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kraus

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    Matematica, lingue straniere, scacchi, un po' di musica (ma solo un pö')

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  1. Ma sì, 'nnamo de integrali oggi:
  2. E qui ci vuole una dedica alla nostra @Persephone: Persino quando scrive un esercizio per un suo allievo (Thomas Attwood) Mozart riesce ad essere interessante. Ne è una prova questo minuetto, pescato in un suo corso di musica, catalogato come KV 506a e ad uso e consumo dell'ottimo discente (e compositore di vaglia, per di più). Il Trio serpreggiante è un altro pezzo cavato di peso da quel manuale mozartiano; lo si rintraccia infatti qualche pagina dopo il minuetto. OT di cui in anticipo mi scuso: confinamento nazionale e questioni alcoliche a parte, oggi ho fatto un giro in centro con gli amici (non accadeva dall'8 marzo u.s., valaddire da 77 giorni fumanti). La botta di vita ci stava: rivedere gente che negli ultimi due mesi avevo solo più scorto a fatica tra le brume e le immagini a scatti d'una videochiamata è stato come assistere a una piccola resurrezione.
  3. Sono astemio anch'io, ma a tratti... Il nastro di Möbius fa la sua figura e a me fa persino impressione, ma magari Bach nun ce penzava nemmeno, come si dice ad Aosta. Qualcosa di semplice: Questo il senso letterale del testo: Al mondo esiste tutt'al più solo una moglie cattiva; il guaio è che ognuno pensa che sia la propria.
  4. Sei già dentro l'happy hour?
  5. Me l'ascolto anch'io, dritto pe' dritto. Dopo una serata dedicata al clavicembalismo francese e per la precisione a quel diavolaccio di
  6. Variazioni Haydn e un boccale di sambuca, giusto così per sport. Dopodiché Hanno rifatto il video solo per sostituire "Tocatta" con la dizione corretta; in compenso ora non si spiega il misterioso "virtuoze" al posto del precedente "virtuoso". Sono soddisfazioni. Grazie Brilliant, non finisci mai di stupirmi nel bene, nel male e nel così così.
  7. Ma no, il fatto è che un CD come questo potrebbe far parte della celebre "Raschia il Barile Edition": han chiesto in giro se ci fosse qualche Sinfonia in sol minore inedita disponibile, l'hanno trovata e trascinata di peso in testa del disco, giusto per far colpo sui potenziali ascoltatori. Il bello è che le sinfonie-riempitivo degli ultimi minuti sono di gran lunga più interessanti del presunto pezzo forte; meno anonime, se non altro. Wagenseil paga poi lo scotto d'essere un pre-classico (queste opere risalgono al 1750-60) e di non avere conseguentemente un linguaggio ben definito: troppo avanti per esser barocco, troppo indietro per essere un vero contemporaneo di Haydn e soci. Persino sprecata, considerando quanto calibra bene i suoni e i volumi, l'Orchestra barocca L'Orfeo per lavori così privi di ambizione.
