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Pee Wee

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  1. Ero convintissimo di aver letto da qualche parte che Carbonare per quest'esecuzione si fosse messo a studiare il bassetto e se ne fosse fatto costruire uno ad hoc. Ma, devo avere le traveggole, perchè non sono riuscito a rintracciare il pezzo che mi pareva di ricordare.
  2. Mi permetterei anche di sottolineare lo studio compiuto dall'esecutore sulle cadenze (soprattutto nel primo tempo). Tanto che alcuni hanno anche parlato di "eccesso" nell'utilizzo di questo aspetto. In ogni caso, comunque la si voglia vedere, direi che costituisce una prova più che eloquente di approfondimento, ricerca e capacità di analisi non comune. pw
  3. Ciao MAestro. Constato, con piacere, che hai mantenuto il dono di una grande chiarezza e ti rifaccio i miei complimenti. Quello che tu scrivi è inappuntabile. Resta, però, pur sempre un fatto indiscutibile: quale è il ruolo da assegnare alla volontà dell'autore? Abbiamo la fortuna di poter ascoltare molte esecuzioni di propria musica da parte degli autori. Alcuni sono stati considerati pessimi esecutori della propria musica. Altri hanno lasciato testimonianze confinate nel novero dell'archeologia e completamente superate. LA musica unica (forse) fra tutte le arti, consente spazi inimmaginabili di libertà. Proprio sicuro di volerci rinunciare? Forse sono completamente OT, nel qual caso, chiedo scuso e cancella pure quanto ho scritto. ciao. pw
  4. Ciao Lorenzo94. Io, veramente, vorrei provare a parlarne e non ho criticato nulla, fino a questo momento. Però, fino a quando non saprò a quali esecuzioni ti riferisci e per quali ragioni hai maturato il tuo convincimento, risulta (per me) impossibile discuterne. O meglio, residua solo il festival del generico e dell'ovvio (questo è +/- profondo di quello, +/- fedele, +/- bravo, ecc.). Del tutto ovviamente: chiedere è un diritto, rispondere una cortesia. Se la mia domanda è seccante o inopportuna, fammelo sapere e mi taccio. (Del tutto ovviamente: super ben accetta anche l'opinione del tuo insegnante, nel caso in cui tu abbia bisogno di sentirlo preventivamente per fornire una risposta. Un'opinione qualificata, purchè motivata, per me non può che costituire fonte di riflessione proficua). ciao pw
  5. Ciao a tutti. Scusate l'intromissione. Lorenzo94, ho letto con sincero interesse le tue osservazioni su Carbonare. Purtroppo, per mia ignoranza ed incapacità, non riesco a percepirne pienamente il contenuto. Di primo acchito non le condividerei, ma resta pur sempre il dato di fatto insormontabile della mia ignoranza che induce a cautela. Nel caso in cui tu lo ritenga opportuno, potresti, per cortesia, indicare dei brani in cui Carbonare risulta musicalmente "leggerino" e altri no? Ovviamente, brani registrati, in modo che io possa almeno provare a capire. Proporrei di escludere, ma solo per un primo approccio, il parallelo con Pay. L'utilizzo di strumenti particolari renderebbe difficile intendersi. A presto pw
  6. Ciao Maestro. Trovo che il basso yamaha (lo ribadisco) sia un ottimo strumento. Del resto, è quello che ho io Mi sono adeguato, per evitare contestazioni, ad una vetusta opinione dei clarinettisti, soprattutto degli orchestrali, che rivendicano straordinarietà timbriche indicibili ai Selmer. In realtà lo yamaha viene comunamente suonato nelle grandi orchestre ed ha prestazioni assolutamente ottime. Ho avuto pochi rapporti con i Selmer e moltissimi con i Buffet (che, ancora oggi, godono di minor fama rispetto ai Selmer fra i bassisti). Proprio volendo essere pignolissimi potremmo trovare due difetti. Ha un eccellente timbro ma, forse (rispetto ad un Buffet) ha una complessità timbrica minore. La meccanica dei tamponi bassi, poi ha delle particolarità e non ho ancora capito se sono un pregio o un difetto. Questa la mia opinione, ovviamente. Sarebbe bello che un bassista dicesse la sua, così potrei imparare qualcosa. L'ho sentito usare come strumento solista anche nella contemporanea e, devo dire, che a mio avviso anche lì la sua porca figura la faceva ciao pw
