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Viola del pensiero

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I successi di Viola del pensiero

Qualcuno

Qualcuno (2/21)

  1. Come costi va un po' meglio (anzi credo decisamente meglio) nelle scuole civiche, peccato che non esistano ovunque
  2. Capisco, allora effettivamente è tutto un altro discorso. Resto in attesa di sentire l'esperienza di qualcuno che abbia avuto la "faccia tosta" di presentarsi con una preparazione diciamo "non perfetta"... Non so per il pianoforte, ma ti posso fare l'esempio degli archi: i corsi che c'erano nel tradizionale sono rimasti tutti, anche se sotto altre forme, tipo di teoria e solfeggio resta poco perché si suppone che uno l'abbia già fatta... Mentre materie nuove e quindi potenzialmente inutili sono pedagogia musicale, tecniche di espressione corporea, informatica musicale e una lingua straniera. Certo non servono per diventare dei virtuosi, però credo possano tornare utili nella vita professionale... Forse il problema è che con tanti corsi ci si trova ad avere poco tempo per le lezioni e lo studio dello strumento, ma allora basterebbe togliere qualche ora alle lezioni di armonia e analisi
  3. Già, il Paganini novantenne dovrebbe seguire i corsi, almeno sicuramente una buona parte... Ad esempio ci sono attività come coro e orchestra che non hanno relativi esami ma sono "semplici" idoneità: se non si frequenta e non si "supera" non si ottengono i crediti necessari per la "laurea". Dal punto di vista di chi non ha cominciato nei tempi "canonici" questa riforma ha il vantaggio di permettere a tutti, senza limiti d'età, di tentare l'iscrizione al conservatorio, sebbene solo dopo aver raggiunto un certo livello (almeno finché i corsi preaccademici non diventeranno la regola). Certo non potersi più diplomare da privatisti è una bella seccatura, a maggior ragione per chi ormai s'era avviato su questa strada. Però saper suonare significa anche e soprattutto saper suonare con gli altri e questo nel vecchio ordinamento, a parte la prova di quartetto, per i privatisti non esisteva. Qualcosa di buono dunque c'è... Quanto al cosa fare dei propri studi musicali, condivido il tuo smarrimento
  4. A proposito di doppia frequenza, ho appena letto questo. Avete notizie più recenti in merito?
  5. Come dice giobar, bisogna essere iscritti, cioè interni, salvo la possibilità (in rari conservatori) di seguire corsi singoli, ma in quest'ultimo caso l'anomalia è che con la riforma non esiste più una licenza di teoria e solfeggio, ma solo una sorta di prerequisito che dovrebbe essere verificato al momento dell'ammissione o immediatamente dopo, su questo punto non ne so molto. Corsi singoli a parte, quindi, l'unica possibilità è seguire un corso completo all'interno del conservatorio. Esistono i livelli preaccademici, argomento ancora piuttosto oscuro e sul quale ti dovresti informare direttamente in segreteria, e poi ci sarebbe il triennio (ora ordinamentale: vedi qui), che corrisponde a una laurea triennale ma che richiede all'accesso un livello da vecchio VIII corso. Quindi dovresti valutare tu... @ chiunque sapesse rispondere: in cosa consistono questi benedetti prerequisiti per il triennio? Spesso si legge che se non superati diventano debiti da colmare assolutamente entro il primo anno. Qualcuno li ha dovuti affrontare? E se non si superano cosa succede? Ti cacciano con tanto di insulti?
  6. Benvenuti a tutti e in particolare alle ultime due utenti che stanno muovendo i primi passi, non disperate alle prime difficoltà e vedrete che ne vale la pena! E suvvia, cerchiamo di sentirci giovani (vale anche per me, che mi abbatto spesso e volentieri )
