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  1. Bentornata Persy, ci sei mancata Per festeggiare ti dedico l'ascolto di uno dei quartetti mozartiani più raffinati: Nell'Andante Mozart firma le sue variazioni più sottili, di impressionante raffinatezza: che questo brano fosse qualcosa di grande lo conferma anche l'inversione col minuetto, che per una volta si trova in seconda posizione anziché in terza. L'andatura sinuosa di tutto il Quartetto (tutte le sue melodie principali si basano su un intervallo di appena 3 note) è indice della volontà mozartiana di scrivere una composizione unitaria a prescindere dal variare del ritmo e del tempo.
  2. Peccato non averla proposta a suo tempo nella discussione sugli ascolti della settimana. Una composizione atipica per il mister, che stavolta punta più sulla struttura e sulla pienezza dei contenuti (tutto si tiene a meraviglia) che non sulla melodia e sulla scorrevolezza delle idee. Che ci sono eccome, ma sono sottoposte a un trattamento haydniano di cui non si aveva traccia nei precedenti Quartetti KV 168-183, rimodellati sull'op. 9 e 17 del suo padre musicale.
  3. kraus

    Hurwitz & co.

    Peccato però, cavolo... Le Cantate sacre restano per me una delle "porte chiuse" della produzione bachiana, sarebbe stata una bella occasione per dar loro un bell'assalto.
  4. Ah però... Pensa che io prima della maggiore età avevo sentito giusto Le Nozze di Figaro (e solo il primo atto) e Spontini manco sapevo ancora che esistesse.
  5. Si tte capita e se già non l'hai ascoltata, Wittels, prova l'Agnese di Hohenstaufen di quel bel tipo che era Spontini (mi pare fosse un vanaglorioso, in parte a ragione). A me è piaciuta 'na cifra, come dicono a Belluno.
  6. Non l'avrei fatto neppure io, ma vedendo che tutti stravedevano qui e altrove per Bach padre, e dicevano che aveva previsto pure la musica jazz e l'heavy samba, mi sono un po' spazientito e alla fin fine m'è saltato il ticchio di far confronti un po' azzardati. Anche perché non capivo il perché di tanta ammirazione, pur amando a mia volta la musica di Bach, senza però adorarla. Da quando ho letto le prime guide all'ascolto nei primi anni '90 ho appreso che è insensato paragonare i vari compositori tra loro, peggio che peggio se di epoche o stili diversi. Però la competizione ce l'abbiamo nel sangue e alla fine ci si casca
  7. Ringrazio & ricambio con un bel concerto minorile da conoscere (perlomeno il 1° movimento, il resto perde un po' alla distanza):
  8. Veramente con l'Idomeneo una parola (in musica) l'aveva detta... Ma non mi sembra d'aver detto questo, boh. Rispetto e capolavori a pacchi per loro, niente paura Forse tra loro apprezzo un po' meno Couperin che mi sono appena riascoltato, ma senza entusiasmarmi come nel caso di Rameau l'altro giorno.
  9. Mi pare di sì... Anfatti l'unica differenza dovrebbe essere il nero in luogo dell'arancio fuoco.
  10. Idem. Anzi, nel mio caso diciamo pure zero. Curiosità: perché Giuanìn Sebastiano ne esce con le ossa rotte? Nel senso che (la sparo a caso, non conoscendo i fiamminghi) la sua polifonia era meno complicata della loro?
  11. Grazie Snorlax Per approfondire penso che ci sarà tempo (prima cercherò di appassionarmi, poi magari si potrà osare oltre)... Intanto metto nella bisaccia e via: l'ho appena acquistato.
  12. Me ne dolgo e mi dispiace sinceramente non tanto per il '900, quanto per ogni tempo. Sì, sì, ricordi bene, ma il paradosso è che, se mi domandi quali capolavori abbia scritto il secondo, mi vengon subito parecchie cosette in mente (Arte della Fuga, Clavicembalo ben temperato, Offerta musicale, Concerto per violino in la min., il Concerto per pianoforte in re min., le Suite francesi e le Suite inglesi, le Partite e le Sonate per violino, ecc. ecc.). Nessuna difficoltà, insomma, a consigliare il neofita, benché l'elenco appena menzionato sia alquanto superficiale e sbrigativo. Con CPE Bach, invece, arriva il cortocircuito; poco male: un po' di lavoro per gli elettricisti. Su questo invece avrei da ridire; giusto qualche giorno fa (mi siete testimoni) ho messo sul tubo Shostakovic con le Sinfonie, e tempo addietro mi sono ascoltato il bel cofanetto di Ashkenazy con le sue composizioni pianistiche, per non parlare dei Quartetti per archi con gli Emerson. Se Shosta mi facesse così schifo, non avrei continuato imperterrito ad ascoltarlo con tanta insistenza. Ne dico una anche peggio: ho l'opera omnia di Poulenc e mi è pure piaciuta parecchio, ma non ditelo a nessuno. Il brutto guaio è che non sopporto la sostituzione della musica e del suono col rumore, dell'armonia col mero ritmo, della melodia con le note ad canis mentulam, del disegno con lo scarabocchio, della Gioconda con la montagna di pongo di Jeff Koons. Se poi do un'occhiata alla mia collezione, peggio mi sento perché mi accorgo con raccapriccio e un irreprimibile moto di autoindignazione che quasi 1.300 composizioni in mio possesso risalgono al XX (sono 1.259) e al XXI secolo (queste meno, solo 34): garantisco a mia parziale discolpa che non si tratta solo di musica tonale e non c'è neppure una nota di Allevi: posseggo un suo CD, inopinatamente regalatomi dopo una razzia dei miei genitori in non so più che negozio, ma l'ho lasciato fuori dal file Excel che elenca tutto il cucuzzaro. Ora, per alleggerire un po' la mia lenzuolata, ci metto il bravo minore che segue:
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