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Florestan

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  1. Quello è su YT ed è bello anche da vedere: Questa è la prima cantata, ma ci sono anche le altre cinque. Molto analitico e "pimpante". Mi chiedo solo se Bach abbia avuto a disposizione musicisti e cantanti così preparati...
  2. Torno sulla Quinta. So che per molti è una bestemmia, ma non credo che Wand abbia più replicato il senso d'urgenza e di equilibrio "leggero" e allo stesso tempo ineluttabile che si respira nella sua incisione per l'integrale con l'Orchestra Sinfonica della Radio di Colonia: in questo momento è il mio riferimento per quest'opera mastodontica, che troppi interpreti fanno diventare pesante e farraginosa.
  3. Volevo condividere questo gioiello: @Wittelsbach e a chi gradisce.
  4. Le ultime tre del doppio disco intere, le altre a pezzi, ma mi riservo di ascoltarle con MOLTA più attenzione e quando gli impegni di lavoro mi lasceranno respirare un po' di più.
  5. Mi sto dedicando all'ascolto delle cantate nell'incisione di Gardiner, reperita in mp3: proprio vero che sono molto più briose di quelle incise dall'atemporale e imperturbabile Suzuki (non necessariamente un difetto, ma alla lunga stanca un po'. A proposito, chi diceva che l'interpretazione nel repertorio bachiano non conta nulla? Ah sì, Hurwitz...) E devo dare un'altra volta ragione a @Ives, il che ormai sta diventando un'abitudine: questo disco non è per nulla inferiore all'Oratorio di Natale della Bach-Stiftung di Lutz, anzi l'orchestra la trovo più analitica e il coro (vabbè
  6. Si tratta del volume che racchiude le cantate BWV 61, 62, 36, 70, 132 e 147 (quest'ultima è la celeberrima Herz und Mund und Tat und Leben che si chiude con il famosissimo corale Jesus bleibet meine Freude...) Dedica facile: ovviamente @Wittelsbach e @Ives ma anche @Snorlax @Madiel e a chiunque gradisca.
  7. La ascolterò con attenzione, ma confesso di avere ben pochi riferimenti per quest'opera.
  8. Ascoltata per intero, la Quinta diretta da Herreweghe sembra un'occasione mancata; lodevole il tentativo, ottimi direttore e musicisti, ma il risultato non è entusiasmante come ci si potrebbe aspettare dalla somma dei componenti. La Quinta è anche il punto più basso toccato da van Zweden nel suo box: troppa lentezza non si addice a quest'opera. E anche Abbado, certo molto più calibrato, comincio a trovarlo troppo "liscio", troppo "rotondo" per questa sinfonia (non riesco a esprimermi meglio). La verità è che della Quinta non ho ancora trovato un'incisione che mi convinca del tutto...
  9. Lo avevo visto, poi l'ho perso... Mi dispiace immensamente per la tua perdita. Fa' quello che ti senti, personalmente leggere i tuoi contributi mi dà un bel po' di spunti di riflessione altrimenti per me rari.
  10. Consiglia quella con i Wiener perché non gli piace l'Orchestra del Festival di Lucerna, e lo ha anche ammesso nelle sue risposte su YouTube. E poi i Wiener a suo parere "valorizzano" Abbado, che non gli è particolarmente simpatico (come se non fossero proprio i Wiener a scegliere i direttori con cui lavorare... ma qui entriamo nelle idiosincrasie di Hurwitz, su cui c'è un intero topic, mi pare curato proprio da te). Trovo la lettura di Abbado con i Wiener ottima, ovviamente, ma quella di Lucerna è giusto un filo più personale: e non è certo suonata peggio. Dohnanyi è stato ed è un grande
  11. Ogni riferimento al progetto ormai a uno stadio abbastanza avanzato dell'integrale delle cantate della Bach-Stiftung di Robert Lutz è puramente casuale 😎 Grazie anche a te per le preziose e quasi esaustive impressioni d'ascolto!
