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kraus

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Risposte risposto da kraus

  1. Apprendo in questo momento che è uscito un CD della ORF con musiche di Cannabich, Teyber e Michael Haydn:

    Cannabich "Mozarts Gedaechtnis Feyer" (1797)

    Teyber "Messa in re maggiore"

    M Haydn Offertorio "Alme Deus" MH332.

    Munich Chamber Choir e Munich New Court Orchestra diretti da Christoph Hammer

    Un altro autore da segnalare è Hyacinthe Jadin (scrisse un paio di Concerti per pianoforte, ma soprattutto delle Sonate riscoperte da poco che anticipano le atmosfere schubertiane di una ventina d'anni circa).

  2. la Naxos sta incidendo delle opere di Sammartini. Ci sono già vari cd con le sinfonie ;)

    Gut! :) Grande Naxos

    Dipende da che cosa... Dittersdorf rappresenta tuttora un grosso interrogativo. A volte è splendido, spesso geniale, altre volte meno. Ma finchè nessun interprete "serio" deciderà un approccio non legato a poche opere prese nel mucchio, temo non si andrà molto lontano... Dittersdorf, allo stato attuale, risulta più prolifico di Haydn nella Sinfonia: 119 a 104, ma mai nessuno le ha suonate ed incise per intero mi risulta. Vanhal addirittura ne compose 132 e vale lo stesso discorso.

    Da quel poco che conosco dei due ritengo Dittersdorf molto più fantasioso, a partire da quel negletto gruppo di capolavori delle "Metamorfosi di Ovidio".

    Credo sia più interessante chiedersi perchè tali autori continuino ad essere tralasciati, quando il mercato discografico potrebbe tranquillamente beneficiarli. Sarebbe anche ora. Invece preferiscono incidere le stesse identiche cose da decenni... Bah, ci rinuncio. Tanto di queste cose ho già detto e ripetuto, inutilmente.

    Beh, a dire il vero mi sono accorto - più di dieci anni fa - che proprio il Bicentenario ha dato la stura alla scoperta (lenta, chiaro, almeno all'inizio) dei contemporanei che prima erano effettivamente relegati in un ingiusto oblio. E quando sono saltati fuori Stamitz, i figli di Bach, Vanhal, Dittersdorf eccetera mi sono fiondato dai negozianti per acquistarne i CD. Case come la Naxos proseguono nell'esplorazione e le sorprese sono tante, piacevoli e talvolta esaltanti (C. P. E. Bach, Dittersdorf e Kraus sono IMSimpleO i casi più felici).

  3. Beh intanto saluto tutti visto che questo è il mio primo messaggio...rispetto a molti io non sono altro che un appassionato...però sarà interessante sapere i pareri di gente più preparata.

    Ho scritto in questa discussione essendo un "ultras"(termine d attualità) di Mozart.

    Adoro soprattutto le commedie in musica(ciclo italiano su tutte...ma Flauto Magico..Idomeneo...Ratto del serraglio ecc) e ho passato un 2006 stupendo visto le celebrazioni per l anniversario della nascita.

    Ps...credo di essere uno dei maggiori esponenti della disciplina del canto a squarciagola in macchina...con predilezioni per i ruoli di Leporello e Don Bartolo.

    :ph34r:

    E io del canto a squarciagola in casa, per la gioia dei miei :D

    Bienvenido tra gli ultras!

  4. Ma almeno ricordate i "maggiori" sinfonisti come i Sammartini, i "Mannheimer" ecc...

    Certo! Purtroppo Sammartini non lo conosco, ma i vari Stamitz, Cannabich e compagnia scala quaranta sono tra i miei preferiti: di Carl Stamitz ricordo dei bellissimi Concerti per clarinetto (il Settimo!), di Johann i trii orchestrali, e ci sarebbero ancora da scoprire Danzi, approfondire Kraus (pura omonimia col mio nickname, l'ho scelto prima di acquistare opere di questo eccellente compositore, del quale riconsiglio la Symphonie funèbre VB 148 e la Sinfonia con violino obbligato VB 138 incise dalla Naxos)...

