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  1. Il sito haydniano ha appena risposto: è il Finale del Quartetto op. 64 n. 6, trasposto di un tono sopra e con un'indicazione dinamica diversa da quella originale ("Allegro" invece di "Presto").
  2. Con i debiti aggiustamenti e prendendo il paragone con le molle e le pinze, a volte ho l'impressione che Mozart fosse diventato un lavoratore precario dopo aver dato le dimissioni e salutato cordialmente Colloredo, dicendo di fatto sì alla libertà, ma anche un bel no alla sicurezza economica. Nei 10 anni di soggiorno viennese che seguirono, l'unico introito fisso gli venne dai ballabili di Carnevale. Un po' come se oggi gli avessero fatto comporre la musica per un centro commerciale; con molto meno talento, Boccherini (che pure era bravo, e parecchio) ottenne molto di più, almeno per un certo tempo... Qui un bel pezzo che sto ascoltando in questo momento preciso:
  3. La Mozartona (maratona mozartiana) prosegue con un altro piccolo capolavoro: Spicca bene il finale, adeguatamente preparato, tripartito e di vivacissimo carattere, con idee che sgorgano l'una dall'altra e un'orchestrazione quasi giöiösa. Anzi, togliamo il qvasi. A seguire alcune opere per tastiera di CPE Bach da stabilire col sorteggio.
  4. Mettici pure me, anche se sono del '700 so apprezzare la musica del/dal futuro E in controdedica parte come un missile il Rossini biodinamico e gastronomico dei Peccati di vecchiaia: Naturalmente si tratta di mendiants biologici, ça va sans dire.
  5. Con-te Ad ascoltare la KV 320 vien da domandarsi "Ma come? Stava ancora a Salisburgo?" Era ora di spiccare il volo per Vienna, e in realtà era di spiccarlo ora già da un bel pezzo prima. Le prove tecniche di trasferimento continuano con l'Idomeneo. E se Mozart non è riuscito a trovar lavoro con quell'opera, allora si può persino sostenere che è giusto che la disoccupazione sia totale.
  6. Grazie Persy, questa sì che l'è musica Ricambio con altrettanto e altrettale Mozart, di cui sto riscorrendo tutta la produzione in questi giorni: Pare che questa Serenata fosse in realtà un messaggio cifrato a Salisburgo e al rispettivo arcivescovo, nonché datore di lavoro di Mozart: "A Salisbù, me ne vojo annà" (vedi, nel secondo Minuetto, il trio con la cornetta di postiglione che annuncia una partenza desiderata ma, all'epoca, ancora tutt'altro che certa). Il buon Alfred Einstein (cugino del grande fisico) ha trovato altri indizi per leggere il suddetto messaggio: nell'Allegro d'inizio, il secondo tema raffigura "le suppliche di Wolfgang", cui "l'Arcivescovo risponde con un gelido rifiuto". Anche l'aggressività di tutto il movimento e il crescendo che conclude l'esposizione andrebbero letti in chiave anti-Colloredo (anche se, nel caso del crescendo, ammetto la mia difficoltà a capirne il senso). Sempre Einstein definisce quest'opera pretenziosa; per il sottoscritto e, penso, per il mozartiano in genere, è invece una composizione esaltante.
  7. Me lo regalarono gli ziiii per il genetliaco, ma non mi è dispiaciuto; specie la prima sonata della serie.
  8. Molto probabilmente, dato lo stile, dovrebbe essere davvero di Haydn (confermo che si tratta d'una trascrizione, perché Joseph non ha scritto composizioni per l'organico indicato in partitura). Il problema è che con una produzione sterminata come la sua, è difficile individuare di quale opera si tratti se non si conoscono gli strumenti per cui era prevista in origine. Escluderei che il brano sia una danza, perché pur assomigliando nel ritmo a una danza tedesca, tale forma non prevedeva in genere uno sviluppo così esteso e si componeva della classiche 2 sezioni (8+8 battute), né dovrebbe neppure appartenere a una sinfonia (ho già verificato i relativi finali e nessuno ha un tema che corrisponda a quello in foto). Se riesco a saperne di più, faccio un fischio. Ho chiesto una mano a un sito di haydniani incalliti, vediamo cosa ne esce fuori.
  9. Errore mio, Wittels. Leggendo frettolosamente la descrizione l'ho interpretata ad canis mentula (vedo con piacere che non ho smesso di commettere gli errori di distrazione in cui incappavo da giovane). Solo le arie alternative sono dirette da Marriner: "Performers: - Main Opera: Giuseppe Sabbatini (Mitridate), tenor; Natalie Dessay (Aspasia), soprano; Cecilia Bartoli (Sifare), mezzo-soprano; Brian Asawa (Farnace), counter-tenor; Sandrine Piau (Ismene), soprano; Juan Diego Florez (Marzio), tenor; Les Talens Lyriques, conducted by Christophe Rousset. - Alternative Arias: Edith Wiens (Aspasia, Sifare), soprano; Elzbieta Szmytka (Ismene), soprano; Gunnar Gudbjornsson (Mitridate), tenor; The Academy of St-Martin-in-the-Fields, conducted by Sir Neville Marriner."
  10. Tra un'esecuzione e l'altra dei quartetti beethoveniani, anche il Barone Monnezza componeva, e anche parecchio, specie per il genere del quartetto per archi. Qui di seguito un saggio più corposo delle sue capacità.
  11. Spettacolosa e meravigliosamente eseguita (dal basso delle mie conoscenze liriche, s'intende): il me stesso che passava di lì ca. un 27 anni fa l'ha ascoltata e non s'è accorto di nulla, magari pure perché il direttore in quell'occasia era Hager e non questo Marriner che spacca i passeri. Il taglio di tutti i recitativi secchi effettuato dal canale sarà l'operazione teatralmente più discutibile che possa immaginarsi, ma devo dire che a orecchio e croce quegli intermezzi neutri tra Aria e Aria mi han sempre dato fastidio quando ascoltavo il CD e basta, senz'avere la scena davanti. Con la musica e basta ("nemmeno un recitativo", per l'appunto, come avrebbe detto anche il Mozart di Hulce) è festa allo stato puro e brado. Sotto tutti gli aspetti è un balzo avanti rispetto a tutto quel che il mister aveva scritto fino a quel momento, specialmente in campo lirico. Nella caption del video, Mozart in un momento di relax davanti allo spartito dell'Allegro di Verona (KV 72a), un frammento ivi dipinto che studiosi di vaglia son tentati di attribuire a Galuppi.
  12. Normalmente il Kegelstatt Trio si esegue col clarinetto, ma non sempre... Segue quello che, oltre a essere un capolavoro, è un miracolo (nonché eseguito e pure cantato bene): Di gran lunga più convincente questa (diretta da Page) della versione di Hager che 27 anni fa mi ha fatto conoscere quest'opera.
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