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Florestan

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Tutti i contenuti di Florestan

  1. Su JPC la Passione secondo Matteo la danno a 40 euro (ma sono 3 cd): https://www.jpc.de/jpcng/classic/detail/-/art/johann-sebastian-bach-matthaeus-passion-bwv-244/hnum/4180647 La Passione secondo Giovanni invece è a 25 euro: https://www.jpc.de/jpcng/classic/detail/-/art/johannespassion/hnum/8931745 Su Amazon è attualmente disponibile solo la seconda a 28 euro.
  2. Ascoltato lo splendido Oratorio di Natale della stessa formazione, che sta portando avanti il progetto di incidere l'integrale della musica vocale di Bach, sarei curioso di sentire questi cd: Su YouTube c'è qualche brano di entrambi, come lo splendido coro iniziale della Passione secondo Matteo: O la magnifica aria per contralto Erbarme dich:
  3. Le aggiungeresti tu, appunto. Ma a precisa domanda su Youtube, D. H. ha risposto che un video con le migliori integrali HIP di Beethoven sarebbe per lui molto breve: 0...
  4. Non so se qualcuno lo ha citato, ma l'Adagio della Settima di Bruckner in questa discussione ci sta bene: non è una semplice evocazione di un corteo funebre, ma è proprio una meditazione in senso proprio. Ci sta bene anche qualcuno degli ultimi pezzi pianistici di Liszt, come La lugubre gondola (anche questo scritto per la morte di Wagner).
  5. La prima senza ombra di dubbio. Dei dischi tratti dalla seconda terrei solo la Quinta, che è LA Quinta per eccellenza.
  6. In questo contesto di scelte è semplicemente un delitto non inserire Carlos Kleiber-Wiener e Karajan-Berliner (una qualsiasi delle sue incisioni con questa orchestra). Visto che Hurwitz predilige Toscanini e Szell, capisco non ami Furtwaengler, che tuttavia come interprete beethoveniano io trovo fondamentale e di gran lunga superiore a entrambi.
  7. Senza nulla togliere a Brahms, quasi tutto il Novecento musicale in pratica non esisterebbe senza Wagner. Effettacci, cattivo gusto, megalomania? Sì, certo. Ma anche tante pagine di rara bellezza e "verità" (nel senso che non potevano essere scritte altrimenti).
  8. Florestan

    Mahler vs Bruckner

    Ho votato Mahler perché ha unito Lied e sinfonia, forma vocale e forma strumentale come nessun altro ha mai fatto né prima né dopo, perché è molto più vario e anche perché influenzato da vecchie letture adorniane. Tuttavia Bruckner è certamente un gigante anche lui: qualcuno qui diceva che con Mahler musicalmente (musicalmente, non storicamente) c'entra davvero poco, e io sono d'accordo.
  9. Non riuscendo a capirla, me lo chiedo anch'io...
  10. Florestan

