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Lichtental

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Risposte risposto da Lichtental

  1. Ciao a tutti, ho acquistato per due soldi da un signore che non ne capiva assolutamente nulla un krauss verticale degli anni 30, tastiera in avorio, meccanica renner, tre pedali ed un bel mobile (tenuto non troppo curatamente, ma bello). Il mio accordatore ha detto che prima di accordarlo dovrei assolutamente revisionare la meccanica (che no è stata mai guardata), ovvero: registrazione del collegamento tasti/martelli, cambio delle bretelline e di tutte le pelli (tutti i feltri presenti in meccanica... che sono tutti consumati e lisi), ripassata all'avorio, riparazione del meccanismo della sordina, pulizia del mobile e accordature fino a stabilizzazione. Un bel lavoro diciamo.

    Lui è rimasto piacevolmete impressionato dallo stato del piano e della sua qualità. Mi ha detto che siccome l'ho rubato per 150 euro mi conviene fare tutto che non sarei mai andato a pagare neanche la cifra per cui l'avrei dovuto acquistare nello stato in cui è.

    Lui mi ha chiesto 600 euro per la serie di interventi che vi ho elencato. Ora, secondo voi, oltre ad essere un buon accordatore, è anche un tecnico onesto?

    Grazie a tutti!!!!

    CIAOOOOO

    Premetto che non sono espertissimo di meccanica, ma un minimo di esperienza l'ho fatta e capisco che prima di spendere quella cifra per un piano di quasi 80 anni i dubbi vengono.

    Il prezzo per la revisione della meccanica (sicuramente necessaria) può anche essere equo, bisogna vedere se lo stato delle caviglie (credo si chiamino così) e della tavola permette che il pianoforte tenga l'accordatura, se no avere una meccanica perfetta è inutile.

    Per sentire un'altra campana potresti andare in un negozio, mostrarti interessato all'acquisto di un pianoforte nuovo e chiedere di valutarti il tuo Krauss per un eventuale permuta. Naturalmente, al contrario dell'accordatore, è loro interesse evidenziare tutti i difetti del tuo piano per valutarlo di meno.

    Spero di esserti stato utile.

    Ciao.

  2. Ragazzi, stiamo parlando di musica. Serve per farci star meglio, evitiamo le pippe mentali. Io ho solo detto che l'obiettivo finale dell'ascolto musicale è quello di procurare del piacere a noi umili mortali. E' un'ovvietà tale da farmi sentire ridicolo mentre la scrivo.

    Quoto il tuo ultimo intervento ma sono totalmente concorde con tutti i tuoi post.

    Possiamo discutere anche animatamente sul buon gusto di alcune scelte interpretative, ma sancire cosa sia permesso e cosa sia proibito nel fare musica mi sembra veramente un'enormità.

    Schiff in un'intervista disse che quando al mattino si siede al pianoforte suona subito qualcosa di Bach, lo considera una sorta di lavaggio dell'anima; qualcuno vada a spiegargli che è un infantile edonista antifilologico.

  3. Ok, è già qualcosa questo... B)

    Ho visto che nell'"integrale" (l'ennesima integrale-che-non-è-tale per quel che riguarda i lavori di Schubert) di Schiff mancano tutti i "frammenti" di sonate (frammenti però che spesso e volentieri sono lunghi una o più pagine. Mortacci loro :thumbsdown_anim: ). Se riesci a controllare se in questa ci sono tutti tuttissimi mi fai davvero un favore :)

    Dalla tracklist sul sito della brilliant ho potuto appurare che rispetto a Schiff ci sono in più queste sonate:

    Sonata n° 12 in do maggiore (D612/613)

    si tratta di un Moderato interrotto in pieno svolgimento e di un Allegretto interrotto prima della ripresa, mancava un movimento lento e quindi si usa l'Adagio in mi maggiore D612 composto nello stesso periodo (1818)

    nell'integrale di Schiff manca completamente.

    Sonata n° 13 in fa minore (D505/625)

    in questa sonata c'è un Allegro che si ferma all'inizio della ripresa, uno Scherzo in mi maggiore ed un Allegro a cui mancano alcune battute nella ripresa.