  7. Sì, magari 30 minuti per cominciare sono sufficienti, ma poi 45 diventano il minimo indispensabile. Io sono costretta a lezioni da 45 e e mi sembrano così brevi
  8. Quoto. Oppure: www.musafiaitalia.it
  9. Rispolvero questi post "antichi" Thomastik quali? Dominant, Spirocore, Vision...? Di pece ho la Gustave Bernardel, ma non faccio distinzioni tra inverno o estate, né sono un'esperta. Tutto ciò che riguarda la viola, dagli spartiti agli accessori, è merce più unica che rara Anch'io mi sono decisa a cambiare mentoniera... La viola me l'hanno venduta con una scomodissima, modello Varga tipo questa. All'inizio mi impiccavo letteralmente, ora mi ci sono abituata ma è davvero scomoda! Ho pensato di prendere un classico modello Guarneri, ma dato che i negozi in città dovrebbero comunque ordinarla, la prenderò online (non su quel sito comunque). Ma una mentoniera per violino è sempre adattabile, attacchi a parte? Intendo dire per quanto riguarda l'"incastro" con la cordiera. E il legno porta dei vantaggi, o è solo una questione di pregio? Quanto alla spalliera, uso una Kun ma a volte mi dà fastidio. Col violino ho sempre avuto una Wolf forte secondo ma il mio insegnante me l'ha sconsigliata per la viola perché sarebbe troppo alta. Voi che spalliera e mentoniera usate? Consigli?
  10. Le corde che hanno in negozio possono essere vecchie di anni e rischiano di rompersi dopo pochi giorni (esperienza personale). Ci sono negozi online che le garantiscono nuove di fabbrica, e le spese di spedizione le compensi con il prezzo decisamente inferiore rispetto al negozio sotto casa. Io ti consiglio le Pirastro Tonica, le trovi a 20 euro anche se costerebbero il doppio, e personalmente le trovo migliori delle Dominant. Ma è questione di gusti, e prova anche a chiedere alla tua insegnante!
  11. Io invece adoro le suites, ma quella incisione della Imai non mi convince proprio... Ne conoscete altre? Tutti state facendo la terza, anch'io potendo scegliere l'avrei studiata, ma "m'è toccata" la seconda, altrettanto bella. Dunque, sto "studiando": Bach, preludio della suite n.2 (allemanda in arrivo) Piazzolla, Dos piezas breves para viola y piano studi vari, tra cui Mazas, Wohlfahrt e Hoffmeister Attendendo conferma da una violinista, il primo duetto di Mozart per violino e viola Fede quanto sei fortunato... Per me la maggior parte dei pezzi rimane off limits, e i pochi brani che mi capitano sotto mano fanno una brutta fine
  12. Difficile scegliere, però voto der Schwanendreher. Bellissimi anche Bartok e Walton, di nuovo Hindemith con la Kammermusik e Trauermusik, e Berlioz. Dei classici metto a parimerito Hoffmeister e Stamitz. edit: dimenticavo Penderecki. Ora basta che sennò li nomino tutti
  13. Anche a me veniva in mente solo la sonata di Paganini... Domanda ingenua: che senso ha il virtuosismo sfrenato? Quando sento un pezzo altamente virtuosistico penso con ammirazione "che bravo/a, io non ne sarò mai in grado", ma emozionalmente non mi trasmette granché. Certo riesco a distinguere tra chi suona con interpretazione e trasporto e chi sta pensando solo ad infilare tutte le note giuste, però anche nel primo caso non mi resta molto... Questione di gusti o cosa?
  14. Delle Dominant ho un pessimo ricordo per quanto riguarda il violino, ma non so come siano sulla viola. Per ora mi trovo bene con le Spirocore: suonano bene, reggono agli sbalzi di temperatura e per ora anche all'usura.
  15. Stupenda, un vero capolavoro! Anch'io facevo parte di quelli tentati di studiare Glinka... Ma poi mi sono autolimitata e, per iniziare, con la "mia" prima pianista partiremo dall'Elegia di Glazunov e dalla Reverie di Wieniawski.
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