  7. Ciao. Sono stupito di come la c.d. crisi colpisca solo i consumatori e non i venditori. Devo andare con la memoria a qualche anno fa (3,4) e, quindi, potrei anche sbagliarmi, ma, più o meno queste sono le cifre. Allora lo yamaha aveva come prezzo una cifra che si aggirava intorno ai 4600-4700. Il selmer costava già 7200, il Buffet, se non erro, 6500-6800. Bada bene: parlo di prezzi nei negozi italiani, non di prezzi effettivi che praticavano i venditori, quando andavi a comprare. Il divario, quindi ed ai tempi, era notevole. Quanto l'ho pagato io? Non so se sia una cosa giusta dirlo. Facciamo così: ho trattato subito una cifra pari al 10,8695652173913043478260869.....% di sconto e, poi, un paio di centinaia di euris li ho rapinati in merce. Mi sono seduto, trasmettendo la sensazione dell'inamovibilità e, con molta calma, con molta pazienza, ho esposto le mie ragionevoli richieste. 4 SCatole di ance, lo stand K&M, bocchino vero, tracolla e poi, banalità varie quali grasso, stracci per asciugatura, ecc. Alla fine, mi hanno accompagnato all'uscita, pregandomi di non farmi mai più vedere Più o meno, ti ho detto, quanto l'ho pagato pw
  8. Concordo pienamente con Maestro. Anche nel jazz sempre più frequentemente si usa il discendente. A favore dell'altro rimarrebbe la più volte affermata ma (secondo me) mai pienamente dimostrata, teoria della "maggior sonorità". Però, se vedi la trascrizione del bellissimo solo di Dolphy "God bless the child" (trovi la sua esecuzione anche sul tubo), troverai molti re bassi. Il prezzo? E' un argomento drammatico per il basso. Pochi anni orsono ho affrontato il tuo stesso problema. Ho scartato subito gli ebonite perchè, alla fin fine hanno pur sempre un prezzo più che decoroso e, ti forniscono uno sviluppo più che limitato. Mi sono, quindi, indirizzato verso l'usato ma, almeno in quel momento, le occasioni che ho trovato, direi che non potessero essere definite propriamente "occasioni". Delle botte da far paura! Alla fine, dopo vari mesi di ricerca, mi sono indirizzato verso una yamaha YCL-622II. E' la serie professionale. Ho trovato una situazione contingente che mi dava un buon prezzo (pur sempre uno sproposito). E' un ottimo strumento. Non ti riferisco il mio giudizio che non conta nulla. Certo, raffrontato a Selmer e Buffet, ha una marcia diversa. Ha anche un prezzo molto, ma molto differente, però! Non trovo corretto dirti quanto l'ho pagato. Ti dirò unicamente che mi è costato 200 euris in più di un Selmer usato (già comprato usato da chi lo vendeva) che mi era stato offerto. Probabilmente un bassista dirà che sono stato un idiota. Può essere. Però, il mio consiglio è questo: cerca nell'usato e non perdere di vista la serie professionale yamaha. Può capitarti, come a me, l'occasione di un negoziante che voglia vendere. Del resto, le serie professionali yamaha, per quanto disprezzate hanno pur sempre difetti assai minori dei pregi. E, sul punto, poco alla volta iniziano a concordare tutti. Costano pure meno...che vuoi, di più? ciao pw
  9. Ti ringrazio Mau70, mi hai rincuorato. Quando ho letto termini come talento e arte, mi è venuto un soprassalto. Ho temuto di trovarmi di fronte all'ennesima glorificazione di insegnanti incompetenti e frustrati. La componente filosofica, cresce, ma vabbuò...famoci stare pure quella. A quanto pare, in Maremma, oltre al latte di bufala abbonda anche la filosofia. Speriamo che il latte sia migliore, assai migliore, di questa filosofia. Saluti da Ticinum Papiae. pw
  10. Scusami, Mau70, ma tante cose può essere l'insegnamento. Probabilmente, non arte. Deve, forse, essere: conoscenza, approfondimento, capacità, fatica, umiltà........... Vogliamo forse cancellare almeno cinque lustri di pedagogia? Scusami, ma tanta fatica è costata e mo' ...arrivi tu, bello bello dalla Maremma? pw
  11. Ho sempre sospettato che tu fossi uno come noi. Benvenuto! pw
  12. Pee Wee