    Come movimento lento (e quì sta la differenza con Schiff che non lo mette) viene usato un Adagio in re bemolle maggiore (D505) che però è di due anni prima (1816 - 1818)

    Sonata n° 10 in fa diesis minore (D570/571)

    Schiff suona solamente l'Allegro moderato (D571), che è del 1817, interrotto prima della ripresa.

    Generalmente la sonata viene completata con i due movimenti D570 (del 1817 anch'essi), un Allegro in fa diesis minore che si ferma alla ripresa e uno Scherzo in re maggiore (chiaramente invertendo l'ordine cioè suonando prima lo scherzo)

    Dalberto inserisce come II tempo un Klavierstück (D604) di cui non so nulla.

    Purtroppo per essere davvero integrale manca ancora qualcosa:

    Sonata n° 4 in mi minore D769A (inizialmente D994)

    sono appena 38 battute

    Sonata n° 8 in re bemolle maggiore D567

    praticamente è un primo abbozzo della D568 in cui manca il minuetto e la conclusione del finale (curioso il fatto che poi Schubert l'abbia trasposta in altra tonalità)

    Sonata n° 14 in do diesis minore D655

    è un frammento di 73 battute sprovvisto dello sviluppo, viene descritto come un piccolo gioiello.

    Io per le sonate di Schubert ho l'edizione in tre volumi della Wiener Urtext in cui c'è tutto, anche i frammenti.

    Se rinasco la incido io una vera integrale :bye:

  4. Se qualcuno ne sa di più (o se sa le lingue per cui può tradurre qualcosa che trova in internet...), mi piacerebbe avere maggiori notizie su Der Hirt auf dem Felsen, ultimo lied di Schubert.

    Leggo che fu "scritto su richiesta del soprano Anna Milder-Hauptmann". Si tratta della stessa Hauptmann di Beethoven? Singolare, una nobildonna che si mette nei panni di un pastore innamorato!

    Ho trovato qualcosina su internet, eccola quà tradotta (da me in modo pessimo) al volo:

    L’amicizia tra Franz Schubert e il soprano Anna Milder-Hauptmann è molto importante per la genesi di Der Hirt auf dem Felsen.

    Milder-Hauptmann, ben conosciuta come Leonora di Beethoven nelle prime tre produzioni del Fidelio, era un’amica di Schubert e grande ammiratrice dei suoi Lieder.

    Ella gli chiese molte volte di comporre un Lied con caratteristiche ben specifiche per lei da cantare nei suoi recital.

    Dopo aver lasciato gli anni passare, Schubert alla fine compose Der Hirt auf dem Felsen per lei nel 1828.

    Il lied è in parte rimarchevole anche per le sue molte connessioni al Fidelio di Beethoven.

    Tristemente, Schubert morì prima di poter presentare il Lied a Milder-Hauptmann.

    Il fratello di Franz, Ferdinand, glielo mandò tramite Joahnn Michael Vogl (suo collega e primo insegnante) nel 1829.

    Der Hirt auf dem Felsen è relazionato a due arie cruciali del Fidelio, “Komm, Hoffnung, Lass den letzen Stern” e “Gott! Welch Dunkel hier! …In des Lebens Fruhlingstagen.”

    Inoltre, connessioni possono essere fatte tra il lied di Schubert e il ciclo di Beethoven “An die Ferne Geliebte”.

    All’interno dei suoi lavori, connessioni possono essere fatte tra Der Hirt auf dem Felsen e Auf dem Strom, il solo altro lied per voce e strumento a fiato.

    In ultimo, alcune connessioni possono essere fatte tra Der Hirt auf dem Felsen e “Parto, parto” aria dal primo atto della Clemenza di Tito di Mozart.

    la ricerca continua ...

  5. in questo ci sono i testi con varie traduzioni (molte delle quali fortunatamente in italiano)

    Che bella traduzione, è tua? oppure l'hai trovata da qualche parte? se l'hai trovata, mi potresti dire dove?

    GRazie mille,

    Vale

    No non è mia, io e il tedesco non siamo molto intimi :lol:

    La traduzione l'ho presa dal sito che avevo citato nel post che ho riportato quà sopra.

    ciao

    lichtental

  6. L’opera che pongo alla vostra attenzione è il celeberrimo Gretchen am Spinnrade D118

    Meine Ruh' ist hin,

    Mein Herz ist schwer,

    Ich finde sie nimmer

    Und nimmermehr.