  5. Dittersdorf è un sinfonista eccellente (vedi sinfonie sulle metamorfosi di Ovidio)

    Dei Bach: Carl Philipp secondo me è il più importante vero trait d'union fra il barocco ed il neoclassicismo.

    Gli altri li conosco poco.

    Sì, Carl Philipp ha addirittura delle intuizioni romantiche, è quasi un caso isolato nel '700. La cosa che mi rattrista è che molte sue opere degne di attenzione e analisi sono pressoché ignote (c'è il Concerto per pianoforte Wq. 20 in do, di cui ho già parlato altrove, che è stato inciso per la prima volta - e finora credo sia l'unica - nel 2003 dal bravissimo Spanyi). Anche Dittersdorf ha i suoi bei momenti: vedi la Sinfonia "Il Delirio dei Compositori" e quella in re minore (Grave d1).

  6. Già che ci sono rilancio :) : i Lieder KV 472 (nel sol minore più burlesco che Mozart abbia mai escogitato), KV 474 e KV 476 (celebre, ma andrebbe riascoltato, con quei due versi finali aggiunti da Mozart e accarezzati dalla linea del canto), il disinvolto KV 506 (Lied der Freiheit), il comico KV 517, con la sua melodia arcaica da ricollegare all'Aria "Ah fuggi il traditor", che sembra fosse una parodia dello stile di Haendel; il primo Concerto per pianoforte, dalla personalità già marcata, le ultime Variazioni sempre per piano, dove regna una doppia atmosfera (incanto popolare e addio sereno allo strumento), quelle esultanti sul tema di Gluck und so weiter...

  7. ecco una persona che mi capisce!!!!

    Madonna ci ho messo anni e anni a capire il linguaggio dei quartetti dedicati a Haydn e altri anni per gli "aerei" prussiani.

    Son proprio composizioni astiose, difficili da affrontare, che hanno la supponeza di non aver nessun interesse a farsi ascoltare da chicchessia.

    Se vogliamo parlare di musica da camera dobbiamo aggiungere il gigantesco trio-divertimento K563, un vero mostro armonico di 50 minuti.

    Pensate che a Mozart dopo l'ultima vera serenata (straordinaria, immensa incredibile) K388, non vennero più richiesti lavori del genere e scrisse gli ultimi tre dopo dieci anni K522, K 525, K563, tutti capolavori "unicum", messi lì, degli ibridi di concetto, anche se strutturalmente ineccepibili, "normali" come tutto Mozart, sempre maledettamente "normale", Mozart non si cura di sembrare grande, lo è (semmai a lui interessava sembrare bravo).

    Poi metto la sottolineatura all'andante con variazioni del K464 e a tutto il 428.

    Poi bisogna metterci anche lo sconosciuto adagio e fuga in do minore per quartetto d'archi K546

    Ed è vietato dimenticare il trio K492 per clarinetto viola e pianoforte e il quintetto K452 per oboe clarinetto corno fagotto e pianoforte.

    Anche a mio semplice avviso i Quartetti dedicati a Haydn, salvo rari casi (come quasi tutto il Quartetto in re minore), sono le opere più difficili della musica di Mozart. Qualche collega dell'epoca si scandalizzò (Sarti, se non sbaglio), qualcuno ebbe da eccepire (Dittersdorf "I suoi Quartetti sono troppo drogati/speziati. A lungo andare, quale palato riesce a sopportarli?" Forse Mozart gli avrebbe risposto "Lasciamo ai viennesi il tempo di masticarli" anche se è probabile che non abbia mai pronunciato questa frase perché Giuseppe II non ha mai visto il Don Giovanni, almeno stando a sentire Buscaroli). Il KV 387, quando lessi la critica della Complete Edition della Philips, non mi pareva niente di entusiasmante e continuavo smarrito a chiedermi dove trovassero tutta questa bellezza addirittura superiore alla Sinfonia Haffner scritta in quel periodo. Poi un giorno la riascolti, molto tempo dopo, ed ecco l'illuminazione. Non è che tutto sia chiaro, ma ormai il più lo capisci: come quando hai la scintilla che ti permette di capire un concetto che prima ti era ostico. Poi penserai anche ai dettagli. Quel primo movimento è inspiegabilmente perfetto; purtroppo mi manca la conoscenza dei Quartetti di Haydn che hanno ispirato i sei di Mozart, ma posso ben dire che, quando due giorni fa ho scritto da queste parti che nel '700 tutto s'assomiglia a tutto, come mi sbagliavo!