    Emissione

    Ciao, in primo luogo, ti ringrazio per la risposta. Comprendo perfettamente che, in generale, tutti gli esercizi e, in particolare, esercizi così delicati come quelli di cui stiamo parlando, necessitino di un insegnante. Preciso, però, che non ero interessato alla segnalazione di esercizi "per me". Sono interessato, viceversa, a capire a quali esercizi si fa riferimento quando parliamo di "smontare il giocattolo" oppure di "sviluppare il controllo di ogni singolo apparato coinvolto nella produzione ..." e comprendere quale esercizio sia riferito ad un singolo, specifico aspetto. tutto qui. ciao pw
  13. Pee Wee

    Emissione

    Ciao, o Tosco che per la città del foco vivo ten vai così parlando, tu provochi una domanda e io te la faccio. Quali esercizi? A gente come me, ogni esercizio "giusto" farebbe bene. ciao saverio p.s.: Come gira? p.s. 1: come va nelle colonie terapeutiche? Vitto e alloggio decorosi?
  14. Ciao, se è così, allora fossi in te ascoltarei e riascoltarei moltissimo la Caballè. Tu stesso hai ricordato una delle sue caratteristiche. Pochi hanno avuto la sua capacità di smorzare le note acutissime in una lamina di suono che si assottigliava fino a pianissimi incredibili (alcuni li hanno giudicati persino innaturali e non teatralmente proponibili). Così, sui due piedi ricorderei il do acuto di o cieli azzurri dell'edizione diretta da Muti e il reb dell'aria del I atto della Traviata con Pretre dell'RCA. Poi, si tratterebbe di discutere della differenza fra voce strumento e voce interprete, ma qui la discussione diventerebbe infinita. pw
  15. Non che conti molto ma condivido tutto, soprattutto il giudizio sul più grande Arnoldo del '900 Ho visto che non ne avete parlato, ma penso che un posto di rispetto meriti anche un altro tenore: Chris Merrit. Ovvio, neppure lontanamente paragonabile a questi mostri sacri. Però, mi sembra abbia risolto in modo egregio alcune difficoltà vocali della parte e del registro acuto ricorrendo ad un'esecuzione mista petto testa che non gli è riuscita male. Vabbè...poi....su altri versanti....non è stato così brillante. Che ne dite? ciao pw
  16. Pee Wee

    artie shaw

    Da goodmaniano sfegatato, ho sempre nutrito una passione esagerata per artie shaw. Soprattutto per il suo clarinet concert. />http://www.youtube.com/watch?v=OMOi5vtxCbA Qui lo vedete in una versione cinematografica (un po' abbreviata, ma la presenza di fred astaire come cameo, che ha danzato volando sui dolori del mondo, rendeva obbligatoria la citazione). Ne trovate una miriade di versioni sul tubo. Musicalmente non è niente di che, a mio avviso. Non è un pezzo innovativo, per quanto posso capire. Il virtuosismo c'è, ma non è niente di trascendentale (anche se, per gente come me, è tutt'altro che semplice). Che ne pensate? Se vi chiedessero mai cosa è il clarinetto, trovereste un pezzo migliore di questo per descriverlo? (Dio Mozart, mi perdoni). Ritmo, boogie, glissati, intera estensione, lenti, cambi di ritmo, musica prodotta per il solo piacere di farla ascoltare, senza tanti lambiccamenti. Per me, artie shaw, è stato un grandissimo. Il selmer con cui ha inciso begin the beguine è conservato in un museo Che ne pensate? pw p.s.: 4 o più mogli (ava gardner compresa). Quando gli chiesero come mai, rispose "why not?". Un mito sciovinista
  17. Pee Wee

    Emissione

    Tanto vale andare in ospedale e fare una seria spirometria. Più serio, più efficace, più certo, più economico. Il mio consiglio, da non seguire, è: fuma che male, fa malissimo. Ma, non preoccuparti, c'è tanto di peggio. Il footing nello smog, le manie pseudo salutiste, mangiare "sano", pensare "bene", ritenere di pensare come leister, ecc. Tutta roba che ti fa secco in men che non si dica. Soprattutto, non "cercare di smettere". E' pernicioso: o smetti o non smetti. Smettere, però, è facilissimo. Difficile è non ricominciare. Penso di aver smesso 8.949.567.498.756 volte......e, adesso...... Ho ricominciato 8.949.567.498.757 volte pw
  18. Pee Wee

    Rigoletto

    Ti ringrazio Pinkerton. Pur essendo bergonziano ante litteram (lo ammetto, casomai non si fosse inteso) ho sempre ritenuto che per Rodolfo ci volesse altro. Lo dovrei risentire in tutta l'opera essendo passato troppo tempo da quando ho sentito la sua Boheme. Ma, qui, mi ha colpito. Per uno che ha macinato tutta la vita Radames, Don Alvaro, Manrico, Riccardo, i suoi accenti, le sue inflessioni, alcune smorzature accennate (sib di chi son?) come Rodolfo, penso siano cose di grande valore. Forse non idiomatico, ma sicuramente notevolissimo. Per quanto riguarda il do acuto, richiamerei l'attenzione di max sull'incisione mixata che avevo postato in cui le strofe della pira sono cantate uan da Corelli e l'altra da Bergonzi. Quelli di Corelli, non sono do di petto, sono missili terra aria, tonnellate di suono scagliate contro il cielo. Peraltro, Corelli, queste cose pare le facesse solo in sala di incisione perchè dal vivo abbassava, di solito, la pira (fifacchia da palcoscenico, cosa di cui Bergonzi mai ha sofferto). Ma, sono e restano due cose diverse. Muscoli (peraltro, assai ben governati) e preparazione. Ho sentito tempo fa un'intervista a Bergonzi in cui questi spiegava che il do di petto non può essere un problema. Lui sosteneva che la voce è una sola e che se la voce sta bene ed arriva, ad es. al sol (od a qualsiasi altra nota), non c'era alcuna ragione per dover temere di non prendere il do di petto. Mi sembra molto emblematico del suo approccio "tecnico" al problema. ciao pee wee
  19. Pee Wee

