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Cicciolinuks

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  1. Ciao Antonio, forse in ritardo segnalo 2 alternative più economiche. 1. collegare l’uscita del silenziatore a delle casse esterne piuttosto che a normali cuffie. In tal modo il suono non bombarda le orecchie e può essere regolato abbastanza basso, tanto da poter essere paragonato ad un televisore/radio (a meno che il tuo vicino non si lamenti anche della tv). Io ho un pianoforte elettronico ma la situazione è simile al pf con silenziatore Yamaha; suono ormai senza cuffie tenendo il volume relativamente basso. 2. Prima di escludere del tutto le cuffie, invece di quelle chiuse che occludono e riscaldano, fai provare a tuo figlio un paio di cuffie semichiuse (o semiaperte?). Le ho usate di recente, ottime, solo ho dovuto tagliare un elastico all’interno perchè mi stringevano, per il resto mi dimenticavo di averle (tanto che un paio di volte mi sono alzato con le cuffie e si sono rotte 😕 ). Il filo abbastanza lungo lo facevo stare sul pavimento e poi mi risaliva tra le gambe fino alle cuffie, così non intralciava il lavoro delle mani. Quando suonavo da ragazzo invece avevo quelle chiuse e dopo un poco il calore mi opprimeva. Inoltre un musicista abituato al silenzio assoluto è “isolato”, anche per via delle cuffie chiuse forse sarà più tendente a distrarsi in situazioni reali, dove il silenzio assoluto non esiste: starnuti, odiosi ma possibili cellulari, uccelli (se si suona all’aperto), ecc.
  2. Ciao, certamente tutto è nel tuo cervello e nella memoria muscolare. Tuttavia ciò che dite entrambi nei vostri messaggi per me è sorprendente, specialmente per la vostra totale immersione nella musica. La mia esperienza è opposta: oltre alla diamonica delle medie (dove ho imparato le note sul pentagramma ma non la durata, dovevo suonare melodie che conoscevo) ero analfabeta musicale fino a 14 anni. La mia "carriera" musicale inizia e finisce con la scuola superiore: mi sono iscritto ad un corso di tastiera elettronica, e solo il 4 anno ho fatto pianoforte "vero" con un pianista. Il 5o anno l'ho fatto a metà ed ho deciso di lasciare (maturità in arrivo, decisione della vita: università - con 5o intendo contare il tempo da quando ho iniziato, non il livello 5o anno di conservatorio). Per un periodo ogni tanto suonavo, poi ho smesso definitivamente. Circa 15 anni dopo ho ripreso: sin da subito sapevo suonare l'inizio di vari pezzi (il resto no, come dimenticato, del tutto o a spezzoni e l'ho dovuto reimparare o far riemergere) la tecnica non mi aveva lasciato, anche se mi ci è voluto un mese per togliere la "ruggine" alle mani; sapevo leggere la musica e mi sorprendevo ricordando il significato alcuni segni "strani" sullo spartito. Ricordo che guardando le scritte del mio maestro a matita sullo spartito, era come se fossero state scritte il giorno prima; del resto tendevo anche a fare gli stessi errori che erano segnati da lui sugli sugli spartiti. La sensazione era che il tempo si fosse fermato. Dopo ho incominciato a migliorare, specialmente la tecnica (la lettura non so, imparo solo a memoria da quando ho ricominciato). Quello che mi stupisce dei casi sopra invece è che riguardano persone cresciute nella musica ed arrivate molto avanti, io sono arrivato qualche invenzione a 2 voci e la sonata 545 di Mozart, qualche mazurca e preludio di Chopin, Album della gioventù di Schumann e robe simili... O forse è che io, avendo imparato in una fase più matura, l'ho fatto con maggiore consapevolezza. È come la mezza bugia dei bambini che imparano subito le lingue, mentre la verità è che se poi non le studiano per tutta l'infanzia e l'adolescenza, le dimenticano; forse quindi non è male imparare le lingue dopo i 9 anni, ma qui cambio discorso e tocco tasti delicati (e le multinazionali dell'insegnamento dell'inglese ).
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