  12. Ovviamente sono direttori diversissimi, li citavo insieme perché hanno provato a interpretare Bruckner in modo diverso rispetto alla vulgata del puro folle cattolico mezzo Dio e mezzo scemo. Jansons e l'allievo Nelsons mi sembrano più vicini ad un approccio puramente estetico alle sinfonie bruckneriane, approccio che risente della lezione di Karajan (che cominciò incidendo un Bruckner ligio alla tradizione, ma ha finito con una sua lettura originale); Wand, che adoro, ha dato letture diverse fra loro, ma tutte con una coerenza di fondo e l'attenzione tradizionale all'aspetto monumentale e reli
  13. Ho avuto modo di ascoltare alcuni dischi dell'integrale bruckneriana di Janowski per l'Orchestre de la Suisse Romande, e devo dire che mi piace molto. L'approccio del compianto direttore polacco mi ricorda quello del connazionale Skrowaczewski, forse ancora più marcato in direzione di quella tradizione bruckneriana di cui provavo a parlare nel precedente post: è un approccio senza rischi, nel senso che con Bruckner funziona sempre in mano al direttore che conosca quella tradizione interpretativa, e Janowski mostra di conoscerla bene. Tradizionale anche la scelta delle versioni delle sinfo
  14. SALVIAMO BRUCKNER DAI BRUCKNERIANI Ripensavo a un video di David Hurwitz dal titolo programmatico: "Perché tanto cattivo Bruckner?" A suo dire, oggi si registrerebbe quasi solo del pessimo Bruckner per motivi discografici. Già altrove ho espresso le mie perplessità su questo discorso, che non coinvolge certo il solo Bruckner, anzi: cosa si dovrebbe dire allora di certo Beethoven, per fare un solo esempio? Ascoltavo recentemente le letture bruckneriane di Jaap van Zweden con la Netherlands Radio Philharmonic su Spotify, e se non costassero molto (ma recentemente su Amazon il cofanetto
  15. Ricordo di aver letto una vecchia conversazione fra Corrado Augias e Roman Vlad in cui entrambi lamentavano il fatto che nei teatri ormai le manifestazioni di disapprovazione fossero scomparse e che si applaudisse indiscriminatamente tutto, anche ciò che non si capiva: ed erano gli anni Ottanta, con il politically correct ancora molto di là da venire.
  16. Disco splendido anche questo. Copertina a parte...
  17. Per la Messa in si minore, mi rivolgo a questa: che è un vecchio disco del 1993 meritoriamente ristampato dalla Brilliant.
  18. Grazie. Anch'io, potendo, mi orienterei su Gardiner, i suoi solisti barocchi e il suo Monteverdi Choir. Interessante il piccolo organico di Kuijken, magari più rispondente alla prassi esecutiva di Bach nelle cantate (forse non nei grandi oratori), e condivido senza riserve il discorso sui boxoni. Intanto va avanti il progetto della Bach-Stiftung svizzera di Lutz di incidere tutte le cantate: quello che ho sentito finora è eccellente, su YouTube si trovano anche dei video tratti dai DVD, consiglio a tutti di darci uno sguardo anche a tempo perso.
  19. Capitolo Cantate: chi le vuole tutte ha diverse scelte: questa oppure questa oppure, quando sarà disponibile fisicamente, questa ma poi, scoraggiato dai prezzi (su Amazon poco più di 200 euro Gardiner, 230 Koopman, Suzuki una selezione di 15 CD la danno a 60 euro: facendo le proporzioni e tenendo conto che questi sono SACD...), finirà per orientarsi sulle vecchie incisioni di Rilling su strumenti moderni a un prezzo decisamente più abbordabile, oppure su questa Tutto Bach a poco più di 150 euro: Cantate Harnoncourt-Leonhardt, Suites Alan Curtis, Partite
  20. Telemann, concerti per strumenti a fiato A quanti debba controdediche
  21. Dedica speciale a @Madiel per aiutarlo a superare questo momento
  22. La Tafelmusik più recente, e secondo me più consigliabile, è questa (tutta su piattaforme di streaming): Bellissimo il cd con le Ouvertures eseguite dall'ensemble Zefiro di Alfredo Bernardini, citato qualche post fa. Per chi voglia confrontare direttamente la Musica sull'acqua di Telemann con quella decisamente più celebre di Handel, c'è questo disco molto bello sempre dellla stessa compagine:
  23. Gran bel disco quello dei Brandeburghesi con Fasolis. Anche Alfredo Bernardini con l'ensemble Zefiro ha un approccio simile, vivace e diretto. Ho scoperto che le suites per violoncello le ha incise Hidemi Suzuki (fratello di Masaaki) su uno strumento a quanto pare datato 1570, quindi già antico al tempo di Bach, e questo mi lascia un po' perplesso. Ad ogni modo, per chi non lo avesse ascoltato ed è curioso di farlo, eccolo:
  24. Me ne sono fatto un'idea più precisa: lasciate perdere, a meno che non siate ammiratori dello sciovinismo polacco; di quelli, per intenderci, che "eh, ma Chopin suonato dai polacchi è il vero Chopin" et similia.
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