    Rigoletto

    Ogni giudizio è, per forza di cose, relativo. Se riteniamo corto un tenore che non sale agevolmente sopra al do acuto, allora lo era. (ma quanti non lo sono?) Se, invece, facciamo riferimento all'estensione (diciamo arbitrariamente e tanto per intenderci) propria del tenore (fino al do...di petto...per capirci), allora non lo era affatto. I suoi acuti, grazie ad un'impostazione puntuale della voce, erano si costruiti, ma facili. La sua voce non aveva il metallo nobile di tanti voci privilegiate e, quindi, non avendo una tromba d'argento in gola, Bergonzi non è diventato famoso per questo. Sul tubo trovi moltissimi suoi si bemolle, si naturali e qualche do. Curioso questo mix: />http://www.youtube.com/watch?v=u4s1rxHfFSM
  20. Pee Wee

    Rigoletto

    L'applauso è sincero perchè, al di là della mia irrilevante e incompetente opinione, hai detto una cosa chiara e argomentata. La mia opinione non vale quel granchè, ma visto che mi ci tiri, provvedo subito. Posto che la tua opinione contiene un paradosso, a ben vedere, spero che accetterai per risposta un altro paradosso. Lasciamo stare i Tauber e i Mc Cormack. Io direi che il più grande Duca del '900 è quello che ....non abbiamo mai sentito: Lauri Volpi del '22 alla Scala. Questo naturalmente se le cronache sono vere, se quanto ci hanno detto ha un fondamento, se quel Lauri Volpi -in giovane età- è riuscito a fondere i diversi aspetti del complesso personaggio, portando ad unità (cosa che, dopo non gli è più riuscita). Comunque, se vuoi mi espongo ancora di più. Accettando che un'edizione o un cantante di riferimento nel Rigoletto e non solo, alla fine si riesce ad ottenere solo sommando i vari segni meno e contando dove se ne è raccolto un minor numero, io direi: DG 1963. Se devo, invece, restare solo al personaggio del Duca, fra quanti lo hanno inciso in modo integrale, gratta gratta e rigratta....sempre lo stesso viene fuori, con tutti i suoi difetti e le sue mende: big Luciano (soprattutto dal vivo). LA parte del Duca ha anche discrete difficoltà vocali, anche se non vistosissime (Ballata, duetto, puntature all'acuto da svolgere all'interno della frase e non con un gesto atletico). MA, forse questo è un discorso più complesso sulla vocalità del tenore verdiano che risente per molto tempo di formule di derivazione belcantistiche (???)che si sentono ancora successivamente (ad es. Riccardo) in attesa della svolta di Don Alvaro e Radames ed a questo deve unire patetismo e lirismo segnati da periodi storici in parte differenti. Per quanto concerne la complessità dell'aspetto psicologico di difficilissima resa nel Rigoletto non sottacerei che lo stesso problema affligge anche proprio lo stesso Rigoletto: patetismo, insurrezionalità, tenerezza, giustizialismo, ecc. ecc. Adesso, però, che ti ho detto la mia ...non lapidarmi per le fesserie ciao pee wee
  21. Pee Wee

    Rigoletto

    Caspita! I miei più sinceri complimenti per l'audacia e il coraggio! Non condivido (anche se il giudizio è stato sagacemente limitato a colore ed emissione), ma fa niente....il coraggio merita sempre un applauso. ciao pee wee
  22. the importance of being earnest
  23. Purtroppo non ho mai provato un Bucchi e, per quanto ho letto qui, temo mi sia mancato decisamente qualcosa. In linea assolutamente generale, però e prescindendo dai Bucchi che non conosco e facendo riferimento alla Pomarico che ben conosco, direi che: - i bocchini in cristallo sono tendenzialmente più chiusi; - il cristallo, a parità di apertura richiede delle ance di circa mezzo numero più morbide, così almeno mi hanno insegnato. pw
  24. Per quel che vale la mia opinione, quando parlo di suono parlo di tutte quelle cose cui fai riferimento, aggiungendovi anche bellezza, colore, ecc. pw
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