    Wo ich ihn nicht hab

    Ist mir das Grab,

    Die ganze Welt

    Ist mir vergällt.

    Mein armer Kopf

    Ist mir verrückt,

    Mein armer Sinn

    Ist mir zerstückt.

    Nach ihm nur schau ich

    Zum Fenster hinaus,

    Nach ihm nur geh ich

    Aus dem Haus.

    Sein hoher Gang,

    Sein' edle Gestalt,

    Seine Mundes Lächeln,

    Seiner Augen Gewalt,

    Und seiner Rede

    Zauberfluß,

    Sein Händedruck,

    Und ach, sein Kuß!

    Meine Ruh' ist hin,

    Mein Herz ist schwer,

    Ich finde sie nimmer

    Und nimmermehr.

    Mein Busen drängt sich

    Nach ihm hin.

    [Ach]1 dürft ich fassen

    Und halten ihn,

    Und küssen ihn,

    So wie ich wollt,

    An seinen Küssen

    Vergehen sollt!

    Perduta ho la pace, ho in cor mille guai;

    Ah, no, più non spero trovarla più mai.

    M'è buio di tomba ov'egli non è;

    Senz'esso un deserto è il mondo per me.

    Mio povero capo confuso travolto;

    Oh misera, il senno, il senno m'è tolto!

    S'io sto al finestrello, ho gl'occhi a lui solo;

    S'io sfuggo di casa, sol dietro a lui volo.

    Oh, il bel portamento; oh, il vago suo viso!

    Qual forza è nei sguardi, che dolce sorriso!

    E son le parole un magico rio;

    Qual stringer di mano, qual bacio, mio Dio!

    Anela congiungersi al suo il mio petto;

    Potessi abbracciarlo, tenerlo a me stretto!

    Baciarlo potessi, far pago il desir!

    Baciarlo! e potessi baciata morir.

    la data della sua composizione 19/10/1814 viene considerata simbolicamente come la nascita del Lied Romantico.

    Il Lied per pianoforte e voce, fino ad allora considerato un genere minore, grazie a Schubert che lo porta a livelli artistici mai raggiunti prima, esce dall’ambito angusto dell’intrattenimento domestico ed entra a pieno titolo nella vita concertistica al pari della musica da camera.

    Lo Schubert adolescente (aveva allora 17 anni) celebra con questo Lied l’incontro con la lirica di Goethe, l’autore che emergerà fra tutti gli altri. Quella scintilla del 1814 fece sì che nei due anni successivi Schubert compose ben 261 Lieder.

    Ma in che cosa il Lied schubertiano si differenzia dal passato ?

    Non è soltanto la straordinaria invenzione melodica o la varietà degli accompagnamenti e delle forme usate, è l’utilizzo della parte pianistica non come semplice accompagnamento ma precisa illustrazione di un dato psicologico suggerito dal testo, un’integrazione tra parole e musica senza precedenti.

    Questo Lied ne è un fulgido esempio, la mano destra con il suo continuo movimento di sestine di semicrome illustra il rumore dell’arcolaio, le note sincopate della sinistra alludono al contrasto di emozioni di Margherita il cui canto sempre più ansioso e frammentato esprime il suo turbamento.

    Il Lied raggiunge il culmine quando la musica si interrompe su una settima di dominante che risolve eccezionalmente su una settima diminuita coronata, è il momento in cui Margherita ripensa al bacio di Faust.

    Nella seconda parte tutto sembra ripetersi in modo uguale, in realtà il dramma si è consumato, la musica ci ha esplicato ciò che il testo lasciava solo intuire, non vi sarà un lieto fine.