    Il KV 563? Prendete anche solo il finale: è la semplicità che ti abbraccia; non mi dilungo sulle altre opere che hai citato per motivi di spazio :) , ma mi hanno tutte appassionato quando è venuto il loro turno.

  8. Non ti sbilanci tanto. Il Quintetto in Sol minore K 516 è un brano celebre, e la sua celebrità e tutta meritata.

    Conosco quasi tutti i brani che citi, e devo dire che sono tutti straordinari, quale più quale meno. Per la Serenata K 388, poi, non ci sono parole adatte. Il K 492 credo sia nientemeno che "Le nozze di Figaro"; tu alludi sicuramente al "Trio dei birilli" K 498, anch'esso molto bello.

    Mi fa piacere vedere che c'è qualcun altro in Forum che conta più di dieci ( :ph34r: ) capolavori mozartiani.

    Altro che dieci: io ne conto almeno duecento...

  9. L'arte di Mozart, hanno detto, sta nel nobilitare i luoghi comuni. E non solo in quello, si capisce, ma mi sembra che valga lo stesso discorso per Leopardi, il quale usava parole che, isolate, eran talmente banali e fastidiose che avrebbero stuccato anche un ragazzino, ma messe insieme come sapeva fare lui diventavano musica, poesia e immagine. La Piccola Musica Notturna, per esempio: c'è un incipit più settecentesco e più stereotipato di una sequenza accordale? Eppure Mozart l'ha consegnata all'immortalità. Anche molti inizi di Concerti e Sinfonie sono quanto di più convenzionale si possa immaginare (e qui trovo una bella differenza rispetto a Haydn, che cercava nel limite del possibile di cominciare in modo originale, e sono ben lieto di contraddirmi), ma Mozart - in virtù d'un genio che nessuno ha mai saputo definire - ti rende meraviglioso l'ordinario, ineffabile il già detto, seducente ciò che nelle mani altrui è lezioso. Apprezzo, anzi, ammiro moltissimi autori settecenteschi, ma Mozart ha un fascino suo, un'energia e un ritmo sconosciuti a quell'epoca, e che quasi mai gli altri eguagliano.

  10. Mah sai, allora nemmeno Mozart va chiamato Amadeus, che era un soprannome canzonatorio che si era messo traducendo in latino il suo secondo nome Theophilos e Gottlieb.

    Poi il vecchio Joseph non si era messo quel nome per via del Kaiser Franz Joseph?

    E poi non mi sembra che sia così grave: siamo italiani, lo chiamiamo così, punto. Se garbava anche a Haydn, perché non fargli un piacere?

  11. Non saprei dire qual è il meglio di Beethoven: il giudizio mi è offuscato dal fatto che ho ascoltato le Sinfonie 16 anni fa e molto più tardi il resto (per esempio ho provato i Quartetti e la Grande Fuga solo l'anno scorso). Il tipo di entusiamo (perché sempre di entusiasmo si tratta, sia nel 1991 che nel 2000 o nel 2007) è stato differente da genere a genere, e non è possibile confrontarlo. C'è stata l'epoca delle Sonate per violino, quella del Concerto per il medesimo strumento, poi le Variazioni, le Sonate per piano (ed è stata dura apprezzare per bene le ultime tre, che mi sorpresero molto alla prima esecuzione, per non parlare dell'Hammerklavier e del suo tempo lento a ondate e della sua Fuga con alcune sbalorditive licenze), il Trio Arciduca (ogni tanto penso alla mia ex mentre passeggio con lei sul bordo di un fiume al suono di quell'Andante cantabile ma però con moto), eccetera eccetera...

