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Malesoprano.

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  1. Buona sera a tutti, mi permetto di dire la mia e di intrufolarmi nella vostra conversazione, poiché, essendo un sopranista posso reputarmi in grado di rispondere alle vostre perplessità su tale vocalità. La voce di testa di una donna e la voce di testa di un uomo si comporta e si sviluppa allo stesso modo, sono entrambe emissioni di falsetto; unica differenza tra loro è il timbro. Quello maschile risulterà nei migliori dei casi simile al timbro di un ragazzo in età prepuberale, chiaro, squillante, rotondo e agile ( ragazzo e non come quello di un bambino, come nei castrati), nei peggiori risulterà inarmonico, afono, stridulo e poco melodico. Lo stesso problema è presente nelle voci femminili, pertanto avere un buon insegnate di canto e soprattutto un buon orecchio, che sappia auto-giudicarsi, migliorerà molto il colore della voce. "Ad oggi un famoso sopranista leggero (con moglie e figli) è Radu Marian, il quale ha una voce che non ha nulla da invidiare ad una vocalità da soprano donna, direi anche più bella, agile e idonea di alcune altre voci femminili". La figura del cantante falsettista uomo risale a molti anni prima della comparsa dell'evirato cantore. Quest'ultimo subentrerà poi al posto dei falsettisti nelle chiese nel 1562, con l'arrivo del primo castrato spagnolo Francesco Torres, nel coro della Basilica di San Pietro a Roma. Tra il XVII ed il XVIII secolo nonostante la figura del soprano naturale (il castrato), presente e dominante nelle opere e nelle chiese, non mancavano i falsettisti, che continuarono ad offrire i loro servigi presso le chiese e i monasteri. Riguardo l'utilizzo ad oggi di tale vocalità nelle opere barocche e per i ruoli scritti e dedicati ai castrati di un tempo, sono dell'idea che, se il cantante si presenta tecnicamente pronto ed artisticamente ad un ottimo livello debba essere ritenuto più che idoneo a sostenere la parte, piuttosto che lasciare alle donne, anche se di eccezionale capacità vocali, l'interpretazione di eroi, divinità, re e/o faraoni.
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