    Mi scuso se ho detto cose risapute che ho letto quà e là, però per chi conosce poco Schubert possono essere di stimolo per approfondirne la conoscenza

  7. Lichtental sono k 310 se casomai non mi avessi riconosciuta :D

    era difficile non riconoscerti B)

    soprattutto io non ho usato perifrasi per dare a chi non ama i miei stessi interpreti dell'ignorante o del marziano ma ho comunicato i MIEI di gusti.

    non ci posso fare niente se non seguo a tutti i costi "la massa".

    beh se leggere "ca***te" significa leggere pareri contrastanti il proprio mi sa che l'ignoranza è di chi non è capace di accettare la libertà di pensiero.

    sottoscrivo

    Nel senso che non per tutti è naturale l'idea che siamo individui differenti, per DNA e formazione culturale. E nel senso che ti potrebbe ( :D ) capitare di incontrare utenti "che sm**erdano i compositori senza nemmeno aver messo un CD nel lettore".

    Tu hai fatto le tue esperienze di ascolto e ne hai tratto delle conclusioni, inevitabilmente parziali e, come tali, passibili di mutamento. Tutti i pianisti che hai citato come tuoi favoriti sono mostri sacri della tastiera. Hai motivato la tua parziale avversione a Pollini con osservazioni per nulla campate in aria, peraltro condivise da diversi appassionati di musica classica. Ribadisco: non vedo dove stia il problema.

    Io adoro Pollini, lo considero un pianista straordinario, e da parte mia mi auguro che il tempo e l'esperienza ti aiutino a comprenderne la grandezza di interprete, oltre che di pianista. Ma questo potrebbe anche non accadere mai, e non sarebbe certo una tragedia, visto che le alternative abbondano. Io credo che la maturità di un ascoltatore si veda dalla sua capacità di percepire e valutare i vari aspetti - tecnici, musicali, interpretativi - di una esecuzione. La 'scelta' dell'interpretazione preferita, tuttavia, è un fatto assolutamente personale.

    sottoscrivo,

    non capisco perchè per tanta gente è così difficile accettare che altri la pensino diversamente.

    Beati loro che vivono di certezze, io in questo campo ho tanti di quei dubbi :huh:

  8. beh caro ludwig mi spiace se è questo che vi è arrivato ma non mi sembrava di "aver capito tutto".

    siccome questa discussione tratta del"vostro pianista preferito" io ho espresso la mia preferenza,pure argomentandola.

    se poi non rispecchia "la massa" e vengo considerata un'eretica perchè ho detto che PER ME e sottolineo PER ME,PAOLA,pollini è troppo meccanico...non so,forse va cambiato il titolo della discussione...

    e poi credo che questa cosa valga per tutti...cioè che gli ascolti siano 4 o 1000 non so chi può dire di"avere la verità in mano"...

    anche perchè in questo campo non si parla di verità assolute,"scientifiche"...

    quindi non trovo corretto e assoluto che "siccome tizio piace a tutti chi non lo ama dice una falsità"...

    avrò pure cominciato "da poco" ad ascoltare e comparare ma penso anche di essere in grado di poter esprimere un mio parere...personalissimo e opinabile.

    ma è un PARERE non una sentenza...

    se ho dato agli altri la stessa impressione che ho dato a Ludwig spero che questo post sia chiarificatore...

    Ciao cara, sei venuta quì a far casino ? :lol:

    Scherzo naturalmente.

    Totalmente d'accordo sulla legittimità delle proprie preferenze (specialmente se motivate in modo coerente come hai fatto tu), poi ci si confronta si cambia idea, putroppo il fondamentalismo è sempre in agguato :mellow:

  9. Un consiglio: che incisioni delle sonate mi consigliate? Chi sono i migliori autori di beeth nelle sonate?

    Se vuoi risparmiare allora devi comprarti un'integrale (tra le tante direi Backaus, Arrau, Brendel seconda incisione Philips anni 90).

    Altrimenti, o comunque in seguito per le sonate che ti piacciono di più, vai sulle singole edizioni.

    In questo caso la cosa diventa molto soggettiva, direi qualsiasi cosa trovi di Richter, Gilels, le ultime sonate fatte da Pollini, qualcosa di Ashkenazy, l'Appassionata di Serkin, la Patetica di Lupu.

    Sicuramente mi sono scordato tanti altri nomi che altri ti faranno, mi sa che alla fine avrai le idee un po confuse :scratch_one-s_head:

    ciao

    lichtental

  10. Domanda a bruciapelo:è una caratteristica di Beethoven utilizzare il pollice sui tasti neri o è la diteggiatura utilizzata in questa edizione che possiedo (Frugatta)?