    Comunque sia la Sesta che la Settimana sono da incorniciare: quando capitano da me un ascolto ci scappa sempre :)

  12. Quoto te e Ross sulla "Primavera".

    (Ma davvero il titolo è apocrifo? Non lo sapevo. :unsure: )

    Pare che sia proprio apocrifo, almeo secondo Poggi e Vallora (Beethoven - Signori, il catalogo è questo!): "Occorre prima di tutto segnalare che solamente dopo la morte dell'autore la Sonata ricevette l'abusato sottotitolo di "Primavera", universalmente accettato da editori, critici e pubblico: fu l'omaggio della generazione successiva che credette di valorizzare degnamente l'opera alludendo alla natura solare e lirica di questa rarità. In effetti (lo riconoscono pure gli stessi nemici della retorica) l'ammaliante stato di grazia che la Sonata offre, dalla prima all'ultima battuta - quella serenità bianca e imperturbabile - può essere a ragione associato all'incanto della primavera: per contro, nulla lascia trasparire della sofferenza interiore di un uomo ferito quale era Beethoven all'atto della composizione, né lascia immaginare le "tempeste creative" dell'Eroica ormai vicina".

    Spesso saranno sovrabbondanti, ma a volte i titoli aiutano a far amare un'opera.

  13. Grande le bagatelle op. 126 sono il primo esempio della musica che verrà, d'un balzo superano almeno 20 anni di musica e si ricollegano direttamente agli studi di Chopin.

    Esaltanti, il miglio Beethoven pianistico insieme alle ultime 5 sonate ed alle variazioni Diabelli.

    Sulle variazioni Diabelli ci sarebbe da riempire tre forum: è la dimostrazione musicale che non importa da dove si parte, ma dove si va... A parte che il tema di Diabelli non mi pare così malvagio come dicono (sarà che ho un debole per il valzer), ma Beethoven è riuscito a trasfigurarlo (variare mi sembra un verbo persino debole, in questo caso) fin dal primo minuto: marcia, valzer sotto la neve, armonie irrazionali - tanto che mi fido solo di lui quando si tratta di uscire dai territori della tonalità maggiore o minore - rapsodia, lamento romantico, reminiscenza mozartiana, allucinazione rinascimentale, fuga con Bach e contro Bach, minuetto della resurrezione, contrappunto sofferto, il sogno ad occhi chiusi...

  14. Detto questo, si potrebbe suonare qualsiasi musica su qualsiasi strumento, è non c'è niente di male. Possiamo suonare chopin sul cembalo no?

    Non sempre: l'altro giorno ho suonato Beethoven sulla tastiera (dopo aver selezionato come timbro proprio il clavicembalo) e la notte dopo Ludwig mi è apparso in sogno minaccioso e m'ha detto: "Non lo fare più". Ma forse non ce l'aveva con me per lo strumento che ho scelto; si riferiva alla qualità dell'esecuzione... :D

  15. Oltre alla già citata N. 9 "Kreutzer", io adoro la Sonata N. 5 in fa maggiore op. 24, "Primavera"! :wub:

    Il suo titolo, peraltro estraneo all'autore, rimanda alla melodia cantabile, di ampio respiro, alle immagini quiete e profumate di freschezza dell'Allegro... :rolleyes:

    Anche il tempo lento è una gemma della produzione beethoveniana

  16. Un altro consiglio per l'ascolto:

    il Concerto in do maggiore Wq. 20 di C. P. E. Bach, scritto nel 1746. Il 2° movimento, Adagio ma non troppo, è una dolorosa e limpida meditazione, un esempio del fatto che Carl Philipp dà il meglio di sé nei tempi lenti (sia dei Concerti che delle Sonate).

  17. Ce ne dovrebbero essere, nella linea femminile. So soltanto che una di loro ha consegnato a Buscaroli un documento preziosissimo. Disgraziatamente non posso essere più preciso perché il "Bach" di Buscaroli su cui ho letto questa cosa è finito chissà dove...

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