  8. Prego, sig.ra immagine del Cd, si stringa un po', che sennò vien troppo grande e porta via tutto spazio del messaggio. Ecco, un po' più a sinistra, così, grazie. Ora il '700, inteso come secolo musicale, è così: c'è il tipo allegro e di classe (Mozart), la sua controparte seria e tenebrosa (Kraus), l'eccentrico che si schermisce dicendo "No, non sono Glenn Gould" (CPE Bach), il buon raccontatore di barzellette (JC Bach, sempre divertente da ascoltare), il burlone tendente al popolaresco (J. Haydn), il tipo un po' grezzo ma dalla parlantina e dall'umorismo travolgenti (il fratello di J. ossia Michelino Haydn, chiasmicamente soprannominabile "la carica del cioccolato più l'energia del caffè") e poi, ahiloro e ahitutti, i signori né carne né pesce né dessert, come Giorgio Cristoforo Wagenseil, che suona anonimo e sbrigativo pure quando scrive una Sinfonia "Sturmundranghe" come quella che inaugura il CD sopraillustrato. Perché spesso le cose vanno a questa maniera: dopo aver esaurito il repertorio mozartiano e haydniano, uno compra un disco del '700, legge sul retro "Sinfonia in sol minore" ed esclama "Buono! Oggi si fa anarchia e casino" e con Vanhal, Fil(t)z(s) o Rosetti la previsione si rivela azzeccata. Beninteso, la tonalità potrebbe essere anche do/mi/fa/si minore, ma il sol era inspiegabilmente la nota d'impianto prescelta dai compositori classici per i loro sfoghi musicali; le altre cicca. E Wagenseil che fa? Mi struttura il suo prodotto in 3 movimenti: già questo, per una sinfonia "Sturm und Drang" che si rispetti, è segno di scarsa serietà (anche se, a dire il vero, tutte le sinfonie di questo autore non hanno mai avuto un 4° movimento), ma andiam pure avanti: di solito il sinfonista classico (in questo caso sol)minorista s'impegna fino alla disperazione nel 1° tempo per poi sonnecchiare (e noi con lui) nel 2°. Succede anche ai migliori, neh, intendiamoci, figuriamoci ai minori. Giorgino Cristoforo no: nel Vivace iniziale pianta un po' di caciara, e pure in maniera piuttosto rozza, alla Honauer, mentre nell'Andantino (indicazione azzeccatissima, purtroppo, e tipica di un '700 annoiato, noioso e inconsistente) riesce persino a costruire un discorso fine, ma troppo piatto e monotono per interessare. Si apprezza l'orchestrazione, con tanto di basso continuo all'epoca ancora in voga. Il finale? Vi basti dire che l'ho scambiato per uno scherzo (sarebbe stato un anacronismo bello e buono): era melodicamente il brano migliore dell'opera, ma avrebbe potuto tranquillamente preludere a un Allegro tempestoso di congedo, e invece nulla. Ah, durava 3 minuti netti: Wagenseil dimostra che si può deludere l'ascoltatore in tanti modi diversi, e lui è riuscito a illustrarceli tutti. No ma, complimenti. Tra gli esemplari presentati in questo disco abbiamo anche una Sinfonia "Vincislao" (l'opera cui preludeva, in qualità di Ouverture) che andrebbe ribattezzata piuttosto Sinfonia "VincisLampo": un Allegro assai di 1'55'', una Polonaise chilometrica (manco 2 minuti e 20) e un altro Allegro assai di 0' e 42''. Forse è un record mondiale, anche se non ne sarei certo: in tutto il '700 che mi è passato per le orecchie ci sarà pure stato un pezzo più breve ancora. A questo proposito, la CPO potrebbe tranquillamente accompagnare il retro di copertina con un'avvertenza: "Scusate il disagio: non è colpa nostra se il CD è breve, bensì dell'autore". Giusto per non essere confusa ingiustamente con i colleghi della Brilliant. Qualche buon frutto in tutta la carrellata sinfonia c'è (verso le ultime tracce), ma oh, senza esagerare: per info rivolgersi alla WV 413 in sol (maggiore, stavolta) e alla WV 441 in si bemolle. Di più nin zo.
  9. È un po' un problema che mi capita con tutta la cameristica brahmsiana. Ogni volta che provo ad ascoltarla perdo molto presto il filo.
  10. La versione per due pianoforti rende assai più digeribile il Quintetto per pianoforte op. 34, sua opera sorella.
  11. Mio concittadino e mio contemporaneo, benché non mio connazionale.
  12. E continuiamo a trattarci bene (coi diamanti, pure):
  13. A giudicare dal 1° atto, un più che bel capo d'opera di Michelino, con una frizzante ouverture a far da degno cappello alla vicenda. Questa "Andromeda und Perseus" è una curiosissima miscela di opera e (impropriamente) singspiel, dato che le arie si alternano a recitativi accompagnati e testi narrati (cui fa sfondo il più assoluto silenzio). Il libretto originale era di Varesco (toh, guarda chi si rilegge), ma l'edizione qui presente è una versione tradotta in tedesco e incisa per la prima volta in assoluto su disco.
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