lì, sperando possa essere di aiuto. * Idolatrata letteralmente da Buscaroli. Proverò a rispolverare la sua biografia beethoveniana per trovare qualche consiglio in proposito, visto che si è soffermato per alcune pagine a valutare le interpretazioni disponibili.
  15. Riscopro strada facendo un gruppetto di canti assai dibattuti di Beethoven, sempre un po' lasciato ai margini quando si parla di Lieder (genere in cui Schubert ha spopolato anche a scapito del compositore più titanico da quando l'omo inventò la musica). Eccelsa per tantuni, l'op. 48 LDC ci sbatte contro e passa avanti quasi senza accorgersene, lasciandosi un minimo avvincere solo dal sesto lied della serie, capando i restanti come fossero persiche e ributtandoli nella cassetta da dove li aveva sceverati, giudicandoli troppo acerbi e insignificanti rispetto all'ultimo*. Tra l'altro, dalle
  16. "Stanotte era l'anniversario della mia morte, ma non importa, oggi mi sento di buon umore e scrivo burle musicali come Haydn". Nun te preoccupà, tanto vivrai per sempre, amico mio.
  17. Lo diceva già il Metastasio, il tempo di Natale può essere un gran brutto momento sensa i dané. Quando poi si scarica la batteria del cellulare, il dramma - non solo musicale - è completo: Anfami, ingiusti dei, acquisti far vorrei, con la mia postepay ma il conto è vuoto, ahimé! Che barbaro cimento! Non vedi che 'n ce sento? Ho il cellulare spento e campo non ce n'è. Ricorda un po' le prime variazioni beethoveniane su quei temi a stecchino (aria svizzera, aria di Righini, ninnenanne di Peter von Winter s.r.l). Ma Kraus, nelle variazioni, ci sa più fare quan
  18. E per concludere degnamente la giornata: Esser presi in giro da un genio è un privilegio. Sui gen(er)is, ma pur sempre un privilegio.
  19. Da qualche parte devo rintracciare una bella Aria "primo stile" di Beethoven, che "vuo' fa' l'italiano" e ci riesce assai bene, al pari dello stimato collega austriaco. A proposito di Mozart e Beethoven: E a proposito di duetti dal Flauto Magico: C'è anche una composizione in cui c'è lo zampino di entrambi:
  20. Ecchelo qua: Mi è piaciuto moltissimo soprattutto il Larghetto centrale (l'indicazione di tempo non lo dice perché è timida, ma si tratta di un bel ciclo di variazioni, che Kraus usa peraltro molto raramente nella sua produzione).
  21. Le capisce anche il mio psichiatra, a dire il vero... ormai mi conosce, c'è abituato e quel che è peggio è che ne spara anche lui Scherzi a parte, non si può sempre trattare la musica classica come se fosse una materia universitaria, specie a livello di collezionisti Poi il guaio è che questo continuo fuori onda mi viene spontaneo, perciò i deliri saltano fuori da soli... Diciamo che ci ero rimasto un po' male quando hai tirato fuori i miei trascorsi da Orlando furioso, con tanto di faccine sghignazzanti... L'ho visto (magari miopemente, eh) come un colpo basso; ho verificato le mie
  22. Quando sei alla ricerca di un CD e ne trovi improvvisamente un altro: D'accordo, stavolta non è Haydn e non è nemmeno la D'Urso, ma i quartetti del signor Crespi non sfigurano nemmen troppo vicino a quelli del più famoso amico e collega. Tra l'altro si riconosce puntualmente la serietà che raramente abbandona questo autore, in particolare nelle sinfonie e nelle tragedie liriche. Anche determinate formule e giri melodici sono già comparsi in altri lavori. Il karma (come dicono a Roma) insomma si rivela e scompare a tratti, anche nelle opere meno segnate dall'ispirazione.
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