    Fryderyk

    Ho i miei dubbi che Beethoven mettesse le diteggiature, sono quasi sempre opera del revisore (e non vanno prese come oro colato, se ti risultano scomode chiedi consiglio al tuo maestro)

    Ciao

    lichtental

  11. Ragazzi non fate come al solito che non rispondete ai miei topic :P questo è fondamentale

    il 10 giugno devo suonare l'organo ad un matrimonio e l'ho saputo solo oggi...premesso che suono bene il piano ma non sono molto a mio agio con l'organo, che suono???? devo suonare due pezzi a mia scelta, uno per l'inizio e uno per la fine della funzione...seppellitemi di consigli e magari anche di spartiti...ah, pure se ci fosse qualcosa dove si usano pochissimo i piedi, o dove anche se non si usano non si avverte la differenza...aiutatemi confido in voi

    Generalmente all'entrata degli sposi viene suonata la marcia nuziale di Wagner ed all'uscita quella di Mendelssohn, però non ho idea della difficoltà di suonarle con l'organo.

  12. Uffa. Uffa. Uffaaaaaaaaaa!

    Io ci morirò sull'improvviso. Cosa cavolo devo fare oltre a varianti, cambi d'accento, scalate di metronomo per quel cavolo di pezzo? Il suono fa sempre cagare :( :(

    Vi dico domani, dopo che ho fatto lezione, se sul piano serio viene benino.

    Sul mio di sicuro fa sempre schifo. :(

    Prova per qualche giorno a suonarlo come se fosse un adagio con grande espressione, concentrandoti esclusivamente sulla qualità del suono ed esagerando il fraseggio. Poi piano piano lo riporti a velocità cercando di controllare sempre il suono, mano a mano che aumenti la velocità sposti la tua attenzione dalla singola nota alla battuta, alla frase fino ad avere l'intera visione del pezzo.

    Facile no ? :D

    Buon lavoro :rolleyes:

  13. Ottimo topic!

    Aggiungo a quelli già citati da te "L'arte del pianoforte" di Heinrich Neuhaus, traduzione di A. Alleva, Rusconi Libri (1996). Insieme a quello di Sandor, è sicuramente l'opera più esaustiva e completa. L'autore ha raccolto in questo libro l'essenziale della sua esperienza didattica ed artistica sviluppata a contatto con ogni genere di allievi, fra i quali spiccano Svjatoslav Richter, Radu Lupu ed Emil Gilels.

    Quoto !

    Un libro fondamentale per chi ama il pianoforte e la musica in generale.

  14. Peccato che Tolstoj, quando è venuto il suo turno, l'abbia giudicata con lo stesso garbo d'una scrofa in un campo di granturco...

    Stai parlando del racconto "La sonata a Kreutzer" ?

    Ho dei ricordi sfumati di quella lettura, ma non mi sembrava un giudizio così tremendo. Mi pare che sostenesse (affermazione certamente opinabile) che il primo ed il terzo movimento non fossero all'altezza di quello centrale.

  15. Questione interessante e che mi sono posto anch'io...

    Direi:

    1. si tratta sempre o di registrazioni anni 70 - 80 o di orchestre/esecutori di non primissimo piano

    2. il margine che fanno è sicuramente basso ma le vendite sono piuttosto sostenute.

    3. il costo dell'hardware (CD - cartoni, ecc.) è basso per volumi elevati... per cui incide poco

    LK

    p.s.: magari non ci guadagnano e fra un po' chiudono :lol:

    C'è da dire anche che nel prezzo di un CD la parte del leone la fanno i costi di produzione.

    Nel caso della Brilliant raramente sono loro progetti, perlopiù sono registrazioni fatte da case discografiche non più sul mercato o che comunque ne hanno ceduto i diritti.

  16. 10 Dicembre, ore 21

    Teatro della Pergola, Saloncino - Turni A, C

    THOMAS QUASTHOFF, basso-baritono

    CHARLES SPENCER, pianoforte

    I grandi Lieder di Schubert (II)

    F. SCHUBERT: Die Schöne Müllerin op. 25 D 795.

    Io vado senza ombra di dubbio...

    Meraviglioso !!!

    A lei è piaciuto ?

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