    Beethoven

    Seguo la rubrica di @Eduard Hanslicksulle sonate di Beethoven.
  11. Tranquillo, avevo capito il discorso generale che condivido. A volte Nelsons qualcosa che mi piace lo fa (non in Bruckner, in cui mi piaceva decisamente di più il suo maestro, soprattutto l'Ottava che era di prim'ordine), Thielemann non riesco invece ad apprezzarlo, e tanto meno a capire la sua fama di "nuovo Karajan".
  12. Io farei un discorso un po' diverso fra Nelsons e Thielemann: mentre il secondo è un conservatore a tutto tondo uscito fatto e finito dalla tradizione germanica, Nelsons è un allievo di Jansons e come tale tende a riproprorne vizi (una certa staticità e magniloquenza) e virtù (espressività e controllo dinamico, evidenti nel ciclo brahmsiano).
  13. Buone feste a tutti. Ho riascoltato parecchie volte, e meglio, quasi tutte le integrali da Schnabel a Scherbakov, mutando diverse volte parere anche rispetto ai miei primi messaggi in questo forum, e il suggerimento che mi sento di dare per chiunque voglia UNA SOLA integrale di Beethoven è il seguente: Prima registrazione degli anni Sessanta rimasterizzata, suono eccellente. Al secondo posto metterei una a scelta fra Ashkenazy, Brendel (meglio la terza come suono e mi sembra anche come accordatura del pianoforte) e Pollini (di cui spiccano le ultime cinque sonate e alcune i
  14. Ti ringrazio per l'apprezzamento. Sì, avevamo intuito entrambi che era una questione di sensibilità personale alle interpretazioni. Per me va rispettata l'indicazione di Beethoven nel momento in cui l'accompagnamento continua da solo in una zona armonica diversa da quella d'impianto: stesso ritmo, non più puntato; secondo te non è essenziale, o almeno la notevole deviazione dal ritmo di base che ne fa Heidsieck accentua un effetto parossistico che evidentemente lui voleva dare alla pagina, che tu condividi e che a me invece non piace molto. Ti ringrazio anche del bello scambio di opinioni
  15. Sì, indubbiamente c'è un forte elemento parodico in questa pagina, ma è proprio quello che non riesco a sentire in Heidsieck, che ho appena riascoltato e mi sembra sempre più prendere tremendamente sul serio questo Adagio grazioso. L'accompagnamento puntato lo fa sentire appena, scegliendo di eseguirlo in pianissimo mentre esegue la melodia della mano destra quasi in mezzoforte, comunque molto più udibile della mano sinistra, per poi legare quasi subito fin dalla battuta 5 (nello spartito Beethoven ha scritto "piano" sia per melodia che per accompagnamento, segna quasi sempre l'accompagnamento
  16. Non sono un professionista, esprimo solo la mia idea, che è frutto di ascolti ripetuti, di un minimo di conoscenza degli spartiti e anche di colloqui con professionisti. Chiaramente qui parliamo di sensibilità diverse rispetto all'interpretazione di un brano: se parli di una sublimazione del belcantismo, di rubati e agogiche liberi e di mano destra che enfatizza la melodia, il massimo in questo tipo di lettura di questa pagina stupenda per me l'ha dato Arrau: Solo che lui riesce a rispettare anche il contrappunto cambiando continuamente la velocità dell'accompagnamento, senza dar l'
  17. Con un'agogica così libera Heidsieck mette in luce sicuramente molti dettagli e enfatizza le linee melodiche principali, ma sacrifica il contrappunto, e con quello quasi tutte le linee e i dettagli che a lui sembrano secondari: nella sonata numero 16 nel secondo tempo gli arabeschi veloci della mano destra diventano lentissimi e l'accompagnamento, che è ritmico e melodico insieme, viene completamente stravolto. Ed è solo uno dei cento altri esempi che potrei addurre su questa integrale. Il pianista è eccelso, l'interpretazione a mio modesto avviso e per la mia sensibilità, è scorretta. In altr
  18. Il pianista è un virtuoso che finora si è segnalato nell'esecuzione delle sinfonie di Beethoven nelle trascrizioni pianistiche di Liszt e dei Preludi e fughe di Shostakovich, e che, leggo nelle note di copertina sul web, considera questa integrale "un ritorno a casa". Da quello che sto ascoltando su Spotify, non ruba certo il posto a Brendel, Arrau, Pollini, Gilels e Backhaus, ma non è malaccio.
  19. Bellissimi dischi quelli di Stenhammar diretto da Jarvi padre e figlio, con ottimi solisti per i concerti, e di Sibelius da Segerstam. Wetz e Rautavaara non li conosco, il Furtwangler compositore non lo apprezzo molto.
  20. A proposito di cofanetti beethoveniani... mai sentiti Korstick, Buchbinder, Biss, Lortie e Lewis? Cosa ne pensate (se avete avuto modo di ascoltarne qualcosa)?
  21. Segnalato come edizione di riferimento informata da Classics Today, attualmente non disponibile su Amazon Italia, è su YouTube per chi volesse farsi un'idea. @Iveslo hai sentito? Buone feste a tutti.
  22. Ti ringrazio per i tuoi chiarimenti. Mi pare che certi tempi strettissimi di Levit siano abbastanza in linea con le letture di Gulda (che però conservava la proporzione anche nei movimenti lenti, che erano meno lenti degli altri interpreti); sui contrasti dinamici non posso esprimermi, perché ho ascoltato la sua integrale in condizioni audio a dir poco di fortuna. Quanto alla ricerca di effetti nel senso che credo tu intenda, a volte mi chiedo se in certe letture di Beethoven, pur somme, non vi cadesse un po' anche Richter (tempi strettissimi seguiti da tempi più lenti, dinamiche esasperate e
  23. Lo conosco io. A mio parere rubato troppo libero che spesso finisce per "perdere" il contrappunto, che in Beethoven è importantissimo. Ciò non toglie che Heidsieck sia un mio riferimento per altri autori, in primis Fauré.
  24. Sarebbe bello che motivassi le tue preferenze: in particolare Ashkenazy (che consigli per un primo approccio a Beethoven) mi pare fornire delle letture "romantiche" più vicine a Brendel (che non ti piace) rispetto a Badura-Skoda e Kovacevich, e anche a Backhaus (che ti piacciono). Anche Gilels e Arrau, che adoro, sono un po' l'esatto contrario di ogni approccio filologico alla Brautigam... Sarei curioso infine di sapere cosa non c'è per te nelle letture di Levit, che ti fa dire che manca addirittura Beethoven.
  25. Credo che Hurwitz non abbia menzionato la Settima di Bruckner diretta da Giulini con i Wiener solo perché non è più disponibile come disco singolo, ma solo in un box della DG dedicato al grande direttore pugliese. Sul suo sito infatti recensisce quel box menzionando "the superb Vienna recordings of Bruckner's Seventh, Eighth and Ninth". Settima di Chailly buona, ma certo non migliore delle registrazioni storiche (Furtwangler, von Matacic, Bohm, Wand/Berliner, Karajan/Wiener...) e naturalmente neppure di quella di Giulini. Haitink l'ha diretta un bel po' di volte: a quale Settima di Haiti
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