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Florestan

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  1. SALVIAMO BRUCKNER DAI BRUCKNERIANI Ripensavo a un video di David Hurwitz dal titolo programmatico: "Perché tanto cattivo Bruckner?" A suo dire, oggi si registrerebbe quasi solo del pessimo Bruckner per motivi discografici. Già altrove ho espresso le mie perplessità su questo discorso, che non coinvolge certo il solo Bruckner, anzi: cosa si dovrebbe dire allora di certo Beethoven, per fare un solo esempio? Ascoltavo recentemente le letture bruckneriane di Jaap van Zweden con la Netherlands Radio Philharmonic su Spotify, e se non costassero molto (ma recentemente su Amazon il cofanetto
  2. Ricordo di aver letto una vecchia conversazione fra Corrado Augias e Roman Vlad in cui entrambi lamentavano il fatto che nei teatri ormai le manifestazioni di disapprovazione fossero scomparse e che si applaudisse indiscriminatamente tutto, anche ciò che non si capiva: ed erano gli anni Ottanta, con il politically correct ancora molto di là da venire.
  3. Disco splendido anche questo. Copertina a parte...
  4. Per la Messa in si minore, mi rivolgo a questa: che è un vecchio disco del 1993 meritoriamente ristampato dalla Brilliant.
  5. Grazie. Anch'io, potendo, mi orienterei su Gardiner, i suoi solisti barocchi e il suo Monteverdi Choir. Interessante il piccolo organico di Kuijken, magari più rispondente alla prassi esecutiva di Bach nelle cantate (forse non nei grandi oratori), e condivido senza riserve il discorso sui boxoni. Intanto va avanti il progetto della Bach-Stiftung svizzera di Lutz di incidere tutte le cantate: quello che ho sentito finora è eccellente, su YouTube si trovano anche dei video tratti dai DVD, consiglio a tutti di darci uno sguardo anche a tempo perso.
  6. Capitolo Cantate: chi le vuole tutte ha diverse scelte: questa oppure questa oppure, quando sarà disponibile fisicamente, questa ma poi, scoraggiato dai prezzi (su Amazon poco più di 200 euro Gardiner, 230 Koopman, Suzuki una selezione di 15 CD la danno a 60 euro: facendo le proporzioni e tenendo conto che questi sono SACD...), finirà per orientarsi sulle vecchie incisioni di Rilling su strumenti moderni a un prezzo decisamente più abbordabile, oppure su questa Tutto Bach a poco più di 150 euro: Cantate Harnoncourt-Leonhardt, Suites Alan Curtis, Partite
  7. Telemann, concerti per strumenti a fiato A quanti debba controdediche
  8. Dedica speciale a @Madiel per aiutarlo a superare questo momento
  9. La Tafelmusik più recente, e secondo me più consigliabile, è questa (tutta su piattaforme di streaming): Bellissimo il cd con le Ouvertures eseguite dall'ensemble Zefiro di Alfredo Bernardini, citato qualche post fa. Per chi voglia confrontare direttamente la Musica sull'acqua di Telemann con quella decisamente più celebre di Handel, c'è questo disco molto bello sempre dellla stessa compagine:
  10. Gran bel disco quello dei Brandeburghesi con Fasolis. Anche Alfredo Bernardini con l'ensemble Zefiro ha un approccio simile, vivace e diretto. Ho scoperto che le suites per violoncello le ha incise Hidemi Suzuki (fratello di Masaaki) su uno strumento a quanto pare datato 1570, quindi già antico al tempo di Bach, e questo mi lascia un po' perplesso. Ad ogni modo, per chi non lo avesse ascoltato ed è curioso di farlo, eccolo:
  11. Me ne sono fatto un'idea più precisa: lasciate perdere, a meno che non siate ammiratori dello sciovinismo polacco; di quelli, per intenderci, che "eh, ma Chopin suonato dai polacchi è il vero Chopin" et similia.
  12. Florestan

    Mahler

    Leggendo qualche passaggio delle cose scritte da Wittelsbach sul Mahler di Abravanel (ma non gli aggettivi sottolineati da Majaniello), il discorso generale, più delle letture di Kubelik alle quali è sicuramente più vicino, mi ha ricordato la prassi di Gielen: anche lui "alleggerisce" molto pagine come il Finale della Terza e l'Adagietto della Quinta (pagine in verità interpretate in tempi abbastanza stretti anche da Kubelik), ma soprattutto rende enigmatici come poche volte i "notturni" della Settima e intimizza molto la Nona. Ma è solo una suggestione, credo che i due direttori restino abbas
  13. Concordo su tutto, ahimé anche sull'ultima frase.
  14. Anch'io l'ho intesa così quando ho parlato di "migliore", nei termini di una bellezza tematica e formale e di un ossimorico equilibrio romantico che hai saputo spiegare meglio di me, e che accomuna molto questo pezzo alla sua ultima celeberrima sinfonia. Io però ritengo che il capolavoro di Dvorak sia la sua Serenata per archi, che pur non appartenendo al periodo americano, mostra queste stesse caratteristiche con un organico più ridotto.
  15. Comprai il cd nella seconda metà degli anni Ottanta, sulla base di recensioni su guide cartacee: era un disco consigliato anche per la sua qualità sonora (all'epoca). Jaarvi padre e l'Orchestra Sinfonica di Goteborg sono impeccabili, il sig. Helmerson suonava su un Montagnana del 1743. Se vuoi farti un'idea, eccolo su Youtube:
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